Category: attualità

Riders, Di Maio risponde a Foodora: “Non accettiamo ricatti. Guerra al precariato”

Riders, Di Maio risponde a Foodora: Non accettiamo ricatti. Guerra al precariato(ansa)

Il ministro replica al manager italiano della app di consegna di cibo, che in una intervista aveva spiegato che con le nuove misure a cui lavora il governo le piattaforme digitali potrebbero lasciare l’Italia. Salvini: “Sono con lui”. La bozza del decreto: ciclofattorini assimilati a lavoratori subordinati con “indennità mensile di disponibilità”, stop al pagamento a cottimo e diritto alla disconnessione


MILANO –  “Ho tutta la volontà di favorire la crescita di nuove attività legate alla gig economy e nessuno vuole demonizzare” queste attività. “Ma ho il dovere di tutelare i ragazzi che lavorano in questo settore. I riders oggi sono il simbolo di una generazione abbandonata dallo Stato”.  Così il ministro dello Sviluppo Economico e del lavoro Luigi Di Maio risponde alle dichiarazioni di Gianluca Cocco, amministratore delegato di Foodora Italia, che intervistato dal Corriere della Sera aveva lasciato intendere che – se approvate – le norme a cui il governo sta lavorando sui cosiddetti “riders” potrebbero spingere le piattaforme a lasciare il paese.

“Se lavoriamo insieme l’Italia diventerà il modello da seguire per le attività legate alle imprese che operano su piattaforme digitali. Ma sia chiaro. Non si accettano ricatti. I nostri giovani prima di tutto”, ha scritto Di Maio su Facebook. “Da Ministro ho deciso di dichiarare guerra al precariato. Lo stato continuo di precarietà e incertezza dei giovani italiani sta disgregando la nostra società. Sta facendo impennare il consumo di psicofarmaci. E facendo calare la crescita demografica”, ha spiegato il ministro  “La mia intenzione è garantire da un lato le condizioni migliori per i lavoratori, dall’altro consentire alle aziende di operare con profitto per creare nuovo lavoro”. Domani Di Maio incontrerà lle 14 al Ministero del Lavoro rappresentanti delle aziende, tra cui FoodoraDeliverooJustEat, Glovo Dominòs Pizza. In suo sostegno è intervenuto ins erata anche Matteo Salvini: “Sulle multinazionali il mio collega Di Maio ha il mio totale sostegno. E’ áora di smettere di trattare i lavoratori come numeri da consumare”, ha detto il ministro dell’Interno.

I CONTENUTI DEL DECRETO
Il provvedimento a cui lavora il governo, come in parte anticipato in settimana da Repubblica, prevede secondo una bozza visionata dall’Ansa che i lavoratori delle piattafomre siano assimiliati a lavoratori subordinati, a cui andrà pagata anche una “indennità mensile di disponibilità” e in proporzione gli istituti di malattia, ferie e maternità in linea con le norme sul lavoro intermittente. Il decreto dovrebbe inoltre introdurre  il “divieto di retribuzione a cottimo.

Lo stesso provvedimento prevede poi un “trattamento economico minimo, proporzionato alla quantità e qualità del lavoro prestato” e comunque in linea con i minimi previsti dai contratti collettivi applicabili alle varie tipologie di attività della gig economy o quelli “del settore o della categoria più affine”.  Tra le novità che si punta a introdurre per tutelare questi nuovi lavori, compresi quelli dei ciclofattorini, si prevede anche il “diritto alla disconnessione” per “almeno undici ore consecutive ogni ventiquattro ore” all’ultimo turno di disponibilità completato. Prevista anche una fase di sperimentazione degli algoritmi di gestione delle prestazioni e l’obbligo di informare i lavoratori “sulle modalità di formazione, elaborazione dell’eventuale rating reputazionale, e sugli effetti che tale valutazione ha sul rapporto di lavoro”.

“Siamo contenti che adesso il Ministro dichiari di voler favorire la crescita delle attività della Gig economy. Ascolteremo con grande interesse le sue proposte per la crescita. La tutela dei rider è la nostra priorità da sempre, insieme a quella di far crescere l’azienda. Lo abbiamo dimostrato con i fatti dal 2015, garantendo le tutele più elevate del settore”, ha commentato Cocco dopo le parole di Di Maio

LE PAROLE INIZIALI DI FOODORA
Nell’intervista al Corriere Cocco si era scagliato contro le nuove norme in cantiere. “Se fossero vere le anticipazioni del decreto dignità che il ministro Di Maio ha fornito alle delegazioni di rider incontrate, dovrei concludere che il nuovo governo ha un solo obiettivo: fare in modo che le piattaforme digitali lascino l’Italia”, aveva detto Cocco. “Quella che filtra è una demonizzazione della tecnologia che ha dell’incredibile, quasi medievale e in contraddizione con lo spirito modernista del Movimento 5 Stelle”.

Secondo il manager, trentunenne come il ministro Di Maio, Il giovane manager, 31 anni come il vicepremier, se la bozza venisse confermata, “non ci sarebbe alcuna speranza per il settore di restare in piedi”: “gli operatori saranno costretti ad assumere tutti i collaboratori, chiuderanno i battenti e trionferà il sommerso”. Citando poi una ricerca condotta in collaborazione con l’Inps aveva sottolineato che “solo il 10% dei rider lo considera un lavoro stabile. Il 50% sono studenti, il 25% lo esercita come secondo lavoro e un altro 10% lo considera un’attività di transizione. La durata media è 4 mesi, non di più”. “Posso pensare però che il ministro abbia ricevuto informazioni inesatte sul nostro business”, aveva aggiunto, dicendosi aperto a “soluzioni che si muovono nell’ambito dei principi fissati dallo Statuto del lavoro autonomo e della formula co.co.co.”, e ad abolire il cottimo, per “altre forme come il minimo garantito, la paga oraria oppure sistemi misti con base oraria più parte variabile”.Quanto ad alzare la paga “se ne può discutere rispettando però la sostenibilità del conto economico delle nostre aziende”, aveva detto.

Pole Dance Storia

Ale5fonti storiche la pole dance si è sviluppata nel Nord America durante gli anni della depressione del 1920. I circensi[2] cinesi nello stesso periodo storico già praticavano la loro arte danzante nei loro spettacoli itineranti, sembrerebbe appunto che si siano intrecciati in questo periodo i vari stili praticati nei vari spettacoli del circo acrobatico. Nel Nord America erano spesso i pali dei tendoni per svolgere vere e proprie performance durante gli spettacoli itineranti. Non è ancora nota invece l’introduzione della pertica nei night club, ma si suppone che sia un naturale evoluzione di questo sport intrecciarono con la cultura del divertimento e degli spettacoli Burlesque, divenendo, così come la danza del ventre, un’attività ricreativa con componente sensuale.

L’unica correlazione tra pole dance e lap dance a livello evoluzionistico per questo sport potrebbe essere di tipo indiretto, dall’osservazione dello sport circense e constatando che di fatto per eseguire le figure si necessita di un certo contatto ovvero grip, al palo, che ottiene solo con la pelle a diretto contatto della pertica, questo può aver portato allo sviluppo della lap dance.

Altre fonti indicano invece la pole dance come sport che deriva direttamente dalla Mallakhamb, una pratica che nasce nel 12-mo secolo in India[3].

La Pole Dance incominciò gradualmente ad evolversi passando da spettacolo itinerante ad appuntamento fisso nei bar intorno agli anni ’50, in contemporanea al Burlesque.

Nel mondo ritroviamo il palo cinese, più grosso degli attuali pali da pole dance e con un rivestimento in gomma, viene utilizzato dai circensi per eseguire figure spettacolari e molto complesse, esibizioni composte anche da più persone in contemporanea, che si arrampicando facilmente fino ad altezze anche di 6 metri. In India troviamo il Mallakhamb, uno sport tradizionale che utilizza una pertica di legno sulla quale si esibiscono solitamente gli uomini.

Le diverse finiture superficiali del materiale hanno diverse proprietà di presa. Per riferimento, l’Acciaio lucido è uno dei materiali più scivolosi tra quelli elencati, dunque idoneo per figure che richiedono meno GRIP, permette una danza più veloce, più fluida, mentre i pali di Ottone forniscono più attrito, consentendo una tenuta delle mani e delle altre parti del corpo più salda che permette la realizzazione di una danza lenta e sinuosa o improvvisi bloccaggi per serraggio delle gambe o braccia in fase di discesa veloce.

Versioni utilizzabili anche in ambiente domestico o trasportabili, sono disponibili in kit smontabili e possono essere utilizzati per la pratica o l’esercizio aerobico.+

 

Brasile-Svizzera 1-1: Zuber replica a Coutinho, la Seleçao stecca la prima

Il gol di Zuber: la Svizzera raggiunge il Brasile (afp)
Illusa da una prodezza nel primo tempo del tornante del Barcellona, la formazione verdeoro si fa raggiungere nella ripresa dagli elvetici. Nel finale i sudamericani hanno ripetutamente mancato il gol-vittoria
ROSTOV – Dopo Argentina e Germania anche un’altra delle grandi favorite per la vittoria finale, il Brasile, stecca la prima ai Mondiali. Illusa da Coutinho, la Seleçao si fa riprendere da Zuber e regala alla Svizzera un punto prezioso in ottica qualificazione. La formazione verdeoro, dopo un buon primo tempo, ha accusato il contraccolpo del gol preso a freddo in avvio di ripresa. Si è svegliata troppo tardi, grazie anche ai cambi voluti da Tite, ma non è riuscita a riprendersi i tre punti: anche per merito di una Svizzera ben disposta in campo, che ha dimostrato di essere avversario di tutto rispetto.

TITE VARA IL 4-2-3-1 – Tite alla fine ha deciso di mettersi a specchio (4-2-3-1), rinunciando a Fernandinho e inserendo Willian sull’out di destra. Petkovic ha risposto con una sula novità rispetto alle previsioni, ovvero la presenza in mediana di Behrami al posto di Zakaria.

GOL-GIOIELLO DI COUTINHO – La Svizzera ha provato a sorprendere gli avversari con un avvio aggressivo. E si è procurata anche una mezza occasione con Dzemaili che ha malamente calciato alto dai 12 mt un suggerimento dalla destra di Shaqiri. Il Brasile, sornione, ha aspettato un attimo a entrare in partita ma appena l’ha fatto è passato in vantaggio: Sommer, bravissimo a deviare al 13′ in angolo con la punta delle dita un sinistro ravvicinato in diagonale di Paulinho, nulla ha potuto al 20′ contro il destro a giro telecomandato dal limite di Coutinho che ha baciato il palo prima di insaccarsi in rete.

L’esultanza di Coutinho dopo la rete del Brasile

THIAGO SILVA SFIORA IL RADDOPPIO – La formazione elvetica ha reagito con orgoglio, ha preso possesso del centrocampo ma ha sbattuto contro l’attento 4-5-1 ordinato da Tite, impeccabile nelle chiusure in ogni zona del campo. Il Brasile ha controllato i tentativi velleitari degli avversari e, sul finire del tempo per poco non ha colpito ancora con Thiagho Silva che ha spedito di poco oltre la traversa un colpo di testa su angolo di Neymar.

ZUBER PAREGGIA I CONTI – La Svizzera è tornata in campo determinata e al 50′ ha pareggiato: su un angolo dalla destra di Shaqiri, Miranda si è fatto battere sul tempo da Zuber che, così, ha insaccato indisturbato di testa da pochi passi, facendo cadere l’imbattibilità di Alisson che durava, in nazionale, da 534′. I brasiliani hanno protestato per una lieve spinta subita dal difensore dell’Inter ma l’arbitro Ramos, dopo un silent-check con il Var, ha giustamente convalidato la rete. Tite ha capito di dover ridare spinta ai pistoni del proprio motore e ha tolto Casemiro e Paulinho inserendo Fernandinho e Renato Augusto.

IL BRASILE MANCA IL 2-1 NEL FINALE – Il Brasile ha ripreso coraggio e, complice anche l’innesto di Firmino, ha iniziato un assedio tambureggiante dalle parti di Sommer: le occasioni sono arrivate quasi tutte
nell’ultimo quarto d’ora: dopo un destro sbilenco di Coutinho, Neymar ha impegnato il portiere del Borussia M’gladbach con un destro a giro da fuori. Poi, nel finale, ci hanno provato Firmino, due volte, Neymar, Miranda e Renato Augusto che, un po’ per imprecisione un po’ per l’ottimo piazzamento degli avversari (vedi il salvataggio di Schar al 96′), non hanno trovato l’ispirazione per piazzare l’acuto vincente. L’appuntamento con la vittoria, così, per il Brasile è rimandato. Ma già venerdì prossimo, contro la Costa Rica, sarà vietato sbagliare.

BRASILE-SVIZZERA 1-1 (1-0)
Brasile (4-3-3): Alisson, Danilo, Thiago Silva, Miranda, Marcelo, Casemiro (15′ st Fernandinho), Paulinho (22′ st Renato Augusto), Philippe Coutinho, Willian, Gabriel Jesùs (34′ st Firmino), Neymar. (16 Cassio, 23 Ederson, 22 Fagner, 4 Geromel, 13 Marquinhos, 6 Filipe Luis, 7 Douglas Costa, 21 Taison). All.: Tite.
Svizzera (4-5-1): Sommer, Lichtsteiner (42′ st Lang), Shaer, Akanji, Rodriguez, Behrami (25′ st Zakaria), Xhaka, Dzemaili, Shaqiri, Zuber, Seferovic (35′ st Embolo). (12 Mvogo, 21 Burki, 4 Elvedi, 20 Djourou, 3 Moubandje, 8 Freuler, 16 Gelson Fernandes, 18 Gavranovic, 19 Drmic). All.: Petkovic.
Arbitro: Ramos (Messico).
Reti: nel pt 20′ Philippe Coutinho; nel st 5′ Zuber,
Angoli: 5-4 per la Svizzera.
Recupero: 2′ e 6′.
Ammoniti: Lichtsteiner, Casemiro, Schaer, Behrami per gioco scorretto.
Spettatori: 43.702.

Ragazzini rom lanciano sassi contro un autobus all’ingresso della rimessa Atac

 

Lancio di sassi contro un autobus all’ingresso della rimessa Atac di via Candoni, in zona Magliana a Roma. A quanto ricostruito dalla polizia, intorno alle 14.30 un gruppo di ragazzini, probabilmente minorenni, ha lanciato dei sassi contro il mezzo in procinto di uscire per prendere servizio. Danneggiata l’anta della porta di risalita posteriore. Sul posto indagano gli agenti del commissariato San Paolo. Non si esclude che i responsabili possano essere domiciliati nel vicino campo nomadi.

La nave Aquarius è arrivata nel porto di Valencia

La nave Aquarius delle ong Sos Mediterranèe e Medici senza frontiere è entrata nel porto di Valencia. A bordo ci sono 106 dei 629 migranti che erano stati soccorsi sabato scorso al largo della Libia. Dopo nove giorni in mare hanno toccato finalmente terra i 629 migranti che da sabato scorso erano a bordo della nave Aquarius. Il primo gruppo di loro, 274 persone, è entrato nel porto di Valencia a bordo di nave Dattilo della Guardia Costiera italiana. Una volta sbarcati i migranti, è entrata nel porto nave Aquarius con a bordo 106 persone, mentre per ultima entrerà Nave Orione della Marina militare italiana con 249 migranti.

Al molo 1 del porto di Valencia sono stati allestiti due grandi tendoni della Croce Rossa dove verrà effettuato il primo screening sanitario per i migranti: chi è in condizioni precarie di salute, le donne incinte e i bambini, verranno portati in ospedale mentre tutti gli altri saranno indirizzati nei diversi centri di accoglienza disposti dalla Generalitat valenciana in tutta la regione.

L’ingresso delle navi è stato scaglionato di tre ore: una scelta fatta per permettere la migliore assistenza possibile a tutti i migranti dopo giorni in mare. Sulla banchina del molo sono presenti circa 700 giornalisti da ogni parte d’Europa e sono tenuti ad una distanza di circa 200 metri dal punto in cui attraccano le navi.

Fino a che i governi europei non si prenderanno le proprie responsabilità #Aquarius sarà obbligata a continuare a condurre operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, scrive in un tweet Medici senza frontiere.

Ti potrebbero interessare anche:

Una coppia vuole adottare un bambino dodicenne. Guardandoli il ragazzo dice qualcosa che cambierà la loro vita per sempre

Ci sono coppie che si uniscono con l’intento di formare una bella famiglia, come i protagonisti di questa storia: Claudio e Mariela. I due coniugi, argentini, avevano tentato in tutti i modi di avere figli, purtroppo senza riuscirci, nonostante terapie, trattamenti. Così, pur di non infrangere il loro sogno, decisero di adottare un figlio. Le adozioni non sono pratiche facili, tantomeno, veloci. Claudio e Mariela fecero la loro richiesta nel 2003, e solo 10 anni dopo l’iter fu concluso. La notizia provocò comunque entusiasmo. Julio, 12 anni, era un bambino sensibile e molto educato e la notizia ripagò i coniugi Boccalon di tante fatiche. (continua a leggere dopo l’immagine)

Al momento della partenza verso la sua nuova casa, Julio non riusciva, purtroppo, ad essere pienamente felice. Avrebbe dovuto separarsi dai suoi 4 fratelli più piccoli, e questo lo rendeva triste. I Boccalon erano a conoscenza della cosa, e durante la conclusione del lungo iter, avevano assicurato a Julio che avrebbe sicuramente rivisto i due fratellini e le sorelle.
Ma, al momento decisivo, il piccolo Julio prese il coraggio a due mani, e fece ai suoi nuovi genitori la richiesta che più gli premeva: non riusciva a separarsi dagli altri fratelli. Aveva il cuore spezzato. (continua a leggere dopo l’immagine)

Claudio e Mariela, di fronte a tanta sensibilità, fecero una scelta importante ed inaspettata: avrebbero adottato tutti e 5 i fratelli! Fortunatamente le pratiche , in questa occasione, furono più veloci e celeri rispetto a quella di Julio. Come riferito dal periodico La Nacion, non si aspettavano una situazione così, ma erano pienamente felici e commossi dalla gratitudine del loro Julio.
I 5 bambini hanno portato tanto da fare alla famiglia Boccalon, ma sicuramente hanno ripagato con tanta allegria ed affetto. Una scelta bellissima, impegnativa e coraggiosa. Vedere il sorriso e la felicita’ sui volti di queste creature, ha detto Mariela, è la cosa più bella ed importante.

Virzì contro il Movimento 5 Stelle: “E’ una straordinaria agenzia di collocamento, è la rivincita di quelli che andavano male a scuola”

Intervistato dal Foglio, il noto regista livornese Paolo Virzì ha parlato del momento attuale dell’Italia, tanto da un punto di vista politico quanto da un punto di vista sociale. Ed è stata un’intervista che ha fatto particolarmente discutere, specialmente per gli attacchi rivolti dal regista al Movimento 5 Stelle.

E proprio su questi attacchi ci soffermiamo. E partiamo dalle parole che vedono Virzì analizzare lo spirito dei tempi: “La nostra natura è fondamentalmente fascista e chi lavora con gli umori della rete lo sa bene. I dententori del sentiment della rete e chi usa le tecnologie per fare propaganda tengono bene a mente questa cosa. Roberto Saviano scrive un tweet e la gente gli risponde che deve morire o che gli devono togliere la scorta. Riflessi del nostro squadrismo naturale, direi organico e biologico”. E così, su chi “di sinistra” ha votato il Movimento, così s’è espresso: “Ho tanti amici di sinistra che hanno votato per i Cinque stelle. Mi rivolgo a loro: abbiate il coraggio di dire che avevate voglia di fascismo; è rincuorante e galvanizza. Ha pure gli inni, le marce, le canzoncine”.

Al di là della boutade, Virzì è sceso nello specifico con le accuse, dichiarando che il Movimento 5 Stelle rappresenta (in un momento in cui la disoccupazione la fa da padrona) una ottima agenzia di collocamento: “Il M5s è anche una straordinaria agenzia di collocamento. Ho sentito con le mie orecchie mamme apprensive per il futuro dei loro figli zucconi a scuola, suggerire: ‘Ma perché non ti candidi con i 5 stelle? Tanto i rimborsi mica devi restituirli tutti…’. Ecco, in un paese in cui l’ascensore è bloccato questa prospettiva può essere appetitosa. Quanti sono tra consiglieri comunali, regionali e parlamentari? I Cinque stelle hanno realizzato una specie di miracolo italiano. Naturalmente a spese della verità”. Ed è la rivincita del mediocre: “E’ una commedia all’italiana: io ci vedo la rivincita e la vendetta del mediocre. L’ho visto in piccolo a Livorno: tutti quelli che andavano male a scuola improvvisamente oggi hanno delle cariche pubbliche. Il M5s è questo: è la rivincita di quelli che andavano male a scuola”.

Tra i Cinque Stelle, quello cui riserva parole più dure è l’uomo che attualmente si trova al di fuori della scena politica (pronto a rientrare in futuro come salvatore della patria?), Alessandro Di Battista, di cui critica innanzitutto le velleità scrittorie: “Il peggior scrittore del mondo. A Hollywood danno non solo gli Oscar per i film più belli ma anche i Razzie Award per quelli più brutti. Ecco, se ne esistesse uno per la scrittura lo vincerebbe Di Battista, con la sua prosa a metà fra la retorica adolescenziale e il narcisismo patologico e mitomane, senza un briciolo di controllo, senza l’ombra di ironia, di consapevolezza del tono: il vuoto totale”.

Migranti, l’arrivo della Aquarius a Valencia. La Spagna: “Nessun regalo, restano ferme le regole d’asilo”

Canti e balli di gioia sul ponte. Nella città spagnola anche la Dattilo

VALENCIA – Infine, è arrivata, in una mattinata splendente e ancora piena di bei sogni, con un canto di gioia che ha emozionato molti, balli e molti sorrisi e pure lacrime, e una bambina che ha imparato a dire “Hola!”, e non smette di dirlo e gridarlo a tutti.

La Aquarius, con i suoi 630 migranti raccolti in mare ormai nove giorni fa, ha attraccato nel porto di Valencia dopo un lungo e anche pericoloso pellegrinaggio nel mediterraneo, qualche ora dopo la Dattilo, nave della Guardia costiera italiana che si era caricata una parte delle persone assieme alla Orion della Marina militare italiana, che chiude il convoglio. “L’Italia ci ha respèinti, Dio no”, ha detto uno degli uomini appena messo piede sulla banchina. “La Guardia Costiera ci ha salvati. Piangevamo tutti perché eravamo da 20 ore in mare e loro ci hanno tranquillizzato. Mi chiedo perché l’Italia poi ci ha respinto. Ci deve essere una ragione. Qualsiasi cosa accada, c’è sempre una ragione. Ma Dio ha un piano migliore per noi”.

Migranti, l'arrivo della Aquarius a Valencia. La Spagna: "Nessun regalo, restano ferme le regole d'asilo"

Ad aspettare il convoglio sul molo, un imponente spiegamento spagnolo, 2.300 persone tra cui mille volontari della Cruz Roja, 400 della Policia Nacional, cento della Guardia civil, 400 traduttori, cose mai viste nella storia dei soccorsi ai migranti. La Spagna ha voluto fare le cose in grande, organizzando un evento che nelle intenzioni vuole essere epocale, e mostrare al mondo il nuovo corso del governo Sanchez sul tema immigrazione, e non solo. Dopo la chiusura dei porti italiani decisa da Matteo Salvini, ora la politica spagnola mostra massima apertura nell’accoglienza, un segnale che è stato immediatamente recepito dalla enorme massa di africani che preme alla frontiera sud del Paese: nuovi sbarchi sempre più frequenti sulle coste andaluse, e anche nuovi morti annegati, in questi ultimi giorni.

Migranti, l'arrivo della Aquarius a Valencia. La Spagna: "Nessun regalo, restano ferme le regole d'asilo"

Ma la Spagna ha già chiarito che restano ferme le regole dell’asilo, ragion per cui le pratiche legali che già si stanno imbastendo in queste ore su ciascun migrante dovranno chiarire a breve se ciascuno ha diritto o meno alle varie forme di protezione previste. In caso contrario, alcuni verranno respinti al Paese d’origine, e quindi fine dei sogni di una nuova vita in Europa. Quindi, nessun regalo è previsto per nessuno dei 450 uomini, delle 80 donne, sette delle quali incinte, e forse solo ai cento minorenni, la maggior parte dei quali tra i 15 e i 17 anni, sarà garantita la permanenza in Spagna (o in Francia, che pure si è offerta di accogliere una parte di loro). I minorenni verranno sicuramente mandati in un centro specializzato ad Alicante, una chance in più di farcela.

FROSINONE TORNA IN A MA PALERMO PENSA A RICORSO

La Ciociaria è in festa. Il Frosinone dopo due stagioni ha riconquistato la Serie A superando il Palermo 2-0 (0-0) al termine di una gara tiratissima e con l’arbitro La Penna arrivato in doppia cifra con i cartellini gialli. Le reti, entrambe nel secondo tempo portano la firma di Maiello al 7′ e Ciano al 51′. Il Palermo ha però preannunciato ricorso per il lancio di palloni in campo e l’invasione di campo prima del fischio finale. Maiello in dubbio fino alla vigilia ha sbloccato la gara in apertura di secondo tempo con un tiro da fuori area che ha tolto la classica ragnatela dall’incrocio con Pomini vanamente proteso in tuffo. La rete di Ciano arrivata sul filo di sirena grazie ad un contropiede innescato da Koné e finalizzato dal mancino giallazzurro che negli ultimi due mesi, dopo il grave infortunio di Daniel Ciofani, si è rivelato decisivo i suoi gol. Il Palermo, soprattutto nella prima metà del primo tempo, si è reso pericoloso con delle incursioni innescate per lo più da Coronado ma è stato bravo Vigorito che non si è fatto sorprendere. Al 16′ del secondo tempo La Penna ha prima assegnato un rigore ai rosanero dell’ex Roberto Stellone, l’allenatore della prima serie A dei Ciociari, per cambiare poi decisione è assegnare una punizione dal limite. Nel finale, alcuni palloni lanciati sul rettangolo di gara dalla panchina del Frosinone (come hanno mostrato le immagini Sky), hanno allungato il recupero. Il Frosinone ha agguantato la Serie A dopo la beffa dell’ultima giornata di campionato quando si era fatto raggiungere sul 2-2 dal Foggia all’89’ e consentendo al Parma, a pari punti in classifica, di passare alla massima serie grazie ad una rete in più negli scontri diretti. Questa stagione oltretutto per il Frosinone si è caratterizzata anche per alcuni gravi infortuni che hanno penalizzato molto la squadra. La rottura dei crociati subiti da Sammarco e Paganini che poi a Palermo nella gara di andata si è procurato la lesione del menisco oltre al già ricordato infortunio di Daniel Ciofani. Quando Ciano ha realizzato la rete del 2-0, al 51′, il pubblico ha invaso festante il terreno di gioco ma La Penna non aveva ancora decretato la fine. Il presidente della Palermo, Giovanni Giammarva, ha annunciato che la società ha presentato riserva scritta contro l’omologazione del risultato, anticamera del ricorso.

Ti potrebbero interessare anche

GOVERNO LIMA DECRETO DIGNITÀ. VERSO RIDERS DIPENDENTI

– Per i riders potrebbe arrivare a breve l’inquadramento in un contratto di lavoro subordinato: sembra questo – secondo quanto si apprende – l’orientamento del Governo nel decreto dignità che potrebbe arrivare nel Consiglio dei ministri entro la fine del mese. Oltre alla revisione delle regole sui contratti a termine in generale, infatti, il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio ha ribadito la necessità di dare maggiori tutele ai lavoratori impegnati nelle piattaforme digitali per la consegna di cibo e pacchi, ipotizzando l’estensione a queste persone delle regole del lavoro subordinato. L’ipotesi è quella di una paga oraria minima alla quale aggiungere un compenso legato ad altri parametri come numero di consegne e disponibilità oraria. Questo sistema dovrebbe garantire gli istituti previsti per il lavoro dipendente (contributi previdenziali, contributi Inail, malattia, ferie, tredicesima, Tfr) su una retribuzione minima lasciando flessibilità sul compenso aggiuntivo che sarebbe legato alla produttività del lavoro, numero di consegne ecc. Sul tema della qualificazione di questi lavoratori in realtà non c’è un orientamento univoco. Le aziende usano in genere contratti di collaborazione considerando autonomi i riders (e su questo il tribunale del lavoro di Torino ha dato ragione a Foodora circa due mesi fa), ma da più parti si sottolinea che si tratta di lavoro subordinato dato che c’è «eterodirezione». «Se non stabilisci nulla, non decidi i tempi né le condizioni di lavoro – sottolinea il presidente dell’Anpal, Maurizio Del Conte – »Il divieto di cottimo è sacrosanto – dice il presidente dell’Inapp, Stefano Sacchi a proposito dei fattorini che consegnano il cibo – è difficile sostenere che siano autonomi data la modalità di svolgimento delle prestazioni«. Sembra invece difficile che si utilizzino strumenti esistenti come il lavoro a chiamata. Nei prossimi giorni Di Maio dovrebbe incontrare comunque le aziende del settore. Nel provvedimento dovrebbero esserci norme anche per rendere più conveniente il lavoro a tempo indeterminato attraverso una stretta sui contratti a termine, accordi che nell’ultimo anno hanno avuto una crescita sostenuta. Oltre all’introduzione delle causali (eliminate con il decreto Poletti nel 2014) dovrebbe arrivare una stretta sul numero dei rinnovi (ora sono al massimo cinque) mentre resterebbe il limite complessivo fissato a 36 mesi. È possibile che un ulteriore deterrente alla firma di contratti a termine arrivi sul fronte dei costi. Al momento il contratto a tempo determinato ha un’aliquota contributiva aggiuntiva pari all’1,4% (per il finanziamento della Naspi) che viene restituita al datore di lavoro in caso di trasformazione del contratto a tempo indeterminato ma potrebbe essere introdotto un costo ulteriore a favore del dipendente. La somma aggiuntiva potrebbe essere una sorta di buonuscita (legata alla durata del contratto) o un bonus formazione