Category: cultura

In ‘periferia’ a Casal de’ Pazzi sorge uno dei musei più avveniristici di Roma: Margherita Corrado

Oggi la senatrice Margherita Corrado si è recata a Ponte Mammolo (IV Municipio) nell’area denominata Casal de’ Pazzi, dove sorge uno dei nove musei comunali aventi carattere archeologico.
Il Museo di Casal de’ Pazzi tuttavia, si distingue dagli altri otto per essere sorto su un sito di straordinario interesse geologico e paleontologico, scoperto solo nel 1981.

Deviando (grazie ad un’apposita modifica del PRG) la costruzione della strada prevista dal progetto di urbanizzazione dell’area, sono stati preservati ed in seguito vincolati circa 300 mq di un deposito geologico risalente a duecentomila anni fa (Pleistocene medio). Ora in loco sorge l’edificio museale al cui interno è garantita la conservazione e la fruizione del paleosuolo risparmiato, corrispondente ad un tratto dell’alveo di un antico fiume, e dei resti botanici, zoologici e umani recuperati.

Il giacimento presso Casal de’ Pazzi, è ad oggi l’unico scampato ai vari lavori di cava cominciati a metà dell’Ottocento e la sua conservazione è stata affidata dal Ministero della Cultura al Comune di Roma nel 1988.

Tuttavia la Sovrintendenza capitolina l’ha avuto in consegna solo dal 1996, con i lavori per la costruzione dell’edificio cominciati nel biennio 1999-2000 e seguiti da delicati interventi di restauro.
All’esterno del museo, inaugurato nel 2015, è stato creato un giardino con essenze vegetali tipiche del Pleistocene medio, partendo dai resti identificati nelle ghiaie e nelle sabbie del deposito, che hanno conservato diverse migliaia di reperti ossei e ca. 1500 manufatti in pietra.

Se si esclude il giardino, la ricostruzione dell’ambiente fluviale dell’epoca è affidata in gran parte alle nuove tecnologie, ecco allora che alla comunicazione testuale si accompagnano anche quelle visive e interattive – compresa la ricostruzione 3D dell’Elefante Antico –, capaci di creare una grande potenza evocativa.

È il sito a fare il museo, in casi come questo, non il contrario. Per tale ragione, dei circa 90 siti gestiti dalla Sovrintendenza capitolina, il Museo di Casal de’ Pazzi è il più distante dal centro della città (in direzione Est) ma il ‘viaggio’ è ripagato da un’esperienza di altissima qualità culturale. Auspico che la virtuosa alleanza degli abitanti del quartiere (e degli studenti in particolare) con quello che in breve tempo è diventato il loro museo si estenda agli abitanti degli altri municipi perché quel fotogramma di ciò che era la bassa valle dell’Aniene quando la popolavano rinoceronti, uri, ippopotami ed elefanti che gli uomini cacciavano con i loro strumenti in pietra consente a chiunque di compiere un viaggio a ritroso nel tempo, di affacciarsi idealmente su tutta la campagna romana ben prima della nascita di Roma.

Lunghe file al Colosseo: sicuri che la colpa è del GreenPass? Margherita Corrado

Questo pomeriggio la senatrice calabrese Margherita Corrado era al Colosseo dove nei giorni scorsi si è tenuta la cerimonia di apertura del G20 della Cultura.

Abbiamo letto delle lunghe file al Colosseo per i controlli dovuti al Covid ma siamo sicuri che la colpa sia davvero del GreenPass?

Le code sono state persino di un’ora e trenta minuti, con un solo ingresso in funzione e secondo la senatrice Corrado la “colpa” è di una cattiva organizzazione.

Si sarebbe dovuta prevedere una situazione del genere” – afferma Margherita – “e bisognava adoperarsi adottando delle misure idonee a contrastare quello che poi è accaduto, come hanno fatto i Musei Vaticani“.

Il concessionario o presunto tale (CoopCulture) che gestisce la biglietteria del Colosseo non si era evidentemente organizzato in modo adeguato, non ha incrementato il personale e ha creato così un vero e proprio “imbuto”.

Molti hanno rinunciato alla visita perdendo così l’importo dell’acquisto del biglietto. Se si considera che il costo parte da sedici euro oltre a due euro di prenotazione ma può arrivare anche ad oltre trenta euro, ben si comprende come la cifra non sia del tutto irrisoria.

Aggiunge in conclusione la senatrice “Il problema non è di certo da sottovalutare, siamo evidentemente di fronte ad un danno d’immagine al Paese, a Roma, al suo monumento-simbolo e agli operatori turistici “.

Margherita Corrado oggi al CAR “Un esempio di produttività sostenibile che vogliamo replicare”

La senatrice Margherita Corrado oggi ha visitato il CAR, Centro Agro-alimentare Romano, una delle eccellenze e migliori esempi di ripresa che la nostra città sta offrendo, anche ora a dispetto del covid.

Si tratta di una struttura che gestisce più di tre milioni di veicoli l’anno e che, divenendo la nuova dogana di Roma dopo quella di San Lorenzo, ha incrementato risultati e ricavi in maniera più che sostanziale.

Spiega Margherita “Il CAR, struttura al 92% pubblica, vanta oltre ad un vasto parco fotovoltaico, grandi primati europei nella gestione della logistica e nella sostenibilità aziendale”.

E aggiunge “E’ una storia di identità, ambiente, lavoro e territorio e quindi un esempio di produttività sostenibile che vogliamo replicare”.

IL CAR

Il Centro Agroalimentare Roma è una delle più importanti strutture europee per la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli ed ittici. Grazie alla sua invidiabile posizione ed all’accentramento dell’offerta e della domanda che caratterizzano l’input e l’output di prodotti e servizi, il CAR rappresenta un grande polo logistico, organizzato, tecnologicamente avanzato e informatizzato, capace di dar consistenza ad un reale processo d’integrazione tra produzione, commercio, distribuzione, export, imprese di logistica e di servizi. Ha sfruttato le strutture realizzate per diventare la piattaforma logistica di riferimento del territorio e guardando a servizi terminali per strutture portuali sulle quali far conferire il trasporto ortofrutticolo. Ciò ha fatto del CAR non solo il luogo dell’importante incontro tra domanda e offerta, ma anche un luogo in cui le merci transitano, arrivano, si lavorano, si acquistano, si preparano, si distribuiscono direttamente alla città di Roma ed al resto d’Italia.

Una struttura polifunzionale, capace dunque di sviluppare importanti economie di scala e di ridurre drasticamente i costi logistici anche con le opportunità offerte dalle diverse piattaforme di carico refrigerate – gestite da operatori logistici – dove stoccare, preparare e ridistribuire le merci acquistate e dove gestire, secondo proprie esigenze, di rifornimento dei punti vendita i flussi delle consegne in qualsiasi ora del giorno. Così il CAR è diventato un’occasione preziosa per gli operatori del Sistema Agroalimentare e per la collettività che trova in esso la garanzia di poter contare su Operatori del settore altamente qualificati e i controlli del CAR stesso e della Pubblica Amministrazione che vigila dalla sua apertura tutti i giorni. La città di Roma e la Regione Lazio hanno finalmente un luogo d’eccellenza, capace di offrire grandi potenzialità agli operatori commerciali ittici ed ortofrutticoli, ed ai produttori agricoli.

La proprietà

La Società proprietaria di tutto il complesso immobiliare è Centro Agroalimentare Roma CAR S.c.p.A, società a prevalente capitale pubblico – il 91,02% delle azioni sono detenute dalla Pubblica Amministrazione – ed una minoranza è detenuta da Istituti di Credito (7,65%) e privati (1,33%).

La persona giuridica proprietaria del Centro Agroalimentare di Roma, è una Società Consortile per Azioni (SCpA) con una compagine azionaria a prevalente capitale pubblico (azionista di riferimento è la Holding Camera srl, gli altri Soci istituzionali sono Roma Capitale, Regione Lazio e Roma Metropolitana) con una significativa presenza privata di tre Istituti di Credito (Unicredit SpA, BNL SpA, Banca Monte dei Paschi di Siena SpA), e rappresentanze di operatori commerciali e imprenditori del settore edile.

Costituita nel 1986, nel contesto del “Piano Nazionale dei Mercati” (finanziato dalla Legge finanziaria) per costruire i nuovi mercati agroalimentari di Roma e le relative infrastrutture in base alla Legge 41/1986, la società consortile è proprietaria del compendio immobiliare del CAR, oltre che titolare dello sviluppo delle sue strutture e delle sue politiche di internazionalizzazione.

Margherita Corrado oggi al CAR “Un esempio di produttività sostenibile che vogliamo replicare”

La senatrice Margherita Corrado oggi ha visitato il CAR, Centro Agro-alimentare Romano, una delle eccellenze e migliori esempi di ripresa che la nostra città sta offrendo, anche ora a dispetto del covid.

Si tratta di una struttura che gestisce più di tre milioni di vetture l’anno e che, divenendo la nuova dogana di Roma dopo quella di San Lorenzo, ha incrementato risultati e ricavi in maniera più che sostanziale.

Spiega Margherita “Il CAR, struttura al 92% pubblica, vanta oltre ad un vasto parco fotovoltaico, grandi primati europei nella gestione della logistica e nella sostenibilità aziendale; infine, accanto al Polo tecnologico, una grande villa romana abbraccia idealmente l’attuale mercato ittico che serve la nostra città”.

E aggiunge “E’ una storia di identità, ambiente, lavoro e territorio e quindi un esempio di produttività sostenibile che vogliamo replicare”.

IL CAR

Il Centro Agroalimentare Roma è una delle più importanti strutture europee per la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli ed ittici. Grazie alla sua invidiabile posizione ed all’accentramento dell’offerta e della domanda che caratterizzano l’input e l’output di prodotti e servizi, il CAR rappresenta un grande polo logistico, organizzato, tecnologicamente avanzato e informatizzato, capace di dar consistenza ad un reale processo d’integrazione tra produzione, commercio, distribuzione, export, imprese di logistica e di servizi. Ha sfruttato le strutture realizzate per diventare la piattaforma logistica di riferimento del territorio e guardando a servizi terminali per strutture portuali sulle quali far conferire il trasporto ortofrutticolo. Ciò ha fatto del CAR non solo il luogo dell’importante incontro tra domanda e offerta, ma anche un luogo in cui le merci transitano, arrivano, si lavorano, si acquistano, si preparano, si distribuiscono direttamente alla città di Roma ed al resto d’Italia.

Una struttura polifunzionale, capace dunque di sviluppare importanti economie di scala e di ridurre drasticamente i costi logistici anche con le opportunità offerte dalle diverse piattaforme di carico refrigerate – gestite da operatori logistici – dove stoccare, preparare e ridistribuire le merci acquistate e dove gestire, secondo proprie esigenze, di rifornimento dei punti vendita i flussi delle consegne in qualsiasi ora del giorno. Così il CAR è diventato un’occasione preziosa per gli operatori del Sistema Agroalimentare e per la collettività che trova in esso la garanzia di poter contare su Operatori del settore altamente qualificati e i controlli del CAR stesso e della Pubblica Amministrazione che vigila dalla sua apertura tutti i giorni. La città di Roma e la Regione Lazio hanno finalmente un luogo d’eccellenza, capace di offrire grandi potenzialità agli operatori commerciali ittici ed ortofrutticoli, ed ai produttori agricoli.

La proprietà

La Società proprietaria di tutto il complesso immobiliare è Centro Agroalimentare Roma CAR S.c.p.A, società a prevalente capitale pubblico – il 91,02% delle azioni sono detenute dalla Pubblica Amministrazione – ed una minoranza è detenuta da Istituti di Credito (7,65%) e privati (1,33%).

La persona giuridica proprietaria del Centro Agroalimentare di Roma, è una Società Consortile per Azioni (SCpA) con una compagine azionaria a prevalente capitale pubblico (azionista di riferimento è la Holding Camera srl, gli altri Soci istituzionali sono Roma Capitale, Regione Lazio e Roma Metropolitana) con una significativa presenza privata di tre Istituti di Credito (Unicredit SpA, BNL SpA, Banca Monte dei Paschi di Siena SpA), e rappresentanze di operatori commerciali e imprenditori del settore edile.

Costituita nel 1986, nel contesto del “Piano Nazionale dei Mercati” (finanziato dalla Legge finanziaria) per costruire i nuovi mercati agroalimentari di Roma e le relative infrastrutture in base alla Legge 41/1986, la società consortile è proprietaria del compendio immobiliare del CAR, oltre che titolare dello sviluppo delle sue strutture e delle sue politiche di internazionalizzazione.

 

La Fucina delle Muse celebra il ritorno dell’evento Notorius

Barbara Simona Gottardi conquista pubblico e stampa nel corso dell’evento organizzato da Monica Ferrazzani e Fabrizio Pacifici sulla terrazza del nuovissimo iLike Beauty & Wellness a Roma.

La meravigliosa terrazza di iLike Beauty & Wellness nel cuore dell’Eur a Roma, è stata il teatro della presentazione dell’evento di carattere culturale “Notorius”, format scritto e ideato da Barbara Simona Gottardi, presidente dell’associazione “La Fucina delle Muse” e divulgatrice culturale.

Dopo il fermo dovuto alla pandemia Covid-19, l’evento “Notorius”, giunto quest’anno alla seconda edizione, tornerà a novembre, rinnovato nei contenuti e nel format e le novità sono state presentate in anteprima ieri, 30 giugno 2021. Tra le più rilevanti news relative al format culturale, l’approdo sul piccolo schermo della manifestazione che, dal palco del teatro, passerà al palco degli studi televisivi di Gold Tv.

Sin dal suo esordio, Notorius si è posto sul mercato delle kermesse capitoline come un vero e proprio inno alle donne quali Muse ispiratrici dell’universo dell’arte, evidenziando l’importante ruolo della donna nella società, attraverso le arti ed in particolare per la prossima edizione, attraverso la letteratura e la danza.

Ad accogliere il selezionato parterre di ospiti e stampa, Monica Ferrazzani e Fabrizio Pacifici, responsabili della comunicazione di iLike Beauty & Wellness che, con professionalità ed attenzione, hanno accompagnato gli ospiti nell’affascinante percorso del nuovissimo tempio della bellezza nel cuore dell’Eur a Roma e, successivamente, presso gli eleganti spazi della Terrazza romana per degustare un rifrescante aperitivo ed aromatiche bollicine.

La presentazione, moderata dalla giornalista Erika Gottardi, ha visto alternarsi gli interventi di Fabrizio Pacifici, produttore ed organizzatore di eventi che ha evidenziato gli innumerevoli servizi proposti da iLike Beauty & Wellness, del posturologo e massoterapista Massimo Ciriello, docente presso l’Accademia operatori olistici, che ha posto l’accento sulla importante e spesso sottovalutata correlazione tra la cura del corpo ed il benessere emotivo e mentale e della docente, scrittrice e lifestyle blogger Mariangela Celli, reduce dal successo del suo primo libro “Ammetto che ho vissuto”, vero e proprio inno alla positività ed ai sentimenti ed appassionata narrazione autobiografica in rosa di una Donna consapevole, capace di mettersi in discussione e di rinascere in un costante anelito all’apprendimento ed alla conoscenza del mondo, della società, dell’altro e, non ultimo, di sé stessa.

Un piacevole pomeriggio in compagnia di partner storici de La Fucina delle Muse come lo storico della moda e fashion designer Armando Terribili che, anche per la prossima edizione di Notorius, si occuperà di disegnare e realizzare con la consueta maestria stilistica le creazioni che saranno indossate dalle più importanti figure femminili coinvolte nell’evento, ad iniziare dai costumi per le Haraka Project, un gruppo tutto al femminile di quattro ballerine che, attraverso un grande lavoro di sapiente coreografia, avrà il difficile compito di interpretare alcune tra le più grandi scrittrici del passato.

Tra gli ospiti, anche le giornaliste Antonella EvangelistiSara LauricellaValentina Ottaviani, la docente di musica Alice Cortegiani, la make up artist Isel Fitò, la modella ed artista Elisabetta Viaggi Monica Casella, manager e brand ambassador per Luxonskin. L’evento si è svolto rispettando rigorosamente le normative anti-Covid19.

Un progetto sempre più internazionale guadato dal project manager Guerino Moffa “THE MAP REPORT “

In ottica di affermare sempre di più l’internazionalizzazione del prestigioso Magazine THE MAP REPORT, consolidata piattaforma e punto di riferimento sulla Sostenibilità e Responsabilità sociale in Italia e nel Mondo.

Guerino Moffa in qualità di project manager ha dato vita al coinvolgimento di alcuni personaggi amici istituzionali alla guida di importanti organismi internazionali, quali ad esempio Tara Gandhi che da anni opera come presidente e attivista del National Gandhi Museum e promuove come pacifista numerose iniziative sociali in tutto il mondo portando avanti l’opera del nonno paterno e padre dell’India il Maatma Gandhi.

Ad essa si sono aggiunti giornalisti come Marco Frittella di Uno Mattina e importante scrittore della sostenibilità, oltre professionisti e specialisti di argomenti come il PNRR Dr. Michele Russo, Giordano Fatali e presto anche lo scrittore giornalista Martin Guevara nipote del CHE, che scrive e promuove da anni lo sviluppo del tema sociale nel contesto internazionale e del Sud America in particolare.

Altre importanti firme presto si uniranno a The Map Report per sostenere e implementare internazionalmente dando voce alle numerose iniziative di organismi, istituzioni, aziende e cittadini di tutto il mondo, che quotidianamente operano a sostegno della responsabilità sociale e della sostenibilità.

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I Personaggi:

chi è Juan Martín Guevara?

Juan Martín Guevara, fratello minore del “Che”, vive a Buenos Aires. Durante il regime militare è stato più di otto anni in prigione per le sue attività politiche e la sua parentela con Ernesto. Dopo la sua liberazione si è dedicato al commercio di sigari cubani e ha fondato l’associazione “Sulle tracce del Che”. Juan Martín Guevara, fratello minore del Che, durante la sua prigionia a Villa Devoto nel 1975, ai tempi della dittatura argentina. Era stato lui, giorni prima, a scrivere alla nunziatura di Buenos Aires denunciando di aver subito maltrattamenti e torture da parte del potere esecutivo nazionale.

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Chi è Tara Gandhi?

Tara Gandhi Bhattacharjee nasce a Nuova Delhi il 24 aprile 1934 da Devadas Gandhi, il figlio minore del Mahatma. Dopo la laurea con lode conseguita in letteratura inglese presso la Miranda House University di Delhi, ottiene un diploma come progettista di interni. Coltiva nel frattempo anche altre passioni come la musica: suona il sitar, lo strumento a corde classico dell’India. Si sposa con Jyoti Prasad Battacharjee, direttore del “Food and Agriculture Organisation” (FAO) delle Nazioni Unite, dal quale ha una figlia, Sukanya Bharatram. Tara Gandhi si dedica all’insegnamento ai bambini pi poveri Hindi (la lingua nazionale indiana) e si impegna a promuovere la cultura indiana e il messaggio gandhiano nel mondo. Da anni Tara è, inoltre, l’interprete attiva del messaggio del nonno paterno. Un messaggio sempre attualissimo basato sul principio della non-violenza.

Chi è Giordano Fatali?

President & Founder di HRC Academy, il Network dei Direttori del Personale con oltre 400 tra le più grandi e prestigiose aziende italiane e multinazionali, è stato Direttore del Personale e HR Manager in Todini Costruzioni Generali, TAV-Gruppo Ferrovie dello Stato e Gruppo Buffetti, nonché Business Consulting Manager in Mercuri Urval, Arthur Andersen Mba e Coopers & Lybrand. In venti anni di esperienza si è sempre occupato di Mercato del Lavoro e scenari economici, sia come analisi delle dinamiche occupazionali in atto nel nostro Paese, sia dal punto vista politico-istituzionale ponendosi come interlocutore privilegiato con i più importanti esponenti del Paese. Ad oggi si occupa anche di Executive Search mirata sugli HR Director. Negli ultimi dieci anni ha curato numerose rubriche, in tv e sulla carta stampata, dedicate ai temi del lavoro. È autore di cinque libri di ambito manageriale e il sesto è in uscita.

Chi è Rino Moffa Guerino?

Biografia 

Rino Moffa Responsabile Sostenibilità e responsabilità sociale The Map Report la testata nata nel 2019 website ma anche un magazine cartaceo si sforza di trovare ogni giorno una sintesi fra la crescente necessità di un mondo più sostenibile e le ragioni di uno sviluppo economico che non si può arrestare. The Map Report website ma anche un magazine cartaceo interamente dedicato ai grandi temi dell’Innovazione e della Sostenibilità. 

 

Il peso dell’amore: mercoledì 30 giugno 2021 ore 18,30 Piazza Lamarmora Iglesias

Mercoledì 30 giugno alle ore 18,30 in Piazza Lamarmora ad Iglesias, verrà presentato il libro di Leonardo Mendolicchio, medico psichiatra e psicanalista dal titolo “Il peso della amore” Capire i disturbi alimentari partendo da famiglia e scuola, la prefazione del libro è di Francesca Fialdini, edito da BUR – Rizzoli.

Questa presentazione, che si terrà all’aperto, nasce dalla collaborazione con il Comune di Iglesias, Assessorato alla Cultura, guidato da Claudio Sanna. Ruolo fondamentale nell’organizzazione ha anche, Lo Specchio Centro per i disturbi del comportamento alimentare, che ha sede ad Iglesias, del quale il dottor Mendolicchio è direttore scientifico, in collaborazione con l’Associazione Culturale Argonautilus, che ogni anno organizza la Fiera del Libro, prevista per il mese di ottobre 2021. Questo evento rientra tra quelli della “Fiera off”, eventi satellite di quello principale di ottobre. La presentazione verrà condotta dalla Dott.ssa Fabrizia Falco, coordinatrice de Lo Specchio.

Anoressia, bulimia, obesità e non solo: perché i nostri ragazzi non accettano il proprio corpo e come possiamo fare per aiutarli.

Che cos’è un disturbo alimentare? E perché proprio mio figlio si è ammalato? 
Sono le domande che si pongono sempre più genitori a fronte dell’aumento dei casi di DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare) tra i ragazzi, divisi tra stupore e disperazione, tra negazione e abnegazione totale alla “malattia”. L’arrivo dell’anoressia, della bulimia, delle dipendenze da cibo e degli altri disturbi alimentari è infatti il punto di non ritorno rispetto a una normalità (spesso solo apparente) che era vissuta prima, e la famiglia è parte in causa di questa drammatica realtà.
Ma qual è il comportamento giusto da adottare per riconoscere gli atteggiamenti sentinella e affrontare i sintomi conclamati
di una malattia che non riguarda soltanto l’equilibrio della massa corporea, ma anche e soprattutto il senso di adeguatezza
nel vivere? 
In questo viaggio dentro i disturbi alimentari, uno dei maggiori esperti italiani di DCA illustra, con esempi e casi concreti,
che cosa accade quando una ragazza o un ragazzo decide di alimentarsi in modo diverso – perseguendo una folle magrezza, oppure, al contrario, decidendo di non porre freno a una fame smisurata –, e spiega perché è importante affrontare i disturbi legati al cibo all’interno della famiglia e a scuola, e come rapportarsi alle cure con l’aiuto dei terapeuti.
Perché la guarigione è possibile, se si è uniti nella battaglia.

LEONARDO MENDOLICCHIO è medico psichiatra psicoanalista, membro della scuola lacaniana di psicoanalisi e della Associazione mondiale di psicoanalisi.
Da sempre dedito alla cura e alla lotta dei disturbi alimentari, ha creato e diretto diverse realtà terapeutiche in Italia per il trattamento di tali disturbi. Al momento dirige un reparto di riabilitazione per i disturbi alimentari dell’Istituto Auxologico
 di Piancavallo (VB). Ideatore del progetto Food For Mind per la diffusione di una metodologia di cura inclusiva e innovativa. Supervisore scientifico per Ballandi Arts della docuserie TV Fame d’amore andata in onda su Rai 3. Pugliese di nascita, è innamorato della Sardegna, regione per la quale sostiene dal punto di vista scientifico
la Comunità Lo Specchio, unica realtà terapeutica presente sul territorio sardo. Appassionato di gatti e di arte, crede fermamente nel valore del legame come antidoto al malessere contemporaneo. 
Ha pubblicato Il resto dell’amore per ET/ET (2010), Bisogna pur mangiare per Lindau (2017) e Prima di aprire bocca per Guerini Editori (2018).

La Comunità Lo Specchio compie nel mese di Luglio un anno, molti sono stati i successi raggiunti, in questi dodici mesi; molti i pazienti e le pazienti presi per mano dagli abili professionisti di questa comunità, supportati ed aiutati ad uscire da questo terribile male, che negli ultimi anni, ha avuto una crescita esponenziale anche a causa della pandemia.

Presentazione del libro

IL PESO DELL’AMORE

Capire i disturbi alimentari partendo da famiglia e scuola

Prefazione di Francesca Fialdini

(BUR – Rizzoli)

di LEONARDO MENDOLICCHIO 

mercoledì 30 giugno 2021

ore 18,30 Piazza Lamarmora – Iglesias

Fare della propria passione una professione: Mara Ercolanoni

La redazione di City Roma questo lunedì 21 giugno è andata a fare due chiacchiere con Mara Ercolanoni per conoscere meglio la sua grande passione che possiamo dire ha tramutato anche in lavoro.

Cos’è per te la scrittura? La scrittura è la mia ancora di salvezza, la mia continua esperienza di ricerca, una bellissima introspezione.

Una passione nata esattamente quando? Una passione nata nei miei primi anni di vita, durante la scuola, quando ho iniziato a leggere molti libri di poesie, ho conosciuto le prime opere di Giacomo Leopardi con il suo pessimismo cosmico, che parlava dei sentimenti ,della vita e dell’amore, Pirandello, Calvino, tutti grandissimi scrittori e ho capito che anch’io volevo emozionare con la mia scrittura, in prima persona.

Dove il pubblico può trovare il testo?

Sulla piattaforma editoriale di Amazon.it, semplicemente digitando il mio nome e cognome e i libri.

IL TRASIMENO: ACCOGLIENZA AL TOP, ARTE, STORIA E UNA DELIZIOSA ENOGASTRONOMIA

Urat – Unione Ristoratori e Albergatori del Trasimeno e dall’ Unione dei Comuni del Trasimeno, oltre alle bellezze storico, artistiche e paesaggistiche, ha messo in evidenza deliziose strutture ricettive e numerose specialità del territorio.

L’incantevole Sala del Teatro di Palazzo della Corgna a Castiglione del Lago ha accolto il 10 giugno 2021 la Conferenza Stampa di presentazione del press tour “La ninfa, il lago, il palazzo, gli amori… Viaggio alla riscoperta di un territorio meraviglioso” organizzato da URAT – Unione Ristoratori Albergatori del Trasimeno con la collaborazione dell’Unione dei Comuni del Trasimeno e di Palazzo Pantini Nicchiarelli. L’iniziativa è partita da Castiglione del Lago, il romantico borgo che ospita i turisti nelle sue storiche dimore, quali Palazzo Pantini Nicchiarelli, nelle raffinate strutture ricettive come il Boutique Hotel e l’Hotel Aganoor o nei deliziosi b&b  Il Torrione e l’Antica Gabella, che accolgono e coccolano i viaggiatori desiderosi di scoprire il territorio con le sue ricchezze artigianali, come le preziose ceramiche de L’Antica Deruta, ed intraprendere un viaggio nella tradizione culinaria del Trasimeno, ricca di specialità che traggono origine dalla semplicità contadina, capace di valorizzare materie prime e risorse povere, conferendole gusto e dignità superiori, grazie anche a tipicità quali l’olio della Cooperativa Oleificio Pozzuolese e allo Zafferano del Consorzio Il Croco di Pietro Perugino Zafferano di Città della Pieve.

 

Emozionanti immagini, frutto della sensibilità di Emanuele Vignaroli, ci riportano fedelmente le straordinarie tappe del ricco programma culturale – sapientemente strutturato da Nicoletta Sarti, grandissima esperta di turismo e profonda conoscitrice dei luoghi – studiato per condurre alla scoperta delle prestigiose risorse artistiche, storiche e culturali del territorio. Partendo da Castiglione del Lago, grazie alle visite, brillantemente guidate da Maria Gloria Tommasini, a Palazzo della Corgna e alla Rocca, ci si inoltra profondamente nel territorio attraverso Panicale, per scoprire la Chiesa di San Sebastiano con il Martirio, straordinario affresco del Perugino, e il delizioso Teatro Cesare Caporali, uno tra i più piccoli d’Europa.

Il passaggio a Sant’Arcangelo e San Feliciano consente di  proseguire in barca verso l’Isola Polvese, alla scoperta del Castello e della Chiesa di San Giuliano, grazie alla sapiente guida del professor Luciano Giacché. Tornati a terra, passando per Passignano sul Trasimeno, si ripercorre la storia di questi territori, avventurandosi nei luoghi della battaglia di Annibale che sconfisse in un epico scontro gli eserciti romani a Tuoro sul Trasimeno.

Impossibile non fare tappa a Città della Pieve dove, accolti calorosamente dal sindaco Fausto Risini e dall’assessore al turismo Lucia Fatichenti, si possono ammirare la Chiesa di Santa Maria dei Bianchi, la Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio con il battesimo di Cristo e la Madonna in gloria del Perugino, il locale Palazzo della Corgna e, in assoluta anteprima, sarcofagi e urne cinerarie venuti alla luce in un recentissimo scavo. Perugia, capoluogo di Regione, sotto la guida dell’assessore alla Cultura Leonardo Varasano, chiude la breve scoperta del territorio con la visita alla mostra dedicata a Dante Alighieri al Museo di Porta Sole presso la biblioteca Augusta, seguita dalla Cappella di San Severo e Palazzo dei Priori, fino alla viaggio alla scoperta della Perugia sotterranea, guidati da Chiara Basta, direttore del Museo Capitalore della Cattedrale, capace di creare coinvolgenti suggestioni mostrando la magnificenza di strade di epoca romana e le stratificazioni delle imponenti costruzioni che si sono succedute nel corso dei secoli. In un crescendo di emozioni e stupore, intervallati da piacevoli soste alla scoperta di una cucina locale semplice ma decisamente gustosa.

 

La visita all’Azienda Agricola Bittarelli evidenzia la ricerca di sapori che partono dall’essenza delle materie prime: la fagiolina, servita in purezza, sia nella versione bianca che in quella scura, ha ricordato l’origine del gusto di questo legume autoctono, esaltato dal sapore delicato ma deciso dell’olio di produzione locale che meriterebbe un capitolo a parte. Le quattro diverse qualità di oliva presenti sul territorio, Frantoio, Leccino, Moraiolo e Dolce Agogia concorrono alla formazione del delizioso olio extravergine d’oliva Dop “Umbria”, con indicazione geografica “Colli del Trasimeno”. Rimanendo sulle specialità della terra, impossibile non parlare dell’aglione e delle sue moltissime proprietà, uniche e speciali, per il gusto e la digeribilità di gran lunga differenti dall’aglio comune, per la delicatezza al palato e la leggerezza del suo profumo. Si tratta di un aglio gigante di colore bianco privo di alliina, tanto da essere definito “l’aglio del bacio”. Ideale, ad esempio, per accompagnare il sugo di pomodoro dei caratteristici pici, la gustosa ma semplice pasta fresca locale, simile agli spaghetti, che si realizza con acqua, farina e sale.

 

Il Ristorante La Cantina, con la sua terrazza affacciata sul lago, accoglie nella sua rilassante atmosfera dominata da uno struggente e romantico tramonto. Qui i sapori virano decisamente verso il lago, proponendo una selezione di preparazioni di specialità ittiche lacustri, proposte in abbinamenti raffinati ma decisamente gustosi. Lo chef propone la carpa regina, magistralmente servita “in porchetta” esaltandone il sapore ed esaltando la piacevolmente aromaticità del piatto con il delizioso abbinamento al Grechetto alla corretta temperatura di servizio, vino bianco tipico della DOC Trasimeno.

 

In una autentica ma non dichiarata disfida gastronomica ed enologica, i ristoratori del Trasimeno propongono le etichette di questo territorio in un crescendo di accostamenti, dai più tradizionali a quelli apparentemente più azzardati. Bianche rossi e rosé, derivanti da blend tra vitigni autoctoni e nazionali, accompagnano mirabilmente le degustazioni, deliziando i palati più esperti e quelli dei semplici gourmet.

Da non perdere la giornata in barca con i pescatori della Cooperativa Pescatori del Trasimeno, alla scoperta di questa preziosa attività che trae le proprie origini nell’epoca etrusca e che oggi svolge un ruolo cardine nel delicatissimo equilibrio biologico del lago. Dopo una emozionante e rilassante navigazione sulle luccicanti acque del lago, i pescatori – che svolgono la loro attività nell’ovvio rispetto delle norme internazionali e locali ma con un religioso riguardo per il loro Trasimeno, – dopo aver steso le loro reti in mezzo al lago, sbarcano gli ospiti sulla Polvese, la più grande del trittico di isole del Trasimeno. All’ombra dell’elegante struttura esterna del ristorante Dolce Agogia, che fa parte del prestigioso Resort Villa Polvese, accolti dalla cordiale professionalità di Maria Concetta Iovino,  si possono degustare le specialità dello chef Maikoll Segantini, a partire dai pani realizzati con antiche farine locali, che accompagnano perfettamente il prezioso olio di produzione propria, che riprende l’antica tradizione dei monaci Olivetani. Ancora oggi, infatti, sull’isola vengono coltivate specie tradizionali di ulivi che regalano l’olio “dolce lago”. Il suo profumo, avvolgente e il suo gusto delicato si sposano perfettamente con gli antichi profumi e sapori legati alla tradizione dei luoghi lacustri, tra cui spicca il ragù di luccio che accompagna la pasta fresca fatta in casa. A Castiglione del Lago, le serate si vivacizzano grazie al continuo susseguirsi di sorprese che testimoni di antiche atmosfere. I canti tradizionali proposti dalla Schola Cantorum e le rievocazioni storiche della Confraternita di San Domenico  fanno rivivere le atmosfere più autentiche di tempi passati sempre vivi in una memoria tramandata da generazioni.  La frizzante vita serale e notturna sul lungolago accompagna le cene  al  Ristorante La Capannina  sul viale finalmente vivacizzato dal turismo che riprende ad animare questi luoghi deliziosi ed ha visto un susseguirsi di specialità lacustri, dominate dalla trota della Valnerina, dai deliziosi paté e dalla gustosa laschina del lago, frittura di piccoli e deliziosi pesciolini.

 

Il viaggio alla scoperta delle specialità del Trasimeno si può degnamente concludere con la visita al Castello di Monterone, elegante struttura, appena fuori dal centro di Perugia, mirabilmente gestita da Francesco Capaccioni. Qui, agli elementi gastronomici tipici del territorio, si aggiungono,  ultimi ma non ultimi, due ulteriori elementi caratteristici della cucina locale: una chicca straordinaria e un accento goloso impossibile da trascurare. Lo Zafferano e il Tartufo fresco rendono indimenticabile la preparazione dei piccoli gnocchi di patate fatti in casa, la spuma di birra artigiana locale, invece regala un inusuale ma azzeccatissimo tocco al delicato gusto del morbido maialino, mentre il semifreddo al bacio, dolce tipico di Perugia, chiude in bellezza un percorso che esalta i palati con gusti accattivanti, semplici e genuini.  Un viaggio nella storia, nella cultura, nell’arte e, perché no, nella grande tradizione enogastronomica che il territorio del Trasimeno offre con la generosità tipica dell’accoglienza locale, capace di coccolare i propri ospiti come poche altre regioni.

“Il nodo di Odino” nella Napoli a fumetti della Belle Époque

Si parla della Napoli che fu, bella e incantevole, ma soprattutto di una storia di amore, di morte e di magia, sospesa tra scienza ed esoterismo, fantasia e realtà. “Il nodo di Odino”, romanzo a fumetti scritto da Gemma Ammirati con le illustrazioni di Carmelo Zagaria e la sceneggiatura di Francesco D’Amore, è il primo lavoro della collana “Le Nuvole” di Edizioni Fioranna.

Siamo all’ombra del Vesuvio all’epoca della “Belle Époque”, in un clima culturale unico e contraddittorio in cui l’interesse profondo per la scienza, le arti e il progresso si incrocia con l’idealismo, la passione per il mistero, il soprannaturale e l’esoterismo più irrazionale. In questo contesto si svolge la storia del duca Pasquale Del Pezzo, matematico, e della moglie Anne Charlotte Leffler, scrittrice svedese. Sullo sfondo la presenza del Nodo di Odino, simbolo persistente nella mitologia nordica e segno di legame indissolubile, inciso su un misterioso medaglione dai poteri oscuri. Questo oggetto, secondo la vicenda scritta da Gemma Ammirati e rappresentata grazie alle illustrazioni di Carmelo Zagaria e alla sceneggiatura di Francesco D’Amore, avrà conseguenze tragiche nella vita dei due personaggi.

Gemma Ammirati, soggettista e mentore del progetto, è un medico di famiglia che sogna la Napoli scintillante della Belle Époque, sul finire dell’Ottocento e l’inizio del Novecento: «Quando ero adolescente – spiega Gemma – viveva vicino a casa nostra un’anziana signorina nata agli inizi degli anni Novanta dell’Ottocento. La sua famiglia aveva giocato un ruolo significativo nel processo di unificazione italiana, un tempo era stato in suo possesso l’intero edificio dove abitavamo. La signorina non sapeva accendere i fornelli ma parlava francese, suonava il violino, dipingeva. Mi raccontava della sua giovinezza in piena Belle Époque. Mi parlava delle serate che si svolgevano nei salotti della sua abitazione, dei letterati, musicisti , pittori, italiani e stranieri, che le frequentavano. Mi mostrava i tanti deliziosi soprammobili, gioielli, profumi, vestiti di quell’epoca che ancora erano in casa sua. Questo mondo ha continuato a coinvolgermi».

«Da donna matura ho sentito questo mondo crescere ancora e ancora dentro di me. Mi sono decisa ad agire quando mi sono imbattuta in Pasquale Del Pezzo, uomo di scienza e politico, che nella Belle Époque napoletana ha giocato un ruolo decisivo anche se dimenticato. Quando ho scoperto una serie di aneddoti che lo riguardavano, una sua divertente caricatura, mi sono decisa. Un racconto non mi sembrava adatto, servivano delle immagini e ho scelto così la strada della graphic novel. Mi sono presentata da Mario Punzo alla sua scuola di comics, credo mi abbia preso un po’ per stramba o forse capricciosa. Mi ha assecondata, mi ha proposto due giovani: uno sceneggiatore, Francesco D’Amore, e un disegnatore con un cognome e qualche parentela un po’ impegnativi, Carmelo Zagaria». La soddisfazione più grande? «Ne ho inviato una copia ad una mia anziana conoscente nata negli anni Venti del secolo passato. Anche la sua famiglia ha svolto un ruolo importante  negli anni a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. Dopo qualche giorno mi è arrivato il suo commento, in due parole: era così».

Per Anna Fiore, titolare della casa editrice Fioranna, si tratta di un nuovo importante passo: «Una storia coinvolgente ambientata nell’affascinante Napoli della Belle Époque. Una bellissima occasione che mi ha invogliata ad allargare l’offerta culturale della casa editrice inserendo una nuova collana. “Il Nodo di Odino” apre, infatti, la neonata collana di graphic novel “Le Nuvole”. Quello che mi ha coinvolta di più della storia è prima di tutto la figura del protagonista, Pasquale Del Pezzo che, con la sua scintillante personalità, è stato uno dei protagonisti della vita culturale e sociale napoletana di quel periodo. Interessante è stato leggere come la sua vita si sia incrociata con quella di altri personaggi illustri come il filosofo Benedetto Croce, lo scrittore e psichiatra Axel Munthe, il poeta Salvatore Di Giacomo, il pittore Edoardo Dalbono, il medico Antonio Cardarelli, il letterato Edoardo Scarfoglio, l’alchimista ed esoterista Giuliano Kremmerz, i quali hanno giocato ruoli importanti. In secondo luogo, lo sfondo. Sono state riscostruite tutte le atmosfere, i sogni e il clima culturale di un’epoca in cui l’interesse profondo per la scienza, le arti e il progresso s’incrociava con l’idealismo, la passione per il mistero e l’esoterismo».