Categoria: Food & Drinks

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Roma celebra la Negroni Week

Riccardo Marinelli, Gianluca Storchi e Valerio Visentin ci svelano aneddoti e ricette speciali del drink più famoso e apprezzato al mondo: alla Terrazza Les Étoiles e da Giulia Restaurant il cocktail è di scena

Dal 12 al 18 settembre torna l’appuntamento con la Negroni Week, una celebrazione a livello internazionale di uno dei più famosi drink al mondo. In occasione di questa iniziativa, i bartender sono chiamati a proporre accanto alla versione più classica, una rivisitazione del celebre cocktail, appositamente creata per festeggiarne il successo.
Abbiamo chiesto a Gianluca Storchi, barmanager globetrotter di Giulia Restaurant e a Riccardo Marinelli e Valerio Visentin, rispettivamente consulente e barmanager della Terrazza Les Étoiles, presso l’hotel Atlante Star di Roma, storie, aneddoti, ricette e reinterpretazioni del celebre cocktail.
L’origine del Negroni è particolarmente affascinante perché una storia italiana al 100%.
«Il Negroni è il drink più venduto al mondo negli ultimi anni – spiega Riccardo Marinelli, consulente del bar della Terrazza Les Étoiles, presso l’hotel Atlante Star di Roma – e rappresenta l’icona italiana per eccellenza».
Marinelli spiega la ricetta originale: «La sua struttura permette, con soli tre ingredienti, di accorpare gli elementi strong e balsamici del gin, quelli amari dati dal Campari e le note agrumate e dolci del Vermouth all’italiana, o Vermouth Rosso, che è noto a livello internazionale anche come Sweet Vermouth, Italian Vermouth o appunto Red Vermouth».
Il Negroni rappresenta l’evoluzione del bere miscelato, nato come una delle prime bevande italiane a vedere l’incontro di diversi elementi. «Basti pensare che è nato prima il MiTo ovvero Milano/Torino – racconta Marinelli – creato con Campari e Vermouth. Milano è appunto la città identificativa del bitter Campari e Torino del Vermouth, e il cocktail MiTo metteva insieme queste due componenti sia per nome che per ingredienti. In una prima evoluzione di questo drink è stata aggiunta la soda e da questa trasformazione è nato l’Americano. Serve un ulteriore passaggio per scoprire come è poi nato il Negroni». La storia racconta che fu il conte Camillo Negroni a portare in Italia, per l’esattezza a Firenze, il gin da Londra. Apprezzandone il gusto, chiese al suo bartender di fiducia, Fosco Scarselli, di aggiungerlo all’Americano. Con l’aggiunta del gin al cocktail nacque un modo nuovo di bere l’Americano, alla maniera del conte Negroni, che di fatto diede il nome al nuovo drink.
Secondo gli esperti di mixology, quella del Negroni è una ricetta altamente modificabile, in base ai gusti del cliente. Se qualcuno lo preferisce più morbido, basta variare le grammature in favore del Vermouth; se invece si desidera un Negroni più amaro, servirà alzare la quantità di bitter e abbassare quella di Vermouth; poi c’è chi preferisce una versione più strong, che vede emergere il gin sugli altri ingredienti. Infatti, il Negroni si sottopone sia a modifiche semplici e lineari, come quelle appena descritte, che a variazioni che prevedono l’utilizzo di altri elementi, permettendo ai bartender di sconfinare e giocare con versioni sempre nuove.
E in occasione della Negroni Week, in corso da lunedì 12 a domenica 18 settembre, saranno proposte da diversi locali della Capitale come Giulia Restaurant e Les Etoiles.

GIULIA RESTAURANT
Il barmanager di Giulia Restaurant Gianluca Storchi per la Negroni Week ha pensato a una versione speciale del signature cocktail, modificando con una punta di amaro balsamico la ricetta classica. Il drink viene cotto in sous-vide (sottovuoto a bassa temperatura) con l’aggiunta di lamponi freschi e petali di rosa di Damasco, servito poi leggermente affumicato con del rabarbaro per esaltare le parte di note fruttate e speziate del cocktail. Il Negroni però è diventato con il passare del tempo anche un signature cocktail della carta di Giulia Restaurant grazie alla passione di Gianluca per i cocktails aromatici e speziati: si può trovare sempre il Negroni Balsamico (bottle aged) con Bombay Sapphire, Campari, vermouth mix, amaro, fumo all’arancio. Nella sua apparente semplicità, è anche uno dei cocktails che più si prestano a “variazioni sul tema” e arricchimenti, a riprova di questo c’è il fatto che negli anni moltissimi barman hanno creato delle loro ricette originali diventate poi dei classici. «Per chi ama il mondo della mixology e del bere miscelato, il Negroni rappresenta la maturità del drink, perché chi lo ordina sa esattamente cosa vuole bere riconoscendo pregi e difetti di ogni diversa mano che lo prepara – spiega Storchi -, è un drink “adulto” per clienti esigenti, adatto per un aperitivo corposo o un dopocena».
Giulia Restaurant, Lungotevere dei Tebaldi, 4/4a, tel. 06-95552086.

TERRAZZA LES ÉTOILES
Il bartender della Terrazza Les Étoiles Valerio Visentin, in occasione della settimana di celebrazioni del famoso drink, ne propone una sua speciale variante: il “Negroni nel bosco”.
L’intento è quello di apportare alla ricetta classica un sentore di bosco, quindi è stato fatto un pre-mix con liquore alla ciliegia e frutti di bosco, che vanno a legare ed esaltare le note morbide del Vermouth e a contrastare quelle del Campari.  Per conferire ulteriore freschezza e sentori di bosco al cocktail, sono state aggiunte due gocce di Pino mugo. Un ultimo passaggio è quello dell’olio essenziale di pompelmo per un tocco agrumato. Il drink va lavorato in throwing, una tecnica per raffreddare, diluire e ossigenare che alla fine dona una bevuta molto più setosa al palato. Questa versione di Negroni vuole rendere il cocktail più morbido ed esaltare la componente del Campari. È perfetto infatti per un aperitivo, ma si apprezza anche dopo pasto.
Terrazza Les Étoiles, via dei Bastioni 1, tel. 06-686386.

 

Bellezza, accoglienza e gusto: alla scoperta del progetto gastronomico DonnaE

Nel boutique hotel Elizabeth Unique Hotel, la raffinata struttura ricettiva situata al centro di Roma in via delle Colonnette, 35 ideata e voluta dalla famiglia Curatella (già proprietaria di altri hotel posizionati nella Capitale, a Venezia ed a Bologna), è presente il DonnaE, il progetto gastronomico che omaggia i sapori (non solo) lucani cari sia alla famiglia Curatella che all’executive chef Riccardo Pepe, 40enne originario anch’esso della Basilicata, alla guida della brigata di cucina sin dall’apertura.

Originari di Bella, in provincia di Potenza, i Curatella hanno lavorato in partnership con la rinomata Galleria d’Arte Russo, riferimento per appassionati e collezionisti romani e internazionali, per creare nel marzo 2018 un luogo che potesse unire bellezza e comodità, accoglienza e intimità. Il nome del boutique hotel richiama una figura fondamentale della storia familiare dei Curatella, quella nonna Elisabetta la cui innata capacità d’accogliere ha ispirato figli e nipoti per caratterizzare lo stile e la personalità dell’Elizabeth Unique Hotel.

La struttura, situata all’interno del Palazzo Pulieri Ginetti e affiliata al circuito Design Hotel, catena nata in Germania e successivamente acquisita dal gruppo Marriott, può contare su un totale di 33 camere divise tra Initiale, Deluxe anche nella versione Spa, Junior Suite, Suite (anche queste disponibili in versione Spa), Corner Spa Suite (con una meravigliosa vista su via del Corso) e Elizabeth’s Mansion. Ogni spazio è impreziosito dalla presenza di opere d’arte che è possibile ammirare e acquistare e che contribuiscono a rendere originale e elegante l’atmosfera dell’Elizabeth Unique Hotel. Sviluppato su 2 piani, il boutique hotel è l’ambiente ideali per il turista moderna in cerca di comfort, relax, bellezza, accoglienza e gusto. 

Uno spazio che può contare su 30 coperti dislocati nella sala interna e circa 25 nella bella terrazza esterna: qui Pepe propone una cucina rivisitata, che prende spunto dalle ricette della tradizione lucana e Romana per rendere i piatti moderni e gustosi, utilizzando materie prime di qualità, sia laziali che proveniente dalla Basilicata. Al DonnaE è possibile vivere un’esperienza gastronomica completa, dalle 7 del mattino sino alle 24, partendo dalla ricca Colazione (7-12.30) dolce e salata che consente di gustare maritozzi (sia dolci che salati), focaccia con la mortadella, salumi e formaggi, toast salmone e avocado, cornetti, bombe alla crema, fagottini, crepes, crostate, pancake e l’imperdibile Carta delle uova. Il momento del Pranzo è dedicato a piatti veloci, internazionali, come nel caso dell’insalata esotica o della Caesar salad e del Club sandwich ma sono naturalmente presenti anche i primi romani sempre apprezzati dalla clientela straniera.

L’Aperitivo (dalle 18 alle 20.30) è un altro must imperdibile grazie alla Carta degli Snack ed i drink in accompagnamento: taralli e stuzzichini, assaggi dalla cucina, piccoli panini e tartare consentono di esplorare una proposta beverage davvero di alto livello grazie alla presenza di selezionati vini e bollicine ed ai grandi classici della miscelazione italiana ed internazionale. È la Cena però che consente a Riccardo Pepe di esprimere tutto il suo estro portando in tavola i sapori lucani rivisitati in chiave moderna: meritano una menzione tra gli antipasti il Baccalà in tempura con crema di rafano lucano, il Polpo alla Catalana, il Megatello di Podolico con mousse al pecorino di Moliterno e l’elegante Caprese (pomodoro ripieno di mousse di mozzarella della Basilicata con crumble di pane alle olive). Tra i primi recitano un ruolo da protagonista le Orecchiette di grano arso con peperone crusco e mollica di pane e i Ferricelli Lucani con battuto d’agnello e mirtilli, ed anche la sezione dedicata ai secondi è all’insegna dei sapori lucani con il Filetto di manzo al peperone crusco e le Polpette DonnaE, omaggio ad una ricetta della Nonna Elisabetta, mentre la chiusura in dolcezza è affidata alla Coppa Elizabeth (con ricotta vaccina lavorata con zucchero e lime, farcita con una crumble di biscotti e frutta di stagione).

Contatti:

DonnaE

c/O ELIZABETH UNIQUE HOTEL ROME

Via delle Colonnette 35 – 00186 Roma

www.ehrome.com

Tel: +39 06 3223633

Fax: +39 06 3219979

Email: info@ehrome.com

Orari:

Aperto a colazione tutti i giorni dalle 7 alle 12.30, a pranzo dalle 12.30 alle 18, a cena dalle 18 in poi

Il brunch dal venerdì alla domenica dalle 12.30 alle 15 (45 Euro) comprende due piatti a scelta dal menu del lunch, un calice di vino, una spremuta, acqua, 1 caffè

IL VISTAMARE, RISTORANTE GOURMET DE IL FOGLIANO HOTEL NEW LIFE DI LATINA, RACCONTA L’UNICITÀ DEL LITORALE PONTINO A VINÒFORUM – LO SPAZIO DEL GUSTO

Venerdì 17 giugno, nell’incantevole Parco di Tor di Quinto, l’executive Chef Giovanni D’Ecclessiis e l’alta cucina del ristorante Il Vistamare dei patron Gianluca e Roberta Boldreghini, saranno protagonisti della diciannovesima edizione di Vinòforum nell’ambito del suo appuntamento più prestigioso: la Night Dinner, la cena riservata alla cucina gourmet dei grandi alberghi.

Cosa c’è di meglio che uscire una sera d’estate per andare a scoprire un coinvolgente racconto di cucina? Quest’anno Vinòforum – Lo Spazio del Gusto, veste il Parco di Tor di Quinto per raccontare l’entusiasmo del bel paese attraverso i suoi incredibili vini e le strepitose materie prime rese uniche dalle sapienti mani di appassionati chef e la grande cucina dei migliori hotel.

Protagonista della Night Dinner di venerdì 17 Giugno, dedicata alla Ristorazione d’Albergo, è Il Vistamare, ristorante del Fogliano Hotel New Life di Latina con il suo chef Giovanni D’Ecclesiis. Le tecniche acquisite in anni di esperienza nelle cucine di Massimiliano Blasone e Heinz Beck, la curiosità per il territorio che lo ospita e la conoscenza delle sue materie prime si esprimono in piatti raffinati, estetici e divertenti che valorizzano il prodotto laziale. La cena, rigorosamente su prenotazione, prevede un menu che omaggia il litorale pontino con il suo pescosissimo mare e il rigoglioso territorio. Vinòforum, racconterà la mediterraneità. Ad aprire le danze la Panzanella di dentice. Le tenere carni del pesce offrono quella consistenza morbida che nella ricetta originale è data dal pane bagnato, mentre il sapore è perfettamente riprodotto attraverso un gel di cipolla rossa e un coulis di pomodoro. Si prosegue con un primo dal carattere deciso, Tortelli neri ripieni baccalà mantecato con pomodoro Torpedino alla pizzaiola per passare alla Seppia, piselli e seppia, farcita con una mollicata di pane aromatizzata con pomodoro secco, olive, cipollotto fresco e origano e ricoperta da un gel elastico ricavato dal suo nero. Il tutto si completa con l’alternarsi di sapori decisi, tramite l’utilizzo di una riduzione fatta con le teste e una salsa ricavata dal fegato posta alla base del piatto e riequilibrata dalla dolcezza dei piselli. A chiudere in freschezza una primizia del litorale pontino, Fragole Favetta e Moscato di Terracina. Completerà la cena degustazione una selezione di grandi vini italiani.

Il Tema Roma inaugura la prima serata dedicata ai cocktail d’autore ospitando due dei migliori bartender del panorama italiano, il resident di Romeo e l’ambassador di Amaretto Adriatico

L’eleganza e la raffinatezza di Tema Roma incontrano il gusto dei cocktail d’autore nella prima serata di un nuovo ciclo di eventi che proietta ancor di più lo splendido locale a due passi da Piramide nelle mete d’obbligo per gli amanti del bere bene. Ospiti del ristorante infatti sono stati due dei bartender più importanti del panorama italiano: Nico Sacco e Giovanni Miola.

Il primo è il resident bartender di Romeo, il ristorante e lounge bar ai Parioli della chef stellata Cristina Bowerman, mentre il secondo dopo una carriera a Roma tra Baccano e Latterie Garbatella è tornato nella sua Puglia per diventare l’ambassador di Amaretto Adriatico. “Siamo davvero felici di ospitare due artisti come Nico e Giovanni, rappresentano l’eccellenza del loro campo e queste serate rappresentano lo spirito del Tema Roma, qui si viene per vivere un’esperienza diversa in ogni occasione e vogliamo continuare a proporre alla nostra clientela grandi ospiti del food e del drink”, le parole del proprietario ed imprenditore Gianluca Mansueto, che sta con il suo team curando le serate evento di un calendario sempre più ricco ed interessante.

I due maestri del cocktail hanno deliziato gli ospiti di Tema Roma proponendo un’esclusiva drink list solo per la serata: Nico Sacco ha realizzato “Aarte Povera” (Ginarte, sciroppo di carote arrostite, cynar, vermounth rosso, soda agli agrumi) e “Caffè degli Artisti” (Ginarte, caffè di cicoria, chartreuse verde, sciroppo di cicoria e camomilla romana, limone, albume pastorizzato), mentre Giovanni Miola ha proposto il “Southart” (Ginarte, Adriatico Roasted, liquore alla camomilla, limone e fillup chinotto) ed il “Paint” (Ginarte, Adriatico Crushed, Cordiale agli Agrumi, fillup acqua tonica e fetta di pompelmo rosa).

Un grande successo la serata del Tema Roma, realizzata con la collaborazione del brand Ginarte che ha fatto da base alle quattro speciali proposte dei prestigiosi ospiti.

THE COURT ELETTO MIGLIORE BAR D’ALBERGO DELL’ANNO

Nel 2021 en plein di riconoscimenti per l’esclusivo cocktail bar della Capitale guidato da Matteo Zed: dopo il buon posizionamento nei “Top 500 Bars” e l’ingresso nei “World’s 50 Best Bar”, il 13 dicembre a Milano The Court ha ritirato il Premio Amaro Tosolini come “Migliore Bar d’Albergo” dell’anno durante la Barawards Gala Evening, la prestigiosa cerimonia di premiazione organizzata da Bar Giornale

Se Matteo Zed quest’anno avesse giocato alla roulette, l’en plein sarebbe stata la massima vincita possibile, relativa alla puntata effettuata su un singolo numero. E per rubare un’altra espressione al gioco d’azzardo Les jeux sont faits!”. Così è stato. Nell’ultimo trimestre la posta in gioco è stata sempre più alta e il bartender di fama internazionale è tornato “a casa”, quella con un’esclusiva vista sul Colosseo che affaccia su un’antica palestra di gladiatori romani, con una tripletta di premi e un radioso avvenire davanti. Dopo il passaggio dalla 71esima alla 49esima posizione nei Top 500 Bars 2021 e l’ingresso nell’Olimpo mondiale della miscelazione conquistando il 64esimo posto nei World’s 50 Best Bar, The Court è stato eletto Migliore Bar D’Albergo dell’anno in Italia.

La premiazione si è tenuta a Milano durante una serata di festa che si è svolta lo scorso 13 dicembre in occasione della Barawards Gala Evening, prestigiosa cerimonia di premiazione organizzata da Bar Giornale, magazine leader nel settore, e da Dolcegiornale, Hotel Domani e Ristoranti. Un ulteriore successo per il cocktail bar di Palazzo Manfredi condiviso con più di 450 professionisti del mondo Horeca candidati in questa edizione, nata per valorizzare l’eccellenza dell’ospitalità made in Italy. Nel frattempo, The Court continua con slancio e passione la sua operatività, accogliendo gli ospiti tutti i giorni sulla terrazza attrezzata anche nei mesi più freddi e organizzando frizzanti rendez-vous con guest star internazionali della mixology che si esibiscono dietro al bancone più amato dagli appassionati di miscelazione in città, e non solo.

Roma vista dal The Court non è mai stata così bella. Caratteristica di tutte le proprietà del Gruppo, incluso il The Court, è “The View” ossia la vista. Fanno parte della Manfredi Fine Hotels Collection (www.manfredihotels.com), di proprietà dei conti Goffredo e Leonardo Ceglia Manfredi, Palazzo Manfredi Small Luxury Hotel a Roma con il suo ristorante stellato Aroma sul RoofTop Una Stella Michelin  proprio difronte al Colosseo, Punta Tragara Small Luxury Hotel, Le Monzù e Mammà Restaurants – entrambi una Stella Michelin – ed il Castiglione incantevole maniero nella magica Isola di Capri.

Altra novità sono gli appartamenti nel centro storico della capitale e il nuovo Palm Suite Manfredi Small Luxury Hotel. Una realtà imprenditoriale con radici antiche, che si distingue come brand d’eccellenza nell’arte dell’ospitalità ed accoglienza italiana.

The Court

Via Labicana 125 – Roma

info@thecourtrome.it

Tel: 06 69354581

Nativo Champagne, Food & Drink, folle mente culinaria

Nativo sorprende tutti fin dal primo istante, dalla colazione servita al bar, alla proposta pranzo, passando per l’aperitivo fino alla cena. Un luogo esclusivo, dal gusto raffinato e accogliente, situata nel cuore di Fiumicino a due passi dal mare. 

Spingersi oltre, al di là del consueto e osare fino al raggiungimento di un insolito e innovativo equilibrio culinario, questo l’obiettivo dell’imprenditrice Catia D’Appollonio per il progetto enogastronomico di Nativo Champagne, Food & Drink.
Una sfida ambiziosa, che ha inizio nel 2019 quando Catia decide di mettersi in gioco, scegliendo di dedicarsi alla costruzione di un sogno, che in tutto la racconta.
Nel cuore di Fiumicino, in un contesto unico nel suo genere, Nativo è un’oasi di pace, cui si accede percorrendo un viale tra rigogliosi ulivi, godendo della vista di Villa Guglielmi, a soli due passi dal mare. L’offerta enogastronomica è armonica e creativa, istintivamente esclusiva, alla riscoperta dei sapori e delle eccellenze nostrane, native, valorizzate in cucina dallo chef Andrea Conti e dalla sua brigata e dalla cantina, nazionale e internazionale, per creare un’esperienza multisensoriale, senza lasciare nulla al caso, tra profumi, consistenze e creazioni.

Nativo “oasi di pace”

Nativo rappresenta un unicum all’interno dell’offerta ristorativa di Fiumicino. Tale unicità deriva da molteplici fattori. È situato all’interno del Club esclusivo “Thuja” nel quale sono presenti tre campi da padel, un campo da beach tennis ed una piscina semi olimpionica.
Un’oasi verde in un giardino curato nei minimi dettagli, in stile minimal che si presta a divenire l’ambiente ideale per ospitare qualunque forma di rappresentazione artistica, dalle mostre alle sfilate, passando per le temporary boutique e gli spettacoli musicali.
L’intero spazio dedicato al ristorante è circondato da ampie vetrate, che donano luce agli ambienti e regalano agli ospiti l’impressione di trovarsi a stretto contatto con la natura, godendone dei benefici a partire dalle prime ore del mattino. In questo periodo estivo sarà possibile fare colazione, pranzare o cenare nel giardino, immersi tra i colori vivaci di questa stagione.
Nativo è dotato di una splendida terrazza, il luogo designato ad ospitare degustazioni di esclusivi aperitivi, sorseggiando champagne e drink al tramonto.
L’offerta culinaria recita naturalmente un ruolo da protagonista grazie ad una carta che prevede percorsi di degustazione e piatti intriganti, aventi tutti un punto di forza notevole, cioè l’eccellente qualità delle materie prime: ogni singola creazione ha un significato, ogni degustazione o piatto è strutturato per essere raccontato attraverso un gusto originale ed equilibrato al palato.

La Cucina di Andrea Conti

La proposta gastronomica di Nativo è affidata allo chef Andrea Conti. Originario di La Spezia, ha iniziato ad avvicinarsi al mondo della ristorazione già in età adolescenziale. Si diploma e sceglie gli studi in letteratura moderna, ma devia il suo percorso rispondendo alla chiamata di un amico, Marcello Cargioli, e lo segue appena ventiquattrenne nel ristorante del “Grand Hotel Principe di Piemonte”, a Viareggio. Da quel momento Andrea arricchisce il suo bagaglio di esperienze in tutta Italia, passando dalla “Locanda di Bacco”, a Sarzana, “La Posta” ad Aulla, “Stella del Magra” a Bocca di Magra, il ristorante stellato “Pescarino“, fino ad approdare ai castelli romani dove apre “Il ristorantino dei folli” e successivamente a Roma “I fagottari folli”.
Oggi è alla guida della brigata di questa nuova apertura, Nativo.
L’idea di cucina dello chef è pulita, immediata, autentica che abbina “prodotti nativi e sapori innovativi”, mantenendo sempre il giusto equilibrio delle materie prime.
Ogni piatto di Nativo Champagne Food & Drink rappresenta una tappa fondamentale del percorso di crescita umano e professionale di Andrea, che descrive la sua “una cucina del folle, che come un quadro di Picasso presenta elementi discordanti tra loro per poi tornare all’armonia del tutto”.
Fedele al principio dello ‘slow food’, Conti sa rispettare le materie prime e appassiona la sua proposta per l’autenticità e l’intensità dei sapori. Il menu prevede diversi percorsi di degustazione.
Si può iniziare con i “Crudi”, composto da carpacci, tartare, crostacei e ostriche. La “Terra” per assaporare specialità come la Battuta di fassona piemontese, l’Uovo a 64 gradi con tartufo nero estivo, flan di verdure con fonduta di gorgonzola, Tonno del Chianti su giardiniera, e infine la Burrata affumicata. Il “Mare” con Prosciutto di salmone, citronette, aceto balsamico e spuma di robiola. Da segnalare in questo percorso la Ventresca di tonno con clorofilla di sedano, pomodorini confit e vin cotto di pesce o la Spatola in tempura con composta al bergamotto, maionese d’ostrica e fondente di cipolla.

Oltre ai percorsi degustativi è possibile scegliere anche primi e secondi piatti tra carne e pesce.
Lo gnocchetto” con bisque di gambero, spuma di ficu e pesto leggero, fichi secchi e mandorle o “La carbonara”, con uovo 64 gradi e guanciale di apulo calabrese. Ultimo ma non ultimo “Lo Spaghetto”, il Valentino ’Pastificio Felicetti’ con vongole veraci, che promette di stupire per la sua preparazione che ne conferisce un sapore autentico, intenso, sublime nel suo “folle equilibrio”.
Tra i secondi piatti “Il maiale” la Pancia di maiale allevato allo stato brado, servito nel suo fondo su ristretto di birra e agrumi salati, “Il Salmone” tostato con patate al burro echire della normandia e composta di arancia, fino ad arrivare al “Filetto di fassona” piemontese ‘la granda’ con gelato al gorgonzola, cioccolato bianco e olive.
A completare l’offerta un’eccellente cantina con una selezione dei migliori champagne, vini nazionali ed internazionali e una drink list con un elenco di rivisitazioni dei grandi cocktail classici in chiave originale.

Gli Aperitivi di Nativo

La splendida terrazza di Nativo si affaccia sull’intero club e sulla piscina. Nel Rooftop si potranno apprezzare aperitivi a base di bollicine e drink con rivisitazioni dei grandi classici, ad esempio lo Spritz viene realizzato con il Marendray oppure il Whisky Sour con l’aggiunta delle note del Peychaud’s bitter. Ai drink si potranno accompagnare le degustazioni, o piatti a scelta tra prosciutto Patanegra 36 mesi Emiliano Garcia, selezioni di formaggi Camembert – Vastedda del belice “presidio slow food”, Blue stilton, Pecorino di pienza; selezioni di salumi, speck d’anatra, cotto di mangalitza, carpaccio di black angus marinato, capocollo aramagis; burrata con pomodorini o con alici del cantabrico. Il tutto godendo di un panorama unico e di una piacevole sensazione di relax, davanti al tramonto o per momenti speciali.

Aperto tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, con orario continuato dalle 7.30 all’1.00.
(Numero posti del ristorante 80, della terrazza 60)

Contatti
Nativo Champagne Food & Drink
Via di Villa Guglielmi, 33, 00054 Fiumicino RM.
Tel. 0679782709
Email info@nativocfd.it
 

Approda a Roma waveco®, la nuova tecnologia per la maturazione spinta© a ultrasuoni focalizzati sviluppata ad HOC per il mondo Food.

Lunedì 19 Luglio 2021 alle ore 11.00 presso Casa Fluviale si terrà la presentazione della macchina professionale waveco® 2021, la nuova tecnologia che introduce nella ristorazione la maturazione spinta©, un procedimento ad ultrasuoni focalizzati in grado di valorizzare la materia prima ottimizzando shelf life e food cost. Sarà possibile conoscere a 360 gradi questa tecnologia 4.0 e assaggiare i prodotti alimentari trattati con la nuova tecnica.

La maturazione spinta©, l’innovativa tecnologia nata dal lungo sviluppo messo in campo dalla start-up italiana Ncg, Next Cooking Generation, verrà presentata per la prima volta a Roma con il supporto di Top Kitchen, società romana di progettazione di impianti F&B, presso sala “Casa Fluviale”, spazio poliedrico del noto post-industrial Porto Fluviale, location famosa per il suo spirito polivalente e conviviale nel quartiere ostiense.

NCG è una start up del tutto italiana con sede in Milano, fondata nel 2017.

A ritroso, a partire dal 2013 il team di professionisti diretto dall’ideatore, l’ingegnere Daniele Di Clerico, ha iniziato a studiare e progettare la tecnologia waveco® core basata sull’utilizzo degli ultrasuoni focalizzati con l’obiettivo di introdurre sul mercato un prodotto che permettesse agli Chef, un aumento delle proprie prestazioni e quello di poter offrire ai propri clienti nuovi sapori e consistenze. Dopo circa quattro anni di studi e test universitari, nasce waveco® per la quale vengono depositati diversi brevetti a livello mondiale.

Studio, ingegnerizzazione, e costruzione sono tutti Made in Italy mentre le componenti di fabbricazione sono di alto livello manifatturiero. La macchina è realizzata interamente a mano in acciaio AISI 316, acciaio navale robusto e durevole nel tempo.

waveco® viene presentata ufficialmente per la prima volta alla platea ristorativa ed agli addetti ai lavori, nel 2017, in occasione di Host, vincendo peraltro lo Smart Label e presentando i suoi 5 grandi vantaggi nell’utilizzo in cucina:

Incremento della Shelf life e della sicurezza alimentare

Risparmio del Tempo

Maggiore Morbidezza

Riduzione costi energetici

Riduzione food cost

Utilizzare la maturazione spinta© significa in primo luogo più sicurezza per i cibi: grazie all’abbattimento della carica batterica tutti gli alimenti incrementano sensibilmente la loro shelf life; questo si traduce in minore spreco di materia prima e maggiore qualità̀ per il cliente finale. “Con waveco® siamo riusciti a sterilizzare gli alimenti dai batteri più conosciuti come ad esempio la Lysteria monocytogenes – spiega il fondatore Daniele Di Clerico.

La seconda caratteristica fondamentale è il rispetto della materia prima: la maturazione spinta© è un processo che avviene a temperatura ambiente – non c’è cottura – l’alimento, attraverso le vibrazioni emesse dal sistema brevettato ad ultrasuoni focalizzati, beneficia di un massaggio distensivo alle sue fibre che permette di eliminare tutte le caratteristiche negative di durezza; waveco® è in grado di replicare ad esempio il trattamento di frollatura della carne e di alcuni tipi di pesce, con tempistiche sensibilmente ridotte senza intaccare la naturalità della materia prima e senza calo peso.

Al termine del trattamento qualsiasi alimento – carne, pesce o vegetali – raggiungerà la sua massima eccellenza: sarà più morbido, più voluminoso e saporito ed avrà mantenuto tutte le sue qualità̀ nutritive ed organolettiche. Il prodotto potrà̀ essere consumato crudo oppure pronto per la cottura finale, che avverrà in tempi e temperature ridotte rispetto al passato.

Non dimentichiamo infine l’importante parametro del food cost, una delle chiavi per il successo di un’attività a cui un professionista dovrebbe dedicarsi con attenzione: scegliere waveco® significa investire in una soluzione molto vantaggiosa, progettata per offrire grande risparmio in termini di risorse, ore lavorative e costi energetici. Il sistema della maturazione spinta© permette infatti, di preparare i cibi in tempi rapidi, ottimizzando la programmazione ed aumentando la produttività, andando così a ridurre sensibilmente i costi.

Siamo orgogliosi di rappresentare e presentare una apparecchiatura come waveco®, il cui alto valore tecnologico potrà rappresentare un’importante spalla operativa ed economica per gli operatori di settore con cui collaboriamo ogni giorno” conclude Antonio Angelini di TK. Forti di questa tecnologia e dei risultati raggiunti finora, insieme ad NCG daremo vita nei prossimi mesi ad un Food Roma Lab a waveco® partner”

Ad oggi, waveco® aiuta gli Chef in oltre 160 ristoranti fra Europa ed estero, in paesi come USA, Inghilterra, Svizzera. Dalla prima presenza ad Host ’17, è stato riconfermato lo Smart Label anche nell’edizione Host ’19 per innovazione tecnologica.

In Italia, hanno creduto in questa tecnologia innovativa al punto da volerla nella propria cucina Chef come:

Ernesto Iaccarino 2 stelle Michelin per il Don Alfonso 1890

Giuseppe Iannotti 1 stella Michelin per il Kresios

Igles Corelli 5 stelle Michelin ed attualmente coordinatore del comitato scientifico di Gambero Rosso Academy nel segno della “Cucina Circolare”.

E tanti altri nomi del panorama italiano.

LES ÉTOILES RESTAURANT: CUCINA DI FASCINO SULLA MERAVIGLIA DEI TETTI DI ROMA

Sulle terrazze dell’Hotel Atlante Star, storico albergo della famiglia Mencucci ora guidato dai fratelli Federico, Roberta e Francesca, lo chef William Anzidei racconta la sua Roma in cucina, ammirata dal panorama mozzafiato dei tre piani dedicati alla ristorazione: l’Attico (riservato al ristorante Les Étoiles), il Roof Garden (dedicato al Bistrot) e il Rooftop (Cocktail bar) con vista a 360° sulla città.

Formatosi nelle migliori cucine dell’hotellerie capitolina, da 3 anni guida la giovane brigata del ristorante, oggi totalmente rinnovato nella cucina, divenuta uno splendido gioiello italiano tecnologico, esposto a vista, realizzato secondo criteri sostenibili e finalizzato al no waste.

LesÉtoiles – Hotel Atlante Star

Via dei Bastioni 1 – 00193 Roma

#touchthesky #sanpeterview

Tra Prati e Borgo Pio, in uno dei quartieri umbertini più eleganti di Roma, a raccontare il fascino senza tempo dell’Atlante Star Hotel è oggi la seconda generazione Mencucci, i tre fratelli Federico, Roberta e Francesca che gestiscono attualmente l’albergo e i ristoranti agli ultimi piani. A raccontare la sua Roma in cucina c’è William Anzidei, chef che ha girato le migliori brigate dell’hotellerie capitolina, con o in odor di stella, e da tre anni executive chef del ristorante Les Étoiles sull’Attico, oltre a curare la ristorazione del Roof Garden (dedicato al Bistrot) e del Rooftop (Cocktail bar) con vista a 360° sulla città.

La mia famiglia ha dedicato tutta la vita a quest’hotel, con passione e lavoro indefesso – racconta Federico Mencucci – Mio padre ci ha ispirati con la sua determinazione a crescere e a diventare una delle strutture di riferimento della capitale. Ora è giunto il momento di compiere un ulteriore passo: dare un salotto gastronomico all’albergo, dedicato in primis ai romani, ove accoppiare alla bellezza della vista su San Pietro e Roma tutta la bontà dei piatti, costruiti dalle sapienti mani dello chef WillamAnzidei. In questa prospettiva abbiamo deciso una totale ristrutturazione della cucina: nuovi spazi e nuovi macchinari, realizzati da una ditta italiana innovativa, a vista dei clienti in sala. Vogliamo che le emozioni che sentiamo ancora oggi noi stessi venendo al ristorante Les Étoiles siano sensazioni di tutti i nostri ospiti!”.

Infatti, l’arrivo dello chef William Anzidei è stato voluto da Federico, General Manager dell’Hotel, per dare slancio e prospettiva all’offerta gastronomica dell’Atlante Star affidandosi a un professionista che annovera nel proprio curriculum più di vent’anni di carriera in giro per le più prestigiose cucine dei grandi alberghi romani depositari dell’autentica gastronomia italiana di qualità. Si riprende il cammino intrapreso già negli anni ’80 dal padre Benito quando venne aperto il ristorante al sesto piano, iniziando una crescita verso standard di qualità di materia prima e tecnica. William Anzidei ha dedicato la sua vita alla ristorazione affiancando grandi nomi del panorama ristorativo: dall’Hilton all’Hassler, dall’Eden con Enrico Derflingher allo Splendide Royal, con Stefano Marzetti, passando per Igles Corelli e Andrea Fusco.

Da Igles Corelli ha senza dubbio ereditato l’idea della cucina circolare dove l’ingrediente viene offerto in tutte le sue parti e lavorato secondo tecniche che lo esaltino in diverse consistenze. Ecco che allora l’anatra diventa protagonista di due portate, un sapiente e tecnico primo di Tortelli con pasta fresca tirata a mano farcito con la coscia dell’anatra confit, rinfrescato dall’acidità del caprino e dei mirtilli, il tutto nappato con una salsa ottenuta dall’estrazione delle ossa e un antipasto dal sapore deciso e affumicato come il Petto di anatra con salsa al mango in cui sia la carne che il frutto esotico sono cotti al josper, metodo che rende la carne estremamente tenera e succosa. La cucina di Anzidei si caratterizza per un messaggio di apparente semplicità che vuole ricercare la soddisfazione del commensale. Una cucina che non vuole apparire inutilmente complicata ma istintiva. Ciò che deve destare stupore è il sapore e la riconoscibilità degli ingredienti. Conditio sine qua non diventa allora l’eccellenza della materia attraverso la quale lo chef va a celebrare un territorio come quello italiano ricchissimo di ingredienti e sapienti artigiani in grado di comunicarli. Per quanto possibile la ricerca volge anche a un’offerta di prodotti a Km 0: i formaggi di piccoli produttori laziali, il pesce dell’Argentario o la carne proveniente da Magliano Sabina. Tutto il menù parla della filosofia dello chef che ritrova nella tavola un momento di condivisione e di naturale espressione. Quando un elemento innovativo irrompe nella sua cucina deve rispondere a questa necessità ed è così che nasce l’idea delle cotture dirette dalla carne al pesce, dalle verdure ai dolci (prossimamente) attraverso il josper, nuovo strumento che ha introdotto in cucina un tocco ancestrale e altamente riconoscibile.

I suoi piatti rivelano cotture espresse e leggere che esaltano le caratteristiche intrinseche degli alimenti, pochi ingredienti, materia prima del territorio e di stagione, dal pescato locale alle migliori carni, dalle verdure ai latticini.
Superati finalmente i tempi in cui veniva proposta un’ordinaria cucina di servizio all’hotel, oggi la ristorazione dell’albergo vede William come abile interprete, depositario della
tradizione e libero di esprimere il proprio estro. Così William si orienta verso una cucina gustosa e di grande fascino dove la proposta gourmand del ristorante al sesto piano offre piatti della cucina italiana rivisitati con guizzo moderno. Ad accompagnare i piatti di William, una carta dei vini raccontata in circa 130 etichette raccolte per tipologia: bollicine, bianchi, rossi e vini liquorosi. Paolo Bicorni, diplomato alla scuola alberghiera di Fiuggi e sommelier FIS, ha selezionato queste aziende con l’ambizione di mappare un po’ tutte le regioni italiane, con grande spazio del Lazio che sta vivendo il suo Rinascimento vinicolo, e ancora terroir francese, tedesco e qualche chicca internazionale.

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La formula del ristorante fine dining Les Étoiles è, invece, snellita salendo ai piani superiori dove si trovano il Roof Garden e il Rooftop con uno stile di servizio più friendly. Al Roof Garden, la prima delle due terrazze panoramiche, spazio all’aperto attualmente allestito tutte le le sere per la cena e nel weekend anche con il pranzo, le ricette si snodano tra semplicità e gusto per chi ricerca un menu più easy e di tendenza, con piatti pensati alla maniera di un tapear all’italiana e frutto di un’altra linea di cucina, chic e informale allo stesso tempo, ideale per pasteggiare a cocktail durante l’orario dell’aperitivo o per cenare più rilassati mentre lo sguardo corre libero tra gli scorci che regala la città. A curare la consulenza del cocktail bar è Riccardo Marinelli, ex general manager del Jerry Thomas, il più famoso speakeasy romano, con cui ha girato l’Europea partecipando a diverse competizioni e bar show. Con la sua esperienza decennale, da circa un anno per Les Étoiles, oltre a curare la parte beverage, fa formazione, crea sempre nuove sinergie aziendali, oltre ad avere selezionato il personale dietro il bancone, oggi guidato da Andrea Ottogalli capo barman che si è unito allo staff nel febbraio 2018. Brand Ambassador di Campari, Riccardo ha personalizzato la location agli ultimi piani come Terrazza Campari, luogo d’elezione per manifestare la natura easy going dell’aperitivo. La sua mission qui è calcare le onde di un bar all’italiana con un’attenzione particolare al pre-dinner, offrendo grandi classici italiani e internazionali, una intrigante linea di signature e una selezione di pregiati distillati con particolare attenzione a whisky e rum. Salendo in cima ai tetti romani, si trova ancora il Rooftop, un autentico piccolo rifugio verde grazie alla dedizione dello storico proprietario Benito che si è preso amorevolmente cura di tutto il perimetro in fiore che incornicia questo ultimo gioiello. Qui la terza proposta dove viene servito tutti i giorni a partire dalle ore 17:00 un aperitivo completo e di sostanza pasteggiando con cocktail o bollicine insieme agli appetizer preparati espressi dalla cucina, un punto strategico e romantico dove ammirare uno dei tramonti più belli di Roma mentre il sole scompare sotto l’orizzonte.

Les Étoiles ha una vista integrale e prospettica sui tetti di Roma andando proprio dal particolare all’universale con il Cupolone e Castel Sant’Angelo, tanto vicini che sembra di sfiorarli, si presenta come la colonna portante di tutta l’offerta gastronomica. Quest’Attico, al sesto piano del palazzo novecentesco, risplende quasi di vita propria nei confronti dell’albergo grazie a un ingresso indipendente e secondario nella traversa attigua rispetto a dove è posizionata la hall dell’Atlante Star, quello che un tempo nacque come pensione e che oggi, invece, è 4 stelle Lusso. Esponente della migliore accoglienza capitolina, testimoniata dall’appartenenza a Le Chiavi D’Oro (FAIPA), l’Atlante Star conta 70 lussuose camere, junior suites e royalsuites, ed è diventato un’oasi di serenità in un contesto urbano frenetico, dove convivono la raffinatezza di uno stile contemporaneo tipico delle metropoli europee con l’atmosfera rilassata e confortevole dall’eleganza classica frutto del buon gusto e cura del dettaglio dei proprietari. Federico Mencucci, il più giovane dei figli, è anche la mente più innovativa dell’entourage familiare: i ricordi della sua felice infanzia trascorsa tra i lunghi corridoi e a contatto con i tanti personaggi incontrati nel proprio cammino, sono ancora vivide nella memoria e ne costituiscono la parte più preziosa. Casa d’elezione di importanti personalità come il giudice Giovanni Falcone, il presidente Americano Bush e la sua famiglia, è spesso set di film, location imperdibile per i registi Sorrentino e Tornatore.

La riapertura è anche l’occasione per festeggiare il totale rinnovamento della cucina e di una porzione della sala – dichiara Federico Mencucci – Un intervento macchinoso e dispendioso durato tutta la stagione invernale che adesso vede finalmente la luce. Il risultato è una cucina nuova, completamente tecnologica e intelligente dal punto di vista dello spreco alimentare che consente di calibrare e abbattere i consumi”. Una ristrutturazione pensata in un’ottica di sostenibilità e con una particolare attenzione al nowaste, al risparmio energetico e all’ottimizzazione dei costi diretti e collaterali, e l’obiettivo di raggiungere una produzione totalmente autarchica, dal pane al gelato. Ogni partita avrà la sua postazione e tutti gli alimenti prima di entrare a contatto con i macchinari ed essere manipolati verranno controllati, puliti e divisi in base alla tipologia. A caratterizzare questa novità firmata Top Italian Kitchen, oltre a macchinari e attrezzatura di ultima generazione, l’invidiabile vista per lo staff che lavorerà con uno sguardo privilegiato sulla Città Eterna, sempre a luce piena grazie alle enormi vetrate da cui sembra di sfiorare il cielo. A vista sulla sala sono stati creati dei blocchi cottura customizzati e di colore nero che si mostrano unici ed eleganti attraverso la parete per metà aperta; da questa apertura è possibile vedere lo chef e la brigata all’opera, per vivere un’esperienza culinaria unica ed emozionante. Diffusa con l’espressione open kitchen, l’altro intervento architettonico ha creato così un filo diretto cucina-sala a livello di spazi e di coinvolgimento sensoriale. Con una cucina a vista per mezzo di una funzionale quanto simbolica finestra, da cui risplende in sala la bellezza dell’acciaio, gli ospiti di quest’ala potranno diventare partecipi del dietro le quinte al fine di vivere una experience totale e immersiva.

Degustazione meditativa per la rinascita del Monte Pisano

Vicopisano, 06.06. 2021. Ore 11:00 Si inaugura una partnership tra aziende agricole/turistiche del territorio

Un progetto che vede Elisa Batoni e Pietro Barachini impegnati a supportare le aziende olivicole dei Monti Pisani.
Pietro, imprenditore agricolo di quarta generazione, è socio della SPOOLIVI soc. Agricola (azienda vivaistica certificata per la produzione di piante di olivo autoctone Toscane); manager nel settore certificazioni in campo vivaistico, specializzato in strategia di marketing sulla filiera agroalimentare. Tecnico ed esperto degli oli vergini ed Extravergini di oliva .
Elisa http://www.elisir77.com, sociologa, esperta in comunicazione, mindfulness e master Reiki Tibetano con una sessione di mindfulness.

Rinascere dopo un periodo di chiusura in simbiosi con il nostro territorio dei monti pisani dove ci sono aziende eroiche che producono olio extravergine di oliva di alta qualità. “Siamo riusciti a riunire due filosofie apparentemente lontane. Natura, meditazione, benessere e la qualità dell’olio extravergine di oliva” dice Pietro Barachini. Abbiamo pensato a questo format che si chiama Evogarden dove il turista o l’appassionato fa un’esperienza dell’assaggio dell’olio immerso nella natura, rendendosi consapevole sia della qualità del grande extravergine di oliva, sia dell’impatto e dell’importanza delle tecniche di mindfullness per tornare alla connessione con la natura, con il nostro territorio e con noi stessi. “Valorizzare il nostro territorio, significa valorizzare noi stessi ed il nostro benessere, nutrire il territorio significa nutrire la nostra essenza” dice Elisa Batoni.

Il percorso sarà inaugurato a Vicopisano il 6 di giugno alla presenza del Sindaco di Vicopisano, Matteo Ferrucci e l’Assessora al turismo di Vicopisano Fabiola Franchi, nell’idilliaco contesto del parco di proprietà della Dott.ssa Elisa Batoni dove sono presenti le Tree Bubble, sfere trasparenti fatte di materiale completamente reciclabile per alloggiare ed entrare in sintonia con la natura dormendo letteralmente sotto le stelle, in un melodico rapporto tra uomo e natura.

L’iniziativa si sviluppa in un contesto in cui i monti pisani stanno rinascendo dopo un incendio devastante e noi stiamo rinascendo dopo una lunga pandemia. Per le aziende di questo territorio produrre olio extravergine è una sfida che si rinnova ogni giorno, è un atto eroico. In questo processo sono già state piantate nuove piante di olivo autoctone toscane e ne saranno piantate molte altre con un progressivo ripopolamento che inciderà positivamente sull’ impatto ambientale e sulla nostra salute e benessere psico/fisico.

Questa collaborazione tra aziende agricole/turistiche del territorio inizia e proseguirà nei prossimi anni con un percorso progettuale che investe varie aree di pubblico interesse: Educazione, Turismo, Valorizzazione del territorio e dei prodotti locali di alta qualità, benessere, salute e sostenibilità. Parteciperanno all’evento Eleonora Lucarelli, handbag designer, direttore creativo, docente universitario c/o Koefia, Roma, e illustratrice, Rossana Masi, shoes designer, Francesco Rigucci, handbag designer e tatuatore, dello studio VegHano, un team di professionisti della pelletteria, associato con obiettivo di creare un materiale innovativo completamente ecosostenibile di origine vegetale.

Luce torna ad illuminare il Parco Archeologico dell’Appia Antica

Una rinnovata offerta ristorativa in un bellissimo spazio all’aperto: tutto questo, e molto altro, è Luce Experience, il format ristorativo ispirato alla natura e alla convivialità country chic

Dopo il grande successo della “stagione del debutto”, Luce Experience torna ad illuminare il Parco Archeologico dell’Appia Antica e l’estate romana, il format ristorativo ispirato alla natura. Nuovi allestimenti nel bellissimo spazio all’aperto, giochi di luce, installazioni artistiche e una rinnovata proposta food&beverage sono i punti di forza della stagione appena iniziata. Iolanda Ambrosini, imprenditrice e titolare della Ambrosini Banqueting, da sempre un riferimento della banquettistica per matrimoni, eventi privati, cerimonie e meeting, ha voluto e ideato Luce, dando vita al suo progetto all’interno di Villa dei Cesari, dimora storia di antichissima costruzione prossima alle

Catacombe di San Callisto.

La Villa è stata quindi convertita in un ristorante raffinato e poliedrico, al quale si accede percorrendo un sentiero alberato e illuminato. Arrivati al polmone verde della location, il giardino è stato adibito a dehors di Luce e può contare ben 200 posti a sedere con distanziamento, a fronte di due saloni interni che attualmente vantano una capienza complessiva di 150 coperti con i distanziamenti, al momento non utilizzabili a causa delle disposizioni legate all’emergenza sanitaria, ma che presto si spera potranno nuovamente essere a disposizione. Superato il giardino alberato ci troviamo nello spazio del ristorante, con una capienza di 200 posti.

Grandi numeri che non vanno però a ledere la qualità del rinnovato format ristorativo che può contare su nuove figure professionali altamente qualificate che hanno lavorato per creare una armonica sinergia tra cucinapizzeria e cocktail bar.

A coordinare la cucina Massimo Pedico, chef classe 1990, formatosi all’istituto alberghiero “Pellegrino Artusi” di Roma. Cresciuto professionalmente nelle cucine del panorama Capitolino tra cui ristoranti come “Hostaria dell’orso” ed il “Parco dei principi, per poi ampliare il proprio bagaglio, prima approdando alla corte dello Chef Timothy Hollingsworth al ristorante “Otium” di Los Angeles, dove ha appreso le tecniche della cucina moderna, per poi tornare alla riscoperta del territorio regionale italiano, soffermandosi per un periodo in terra Toscana. Tornato nella sua città natale diviene sous chef di Magazzino Scipioni in Prati dove rimane per 3 anni arrivando a partecipare alle ultime due edizioni di Excellence. Terminata l’esperienza a Magazzino Scipioni entra a far parte come sous chef della brigata del Treefolk’s Public House.

Come recita il titolo “Rinascendo dalle origini” l’idea del nuovo menù di Luce nasce dalla voglia di ritornare alla normalità attraverso ciò che questo lungo periodo di chiusure ci ha fatto riscoprire, ovvero le nostre origini, concetto che negli ultimi anni con l’avvento della modernità avevamo un po’ perso, vuoi per i ritmi sempre più frenetici, vuoi per la mancanza di valori, che ci ha portato a perdere di vista il concetto di casa e famiglia. È proprio da lì che secondo noi è giusto partire, da noi stessi e da ciò che ci ha formati, un po’ come le fenici rinascono dalle proprie ceneri, anche noi sia dal punto di vista umano che professionale, vogliamo fare in modo, ripartendo da zero, di risorgere insieme alle persone che verranno a trovarci”. Spazio quindi a fritti, tacos e tartare in apertura, per giungere a primi come lo Spaghettone Mancini ai 3 pomodori o la versione con le vongole, e scoprire la piacevole versatilità dei secondi a base di carne, pesce e vegetali.

Alla postazione cocktail, supervisionata dal bar manager Marco Rimedio e attiva dalle ore 18 si può iniziare con un aperitivo a scelta tra drink classici, 6 diversi Gin Tonic e signature, come Luce, cocktail fresco con base Vodka e liquore all’arancia, Blue Curaçao, pompelmo, limone, zucchero e soda, tutto accompagnato da sushi, qualche frittino o una selezione di focacce. “Ho vissuto per diversi anni il mondo della notte lavorando come barman nei migliori locali di Roma – spiega Romedio – poi negli ultimi 3 sono diventato Capo barman ed ho istaurato un ottimo rapporto di amicizia e professionale con Giovanni Monaco (direttore di Luce). La cocktail list di Luce Experience è stata creata in collaborazione con il mio collega Edoardo Mattarino, con cui dividerò il bancone. Sono drink che prendono spunto dal nome del nostro locale, con tonalità di colore che possono stare bene in un’ambiente accogliente e fresco come solo il nostro giardino può offrire, e proprio quest’ultimo è stato fonte di ispirazione per i nomi dei cocktail. Sono miscelazioni relativamente semplici, ma dai sapori decisi”.

La direzione di Luce Experience è affidata a Giovanni Monaco: “Abbiamo rinnovato radicalmente l’offerta food&beverage,, partendo da un menu dall’anima pop e da una cocktail list davvero intrigante. Grande spazio sarà dedicato anche all’intrattenimento, con contenuti artistici di alto livello, come mostre di arte contemporanea, che arricchiranno l’offerta di Luce Experience. Anche dal punto di vista estetico abbiamo apportato un bel restyling con tende di luce, cuscini, tappeti, tavolini e area private per vivere in tanti modi differenti l’atmosfera di Luce. Il cocktail bar è stato arricchito con etichette di prestigio per consentire ai nostri ospiti di poter personalizzare con i distillati preferiti i loro cocktail”.

Raffaele Rozzi, pizzaiolo con esperienza decennale e grande appassionato di impasti, punterà su una pizza morbida ma al tempo stesso fragrante, stesa a mano, molto idratata e lievitata per 48/72 ore. In carta saranno presenti pizze classiche come la Margherita e la versione con mozzarella di Bufala, ma anche proposte originali come la Mari e Monti (con tonno, pomodori secchi e olive taggiasche) o la Focaccia 2.0 (con pomodorini gialli e rossi, mozzarella di bufala e prosciutto crudo).

Contatti:

LUCE  Restaurant & Cocktail Bar

Location: Via delle Sette Chiese, 293 – RM

Parcheggio: in Via Ardeatina, 164 – RM

Reservations: (+39) 347 7188592

Luce Cocktail Bar: 18.00 – 23.00

Luce Restaurant: ogni giorno 18.30 – 23.00 – sabato e domenica 13.00 – 23.00