Category: attualità

Uomini e Donne, Incidente per Giulia Latini, ecco le condizioni di salute dell’ex corteggiatrice

fan sono preoccupati per le condizioni di Giulia Latini: l’ex corteggiatrice di Uomini e Donne ha avuto un incidente. Ecco le sue condizioni di salute.

MATTIA MARCIANO E GIULIA LATINI: IL LEGAME ‘INTIMO’ CHE UNISCE IL TRONISTA CON L’EX CORTEGGIATRICE DI UOMINI E DONNE

Giulia Latini, grande intesa con Mattia Marciano

Video  Foto
Giulia Latini e Mattia Marciano sono impegnati, insieme ad altri ex Uomini e donne, in un format sulla moda mare che andrà in onda a breve su Mtv: dai loro social è chiaro che i due sono diventati grandi amici
di Francesca Di Belardino – 07 Giugno 2017

Per motivi diversi, sia Giulia Latini che Mattia Marciano sono rimasti nel cuore dei telespettatori della stagione appena conclusa di Uomini e donne: Giulia corteggiava Luca Onestini ed ha conquistato il pubblico con la sua sincerità e immediatezza, ma alla fine ha perso la sfida con Soleil Sorge, che è stata la scelta del tronista. Mattia corteggiava Desirèe Popper e sembrava l’unico in grado di scalfire la sua corazza, ma come gli altri è rimasto deluso dall’abbandono, senza scelta, della tronista brasiliana.

I fan del programma hanno subito iniziare a chiedere di vederli sul trono tutti e due: non sappiamo ancora se Maria De Filippi li accontenterà, ma intanto fra i due ex corteggiatori sembra essere scoppiata una grande amicizia.

Amicizia cementata dal lavoro, visto che fanno parte tutti e due della stessa agenzia e stanno partecipando insieme al format di Mtv The hottest swim suit, che andrà in onda il 15 giugno. Tramite i loro social i ragazzi stanno documentando questa nuova esperienza ed è impossibile non notare il feeling esistente fra i due: tra i telespettatori di U&D è già scattato il gossip e in molti hanno iniziato a “shippare” proprio Mattia e Giulia.

I due hanno recentemente smentito ogni tipo di flirt, ribadendo che sono solo amici: nel frattempo l’impressione che Luca Onestini e Soleil Sorge possano averli “tanati” con questo video si fa sempre più tangibile!

Donatella Buccino sposa l’imprenditore Guido: le sorelle diventano damigelle sexy

Donatella Buccino sposa l'imprenditore Guido: le sorelle diventano damigelle sexy
Donatella, la più piccola delle sorelle Buccino, ha sposato a Capri l’imprenditore Nico Guido. Alla cerimonia romantica sulla spiaggia erano presenti ovviamente Cristina e Maria Teresa. Sui social sono state pubblicate le foto delle sexy damigelle.

Le sorelle hanno un vestito identico e forme in vista. La giornata è splendida e la famiglia è riunita per una occasione felice.

Lunedì 18 Settembre 2017 – Ultimo aggiornamento: 22:02
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Belen e Iannone in giro per Milano sotto la pioggia: gambe sul cruscotto, musica e Mojito

Belen Rodriguez e Andrea Iannone a spasso per la città in auto gustando mojito e ascoltando musica. Sui profili Instagram la showgirl argentina e il fidanzato hanno pubblicato le “storie” del loro giro per le strade deserte di una Milano bagnata dalla pioggia.

Belen canta spensierata “L’esercito del selfie”, una delle hit estive interpretata da Arisa e Lorenzo Fragola, mentre il fidanzato guida.

Sul parabrezza le gambe sensuali con tanto di tacchi vertiginosi. Poco dopo le note de “Voglio una vita spericolata” di Vasco Rossi.

Lunedì 18 Settembre 2017 – Ultimo aggiornamento: 21:51
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Stefano Bettarini, relax con la baby fidanzata Nicoletta Larini a Viareggio

Stefano Bettarini, relax con la baby fidanzata Nicoletta Larini a Viareggio
VIAREGGIO – Sembra aver messo la testa a posto Stefano Bettarini. L’ex calciatore, conduttore del Grande Fratello Vip e riconosciuto conquistatore ha trascorso le vacanze estive a Viareggio assieme alla nuova fidanzata, Nicoletta Larini.

IAREGGIO – Sembra aver messo la testa a posto Stefano Bettarini. L’ex calciatore, conduttore del Grande Fratello Vip e riconosciuto conquistatore ha trascorso le vacanze estive a Viareggio assieme alla nuova fidanzata, Nicoletta Larini.

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I due, che hanno 22 anni di differenza (45 lui, 23 lei) sono stati fotografati da “Vero” insieme mentre trascorrono una romantica giornata in riva al mare: “Le nozze? – ha fatto sapere Bettarini in un’intervista – Difficile.

https://www.instagram.com/p/BXS7oOWlhgT/embed/captioned/?cr=1&v=7&wp=638#%7B%22ci%22%3A2%2C%22os%22%3A2056%7D

Un figlio: oggi dico di si (…) Sono pronto a diventare di nuovo papà sena paura. E poi i miei figli hanno conosciuto Nico e soprattutto con Giacomo c’è un gran feeling”.

Lo chiamano mostro, a 8 anni sogna il suicidio. Il padre supplica: “Educate i vostri figli all’amore”

Lo chiamano mostro, a 8 anni sogna il suicidio. Il padre supplica: "Educate i vostri figli all'amore"
di Eleonora Giovinazzo

I bambini possono essere davvero crudeli. E’ per questo che un papà statunitense, Dan Bezzant, ha condiviso una supplica rivolta ai genitori. Dan ha un figlio di 7 anni, Jackson, che è vittima di bullismo e alla sua età parla di suicidio. Jackson è affetto dalla sindrome di Treacher-Collins, una rara malattia congenita caratterizzata da uno scarso sviluppo di alcune strutture del volto, delle orecchie e degli occhi nota anche come disostosi mandibolo-facciale.

In questo momento il mio cuore è a pezzi – scrive Dan su Facebook – come se qualcuno mi avesse strappato l’anima dal petto. Questo bellissimo ragazzo, mio figlio Jackson, deve sopportare una raffica costante di commenti sprezzanti e ignoranza. Viene quotidianamente chiamato brutto, scherzo della natura e mostro dai suoi coetanei e compagni di scuola. Parla di suicidio e non ha ancora otto anni! Dice di non avere amici e che tutti lo odiano. I ragazzini gli lanciano le pietre, lo spingono e gli urlano queste parole terribili”.

Per favore, per favore – continua il padre – prendetevi un momento e immaginate se fosse vostro figlio. Prendete un minuto per educare i vostri figli sulle esigenze speciali. Parlate loro della compassione e dell’amore. La sua patologia si chiama sindrome di Treacher Collins. Magari potreste cercare informazioni. Ha affrontato difficili interventi chirurgici e dovrà affrontarne tanti altri nei prossimi anni. In ogni modo, io posso andare avanti, ma per favore educate i vostri bambini. Per favore, condividete questo messaggio. Questo non dovrebbe accadere a nessuno”.

Il suo post è diventato immediatamente virale, raccogliendo oltre 31mila commenti, più di 53mila condivisioni, 54mila reazioni e un incredibile sostegno. C’è chi  per sensibilizzare su temi come questo suggerisce di consultare la pagina Facebook “Love Me Love My Face Foundation” e chi di vedere un film in uscita a novembre negli Stati Uniti che affronta questo tema: si tratta di “Wonder”, con protagonisti Jacob Tremblay, Julia Roberts e Owen Wilson.

Roma, scontro tra tram in via Prenestina: passeggeri feriti

Roma, scontro tra tram in via Prenestina: passeggeri feriti

Foto Fabry Mascia dal Gruppo Facebook “Villa Gordiani”

Incidente tra tram in via Prenestina, all’altezza di Largo Telese. Un tram della linea 19, intorno alle ore 10.30, ha tamponato un tram della linea 5. Nell’incidente sono rimasti contusi  alcuni passeggeri, ma nessuno ha riportato conseguenze gravi. Solo uno sarebbe stato refertato in codice giallo. Atac ha immediatamente allertato i soccorsi e al contempo ha parzialmente sostituito il servizio tram con bus nella tratta Largo Preneste-Gerani/Togliatti. Sul luogo dell’incidente, per prestare assistenza ai passeggeri, anche il personale Atac di Customer care”. L’azienda ha anche avviato un’indagine interna per accertare le ragioni dell’incidente.

L’omosessualità (e l’omofobia) spiegata alla vip Giulia De Lellis

L’omosessualità (e l’omofobia) spiegata alla vip Giulia De Lellis

Chi fosse tale Giulia De Lellis era per me un mistero, fino a poche ore fa. Poi, per merito (o colpa) del Grande Fratello Vip – dove per “vip” si intenda: basta che vai in tv e ti dedichino un paio di copertine su riviste da gossip – la nostra è assurta a gloria, si spera peritura. Per una di quelle frasi che rimarranno negli annali della noia e del già sentito dire: «Secondo me i figli dei gay la maggior parte saranno gay». Mancano adesso all’appello “i neri hanno il ritmo nel sangue”, “donna al volante pericolo costante” o altro stereotipo di circostanza.

Mi perdoneranno i miei affezionati lettori – hater inclusi – se sarò banale, ma la banalità è ingrediente principale del male e qui il lato oscuro sta tutto nell’ignoranza di certe affermazioni, palesemente volgari (nel senso di “volgo”, vale a dire “popolo minuto”) e intrinsecamente omofobiche. Pazienza se la nostra De Lellis ha ricordato che anche lei ha tanti amici gayconditio sine qua nonda qualche anno a questa parte per sentirsi in dovere di proferire verità immani, quanto sostanzialmente cretine, sulle vite delle persone Lgbt. Ma vediamo perché quella frase è volgare e pregiudizievole.

In primis: l’orientamento sessuale non è qualcosa che ti viene insegnato, ma ci nasci. Così come non ti insegnano ad essere mancino né ad avere le lentiggini. È un fattore che fa parte della natura umana – e in molte altre specie, oltre la nostra, anche della natura animale – ed è un elemento caratterizzante dell’identità sessuale di una persona. Non cambi orientamento per esposizione all’omosessualità: questo lo credono gli aficionados del Family day, ma è come pensare che se dici a un bambino che Babbo Natale esiste, poi lui si sentirà una renna. Per altro, se così fosse, visto che la stragrande maggioranza degli esseri umani nasce da genitori eterosessuali non dovrebbero esistere gay e lesbiche. E invece… Ditelo alla tronista, affinché possa dormire sonni tranquilli.

In secondo luogo: l’affermazione è intimamente omofobicaperché caratterizza l’omosessualità come condizione indesiderabile. Affermare che « i figli dei gay la maggior parte saranno gay» significa vedere l’orientamento di una parte della popolazione come qualcosa di contagioso. Come una “malattia”. La domanda da fare, a quelle parole, sarebbe: e cosa ci sarebbe di male? Essere gay o lesbica (se ci fermiamo solo all’ambito dell’orientamento) non impedisce di eccellere negli studi, di essere personaggi politici di rilievo, di fare brillanti invenzioni (se oggi leggere questo articolo sul web è grazie a un omosessuale, tale Alan Turing), di essere raffinati scrittori o scrittrici, ecc. Sottolineare il carattere emergenziale dell’eventualità di poter avere un figlio gay, significa vedere in questa prospettiva qualcosa di indesiderabile. Lo diremmo di una persona che scrive con la sinistra, che ha i capelli rossi o le lentiggini? Per gay e lesbiche vale ancora.

Aggiungo, ancora: di contro l’eterosessualità viene considerata un valore, quando è ampiamente dimostrato che non garantisce di per sé la funzione educativa dei minori. Da Erode a genitori infanticidi – di cui non si ha notizia di orientamenti fuori norma – per non parlare dei vari lanci dei neonati nei cassonetti o dai ponti dei fiumi, queste amene attività sembrerebbero essere relegate, principalmente, alla dimensione eterosessuale. Solo che, appunto, non è l’orientamento a farci buoni o cattivi genitori, bensì le nostre capacità educative. Ma a quanto pare, per le persone Lgbt è ancora importante valutare l’identità sessuale. E da qui nasce la resistenza a vedere nell’omogenitorialità un modello come un altro, socialmente accettabile.

Mentre tutto questo si consuma, in modo acritico, in quel cibo (di scarsa qualità) per appetiti volgari (cioè popolani) che è la tv generalista del nostro paese, questa settimana intanto ho letto di genitori che giustificano i figli che uccidono le fidanzate, di altri che abbandonano bambini in aeroporto per andare in vacanza e di madri che non tolgono la placenta ai neonati perché glielo vieta la religione. Ma in Italia si è ancora fermi a pensare che se un bambino cresce con due gay poi diventa “ricchione“. Perché il problema èl’uso degli orifizi (nella mente di chi produce certi pensieri), non di modelli educativi malati (e rigidamente “etero”, se dovessimo ragionare, a parti invertite, come certuni). E per essere buoni o cattivi genitori non serve l’orientamento sessuale, ma la capacità di esser tali o meno.

Consip, Musti smentisce e Borrelli “salva” Woodcock

Il magistrato usato contro i Noe: “Sui giornali frasi che non ho mai detto” Il capo della Dda partenopea: “Fu il procuratore a intercettare Renzi sr.”

Musti ieri ha detto che nei resoconti dell’audizione in cui ha criticato il maggiore Giampaolo Scafarto e il colonnello Sergio De Caprio alias Ultimo “mi vengono attribuite alcune affermazioni, anche virgolettate, che io non ho fatto ovvero che, per come riportate, non rendono in modo fedele quanto da me riferito”. E intanto, davanti alla Prima commissione del Csm che deve valutare se chiedere il trasferimento di Woodcock e Carrano, oltre a Borrelli è stato sentito anche l’aggiunto Alfonso D’Avino, capo della sezione reati Pubblica amministrazione. È Borrelli a parlare delle intercettazioni di Tiziano Renzi richieste da Woodcock e da Celeste Carrano l’8 novembre 2016 e autorizzate dal gip il 17 novembre. “Prima di intercettare Tiziano Renzi, Colangelo mi chiede un parere” e Borrelli ha spiegato di aver risposto che a suo avviso gli indizi c’erano ma il momento non era propizio per l’imminenza del referendum costituzionale. Inoltre, disse al procuratore di verificare se Napoli fosse competente. Colangelo verifica, racconta Borrelli al Csm, riflette e poi lo chiama per dare il suo benestare alla richiesta di intercettazioni.

“Colangelo sapeva tutto di Consip – aggiunge Borrelli –, se non altro per il contenzioso che si era creato tra magistrati di diverse sezioni”. Cioè la pretesa della sezione reati Pubblica amministrazione di avere gli atti Consip per competenza. Lo conferma ieri D’Avino: si sapeva già dalle audizioni dell’ex reggente Nunzio Fragliasso e dal procuratore Luigi Riello. D’Avino conferma una riunione nel gennaio 2016 con Colangelo e l’altro aggiunto della Dda, Filippo Beatrice, in cui sarebbe stato deciso lo stralcio, in mancanza del quale non ha protestato. Insomma, Woodcock non si è affatto tenuto un fascicolo contro la volontà del procuratore e a luglio 2016 viene deciso di dargli un rinforzo: la collega Carrano.

A domanda su perché sia stata la Procura di Napoli a far perquisire il vicedirettore del Fatto Marco Lillo dopo la pubblicazione dell’intercettazione tra Renzi padre e il figlio, D’Avino riferisce che Fragliasso e il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone stabilirono che sulle fughe di notizie avrebbero lavorato entrambi gli uffici.

Ryanair, per frenare le uscite arriva il bonus ai piloti

I voli nel caos: secondo l’associazione di categoria irlandese sono passati alla concorrenza 700 comandanti gialloblu in un anno. Ma non tutte le low cost e le compagnie sono uguali, anche se in Italia esplode il caso degli esodi da Cityliner. Ecco il confronto sugli stipendi

 

ROMA – Ora Ryanair tema la grande fuga dei suoi piloti. Per la Ialpa, associazione di categoria irlandese, in un anno avrebbero lasciato Ryanair circa 700 comandanti. E per chiudere la stalla prima di una corsa in massa tra le braccia di altre concorrenti ieri il Coo, il capo delle operazioni del vettore irlandese, Michael Hickey, ha inviato a tutti i piloti della compagnia una lettera nella quale, in sostanza nel ringraziare il loro lavoro, li invita per quanto possibile a “rinunciare” a dei giorni di permesso nelle prossime settimane (proprio per ridurre il numero di voli da tagliare, anche in futuro) e li ammansisce offrendo un bel bonus da 12mila euro per i “capitani” o 6mila per i primi ufficiali che restino al loro posto (quindi in azienda) almeno fino all’ottobre del prossimo anno.

Ci sono però delle condizioni: per ottenere il premio (che corrisponde anche a due mensilità medie) dovranno effettuare più di 800 ore di volo in questi 12 mesi, rinunciando a 10 giorni di riposo (i cosiddetti “Woff” o Working days off). Ma le buone notizie per chi sta in cabina di pilotaggio non finiscono qui. Improvvisamente, dopo anni di vacche magre, Ryanair sta “aumentando” le disponibilità economiche per gli addetti che restano fuori base a pernottare. Ci saranno per il “Out of base overnight” aumenti dagli attuali 28 euro a 75 euro per ogni notte, quasi il triplo. La lettera mostra in sostanza una prima crepa nella arcigna difesa della compagnia che fino a ieri faceva orecchie da mercante alle richieste di ritocco delle paghe (poche e sepolte spesso dalla minaccia di licenziamenti in caso di ricorso ai sindacati).

Ora dopo i 140 piloti usciti per entrare in Norwegian e i 700 complessivi che hanno abbandonato la cabina gialloblu, il numero uno di Ryanair O’Leary corre ai ripari. Un aumento degli stipendi potrebbe frenare l’esodo; anche se pure in Italia, c’è grande movimento tra i comandanti. Secondo Ivan Viglietti, responsabile dei piloti Uil Trasporti “Ryanair paga a caro prezzo la carenza di piloti esperti che scelgono ormai compagnie con contratti “veri” e siglati con l’accordo dei sindacati, che il suo management ha rifiutato ostinatamente dimostrando miopia. E Norwegian è un esempio che O’Leary dovrebbe seguire”. Ma non è tutto e non è solo Ryanair a doversi preoccupare della grande fuga dei piloti. “Anche Cityliner sta vivendo un momento non semplice – prosegue il capo dei piloti Uil – con 69 uscite negli ultimi mesi dovute proprio alle offerte migliorative che arrivano da altri concorrenti”.

In Alitalia però le cose vanno meglio per i comandanti. La paga oscilla tra i 2.500 di un neoassunto in cabina ai 10mila di un capitano con molti anni e migliaia di ore di volo di esperienza sulle spalle. Se un pilota Ryanair incassa tra 4.200 e i 6.600 quelli di easyJet, che resta una compagnia low fare, si va da 7.500 ai 15mila secondo uno studio della Uil. Più o meno quanto un collega che guidi un aereo Air Lingus. Cambiano però le tutele: al minimo quelle degli irlandesi di Ryanair, migliori – ed è un bene – quelle di Alitalia che paga però costi del lavoro più alti del 20% rispetto al vettore low cost.