Categoria: CALABRIA

Taurianova: Villa Zerbi Pronta Ad Accogliere I Visitatori Per La Giornata Nazionale Dell’Associazione Dimore Storiche Italiane

Torna domenica 23 maggio la Giornata Nazionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane: Villa Zerbi di Taurianova pronta ad accogliere i visitatoriTorna domenica 23 maggio la Giornata Nazionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane: oltre 300 tra castelli, rocche, ville, parchi, giardini lungo tutta la penisola apriranno gratuitamente le loro porte per accogliere tutti coloro che vorranno immergersi in luoghi unici della storia e del patrimonio artistico e culturale italiani. In Calabria sono 6 le dimore storiche nel circuito dedicato alla promozione delle più esclusive residenze d’epoca italiane di particolare interesse storico-artistico, di cui una sola nella provincia di Reggio Calabria ed è la Villa Zerbi di Taurianova pronta ad accogliere i visitatori nella Giornata Nazionale ADSI che vuole essere proprio l’occasione per sensibilizzare sul ruolo che le dimore storiche – costituendo un’unica rete che dà vita al più grande museo diffuso su tutto il territorio – hanno avuto nel passato e continuano ad avere oggi, non solo sotto il profilo socio – culturale, ma anche economico. Due associazioni importanti di Taurianova (Ass. Multiculturale Mammalucco e Ass. Amici del Palco) hanno infatti avuto sempre come punto di riferimento Villa Zerbi di Taurianova, sia per dei laboratori anche in collaborazione con la Villa stessa, per diverse mostre, ma anche conferenze stampa. Una dimora storica che quindi appartiene ai cittadini impegnati nel sociale. La splendida residenza d’epoca Villa Zerbi è una dimora costruita nel 1786, in chiave di barocco siciliano, da un progetto riconducibile all’architetto Filippo Frangipane ed è tra i principali elementi di attrazione nei confronti dei turisti che arrivano nella Piana, con oltre 8.000 visite ogni anno. Il fronte del palazzo è caratterizzato da un raffinato portale in granito grigio, fiancheggiato da lesene e sormontato da una finestra evidenziata da un gioco di movenze di gusto tardo barocco. Le volute dei balconi in ferro battuto, sono sorrette da mensole ornate da maschere di pietra. Preziosa testimonianza delle abilità artigiane di scalpellini e decoratori calabresi, impegnati nella rinascita dopo il terremoto del 1783. Il restauro del parco di Villa Zerbi è stato realizzato alla luce della memoria di antiche residenze nobiliari calabresi. e curato nei minimi dettagli da Natale Zerbi, recentemente scomparso, uomo capace di tramandare il fascino della storia e l’incanto della natura, dove le piante di agrumi rappresentano il solido legame con il territorio. Melograni, arancio di Spina e poi ancora lentisco, rosmarino, mirto, corbezzolo, ginestra: un concerto armonico di colori e fragranze di immediata interpretazione emotiva, rivolto in particolare a chi ha amore per le piante e la natura. Quella di quest’anno sarà un’edizione molto speciale, che prevede la commemorazione di Natale Zerbi, con la messa a dimora di un albero e la posa di una targa, oltre agli interventi di Mariangela Ferrari, presidente Nazionale UGAI, e di Filippo Andreacchio, presidente dell’Associazione Multiculturale Mammalucco di cui Natale Zerbi era membro attivo.

Ci sarà inoltre un laboratorio per i più piccoli, con il volo dei droni su Villa Zerbi, la degustazione olio EVO, tra cui l’olio EVO Radicena dell’Azienda Agricola Filippo Zerbi e l’olio EVO Campo dell’Azienda Agricola Domenico Zerbi e una Mostra di artigiani del territorio perché la giornata vuole anche essere l’occasione per ricordare il ruolo di tutte quelle figure professionali – dagli artigiani ai restauratori, dai giardinieri ai maestri ceramisti – che affiancano i proprietari custodi di questi beni e senza le quali non sarebbe possibile garantire la corretta manutenzione delle dimore storiche, dei loro giardini e degli oggetti d’arte che le adornano. «Ogni dimora storica rispecchia l’identità del territorio come le due iniziative che promuoviamo domenica – così dichiara Francesco Zerbi -. La degustazione dell’olio rappresenta proprio il fortissimo legame che ha questa casa e questa famiglia con la terra, mentre la bellissima idea che nasce dall’Associazione Mammalucco del laboratorio di volo con i droni, evita il rischio di cadere nella nostalgia del passato e proietta la dimora storica, anche in maniera seducente, nel futuro». L’iniziativa vedrà il patrocinio della Consulta delle Associazioni di Taurianova, della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, del Ministero della Cultura e di Confartigianato ed è attuata in collaborazione con la Federazione Italiana Amici dei Musei (Fidam), l’Associazione Nazionale Case della Memoria e Federmatrimoni ed Eventi Privati (Federmep). L’evento è realizzato con il contributo di American Express.


Catanzaro: Proseguono I Lavori Di Sistemazione Dei Versanti Rocciosi Lungo La SS109bis E La SS280 [FOTO]

Anas: proseguono i lavori di sistemazione dei versanti rocciosi lungo la SS109bis e la SS280 “dei due mari” a CatanzaroProseguono gli interventi di manutenzione finalizzati alla  protezione delle pendici rocciose  lungo la strada statale 109BIS e la strada statale 280 ‘Dei Due Mari’,  nel territorio comunale di Catanzaro. Gli interventi, previsti dall’Accordo Quadro per un importo complessivo di 1 milione e 153 mila euro circa, riguardano, nel dettaglio, la sistemazione dei versanti rocciosi e la protezione del corpo stradale con la realizzazione di reti di protezione, nel tratto compreso tra  il km 6,000 ed il km 19,700 della SS 109 Bis e tra il km 31,100 ed il km 31,200 della SS 280 ‘Dei Due Mari’.


Reggio Calabria: Lorenzo Labate è Stato Eletto All’unanimità Alla Presidenza Di Confcommercio

Lorenzo Labate, già Presidente facente funzioni, è stato eletto all’unanimità alla Presidenza di Confcommercio di Reggio Calabria dai delegati riuniti nell’Assemblea ordinaria dell’Associazione dei Commercianti reggina tenutasi il 17 maggioLorenzo Labate, già Presidente facente funzioni, è stato eletto all’unanimità alla Presidenza di Confcommercio di Reggio Calabria dai delegati riuniti nell’Assemblea ordinaria dell’Associazione dei Commercianti reggina tenutasi il 17 maggio. Nato a Reggio Calabria, 52 anni, sposato, un figlio, Lorenzo Labate è titolare dello storico negozio di abbigliamento Cristoforo Labate 1889. Da oltre un trentennio nel mondo Confcommercio, ha assunto negli ultimi tre mesi la Presidenza interinale dell’Associazione ed è attualmente alla guida della Federazione Moda.

“Questa elezione mi riempie di orgoglio – dichiara Labate a commento dell’unanime consenso ricevuto dai suoi. Essere stato eletto alla guida della Confcommercio, dopo i mesi bui trascorsi da tutti noi commercianti e di fronte alle incognite che ci troveremo ancora davanti, è un segno di estrema fiducia da parte dei colleghi oltreché una sfida che raccolgo con entusiasmo. Sento la vicinanza di tanti imprenditori e ne vado fiero. Fondamentale nei prossimi mesi sarà fare squadra e costruire in seno all’Associazione un sano confronto che consentirà di definire i passi che muoveremo insieme, uniti più che mai”. “È sicuramente di buon auspicio – aggiunge Labate – la circostanza che la mia elezione alla Presidenza di Confcommercio coincida con la nuova “ripartenza” del sistema economico italiano, con la tanto attesa definizione a livello governativo del cronoprogramma delle riaperture così importanti per tutti noi e legate alla positiva evoluzione dell’emergenza sanitaria. Come imprenditori non ci siamo fatti abbattere dalle avversità e vedere finalmente la luce in fondo al tunnel è una conquista ed una opportunità che dobbiamo necessariamente cogliere. Adesso sta a noi Commercianti, anima ed essenza della Confcommercio, proporci sul territorio con sempre maggiore credibilità ed incisività nei confronti degli interlocutori istituzionali a cui esplicitare le gravi sofferenze dei vari comparti che rappresentiamo chiedendo risposte e soluzioni”.


Presentata La Mostra “La Pittura Del Settecento A Reggio Calabria, Tra Accademie E Scuole”

Presentata la mostra “La pittura del Settecento a Reggio Calabria, tra accademie e scuole”, un evento che verrà ospitato, fino al prossimo 20 luglio, nelle sale della Pinacoteca civicaQuesta mattina, a Palazzo San Giorgio, l’assessora alla Cultura ed al Turismo, Rosanna Scopelliti, insieme ai curatori della mostra “La pittura del Settecento a Reggio Calabria, tra accademie e scuole”, Rosa Maria Cagliostro, Mario Panarello e Maria Teresa Sorrenti, hanno illustrato alla stampa l’evento che verrà inaugurato, giovedì prossimo alle ore 18, alla Pinacoteca civica. Nel corso dell’incontro con i giornalisti, sono intervenuti la dirigente di settore, Loredana Pace, e Daniela Neri, Posizione organizzativa Programmazione, valorizzazione e promozione dei beni culturali – settore Cultura Città di Reggio Calabria.

A margine dell’iniziativa, l’assessora Scopelliti ha parlato di “una piccola, grande, novità», immaginando la mostra dedicata al ‘700 reggino come «la chiave per riaprire alla bellezza ed alla cultura dopo un anno in cui la città, per gli effetti della pandemia, ha sofferto tantissimo”. “Un percorso culturalmente importante”, lo ha definito aggiungendo: “Si tratta della riscoperta della nostra identità attraverso le opere di artisti che hanno reso grande il nome di Reggio nel mondo. In un momento di difficoltà – ha detto l’assessora Scopelliti – con l’arte si può ripartire. E’ un’iniziativa chiaramente rivolta ai turisti, ma anche e soprattutto ai reggini affinché possano ritrovare le loro radici culturali che, molto spesso, sembrano perse. Il lavoro messo in campo dalla professoressa Cagliostro, a cui va il mio più sentito ringraziamento, ha proprio questo doppio intento, rispetto al quale l’amministrazione, guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà, ha da subito offerto tutto il supportato necessario”. Secondo la delegata alla Cultura, quindi, “siamo di fronte ad un bellissimo lavoro di squadra che punta al rilancio complessivo del territorio attraverso il coinvolgimento di splendide realtà impegnate proficuamente nel campo della cultura”.

“Come settore possiamo fare tantissimo”, ha continuato Scopelliti spiegando che, “a piccoli passi, andremo incontro a graduali riaperture dopo la battaglia, non ancora conclusa, contro un nemico silente e pericoloso come è il Covid”. In questo senso, la cultura ed il turismo “devono fungere da traino per l’intera economica cittadina. Siamo parte integrante – ha concluso l’assessora – del processo di ristrutturazione e modernizzazione che, in questi mesi, sta interessando l’intera città. A breve, infatti, inaugureremo il Waterfront che è simbolo di un territorio che recupera i propri spazi puntando alla saldatura del rapporto fra le terra ed il suo mare». Oltre a quella del Comune, la mostra “La pittura del Settecento a Reggio Calabria, tra accademie e scuole” gode del partenariato della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e del Segretariato regionale del Mic per la Calabria. A patrocinare l’evento saranno, poi, la Città Metropolitana di Reggio Calabria, l’Arcidiocesi Reggio-Bova e la Deputazione di Storia patria per la Calabria. Al centro dell’expo, quindi, l’opera di grandi maestri come Antonino Cilea e Vincenzo Cannizzaro, come quella di molti altri pittori, probabilmente meno conosciuti, ma comunque fondamentali all’interno della corrente artistica settecentesca. Infatti, i curatori della mostra e del catalogo, Marisa Cagliostro, Mario Panarello e Maria Teresa Sorrenti, hanno inteso «creare un’occasione importante per rileggere, alla luce delle nuove testimonianze documentarie e stimolanti confronti stilistici, testi figurativi noti e poco noti di maestri che, nella Reggio dell’epoca, avevano gloriosa rinomanza ed hanno dato e danno prestigio alla storia dell’arte nazionale”. L’ingresso alla mostra è gratuito e sarà possibile visitarla dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:30 alle 13:00, ed il mercoledì e giovedì anche di pomeriggio. Soltanto il sabato sarà obbligatoria la prenotazione chiamando il numero 0965.324822 oppure scrivendo a pinacoteca@reggiocal.it Altre informazioni, compresa la prenotazione di una visita guidata, possono essere richieste telefonando al numero 347.1713889.


Calabria, Precariato Storico Della Giunta Regionale. I Sindacati: “che Fine Ha Fatto Il Tavolo Negoziale Per Il Superarlo?”

Calabria, precariato storico della Giunta regionale. I sindacati: “si convochi immediatamente il Tavolo di confronto e si inizi a dare risposte a quei Lavoratori che da troppo tempo stanno aspettando un segnale di attenzione nei loro riguardi”“Mentre in Cittadella regionale alcuni esponenti politici convocano assemblee e riunioni per alimentare ulteriori illusioni su nuovi bacini di precari, immaginando magari di poterli collocare ancora una volta nel grande e appetibile ventre della Pubblica Amministrazione, senza considerare l’esigenza di misurarsi con il complesso impianto normativo e i vincoli di bilancio che disciplinano e condizionano, limitandolo, il reclutamento di personale nei pubblici Uffici, i lavoratori rientranti nel precariato storico della Giunta regionale sono ancora in attesa di un Tavolo tecnico di confronto con il direttore generale del Dipartimento delle Risorse umane, che avrebbe dovuto essere convocato lo scorso 31 marzo” . Lo affermano i segretari generali Alessandra Baldari (Fp Cgil), Luciana Giordano (Cisl Fp) ed Elio Bartoletti (Uil Fpl) e I segretari aziendali Giunta regionale Calabria Ferdinando Schipano (Fp Cgil),  Giuseppe Spinelli (Cisl Fp), Walter Bloise (Uil Fp), i quali, insieme  alle rispettive segreterie aziendali, più volte hanno sollecitato un Tavolo che ancora però non è stato ancora convocato.

“Inerzia che desta non poche perplessità e preoccupazioni, vista l’impellente esigenza di effettuare un distinguo sulle varie galassie che compongono l’universo dei Lavoratori “utilizzati” e “precari” che a vario titolo ma con sostanziali differenze giuridiche sono incardinati, da anni, nei Servizi e negli Uffici della Giunta regionale. E’ da tempo che le tre Sigle confederali del pubblico impiego chiedono che si metta ordine fra le varie fattispecie di Lavoratori che gravitano nei vari Dipartimenti della Giunta regionale ed è da molto tempo che chiedono di dare futuro e stabilità lavorativa a quei professionisti che sono ormai incardinati funzionalmente in Settori strategici dell’Ente, tanto da essere considerati indispensabili per il buon andamento dei Servizi in cui operano. L’elaborazione del Piano del fabbisogno del personale della Giunta regionale e i conseguenti calcoli aritmetici per far rientrare il numero di personale da assumere nei parametri dettati da una normativa stringente e spietata non possono costituire una perenne scusante per evitare il confronto con le Organizzazioni Sindacali”.

“I bisogni legati alle esigenze contingenti del particolare momento emergenziale, che impongono il perfetto funzionamento di tutti gli Enti pubblici, non ammettono una politica del personale fondata su una “melina” senza fine. Si convochi, dunque, immediatamente il Tavolo di confronto e si inizi a dare risposte a quei Lavoratori che da troppo tempo stanno aspettando un segnale di attenzione nei loro riguardi ma che, soprattutto- concludono i sindacati– hanno maturato i requisiti e le professionalità per poter ricevere il pieno ed effettivo riconoscimento dello status giuridico di dipendente pubblico”.


Donato Rotilio, Da Montebello In Tutto Il Mondo Con Il Cuore Amaranto: “Ho Fatto Mio Figlio Per Scommessa Dopo Lo Spareggio, Lo Volevo Chiamare Reggina Ma Non Me L’hanno Consentito All’anagrafe” [L’INTERVISTA]

L’intervista di StrettoWeb al tifoso amaranto Donato Rotilio, colui che ha sfoggiato il plaid amaranto al Giro d’Italia: è l’uomo che c’è “dietro” lo storico striscione “Montebello Jonico”50 anni di Reggina. 50 anni di storie, trasferte, aneddoti. Dall’inferno dei dilettanti ai campi polverosi della vecchia C2 fino ad Olimpico e San Siro. Donato Rotilio, 63enne nativo di Montebello, è l’uomo dietro lo storico striscione con il nome del paesino jonico. Lo ha fatto conoscere a tutta Italia e a tutto il mondo: dalle reti Rai a quelle Mediaset e non solo. Reggio Calabria e la Reggina ovunque, un po’ come domenica, dove ha orgogliosamente sfoggiato il plaid amaranto alla tappa del Giro d’Italia di Campo Felice.

Lo chiamo, ho voglia di conoscere la sua storia, e lui si trova proprio al Giro, di nuovo: “Sto aspettando la partenza della tappa qui all’Aquila”, mi dice. “Ho la tuta della Reggina, la scritta e la mascherina amaranto presa a Reggio. Ci sentiamo dopo?”. In teoria ci accordiamo per un orario, ma in pratica non lo rispettiamo, perché la mia voglia di sapere e la sua di raccontare ci fanno dimenticare l’appuntamento. Risultato? Passa mezz’ora e il signor Donato riesce a sintetizzare – nei limiti del possibile – 50 anni di calcio vissuti dal suo punto di vista: quello del vecchio sport romantico fatto di passione e senza limitazioni. E così finiamo per parlare e l’appuntamento del pomeriggio va a farsi strabenedire.

“Per ieri volevo fare le cose in grande – dice – Avevo pensato ad una scritta gigante prima della galleria, come avevo fatto anni fa sul Gran Sasso quando ha vinto Pantani: la frase ‘Forza Reggina’ per terra in bianco. Conservo ancora degli striscioni giganteschi che ho portato ovunque in Italia, come quella ‘Montebello Jonico’. Seguo la Reggina da 50 anni”.

Il suo garage

E’ entusiasta ed euforico, quando racconta, il signor Rotilio. 50 anni di storia in immagini, con una frase abbastanza eloquente: “Ho 10 chili di foto e due armadi pieni di tute, palloni e gadget di ogni tipo! Sono tornato a Teramo la scorsa stagione dopo 30 anni. In ogni spareggio storico sono stato insieme ad Amato con gli striscioni che hanno fatto la storia. A Gualdo Tadino ho recuperato una maglia di Belmonte, una delle tante divise che conservo ancora. Poi sono stato con Carminello a Pescara e a Chieti”.

“Tutti i cavalcavia del centro Italia hanno visto il colore amaranto e il logo della Reggina, non ho più il lenzuolo del matrimonio“, racconta ridendo in riferimento alla stoffa consumata per preparare gli striscioni. Un amore vero, che va oltre le semplici parole ed è invece fatto di aneddoti simpatici oltre questo, come quello legato alla nascita del figlio. “Allo spareggio di Perugia avevo fatto una promessa: se la Reggina va in B faccio un figlio, dopo 8 mesi è nato, prima dell’altro spareggio, quello di Pescara. L’ho fatto per scommessa. Gli volevo mettere due nomi: Daniele Reggina, ma non me l’hanno accettati all’anagrafe…”. Un altro episodio è legato a quello del suo matrimonio: “Il giorno in cui mi sono sposato inauguravano la nuova Curva Nord. Io sono andato a farmi la foto dentro il Granillo lasciando tutti gli invitati in sala, che poi aspettavano il mio ritorno per mangiare a San Lorenzo”.

Come non dimenticare invece le “botte” prese a Terni nella partita che ha sancito il ritorno in A: “Avevo messo lo striscione di Montebello Jonico al ‘Liberati’, poi c’è stata l’invasione di campo e ci hanno preso a botte con le cinghie. Ero al fianco del presidente Foti e ricordo la frase dell’arbitro: ‘o uscite fuori o sospendo la partita’”.

Bologna-Reggina, 4 Aprile 2004 – Stadio Dall’Ara di Bologna

Rosso fosforescente: l’ha sfoggiato a Bergamo, a Milano, durante Italia-Turchia. E’ lo striscione di Montebello Jonico, che rivendica con onore: “Sono io, sempre io. L’ho portato ovunque. L’hanno fatto vedere in tutte le tv. Ho conosciuto così anche tanta gente in Calabria, che si univa a me nelle trasferte perché vedeva quello striscione. La gente del posto aspettava me e mi diceva: ‘portalo con te, ogni volta che lo vediamo in tv ci si apre il cuore”. Per non dimenticare il Papa: “Quando è morto Giovanni Paolo II, al funerale, ero con la tuta con la scritta Reggina dietro. Siamo entrati così al Vaticano, ci hanno visto in tutto il mondo. Ricordo il vecchio fotografo di Reggio Diara, lo vedevamo e gli chiedevamo le foto. Grandi stadi ma anche trasferte come Messina, Acireale, Cisterna di Latina. Conservo una marea di ricordi, davvero tanti”.

Era piccolino quando ha la Reggina è salita per la prima volta in Serie B con il presidente Granillo: “Le mie primissime al Comunale sono con mio padre, che mi portava spesso. Erano i tempi di Pianca e Tivelli, me lo ricordo come adesso, segnava gol in rovesciata. Mi ricordo i tempi di Jacoboni“.

Legato alla Reggina, il signor Donato, e ovviamente anche alla sua terra. E’ nato a Montebello ma ha lasciato appena maggiorenne la Calabria per lavoro. Ci ritorna, però, ogni estate: “Io sono un carabiniere, facevo servizio alla compagnia di Villa San Giovanni e poi mi hanno mandato all’Aquila. Ma se mi cacci il mare della Calabria…”.

Stadio San Siro, stagione 1999-2000

La chiacchierata si chiude con una nota di amarezza per le differenze tra quel calcio e quello attuale: “E’ finito tutto – afferma – Io entravo con striscioni e non solo, c’erano meno limitazioni. All’Olimpico il primo anno di A eravamo in 8 mila. A San Siro, vedendo quanti tifosi reggini c’erano, Prisco disse: ‘non ho mai visto una squadra ospite così seguita’”. Lo sento al telefono, ma già dal solo tono di voce capisco l’orgoglio e la felicità con cui racconta il passato. Con la speranza che con la riapertura degli stadi possa tornare a sfoggiare il vessillo amaranto ovunque.


Reggio Calabria, Riqualificazione Di Piazza De Nava. La Fondazione Mediterranea Chiede Il Parere Del Prof. Settis: “rispettare La Storia Cittadina, La Memoria Collettiva E L’identità Dei Luoghi”

Reggio Calabria: l’opinione del prof. Salvatore Settis, presidente del consiglio scientifico del Museo del Luovre in Parigi, sulla questione della demolizione di Piazza De NavaIl prof. Salvatore Settis, onore a vanto della Provincia reggina, non ha bisogno di presentazioni: dal 1999 al 2010 Direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, dal 2011 è Presidente del Consiglio Scientifico del Museo del Louvre in Parigi. Un’autorità culturale, quindi, che unanimamente viene riconosciuta anche a livello internazionale. “A questa autorità -scrive in una nota la Fondazione Mediterranea– che conosce bene la realtà reggina e i luoghi di cui si parla, ci si è rivolti per sottrarre il dibattito sulla prevista demolizione di Piazza De Nava all’animosità che contrappone la passione civile all’interesse di parte. Gentile e affabile, ma con la incondizionabile precisione e nettezza di giudizio che gli sono rinomati, dopo aver analizzato le carte risponde ai nostri quesiti ponendo una premessa, in linea con l’eleganza dialettica e la discrezione relazionale tipica delle personalità di alto ingegno: “Sono un archeologo, non sono né architetto né urbanista, pertanto non entrerò nel merito del progetto limitandomi a delle considerazioni generali di natura etica ed estetica”. Di seguito sintetizziamo, su specifica autorizzazione, il suo pensiero. “La città moderna, pur non potendosi considerare come un museo, avendo continuamente bisogno di rimaneggiamenti urbanistici tali da renderla utile strumento di crescita sociale, dev’essere maneggiata con estrema cura e delicatezza, limitando all’indispensabile gli interventi nel suo centro storico, al fine di rispettare la storia cittadina, la memoria collettiva e l’identità dei luoghi.” Così dal punto di vista concettuale/progettuale, mentre da quello politico/amministrativo in questo modo si esprime il prof. Settis. “Comunque tutti i rimaneggiamenti di una certa consistenza, soprattutto quelli che prevedono demolizioni et similia, devono avere il consenso di una maggioranza qualificata della cittadinanza, che potrà essere chiamata a esprimere la propria opinione anche attraverso l’ascolto delle associazioni che non siano in conflitto di interessi”. Nelle sue considerazioni finali, il prof. Settis afferma “essere possibile e auspicabile l’apporto di modifiche progettuali nel rispetto dell’opinione espressa dalla cittadinanza”. Sia consentita una chiosa a commento del riporto oggettivo dell’opinione sul tema espressa da uno dei maggiori maître à penser italiani. Oltre che discreta, nel senso che non si è inteso entrare nel merito delle altrui professionalità, e culturalmente qualificatissima, l’opinione del prof. Settis è anche di comune buon senso. Non mettendo in discussione le finalità (apertura all’esterno del Museo, pedonalizzazione dell’area e sua integrazione con il Monumento Alvaro), si potrebbe modificare il progetto (renderlo più rispettoso della storia cittadina e della memoria collettiva oltre che dell’identità dei luoghi) per venire così incontro ai desiderata della maggioranza delle associazioni. Mutatis mutandis, è quanto la Fondazione Mediterranea si affanna ad affermare fin dall’inizio della querelle.


Reggio Calabria, Iole Fantozzi: “Al GOM Diminuiti I Ricoveri In Area Medica, A Breve Si Vedrà Anche Il Calo Nelle Terapie Intensive”

@StrettoWeb

Reggio Calabria, le parole del commissario straordinario del GOM Iole Fantozzi sulla situazione Covid all’interno della struttura regginaBuone notizie dal Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. A fornirle è il commissario straordinario Iole Fantozzi, che illustra la situazione Covid della struttura ai microfoni di Adnkronos: “I casi di ricoveri in terapia intensiva al momento sono costanti – dice – L’oscillazione qui da noi è sempre la stessa, fra 7 e 9. Però sono diminuiti i ricoveri in area medica, e a noi i pazienti in terapia intensiva arrivano, ovviamente, dall’area medica. Il calo di ricoveri in terapia intensiva, quindi, in maniera significativa si potrà vedere fra un po’ di tempo, quando i ricoveri in area medica caleranno ancora di più, perché al momento il calo c’è ma non è ancora tale da far vedere il trend positivo sulle terapie intensive”.

“Noi non abbiamo necessità di chiudere i reparti Covid – prosegue – perché avevamo creato un edificio pandemico, però con la diminuzione dei casi potremo utilizzare il personale dei reparti Covid e mandarli nel resto dell’ospedale. In tutti questi mesi gli altri reparti non sono stati trascurati, se non a livello di personale. Noi, infatti, come Grande ospedale non abbiamo potuto assumere a tempo indeterminato perché la struttura commissariale non ce l’ha permesso, quindi abbiamo dovuto rastrellare personale dagli altri reparti per dare aiuto ai malati Covid. Ciò significa – aggiunge il Commissario – che diminuendo i casi di Covid, il personale lì impiegato potrà dedicarsi ad altri reparti. Stiamo aspettando con ansia che accada per rimpinguare gli organici degli altri reparti che continuano a funzionare con molta sofferenza. Medici, infermieri e tutti i sanitari sono stati eroici a tenere questi ritmi. Noi, ad esempio, abbiamo due reparti di terapia intensiva, uno Covid e uno non Covid che ci siamo realizzati da soli, però il numero di anestesisti è sempre lo stesso”.

“Chiudere i reparti Covid – conclude Fantozzi – non è nella nostra programmazione, nel senso che gli spazi ci sono e quindi li lasciamo disponibili qualora ci dovesse essere bisogno. Non dobbiamo smantellare nulla. Inoltre, qualora quest’estate i casi di Covid dovessero diminuire, sarà possibile anche allocare in quei reparti delle attività facilmente trasportabili, ad esempio attività di fisioterapia, attività fluide, insomma, per le quali non c’è bisogno di tecnologia impiantata in maniera stabile”.


Il Rotary “Reggio Nord” Adotta La Rotatoria Del Waterfront Con L’installazione Di Un’opera D’arte

Il Rotary “Reggio nord” adotta la rotatoria del Waterfront con l’installazione di un’opera d’arte. Le progettiste, studentesse della facoltà di Architettura, ricevute dal sindaco Giuseppe FalcomatàQuesta mattina, il sindaco Giuseppe Falcomatà, insieme ai consiglieri comunali Giuseppe Sera e Massimiliano Merenda, ha incontrato Miriam Carlier, Chiara Caridi e Maria Carmela Agresta, studentesse della facoltà Architettura dell’Università “Mediterranea”, autrici del progetto vincitore del concorso di idee “La Porta dell’Accoglienza” lanciato dal “Rotary – Reggio nord” per adottare uno spazio della città ed ornarlo con una grande scultura. Alla riunione hanno preso parte anche Corrado Trombetta, past president del club service, e Luciano Zingali, componente della commissione che ha designato l’opera prima classificata. Il monumento, presentato all’amministrazione nelle sale di Palazzo San Giorgio, troverà posto nella rotatoria del Waterfront, nel punto che segna l’ingresso, lato nord, al centro cittadino. A margine dell’iniziativa, il sindaco Giuseppe Falcomatà ha ringraziato il Rotary Reggio nord, la sua presidente Giusi Scali, il professor Trombetta e tutti i soci per «questa bellissima proposta di adozione della rotonda del Waterfront e per l’idea di realizzare un’opera d’arte con un bando vinto da tre splendide nostre conterranee”.

“Come Amministrazione comunale – ha aggiunto – abbiamo subito aderito ad un’idea che si inserisce nel solco della collaborazione attiva e produttiva fra Comune, associazioni, comitati di quartiere, ordini professionali, club service e con tutti coloro i quali vogliono vivere da protagonisti il loro ruolo nella nostra città dando una mano a realizzare attività di utilità pubblica e importanti per sviluppo economico, sociale e culturale del territorio»”. “L’installazione – recita la scheda tecnica dell’opera che verrà realizzata – si presenta allo spettatore sotto diversi fasi di lettura. Il primo livello parla di Reggio Calabria come città caratterizzata da continue interrelazioni tra il suo presente e le sue radici che affondano nella Magna Grecia. Questo collegamento tra identità passata e futura è esplicata attraverso due oggetti simbolo: una Colonna (forma immutabile e salda come simbolo dell’identità greca della città) ed una Sfera (forma in continua evoluzione come simbolo di trasformazione e propensione verso il futuro). La colonna diventa parte integrante della sfera, completandola e suggerendo l’idea di un segno che il passato trasmette al futuro”. “Il secondo livello – continua – si riferisce al linguaggio eterogeneo e frammentato dei volumi che rispecchia la diversità culturale e la fragilità dei nostri territori. Terzo ed ultimo livello fa riferimento ad una nuova pavimentazione dal disegno a cerchi concentrici. Si formano dei flussi che partono dai due fuochi dell’installazione e che si intrecciano, suggerendo collegamento e scambio tra passato e presente”.


Messina, L’Uil Scrive Al Prefetto Di Reggio Calabria Sulle Difficoltà Di Vaccinazione Dei Lavoratori Marittimi In Servizio Presso Aziende Di Navigazione Siciliani

Messina, l’Uil scrive al Prefetto di Reggio Calabria: “la piattaforma informatica della Regione Calabria non riconosce i lavoratori marittimi che, come noto, sono assistiti dal SASN e non dal SSN”Di seguito la lettera integrale dell’Uil di Messina al Prefetto di Reggio Calabria:

La UIL Messina desidera evidenziare alla S.V. Ill.ma la grave problematica che investe numerosi lavoratori marittimi calabresi (reggini in particolare) in servizio presso aziende di navigazione e vettori siciliani, i quali non riescono ad effettuare la prenotazione per eseguire la vaccinazione contro il Covid-19. Infatti, a tutt’oggi, la piattaforma informatica della Regione Calabria non riconosce i lavoratori marittimi che, come noto, sono assistiti dal SASN e non dal SSN. Tutto ciò avviene nonostante, nei giorni scorsi, il Ministero della Salute, dopo molte sollecitazioni e a seguito di una serie di incontri ufficiali, ha comunicato alle Regioni le modalità operative per consentire l’inserimento dei suddetti lavoratori nel database della piattaforma. Si tratta, fra l’altro, di lavoratori che, sin dall’esplosione della pandemia, hanno svolto quotidianamente un servizio essenziale per garantire la mobilità delle persone e delle cose nei nostri territori.   Pertanto, alla luce del pesante disagio che investe questi lavoratori reggini dipendenti di aziende siciliane, la scrivente Organizzazione Sindacale chiede un suo autorevole intervento al fine di risolvere la problematica che tanta apprensione sta causando nelle maestranze coinvolte.

Il Segretario Generale

Ivan Tripodi