Categoria: cronaca

Milano, frenata di emergenza in metropolitana: passeggeri contusi, è il secondo caso in pochi giorni

E’ successo sulla linea M1 in un giorno particolarmente affollato per il Carnevale Ambrosiano. Soccorsi a nove passeggeri, interrotta la circolazione. Cinque giorni fa era avvenuto sulla linea 2. Stop ai treni tra Cairoli e Pagano

di ILARIA CARRA

Passeggeri contusi e circolazione bloccata sulla linea M1 della metropolitana di Milano tra Cairoli e Pagano, in un sabato in cui il centro è molto affollato per il Carnevale Ambrosiano. La causa, stando alle comunicazioni di Atm, sarebbe l’attivazione della frenata di sicurezza, come era già avvenuto soltanto cinque giorni fa sulla M2.

Al 118 risultano nove persone soccorse per ferite lievi. L’episodio è accaduto intorno alle 16,30 a Cadorna su un treno che viaggiava verso Sesto San Giovanni. Dopo circa un’ora la circolazione, le informazioni di Atm, stava “riprendendo in entrambe le direzioni, considerate rallentamenti su tutta la linea. Per permettere di ultimare i soccorsi i treni direzione Sesto non fermeranno a Cadorna”.

fonte: repubblica.it

Il parroco denuncia il furto a messa, i ladri gli riportano il portafoglio con 700 euro

A San Damiano d’Asti, i soldi servivano per l’organizzazione del concorso canoro “Nastro d’argento”

di CARLOTTA ROCCI

Sarà stata l’omelia del parroco in chiesa, un rinnovato senso di pietà cristiana o una biblica folgorazione come quella di San Paolo sulla via di Damasco. Il punto è che il portafoglio rubato la scorsa settimana a don Antonio Cherio, parroco di San Damiano d’Asti, è tornato al suo legittimo proprietario ancora gonfio dei 700 euro che il sacerdote custodiva per la gestione del concorso  canoro Nastro d’Argento in programma al Cinema Teatro Cristallo. Il concorso di voci nuove, con la regia del parroco, è arrivato alla trentunesima edizione nella cittadina del Monferrato.

Era stato lo stesso parroco a raccontare del furto domenica scorsa, a messa. “Speravo che i ladri potessero ravvedersi e magari tornare sui propri passi”, aveva spiegato don Antonio durante l’omelia. Non si aspettava di cogliere nel segno e invece qualche giorno fa qualcuno ha bussato in canonica e consegnato il portafoglio e i contanti rubati. “Non so chi siano i ladri e perché abbiano deciso di restituire tutto. Non ho parlato con nessuno di loro. Ho semplicemente ritrovato il portafoglio in canonica e per me la questione è chiusa qui”, spiega il sacerdote. Forse i ladri si sono resi conto che “non rubare” è uno dei dieci comandamenti e hanno deciso di redimersi o semplicemente si sono sentiti braccati da un’intera comunità messa a conoscenza del furto subito dal parroco e indignata per quell’episodio.

Lite in casa, un uomo accoltella la moglie: grave a Torino

L’aggressione in via Rulfi, nella zona nord della città, almeno 14 coltellate

di CARLOTTA ROCCI

Un uomo di 58 anni, Crocifisso Pingo, ha accoltellato la moglie, che ne ha 54, durante una lite in casa in via Rulfi, al civico 7, nella zona nord della città.

L’uomo è stato fermato dai carabinieri ed è ricoverato all’ospedale Martini perché anche lui, nella foga dell’aggressione, si è ferito. La donna è stata soccorsa dal 118 e trasportata all’ospedale Giovanni Bosco. Nonostante le 14 coltellate, di cui sei gravi e una che gli ha perforato un polmone, non dovrebbe essere in pericolo  di vita. Le sue condizioni sono comunque gravi.

I vicini hanno riferito ai carabinieri che la coppia litigava spesso. L’ultimo alterco sarebbe nato quando lei gli ha confessato di avere un altro uomo

“Benedetto autismo”, il grande affare delle coop sociali gestito dall’ex deputato arrestato per mafia

Dall’inchiesta su Paolo Ruggirello salta fuori il business delle cooperative riconducibili all’ex parlamentare del Pd. Che garantivano soldi grazie alle buone relazioni con gli uffici della Regione. E lui al telefono diceva: “Benedetto autismo

di MARCO BOVA

Ogni vulnerabilità era pronta a diventare un business. Dalle procedure per l’accreditamento, all’affitto dei locali fino alle assunzioni. A creare e tenere in vita i progetti delle coop era Paolo Ruggirello, l’ex deputato all’Ars arrestato martedì dai carabinieri nell’ambito del blitz “Scrigno”. Con lui sono finiti in carcere altre ventiquattro persone, tra cui i fratelli Francesco e Pietro Virga (figli del capomafia Vincenzo, in carcere dal 2001) ritenuti a capo della famiglia di Trapani e il loro luogotenente Franco Orlando ma i boss nei progetti sanitari non c’entrano nulla.

Ruggirello faceva tutto da solo, con l’aiuto di medici, funzionari e dirigenti delle Asp, delle Asl, della Regione, dei comuni e contattando perfino l’allora assessore alla Sanità Gucciardi. C’era Ruggirello alle spalle della “Serenità società cooperativa sociale onlus”, impegnata nel settore dell’assistenza sociale residenziale e di fatto gestita da Stefania Mistretta, psicoterapeuta legata sentimentalmente a Ruggirello. Il politico si era occupato “dell’accreditamento” utile alla concessione dei fondi pubblici ma era pronto a creare una società per investire sul «benedetto autismo», così diceva intercettato al telefono. La patologia era finita al centro di uno dei progetti della coop, un “Centro per l’autismo” attivato a Marsala, in contrada Strasatti.

Lui si occupava di tutto e quando le pratiche non andavano avanti alzava la cornetta e tutto si sbloccava. «Amici miei che si sono aggiudicati una gara riguardante il sociale stanno avendo dei problemi», diceva Ruggirello al sindaco di Marsala, Alberto Di Girolamo prima di fiondarsi a casa sua per parlarne. Quando i problemi nascevano alla Regione, chiedeva l’intervento del ragioniere generale Salvatore Sammartano, e appena venivano risolti bastava un semplice sms con scritto «Grazie», come accadde con l’allora direttore dell’Asp, Fabrizio De Nicola. Oltre al “Centro per l’autismo” la coop gestiva anche un altro progetto. Si tratta di una “Casa di accoglienza a favore di gestanti, ragazze madri e donne in difficoltà» attivata nella frazione trapanese di Guarrato, il quartier generale del politico trapanese. Il centro sorge all’interno dell’ex sede della Banca Industriale Trapanese, l’istituto finanziario acquistato negli anni ‘70 dal padre di Ruggirello, Giuseppe, che da piccolo ragioniere avviò una scalata economica diventando anche presidente del Trapani calcio, prima di finire in un’indagine su Enrico Nicoletti, all’epoca cassiere della banda della Magliana. Per l’affitto dei locali, di proprietà di Paolo Ruggirello, la coop pagava 24 mila euro all’anno e inoltre il politico era riuscito a far assumere sua moglie e la fidanzata del nipote Nicola Sveglia, già consigliere comunale a Trapani. Da tempo l’accreditamento delle coop era diventato il suo core business.

«L’accordo con Ruggirello, con me è che lui vuole salvare a Lillo e in contropartita, io ho un progetto da presentare e lui me lo fa approvare, per fare una cosa per anziani». A parlare ad ottobre 2013 è Francesco Marino, consigliere comunale di Castelvetrano. Lillo, invece, è Calogero Giambalvo, finito in una controversa vicenda giudiziaria che nonostante la sua assoluzione in appello portò allo scioglimento del comune di Castelvetrano. Poi ci sono anche i nomi di altri politici siciliani, tuttora in auge. «Quando io ho iniziato questo percorso ne parlai con questo Fallaci Del Sette che è “cazzo e culo” con Turano – racconta Mistretta a Ruggirello – perché mi continuano a dire che comunque dietro la struttura di Alcamo per quanto c’è Faraone, c’è anche Turano». Il riferimento è al centro diurno Autos, inaugurato nel luglio 2017 alla presenza di Davide Faraone, all’epoca sottosegretario alla Salute, e Mimmo Turano, oggi assessore alle Attività produttive del governo Musumeci

Nanga Parbat, Nardi e Ballard sono morti

I due alpinisti, un italiano di Sezze e un inglese che viveva in Trentino, avevano tentato l’impresa storica: scalare la montagna in Pakistan in pieno inverno. I corpi non possono essere recuperati. La fidanzata di Tom: “Su quella montagna non dovevi andare”

Daniele Nardi e Tom Ballard sono morti sul Nanga Parbat. Quelle due sagome blu e rossa (i colori delle loro giacche a vento) avvistate sullo Sperone Mummery a 5.900 metri sono quelle dei due alpinisti di cui non si avevano notizie dal 24 febbraio scorso. Le ricerche sono quindi terminate, ha comunicato “con grande dolore” l’ambasciatore italiano in Pakistan. 

Le immagini delle sagome erano state carpite dal potente telescopio di un altro grande dell’alpinismo, il basco Alex Txikon, messosi a disposizione con la sua spedizione per portare soccorso ai due alpinisti che avevano provato a salire sulla nona montagna più alta del mondo, in Pakistan. E su quella montagna Nardi e Ballard rimarranno per sempre. Il materiale (effetti personali, attrezzatura e computer portatili) recuperato dal campo base sarà restituito alle famiglie.

Lunedì scorso, non senza problemi causati dal maltempo, le squadre di soccorso erano riuscite a effettuare una ricognizione in elicottero, martedì il team di Alex Txikon era entrato in azione a piedi e con l’utilizzo dei droni si è spinto fino a 6.500 metri. Un elicottero aveva individuato una tenda del campo 3 invasa dalla neve e nell’area si sono scorte tracce di valanga sul pendio che indica la pericolosità della zona. Daniele Nardi e Tom Ballard erano partiti lo scorso dicembre con la volontà di entrare nella storia dell’alpinismo: la scalata del Nanga Parbat in inverno.

Nanga Parbat, Nardi e Ballard sono morti

Le ricerche in elicotteroCondividi  Ora la spedizione è stata chiusa. Forse un giorno, durante la stagione estiva, qualcuno proverà a recuperare le “due sagome umane”, due puntini a 5.900 metri di altezza sulla via impossibile, mai da nessuno percorsa in salita. Una sola volta, nel giugno del 1970, venne affrontata in discesa dai fratelli Reinhold e Guenther Messner, che avevano sbagliato via. Finì tragicamente, anche allora: Guenther morì e i suoi resti furono trovati trent’anni dopo nel punto che il fratello aveva sempre indicato.

Un ultimo saluto a Tom Ballard, su Facebook, lo ha dato Stefania Pederiva, la fidanzata dell’alpinista britannico che con lui ha vissuto a Vigo di Fassa, in Trentino. “La montagna prende, la montagna dà”, si legge sul post: “Il mio cuore è completamente annegato, non ci sono o saranno mai parole adatte a descrivere il vuoto che hai lasciato. Un dolore straziante e una forte rabbia per non aver ascoltato le mie costanti parole che ti dicevano che su quella montagna non dovevi andare, i tuoi sogni non erano lì, per questo madre natura non ti ha più protetto. Ringrazio l’universo per avermi regalato una persona così speciale, non restano che i magnifici ricordi dei tempi trascorsi insieme che sono i più belli della mia vita. Ti ritroverò nella natura, nei fiumi, negli alberi, nelle montagne, tu sarai sempre la mia roccia più bella”.

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Alpinismo, le imprese di Nardi: il primo uomo delle nevi nato sotto il Po

Lo staff di Daniele Nardi ha scritto su Facebook: “Siamo affranti dal dolore, vi comunichiamo che le ricerche di Daniele e Tom sono concluse. Una parte di loro rimarrà per sempre al Nanga Parbat. Il dolore è forte; davanti a fatti oggettivi e, dopo aver fatto tutto il possibile per le ricerche, dobbiamo accettare l’accaduto”.

Daniele Nardi, 42 anni, nato a Sezze (in provincia di Latina), aveva già scalato Everest e K2. Sul suo sito, in preparazione dell’ultima spedizione, aveva scritto: “Cosa spinge un individuo a patire freddo, disagi, intemperie, fatiche inumane? Tre anni dedicati a un progetto visionario: le invernali al Nanga Parbat. Una sfida al limite del possibile, che porterà la spedizione a dover scegliere tra la vetta e la vita in un susseguirsi di colpi di scena e in uno scenario montano tra i più belli del mondo”. Aveva scritto, poi, immaginado che il figlio avrebbe potuto leggere questo messaggio: “Mi piacerebbe essere ricordato come un ragazzo che ha provato a fare una cosa incredibile, impossibile, che non si è arreso e se non dovessi tornare il messaggio che arriva a mio figlio sia questo: non fermarti non arrenderti, datti da fare perché il mondo ha bisogno di persone migliori che facciano sì che la pace sia una realtà e non soltanto un’idea… Vale la pena farlo”.

Tom Ballard aveva 31 anni: era figlio della scalatrice Alison Jane Hargreaves, che si arrampicò su montagne quando era incinta di Tom e morì nel 1995 per una tempesta che sorprese sette alpinisti in discesa dal K2. Nato in Inghilterra a Peak Discrict, Tom era cresciuto nelle Highlands scozzesi coltivando i più ambiziosi sogni da climber. Anche in nome della madre.

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Prato, insegnante indagata per violenza sessuale: ha avuto un figlio dall’alunno di 14 anni

La docente faceva ripetizioni al ragazzo a casa sua dove sarebbero avvenuti gli abusi. L’inchiesta della procura

Una insegnante di Prato risulta indagata per violenza sessuale su un suo allievo, un ragazzo di 14 anni. La docente è rimasta incinta e nei mesi scorsi è nato un bambino. La relazione sessuale tra la donna, di circa quarant’anni, e l’allievo sarebbe nata durante alcune lezioni private che la docente avrebbe impartito al quattordicenne. Tutto è avvenuto fuori dal contesto scolastico, nel corso di ripetizioni a casa della donna.

Dopo essere rimasta incinta l’insegnante ha portato avanti la gravidanza e partorito, senza nascondere la paternità del bambino. La famiglia del quattordicenne, sconvolta da quanto accaduto, ha dunque deciso di sporgere denuncia contro la donna.

Sul caso la procura di Prato ha aperto un’inchiesta e ha chiesto il massimo riserbo per non condizionare l’esito delle indagini, condotte dalla Squadra mobile che, in queste ore, sta cercando di verificare le circostanze, usando ogni attenzione, riportate nella denuncia per accertare eventuali responsabilità rispetto all’ipotesi di reato di violenza sessuale su minore. L’adolescente frequenta le scuole medie inferiori.

fonte: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2019/03/09/news/prato_insegnante_indagata_per_violenza_sessuale_su_alunno_di_14_anni-221097571/

Lecce, alunni costretti a urinarsi addosso e presi a botte: sospesa maestra di sostegno

E’ accaduto in una scuola primaria di Nardò. La 50enne è accusata di maltrattamenti e abuso di mezzi di correzione. L’indagine è partita in seguito alla denuncia di alcune mamme allarmate per lividi sospetti

Avrebbe generato terrore nei piccoli alunni afferrandoli per i capelli e prendendoli a schiaffi, costringendoli a volte a urinarsi addosso e a subire mortificazioni di vario genere.

Per questo la gip di Lecce Simona Panzera ha emesso un’ordinanza di sospensione dal pubblico servizio e allontanamento per un anno a carico di una donna di 50 anni, maestra di sostegno in una scuola primaria di Nardò, accusata di maltrattamenti di persone loro affidate per istruzione, lesioni personali nonché di abuso di mezzi di correzione.

La donna è stata denunciata a piede libero. Gli episodi si sarebbero verificati lo scorso gennaio. L’indagine è partita in seguito alla denuncia di alcune mamme allarmate per lividi sospetti e per la paura dei figlioletti di andare a scuola. Il provvedimento interdittivo è stato notificato alla donna dai carabinieri.

fonte: https://bari.repubblica.it/cronaca/2019/03/09/news/lecce_maestra_di_sostegno_sospesa-221080629/

Caso Cucchi, il pm al processo: “I carabinieri avevano una relazione segreta precendente all’autopsia”

E’ la novità emersa nell’udienza del procedimento bis sui presunti depistaggi. Musarò: “Se il medico nel 2009 non poteva sapere il motivo della morte di Cucchi, allora come è possibile che i militari già lo sapessero?”

Spunta anche una relazione medica del 30 ottobre 2009, finora tenuta segreta, che sarebbe stata realizzata prima dell’autopsia di Stefano Cucchi, di cui il Comando provinciale dei Carabinieri di Roma sarebbe stato a conoscenza.

E’ la novità emersa oggi in apertura di udienza al processo bis in corte d’Assise per la morte del geometra romano, avvenuta nell’ottobre del 2009 sul filone dei depistaggi. Nel documento secretato, ricostruisce il pm Giovanni Musaro’, veniva evidenziato che la lesivita’ delle ferite non consentiva di accertare le cause del decesso. Mentre nelle relazioni dell’Arma veniva esclusa la possibilita’ di un collegamento tra le fratture rilevate e il decesso del giovane avvenuta nello stesso giorno.

Una prima analisi mai emersa finora i cui risultati erano completamente diversi da quelli scritti nell’autopsia che vennero anticipati nel carteggio interno fra i Carabinieri. Negli accertamenti preliminari infatti, che vennero negati anche all’avvocato della famiglia Cucchi, si parlava di due fratture e non precedenti, oltre a un’insufficienza cardio circolatoria acuta e si diceva che non si poteva stabilire con certezza le cause della morte. “Se il medico nel 2009 non poteva sapere il motivo della morte di Cucchi, allora come è possibile che i carabinieri già lo sapessero?” ha sottolineato Musarò in aula parlando della relazione preliminare all’autopsia di Stefano Cucchi.

“I legali di Cucchi nel 2009 – ha aggiunto – avrebbero fatto richiesta invano di quel documento. Il dottor Tancredi in quella relazione preliminare spiegò che c’erano due fratture e non fratture precedenti alla morte. Inoltre non faceva riferimento ad alcuna responsabilità dei medici e al fatto che Stefano Cucchi era morto per una serie di cause ancora da accertare. Nel verbale dei carabinieri invece – ha concluso – si sosteneva che non c’era un nesso di causalità delle ferite con il decesso”.

 “Non so dirvi per quale ragione la predetta relazione preliminare non fu messa a disposizione delle altre parti fin dall’inizio delle operazioni” spiega  il dottor Dino Mario Tancredi nel corso della sua audizione come persona informata sui fatti del 6 marzo scorso, come si desume dal verbale. “Per pervenire a delle conclusioni – ha aggiunto – io successivamente fui affiancato da una serie di specialisti. Scrivere la relazione in 5 mesi non fu facile perche’ c’erano tantissimi aspetti da valutare e una enorme mole di documenti.
Le operazioni per la consulenza collegiale iniziarono il 9 novembre 2009″.

Quanto al contenuto della relazione, secondo Tancredi il documento “contiene un parere preliminare che e’ del tutto orientativo perche’ e’ poi necessario compiere gli approfondimenti e le valutazioni del caso. Per questo il pubblico ministero ci concesse 60 giorni”.

fonte:https://roma.repubblica.it/cronaca/2019/03/08/news/roma_cucchi_pm_cc_avevano_relazione_segreta_su_autopsia-221009484/

La Città che resiste, un nuovo incontro: “Emergenza alberi ecco cosa fare”

i MARINO BISSO

Il 12 marzo alle 17,30 nel salone presso la Chiesa Valdese di piazza Cavour, ne parlano giornalisti di Repubblica, esperti e i comitati impegnati nella difesa del verde. Sul sito di Roma.it il sondaggio: “Pini sì, pini no è giusto tenerli o sostituirli con alberi più gestibili?”

Quando e perché è giusto tagliare un albero? Chi lo decide? Quale procedura viene seguita? Chi controlla gli appalti di manutenzione del Comune? Ci sono piante più idonee di altre per vivere in un contesto urbano?. E infine la domanda principale: «Pini sì, pini no è giusto tenerli o sostituirli con alberi più gestibili?».

Sono solo alcuni dei temi e dei quesiti che verranno affrontati dal nuovo incontro della “Città che resiste” organizzato dalla Cronaca di Roma de la Repubblica martedì 12 marzo alle 17.30 nella sala della Chiesa Valdese (ingresso da via Marianna Dionigi 59, zona Piazza Cavour) sull’emergenza alberi. “Senza alberi non respiriamo!” è il titolo dell’iniziativa promossa insieme al comitato “Prati in azione” che con Filippo Lucatello affronterà anche il tema dei controlli, della manutenzione, delle potature e della sostituzione delle piante abbattute.

La vignetta di ElleKappa dedicata all’incontro di  Repubblica sull’emergenza alberi a Roma

A parlarne i giornalisti di Repubblica Stefano Costantini, caporedattore della Cronaca di Roma, Cecilia Gentile esperta di tematiche legate all’ambiente. E poi il professore Carlo Blasi botanico della Sapienza e Antimo Palumbo, storico degli alberi, di Green City. È previsto anche un contributo dell’attore e comico Dado.

Sono tanti i comitati del centro e della periferia che s’interrogano sulle possibili soluzioni, soprattutto dopo i fatti drammatici avvenuti due settimane fa nella capitale, con due persone rimaste gravemente ferite per il crollo di un grande pino in viale Mazzini. Ma la “pioggia” di rami non è mai terminata e a ogni raffica di vento rischia di fare nuove vittime. Come ieri sulla Colombo dove un albero ha centrato un’auto all’altezza della Laurentina.

All’appuntamento di martedì 12 marzo hanno aderito finora il Municipio I con l’assessora al Verde Anna Vincenzoni e tanti comitati e associazioni che potranno esprimere le proprie opinioni e proposte. Tra questi: Retake Roma, gli Amici di Villa Borghese, Tutti per Roma Roma per tutti, associazione Vivere in, Amici del Parco di via Plava, comitato di quartiere Casal Brunori, comitato Mura latine, Il Pineto nel cuore, associazione Aurelio Volontari decoro XIII, comitato di quartiere Vitinia, comitato di quartiere piazzale don Giovanni Minzoni, Amici di Villa Leopardi, comitato di quartiere “La voce di Porta Portese”, i comitati Trionfalmente 17, Giardino delle belle arti, Green City, Forum del Parco di Aguzzano, Civico 17. Comitato Mammut.


Domenica la Roma-Ostia: strade chiuse e bus deviati

Alle 8.30 la partenza dal palazzo dello Sport. Linee deviate da inizio servizio alle 16

Domenica, dalle 8,30, si correrà la mezza maratona Roma-Ostia con partenza dal palazzo dello Sport e tragitto lungo via Cristoforo Colombo. La stessa via Colombo sarà interamente chiusa al traffico dalle 8 alle 11,30. Da inizio servizio alle 16, deviate le linee di bus.

IL PERCORSO Si parte sempre dalla Via Cristoforo Colombo, in prossimità del Laghetto dell’Eur passando per Viale Europa e si procede verso la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Al termine di Viale Europa, si procede a sinistra per Viale Tupini e con leggera deviazione a destra per Via dei Primati Sportivi. Poi si svolta a sinistra per Via dell’Oceano Pacifico, per proseguire in direzione Cristoforo Colombo. Da qui in poi lambendo la Via Pontina, il bivio per Acilia e la zona di Casal Palocco si procede in direzione di Ostia verso il Piazzale Cristoforo Colombo conosciuto come “La Rotonda”.

CHIUSURE E VARIAZIONI DELLE LINEE DEI BUS Le prime chiusure delle strade interessate scatteranno alle 4,30 Poi, dalle 8, lo stop riguarderà la corsia centrale della Colombo verso Ostia. All’Eur, le strade saranno riaperte intorno alle 11,30; sul litorale, invece, la normale viabilità verrà ripristinata non prima delle 16. Le linee di bus 06, 014, 016F, 070, 071, 31, 130F, 671, 700, 705, 706, 708, 709, 714, 762, 763, 764, 767, 771, 777, 778, 779, 780, 791, C7 e C13 saranno deviate o temporaneamente soppresse. Da e  per Ostia resta la Roma-Lido.