Categoria: cronaca

‘Prayers for the Stolen’ Review: A Poetic, Profound Portrait of Growing Up a Girl in Cartel-Land

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The unforgettable final shot of Tatiana Huezo’s last film, the songlike documentary “Tempestad,” is the silhouette of a figure swimming in blue water – an amputee, missing one of her legs from the knee down. Combining grace and trauma, the image is also striking because of its perspective: She’s floating but, seen from below, from […]

Perché la Bce sarà paziente nel rialzare i tassi

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Meeting Bce

Il commento di Luca Mezzomo, responsabile Analisi macroeconomica di Intesa Sanpaolo, sulla riunione odierna della Bce

La Bce ha agganciato le indicazioni prospettiche sui tassi ufficiali (o forward guidance) al nuovo obiettivo del 2%. Inoltre, la Bce ha deciso di utilizzare la metà lontana dell’intervallo di previsione come riferimento per valutare se l’obiettivo è raggiunto: l’obiettivo deve essere raggiunto ben prima della fine dell’orizzonte di previsione e quindi mantenuto per il resto del periodo; inoltre, deve essere confermato dalla dinamica dell’inflazione sottostante. Si badi, però, che la regola non sarà applicata meccanicamente: resta una valutazione ‘politica’ effettuata del consiglio direttivo. Come la presidente Lagarde ha segnalato, la decisione sulla forward guidance è stata presa a larghissima maggioranza, e non all’unanimità. Entra nel comunicato l’avvertenza che la Bce sarà paziente nel reagire al conseguimento dell’obiettivo, e che quindi l’inflazione potrebbe transitoriamente e moderatamente eccedere il 2%. Secondo la presidente, però, ciò sarà ‘accidentale’ e non deliberato. Non ci sono altre modifiche all’assetto della politica monetaria: tutto immutato su App e Pepp. L’indicazione prospettica sull’App resta collegata a quella sui tassi, come prima. La discussione sugli acquisti netti Pepp avverrà a settembre sulla base delle nuove previsioni dello staff. Con l’ascesa della variante Delta in pieno sviluppo, diventa più probabile che non sia decisa una riduzione neppure in tale occasione, sebbene la Bce si sia mostrata abbastanza positiva riguardo alla possibilità di osservare un impatto economico contenuto. La nuova formulazione delle indicazioni prospettiche sui tassi ufficiali La Bce ha incorporato nel comunicato stampa il nuovo obiettivo di politica monetaria, modificando la forward guidance (indicazioni prospettiche) di conseguenza. Se molte delle modifiche erano scontate, c’è qualche novità rilevante. La presidente Lagarde ha dichiarato che la decisione non è stata unanime, ma a “schiacciante maggioranza” (“overwhelming majority”).

Il nuovo assetto delle indicazioni prospettiche include 3 elementi fondamentali, e uno collaterale:

  • L’obiettivo di inflazione è espressamente formulato in forma prospettica, e non retrospettiva. Il riferimento temporale per la valutazione è fissato “ben prima della fine del suo orizzonte di previsione”,
  • Tuttavia, il raggiungimento dell’obiettivo deve essere confermato “per il resto dell’orizzonte di previsione”. Questo sembra indicare che la svolta di politica monetaria richiederà necessariamente previsioni di inflazione al 2% o oltre almeno per il secondo e terzo anno dello scenario di previsione.
  • Il criterio si riferisce all’indice generale dei prezzi, ma continua a essere integrato da una valutazione dell’inflazione sottostante, che deve registrare “progressi […] sufficientemente avanzati da essere coerenti” con la stabilizzazione dell’inflazione al 2%.
  • Nel comunicato trova posto l’avvertenza che “ciò può anche implicare un periodo transitorio in cui l’inflazione è moderatamente al di sopra dell’obiettivo”. Perciò, la Bce segnala che eserciterà una certa pazienza prima di alzare i tassi ufficiali. La presidente ha precisato che tale fase di superamento dell’obiettivo non sarà il risultato di una scelta deliberata, ma un fatto ‘accidentale’, perché tutte le deviazioni dall’obiettivo restano sgradite. Penso che si possa interpretare tale passaggio ipotizzando che in fase di uscita dalla fase di bassa inflazione la Bce sia disposta a correre un certo rischio di trovarsi temporaneamente in ritardo nella correzione della politica monetaria, in un contesto di previsioni di inflazione vicine all’obiettivo anche se marginalmente superiori ad esso. Tale impostazione dovrebbe evitare il rischio di un rialzo intempestivo come quello del 2011.

APP E PEPP: NESSUNA MODIFICA NEPPURE ALLE INDICAZIONI PROSPETTICHE

L’indicazione prospettica sull’App è rimasta invariata. Non è quindi passata l’ipotesi di sganciare la condizione sugli acquisti da quella sui tassi. Il testo recita che:

  • Gli acquisti netti proseguiranno “per tutto il tempo necessario per rafforzare l’impatto accomodante dei suoi tassi di riferimento e per terminare poco prima che inizino ad aumentare i tassi di interesse di riferimento”, e
  • i reinvestimenti delle scadenze di capitale APP continueranno “per un periodo di tempo prolungato oltre la data in cui inizia ad aumentare i tassi di interesse chiave della Bce, e comunque per il tempo necessario a mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario”.

Riguardo al Pepp, in questa occasione la Bce ha semplicemente confermato che gli acquisti netti continueranno a un ritmo significativamente superiore ai primi mesi dell’anno, come atteso; la scadenza resta prevista al 31 marzo 2022, o comunque “fino a quando la crisi pandemica sarà ritenuta conclusa”. La presidente ha dichiarato che il Pepp non è stato oggetto di discussione in nessun aspetto, così come le TLTRO.

IL FUTURO PROSSIMO DELLA POLITICA MONETARIA BCE: BATTAGLIA SU PEPP A SETTEMBRE, RIDUZIONE DEGLIA ACQUISTI NON SCONTATA

La forward guidance esclude che si possano formare aspettative di interventi sui tassi ufficiali nei prossimi mesi. Riguardo all’App, possiamo dare per scontato che gli acquisti netti non cambieranno fino a quando il Pepp (più flessibile) resterà operativo. Alla riunione di settembre la Bce dovrà decidere se confermare le indicazioni attuali (che suggeriscono di attendersi acquisti significativamente più elevati che a inizio anno), o se segnalare una possibile riduzione, come vorrebbero alcuni ‘falchi’ all’interno del consiglio direttivo. In attesa dell’esito della Survey of Monetary Analysts (SMA) di luglio, i risultati aggregati di quella di giugno evidenziavano che il consenso degli analisti propende per l’ipotesi cha la Bce ridurrà gli acquisti netti Pepp marginalmente nel quarto trimestre 2021, e più nettamente nel primo trimestre 2022. Indicazioni analoghe sono venute da altri sondaggi, come quelli di Reuters e di Bloomberg. Considerando che il Pepp ha l’obiettivo di contrastare gli effetti della pandemia sulle prospettive di inflazione, riteniamo che la ripresa dei contagi sposti l’ago della bilancia verso uno scenario di conferma dei volumi Pepp nel 4° trimestre 2021, per rinviare a dicembre la decisione su un’eventuale riduzione. Nella stessa direzione spingerà anche la necessità di sostenere la revisione della strategia con un quadro non contraddittorio di politica monetaria: una stretta sul Pepp a settembre, se non sostenuto da un netto miglioramento del quadro pandemico, rischia di arrestare la normalizzazione delle aspettative di inflazione. Nel complesso, la diffusione delle vaccinazioni sembra aver ridotto ulteriormente gli impatti delle ondate di contagio, e quindi la necessità di una reazione di politica economica. Tuttavia, la rapida diffusione della variante Delta ha dimostrato che la guerra non è ancora del tutto vinta, e il livello di incertezza a settembre potrebbe anche essere superiore rispetto a oggi.

LE IMPLICAZIONI DI PIÙ LUNGO TERMINE PER LA POLITICA MONETARIA

La “pazienza” che la Bce ha segnalato di voler dimostrare a fronte di un’inflazione moderatamente sopra il 2% può implicare un decollo più tardivo per i tassi ufficiali, a parità di condizioni.

Il calo dei tassi impliciti nei futures sull’Euribor 3 mesi a partire dal 8 luglio (-5pb sul 2024, che si allargano a -8pb sul 2025 e -11pb sul 2026) sembra indicare che tale aspetto sia già stato incorporato nelle aspettative del mercato. In pratica, però le condizioni potrebbero non essere invariate -se, per esempio, l’aumento dell’inflazione fosse assistito anche da movimenti delle aspettative. La presidente ha respinto la tesi che la nuova impostazione implichi che la politica monetaria resterà accomodante più a lungo. Tuttavia, l’impostazione attuale della politica monetaria ha indubbiamente alzato l’asticella da superare prima di avviare il prossimo ciclo di rialzo dei tassi.

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  • 22 Luglio 2021

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La mappa dei paesi più a rischio di cambiamenti climatici e inquinamento

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La distribuzione globale del rischio di inquinamento tossico (foto: Marcantonio et al, 2021, PLOS ONE (CC-BY 4.0, creativecommons.org/licenses/by/4.0/)

I paesi poveri come sempre sono i più soggetti a minacce globali, per la salute e per l’ambiente. Un nuovo studio dell’università di Notre Dame negli Stati Uniti fotografa la situazione complessiva e locale dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento tossico e fornisce tre mappe dettagliate delle nazioni maggiormente colpite da queste minacce. In questo caso la ricerca, pubblicata su Plos One, presenta un mappamondo diviso per colori sulla base dell’intensità di ciascun problema. Come si osserva dalle immagini, le regioni più colpite si trovano in Africa e nell’Asia sud-orientale e sono anche quelle che in futuro avranno un ruolo sempre più centrale nel determinare l’impatto umano sul clima e sull’inquinamento.

Una mappa per l’inquinamento tossico

Per ottenere queste mappe i ricercatori hanno raccolto e rielaborato le informazioni di 3 vasti database, noti e spesso utilizzati, contenenti i dati di 176 paesi a partire dal 2018. La ricerca ha indagato la presenza e la diffusione di inquinamento nocivo per la salute, ovvero di fonti di acqua, aria e terreni contaminati e contenenti inquinanti dannosi. Sono esclusi in questo parametro i gas serra, come la CO2che fanno parte dell’inquinamento non tossico. I dati provengono dal Notre Dame Global Adaptation Index, dallo Yale Environmental Performance Index e dalla Global Alliance on Health and Pollution. In alto abbiamo riportato la mappa dei paesi più colpiti dall’inquinamento tossico, mentre qui sotto quella delle nazioni dove il rischio di cambiamenti climatici è maggiore.

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La mappa dei paesi più a rischio di cambiamenti climatici (foto: Marcantonio et al, 2021, PLOS ONE (CC-BY 4.0, creativecommons.org/licenses/by/4.0/)

Come si può osservare, cambiamenti climatici e inquinamento vanno a braccetto: i paesi dove gli effetti sul clima sono maggiori sono anche più a rischio di contaminazioni nocive per la salute. Questo include rifiuti industriali, come metalli pesanti tossici provenienti da miniere, prodotti chimici, liquami e particolato prodotto dalle centrali elettriche.

I paesi che possono trarre più vantaggi

C’è poi un’altra mappa altrettanto importante, che combina i dati precedenti con un’altra misura. I ricercatori hanno infatti stimato, sulla base delle informazioni a disposizione, la capacità  dei paesi più attaccati di cambiare le cose e di ottenere dei benefici, intraprendendo azioni per contrastare e ridurre i cambiamenti climatici e l’inquinamento. La nuova mappa, dunque, rappresenta con immagini e colori questa capacità. L’Europa e l’Italia, in generale non fra le regioni più intaccate (ma comunque colpite da questi problemi), non sono determinanti.

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La distribuzione globale di “Target“, una misura del rischio di ogni paese di un impatto climatico, di inquinamento tossico insieme alla potenziale preparazione nel mitigare questi rischi (foto: Marcantonio et al, 2021, PLOS ONE (CC-BY 4.0, creativecommons.org/licenses/by/4.0/)

Cina e India: due potenze che possono fare molto

I 10 paesi che possono fare di più e trarre maggiori benefici dalla mitigazione dei cambiamenti climatici e dal calo dell’inquinamento sono, nell’ordine: Singapore, Rwanda, Cina, India, Isole Salomone, Bhutan, Botswana, Georgia, Corea del Sud e Thailandia. Alla fine della classifica ci sono invece: Guinea Equatoriale, Iraq, Giordania, Libano, Repubblica Centrafricana, Turkmenistan, Algeria, Eritrea, Venezuela e Libia. “Due dei paesi nella top five della classifica e della misura denominata Target –  scrivono gli autori nello studio -, ossia la Cina e l’India, sono sostanzialmente sviluppate economicamente e detengono un potere geopolitico di primo piano. Sono i paesi più grandi del mondo, rappresentando insieme più di 2,5 miliardi di persone”.

In questi paesi i decessi per inquinamento sono elevati: in Cina rappresentano la 13esima causa di morte e in India la quinta. Nonostante i dati poco favorevoli, questi stati sono anche quelli che potrebbero avere più benefici nel cambiare rotta. Negli ultimi anni, per esempio, si è registrata una forte riduzione delle polveri sottili Pm2.5 in Cina, pari al 40% dal 2013 al 2017, associata a un calo delle malattie respiratorie e dei decessi per patologie cardiovascolari, entrambe fortemente associate all’inquinamento tossico.

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La variante Beta può sfuggire a tutti i vaccini: l’allarme del direttore dell’Oxford Vaccine Group

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Il pericolo delle varianti Covid è sempre molto alto. A provarlo sono le parole del dottor Andrew Pollard che in un’intervista all’emittente dell Gran Bretagna BBC Radio 4 ha confermato che: «La variante beta (identificata per la prima volta in Sudafrica) ma che è presente anche nel Regno Unito e, come la variante delta, è in grado di sfuggire in una certa misura all’immunità data dai vaccini anti Covid». «La variante Beta purtroppo…

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Maddalena Corvaglia e Paolo Berlusconi, è amore: ecco gli scatti a cena insieme

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maddalena corvaglia paolo berlusconiÈ da qualche settimana che i rumors sulla relazione fra Maddalena Corvaglia e Paolo Berlusconi, fratello di Silvio, si fanno sempre più insistenti. Anche il settimanale Chi avvalora questa tesi pubblicando alcuni scatti privati di una loro cena a Milano… Leggi anche:  Maddalena Corvaglia e Elisabetta Canalis, perché hanno litigato? «È un grande dolore» Maddalena…

Smoothie bowl viola allo yogurt greco con mirtilli, fichi e mandorle

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Home Dessert Smoothie bowl viola allo yogurt greco con mirtilli, fichi e mandorle

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Foto di Rossella Venezia

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Difficoltà: facile

10 minuti

Impatto glicemico

430 chilocalorie

Istruzioni

  1. Versate nel frullatore lo yogurt, ben freddo, e 100 g di mirtilli, quindi frullate fino a ottenere un composto vellutato.

  2. Sistemate lo smoothie nelle ciotole e finite con il resto dei mirtilli, i fichi tagliati a metà o a spicchi, le mandorle tritate e i fiocchi d’avena. Se piacciono, aggiungere a ogni bowl anche un cucchiaio raso di miele e un cucchiaino di polline.

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