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Dalla sostenibilità globale all’innovazione nelle scienze umane: ecco i migliori giovani ricercatori italiani in Nord America

Sviluppano sistemi di intelligenza artificiale per combattere i cambiamenti climatici, realizzano robot per le prossime missioni della Nasa, cercano nuove strade per la cura della leucemia. Non solo: creano infrastrutture per portare internet alle comunità più svantaggiate e trasmettono ai giovani di Oltreoceano la cultura italiana, la lingua, la letteratura e il cinema, da prospettive originali e innovative. Sono i 15 finalisti dell’undicesima edizione degli Young Investigator Awards assegnati da ISSNAF, la fondazione che riunisce migliaia di scienziati e accademici italiani attivi in laboratori, università e centri di ricerca in Nord America.

I premiati saranno annunciati nel corso dell’evento annuale di ISSNAF, che si terrà il 9 dicembre 2021 in modalità digitale (qui il link per registrarsi), in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Washington, e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica . Diverse le novità di questa edizione: innanzitutto il focus sui temi legati alla sostenibilità globale, oggetto del premio Embassy of Italy e che saranno al centro di una tavola rotonda nel corso dell’evento, ma anche l’introduzione di una nuova categoria dedicata alle eccellenze nella ricerca sulla cultura italiana, creata in partnership con RnB4Culture , startup milanese attiva nel settore dell’Art Tech. Sale così a 5 il numero dei premi: Embassy of Italy Award per i ricercatori che stanno lavorando su temi legati alla sostenibilità nel campo dei materiali, dell’energia e dei processi industriali; Paola Campese Award per la ricerca sulle leucemie; Franco Strazzabosco Award per l’ingegneria, Mario Gerla Award per la ricerca nelle scienze informatiche e RnB4Culture Award per l’innovazione negli studi sulla cultura italiana. È già deciso invece chi si aggiudicherà il Lifetime Achievement Award 2021: il “premio alla carriera” di ISSNAF andrà a Silvio Micali, professore d’informatica al Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory (CSAIL) del MIT di Boston, fondatore di Algorand e tra i massimi esperti mondiali di crittografia e blockchain.

«I finalisti per i cinque premi annuali dell’Italian Scientists and Scholars in North America Foundation (ISSNAF) sono giovani ricercatori e scienziati italiani che brillano negli Stati Uniti per coraggio, impegno, e capacita’ di innovare: siamo orgogliosi di tutti loro e grati all’ISSNAF che li valorizza», evidenzia l’Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti Mariangela Zappia . «È significativo che i premi siano dedicati a sostenibilità, salute, ingegneria, informatica e cultura, perché si tratta di settori in cui l’Italia eccelle negli USA e nel resto del mondo».

I premi ai giovani ricercatori e l’evento annuale giungono a coronamento di un anno di crescita e di ulteriore rafforzamento delle attività di ISSNAF. Nel 2021 la Fondazione ha potenziato i legami con l’Italia attraverso una serie di accordi (tra i quali con l’Università di Pisa, il Collegio Ghislieri di Pavia e il Politecnico di Torino) per esperienze di mentoring e di studio/lavoro a favore di studenti e giovani ricercatori dall’Italia presso centri di ricerca nel Nord America, che partiranno nel 2022.

«Anche quest’anno il livello dei progetti presentati dai nostri candidati ai premi è altissimo» commenta Cinzia Zuffada , presidente di ISSNAF. «In queste settimane i finalisti hanno presentato il loro lavoro a giurie composte da personalità di spicco del mondo accademico americano e italiano in una serie di simposi virtuali aperti al pubblico, ai quali sono intervenuti anche rappresentanti degli sponsor dei premi per conoscere personalmente i giovani ricercatori i cui lavori incarnano lo spirito della loro scelta filantropica e la missione di ISSNAF. È interessante vedere – aggiunge la presidente – che alcuni dei finalisti vengono dai gruppi di ricerca guidati da finalisti e vincitori di edizioni passate dei premi, un segno del valore della nostra rete».

«Il collegamento tra l’industria e la ricerca, ovunque essa sia nel mondo, è di primaria importanza. In particolare lo è negli USA, paese che in questi ambiti rappresenta un’eccellenza assoluta» dichiara il presidente e Ceo di RnB4Culture Fabrizio Renzi . «Nel mio caso dopo 29 anni di lavoro in una delle principali multinazionali americane, ho deciso di fondare un gruppo che nel nome porta esattamente il riferimento a questa unione: RnB, cioè “Research and Business”. Siamo onorati di collaborare con ISSNAF per un premio inedito dedicato al mondo della cultura, vero e proprio motore di sviluppo economico e sociale per un Paese come l’Italia. Centrale in questo senso anche il ruolo dei giovani e l’apporto fondamentale che, sia in Italia che in USA, possono dare».

Young Investigator Awards: i finalisti

Embassy of Italy Award

Il vicentino Marco Giometto è direttore del laboratorio di fluidodinamica ambientale alla Columbia University, dove si occupa di creare modelli previsionali per le città del futuro, studiandone la pianificazione urbanistica green. Matteo Muratori , milanese, lavora al National Renewable Energy Lab (NREL) di Golden (Colorado) ed è Chief Analyst per i trasporti sostenibili del Dipartimento dell’Energia. Studia le tecnologie e le soluzioni più adeguate per realizzare una transizione energetica sostenibile nel settore dei trasporti, e prevederne l’impatto sul resto del sistema energetico globale. Marco Pritoni , originario di Carpi (Mo), lavora al Lawrence Berkeley National Laboratory: le sue ricerche puntano a trovare soluzioni per rendere gli edifici in grado di gestire in modo intelligente le risorse energetiche.

RnB4Culture Award

Laura Di Bianco , docente romana alla Johns Hopkins University, indaga il cinema delle registe italiane contemporanee e lo mette in relazione con il paesaggio e le crisi ambientali nelle città di oggi. Giulia Riccò, originaria di Vignola in provincia di Modena, è italianista e docente all’Università del Michigan, dove studia la nascita della identità italiana nelle comunità emigrate in America Latina. La docente romana Ilaria Tabusso Marcyan è visiting assistant professor alla Miami University di Oxford (Ohio), dove studia la cultura italiana del cibo e contadina come modello di sviluppo sostenibile.

Paola Campese Award

Christian Marinaccio , originario di Bari, nel suo post-dottorato alla Harvard Medical School indaga le cause genetiche delle malattie mieloproliferative che progrediscono a leucemia mieloide acuta. Daniele Simoneschi, romano, è Research Assistant Professor alla New York University Grossman School of Medicine, dove studia un enzima che può impedire l’iper-proliferazione delle cellule che conduce alla formazione dei tumori. Luca Tottone , di Teramo, lavora al Rutgers Cancer Institute del New Jersey dove indaga sul ruolo del cosiddetto “DNA spazzatura” nella nascita e proliferazione dei tumori del sangue.

Mario Gerla Award

Ferdinando Fioretto , originario di San Severo in Puglia, è professore alla Syracuse University, dove applica l’intelligenza artificiale per migliorare infrastrutture su larga scala, come quelle destinate alla distribuzione dell’elettricità, in modo da evitare sprechi e diminuire l’impatto ambientale. Filippo Malandra , di Chieti, è Assistant Professor of Research alla University at Buffalo, dove lavora ad un progetto federale per costruire una infrastruttura a basso costo che porta internet ad alta velocità alle comunità svantaggiate. Sara Rampazzi, di Pavia, all’Università della Florida studia la sicurezza dei sistemi cyber-fisici, la modellazione e la simulazione di applicazioni di protezione per i settori della sanità e automotive (come i veicoli a guida autonoma).

Franco Strazzabosco Award

Il novarese Francesco Monticone, ingegnere elettronico e professore alla Cornell University, studia i fotoni e i metamateriali, quei materiali che non esistono in natura ma che si possono progettare su micro e nano-scala. Federico Rossi, nato a Cardano al Campo, in provincia di Varese, è ora ricercatore al Jet Propulsion Laboratory del California Institute of Technology di Pasadena dove progetta nuovi robot che possono lavorare in squadra e che saranno utilizzati nelle prossime missioni della NASA. Bartolomeo Stellato, di Cremona, alla Princeton University si occupa di ottimizzazione matematica applicata a sistemi intelligenti, come le reti di trasporti, i mercati finanziari e i robot.

ISSNAF Annual Event: il programma

L’evento annuale di ISSNAF, che anche quest’anno si terrà in modalità virtuale, si aprirà alle ore 12.00 EST (le 18.00 in Italia) con il saluto di benvenuto dell’Ambasciatrice Mariangela Zappia e della presidente di ISSNAF Cinzia ZuffadaAlberto Salleo, Professore di Scienza e Ingegneria dei Materiali a Stanford e membro del Board di ISSNAF, presenterà il Lifetime Achievement Award al prof. Silvio Micali che terrà una breve lectio. A seguire la presentazione degli Young Investigator Awards e la proclamazione dei vincitori. Per ciascuno dei premi interverranno i rispettivi Award Chairs e membri del Consiglio Scientifico ISSNAF, i professori: Riccardo Dalla-Favera (Columbia), per il Paola Campese Award; Marcello Romano (Naval Postgraduate School), per il Franco Strazzabosco Award; Elisa Bertino (Purdue University), per il Mario Gerla Award; Daniela Barile (University of California at Davis), per l’Embassy of Italy Award; e Claudio Fogu (University of California at Santa Barbara) per il Rnb4Culture Award.

Dopo un breve intervallo, la seconda parte del programma prevede una tavola rotonda sul tema “Food System Transformation for Global Sustainability”, alla quale interverranno la prof. Fiorenza Micheli (Stanford), il prof. Amilcare Porporato (Princeton) e Sara Roversi (Future Foods) e che sarà moderata da Federico Rampini (Corriere della Sera).

 

ISSNAF

Fondata nel 2007 sotto gli auspici dell’Ambasciata Italiana negli Stati Uniti su iniziativa di 36 noti scienziati ed accademici, tra cui 4 Premi Nobel, ISSNAF (Italian Scientists and Scholars in North America Foundation) è l’organizzazione non profit che promuove la cooperazione in ambito scientifico, accademico e tecnologico tra ricercatori e studiosi italiani che operano in Nord America ed il mondo della ricerca in Italia. Con un network di oltre 3.000 affiliati , che annovera illustri scienziati e giovani ricercatori, ISSNAF rappresenta la diaspora intellettuale italiana in tutto il Nord America ed è un ponte che collega le due rive dell’Atlantico, per consentire la condivisione e la valorizzazione di un inestimabile patrimonio conoscitivo e di identità. Nella sua attività, ISSNAF collabora con altre organizzazioni e fondazioni, istituzioni ed enti governativi, tra cui l’Ambasciata Italiana, la rete Consolare e degli Istituti Italiani di Cultura negli Stati Uniti e in Canada.

 

 

Link per registrarsi all’evento annuale ISSNAF

 

Il programma completo su www.issnaf.org

Archa e Jonix, doppio successo all’«Open Innovative Pmi»

Il premio per l’«Internazionalizzazione» a Jonix, società benefit padovana quotata in Borsa da maggio 2021, mentre quello nella categoria «Millennials» ad Archa, che collabora da anni con il JonixLAB, centro di Ricerca e Sviluppo di Jonix che ha in Toscana una seconda unità operativa. Un doppio successo quindi per Antonio Cecchi – che con Mauro Mantovan Holding e Galletti Spa – forma proprio la compagine societaria di Jonix, al premio «Open Innovative Pmi», promosso da Grant Thornton, network internazionale nella consulenza in area audit, tax e advisory.

«Aver ottenuto questo doppio riconoscimento è per me motivo di grande soddisfazione – afferma Cecchi, cofounder di Jonix e presidente di Archa –. «Open innovative Pmi» è un premio importante, che mette insieme due mondi, quello della ricerca e quello istituzionale e il patrocinio del CNR, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Consiglio Nazionale Economia e Lavoro ne sono una dimostrazione.

Sentivamo il bisogno di raccontarci e di conseguenza di metterci in gioco. Il parere di esperti terzi sul nostro lavoro è importante: un feedback prezioso, e in questo caso alquanto confortante, del quale faremo tesoro. I premi ottenuti non sono ovviamente per noi un punto di arrivo, ma uno sprone a continuare a guardare avanti, anticipando il futuro».

JONIX ARRIVA IN TUTTO IL MONDO

Continua così la crescita di Jonix, che da quasi dieci anni sviluppa la cultura della sanificazione dell’aria in ambienti chiusi. E lo fa mettendo insieme un costante lavoro di ricerca con le più moderne tecnologie a disposizione. «Utilizziamo la Non Thermal Plasma Technology – ricorda Cecchi – ovvero una forma evoluta di ionizzazione che garantisce ambienti decontaminati in modo continuativo, senza utilizzo né residui di sostanze chimiche. Così Jonix sanifica gli ambienti sfruttando le proprietà decontaminanti dell’aria quando è attivata dall’energia controllata, prodotta dagli speciali generatori NTP brevettati. L’aria così attivata è composta da molecole “eccitate” che vanno ad attaccare sia le molecole inquinanti, disgregandole, che i microrganismi provocando loro danni strutturali e funzionali tali da renderli inattivi (azione biocida e virucida)». L’efficacia nell’eliminare dall’aria anche le tracce di Coronavirus è stata testata, a fine 2020, all’équipe del professor Andrea Crisanti dell’Università di Padova. Così come, sempre la stessa equipe, ha testato nel 2021 l’efficacia di Jonix nel combattere la presenza di batteri multiresistenti, spesso causa di epidemie nelle strutture sanitarie.

ARCHA ACCOMPAGNA LA CRESCITA DELLE AZIENDE

I laboratori Archa, invece, hanno visto riconosciuto il loro lavoro nella categoria che metteva in competizione le Pmi riconosciute come innovative prima del 2010. L’azienda di Pisa svolge da più di 30 anni – precisamente dal 1989 – attività di laboratorio di analisi chimiche e biologiche per le industrie a cui ha affiancato, dopo qualche anno dalla fondazione, l’importante attività di ricerca e sviluppo oggi core business dell’azienda, attraverso progetti altamente innovativi finanziati da programmi regionali, nazionali ed europei. Il progetto che è stato presentato per il premio è Sensor, di cui Archa è capofila e coordinatore: lo sviluppo di sensori innovativi e piattaforme multi-sensore ad alta sensibilità per il monitoraggio in tempo reale di contaminanti chimici e microbiologici in aria e acqua.

Scuola, i genitori comprano online. Ed è boom su Amazon per pop it e monopattini

marketplace mentor

Zaini, diari, astucci: emerge una grande voglia di normalità e ritorno in presenza negli acquisti online dei genitori italiani per quanto riguarda il mondo della scuola, secondo i dati di Marketplace Mentor. La prima campanella è vicina e le famiglie stanno quindi attrezzando figlie e figli per l’inizio dell’anno scolastico. E se la tipologia di ricerche per l’acquisto sembra voler mettere la pandemia alle spalle, c’è un dato che conferma un trend in forte ascesa: sempre più spesso i genitori si affidano all’e-commerce. Gli acquisti in rete, infatti, sono ormai considerati affidabili, economici e comodi: si sceglie seduti sul divano di casa per farsi recapitare poi il pacco in tempi brevi.

«Il 71% dei genitori sta valutando acquisti online per la scuola dei propri figli – spiega Eleonora Calvi Parisetti, fondatrice insieme ad Andrea Giavara di Marketplace Mentor –. Il mercato dei prodotti relativi al ritorno a scuola si dimostra, quest’anno più che mai, attivo sull’e-commerce. Un luogo virtuale di acquisto diventato ormai consuetudine per le famiglie italiane». Marketplace Mentor è lo strumento utilizzato dalla 29enne Eleonora Calvi Parisetti. Già fra le maggiori esperte di Amazon – con alle spalle due manuali sul vendere online editi da Hoepli -, Calvi Parisetti accompagna aziende di qualsiasi dimensione nell’ottimizzare la propria strategia di presenza e vendita su Amazon.

ZAINO IN SPALLA PER IL RITORNO A SCUOLA

Seicentomila zaini acquistati su Amazon: un dato che rende al meglio l’idea di un ritorno a scuola in presenza. Nella classifica delle ricerche per acquisti online più in voga fra agosto e inizio di settembre i diari per la scuola spiccano all’11esimo posto totale, seguiti dagli zaini (14esimo posto) e dagli astucci (31esimo posto). Si tratta di prodotti che nel 2020 erano in fondo alla classifica o, nel caso degli zaini, neanche comparivano. A calare è invece l’acquisto di mascherine: un anno fa era al terzo posto, oggi al 24esimo.

LA CLASSIFICA DEI PIÙ CERCATI

Ma oltre ai prodotti per la scuola, cosa si vende online? Grazie all’analisi della specialista di Amazon possiamo analizzare la top ten delle ricerche più frequenti su Amazon. Quelle che precedono proprio i diari, saliti fino all’undicesima posizione. Al primo posto una nuova moda, quella dei «pop it», il gioco antistress del momento. A seguire, nell’ordine, smartwatch, cuffie bluetooth, calzature Birkenstock (da donna) e monopattini elettrici, in forte crescita. Al sesto posto c’è Xiaomi, produttore di smartphone, seguito dalla playstation Sony e dalla ricerca generale con parola chiave «smartphone». Ultimi due posti della top ten per l’Iphone 12 e per la ricerca di friggitrici ad aria.

I CONSIGLI PER I VENDITORI DI MARKETPLACE MENTOR

In Rete non c’è solo chi acquista ma sono sempre di più gli utenti e le aziende che decidono di affidarsi al web per vendere. Cinque consigli per sfruttare al meglio il periodo del «back to school»: a darli ai venditori è Calvi Parisetti, nel blog di Marketplace Mentor.

Il primo è l’analisi del settore, alla ricerca dei prodotti top seller. Nella propria vetrina virtuale, infatti, conviene avere gli oggetti più di moda del periodo. Individuarli pone già le basi per un buon risultato. Essenziale poi ottimizzare keyword e catalogo prodotti. Le parole chiave giocano un ruolo determinante per quanto riguarda l’incremento delle vendite attraverso gli annunci sponsorizzati. Bisogna assicurarsi che le principali keyword di ogni prodotto siano inserite all’interno della scheda, sia a livello testuale che tecnico, negli appositi spazi per le keyword.

Terzo consiglio è quello di incrementare e personalizzare l’advertising. Dal Pay per Click alle campagne più specifiche, tutto deve essere personalizzato e reso efficace, in modo da catturare l’attenzione di studenti e genitori. La gestione delle spedizioni e dei resi gioca un ruolo molto importante nei requisiti di un venditore, ed è questo un altro punto da tenere in forte considerazione. Ultimo punto è la costruzione di una strategia multi-goal: ovvero creazione di campagne pubblicitarie con finalità diverse nei diversi momenti del periodo promozionale per intercettare sempre gli utenti migliori nel momento giusto.

«Questo ritorno a scuola avrà un sapore diverso rispetto all’anno scorso – ricorda Calvi Parisetti – anche perché i consumatori stanno ridefinendo le priorità di acquisto basandosi sul ritorno a scuola tradizionale, non più a distanza. Va quindi verificato che i prodotti si trovino nella miglior posizione per essere visibili dal cliente. Il venditore si deve concentrare sulla creazione di campagne di advertising mirate e coinvolgenti, che siano al passo con le esigenze ed i bisogni di genitori e figli».

IMAGERY il film mai realizzato nel 2015 per questioni di Buget: ma ora se ne ricomincia a parlare

Si ritorna a parlare di IMAGERY progetto cinematografico italiano molto ambizioso mai realizzato per via dell’alto budget. All’epoca in alcune interviste Cristian Nardi dichiarava alle telecamere RAI che era l’unico film che avrebbe voluto girare.  Presentato dalle sceneggiature regista Cristian Nardi nel 2015, vedeva Robert de Niro nel ruolo di Giulio Verne. Una sceneggiatura a detta di molto esperti sottovalutata, ma che oggi sta tornando a galla, in quando nel mondo delle IDEE, IMAGERY risulta un capolavoro mai realizzato.

La sinossi:

Toby è un professionista, il miglioro esperto in materia artistica. Comprendere l’autenticità di un’opera grazie al suo capacità è ciò che lo distingue. Ma un forte desiderio lo porta a diventare schiavo delle sue stesse ambizioni al punto da crearsi un’ulteriore identità: quella di trafficante. Un collezionista miliardario Wissental, ossessionato dall’arte, viene a conoscenza in maniera alquanto strana dell’organizzazione, ricattandolo di uno scandalo senza precedenti. Toby per porre riparo si vede costretto a cedere ad una ricerca che lo porta a viaggiare spazio tempo.

Anche un primario di Ragusa indagato per le gare truccate nella sanità

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C’è il primario di urologia del Giovanni Paolo II di Ragusa nell’indagine della procura di Catania che ieri ha investito la sanità catanese. E’ Francesco Curto dirigente dell’Urologia del nuovo ospedale di Ragusa e componente della commissione tecnica della gara di bacino.  Il primo capo d’accusa è di concorso in turbativa d’asta. Gli indagati sono Giuseppe Morgia, direttore dell’Urologia del Policlinico di Catania; Sebastiano Cimino, ex capogruppo del Mpa al Comune di Catania e collaboratore di Murgia; Tommaso Massimo Castelli, dirigente medico dell’Urologia del Rodolico e membro della commissione tecnica; Federico Nicolosi, dirigente medico dell’Urologia e coordinatore della commissione tecnica; Francesco Curto, dirigente dell’Urologia dell’ospedale civile di Ragusa e componente della commissione tecnica della gara di bacino; Antonino Di Marco, rappresentante di prodotti sanitari per la Bua Srl; Massimiliano Tirri, agente e responsabile commerciale della Bua Srl e genero del legale rappresentante dell’impresa; Davide Della Porta, capo area Sud della Karl Storz endoscopia Italia Srl; Sebastiano Antonio Caudullo, agente di commercio per conto della Presifarm Srl, che commercializza i prodotti della multinazionale americana Bd Bard; Maurizio Francesco Lagattolla, agente commerciale della Boston Scientific Spa; Pasquale Gianfranco La Rosa, dirigente dell’Urologia del Garibaldi Nesima e membro della commissione tecnica della gara di bacino; Sebastiano Chiaramida, rappresentante legale della Chirmedical di Chiaramida Sebastiano e distributore dei prodotti medicali della Cook Italia Srl; Domenico Fabio Guarcello, dipendente della C. Bua Srl. In totale gli indagati sono 17. Tutti insieme avrebbero “turbato” la gara di bacino da 55milioni di euro. “In particolare – scrive la Procura – con collusioni e mezzi fraudolenti turbavano la regolarità della gara in quanto Morgia, pur non avendo alcun ruolo formale, dopo aver formulato lotti su misura per la Bua Srl, formando il capitolato tecnico formalmente firmato tra gli altri da Cimino, suo stretto collaboratore, gestiva di fatto tutta la procedura di gara, rivelava notizie riservate al Tirri e al Di Marco, soprattutto in merito alle rimostranze avanzate dai concorrenti della Bua per consentire loro di preparare ad ogni occasione le opportune contromisure, suggeriva dichiarazioni da depositare…concordava con Di Marco e Tirri la documentazione tecnica da inviare per falsare le comparazioni tecniche con eventuali concorrenti come avvenuto nel caso del prodotto fibre, interloquiva indebitamente su sollecitazione di Sebastiano Caudullo, sulla eventuale riformulazione dei lotti in modo da individuare la soluzione per escludere concorrenti evitando per quanto possibile ricorsi delle ditte concorrenti, come la Di Emme Import Srl, rassicurava Maurizio Lagattolla sull’esito delle riunioni della commissione esternando il suo controllo sulla stessa commissione, contattava e di fatto dirigeva nella loro opera i membri della commissione tecnica di gara Castelli, Nicolosi e Curto, dettando loro i tempi e suggerendo decisioni da adottare per escludere eventuali concorrenti delle ditte”.

Cancellare una notizia da internet e da google ecco a chi rivolgersi

Oggi per la rubrica dedicata al business abbiamo incontrato il reputation manager Cristian Nardi, fondatore della piattaforma web che si occupa del delicato compito di rimuovere contenuti indesiderati dal WEB. Un’attività che sta diventando indispensabile per molti individui e professionisti: stiamo parlando della web reputation o meglio comunemente chiamata gestione reputazione Online. Con questa intervista vogliamo mettere a fuoco alcuni aspetti fondamentali della gestione della reputazione lasciando spazio ad un esperto in materia di rimozione di contenuti lesivi dalla rete.

privacy garantita
privacy garantita

Vorrei iniziare nel rivolgere a Cristian questa prima domanda: cosa è privacy garantita?

C.N Ci tengo a specificare che Privacy Garantita è stata pensata per rispondere ad un aspetto fondamentale che i greci definivano con la parola “anánki” quello che oggi traduciamo con il termine “necessità”, ed è proprio sulla base di questa necessità che nasce questo servizio, che ci ha permesso di comprendere, tra le tante cose, la complessità e le difficoltà che tanti imprenditori ed altre categorie affrontano ogni qual volta entrano in contatto con i media online. D’altronde, il nostro slogan di www.privacygarantita.com è “la reputazione prima di tutto”.

Quanto è importate oggi la reputazione?

C.N.  Determinate, basta immaginare che un datore di lavoro o un istituto di credito prima di prendere qualsiasi decisione su un possibile candidato o finanziamento da concedere tiene molto conto di ciò viene riportato in rete: le informazioni trovate nel web potrebbero influenzare positivamente o negativamente qualsiasi scelta.

web reputation

Qual è l’errore più grande che si commette quando si tenta di autogestire la propria reputazione online?

C.N.  La gestione della reputazione è una cosa molto seria, improvvisarsi in questo settore non è così semplice, ci sono dinamiche ed imprevisti che possono causare danni irreparabili, oltre al fatto che sarebbe molto difficile e dispendioso in termini di tempo per qualcuno che non ha familiarità con SEO (acronimo inglese di Search Engine Optimation ovvero tutte le attività volte a migliorare il posizionamento dei risultati sui motori di ricerca nel web) o meglio ancora con strumenti legali, ecco perché in molti casi la cura migliore è la prevenzione. Voglio ricordare che essere ben posizionati nelle prime pagine di Google è strategico poichè il 96% delle persone non guarda oltre la prima pagina dei risultati, quindi, gestire la prima pagina su Google è fondamentale.

Chi dovrebbe essere interessato a contattare la vostra società?

C.N. La gestione della reputazione Online per molti aspetti riguarda tutti: privati professionisti, aziende, medici, manager, personaggi dello spettacolo ecc, poiché  tutti hanno il diritto di difendere l’onore e la propria reputazione, quindi la cura dell’immagine on line in un’era così tecnologica è fondamentalePurtroppo, c’è da dire che in Italia la tendenza è quella di correre ai ripari solo quando il danno è già stato fatto, tutto sotto gli attenti occhi dei dipendenti, dei partner e dei potenziali clienti.  Cioè in altri termini quando qualcuno digita il tuo nome su Google verificando i contenuti “sfavorevoli”, la prima cosa che scatta in automatico nella mente è di evitare qualsiasi rapporto professionale con la persona lesa.  In effetti la nostra azienda è nata per fare fronte a questo tipo di situazioni ed emergenze dove ad avere la peggio è l’immagine. Cerchiamo di dare informazioni accurate e aggiornate condividendo la nostra esperienza nel settore del web reputation.  Nel nostro nuovo sito potete trovare i servizi ed altri approfondimenti ovvero un’ opportunità per conoscere meglio il nostro modus operandi. Basta sfogliare le pagine nella sezione  CHI SIAMO per sapere chi siamo e cosa facciamo.

In che modo un’azienda o un individuo può trarre vantaggio dai vostri servizi?

C.N.  Vuoi diventare un leader in un qualsiasi settore? o essere tra le prime pagine di Amazon con la vendita di un prodotto? Esiste un modo e noi possiamo farlo, questa è la nostra ricetta. Come ho detto pocanzi viviamo in un’epoca dove la presenza online sta diventato rilevante, sempre più persone utilizzano i motori di ricerca per fare business online, per offrire suggerimenti al consumatore e per avere un’idea di un qualsiasi soggetto o società.

Quanto tempo occorre per riparare ad un danno d’immagine?

C.N Ogni caso è unico e dipende dalla gravità del danno, a tutti piacerebbe che le notizie negative potessero sparire in una notte ma non è così. La maggior parte delle reputazioni online può migliorare su una tempistica di 6-12 mesi.

Qual è il miglior consiglio che potresti dare a qualcuno che inizia a muovere i primi passi verso il web reputation?

C.N Non mi sento di dare un consiglio vero e proprio, ma è fondamentale far comprendere alle persone “nel vero senso della parola” che quando si tratta di reputazione online stiamo parlando di un mondo “virtuale” dove tutto è “potenzialmente” possibile: aziende come la nostra sono specializzate nel riparare i danni subiti a seguito di una lesione dell’immagine, sotto questo punto di vista ci sono molte aziende SEO o PR che affermano di fare “gestione della reputazione” come quelle che offrono la de-indicizzazione, ovvero rimuovere completamente i risultati nei motori di ricerca. Ma in realtà quando si entra nel vivo dell’operazione le cose sono diverse e soprattutto molto delicate, in special modo se bisogna gestire i rapporti con i quotidiani Online e con le notizie riportate dalla stampa.cancella una notizia da google

Confessa l’omicida di Francesca Fantoni: a incastrarlo una felpa con il sangue della donna trovata nel parco di Bedizzole

Ha confessato dopo due giorni Andrea Pavarini, l’uomo che lunedì era stato fermato per l’omicidio di Francesca Fantoni, la 39enne trovata morta in un parco pubblico a Bedizzole nel bresciano. L’uomo ha ammesso le proprie responsabilità nel corso dell’interrogatorio che si è tenuto questa mattina in carcere a Brescia.

A farlo crollare sarebbe stato un dato fornito dagli inquirenti: il sangue sulla felpa che indossava sabato sera Andrea Pavarini e che è stata trovata a casa dell’uomo fermato corrisponde al profilo genetico di Francesca Fantoni. Lo hanno stabilito le analisi effettuate dagli inquirenti e il dato è contenuto nella richiesta di convalida del fermo presentata dalla procura al gip che questa mattina in carcere a Brescia ha interrogato il 32enne accusato di omicidio volontario.

LEONARDO DICAPRIO AGLI INIZI DELLA CARRIERA: “ERO UN BREAKDANCER CON DEI CAPELLI ASSURDI, MI RIFIUTAVANO”

La star di C’era una volta a… Hollywood è stato intervistato con il regista Quentin Tarantino dal Los Angeles Times e la co-star Brad Pitt e i tre hanno parlato dei loro primi passi nel mondo dello spettacolo. Leonardo DiCaprio ha spiegato di essersi trasferito a Los Angeles perché sua madre sognava di vivere vicino a Venice Beach e non nel Bronx. L’attore è così andato a vivere in un appartamento vicino a dove Martin Scorsese ha girato le scene in interni di Mean Streets nel 1973. Il premio Oscar ha quindi proseguito: “Poi ci siamo trasferiti a Silver Lake e io imploravo i miei genitori di farmi andare a scuola alla Westside perché volevo partecipare alle audizioni. Ma continuavo a venir rifiutato dagli agenti. Penso a causa del fatto che fossi un breakdancer e avessi dei tagli di capelli folli…“. Pitt ha quindi dichiarato divertito che vorrebbe vedere i video del suo passato da ballerino: “In VHS ovviamente. Devo vederli. Abbiamo bisogno di una serata film“.

Brad Pitt sull’inizio della sua carriera: “Avevo una battuta in Dallas, ma non la ricordo”

Leonardo ha inoltre ammesso di aver recitato in 21 Jump Street, ma di non ricordare se aveva qualche scena con Johnny Depp: “Sì, davvero. Non mi ricordo nulla!“. Parlando della città di Los Angeles, la star ha quindi aggiunto: “In questi film creiamo qualcosa di permanente e viene trasformato in celluloide ed è ciò con cui viviamo. Tutto il resto semplicemente evapora e scompare. Los Angeles si evolve in modo costante e cambia. Ed è per questo che i film sono così coinvolgenti“.

fonte: https://movieplayer.it/news/leonardo-dicaprio-inizi-carriera-breakdancer-capelli-mi-rifiutavano_75504/

 

I mercati monetari internazionali sono sempre stati caratterizzati da un elevato livello di rischio per gli investitori

Davide Buccheri SCRIVE IL SUO PRIMO LIBRO

I mercati monetari internazionali sono sempre stati caratterizzati da un elevato livello di rischio per gli investitori. Ciò è legato sia alle caratteristiche dell’asset class, che tende ad avere un elevato livello di volatilità, sia dalla struttura del mercato, che permette agli investitori di entrare con elevati livelli di indebitamento

Questo non è però ciò che sta succedendo negli ultimi mesi. Infatti, la volatilità sembra essere scomparsa da questi mercati.

Il grafico sopra, cortesia di Bloomberg, mostra la volatilità nel tasso di cambio tra Yen e Dollaro. Questa è ora ai minimi storici. Un simile fenomeno si è anche registrato nel cambio tra Euro e Dollaro.

Davide Buccheri, un esperto di mercati finanziari maturata nel cuore della City of London, pensa che questo sia un segnale preoccupante. Secondo Buccheri, infatti, la volatilità è caratterizzata dalla cosiddetta mean reversion.

Ciò vuol dire che la volatilità di breve periodo tende spesso ad oscillare attorno ad una media. Questo è chiaramente visibile dal grafico: periodi di bassa volatilità sono seguiti da periodi di alta volatilità, e viceversa.

Csa vuol dire questo per il mercato? Secondo Davide Buccheri, la risposta è chiara: ci attende un periodo di alta volatilità.

Non è ben chiaro quale sarà il catalista di ciò, ma è assai raro che un periodo di questo tipo possa protrarsi troppo a lungo.

Sicuramente una politica monetaria divergente tra l’eurozona e gli Stati Uniti potrebbe portare ad un nuovo aumento della volatilità. Questo appare però assai improbabile ad oggi, in quanto sia la BCE che la Fed non sembrano avere alcuna intenzione di alzare i propri tassi di interesse. Una storia certamente simile è vera poi per la Bank of Japan.

Un’altra possibile fonte potrebbe venire dall’economia reale. L’economia Europea si trova certamente in un periodo più debole di quella statunitense, con un forte rallentamento del settore manifatturiero. Al momento, questa è sostenuta unicamente da un recupero significativo nei servizi. Non è chiaro, però, per quanto a lungo questo settore potrà compensare il calo che il resto dell’economia dell’UE sta affrontando in questo momento

Ciò che è chiaro, però, è che i bassi livelli di volatilità nei mercati monetari non rimarranno con noi molto a lungo. Gli investitori dovranno stare molto attenti a non farsi cogliere impreparati quando ciò accadrà.

Davide Buccheri: How important are recessions for the S&P 500?

Davide Buccheri SCRIVE IL SUO PRIMO LIBRO

Investors often worry about recessions when investing in the stock market. This makes logical sense, as a slowdown of the economy as a whole should have an effect on the performance of companies and, consequently on the valuation of their stocks.

But just how important are recessions?

In this analysis, I check how often stock market declines are associated with recessions. In particular, I will check for instances of either recessions not accompanied by stock market declines, or the opposite – that is, stock market declines in otherwise stable economic periods.

Declines and recessions

For the analysis, I filtered the data to find declines in a given quarter of the S&P 500 which are greater than 10%, 15%, 20%, or 25%. Considering we’re working with quarters, these are all very considerable declines, which would result in annualised loss rates of between 34% and 68%.

The chart below shows the historical instances of these declines, superimposed on recessions.

At a first glance, it seems clear that historically most declines have occurred around recessions. However, the picture becomes more complex when looking at the data. In actual fact, only 58% of all the considered declines occurred during a recession.

In particular, it appears that the largest declines have a greater tendency to occur during recessionary periods. The only exception to this is the 1987’s Black Monday, which caused a -30% quarterly decline in December 1987, in an otherwise economically calm period.

The situation is more evenly spread for declines of 10% and 15%. In actual fact, we’ve already experienced three of these since the financial crisis, with the last being the largest, in January 2019. The other two instances of this were in July 2010 and October 2011. Interestingly, all of these can probably be ascribed to weak periods for the European economy.

This idea seems to be supported by the data. The table below adds to the picture EU recessions and focuses on the period from 1960 onwards.

It is clear how a significant portion of S&P 500 declines (around 23%) were a direct result of weakness in the European economy only, even though the US were faring well in that same period.

Interestingly, on average, recessions in both the US and EU seem to have a very similar effect on the market. In actual fact, the average recorded decline during US recessions is 15.28%, against 14.82% for EU recessions.

Things change, but only slightly, when we consider EU recessions that occurred outside of US recessions. In these instances, when a large decline occurs, it averages at 13.38%.

The chart below shows the declines that fall outside of both EU and US recessions.

It is interesting to see how actually very few of them hit in a period of relative market calm. The only examples since 1960 are:

  • June and August 1962, which occurred almost a year before the 1963 EU recession;
  • October 1975, which occurred in the period of the oil crises;
  • Black Monday in 1987;
  • July 2010, which occurred a year before the 2011 EU recession.

As for the opposite situation, interestingly, recessions from 1944 to 1961 do not seem to have caused significant market corrections. These were overall very calm years, with only two major corrections: -21% in June 1946 and -15% November 1957.

With the exception of these 15 years, all other recessions seem to have been accompanied by significant market corrections.

Conclusion

Unsurprisingly, recessions are very relevant for the performance of the S&P 500. In actual fact, 58% of all quarterly declines greater than 10% occurred during recessions. This value goes up to 92% when only declines greater than 25% are considered.

In addition, it seems that a significant proportion of the other declines can be attributed to periods of weakness in other world economies, but especially in the EU, which accounts for a further 23%. Another 5% of market corrections occurred just before, albeit outside of, a recession.

With the exception of the 1946-1961 period, all recessions were accompanied by significant market corrections.

This is quite an interesting conclusion, as it shows the importance of proper macroeconomic analysis when investing in the stock market. In actual fact, with a robust investment process, it would have probably been possible to manage as many as 85% of all major market corrections. This is definitely enough to have a tangible effect on any investors’ portfolio performance.