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Stellantis E Foxconn Si Alleano Per Progettare L’auto Del Futuro

Accordo tra il gruppo automobilistico di cui fa parte Fiat Chrysler e il fornitore della Apple per realizzare software per la mobilità elettrica e l’auto connessa (Foto: Intel)La casa automobilistica Stellantis e la taiwanese Foxconn, la più grande produttrice di componenti elettronici in tutto il mondo, hanno raggiunto un accordo per sviluppare nuove tecnologie digitali per le automobili. Le due aziende hanno siglato una joint venture al 59% dalla quale nascerà Mobile Drive, futuro operatore del settore automobilistico che si focalizzerà sull’intrattenimento e l’informazione dei passeggeri, sulla telematica e sullo sviluppo di piattaforme cloud service per rendere i veicoli più connessi, usando applicazioni basate sull’intelligenza artificiale e le comunicazioni in 5G.

L’accordo unisce Stellantis, la quarta più grande casa produttrice di autoveicoli al mondo, formata da Fiat Chrysler e Peugeot, con Foxconn, la più grande azienda di componenti elettronici famosa anche per essere il più grande assemblatore di iPhone per Apple. La nuova joint venture rappresenta l’occasione di Foxconn di diversificare il proprio mercato e i propri guadagni, allontanandosi dalla dipendenza da Apple. Mentre per Stellantis è l’occasione per entrare nel mercato della vendita di servizi tramite applicazioni, per le automobili.

Secondo l’ad di Stellantis Carlos Tavares, riporta l’Associated press, i servizi sviluppati da Mobil Drive “segneranno la prossima grande evoluzione dell’industria automobilistica”, assieme ai motori completamente elettrici e ibridi. I software rappresentano il nuovo settore chiave per il settore automobilistico. Secondo i dati forniti al Guardian da Ubs, una banca di investimento, questo mercato si espanderà fino a 1,9 miliardi di dollari entro il 2030.

Circa 250 ingegneri sono già al lavoro per sviluppare nuovi software per Mobil Drive. Per il presidente di Foxconn Young Liu, riporta Il Sole 24 ore ,“i veicoli del futuro saranno sempre più guidati e caratterizzati dal software”. L’accordo con Stellantis non prevede la collaborazione in altri settori diversi da quello dei software, ma l’azienda di Taiwan si sta anche dedicando allo sviluppo di hardware per le auto elettriche e alla produzione di batterie a elevata capacità, in grado di garantire maggiore autonomia e tempi di ricarica più rapidi.

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Amazon Ha Messo Gli Occhi Su Hollywood: 9 Miliardi Per La Metro-Goldwyn-Mayer

Il colosso dell’ecommerce ha fatto un’offerta per acquistare la casa di produzione con titoli storici, da James Bond a Rocky RockyLa libreria di Amazon Prime Video potrebbe arricchirsi presto con gli oltre 4mila titoli di Metro-Goldwyn-Mayer, casa di produzione cinematografica fondata negli anni Venti che ha prodotto successi globali e pietre miliari, da Rocky a RoboCop, dal dottor Zivago a 2001: Odissea nello spazio, passando per il franchise di James Bond (50%), solo per citarne alcuni. Mgm, posseduta da un consorzio di imprenditori e con un “palmares” di 208 Oscar, è in vendita da dicembre, tanto che l’abboccamento di Amazon con offerta da 9 miliardi di dollari non sarebbe il primo, ma coinciderebbe con la cifra richiesta, secondo quanto riporta diffusamente la stampa americana.

Apple e Comcast hanno già tastato il terreno, offrendo circa 6 miliardi, ma l’affare dovrebbe andare in porto per una cifra tra i 7 e i 10, secondo The Information, che per primo ha dato la notizia. L’iconico leone che ruggisce sotto la scritta “Ars gratia Artis” potrebbe così passare alle insegne di Jeff Bezos che di recente ha dichiarato 175 milioni di utenti dei contenuti streaming sui 200 milioni totali di Prime nel mondo. Nel 2020 la compagnia ha incrementato del 40% la spesa per show televisivi, film e musica rispetto all’anno precedente. In totale 11 miliardi di dollari.

L’acquisto di Mgm potrebbe essere il secondo più grande della storia per Amazon, dopo i 13,4 miliardi di dollari per Whole Foods nel 2017. Le ambizioni del colosso di Seattle su Hollywood sarebbero testimoniate dal ritorno di Jeff Blackburn, un dirigente che ha partecipato alla creazione del servizio streaming di Prime, ora vicepresidente globale per media e intrattenimento. Nei primi tre mesi del 2021, Mgm Holdings ha riportato ricavi per 403,3 milioni di dollari (+27%) e utile netto di 29,3 milioni, rispetto a una perdita netta di 12,1 milioni, un anno fa.

Le indiscrezioni sul possibile acquisto sono emerse mentre il mondo dei media è ancora in subbuglio per l’annuncio di una trattativa fra il colosso delle telecomunicazioni At&t e Discovery. L’ipotesi è di un possibile spin-off e fusione di Warner Media con il network televisivo dei reality, creando un nuovo attore da 150 miliardi di dollari sul palcoscenico del mercato globale dell’intrattenimento in streaming.

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Tim Investe Sull’intelligenza Artificiale Per Governare Le Reti

L’esperimento a Cuneo del nuovo sistema di algoritmi. Il test coinvolge il 4G ma potrà migliorare anche le prestazioni del 5G Un’antenna 5G (foto di Artur Widak/NurPhoto via Getty Images)Nella mitologia greca Eris, dea della discordia, alimentava conflitti mentre mentre l’omonimo progetto di Tim si propone di risolverli, almeno in ambito di rete mobile. L’acronimo sta per Enhanced reinforcement learning for innovating self organizing networks: una tecnologia basata su intelligenza artificiale che punta a ottimizzare l’impiego delle infrastrutture di rete esistenti per fornire ai clienti smartphone il miglior servizio possibile.

La sperimentazione di Fossano A Fossano, un piccolo comune da circa 24mila abitanti nella provincia di Cuneo, Tim a gennaio ha completato la sperimentazione del progetto Eris. “È ideale per quelle situazioni dove in uno stesso territorio vi sono zone ad alta concentrazione di traffico e altrettante a basso impiego“, spiega a Wired Marina Geymonat, responsabile del programma di intelligenza artificiale di Tim: “L’obiettivo è far sì che non ci siano risorse sottoutilizzate e contemporaneamente persone che fanno fatica a navigare tramite smartphone oppure totalmente prive di connessione“.

La località si caratterizza per un’area comunale complessa di circa 130 chilometri quadrati dove sono presenti un centro cittadino ad alta densità abitativa, gli stabilimenti produttivi periferici di Balocco, Maina e Agnesi, una zona collinare e un’ampia superficie di coltivazione. In sintesi su un ipotetico monitor di controllo si potrebbe assistere a un pirotecnico gioco di traffico mobile quotidiano. “Abbiamo analizzato 130 antenne della rete mobile e siamo intervenuti in remoto su alcune di esse, ottenendo un miglioramento prestazionale compreso tra il 10% e il 20% nelle più congestionate“, sottolinea Michele Ludovico, responsabile del network management systems and self organizing network di Tim: “In questo modo si possono evitare oppure ottimizzare investimenti aggiuntivi per eventuali nuove portanti, bande frequenziali o addirittura siti. È un esempio di come può migliorare l’efficienza ottimizzando l’impiego delle risorse a disposizione“.

L’intelligenza artificiale Il progetto pilota di Fossano ha riguardato le antenne 4G ma, come spiegano Geymonat e Ludovico, un algoritmo di intelligenza artificiale di questo tipo può essere giocato su qualsiasi standard, anche il fixed wireless access e in prospettiva futura il 5G. L’unico elemento imprescindibile è il supporto alla tecnologia Ret (Remote electrical tilt) che consente di regolare a distanza l’inclinazione, rispetto al terreno, delle antenne montate sulle torri.

“Aumentando l’angolo verso il basso si ottiene un incremento della portata (throughput, ndr) e una riduzione dell’area di copertura. Al contrario puntandole verso l’alto si amplia il raggio e diminuisce l’altro parametro. Il diagramma di irradiazione viene ottimizzato per alleggerire i siti più stressati sfruttando le risorse, oggi sotto-utilizzate, di altri siti“, spiegano gli esperti.

Ovviamente si tratta di una semplificazione del concetto, come tengono a ribadire Geymonat e Ludovico, ma il senso è proprio quello di risolvere un problema con un approccio organico. Una rete mobile è in fondo un sistema di elementi interconnessi dove si sovrappongono frequenze e tecnologie. “Per avere un’idea basti pensare che ogni cella, quindi ogni entità di servizio associata a una singola antenna, ha almeno un migliaio di parametri configurabili. Considerando le potenziali combinazioni ecco che un’intelligenza artificiale si candida come soluzione ideale per gestire la complessità“, puntualizza Ludovico. Bisogna poi ricordare che attualmente vengono impiegate antenne passive, che consentono la “sola” modifica dell’inclinazione, ma con il 5G saranno introdotte versioni attive che consentiranno un livello di configurazione molto più complesso.

“In tal senso Eris diventerà ancora più importante. Per questo motivo nei prossimi mesi estenderemo il progetto pilota a città di media e grande estensione, anche in contesti 5G non-standalone”, ricorda il manager di Tim. In ottica fwa vale lo stesso principio: la natura del servizio tende a caricare stabilmente le celle coinvolte, quindi è un vantaggio poter far lavorare più torri in sinergia.

Esempio di copertura rete mobile per la sperimentazione dell’algoritmo Tim di Reinforcement LearningApprendimento per rinforzo Si chiama reinforcement learning, ovvero apprendimento per rinforzo, ed è una declinazione del generico machine learning – che a sua volta rappresenta una categoria dell’intelligenza artificiale. Di fatto istiga un agente (computer) ad apprendere un comportamento dopo una serie smisurata di tentativi ed errori. La stessa palestra frequentata DeepMind di Google, che con AlphaGo nel 2016 ha impiegato proprio questo metodo per sconfiggere il campione mondiale di go, il noto gioco da tavolo cinese che dovrebbe risalire a oltre 2.500 anni fa.

Nel caso dell’algoritmo di Tim l’obiettivo è l’efficienza, quindi l’apprendimento per rinforzo avviene combinando tutte le variabili di questo specifico scenario di rete. Eris è capace di “imparare da sé e, a fronte di miliardi di potenziali soluzioni alternative, esplora solo le più promettenti che la portano rapidamente ad individuare la soluzione ottimale“. Il risultato ottenuto – in ambiente protetto e quindi di simulazione – poi viene trasferito nella realtà. Per altro domani lo stesso algoritmo potrebbe essere usato in soluzioni di quantum computing “che abbiamo già sperimentato per esempio lo scorso anno per la pianificazione delle nuove reti“, spiega Ludovico.

Per Geymonat l’esempio del gioco go rende molto l’idea: un gioco millenario che un numero di potenziali mosse in una partita “superiore a quello degli atomi nell’universo“. In pratica l’intelligenza artificiale si è spinta a testare nuove combinazioni e strategie “che l’uomo non avrebbe mai immaginato“, chiosa.

L’esperta sottolinea che alcuni giorni di addestramento per una intelligenza artificiale possono equivalere a milioni di anni di tentativi di un uomo. “Con Eris siamo solo all’inizio e i risultati sono notevoli, ma non sappiamo ancora cosa ci riserverà il futuro. Detta tutta siamo di fronte a un elemento di innovazione che si accompagna alla sostenibilità. Non si spreca energia e non abbiamo bisogno di aumentare le emissioni elettromagnetiche“, ricorda Geymonat.

Una rete flessibile e intelligente La rete mobile del futuro metterà in gioco non solo componenti di intelligenza artificiale ma anche i principi tecnici dello sviluppo open ran (open radio access network). Nell’ambito di questo programma, Tim, per prima in Italia, ha confermato recentemente che proprio a Faenza verrà impiegata una soluzione che disaccoppia le componenti hardware e software della rete di accesso radio, “secondo una logica di diversificazione dei fornitori e nell’ottica di favorire un più ampio ecosistema industriale“.

Il nodo radio, su rete 4G, è stato costruito combinando la banda base software di Jma con le unità radio fornite da Microelectronics technology (Mti). “In prospettiva, questa attività si estenderà anche alle soluzioni 5G“, conferma Tim.

L’iniziativa rientra nell’ambito della firma del memorandum di intesa dello scorso febbraio con i principali operatori europei per promuovere la tecnologia open ran “con l’obiettivo di accelerare l’implementazione delle reti mobili di nuova generazione, in particolare 5G, cloud ed edge computing“. Lo stesso che ha annunciato Vodafone qualche settimana fa in seno all’accordo con Qualcomm Technologies per lo sviluppo di circuiti integrati e soluzioni ad alte prestazioni. Anche in questo caso una partnership che punta a garantire che l’open ran sia pronto per l’uso nelle reti 5G.

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Lorenzo Lerose: storia di successo del direttore tecnico IGES SRL

intervista di:Sciaron Cefalo

Lorenzo Lerose, imprenditore milanese di successo nell’ambito edile stradale e direttore tecnico della società IGES SRL oggi ci racconterà la sua storia, l’attività della sua azienda e come è nata la sua voglia di emergere.

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Cosa ti ha spinto a diventare un imprenditore?

Sicuramente l’ambizione, conseguito il diploma geometra ho capito fin da subito quale fosse la strada che avrei voluto intraprendere, infatti, già all’età di 20 anni ero amministratore della mia azienda IGES srl. nella quale sono direttore tecnico dal 2014.

Com’è nata la tua passione per l’edilizia?

Già nella scelta scolastica avevo le idee ben chiare, ma chi mi ha spronato a realizzare il mio obbiettivo è sicuramente mio padre, infatti, l’impresa edile stradale IGES srl è una realtà famigliare che vanta un esperienza trentennale nel settore, con un’intensa voglia di rinnovamento di generazione in generazione. Con attrezzature all’avanguardia che consento di svolgere nel minor tempo possibile qualsiasi tipo di lavorazione richiesta dal cliente, basandosi sulle norme vigenti del settore e nel completo rispetto dell’ambiente e della sicurezza sul lavoro.

Perché hai scelto questo nome per la tua azienda?

Il nome della nostra azienda nasce proprio dalla volontà di chiarezza, infatti lo dice l’acrostico stesso, che riprende appunto le parole fondamentali inerenti al nostro settore ovvero Impresa Generale Edilizia Stradale.

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Quando hai iniziato la tua attività è stato difficile?

Difficile no. Ma l’inizio è stato intenso e lo è ancora tutt’oggi, proprio perché essendo in giovane età per acquisire credibilità ci vuole molta pazienza soprattutto quando si lavora con grandi enti, sia pubblici che privati, che comportano responsabilità maggiori nella conduzione dei lavori. Per questo motivo, ci consideriamo molto competitivi nel settore, infatti sono numerosissimi i rapporti lavorativi intercorsi con le P.A. per il tramite di affidamenti diretti o subappalti.

Quali sono i vostri servizi principali?

Ci occupiamo principalmente delle seguenti attività:
_Costruzioni di edifici civili ed industriali; Scavi;_Realizzazione opere di urbanizzazione;_Opere stradali sia in ambito pubblico che privato;Costruzione e manutenzione reti idriche; Demolizioni;Movimento terra;_Posa di pavimentazione;_Servizio neve.

Qual’è la caratteristica principale della tua azienda?

La professionalità e la garanzia del rispetto delle tempistiche da rispettare. E’ importantissimo mantenere la fiducia conquistata negli anni di lavoro con i vari enti. Per questo nel tempo abbiamo conquistato varie certificazioni.

Quali sono queste certificazioni?

La SOA per le seguenti categorie: 1. OG1 la I classificazione; riguardante la costruzione di edifici civili e industriali 2. OG3 la II classificazione; riguardante la costruzione di strada, autostrade, ponti, viadotti, ferrovie e metropolitane Inoltre, siamo in possesso della certificazione QS UNI EN ISO 9001:2015. Tale documento consiste nel fornire un sistema di gestione per la qualità all’impresa richiedente.

Un ultima domanda.  Quale sarà il tuo prossimo obbiettivo?

Il mio obbiettivo sarà sicuramente quello di portare avanti la mia filosofia aziendale.  Non bastano solo buone idee, ma bisogna avere anche la capacità di metterle in atto.
IGES srl infatti propone una consulenza ed una assistenza personalizzata efficiente e flessibile, mirando alla puntualità ed alla soddisfazione del cliente al fine di stabilire rapporti di fiducia e a lungo termine con la clientela portando risultati visibili in tutta Italia.