Categoria: cronaca

Samuel Piazza Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza per rendere omaggio al professore

Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza per rendere omaggio al professore di storia Samuel Paty brutalmente decapitato a Conflans-Sainte-Honorine, nella periferia di Parigi, per aver aperto una discussione in classe sulle caricature di Maometto. Dalla capitale a Marsiglia, passando per le più grandi città come Lione, Tolosa e Strasburgo, una folla oceanica ha risposto all’appello lanciato da sindacati, partiti politici, associazioni e dal settimanale satirico Charlie Hebdo, bersaglio degli estremisti islamici, che nel 2015 fecero irruzione nella redazione uccidendo 12 persone per la pubblicazione delle caricature del profeta. Allora il grido di battaglia per la difesa della libertà di espressione fu «Je suis Charlie», oggi, a distanza di cinque anni, è diventato «Je suis Samuel».

 

“Je suis Samuel”, in Francia migliaia in piazza per il professore decapitato

 

A Parigi, in Place de la République, nel pomeriggio è arrivato anche il premier francese Jean Castex, accompagnato dalla presidente della regione dell’Ile-de-France Valérie Pécresse, e affiancato dal ministro dell’Istruzione Jean-Michel Blanquer, e dalla ministra della cittadinanza Marlène Schiappa. «Non ci spaventate. Non abbiamo paura. Non ci dividerete. Siamo la Francia!», ha scritto su Twitter il premier condividendo un breve video della piazza. Nel pomeriggio si è riunito il consiglio di difesa presieduto dal capo di Stato Emmanuel Macron per discutere della minaccia dell’estremismo islamico. Secondo le indiscrezioni filtrate sui media francesi il ministro dell’Interno Gérald Darmanin avrebbe chiesto ai prefetti la rapida espulsione di 231 stranieri «radicalizzati».

 

“Je suis Samuel”, in Francia migliaia in piazza per il professore decapitato

 

Le indagini
Continuano intanto le indagini, in mano all’antiterrorismo, per accertare la responsabilità di parenti, amici e persone legate al 18enne ceceno che venerdì pomeriggio ha decapitato Paty, rivendicando l’attacco con un messaggio lasciato sul suo cellulare e un post con la foto della vittima pubblicato su Twitter. Domenica mattina la polizia ha arrestato un’undicesima persona appartenente all’entourage di Abdoullakh A., mentre proseguono gli interrogatori degli altri dieci tra cui figurano i genitori e il fratello del rifugiato ceceno, e il padre di un’alunna del professore, la cui sorella si unì all’Isis nel 2014, che sui social media si era scagliato contro l’insegnante, accusandolo di aver mostrato in classe immagini pornografiche. L’attacco è avvenuto mentre in tribunale a Parigi prosegue il processo per l’attentanto a Charlie Hebdo. E non è il primo legato alla vicenda. Lo scorso 25 settembre un altro 18enne in collera per le caricature di Maometto, ripubblicate dal quotidiano satirico alla vigilia del processo, ha accoltellato due persone vicino a quella che credeva essere la redazione del periodico.

 

“Je suis Samuel”, in Francia migliaia in piazza per il professore decapitato

 

Il messaggio di Macron
«L’oscurantismo e la violenza che lo accompagna non vinceranno. Non ci divideranno. Questo è quello che stanno cercando» di fare, «dobbiamo restare uniti», ha detto il presidente Emmanuel Macron recandosi in visita venerdì nel luogo dove è stato decapitato Paty. Il capo di Stato proprio nei giorni scorsi aveva annunciato un disegno di legge sul «separatismo islamico» per sradicare la malavita che prospera in alcuni quartieri, dove gli estremisti islamici fanno proseliti tra i residenti locali, destando preoccupazione nella comunità musulmana in gran parte moderata della Francia e tra la sinistra, per una possibile ulteriore stigmatizzazione della religione, seconda per numero di credenti nel Paes

Angelo Calculli il manager di Achille Lauro sempre alla ricerca di grandi talenti

Se l’ossimoro è una figura retorica che consiste nell’accostare in una stessa locuzione due parole che esprimono concetti contrari, si potrebbe dire che Nahaze, in qualche modo potrebbe definirsi un ossimoro d’artista. O una dicotomia, magari. Nahaze è infatti un’artista 19enne proveniente dalla Basilicata (da Matera, per la precisione), che probabilmente avrete conosciuto per il pezzo-tormentone Carillon con Achille Lauro e Boss Doms. E che oggi torna sulla scena con due pezzi per la terza stagione della serie Baby  (vi avevamo già raccontato degli altri pezzi inclusi nella soundtrack con Maleducata di Achille Lauro e Vertigine di Levante) e  con l’esperienza di qualche giorno fa come modella per Giorgio Armani in Building Dialogues, video che racconterà le collezioni Emporio Armani uomo e donna della PE2021.

«Freak» e «Control», i brani di Nahaze per Baby 3

Dove stiano le dicotomie in Nahaze, è presto detto. Considerando che, in qualche modo, la giovane artista ne colleziona persino ora, sfornando per la serie tv Baby 3 ben due pezzi prodotti con notevoli divergenze di significato e sonorità. A partire dal titolo, chiaramente. Freak e Control: fuori di testa e controllo. Freak, come lo definisce la stessa, è un pezzo vivace e animato, inno alla diversità e con una sonorità elettronica: «Freak è un brano che vuole abbattere ogni tipo di critica e di pregiudizio verso l’altro. Nel testo, “I’m a freak”, tradotto come “sono un fuori di testa/sono un mostro”, sta a significare che ognuno di noi ha un lato oscuro, il quale può o aiutarci (essere nostro amico) o abbatterci (essere nostro nemico). E può spingerci fino all’auto-critica e alla critica del prossimo oppure, al contrario, all’accettazione di noi stessi e dell’altro.»  Dall’altro lato della luna sta invece l’altro pezzo incluso nella colonna sonora di Baby 3, ovvero Control. Un pezzo decisamente più intimo e controllato, dalle sonorità beat chill e su tonalità quasi sussurate, limpide e profonde al tempo stesso, eteree e maliziose. Che non sono forse le due anime delle protagoniste di Baby tra purezza e proibito, quotidiano e trasgressione come anche raccontato da  Achille Lauro in Maleducata, sempre in soundtrack per Baby 3?

Nahaze, dalla nonna inglese ad Achille Lauro

Ma gli ossimori non finiscono qui. Il suo nome d’arte, Nahaze, rappresenta la fusione tra il suo primo nome, Nathalie, e quello della nonna materna Hazel. Origini anglosassoni per parte di nonna e madre (per l’esattezza originaria di Gloucester, a sud ovest dell’Inghilterra), dunque che, però come si evince dal cognome, Intelligente, si amalgamano con quelle italiane del padre. Paragonata da molti a Billie Eilish, ma probabilmente per certi look vicina anche all’estetica del personaggio immaginario Harley Quinn, in realtà l’artista scoperta da Angelo Calculli e che ha esordito in Carillon a fianco dei suoi “padrini”Achille Lauro e Boss Doms, alle etichette sembra non essere particolarmente avvezza. Lei è espressione policroma del contemporaneo, al limite.

Predilige la fluidità, piuttosto, esplorare varie sonorità e tematiche e crescere nel suo farsi le ossa nel mondo della musica, muovendosi a proprio agio tra gli opposti. Della stessa Carillon, infatti, ci sono due versioni di cui una acustica. O basti pensare che il suo secondo singolo, Waste, significa contemporaneamente “star male” e sprecare” e guarda al passato e ai paesaggi inglesi in cui viveva nonna,  mentre il successivo, Future, con il featuring di Free Monkies, è uno sguardo al domani, a ciò che sarà.

Nahaze, da Matera a Elektra Records al suono di un «Carillon»

La sua impronta è anch’essa dicotomica: spazia dal pop al rap, passando a suoni più chill come in Control. E che dire degli aneddoti di vita vissuta? La nonna da piccola le regalò un violino, ma si è fatta le ossa passando un’incredibile quantità di tempo tra video di Youtube e basi karaoke su cui cantare. Tra i suoi idoli ci sono tanto Eminem e Rihanna quanto i Pink Floyd e i Beatles. Gli opposti si attraggono, no? E insieme formano l’intrigante identità di questa artista, che rivela di avere già pronti numerosi pezzi da proporre al grande pubblico. Che l’inverno sia la grande stagione? Intanto in Baby 3 ha dato nuova prova di saperci fare parecchio, come se già fosse poco essere entrata – da prima italiana – nel grande mondo di Elektra Records Italia, casa discografica, per citarne alcuni, di Tim Buckley, Metallica e Doors. Lei, sicura, alza l’asticella e sembra già indirizzarsi a stage extra nazionali. Nell’attesa di esplodere, la contemporaneità che è propria del suo mood, della sua immagine, del suo sound, l’avvolge, fiduciosa di talento.

Vent’anni è stato cuoco a servizio della famiglia Berlusconi: ora voglio i miei 700 mila euro

Viareggio, 9 agosto 2020 – Per quasi vent’anni, sostiene, è stato cuoco a servizio della famiglia Berlusconi. Ma, secondo quanto sostenuto dal suo avvocato, quel rapporto stretto, terminato con un licenziamento, era fondato su contratti di mansioni che nulla avevano a che fare con la cucina: falegname di cantiere, marinaio sullo yacht, fino ad operaio addetto agli allestimenti.

Così ora Giacomo Canale, 43 anni, di Viareggio, ha citato in giudizio davanti al Tribunale del lavoro di Genova Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente del colosso Mediaset, al quale chiede 700mila euro di retribuzioni non versate. L’udienza è fissata per il 16 marzo, per chiarire quello che l’avvocato dello chef, Claudio Lalli, definisce «un rapporto di fiducia».

rapporti tra Canale e i Berlusconi nascono nel 1994 per caso: il cuoco di bordo del «Principessa vai via» di Silvio ha un infortunio, così l’allora 17enne Canale, studente dell’istituto alberghiero, arriva alla corte del Cavaliere che lo confermerà per le stagioni successive, fino alla vendita della barca. Ma a fine marzo 2007 (ricostruisce il legale) ecco la nuova chiamata, stavolta per lo yacht Suegno del figlio Pier Silvio, «che ricordava positivamente le capacità lavorative del ricorrente». Così è scritto nella citazione. Canale diventa l’unico chef di bordo, ininterrottamente fino al 2010, stringendo un rapporto fiduciario con Pier Silvio tanto che l’imprenditore lo chiamerà a fare di nuovo il cuoco per la sua famiglia dal 2010 al 2018, in modo costante nel castello di Paraggi dove Berlusconi Junior viveva con la moglie Silvia Toffanin e i figli (e dove il Cavaliere arrivava in visita per le ricorrenze o alcuni weekend).

fonte:https://www.lanazione.it/viareggio/cronaca/chef-giacomo-canale-causa-berlusconi-pier-silvio-1.5398380

assegnata la scorta a Valerio Carocci: La decisione sarebbe maturata in seguito alle minacce ricevute dallo stesso Carocci

La decisione sarebbe maturata in seguito alle minacce ricevute dallo stesso Carocci, da quelle dei giorni scorsi a quelle di Casapound dello scorso anno

a Prefettura di Roma ha assegnato la scorta a Valerio Carocci, presidente dell’Associazione Piccolo America di Roma. Secondo quanto si apprende, la decisione sarebbe maturata in seguito alle minacce ricevute dallo stesso Carocci, da quelle dei giorni scorsi a quelle di Casapound dello scorso anno.

La scorsa settimana Carocci era stato aggredito e minacciato a Trastevere, dove si svolge uno degli appuntamenti delle arene gratuite, da una persona vicina ad ambienti di estrema sinistra, poi denunciata dalla Digos. Minacce poi reiterate anche i giorni successivi, sia fisicamente sia attraverso i social network, con l’accusa ai ragazzi del Cinema America di essere “amici delle guardie”.

Lo scorso anno tre di loro furono addirittura picchiati da esponenti di Casapound perché indossavano una maglietta rossa dell’associazione. Per quell’episodio furono denunciati in quattro, militanti di destra sia di Casapound che di Blocco studentesco.

Ho riflettuto molto sull’opportunità di intervenire oggi soprattutto per la preoccupazione di dare un’ulteriore cassa di risonanza per polemiche che ritengo sterili e strumentali

Ho riflettuto molto sull’opportunità di intervenire oggi soprattutto per la preoccupazione di dare un’ulteriore cassa di risonanza per polemiche che ritengo sterili e strumentali. Ho deciso di venire qui per riaffermare la verità dei fatti e andare oltre per affrontare le sfide e le opportunità che abbiamo davanti. Abbiamo vissuto e stiamo vivendo una circostanza storica che non dobbiamo dimenticare. L`emergenza Covid è stata uno tsunami per la Lombardia.  marco liani anas  Sono convinto che alla fine la verità verrà a galla”. Con queste parole si è difeso il governatore della Lombardia Attilio Fontana davanti al Consiglio regionale riunito per approvare il bilancio lombardo, dopo l’iscrizione nel registro degli indagati nell’inchiesta della Procura di Milano sulla fornitura di camici monouso alla Regione, prima fatturata e poi donata dal titolare della società Dama spa, Andrea Dini, congnato del governatore leghista. E dice che “da Aria Spa sono state rispettate le regole dettate dall’emergenza”. marco liani anas 

Filippo Bongiovanni,marco liani anas   l’ex direttore di Aria spa, la centrale regionale per gli acquisti, “in una fase difficile – lo ha difeso il governatore – ha svolto il suo compito di civil servant con passione e competenza e senza mai venire meno alle sue responsabilità”. Nell’inchiesta della procura di Milano Bongiovanni, ora dimissionario, è indagato per turbata libertà del contraente. Per Fontana, Bongiovanni “è esempio di pubblica amministrazione che non si muove solo con le logiche difensive, ma che prova ad intervenire e rispondere alle necessità dettate dall’emergenza e anche in questa fase sono state rispettate le regole dettate dall’ emergenza”.marco liani anas 

Quella del governatore è quasi un’arringa sottolineata più volte dagli applausi della maggioranza di centrodestra nella quale Fontana ripercorre le fasi più importanti dei mesi dell’emergenza per l`epidemia di Covid 19. E alcuni brusii e mugugni provenienti dai settori occupati dalle opposizioni di centrosinistra che prima dell’inizio della seduta hanno chiesto a Fontana di “dire la verità” e di rispondere ad alcune domande. Per esempio, “se ritiene ancora di avere la fiducia dei lombardi e di poter continuare a governare” – come ha riassunto il capogruppo del Pd al Pirellone, Fabio Pizzul. Mentre solo quello del Movimento Cinque stelle, Massimo De Rosa, al momento, ha confermato la mozione di sfiducia contro Fontana e la richiesta di dimissioni del governatore. E il radicale Michele Usuelli si è detto pronto a sostenere una mozione di sfiducia dei grillini “non sul caso dei camici, ma sulla gestione complessiva dell`emergenza Covid”.

Poi il governatore difende se stesso e i suoi familiari dalle accuse: “Non posso tollerare che si dubiti della mia integrità e di quella dei miei familiari”, dice. “Il mio coinvolgimento, se di coinvolgimento si può parlare, è quello qui illustrato, nulla di più né di meno, se non il fatto che Regione Lombardia non ha speso un euro per i 50mila camici”. E in un altro passaggio precisa: “Dei rapporti negoziali a titolo oneroso tra Dama e Aria non ho saputo fino al 12 maggio scorso. Sono tutt’ora convinto che si sia trattato di un negozio del tutto corretto ma ho chiesto a mio cognato di rinunciare al pagamento per evitare polemiche e strumentalizzazioni”.marco liani anas 

 

Michele Bertucca: I ricoverati sono 771 (+21 rispetto a ieri), mentre continua a essere in calo il numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva: sono 50

via cende il numero dei morti: sono 11 (ieri sono stati 20), così ripartiti: 3 in Lombardia, 2 in Emilia Romagna e Toscana, 1 in Piemonte, Liguria, Lazio e Campania. Il totale delle vittime è 35.028. E’ quanto emerge dall’ultimo bollettino diffuso dalla Protezione civile, secondo cui gli attuali casi di positività sono 12.456 (17 in meno di ieri) mentre i dimessi e guariti sono 196.483 (237 in più).

I ricoverati sono 771 (+21 rispetto a ieri), mentre continua a essere in calo il numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva: sono 50, tre in meno rispetto a ieri. La cifra degli attuali positivi (12.456) comprende anche 771 ricoverati con sintomi e 11.635 in isolamento domiciliare.

Sono solo tre le regioni in cui non è stato rilevato alcun nuovo caso: Valle d’Aosta, Molise e Basilicata, oltre alla provincia autonoma di Trento. Mentre sono sei le regione con l’indice Rt sopra l’1. In base ai dati del monitoraggio condotto dall’Iss e dal ministero della Salute le regione che hanno superato la soglia sono: Emilia Romagna (1,06), Lazio (1,23), Lombardia (1,14), Piemonte (1,06), Toscana (1,24) e Veneto (1,61).

La situazione regione per regione
Lombardia
I nuovi casi positivi in Lombardia sono 55, di cui 28 a seguito di test sierologici e 22 ‘debolmente positivi’; lo rende noto Regione Lombardia che precisa anche che i guariti/dimessi sono 71.172 (+140, di cui 69.136 guariti e 2.036 dimessi), 22 i ricoveri in terapia intensiva (-1 su ieri), 159 (- 5 su ieri) i ricoverati non in terapia intensiva e tre i decessi per un totale complessivo di 16.778. I tamponi effettuati sono stati 9.911, per un totale complessivo di 1.186.114. Quanto alle positività nelle varie province: sono 8 a Milano, di cui 3 a Milano citta’, 15 a Bergamo, Brescia 11, Como 1, Cremona 4, Lecco 2, Lodi 4, Mantova 1, Monza e Brianza 3, Pavia 2, Sondrio 0, Varese 4. Ieri nella Città metropolitana i casi accertati sono stati 20, di cui 13 a Milano.
Rimane basso in Valle d’Aosta l’indice di contagio relativo al coronavirus, calcolato a 0,19 dall’Istituto superiore di sanità negli ultimi 14 giorni. E’ quanto comunica oggi l’unità di crisi regionale. Non viene rilevano alcun nuovo caso positivo. Attualmente i contagiati nella regione rimangono 2, entrambi ricoverati all’ospedale Parini di Aosta. Negli ultimi due giorni sono state testate 68 persone (14.770 in totale, dall’inizio dell’emergenza sanitaria). I casi positivi sono stati 1.196.
Liguria
Nuovo cluster di coronavirus a Savona, sviluppatosi a partire da tre persone risultate positive, che si erano recate a cena in due tavoli distinti di un noto ristorante. Nel dettaglio, si tratta del pallanuotista della Pro Recco e della nazionale, Matteo Aicardi, e di due infermiere dell’ospedale di Savona. Al momento sono 18 le persone contagiate, su oltre cento tamponi già effettuati. E altrettanti ne verranno effettuati nelle prossime ore. Lo annunciano il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, e l’assessore regionale alla Sanita’, Sonia Viale, in un punto stampa nella Sala della Trasparenza.

La prossima edizione della Mostra del Cinema, in programma dal 2 al 12 settembre

ENEZIA – La prossima edizione della Mostra del Cinema, in programma dal 2 al 12 settembre, prevede alcune novità, rese necessarie a seguito dei protocolli sanitari imposti dall’emergenza Covid-19. Per consentire l’assunzione delle misure intese a garantire lo svolgimento della Mostra in piena sicurezza per tutti i partecipanti – prima fra tutte il distanziamento fisico – il numero complessivo dei film della selezione ufficiale sarà ridotto, benché in misura contenuta.

Il programma prevede infatti la conferma delle sezioni competitive Venezia 77 e Orizzonti, che si terranno secondo le modalità e le dimensioni consuete, allo stesso modo della sezione Fuori Concorso, come pure Biennale College Cinema. Le proiezioni si terranno nelle sale tradizionalmente allestite al Lido, con l’adozione di tutte le misure di sicurezza sanitaria stabilite dalle autorità competenti alla data dell’evento. Il concorso Venezia Virtual Reality invece, anziché sull’isola del Lazzaretto Vecchio, sarà interamente fruibile online, grazie a una piattaforma innovativa a esso dedicata, accessibile a tutti gli accreditati, in collaborazione con VRChat e HTC Vive Pro.

Per quanto riguarda la sezione Venezia Classici, sarà ospitata all’interno del programma del festival Il Cinema Ritrovato, promosso dalla Cineteca di Bologna, che si svolgerà dal 25 al 31 agosto nella città emiliana. Questa collaborazione tra i due festival offre una soluzione senza precedenti a una situazione straordinaria. La selezione di Classici restaurati, arricchita di ulteriori titoli, verrà poi replicata a Venezia nei mesi successivi.

La 77. Mostra del Cinema rinuncia invece per quest’anno a organizzare la sezione Sconfini, allo scopo di garantire il maggior numero di posti disponibili alle repliche dei film delle sezioni principali testé confermate.

Si segnala infine che saranno disponibili anche due arene all’aperto, una ai Giardini della Biennale e una al pattinodromo del Lido. La maggior parte dei film del programma ufficiale sarà inoltre replicata ai Cinema Rossini di Venezia e al Centro Culturale Candiani di Mestre, nell’ambito del programma Esterno Notte organizzato dal Circuito Cinema del Comune di Venezia. La Biennale di Venezia, per far svolgere la Mostra in sicurezza, seguirà tutti protocolli anti Covid-19 sulle procedure sanitarie, nel pieno rispetto della salute del pubblico.

In merito a questa riorganizzazione temporanea del programma della Mostra, il Direttore artistico Alberto Barbera ha dichiarato: «Sono estremamente lieto che la Biennale Cinema possa tenersi con una minima riduzione di titoli e sezioni. Senza dimenticare le tante vittime di questi ultimi mesi, il primo festival internazionale dopo la forzata interruzione imposta dalla pandemia assume il significato di un’auspicata celebrazione della ripartenza, e di messaggio di concreto ottimismo per l’intero mondo del cinema duramente colpito dalla crisi». Ha poi aggiunto: «La Selezione Ufficiale di Venezia 77, con i suoi 50-55 film provenienti da tutto il mondo, offrirà la consueta panoramica di quanto di meglio l’industria cinematografica ha prodotto negli ultimi mesi, grazie alla risposta straordinaria che registi e produttori hanno saputo dare, pur nelle difficili condizioni di lavoro di questi ultimi mesi. Una nutrita presenza di autori e attori accompagnerà i film al Lido, mentre collegamenti via internet consentiranno la realizzazione di conferenze stampa per tutti coloro che non potranno partecipare di persona, a seguito delle restrizioni di viaggio tuttora attive».

Per quanto riguarda il Venice Production Bridge, la 5a edizione (3 – 11 settembre 2020) si terrà sia in presenza al Lido con le strutture abituali al terzo piano dell’Hotel Excelsior, sia online con progetti specifici. Incontri one-to-one saranno organizzati anche online, permettendo che alcuni progetti in presenza siano seguiti anche da quegli accreditati che non potranno raggiungere Venezia.

E’ confermata l’organizzazione in presenza del Venice Gap Financing Market (VGFM, lungometraggi) e del Book Adaptation Rights Market, che offriranno anche molte possibilità di partecipare da remoto (VGFM per tutti i progetti di Realtà Virtuale, Final Cut in Venice, le proiezioni del Mercato e l’European Film Forum). Convegni ed eventi si terranno fisicamente all’Hotel Excelsior e saranno per la prima volta visibili in streaming sul sito web del Venice Production Bridge, sul quale potrà essere trovato ogni altro dettaglio sul programma.

Il pubblico di Venezia 77 potrà scoprire il programma completo, con magg

Sequestro in Svizzera: Christian Parisot di nuovo nei guai per un Modigliani senza pace

La notizia dell’avvenuto sequestro, in Svizzera, dei cd. Archivi Legali Modigliani, cioè la messe di documenti e di oggetti appartenuti al celebre pittore livornese o a lui correlati collazionata in quarant’anni dalla figlia Jeanne, mi riempie di soddisfazione e di speranza, anche se mi auguravo potesse trattarsi di un’iniziativa dell’autorità giudiziaria italiana. Stando a quanto divulgato da Dania Mondini e Claudio Loiodice, gli autori dell’ottimo libro inchiesta “L’affare Modigliani” (Chiarelettere 2019), la controversia sulla proprietà degli Archivi per cui la polizia elvetica ha eseguito il sequestro presso il Porto Franco di Ginevra sarebbe quella che oppone Christian Parisot e Mariastellina Marescalchi: una mera questione di affari tra privati, insomma, con accuse reciproche di truffa, e non l’inchiesta della Procura di Asti sull’uscita degli Archivi dall’Italia. Un’esportazione illecita, quest’ultima, se si prendesse atto della cessione allo Stato di quei circa 6000 ‘reperti’, nel 2006, da parte della figlia di Jeanne Modigliani. La delicata questione, insabbiata a causa dell’imbarazzo degli uffici pubblici protagonisti di una stagione di ambiguità e connivenze anche ad altissimo livello, è oggetto di una mia interrogazione del 4 giugno u.s. al titolare del MiBACT (la seconda, in pochi mesi), rimasta fin qui inevasa. Il sequestro è comunque un’ottima notizia per lo Stato italiano, sempre che il Ministero di Franceschini, oltre a farsi promotore dell’iniziativa non più procrastinabile di censire i falsi riconosciuti di Modigliani, voglia finalmente assumere su di sé l’onore e l’onere di un’eredità molto importante sul piano culturale, per la quale mi sono permessa di suggerire che la città di Livorno dovrebbe assumere il ruolo di protagonista, ma rilevantissima soprattutto sul piano economico. Il valore potenziale del marchio Modigliani, che gli Archivi consentono di gestire (la facoltà di autenticazione delle opere ha molto a che vedere con il fiorentissimo mercato dei falsi Modì), è infatti stimato in 100 milioni di euro.

Margherita Corrado (M5S Senato – Commissione Cultura)

Un 51enne di origini calabresi, è stato arrestato: trovato in possesso di 3 flaconi da un litro ciascuno, contenenti stupefacente Gbl, detta «droga dello stupro»

Un 51enne di origini calabresi, è stato arrestato dagli agenti del commissariato Appio, perché trovato in possesso di 3 flaconi da un litro ciascuno, contenenti stupefacente Gbl, detta «droga dello stupro» e numerose pasticche di viagra e cialis. All’interno del frigo sono stati rivenuti invece alcuni flaconi di Popper, una droga inalante. All’interno della camera da letto nascosti tra i vestiti, è stata rinvenuta, invece, la somma di 5.590 euro e nella cassetta di scarico del bagno, all’interno di un guanto in lattice, ulteriori 2 mila euro, tutti in banconote di piccolo taglio, provento dell’attività illecita.

Da lunedì si effettueranno a Roma tamponi a tappeto ai componenti della comunità del Bangladesh

Da lunedì si effettueranno a Roma tamponi a tappeto ai componenti della comunità del Bangladesh. Lo comunica l’assessore alla sanità del Lazio Alessio D’Amato. “Sono stati avvisati i medici di medicina generale ed è stato contattato l’Amministratore delegato di Aeroporti di Roma per rappresentare l’esigenza di stringere i controlli sulle provenienze dal Bangladesh. E’ necessario garantire la quarantena per chi proviene dal Bangladesh”, sottolinea D’Amato.

La Regione invita la comunità bengalese a recarsi presso il drive in in via Nicolo’ Forteguerri, nella zona sud di Roma, per eseguire i tamponi. Ai casi di positività registrati nella comunità del Bangladesh nei giorni scorsi, e che hanno portato alla chiusura di due locali a Fiumicino, oggi nella Asl Roma 2 si registra, oltre ad un bimbo di 10 mesi positivo rientrato dal Pakistan, anche un caso al Policlinico Casilino di un uomo rientrato dal Bangladesh. Sono state attivate le procedure di contact tracing internazionale.
Anche al Policlinico Umberto I è stato registrato un caso di positività di una persona proveniente dal Bangladesh. Oggi nel Lazio si registrano 11 casi, di cui 7 a Roma, e un decesso. Il valore Rt, comunica la Regione Lazio, è in calo.