Category: ESTERO

Guerra A Gaza: Droni Bomba E Tweet Strategici Militari. Il Bilancio Parla Chiaro: Oltre 30 Bambini Morti.

guerra-a-gaza:-droni-bomba-e-tweet-strategici-militari-il-bilancio-parla-chiaro:-oltre-30-bambini-morti.

La guerra a Gaza non si ferma e l’esercito usa un tweet per fare più vittime. Nella notte un raid israeliano ha colpito un campo profughi. Dall’inizio delle ostilità sono già 30 i bambini palestinesi uccisi. La guerra continua e non risparmia colpi. Nelle ultime 24h l’esercito israeliano ha dapprima pubblicato un tweet fasullo dove annunciava di aver rotto i confini con un’offensiva via terra, poi hanno atteso che i militari palestinesi occupassero i tunnel di evacuazione scavati sotto la sabbia di Gaza.

Un rifugio creduto sicuro finchè l’esercito israeliano non ha svelato con le bombe il vero intento del tweet: riempire di vite i tunnel per poterli bombardare uccidendo più persone.

Intanto un raid nella notte ha bombardato il campo profughi Al-Shati, uccidendo diversi fra bambini e donne (si parla di almeno una decina).

Le azioni di guerra sono entrate nel vivo: sono oltre 2300 i missili lanciati verso Israele. Di questi quasi mille hanno raggiunto la destinazione. Hamas cerca di colpire usando anche droni-bomba, per lo più distrutti dalle difese israeliane.

Di contro sono migliaia i feriti palestinesi durante gli ultimi bombardamenti. Secondo le fonti attuali si superano le 130 vittime palestinesi già ufficiali, di cui oltre 30 bambini e 20 donne.

Nell’intera striscia la corrente elettrica è disponibile solo alcune ore al giorno e neanche consecutive mentre il sistema idrico è fuori uso per ampie zone.

***

AssoCareNews.it ha scelto di raccontare gli orrori di questa e di altre guerre per non lasciare che le bombe abbiano la ragione del silenzio assenso.

Invitiamo i nostri lettori a fare anche una piccola donazione a

Unicef – Emergenza Gaza.

Grazie.

Dott. Marco Tapinassi

Vice-Direttore. Infermiere in Psichiatria, webwriter, attentatore di biscotti ma anche coautore di libri sui concorsi pubblici. Immagina l’informazione come un fattore di crescita. Non perde nemmeno un tè con il suo Bianconiglio.

A Ostia Komorebi apre il primo Ramen Bar del litorale romano

Dai giovani creatori del ristorante giapponese fusion, sempre a pochi passi dal lungomare inaugura anche Komorebi Ramen Bar, una cucina satellite dove gustare il Tonkotsu, un ramen unico che richiede 18 lente ore di preparazione. Nel menu anche yakisoba, bao e dumpling, dolcetti del Sol Levante, birre giapponesi e pregiati sakè.

Da venerdì 5 marzo i giovani ragazzi di Komorebi Restaurant inaugurano il secondo locale del brand, sempre a Ostia, a pochi passi dal lungomare del comune romano. Questa volta si tratta di un Ramen Bar, il primo in tutto il X Municipio, una sfida che Cristian De Luca e Luca Leoni, proprietari di Komorebi, hanno intrapreso con coraggio e determinazione trovando la complicità di Giorgio Migliardi e Fabio Villano, i due chef fautori di cucina nipponica dai sapori mediterranei che si divideranno tra le due attività. Con la forza di un team tutto under 30 Komorebi nei suoi primi due anni di vita è diventato un punto di riferimento per tutti gli avventori di uramaki, sashimi, nigiri, hosomaki e le altre specialità tipiche della cucina giapponese, e adesso si apre anche al mondo del ramen, della yakisoba e dei dumpling.

Da appassionati di manga e karate, entrambi i cuochi hanno sorta di devozione recondita nei confronti del Giappone e finalmente hanno la possibilità di interpretare uno dei piatti spesso richiesti e ancora mancava da Komorebi: il ramen. Per farlo si sono spostati di qualche chilometro aprendo una cucina satellite che gli permettesse di sviluppare tutte le linee che non riuscivano a gestire al ristorante madre. Il nuovo laboratorio sarà così dedicato principalmente alla preparazione della famosa zuppa giapponese a base di carne, spaghetti, uova e spezie tipiche orientali. Destreggiandosi tra soli 10 posti a sedere, il business di Komorebi Ramen Bar sviluppa e raffina il concetto di prendere a portar via supportato dalle piattaforme di delivery che coprono tutta la superficie di Ostia. Il piatto principale del selezionato menu è il Tonkotsu, varietà di ramen diffusa a Fukuoka, città sull’isola giapponese di Kyushu famosa per i suoi numerosi allevamenti di maiali. Questo ramen ha la particolarità di avere un brodo di ossa di maiale e di gallina, molto denso e saporito che cuoce circa 18 ore e viene accompagnato con dei noodles molto fini e un uovo marinato. Una proposta carica di sapori e sapientemente interpretata con tecniche di tendenza e vantaggiose per gli alimenti, come per la cottura dell’uovo che, invece di essere marinato in soia e acqua, è stato cotto a bassa temperatura e aromatizzato con polvere di soia per conferirgli più carattere e gusto. La somministrazione di questo main course per il take away e il delivery è stata pensata in una originale e funzionale schiscetta alla giapponese, organizzata con una box per la pasta precotta e sbollentata in acqua fredda e un contenitore termico per mantenere a temperatura costante il brodo caldo.

Oltre a questa specialità, vengono proposti bao , soffici panini originari questa volta della Cina del Nord cotti a vapore e ripieni di carne o di verdure, e 5 tipi di gyoza : di maiale; di gamberi cotti a bassa temperatura con il miso; di verdure di stagione italiane; di agnello e funghi; di manzo e un mix di spezie con peperoncino. Questi sfiziosi ravioli del Sol Levante sono ripieni di carne, pesce o in versione vegetariana, ciascuno chiuso meticolosamente a mano e al momento, infine cotto al vapore o alla piastra. A chiudere il menu un altro piatto gustosissimo della tradizione giapponese, la yakisoba, ovvero noodles di grano saraceno serviti sulla piastra e generosamente conditi con elementi caratteristici come il katsuobushi, tonnetto fermentato e affumicato, o il beni shoga, sottaceto di zenzero giapponese. A valorizzare questa offerta anche una carta di dolcetti tipici giapponesi , come mochi e dorayaki, una selezione di birre artigianali giapponesi e una lista di pregiati sakè sia per pasteggiare che come fine pasto.

http://www.ramenbar.it

Contatti:
Komorebi Ramen Bar
Via Polinesia 20 00121 – Lido di Ostia
Tel. 
06. 8392 8826

www.ramenbar.it

Da domani arriva Roma 4 Roma, l’iniziativa che unisce i bartender romani

Si chiama “Roma 4 Roma”, l’appuntamento settimanale per tutto il bartending romano chiamato a raccolta per ritrovarsi, sostenersi e dare un segnale di fiducia in questo particolare momenti di difficoltà. Teatro dell’evento è il The Court, il cocktail bar di Palazzo Manfredi, l’hotel 5 stelle lusso in via Labicana 125. L’idea, sviluppata dal barmanager Matteo Zed, è una risposta alla chiusura limitata dei bar, a causa del Covid. “Le regole stabilite dai nostri decisori, oltre a limitare gli orari dei bar, hanno costretto, in alcuni casi, alla chiusura di parte di essi”, dice Zed. “Ho immaginato quanti clienti si saranno sentiti orfani del proprio bar preferito. Ho pensato, allora, di riunire alcuni bar qui al The Court. Per un giorno a settimana, il nostro bancone ospiterà un bartender della lista, che se numericamente non può contenere tutti, intende però essere simbolicamente rappresentativa dei bar romani, ora in grande sofferenza. Per nostra fortuna, nonostante tutto, il The Court è attivo e lavora. Mi piaceva poter condividere gli spazi, anche se per qualche ora, con altri colleghi, molti dei quali rimasti senza lavoro”, sottolinea il barmanager. L’iniziativa è supportata da una serie di aziende che hanno accolto con entusiasmo l’idea e che durante le serate omaggeranno la guest con alcuni regali. Gesti piccoli, ma significativi, per un settore in forte crisi.
Grazie agli sponsor i cocktail di Roma 4 Roma ha un prezzo calmierato rispetto allo standard del locale, tra gli 8 ei 10 euro, con l’aperitivo offerto dal The Court . “Quest’idea, senza la partecipazione più ampia possibile, non avrebbe senso – afferma Zed – Il problema erano i costi, che da noi sono certamente in linea con le altre strutture di pari livello, ma mediamente piuttosto elevati. Ho interpellato le maggiori aziende con cui lavoriamo e con cui gli altri barman hanno un forte rapporto di fiducia, ricevendo l’ok per procedere. Il supporto dei brand è stato fondamentale e li ringrazio per questo. Oltretutto le bottiglie avanzate, a fine evento, saranno lasciate alla guest, mi sembra quantomeno doveroso. Il nostro è un settore che ha bisogno di rimanere in piedi e di vivere e dimostrare unità d’intenti, ove possibile, un filo diretto anche con i clienti più affezionati, che sono quelli che sicuramente torneranno ad affollare il bancone quando tutto questo lungo periodo complicato avrà avuto termine ”. L’evento, infatti, è pensato anche per il pubblico,  “i clienti fanno parte a pieno titolo della comunità ‘allargata’ del bar – specifica Zed – mi sembrava giusto dare loro la possibilità di bere direttamente dalle mani dei loro bartender preferiti. Ci tengo a precisare che non si tratta della classica operazione di marketing, con la guest altisonante. Al nostro bancone si alterneranno bartender noti e meno noti, provenienti da diversi locali della Capitale ”.
Per questo Roma 4 Roma si svilupperà in più pomeriggi, ogni giovedì, a partire dalle 15:00 fino alle 18:00. Al momento sono state confermate 15 date, ma la programmazione è in continuo aggiornamento, per le numerose adesioni. Le nuove guest che saranno comunicate sui profili social del The Court .Per partecipare, nel rispetto delle attuali regole anti Covid, si prega di contattare il The Courtinfo@thecourtrome.it; Tel: 06 69354581

Calendario Roma 4 Roma  

4 febbraio 
The Chapter – Mario Farulla

11 febbraio 
Freni e Frizioni – Riccardo Rossi

18 febbraio 
Jigger – Roman Popovici + Buseto – Silvia Carpene

25 febbraio 
Drink Kong – Patrick Pistolesi

4 marzo 
Jerry Thomas – Andrea Pomo e Raimonda Basso Bondini

11 marzo 
Ru.de – Marco Zampilli e Christian Ricci

18 marzo 
The Barber Shop – Joy Napolitano

25 marzo 
La Punta – Roberto Artusio e Cristian Bugiada

1 aprile 
Empire – Pasquale Viscito + Stadlin – Daniele Arciello e Edoardo Coticoni

8 aprile 
Treefolk’s – Michele Ferruccio + Co. Così.- Giulia Castellucci

15 aprile  
Drink.it – ​​Valeria Bassetti e Emanuele Broccatelli

22 aprile 
Drop – Luca De Nardo, Jacopo Pitanti e Lukasz Kloc

29 aprile 
Latta – Daniele Armaro e Luca Giovanrosa

6 maggio 
Blind Pig – Egidio Fidanza e Mattia Ria + Tale – Ludovico Lembo e William Santamaita

13 maggio 
Acquaroof – Alessandro Simeone + Quintessa – Alessandro Clementini

Gli Sponsor:

PERRIER
SANPELLEGRINO
CAMPARI
MANCINO VERMOUTH
DISARONNO
TIA MARIA
MATUSALEM
DIFRUTTA
Roberto Cavalli Vodka
ICE CUBE
GINARTE
CAMELLIAS’S TEA HOUSE
THE BUSKER IRISH WHISKEY
DRINK IT
PALLINI
YSABEL REGINA

Liberia del 2021 un incontro che segna la svolta di un paese

Liberia del 2021 un incontro che segna la svolta di un paese

Non molti ancora conosco il territorio della Liberia, ufficialmente Repubblica di Liberia, è uno Stato dell’Africa Occidentale, confinante a nord con Sierra Leone e Guinea, e ad est con la Costa d’Avorio.

Una nazione nota anche per una nota per aver avuto uno dei migliori calciatori di sempre, George Weah, il primo e l’unico africano ad essersi aggiudicato il Pallone d’Oro (nel 1995), ambito premio assegnato dalla rivista francese France Football, Weah ha investito in prima persona ingenti somme per la sua nazionale.

In questo paese oggi si parla sempre di più di economi e di un futuro D’ORO. A conferma di quando accadendo “il nuovo miracolo economico” il ministro degli affari esteri ha incontrato ufficialmente con una delegazione di giornalisti l’ambasciatore at large per l’Italia Riccardo Milici per fare un punto sulla reciproca situazione di piano investimenti tra Italia e Liberia, sui piani di sviluppo economico, agricolo, medico, interscambio culturale.

Causa chiusure e fallimenti dei ristoranti , fioriscono le aziende che vendono attrezzature usate . GASTRODOMUS

LA NOSTRA STORIA

Gastrodomus.it nasce nel 2014 come piccola realtà lavorativa con un’unica dipendente addetta allo shopping online e all’inserimento di prodotti nel catalogo digitale. Successivamente, in soli sei mesi, l’azienda si espande e si ingrandisce. I locali adibiti agli uffici vengono così spostati nella zona industriale di Casarsa Della Delizia ( PN ). Al momento l’azienda conta 15 dipendenti dislocati negli uffici acquisti, commerciale, amministrazione, spedizioni e marketing. Gastrodomus.it è leader nel settore delle apparecchiature per la ristorazione e presenta un catalogo di oltre 18.000 prodotti caratterizzati da materiali di qualità e prezzi molto competitivi sul mercato. La nostra mission è la soddisfazione del Cliente e delle Sue necessità, pertanto offriamo una vasta gamma di prodotti che spaziano dalle attrezzature per pizzerie, alle cucine professionali, bar, pasticcerie, macellerie, panifici, fino ad arrivare a prodotti trasversali quali arredamento per interni ed esterni e mobili in acciaio inox.

IL NOSTRO STAFF

Il nostro staff è costituito da un team di persone motivate e professionali, informate sul settore della ristorazione e sui prodotti proposti e impegnate quotidianamente nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni innovative atte a soddisfare al meglio i clienti. Gastrodomus.it si avvale, inoltre, di un supporto esterno di tecnici informatici, grafici ed esperti di marketing che offrono assistenza in tutte le fasi di sviluppo del sito, cercando di rendere ottimali i processi di scelta e di acquisto.

I NOSTRI PLUS

Ai nostri clienti offriamo:

  • Oltre 18.000 prodotti a catalogo
  • Prodotti realizzati con materiali di qualità
  • Tre quarti dei prodotti in pronta consegna
  • Trasporto incluso in tutta Italia e nelle isole del suolo nazionale per ordini superiori a € 200,00 + IVA
  • Possibilità di richiedere preventivi gratuiti
  • Ampio showroom in loco
  • Ampio magazzino

ASSISTENZA PROFESSIONALE

Il nostro staff è composto da personale preparato e sempre aggiornato per poterti seguire in ogni momento a partire dalla scelta della tua attrezzatura fino all’ordine della stessa. Il nostro team, infatti, ti offre assistenza sia a livello telefonico sia tramite mail per poterti consigliare su quale macchinario professionale si adatta meglio alle tue esigenze. Siamo specializzati nella fornitura di macchinari professionali per qualsiasi attività come ristoranti, pasticceria, gelaterie, pizzerie e molto altro ancora. Il nostro personale può esserti utile anche se hai necessità di consigli per avviare una nuova attività. Puoi pertanto contattarci per ogni dubbio e/o consiglio!

“TARTUFLANGHE SNACKS”, INNOVATIVE FOR HOTELS MINI BAR AND AIRLINES AND TRAVEL. HAZELNUTS, CASHEWS AND CORN COATED WITH SALTED TRUFFLE JUICE

 

Hazelnuts

TRUFFLE SNACKS: Hazelnuts, Cashews and Corn coated with salted truffle juice

•Ideal for the Happy Hour

•Great on salads and appetizers

Cashews

KEY STRENGHTS:

•Premium ingredients: “Nocciola Piemonte PGI”, Corn and Cashews and finely Truffle Juice

•The first dried fruit coated and glazed with Truffle Juice

•Crispy and crunchy texture

•Perfect product for Food Service (Hotel mini bar) and airlines -competitive price point

•“Grab & go” packaging –Travel snacks

•Ideal over the counter product. With functional colorful shelf ready display box

https://store.truffleat.com/category/catalog-truffe-tartufi-truffles/tartuflanghe-tartufi-truffles/

Corn coated with salted truffle juic

published truffleat https://store.truffleat.com/

Coming back soon 2021 Trufflebar Bangkok.
Powered by trufflebar.com

https://store.truffleat.com/category/catalog-truffe-tartufi-truffles/tartuflanghe-tartufi-truffles/. +66811331337 mr Toom. THAILAND BANGKOK

 

L’ambasciatore cinese in Israele, Du Wei, è stato trovato morto domenica mattina nella sua residenza a Herzelyia, a pochi chilometri da Tel Aviv.

Tel Aviv – L’ambasciatore cinese in Israele, Du Wei, è stato trovato morto domenica mattina nella sua residenza a Herzelyia, a pochi chilometri da Tel Aviv. Wei è stato trovato morto nel suo letto, senza segni di violenza. Il personale della residenza ha chiamato l’ambulanza del Maghen David Adom, che, ancora in via ufficiosa, ha riferito di morte nel corso della notte per arresto cardiaco. Anche un portavoce della polizia ha detto a Repubblica che “le indagini sono in corso. Per ora non sono stati rilevati aspetti criminali”. Il ministero degli Esteri israeliano sta gestendo insieme all’ambasciata cinese l’evento, per ora immerso nella totale riservatezza. Ancora non è chiaro quando e dove verrà effettuata l’autopsia.

Wei, 58 anni, precedentemente ambasciatore in Ucraina, era arrivato in Israele a fine febbraio da solo – la moglie e il figlio erano rimasti in Cina – ed era subito rimasto in isolamento di due settimana per via delle misure entrate in vigore in Israele proprio in quei giorni; non aveva quindi presentato le credenziali fisicamente al presidente della Repubblica Reuven Rivlin.

A poche ore dal giuramento del nuovo governo israeliano Netanyahu-Gantz, previsto per domenica nel primo pomeriggio, la notizia della morte dell’ambasciatore ha creato grande sconcerto, per il tempismo in cui avviene: mercoledì scorso, durante la sua visita lampo in Israele, il Segretario di Stato USA Mike Pompeo aveva ribadito le accuse alla Cina di “non condividere informazioni circa l’origine del Covid-19”. Ma soprattutto aveva coinvolto Israele nel braccio di ferro tra le due potenze, esprimendo le preoccupazioni e il disappunto dell’amministrazione americana sugli investimenti economici cinesi in grandi progetti di infrastrutture in Israele e la cooperazione tecnologica tra la potenzia asiatica e la piccola start-up nation. A seguito della visita di Pompeo, un funzionario dell’amministrazione USA aveva dichiarato al quotidiano Haaretz “Il Segretario di Stato non ha alcun problema con i paesi che commerciano con la Cina, ma lo scoppio dell’emergenza Coronavirus ha reso evidenti i pericoli della collaborazione con stati poco trasparenti e che usano le loro relazioni commerciali per ottenere altro dai propri partner”.

Due giorni dopo, con un editoriale sul Jerusalem Post, l’ambasciata cinese aveva bollato come “assurde” le insinuazioni americane, parlando dell’interscambio commerciale con Israele come una “win-win situation” che si svolge in totale trasparenza, menzionando anche uno dei progetti che più irritano gli americani, l’appalto per l’impianto di desalinizzazione Sorek, nei pressi di una base militare in cu transitano anche soldati americani, in cui una multinazionale cinese è arrivata alla fase finale e la cui decisione è attesa per il 24 maggio. Se la partita fosse persa dalla Cina, potrebbe essere un segno del cedimento israeliano alle richieste USA, il principale partner strategico d’Israele e dal cui benestare dipende anche una delle mosse più discusse che il nuovo governo potrebbe avanzare, l’annessione della Valle del Giordano e di alcune aeree della Cisgiordania.

In Asia Urbani Tartufi significa tartufo-Truffle Eat

La capacità della famiglia Urbani è sempre stata quella di precorrere i tempi, di scrivere il futuro. Il Cav. del Lavoro Paolo Urbani quando coniò il famoso slogan “Urbani nel mondo significa tartufo” stava scrivendo la storia, stava affermando un primato senza precedenti. Parole che echeggiano nelle menti di suo fratello Bruno, patron dell’azienda, di sua figlia Olga, dei nipoti Giammarco, Carlo, Luca e Francesco, fieri di portare avanti una passione che alimenta il sangue di sei generazioni, che porta sempre più in alto un nome che già è marchiato a fuoco nella storia delle eccellenze mondiali.

Grazie all’impegno di una famiglia unita, di collaboratori fidati e di una rara comunione di intenti, Urbani può oggi vantare una rete di contatti mondiale, una presenza in oltre 70 paesi del mondo e, ultimo ma non in ordine di importanza, la “conquista” di uno dei territori più difficili da esplorare: l’Asia. Culture gastronomiche diverse, tradizioni e gusto che si discostano molto dalla visione occidentale, eppure il tartufo non ha mancato di stupire l’Oriente e di diventare un alimento simbolo di prestigio e di qualità, diamante prezioso sempre più richiesto da operatori del settore e privati.

“Per entrare a far parte di una cultura che non ci appartiene”, dice Olga Urbani, owner/manager dell’azienda, “occorre avere rispetto, bussare con educazione. In questo percorso, sapere di essere portatori di un prodotto unico e dal valore conclamato, aiuta molto ma occorre preparazione ed è fondamentale la conoscenza del territorio. Per questo, tra i nostri partner internazionali, la presenza di Roberto Ugolini, amico e grande imprenditore, CEO del gruppo Watermark, è stata fondamentale. Roberto vive in Thailandia da trent’anni e da oltre dieci si occupa di ristorazione, amante del tartufo importa i prodotti della nostra azienda che vengono utilizzati nei suoi dieci ristoranti, famosissimo Limoncello di Bangkok, prossimi a diventare quindici entro la fine dell’anno. Grazie anche al suo impegno, adesso Urbani significa tartufo anche in Asia”.

“Da tre anni ho iniziato con Urbani un grande progetto di diffusione del tartufo in Asia con ottimi risultati”, dichiara Ugolini, “la richiesta è in aumento, nei nostri locali serviamo addirittura la pizza King, una pizza al tartufo Urbani, apprezzatissima. Molto richiesti anche i sushi sticks al tartufo, le salse e i fantastici grill al tartufo Urbani serviti nelle nostre steakhouse, una prelibatezza che lascia stupiti i nostri ospiti. Il marchio Urbani non ha bisogno di convincere, la sua fama mondiale precede i prodotti. Adesso il mercato è pronto anche in Asia e la nostra intenzione è di estendere il progetto ad altre importanti realtà quali Tokyo, Singapore, Hong Kong e Kuala Lumpur”.

Un progetto ambizioso che già sta portando enormi risultati, l’esportazione del Made in Italy e dei prodotti di eccellenza della nostra terra, un impegno che Urbani ha nel cuore e porta avanti da oltre 150 anni, un impegno che accomuna gli Urbani di ogni periodo storico, che fa grande la storia della famiglia del tartufo e accende sempre nuove scintille verso il futuro.

Paradisi fiscali in Ue: ecco quanti soldi ci sottraggono Olanda, Irlanda e Lussemburgo offrendo alle multinazionali una tassazione di favore

L’Italia perde ogni anno almeno 6,5 miliardi euro di entrate: finiscono nelle casse dei sei Paesi che stando al rapporto dalla commissione speciale sui crimini finanziari TAX3 “facilitano una gestione fiscale aggressiva”. Ci sono anche Cipro, Malta e Ungheria ma olandesi e lussemburghesi sono quelli che ci guadagnano di più impoverendo il resto dell’Unione. La Germania si vede sottrarre addirittura 19 miliardi, la Francia 17. Non si interviene perché le modifiche in materia fiscale richiedono l’unanimità.
Più che paradisi, dei veri e propri “buchi neri fiscali”. Questa la definizione dell’ex Commissario europeo all’economia Pierre Moscovici, poco più di due anni fa. Cioè due mesi prima della partenza dei lavori della commissione speciale sui crimini finanziari TAX3. Sette – poi scesi a sei – Paesi che sottraggono risorse ai propri vicini di casa, provocando un danno netto a tutto il condominio, a favore di chi può eludere il pagamento delle tasse. A causa del profit shifting, l’Italia perde ogni anno il 19% delle entrate tributarie dalle proprie imprese ovvero 7,5 miliardi di euro l’anno, di cui 6,5 all’interno dell’Unione Europea. Tax Justice Network di recente ha stimato che Paesi Bassi – grandi oppositori di misure “solidali” di risposta alla pandemia come i coronabond – l’anno scorso abbiano sottratto al nostro Paese 1,5 miliardi. Una distorsione dell’architettura comunitaria ben conosciuta da tutti gli attori in gioco e in alcuni casi perfino rivendicata da chi se ne avvantaggia.
Dopo le rivelazioni e gli scandali fiscali emersi negli ultimi anni, dai Lux leaks ai Panama paper, dai Football leaks ai Paradise papers, il Parlamento europeo decise di istituire una commissione speciale sui crimini finanziari, sull’evasione e sull’elusione fiscale – cosiddetta TAX3 – insediatasi il 1 marzo 2018. Dopo un anno di lavoro fatto di audizioni, interpelli e investigazioni, TAX3 ha inviato agli eurodeputati una lunga serie di conclusioni e raccomandazioni. Segnalando in particolare che 7 Paesi dell’Unione “mostrano tratti di paradisi fiscali e facilitano una gestione fiscale aggressiva”. Si tratta di Belgio, Cipro, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Olanda e Ungheria.

Dopo 32 anni, il leggendario ristorante Baan Rim Pa di Phuket ha chiuso a Patong-Phuket-Tailandia #Covid19

Il nome Baan Rim Pa è noto non solo in Tailandia ma in tutto il mondo. Questo ristorante pluripremiato ha dimostrato di essere uno dei preferiti da viaggiatori internazionali, stranieri e gente del posto. Baan Rim Pa vanta un’incredibile posizione a picco sul mare delle Andamane. Ogni tavolo ha una magnifica vista panoramica delle acque blu attraverso la spiaggia di Patong. Che tu ti unisca a noi per pranzo o cena, i panorami sono semplicemente mozzafiato. Il tramonto è un momento molto speciale della giornata tutto l’anno.
L’arredamento in stile tailandese con un sacco di legno di teak e seta locale offre un’atmosfera speciale sullo sfondo delle acque blu o delle luci notturne. Con l’ampio piano e il cocktail bar che creano l’atmosfera della serata, troverai un pianoforte a coda e un pianista serale, uno splendido cocktail bar e una cantina di vini premiata, per non dimenticare la sontuosa e premiata cucina Royal Thai.
Il Covid19 ha cancellato tutto questo.