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Amazon, svelato il trucco pazzesco per abbassare i prezzi dei prodotti dopo averli messi in carrello. Ecco che codice usare

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Bomba GF Vip, Jo Squillo svela la verità: “E’ tutto finto, Sono aiutati da Signorini” Ecco come si mettono d’accordo

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Jo Squillo, a distanza di settimane dalla sua eliminazione, ha deciso di dire la sua sul GF Vip, e su quello che si nasconde dietro le famose dinamiche del reality. La presenza della donna all’interno della trasmissione di Alfonso Signorini è durata due mesi, periodo in cui ha cercato il più possibile di litigare poco e di lanciare al pubblico messaggi di solidarietà. Proprio questo suo atteggiamento le ha causato diversi attacchi da parte degli altri coinquilini. Secondo molti, cercare di restare sempre controllata per evitare discussioni era anche un modo per non mettersi in gioco e non far conoscere la vera se.

Jo Squillo ha in realtà specificato che questa caratteristica fa proprio parte del suo carattere e che il suo obiettivo nel GF Vip, era proprio quello di non cadere in queste trappole. A quanto pare, concorrenti e produzione sono tutti d’accordo nell’amplificare litigi e amori per creare lo show. “Ho voluto fare un percorso da grande sorella, cercando di iniettare piccole pillole di vita intelligente. Ma questo era molto difficile. Andava a scardinare l’ordine del format, basato sul solito schema: litigate e finti amori”. E infatti ha avuto vita breve la sua presenza nel reality.

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Come Alfonso Signorini ha specificato più di una volta, al pubblico del GF Vip, non interessano i messaggi portati avanti con fierezza e determinazione da Jo Squillo. Gli spettatori vogliono solo intrattenimento e divertimento, e soprattutto distrarsi dai problemi del mondo, che per molti rappresentano solo noie. La distrazione è proprio la più grande pecca della nostra società: meglio guardare una partita di calcio o un reality show, piuttosto che informarsi sulle ingiustizie che avvengono all’ordine del giorno e che insieme potremmo combattere e distruggere.

Gli occhi dell’Italia sono invece tutti puntati sulla telenovela che sta mettendo in atto Alex Belli, il gran commediografo del GF Vip,. Anche su di lui Jo Squillo ha la sua idea: “Non è più credibile. Molta gente ha capito la sua recita. Trasforma, modifica e mistifica la realtà. Ormai questo è il suo film e non capisce di aver perso la sua credibilità, con me e forse anche con sua moglie Delia e i suoi amici. Poi non si sa se effettivamente sia sposato o se hanno fatto la recita del matrimonio per poter entrare al GFVip per fare Centovetrine”. Che sia o meno d’accordo con la moglie non si è ancora capito.

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Ma sicuramente sta riuscendo nel suo intento: il triangolo Alex Belli, Soleil Sorge e Delia Duran è tra i più chiacchierati nella casa del GF Vip,. Ma Jo Squillo si è voluta soffermare anche su un altro personaggio controverso, quello di Katia Ricciarelli. Una donna dura, diretta, spesso anche troppo, ma comprensibilmente dato il suo passato da prima donna: “Ha mancato di rispetto a me e alla mia carriera, sbeffeggiando la mia canzone Siamo donne, dicendo che ho fatto solo quello nella vita. Lei è fatta così, Katia è un po’ cattivella, ha quel piglio sempre sarcastico”.

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Jo-Squillo gf vip
Jo-Squillo gf vip

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L’altoatesina Pircher innova l’outdoor in chiave green: legni modificati e naturali al 100%

Dalla tecnologia ispirata al naturale processo di fossilizzazione Organowood, alla modifica del legno Kebony con alcol biologico che trasforma legno tenero in legno duro con trent’anni di garanzia. E ancora: parchi giochi naturali e tutela dell’ambiente nel settore idrico. Pircher, storico gruppo altoatesino che opera nel settore Wood ed è attivo nel campo dell’edilizia e del fai-da-te, punta sull’innovazione e sulla sostenibilità ambientale per accelerare ulteriormente in questa fase di ripresa post Covid-19. Il gruppo opera anche nella business unit Water, sviluppando canali di drenaggio dell’acqua, vasche e impianti idrici e grandi progetti per il settore.

Due diversi comparti per i quali Pircher offre soluzioni e prodotti d’eccellenza sia per il segmento classico che quello premium, attraverso tecnologie offerte in partnership con altre aziende europee, ma anche per il mondo del fai-da-te che ad oggi rappresenta una parte importante del fatturato di Pircher. Ed è stata proprio la recente pandemia sanitaria, con le conseguenti modifiche agli stili di vita, a far crescere la domanda nel campo del legno, modificando e stimolando il mercato a rispondere con offerte innovative che valorizzino le materie prime dal punto di vista estetico ma soprattutto da quello ecologico e della salute.

«Il legno sta vivendo un successo importante a livello mondiale, sia per quanto riguarda il fai da te, che nel mondo dell’architettura e del contract – commenta Matthias Mair , Ceo di Pircher -. Come azienda cerchiamo di rispondere a questa forte richiesta del mercato garantendoci innanzitutto la disponibilità delle materie prime per il futuro e investendo su innovazioni e prodotti che possano garantire un valore aggiunto alle nostre offerte, soprattutto in termini di sostenibilità ambientale»

Legno sostenibile e resistente per le costruzioni esterne

Negli ultimi anni Pircher ha stretto due partnership molto importanti con aziende fornitrici di tecnologie d’avanguardia nel mondo legno. La prima si chiama OrganoWood , azienda svedese che ha brevettato una tecnologia che modifica il legno con il silicio rinunciando completamente all’uso di sostanze nocive. Attraverso questo processo, il silicio sotto alta pressione si lega alle fibre del legno creando così un ambiente sfavorevole ai microorganismi e funghi. Il legno modificato Organowood è sviluppato per resistere ad ambienti esterni esposti a condizioni atmosferiche difficili, è interamente biodegradabile e può essere riciclato come legno non trattato.

La seconda partnership è quella con Kebony, azienda scandinava che ha messo a punto un trattamento capace di modificare il legno tenero in legno ad alta prestazione in maniera naturale. Un processo che in termini di estetica e di performance è capace di replicare fedelmente i legni duri di origine tropicale. Nel dettaglio, il legno viene impregnato con alcol furfurilico ricavato dagli scarti agricoli, acquisendo stabilità dimensionale, durezza, elevata longevità e grande resistenza a funghi e altri microorganismi che attaccano il legno. Il legno Kebony, inoltre, possiede un’elevata capacità di contrastare le intemperie ed è capace di resistere a tutte le condizioni climatiche.

Tra le soluzioni sostenibili create da Pircher troviamo anche Bioline , legno in larice dell’Alto Adige. Pircher propone una gamma completa di legno da esterno, a partire dalle pavimentazioni, rivestimenti, legno lamellare fino al prodotto finito per il proprio giardino. Il larice, legno radicato nella tradizione altoatesina ottimo per la costruzione, viene utilizzato nell’edilizia da secoli. Tutto il fabbisogno del legname proviene dai boschi dell’arco alpino e viene trasformato nello stabilimento in Val Pusteria.

Parchi giochi di qualità con Eibe

L’attenzione di Pircher è riposta anche sui clienti più piccoli. È per questo che l’azienda ha chiuso un accordo di collaborazione con Eibe, azienda tedesca specializzata nella progettazione e produzione di attrazioni e parchi giochi per bambini. Le attrezzature prodotte sono tutte realizzate con materie prime rinnovabili in legno e vanno a completare l’assortimento come fornitore completo per il mondo outdoor. «Riteniamo questa una collaborazione di grande qualità. Ad unirci sono sicuramente la passione per il legno, la migliore qualità delle materie prime e la sicurezza dei giochi garantita dalle numerose certificazioni internazionali», spiega Mair.

 Calcestruzzo di alta qualità nel mondo idrico

L’innovazione in Pircher non riguarda solo il settore legno, l’azienda altoatesina è attiva anche nel ramo idrico, con focus sulla realizzazione di canali e impianti per il convogliamento, la raccolta e il trattamento delle acque civili e industriali. Pircher cerca di fornire soluzioni di qualità e complete a tutela dell’ambiente e del patrimonio idrico. Nel proprio stabilimento di Gazzuolo, in provincia di Mantova, Pircher produce vasche per il trattamento idrico e canali di drenaggio, utilizzando calcestruzzo di alta qualità. Un ulteriore segnale importante da parte dell’azienda, per dimostrare il suo impegno nei confronti dell’ambiente.

L’intera gamma di prodotti, che comprende i canali in CLS, e i canali polimerici, le vasche monolitiche, i separatori di grassi e di oli minerali e gli impianti biologici, è nata grazie allo sviluppo continuo di innovazioni tecnologiche, al fine di offrire una qualità eccellente, soluzioni efficaci e sistemi intelligenti. L’innovazione interessa soprattutto i materiali, i profili, le prestazioni, e l’efficienza dei sistemi progettati che danno origine a soluzioni permanenti, rispettando le più severe normative internazionali.

Il gruppo

Pircher è un gruppo altoatesino leader in Italia nel settore del legno e dell’edilizia, che opera nei segmenti del fai-da-te, della produzione di legno per esterni e di manufatti in calcestruzzo per la raccolta e il trattamento delle acque. Con oltre 150 dipendenti suddivisi in tre diversi stabilimenti italiani, Pircher vanta un know-how unico nel proprio genere che garantisce una lavorazione precisa e di qualità di tutti i materiali utilizzati, e nel pieno rispetto della sostenibilità. Nella sede centrale del gruppo e sito produttivo della Pircher Oberland Srl di Villabassa, in provincia di Bolzano, vengono lavorati mediamente 35.000 m³ all’anno di legno per trasformarli, in gran parte, in semilavorati per il fai-da-te (circa 10 milioni di pezzi all’anno). Nella sede della Pircher Srl di Gazzuolo, in provincia di Mantova, vengono invece realizzati manufatti in cemento. Mediamente vengono gettati 7.500 m³ all’anno. I prodotti delle due sedi vengono infine distribuiti su larga scala attraverso la terza sede, il centro logistico di Rolo, in provincia di Reggio Emilia, da dove partono oltre 2 milioni di colli all’anno.

Fortemente managerializzato, il gruppo Pircher basa la propria cultura aziendale sulla trasparenza, l’affidabilità e il senso di responsabilità, investendo continuamente sulla crescita e la formazione dei propri collaboratori, e mantenendo il cliente sempre al centro del proprio operato.

Bomba Mediaset, Paolo Bonolis sostituisce Luca Laurenti ad Avanti un altro. Ecco chi prende il suo posto. Fan sotto choc

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A breve comincerà una nuova stagione di Avanti un Altro di Paolo Bonolis, con molti nuovi protagonisti, di cui uno proveniente dal mondo della Rai. Si tratta di Marco Giusti, autore di numerosi programmi televisivi, tra cui il più famoso è ‘Blob’ e che potrebbe prendere il posto di Luca Laurenti stando alle voci che circolano a Mediaset. Recentemente la Bruganelli ha postato una foto che annuncia l’inizio di Avanti un altro senza la foto proprio di Laurenti e il che aveva già destato sospetti.

Marco Giusti collabora dagli anni ’80 con “Il Manifesto” e “L’Espresso”. Ha realizzato un documentario “Abel ama Asia” insieme ad Asia Argento sull’incontro tra questa e il regista Abel Ferrara. Ha presentato al Festival di Cannes 2002 il documentario sulle manifestazioni antiglobalizzazione avvenute durante il Summit del G8 a Genova, nel corso delle quali ha perso la vita il giovane Carlo Giuliani.

Documentario realizzato insieme a Roberto Torelli per Raidue e mai trasmesso. L’ultimo dei tanti programmi prodotti da Marco Giusti è stato Stracult, ma la rete di Stato lo ha messo in cantina un anno fa. Marco Giusti prenderà parte quindi alla nuova stagione di Avanti un Altro. Entrerà saltuariamente nello studio per fare ai concorrenti domande che riguardano il mondo del cinema. Siamo certi che Paolo Bonolis giocherà moltissimo sulla balbuzie che lo contraddistingue. Del resto il presentatore non si è mai voluto adeguare al politicamente corretto e non ha freni.

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Ma Paolo Bonolis ci piace così. Soprattutto ci piace la sua riconferma con la Mediaset. L’ultimo anno sono state moltissime le voci riguardanti un litigio con Pieri Silvio Berlusconi e una sua sostituzione. I pettegolezzi tiravano in ballo in particolar modo le ormai famose 50 puntate di Avanti un Altro registrate e mai mandate in onda. I vertici della rete decisero di interrompere le registrazioni non appena il virus del Covid-19 è giunto in Italia. Precisamente il 21 febbraio, quando il primo caso di infezione fu riscontrato a Codogno. Da quel momento, ci si è affidati esclusivamente alle repliche.

Così, le puntate che Paolo Bonolis aveva già girato sono state rimandate e poi rimandate ancora, e ancora oggi non sono state utilizzate. Adesso il presentatore è alle prese con la nuova stagione, che prevede sessanta puntate da girare entro dicembre. Gli episodi verranno trasmessi fino alla metà di marzo. Dopo di ché, probabilmente andranno finalmente in onda le vecchie cinquanta puntate, se non verranno rimandate ancora. Il presentatore sembra non essere affatto colpito da quanto accaduto. Anzi, pare che abbia già chiuso l’accordo per la registrazione di altre 80 puntate per il 2023.

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Tornando ad Avanti un Altro, oltre agli episodi del pre serale sono stati riconfermati anche gli speciali di prima serata, che saranno almeno sette. Oltre alla nuova presenza di Marco Giusti, sono state confermate anche le apparizioni nello show dell’ex pornodiva Ilona Staller e di Clayton Norcross, primo storico Thorne Forrester di Beautiful. Le dinamiche della trasmissione dovrebbero rimanere le stesse dell’anno passato, con le uniche eccezioni dell’eliminazione del plexiglass di separazione tra Bonolis e Laurenti. Paolo Bonolis saprà sicuramente intrattenerci per un altro anno.

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Dramma Alessia Marcuzzi: Ecco perché non la vedremo più in tv. “E’ successa una cosa brutta”. Fan sotto choc

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Alessia Marcuzzi ha svelato ai suoi follower come passa il suo tempo da quando è lontana dal mondo del piccolo schermo. L’ultima stagione televisiva è giunta la notizia che nessuno si aspettava: la show girl interrompeva infatti il suo contratto con la Mediaset. Negli ultimi anni l’abbiamo vista come conduttrice di Le Iene e di Temptation Island nella sua versione Vip. Ma la presentatrice ha deciso di prendersi una pausa e di riprendere il suo posto solo quando avesse trovato l’incarico giusto. Così, adesso sono in molti ad immaginarla a casa nel dolce far niente e si chiedono se lei ne sia felice.

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Dopo tanti anni di carriera restare senza lavoro deve essere dura. La noia e la quotidianità intervengono ben presto a farti desiderare un nuovo lavoro. Ma quello che non tutti sanno è che Alessia Marcuzzi non è certo rimasta con le mani in mano. Già durante gli anni del piccolo schermo ha iniziato una carriera parallela come imprenditrice. E’ questo quello che ha spiegato ai suoi follower quando martedì sera ha deciso di rispondere alle loro domande tramite le stories di Instagram. “Fermarti dal lavoro dopo tanto tempo non ti pesa? La tua giornata come la gestisci?”.

“Sono molto serena. Lavoro comunque per le mie aziende. Ho un gruppo di persone fantastiche che lavorano con me e che stimolano ogni giorno la mia creatività. E poi ho più tempo per la mia famiglia, i miei amici e le mie passioni” ha risposto Alessia Marcuzzi che ha avviato ben due società. La prima si chiama Luce Beauty ed è un brand di cosmetici. Un’attività in cui si stanno lanciando moltissime donne dello spettacolo, partendo da Jennifer Lopez e Rihanna, arrivando a Michelle Hunziker. Tutti i prodotti sono realizzati con una percentuale di ingredienti di origine naturale, maggiori del 98%, e sono testati scientificamente.

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La seconda si chiama Marks & Angels ed è invece un marchio di borse artigianali. Dalla bellezza alla moda, Alessia Marcuzzi ha deciso di non lasciarsi sfuggire nulla. E non finisce qui: la presentatrice tiene anche un suo blog in cui fornisce alle lettrici consigli di bellezza, moda e viaggi. Si chiama La Pinella ed è il suo sito personale. Insomma, la bella bionda non sta di certo con le mani in mano. Anche se siamo sicuri che prima o poi vorrà ritornare a calcare le scene. Il mondo dello spettacolo è fatto di moltissime luci, applausi, lustrini, ed è veramente difficile rinunciarvi.

E’ da vedere quale sarà l’incarico che riporterà Alessia Marcuzzi sul piccolo schermo. Il suo desiderio sarebbe quello di tornare sul palco dell’Ariston a condurre il Festival di Sanremo. E già alcune voce mormorano che potrebbe esserci proprio lei ad accompagnare Amadeus in questa sua terza edizione come direttore artistica. Probabilmente, Fiorello non sarà più al suo fianco e sono moltissimi i nomi in lizza per riempire un palco così difficile. Attualmente non c’è ancora nulla di definitivo. Ma purtroppo è arrivata da poco la notizia che la Marcuzzi non vedrà realizzato il suo desiderio perchè la Rai ha deciso di puntare su altri volti.  Insomma uno smacco per la Marcuzzi che si vedrà costretta a restare ancora lontana dalla tv tanto da far pensare che questa possa essere una scelta definitiva.

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Colpo di scena GF Vip, Francesca Cipriani abbandona la casa. “Non posso accettare. Ecco cosa mi hanno chiesto. E’ assurdo”

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Francesca Cipriani uscirà dalla casa del GF Vip per andare a trascorrere il Natale insieme ai suoi cari. Almeno questo è quello di cui è convinta sua madre, Rita De Michele, che ha rilasciato un’intervista al settimanale Nuovo Tv. Anche quest’anno il termine del reality show è stato rimandato alla fine di marzo e presto Alfonso Signorini dovrà chiedere agli inquilini se sono intenzionati o meno a restare in gioco per un periodo così lungo, rinunciando alle vacanze di dicembre. La scorsa edizione l’unica a scegliere di abbandonare fu Elisabetta Gregoraci, una delle preferite del presentatore.

Anche Francesca Cipriani è evidentemente tra i concorrenti che stanno più a cuore ad Alfonso Signorini. Sin dalla prima puntata del GF Vip è stata data moltissima importanza a lei e alla sua storia d’amore con Alessandro Rossi. Non solo, è stata permessa una cosa mai accaduta prima nel reality: il ragazzo è potuto restare nella casa più spiata d’Italia per qualche giorno, diventando famoso a sua volta. Per non parlare della proposta di matrimonio che le ha fatto in diretta televisiva, con tanto di anello e di dichiarazione d’amore. Una storia che ha appassionato davvero tutti.

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Per questo la mamma di Francesca Cipriani, corsa a congratularsi con la figlia nella successiva puntata, sembra essere convinta che la show girl non resisterà al GF Vip per tutti questi mesi: “Francesca non resisterà fino a marzo. Uscirà per trascorrere il Natale con i parenti, e poi è molto legata al fidanzato”. Un legame che se in parte ha intenerito i cuori più teneri, dall’altro lato ha entusiasmato le lingue più malevole. Sembra che il rapporto dei due sia nato a tavolino, con l’unico scopo di dare visibilità ad Alessandro, e che solo successivamente sia nato il vero amore.

Per questo, tutta l’ importanza che è stata data alla relazione a molti è sembrata fasulla e messa in atto per raggiungere il suddetto scopo. Alessandro Rossi e Francesca Cipriani sarebbero d’accordo per far entrare anche lui nel mondo del piccolo schermo. Ma il ragazzo, che dall’esterno della casa del GF Vip può difendersi, ha deciso di chiarire che il rapporto con la bella bionda è puro e sincero: “Il mio amore per Francesca Cipriani è puro e mi sono preso cura di lei in un momento difficile della sua vita”, ha affermato, per poi chiarire che la televisione non è il suo principale interesse.

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“La visibilità non mi interessa e la televisione è stata una bellissima esperienza. Ho il mio lavoro e mi sono innamorato di Francesca per le sue grandi qualità”. Sicuramente, il mistero dell’inizio della loro storia d’amore rimarrà tale. Sono davvero tanti gli esperti di gossip e i personaggi del mondo dello spettacolo ad essere convinti che la loro sia nata come una storia fasulla. Che poi sia cresciuto un reale sentimento, tanto di guadagnato. Alessandro del resto circolava già in alcuni ambienti Vip, infatti aveva scambiato delle mail con un’altra concorrente del GF Vip, Soleil Sorge.

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Raffaele Gerbi casino campione Svezia dal XVIII secolo fino ai tempi moderni

In questo articolo forniamo una panoramica dello sviluppo storico del mercato assicurativo in Svezia dal XVIII secolo fino ai tempi moderni. Consideriamo prospettive teoriche tratte dalla letteratura economica e di regolamentazione politica che potrebbero aiutare a spiegare importanti caratteristiche istituzionali del mercato – in particolare, la sua struttura oligopolistica, la mancanza di partecipazione straniera e la presenza significativa di forme di organizzazione mutualistiche. Offriamo inoltre una previsione sulle attuali sfide e prospettive del mercato assicurativo svedese in un mercato sempre più competitivo e globale.

Ringraziamenti

I suggerimenti di Roy Chandler, Dick Edwards, Mike Jones, Olle Krantz, Mats Larsson, Håkan Lindgren, Sven Gaunitz e due arbitri anonimi sono apprezzati con gratitudine. Il documento ha anche beneficiato dei commenti dei partecipanti a un seminario di ricerca tenuto presso il Dipartimento di Storia Economica, Università di Umeå, Svezia e la Conferenza di Accounting, Business and Financial History (ABFH), Cardiff Business School, Regno Unito, 15-16 settembre 2005 Tuttavia, si applica la normale esclusione di responsabilità.

Appunti

1. Baker & Collins (2003) notano che nella maggior parte delle giurisdizioni c’è una relativa scarsità di analisi storica del settore assicurativo rispetto ad altri settori come quello manifatturiero e quello bancario. Pertanto, la carenza di ricerche storiche analitiche nel settore assicurativo non è limitata solo alla Svezia.

2. La Svezia è entrata nell’UE il 1° gennaio 1995.

3. Nel presente studio definiamo un mercato oligopolio nella sua accezione più ampia. Ad esempio, Richards e Colenutt (1975) considerano che un mercato assicurativo oligopolistico è quello in cui le prime quattro o cinque società detengono una quota dominante (cioè il 40% o più) in termini di premi annuali e valore dei fondi assicurativi conservati. Inoltre, in un oligopolio, i prezzi competitivi, la qualità del prodotto e il livello di servizio al cliente sono spesso fortemente limitati da accordi sui prezzi di cartello, asimmetrie informative e vincoli normativi (ad esempio, la concessione di licenze ai nuovi entranti). Queste caratteristiche oligopolistiche del mercato hanno caratterizzato il settore assicurativo svedese almeno dall’ultimo quarto del XIX secolo. Raffaele Gerbi casino campione

4. In questo sistema di reciprocità, i membri del fondo dovevano versare contributi regolari e far fronte a carenze di liquidità se i crediti totali superavano il valore dei beni conservati.

5. I problemi di selezione avversa e di azzardo morale si riferiscono a conflitti di incentivi di agenzia che sorgono nella contrattazione assicurativa. La selezione avversa riguarda l’errata determinazione del prezzo dei rischi ex ante a causa della mancanza di informazioni, mentre l’azzardo morale riguarda i rischi che gli assicuratori affrontano ex post a causa della mancanza di attenzione da parte degli assicurati e/o dell’eccessiva (o fraudolenta) esperienza di sinistri. Smith & Stutzer ( 1990 , 1995) sostengono che le mutue possono mitigare la selezione avversa, ad esempio, limitando la discrezionalità manageriale su chi ammettere nel pool assicurativo e riducendo gli effetti dell’azzardo morale stipulando contratti assicurativi (come le polizze per i diritti di partecipazione relative ai bonus) che motivano gli assicurati ad agire nel migliore interesse dei membri del gruppo di condivisione del rischio nel suo insieme. Questi vantaggi contrattuali, in teoria, hanno dato alle mutue un vantaggio competitivo precoce rispetto alle società per azioni nei mercati assicurativi emergenti del diciannovesimo secolo (come gli Stati Uniti).Raffaele Gerbi casino campione

6. Fu solo dopo la Stock Corporation Act del 1848 che le società per azioni pure con consigli di amministrazione attivi entrarono a far parte della vita economica svedese (Magnusson, 1997 ).

7. Keneley ( 2004 : p. 92) distingue tra costi di transazione e costi di informazione. Quest’ultimo comprende i costi come quelli  Raffaele Gerbi casino campione sostenuti per quanto riguarda la raccolta, la gestione e l’utilizzo delle informazioni. Al contrario, i primi si verificano a causa di problemi di asimmetria informativa (es. costi di appalto) ma non sono necessariamente costi relativi all’informazione in  .

8. La legge svedese sulle società per azioni del 1848 copriva varie questioni come i requisiti minimi di capitale di legge, le responsabilità degli azionisti e degli amministratori e le procedure contabili e di revisione. Questo nuovo quadro giuridico completo per le società di proprietà degli azionisti è stato un importante progresso rispetto alle precedenti strutture aziendali detenute da investitori che non erano soggette a formalità quali requisiti di partecipazione azionaria e regole che disciplinano la distribuzione dei dividendi. La legge del 1848 rafforzò anche il requisito settecentesco secondo cui le costituzioni aziendali dovevano essere approvate dal governo svedese, sottolineando nuovamente la necessità di incoraggiare un clima di libero investimento e una maggiore fiducia dei consumatori. Infatti, Magnusson (1997) riferisce che le riforme del diritto societario svedese della metà del diciannovesimo secolo furono principalmente motivate da un desiderio politico di aumentare il libero scambio e promuovere la crescita industriale ed economica.

9. Ad esempio, Hägg (1998) riporta che nel 1855 Skandia aveva un patrimonio netto valutato a 15 milioni di Skr. Il fatto che le società per azioni nazionali (come Skandia) fossero ben finanziate le ha aiutate a conquistare la fiducia degli assicurati e ad acquisire quote di mercato a scapito dei pool di mutualità locali. La crescente industrializzazione della metà del diciannovesimo secolo e la prospettiva di buoni rendimenti fornirono anche il capitale necessario per gli investimenti nelle prime compagnie nazionali di assicurazione per azioni svedesi (si veda ad esempio Bergander, 1967 ).

10. Come la Svezia, la Nuova Zelanda nel diciannovesimo secolo era un piccolo mercato assicurativo dominato da un oligopolio che tendeva a soddisfare le esigenze di una classe media in crescita. Anche l’Australia, il cui mercato assicurativo nella seconda metà del diciannovesimo secolo è cresciuto rapidamente grazie alla crescita economica indotta dall’industria mineraria (si veda Keneley, 2001 ), ha anche alcune somiglianze con la Svezia.

11. Pearson (2002) riporta che una lacuna con i fondi comuni antincendio locali del XVIII secolo con sede nel Regno Unito era che erano svantaggiati dalle loro piccole dimensioni, dalla mancanza di diversificazione del rischio e dall’assenza di strutture di riassicurazione. Di conseguenza, molti dei primi fondi di supporto antincendio del Regno Unito hanno ceduto alla concorrenza delle più grandi compagnie di assicurazione nazionale che riassicuravano gli elementi rischiosi dei loro portafogli di sottoscrizione. Un processo simile si è verificato in Svezia (vedi Hägg, 1998 ).

12. Ad esempio, le statistiche ufficiali svedesi indicano che negli anni 1890 circa il 28% dei premi annuali delle compagnie nazionali di assicurazione incendio veniva ceduto alle compagnie di riassicurazione rispetto a solo il 2% per le mutue nazionali. Non sono chiare le ragioni dell’apparente preponderanza della riassicurazione detenuta dalle società di assicurazione incendio per azioni rispetto agli assicuratori incendio mutualistici (relativamente più vincolati dal capitale). Una ragione plausibile potrebbe essere che, ampliando la capacità di sottoscrizione, la riassicurazione ha aiutato le nuove società per azioni a espandersi rapidamente nel nuovo mercato assicurativo nazionale emergente in Svezia alla fine del XIX secolo. Tali questioni rappresentano un’area potenzialmente interessante per ulteriori ricerche.

13. La nomina degli attuari aziendali è diventata un requisito legale per le compagnie di assicurazione sulla vita in Svezia a seguito della legge sulle assicurazioni del 1903. La legge del 1903 ha effettivamente formalizzato il ruolo della professione attuariale in Svezia e ha portato alla formazione della Società svedese degli attuari nel 1904 ( Sandstrom, 2004 ). L’organizzazione è stata modellata molto sulla falsariga dell’Istituto inglese degli attuari (fondato nel 1848) e della Facoltà scozzese degli attuari (fondato nel 1856) (Sandström, 2004 ).

14. L’opposizione politica agli assicuratori di proprietà straniera è stata particolarmente evidente negli Stati Uniti dopo il terremoto di San Francisco nel 1906. Odell e Weidenmier (2004) notano che dopo la catastrofe di San Francisco diverse compagnie assicurative britanniche inizialmente hanno rifiutato di risolvere molte delle richieste presentate su i motivi per cui non erano ammissibili ai sensi dei contratti assicurativi sottoscritti. La costernazione politica e le minacce di contenziosi negli Stati Uniti, tuttavia, hanno portato a un cambiamento di posizione, ma a caro prezzo per gli assicuratori britannici e con una notevole diluizione delle riserve auree del governo britannico.

15. Il fallimento degli uffici europei e di Albert Life e la relativa risposta normativa/legislativa hanno portato all’introduzione di leggi simili in parti dell’Impero britannico come l’Australia (vedi Keneley, 2005 ) e la Nuova Zelanda (vedi Adams, 1994 ).

16. Hägg ( 1998 : p. 176) riferisce che la Swedish Insurance Association era effettivamente un “club privato” dominato da rappresentanti di grandi compagnie di assicurazione per azioni (in particolare con sede a Stoccolma). Al contrario, le organizzazioni di mutua assicurazione erano relativamente sottorappresentate nell’organizzazione. Una ragione per cui Hägg ( 1998: pp. 249-50) i progressi per spiegare questo fenomeno erano che le mutue cercavano attivamente di sfidare piuttosto che colludere con i grandi assicuratori nazionali per azioni su questioni come le tariffe dei premi e le condizioni contrattuali. Tuttavia, nonostante la sua esclusività, l’Associazione delle assicurazioni svedesi fu presto riconosciuta dai funzionari pubblici interessati alle assicurazioni come un’organizzazione autorevole che rappresentava le opinioni generali dei membri dell’intero settore assicurativo svedese (Hägg, 1998 ).

17. Meier (1991) riferisce che la probabilità che gruppi di interesse speciale (come gli attuari) influenzino la regolamentazione è particolarmente elevata nel settore assicurativo, poiché è ampiamente riconosciuto che il settore è altamente complesso e idiosincratico rispetto ad altri settori industriali.

18. Tuttavia, come precedentemente osservato nella nota 13, gli organismi attuariali professionali del Regno Unito sono stati effettivamente fondati alcuni anni prima del Life Insurance Act 1870 e, pertanto, avrebbero potuto offrire un organismo di lobbying relativamente più unito e coordinato rispetto ai loro omologhi svedesi che erano collettivamente formalizzata 18 anni dopo la legge svedese sulle assicurazioni del 1886. Si tratta di una questione potenzialmente interessante per la futura ricerca storica.

19. Cfr. i seguenti archivi svedesi: Thule (1923) ; Svenska Försäkringsföreningens Ttidskrift (1875–1903); e Movimento Andra Kammaren (1895) .

20. Pearson (2002) osserva che nel diciottesimo secolo, quando il mercato assicurativo del Regno Unito comprendeva quasi interamente attività di rischio a coda corta (principalmente incendio), si trattava di ridurre al minimo l’incertezza aggregata e la selezione avversa piuttosto che gestire efficacemente i conflitti di agenzia indigena tra costituenti contraenti che spiegavano il successo di forme di organizzazione reciproche. Nel diciannovesimo e ventesimo secolo i meccanismi contrattuali nel settore assicurativo (compresi i sistemi attuariali di governance) sono diventati più sviluppati e meglio supportati dall’infrastruttura legale e regolamentare. Di conseguenza, la validità empirica della teoria dell’agenzia rispetto al modello di incertezza informativa aggregata potrebbe dipendere dal particolare momento in cui viene eseguita l’analisi.

21. Ci sembra che, dato che la diffusione della tecnologia attuariale probabilmente si è diffusa equamente tra le società per azioni e le mutue assicurative alla fine del XIX secolo, la critica contemporanea alle mutue “non scientifiche” ha probabilmente poca sostanza in realtà. Poiché le organizzazioni di mutua assicurazione generalmente non erano membri della prima associazione di assicurazioni svedesi ed erano rivali delle società di assicurazione per azioni, può essere ragionevole ipotizzare che tali opinioni denigratorie potrebbero essere state progettate per screditare le mutue assicuratrici e soffocare ogni probabilità di aumento della concorrenza nel mercato svedese

22. Hägg ( 1998 : p. 90) riferisce che, contrariamente a molti altri paesi, gli organismi finanziati dal governo svedese come l’NPII hanno mantenuto con successo la loro indipendenza dai politici.

23. Nel corso dell’ultimo secolo, gli assicuratori svedesi in difficoltà finanziarie, che sono stati rilevati dalle compagnie assicurative più grandi, tendevano ad essere piccoli operatori assicurativi locali.

24. Tuttavia, Baker & Collins (2003) riportano che c’era una variabilità trasversale nelle strategie di investimento delle compagnie di assicurazione sulla vita del Regno Unito nel periodo tra le due guerre. Sottolineano che la sostituzione di investimenti precauzionali a tasso fisso con azioni più rischiose nei portafogli delle compagnie di assicurazione del Regno Unito era in realtà più evidente negli anni ’50 di quanto non fosse prima della seconda guerra mondiale. Pertanto, il passaggio alle azioni da parte delle società del settore assicurativo britannico negli anni ’20 e ’30 potrebbe non essere stato così diffuso come sostiene Scott (2002) .

25. Una delle principali preoccupazioni pubbliche derivanti dal recente affare aziendale di Skandia riguarda gli eccessi percepiti della retribuzione dei dirigenti per prestazioni finanziarie poco brillanti. L’efficacia degli amministratori indipendenti (non esecutivi) nei consigli di amministrazione delle compagnie di assicurazione è attualmente un altro importante problema di politica pubblica in Svezia.

26. Ad esempio, l’iniziativa contabile dell’UE del gennaio 2005 richiede alle compagnie di assicurazione sulla vita europee di adottare standard internazionali sulla rendicontazione del valore equo delle attività e delle passività delle polizze come preludio a una migliore responsabilità pubblica e coerenza nelle pratiche di rendicontazione contabile e finanziaria.

27. Nel 2006 le pratiche della professione attuariale del Regno Unito dovrebbero essere sottoposte al vaglio del Financial Reporting Council, l’organismo istituito nell’aprile 2004 per sovrintendere alle attività dei membri della professione contabile.

Giurisprudenza americana spiegata da Andrea Ceccobelli: dove la libertà Ha un costo troppo alto

Andrea Ceccobelli

Common Law americana

Gli Stati Uniti e la maggior parte dei paesi del Commonwealth sono eredi della tradizione giuridica di common law del diritto inglese. Alcune pratiche tradizionalmente consentite dalla common law inglese sono state specificamente vietate dalla Costituzione, come i mandati di perquisizione generali.

In quanto tribunali di common law, i tribunali statunitensi hanno ereditato il principio dello stare decisis. I giudici americani, come altrove i giudici di common law, non solo applicano la legge, ma la fanno anche. Le loro decisioni nei casi precedenti sono diventate il precedente per decisioni in casi futuri.

La sostanza effettiva del diritto inglese è stata formalmente ricevuta negli Stati Uniti in diversi modi. In primo luogo, tutti gli stati degli Stati Uniti ad eccezione della Louisiana hanno emanato “statuti di accoglienza” che generalmente affermano che la common law dell’Inghilterra (in particolare la legge giudiziaria) è la legge dello stato nella misura in cui non è ripugnante al diritto interno o alle condizioni indigene. Alcuni statuti di accoglienza impongono una data limite specifica per la ricezione, come la data di fondazione di una colonia, mentre altri sono deliberatamente vaghi. Pertanto, i tribunali statunitensi contemporanei spesso citano casi pre-rivoluzione quando discutono l’evoluzione di un antico principio di common law fatto dai giudici nella sua forma moderna. Un esempio è l’accresciuto dovere di diligenza che veniva tradizionalmente imposto ai portatori comuni.

I tribunali federali non hanno il potere plenario posseduto dai tribunali statali per creare semplicemente la legge. I tribunali statali possono farlo in assenza di disposizioni costituzionali o statutarie che sostituiscano il diritto comune. Solo in alcune limitate aree, come il diritto marittimo, la Costituzione ha espressamente autorizzato la continuazione della common law inglese a livello federale (nel senso che in quelle aree i tribunali federali possono continuare a legiferare come meglio credono, fatte salve le limitazioni dello stare decisiva).

precedente federale

A differenza degli stati, non esiste uno statuto di accoglienza plenaria a livello federale che ha continuato la common law e quindi ha concesso alle corti federali il potere di formulare precedenti legali come i loro predecessori inglesi. I tribunali federali sono esclusivamente creature della Costituzione federale e degli atti giudiziari federali. Tuttavia, è universalmente accettato che i Padri Fondatori degli Stati Uniti, conferendo potere giudiziario alla Corte Suprema e ai tribunali federali inferiori nell’articolo Tre della Costituzione degli Stati Uniti, abbiano conferito loro il potere giudiziario implicito dei tribunali di diritto comune di formulare precedente convincente. Questo potere è stato ampiamente accettato, compreso e riconosciuto dai Padri Fondatori al momento della ratifica della Costituzione.

Legge dello Stato

Il passare del tempo ha portato i tribunali e le legislature statali ad ampliare, annullare o modificare il diritto comune. Di conseguenza, le leggi di un dato stato differiscono invariabilmente dalle leggi dei suoi stati fratelli. Pertanto, per quanto riguarda la stragrande maggioranza dei settori del diritto tradizionalmente gestiti dagli Stati, gli Stati Uniti non possono essere classificati come aventi un unico sistema giuridico. Invece, deve essere considerato come 50 sistemi separati di diritto civile, diritto di famiglia, diritto patrimoniale, diritto contrattuale, diritto penale e così via. Naturalmente, le leggi dei diversi Stati entrano spesso in conflitto tra loro. In risposta, è stato sviluppato un corpus legislativo molto ampio per regolamentare il conflitto di leggi negli Stati Uniti.

Tutti gli stati hanno un ramo legislativo che emana statuti statali, un ramo esecutivo che promulga i regolamenti statali in base all’autorizzazione statutaria e un ramo giudiziario che applica, interpreta e, occasionalmente, ribalta statuti statali, regolamenti e ordinanze locali.

In alcuni stati, la codificazione è spesso trattata come una mera riaffermazione del diritto comune. Ciò si verifica nella misura in cui l’oggetto del particolare statuto in questione era coperto da un principio giurisprudenziale di diritto comune. I giudici sono liberi di interpretare liberamente i codici a meno che e fino a quando le loro interpretazioni non siano specificamente annullate dal legislatore. In altri stati esiste una tradizione di stretta aderenza al testo in chiaro dei codici.

Fonti primarie del diritto americano

Le fonti primarie del diritto americano sono: diritto costituzionale, diritto statutario, trattati, regolamenti amministrativi e common law.

OBIETTIVI FORMATIVI

Identificare le fonti del diritto federale e statale americano

PUNTI CHIAVE

Punti chiave

  • Laddove il Congresso emani uno statuto che è in conflitto con la Costituzione, la Corte Suprema può dichiarare tale legge incostituzionale e dichiararla invalida. Una legge non scompare automaticamente solo perché è stata dichiarata incostituzionale; uno statuto successivo deve cancellarlo.
  • Gli Stati Uniti e la maggior parte dei paesi del Commonwealth sono eredi della tradizione giuridica di common law del diritto inglese. Alcune pratiche tradizionalmente consentite dalla common law inglese sono state espressamente vietate dalla Costituzione, come i mandati di perquisizione generali.
  • I primi tribunali americani, anche dopo la Rivoluzione, spesso citavano casi inglesi contemporanei. Questo perché le decisioni di appello di molti tribunali americani non venivano regolarmente riportate fino alla metà del XIX secolo; avvocati e giudici hanno utilizzato materiale legale inglese per colmare il divario.
  • Il diritto straniero non è mai stato citato come precedente vincolante, ma semplicemente come un riflesso dei valori condivisi della civiltà anglo-americana o addirittura della civiltà occidentale in generale.
  • La maggior parte delle leggi statunitensi consiste principalmente in leggi statali, che possono variare notevolmente da uno stato all’altro.

Parole chiave

  • commonwealth : una forma di governo, chiamata per il concetto che tutto ciò che non è di proprietà di individui o gruppi specifici è di proprietà collettiva di tutti nell’unità governativa, al contrario di uno stato, in cui lo stato stesso possiede tali cose.

Sfondo

Negli Stati Uniti, la legge deriva da varie fonti. Queste fonti sono il diritto costituzionale, il diritto statutario, i trattati, i regolamenti amministrativi e il diritto comune. Sia a livello federale che statale, il diritto degli Stati Uniti era originariamente in gran parte derivato dal sistema di common law del diritto inglese, che era in vigore al tempo della guerra rivoluzionaria. Tuttavia, il diritto statunitense si è notevolmente discostato dal suo antenato inglese sia in termini di sostanza che di procedura, e ha incorporato una serie di innovazioni di diritto civile. Pertanto, la maggior parte del diritto degli Stati Uniti consiste principalmente in leggi statali, che possono variare notevolmente da uno stato all’altro.

Costituzionalità

Laddove il Congresso emani uno statuto che è in conflitto con la Costituzione, la Corte Suprema può dichiarare tale legge incostituzionale e dichiararla invalida. Una legge non scompare automaticamente solo perché è stata dichiarata incostituzionale; uno statuto successivo deve cancellarlo. Molti statuti federali e statali sono rimasti sui libri per decenni dopo essere stati dichiarati incostituzionali. Tuttavia, in base al principio dello stare decisis, nessun tribunale di grado inferiore sensato applicherà uno statuto incostituzionale e la Corte Suprema annullerà qualsiasi tribunale che lo faccia. Viceversa, qualsiasi tribunale che si rifiuti di far rispettare una legge costituzionale (laddove tale costituzionalità sia stata espressamente stabilita in casi precedenti) rischierà il rinvio da parte della Corte Suprema.

Common Law americana

In quanto tribunali di common law, i tribunali statunitensi hanno ereditato il principio dello stare decisis. I giudici americani, come altrove i giudici di common law, non solo applicano la legge, ma la fanno anche, nella misura in cui le loro decisioni nei casi precedenti diventano precedenti per decisioni in casi futuri.

La sostanza effettiva del diritto inglese è stata formalmente “ricevuta” negli Stati Uniti in diversi modi. In primo luogo, tutti gli stati degli Stati Uniti ad eccezione della Louisiana hanno emanato “statuti di accoglienza” che generalmente affermano che la common law dell’Inghilterra (in particolare la legge giudiziaria) è la legge dello stato nella misura in cui non è ripugnante al diritto interno o alle condizioni indigene. Alcuni statuti di accoglienza impongono una data limite specifica per la ricezione, come la data di fondazione di una colonia, mentre altri sono deliberatamente vaghi. Pertanto, i tribunali statunitensi contemporanei spesso citano casi pre-rivoluzione quando discutono l’evoluzione di un antico principio di common law fatto da giudici nella sua forma moderna, come l’elevato dovere di diligenza tradizionalmente imposto ai portatori comuni.

In secondo luogo, un piccolo numero di importanti statuti britannici in vigore all’epoca della Rivoluzione è stato rimesso in vigore indipendentemente dagli stati statunitensi. Due esempi che molti avvocati riconosceranno sono lo Statute of Frauds (ancora ampiamente conosciuto negli Stati Uniti con questo nome) e lo Statute of 13 Elizabeth (l’antenato dell’Uniform Fraudulent Transfers Act). Tali statuti inglesi sono ancora regolarmente citati in casi americani contemporanei interpretando i loro discendenti americani moderni.

Tuttavia, è importante comprendere che, nonostante la presenza di statuti sull’accoglienza, gran parte del diritto comune americano contemporaneo si è discostato in modo significativo dal diritto comune inglese. Il motivo è che sebbene i tribunali delle varie nazioni del Commonwealth siano spesso influenzati dalle reciproche decisioni, i tribunali americani raramente seguono le sentenze del Commonwealth successive alla Rivoluzione a meno che non ci sia una sentenza americana sul punto, i fatti e il diritto in questione sono quasi identici, e il il ragionamento è fortemente persuasivo.

All’inizio, i tribunali americani, anche dopo la Rivoluzione, citavano spesso casi inglesi contemporanei. Questo perché le decisioni di appello di molti tribunali americani non venivano regolarmente riportate fino alla metà del XIX secolo; avvocati e giudici, come creature abitudinarie, usavano materiale legale inglese per colmare il divario. Ma le citazioni a decisioni inglesi sono gradualmente scomparse nel corso del 19 °secolo in cui i tribunali americani svilupparono i propri principi per risolvere i problemi legali del popolo americano. Il numero di volumi pubblicati di rapporti americani salì da diciotto nel 1810 a oltre 8.000 nel 1910. Nel 1879, uno dei delegati alla convenzione costituzionale della California si stava già lamentando: “Ora, quando chiediamo loro di indicare le ragioni di una decisione, non intendiamo che scriveranno cento pagine di dettagli. [Noi] non intendiamo che includeranno i piccoli casi e imporranno al paese tutta questa bella letteratura giudiziaria, perché il Signore sa che ne abbiamo già abbastanza. ”

Oggi, nelle parole del professore di diritto di Stanford Lawrence Friedman: i casi americani raramente citano materiali stranieri. I tribunali citano occasionalmente uno o due classici britannici, un famoso vecchio caso o un cenno a Blackstone; ma l’attuale legislazione britannica non viene quasi mai menzionata. Il diritto straniero non è mai stato citato come precedente vincolante, ma semplicemente come un riflesso dei valori condivisi della civiltà anglo-americana o addirittura della civiltà occidentale in generale.

Diritto Civile e Diritto Penale

Il diritto penale è il corpo legislativo che si riferisce alla criminalità e il diritto civile si occupa delle controversie tra organizzazioni e individui.

OBIETTIVI FORMATIVI

Confrontare e contrastare il diritto civile con il diritto comune

PUNTI CHIAVE

Punti chiave

  • Gli obiettivi del diritto civile sono diversi da altri tipi di diritto. Nel diritto civile c’è il tentativo di riparare un torto, onorare un accordo o risolvere una controversia.
  • Il diritto penale è l’insieme del diritto che si riferisce al crimine. È l’insieme delle norme che definisce i comportamenti non consentiti in quanto ritenuti tali da minacciare, nuocere o mettere in pericolo l’incolumità e il benessere delle persone.
  • Nel diritto civile c’è il tentativo di riparare un torto, onorare un accordo o risolvere una controversia. Se c’è una vittima, ottiene un risarcimento e la persona che è la causa del torto paga, essendo questa una forma civile o un’alternativa legale alla vendetta.
  • Per i reati di benessere pubblico in cui lo stato sta punendo comportamenti meramente rischiosi (al contrario di quelli dannosi), c’è una significativa diversità tra i vari stati.

Parole chiave

  • equità : una tradizione giuridica che si occupa di rimedi diversi dall’agevolazione pecuniaria, come ingiunzioni, divorzi e azioni simili.
  • diritto penale : l’area del diritto che regola la condotta sociale, vieta di minacciare, danneggiare o mettere in altro modo in pericolo la salute, la sicurezza e il benessere morale delle persone e punisce le persone che violano queste leggi
  • incarcerazione : l’atto di confinamento, o lo stato di essere confinato; reclusione.

Sfondo

Il diritto penale è l’insieme del diritto che si riferisce al crimine. È l’insieme delle norme che definisce i comportamenti non consentiti in quanto ritenuti tali da minacciare, nuocere o mettere in pericolo l’incolumità e il benessere delle persone. Il diritto penale stabilisce anche la punizione da infliggere alle persone che non obbediscono a queste leggi. Il diritto penale differisce dal diritto civile, la cui enfasi è più sulla risoluzione delle controversie che sulla punizione.

Il diritto civile è la branca del diritto che si occupa delle controversie tra individui o organizzazioni, in cui può essere concesso un risarcimento alla vittima. Ad esempio, se una vittima di un incidente d’auto richiede danni al conducente per perdite o lesioni subite in un incidente, questo sarà un caso di diritto civile. Il diritto civile differisce dal diritto penale, che enfatizza la punizione piuttosto che la risoluzione delle controversie. La legge relativa agli illeciti civili e ai quasi-contratti fa parte del diritto civile.

Diritto civile contro diritto penale

Gli obiettivi del diritto civile sono diversi da altri tipi di diritto. Nel diritto civile c’è il tentativo di riparare un torto, onorare un accordo o risolvere una controversia. Se c’è una vittima, ottiene un risarcimento e la persona che è la causa del torto paga, essendo questa una forma civile o un’alternativa legale alla vendetta. Se si tratta di equità, spesso esiste una torta per la divisione e un processo di diritto civile che la assegna. Nel diritto pubblico l’obiettivo è solitamente la deterrenza e la retribuzione.

Un’azione di diritto penale non preclude necessariamente un’azione di diritto civile nei paesi di common law e può fornire un meccanismo di risarcimento alle vittime di reato. Tale situazione si è verificata quando OJ Simpson è stato condannato a risarcire i danni per omicidio colposo dopo essere stato assolto dall’accusa di omicidio.

Il diritto penale prevede la persecuzione da parte dello Stato di atti illeciti, ritenuti così gravi da violare la pace del sovrano (e non possono essere dissuasi o sanati da mere cause tra privati). In genere, i crimini possono portare all’incarcerazione, ma gli illeciti (vedi sotto) no. La maggior parte dei crimini commessi negli Stati Uniti è perseguita e punita a livello statale. Il diritto penale federale si concentra su aree specificamente rilevanti per il governo federale come l’evasione del pagamento dell’imposta federale sul reddito, il furto della posta o gli attacchi fisici a funzionari federali, nonché i crimini interstatali come il traffico di droga e le frodi telematiche.

Tutti gli stati hanno leggi in qualche modo simili per quanto riguarda i “crimini superiori” (o crimini), come l’omicidio e lo stupro, sebbene le sanzioni per questi crimini possano variare da stato a stato. La pena capitale è consentita in alcuni stati ma non in altri. Le leggi sui tre scioperi in alcuni stati impongono pene severe ai recidivi.

Alcuni stati distinguono due livelli: crimini e delitti (crimini minori). In genere, la maggior parte delle condanne per reati comporta lunghe condanne al carcere, nonché la successiva libertà vigilata, multe salate e ordini di risarcimento direttamente alle vittime; mentre i reati possono portare a un anno o meno di carcere e una multa sostanziale. Per semplificare il perseguimento delle violazioni del codice stradale e di altri reati relativamente minori, alcuni stati hanno aggiunto un terzo livello, le infrazioni. Questi possono comportare multe e talvolta la perdita della patente di guida, ma non il carcere.

Per i reati di benessere pubblico in cui lo stato sta punendo comportamenti meramente rischiosi (al contrario di quelli dannosi), c’è una significativa diversità tra i vari stati. Ad esempio, le punizioni per la guida in stato di ebbrezza variavano notevolmente prima del 1990. Le leggi statali che si occupano di reati di droga variano ancora ampiamente, con alcuni stati che considerano il possesso di piccole quantità di droghe come un reato minore o come un problema medico e altri che classificano lo stesso reato come un reato grave.

La legge della maggior parte degli stati si basa sulla common law dell’Inghilterra; l’eccezione degna di nota è la Louisiana. Gran parte del diritto della Louisiana deriva dal diritto civile francese e spagnolo, che deriva dalla sua storia come colonia sia di Francia che di Spagna. Porto Rico, un’ex colonia spagnola, è anche una giurisdizione di diritto civile degli Stati Uniti. Tuttavia, il diritto penale di entrambe le giurisdizioni è stato necessariamente modificato da influenze di common law e dalla supremazia della Costituzione federale. Molti stati del sud-ovest che erano originariamente territorio messicano hanno ereditato diverse caratteristiche uniche dal diritto civile che governava quando facevano parte del Messico. Questi stati includono Arizona, California, Nevada, New Mexico e Texas.

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Codice Penale della California : Il Codice Penale della California, la codificazione del diritto e della procedura penale nello stato americano della California.

Requisiti giudiziari di base

Nel sistema giudiziario ogni posizione all’interno del governo federale, statale e locale ha diversi tipi di requisiti.

OBIETTIVI FORMATIVI

Identificare il tipo e la struttura dei tribunali che compongono il sistema giudiziario federale degli Stati Uniti

PUNTI CHIAVE

Punti chiave

  • Nella legislazione federale, i regolamenti che disciplinano i “tribunali degli Stati Uniti” si riferiscono solo ai tribunali del governo degli Stati Uniti e non ai tribunali dei singoli stati.
  • I tribunali statali possono avere nomi e organizzazione diversi; i tribunali di primo grado possono essere chiamati tribunali di appello comune e corti d’appello “tribunali superiori” o tribunali del Commonwealth.
  • Il sistema giudiziario federale degli Stati Uniti esamina casi che coinvolgono parti in causa di due o più stati, violazioni delle leggi federali, dei trattati e della Costituzione, dell’ammiragliato, del fallimento e delle questioni correlate. In pratica, circa l’80% delle cause è civile e il 20% penale.
  • I tribunali federali non possono decidere ogni caso che capita loro davanti. Affinché un tribunale distrettuale possa avviare una causa, il Congresso deve prima concedere al tribunale la giurisdizione in materia sul tipo di controversia in questione.
  • Oltre alla loro giurisdizione originaria, i tribunali distrettuali hanno giurisdizione di appello su una classe molto limitata di sentenze, ordinanze e decreti.
  • Una sentenza definitiva di un tribunale distrettuale in una causa civile o penale può essere impugnata dinanzi alla corte d’appello degli Stati Uniti nel circuito giudiziario federale in cui si trova la corte distrettuale, ad eccezione di alcune decisioni della corte distrettuale relative a brevetti e altre importa.

Parole chiave

  • appello : (a) una domanda per la rimozione di una causa o causa da un giudice o tribunale inferiore a superiore per il riesame o la revisione. (b) Il modo di procedere con cui viene effettuata tale rimozione. (c) Il diritto di ricorso. (d) un’accusa; un processo che in precedenza poteva essere avviato da un privato contro un altro per un delitto efferato che esigeva la punizione per la particolare lesione subita, piuttosto che per il reato contro il pubblico. (e) Un’accusa di un criminale di diritto comune da parte di uno dei suoi complici, il quale complice è stato poi chiamato approvatore.
  • giurisdizione originaria : il potere di un tribunale di esaminare una causa per la prima volta

Sfondo

Nella legislazione federale, i regolamenti che disciplinano i “tribunali degli Stati Uniti” si riferiscono solo ai tribunali del governo degli Stati Uniti e non ai tribunali dei singoli stati. A causa delle basi federaliste della divisione tra governo federale e governo statale, i vari sistemi giudiziari statali sono liberi di operare in modi che variano ampiamente da quelli del governo federale e l’uno dall’altro. In pratica, tuttavia, ogni stato ha adottato una divisione della sua magistratura in almeno due livelli, e quasi ogni stato ha tre livelli, con tribunali che esaminano casi che possono essere esaminati da corti d’appello e infine da una corte suprema dello stato. Alcuni stati hanno due corti supreme separate, con una competente in materia civile e l’altra che esamina i casi penali. I tribunali statali possono avere nomi e organizzazione diversi; i tribunali di primo grado possono essere chiamati “tribunali di appello comune” e corti d’appello “corti superiori” o “tribunali del Commonwealth”. ” I tribunali statali ascoltano circa il 98% delle controversie; la maggior parte degli stati ha tribunali con giurisdizione speciale, che in genere gestiscono controversie minori come citazioni sul traffico e tribunali con giurisdizione generale, che gestiscono controversie più gravi.

Il sistema giudiziario federale degli Stati Uniti esamina casi che coinvolgono parti in causa di due o più stati, violazioni delle leggi federali, dei trattati e della Costituzione, dell’ammiragliato, del fallimento e delle questioni correlate. In pratica, circa l’80% delle cause è civile e il 20% penale. Le cause civili spesso riguardano diritti civili, brevetti e previdenza sociale mentre le cause penali riguardano frode fiscale, rapina, contraffazione e reati di droga. I tribunali di prova sono i tribunali distrettuali statunitensi, seguiti dalle corti d’appello degli Stati Uniti e poi dalla Corte suprema degli Stati Uniti. Il sistema giudiziario, sia statale che federale, inizia con un tribunale di primo grado, il cui lavoro può essere rivisto da una corte d’appello, e poi termina con il tribunale di ultima istanza, che può rivedere l’operato dei tribunali di grado inferiore.

Giurisdizione

A differenza di alcuni tribunali statali, il potere dei tribunali federali di esaminare casi e controversie è strettamente limitato. I tribunali federali non possono decidere tutti i casi che si presentano davanti a loro. Affinché un tribunale distrettuale possa avviare una causa, il Congresso deve prima concedere al tribunale la giurisdizione in materia sul tipo di controversia in questione. Sebbene il Congresso possa teoricamente estendere la competenza in materia dei tribunali federali ai limiti esterni descritti nell’articolo III della Costituzione, ha sempre scelto di conferire ai tribunali un potere un po’ più ristretto.

Per la maggior parte di questi casi, la giurisdizione dei tribunali distrettuali federali è concorrente con quella dei tribunali statali. In altre parole, un querelante può scegliere di portare questi casi in un tribunale distrettuale federale o in un tribunale statale. Il Congresso ha stabilito una procedura in base alla quale una parte, in genere l’imputato, può trasferire un caso dal tribunale statale al tribunale federale, a condizione che anche il tribunale federale abbia giurisdizione originale sulla questione. Controversie per violazione di brevetti e diritti d’autore e azioni penali per reati federali, la giurisdizione dei tribunali distrettuali è esclusiva di quella dei tribunali statali.

Immagine

Mappa della Corte d’Appello e della Corte Distrettuale degli Stati Uniti : Le Corti d’Appello, ad eccezione di una, sono divise in regioni geografiche note come circuiti che ascoltano gli appelli dei tribunali distrettuali all’interno della regione.

Avvocati

Per rappresentare una parte in una causa in un tribunale distrettuale, una persona deve essere un avvocato e generalmente deve essere ammessa all’avvocatura di quel particolare tribunale. Gli Stati Uniti di solito non hanno un esame di avvocato separato per la pratica federale (tranne per quanto riguarda la pratica dei brevetti davanti all’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti). L’ammissione all’avvocatura di un tribunale distrettuale è generalmente concessa di regola a qualsiasi avvocato abilitato all’esercizio della professione forense nello stato in cui ha sede il tribunale distrettuale. Molti tribunali distrettuali consentono anche a un avvocato che è stato ammesso e rimane un membro attivo in regola di qualsiasi stato, territorio o avvocato del Distretto di Columbia di diventare membro. L’avvocato presenta la domanda a pagamento e presta giuramento di ammissione.

Diversi tribunali distrettuali richiedono agli avvocati che chiedono l’ammissione ai loro ordini di sostenere un ulteriore esame di avvocato sulla legge federale, tra cui: il distretto meridionale dell’Ohio, il distretto settentrionale della Florida e il distretto di Porto Rico.

ricorsi

In genere, una sentenza definitiva di un tribunale distrettuale in materia civile o penale può essere impugnata dinanzi alla corte d’appello degli Stati Uniti nel circuito giudiziario federale in cui si trova la corte distrettuale, ad eccezione di alcune decisioni della corte distrettuale relative a brevetti e certe altre questioni specialistiche devono invece essere appellate alla Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Circuito Federale, e in pochissimi casi l’appello può essere portato direttamente alla Corte Suprema degli Stati Uniti.

 

Amedeo Nicolazzi nella cronaca Vaccinazioni pediatriche trasferite a Mesoraca? “Siamo pronti alle barricate”

Se qualcuno nell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone crede che il servizio per le vaccinazioni per i bambini di Petilia Policastro e delle sue Frazioni possa essere trasferito presso il poli ambulatorio di Mesoraca, sappia che insieme alla popolazione della mia Città sono pronto alle barricate, con una manifestazione che certamente non sarà all’ acqua di rose”. Va giù duro Amedeo Nicolazzi, sindaco della cittadina dell’alto Marchesto crotonese, relativamente alla possibilità che gli uffici petilini dell’ Asp siano spogliati di quest’ altro servizio dopo che analoghe situazioni si erano create negli scorsi mesi.

“La mia – spiega il Sindaco petilino – non è una posizione di campanilismo. Petilia Policastro conta circa 10000 abitanti ed è il centro maggiore del “Distretto Sila” all’interno dell’ Asp di Crotone. Nel nostro territorio comunale – ricorda Amedeo Nicolazzi – è pure ubicata la frazione di Pagliarelle che dista da Mesoraca circa 25 chilometri di strade dissestate. Da ciò che si apprende, mentre si vorrebbe accorpare il servizio delle vaccinazioni di Petilia a Mesoraca, in Comuni con una popolazione minore alla nostra come Santa Severina e Cotronei il servizio non sarà soppresso. Che programmazione è questa? Qualcuno giustifica decisioni come questa con carenze di personale, ma siamo tutti a conoscenza che nell’ Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone un buon numero di medici ed infermieri hanno mansioni amministrative negli uffici. Tornassero a fare il loro dovere di sanitari”. A rendere ancora più amara la situazione che si starebbe creando un altro evento di sgarbo istituzionale che Amedeo Nicolazzi non riesce a digerire. Con la pec n° 3188 dello scorso 5 giugno aveva chiesto un incontro al Commissario straordinario dell’ Asp di Crotone Gilberto Gentili ed al direttore sanitario Massimo D’Angelo. “Nella richiesta – spiega – avevo chiesto un incontro per discutere delle varie problematiche in materia sanitaria riguardanti il Comune di Petilia Policastro. Mi è stato chiesto di esplicitare le problematicità a cui mi riferivo ed ancora oggi non solo non sono stato convocato, ma non ho ricevuto nessuna risposta. Possibile che incotrare un Commissario sia più difficile che incontrare un Ministro?”.

Marisa Laurito da voce alla pizza nel doc “Farina, acqua, lievito”

a pizza non è nient’altro che un pezzo di pasta di farina, acqua e lievito, modellata dalle mani di un pizzaiolo, penserete”. È Marisa Laurito a dare voce alla pizza nel documentario “Farina, acqua, lievito” di Giuseppe Alessio Nuzzo, che verrà proiettato in anteprima alle Giornate Professionali di Cinema di Sorrento, sabato 4 dicembre alle ore 18,30 al Tasso.

Un lavoro riflessivo, per interrogarsi anche sulla figura del pizzaiolo tra artigianato e scienza, attraverso i contributi storici di Rai teche e interviste a esperti del settore. Punto di partenza l’occhio di Mario Monicelliche nel 1974 firmava “Pane al pane. L’alimentazione in Italia”, un affascinante affresco con cui indagava sui modelli di alimentazione in Italia, e ovviamente sulla pizza e dell’esuberanza creativa partenopea a cui contrastava un’acronica carenza di proteine e vitamine.

Ma oggi è può essere definita ancora un semplice pezzo di pasta di farina, acqua e lievito, modellata dalle mani di un pizzaiolo? Risponderanno al quesito i maestri Franco Pepe, Vincenzo Capuano e Gaetano Paolella, gli imprenditori Alessandro Condurro dell’Antica Pizzeria Da Michele e Antimo Caputo del Molino Caputo, e ancora Sergio Miccù, presidente Associazione Pizzaiuoli Napoletani, Vincenzo Pannella, presidente Associazione Pizzaioli Acerrani, Gianluca Napolitano, Slow Food.

Non potevano mancare cenni sulla storia della pizza, dalle origini egiziane alla prima Margherita, sulla “pizza a metro di Vico Equense”, e su Acerra, città della pizza, grazie anche all’intervento del primo cittadino Raffaele Lettieri e lo storico e critico gastronomico, Tommaso Esposito.

«Il film è un viaggio, tra storia e attualità, tra presente, passato e futuro, alla scoperta dell’umanità del pizzaiolo e dell’alimento più famoso al mondo, dalla semplicità caratteristica delle sue “forme”. Non solo, quindi, un generale piacere di lingua, anzi, è proprio quest’ultimo che suggerirà allo spettatore il suo vero significato», ha spiegato il regista Nuzzo.

Tra gli aneddoti più curiosi c’è quello di Miccù quando doveva raccogliere i 2 milioni di firme per far riconoscere l’arte del pizzaiuolo napoletano come patrimonio immateriale dell’umanità per Unesco: «Credevamo di dover raccontare alla gente cosa fosse la pizza, ma in realtà sapevano benissimo di cosa parlavamo, mentre non conoscevano l’Unesco».

Prodotto da Paradise Pictures, “Farina, Acqua, Lievito” è stato già selezionato al Catania Film Fest, e verrà presentato fuori concorso anche al Festival della Commedia – Pulcinella Film Fest 2021.