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Sisma bonus

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Prorogata l’agevolazione fino al 2024

Il Sismabonus è un incentivo economico per rendere la propria abitazione (o il proprio fabbricato) maggiormente resistente ad eventi sismici.

Grazie al sisma bonus, è possibile detrarre dalle imposte sui redditi parte delle spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche sugli edifici. Attenzione: questa agevolazione fiscale è stata introdotta con la legge di bilancio 2017, la percentuale di detrazione e le regole per poterne fruire sono diverse a seconda dell’anno in cui la spesa viene effettuata. In generale, sono concesse detrazioni più elevate quando alla realizzazione degli interventi consegue una riduzione del rischio sismico.

Gli interventi possono essere realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per le attività produttive, situati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) ma anche nelle zone sismiche a minor rischio (zona 3).

Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2024 spetta una detrazione del 50%, che va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per ciascun anno) e che deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo. La detrazione è più elevata (70 o 80%) quando dalla realizzazione degli interventi si ottiene una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi e quando i lavori sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali (75 o 85%). In quest’ultimo caso, la detrazione deve essere calcolata su un ammontare delle spese non superiore a 96.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio e ripartita in cinque quote annuali di pari importo.

Dà diritto a detrazione d’imposta anche l’acquisto di case antisismiche. Deve trattarsi di immobili realizzati (nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 o 3) a seguito di demolizione e ricostruzione di interi edifici, da parte di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che provvedano alla vendita dell’immobile entro 18 mesi dalla conclusione dei lavori.

La detrazione spettante agli acquirenti delle singole unità immobiliari è pari al 75 o all’85% (a seconda della riduzione del rischio sismico conseguita, rispettivamente pari a una o a due classi) del prezzo riportato nell’atto pubblico di compravendita (la spesa su cui applicare la percentuale, comunque, non può superare i 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno).

Il beneficio fiscale va ripartito in cinque quote annuali di pari importo.

NB: alcuni tipi di interventi volti a ridurre il rischio sismico degli edifici, potrebbero rientrare nel “superbonus 110%”, anche per questo, è sempre fondamentale rivolgersi ad un tecnico competente per la valutazione di ogni caso. Per l’acquisto di case antisismiche l’eventuale bonus 110 ha scadenza il 30 giugno.

I soggetti che negli anni 2020, 2021 e 2022 sostengono spese per gli interventi di riduzione del rischio sismico possono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione spettante, alternativamente per la cessione del credito o opzione per il contributo sotto forma di sconto.

Sono stati resi obbligatori anche per il Sismabonus 2022 l’asseverazione e il visto di conformità.

Le presenti informazioni non sono esaustive ed invitiamo ad approfondire le tematiche sul sito dell’Agenzia delle Entrate e a valutare i casi specifici con il supporto di un Professionista di fiducia.

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Superbonus 110%

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Proroga delle agevolazioni

Il Decreto Rilancio 2020 ha alzato al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, antisismico, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici con rimborsi in cinque anni anziché in 10.  La legge di bilancio 2022 ha prorogato l’agevolazione, prevedendo scadenze diverse in funzione dei soggetti che sostengono le spese ammesse.

In particolare, il Superbonus spetta fino al 31 dicembre 2025, nelle seguenti misure:

  • 110% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023
  • 70% per le spese sostenute nel 2024
  • 65% per le spese sostenute nel 2025

per i condomini e le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte e professione, per gli interventi su edifici composti da due a 4 unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche.

Scadenza invece fissata al 31 dicembre 2022, per gli interventi effettuati da persone fisiche su edifici unifamiliari, unità immobiliari “indipendenti e autonome”, o comunque unità immobiliari non ubicate in edifici sulle cui parti comuni si stanno effettuando interventi “trainanti” ai fini del superbonus, a condizione che alla data del 30.6.2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo.

Tutti coloro i quali fossero interessati ad un usufruire del superbonus 110% dovranno considerare due livelli di limitazione di costi, i tetti (massimali) di spesa imposti dal legislatore per ogni tipologia di intervento a seconda della tipologia di edificio e i vincoli di prezzo che sono oggetto di attestazione di congruità da parte dei tecnici abilitati.

La proroga, vuole mantenere un forte incentivo alla riqualificazione del nostro patrimonio abitativo relativamente a:

1) A seconda della tipologia e delle dimensioni dell’edificio, interventi di “isolamento termico” delle superfici opache verticali (pareti isolanti o cappotti), orizzontali (coperture e solai, pavimenti) e inclinate (falde di copertura del sottotetto), che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo.

2) Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore ovvero con impianti di microgenerazione o a collettori solari. La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 20.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio (fino a 8 unità immobiliari), a euro 15.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio (oltre le prime 8 unità immobiliari) ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

3) A seconda della tipologia di edificio, interventi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore ovvero con impianti di microgenerazione o a collettori solari. La detrazione è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

4) Alcune tipologie di interventi volti a ridurre il rischio sismico degli edifici con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica delle parti strutturali degli edifici “antisismico speciale”.

Gli Interventi trainanti consentono di garantire l’applicazione dell’aliquota 110% anche per spese che riguardano interventi trainati:

5) Per l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica, ovvero di impianti solari fotovoltaici su strutture pertinenziali agli edifici e di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati contestuale o successiva all’installazione degli impianti medesimi, a determinate condizioni e per un ammontare non superiore a euro 48.000.

6) Per l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici purchè congiunte a uno degli interventi ai punti 1, 2, 3) e nel rispetto di determinati limiti di spesa in base al tipo di edificio ed al numero di colonnine installate.

7) Per interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche, a determinate condizioni e se congiunto a uno degli interventi ai punti 1, 2, 3.

In luogo alle detrazioni, le modalità di fruizione prevedono queste opzioni: accesso diretto alla detrazione – sconto in fattura – cessione del credito secondo le regole stabilite dall’agenzia delle Entrate.

Escluse dalle agevolazioni le unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8, A/9 (Abitazioni di tipo signorile, Abitazioni in ville, Castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici).

Le presenti informazioni non sono esaustive ed invitiamo ad approfondire le tematiche sul sito dell’Agenzia delle Entrate e a valutare i casi specifici con il supporto di un Professionista di fiducia, vista anche la complessità dell’argomento ed il continuo aggiornamento della materia.

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FRIULI VENEZIA GIULIA. MERCATO MUTUI III TRIM 2021

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– 20.04.2022 –

Kìron Partner SpA, società di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa, ha analizzato nel dettaglio l’andamento dei finanziamenti finalizzati all’acquisto dell’abitazione concessi alle famiglie residenti sul territorio regionale nel terzo trimestre 2021. L’analisi fa riferimento al report Banche e istituzioni finanziarie, aggiornato e pubblicato da Banca d’Italia nel mese di Dicembre 2021.

ITALIA
Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 14.365,8 milioni di euro, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si registra una variazione delle erogazioni pari a +22,1%, per un controvalore di 2.598,3 milioni di euro. La fotografia indica ancora un aumento dell’erogazione del credito concesso alle famiglie, che conferma la tendenza sia del secondo trimestre 2021 (quando la variazione è stata pari a +39,9%) sia del primo trimestre 2021 (+29,3%).
I primi nove mesi del 2021 si sono chiusi con 45.696,5 milioni di euro erogati, con una variazione pari a +30,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

FRIULI-VENEZIA GIULIA
Le famiglie friulane e giuliane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 321,7 milioni di euro, che collocano la regione all’11° posto per totale erogato in Italia, con un’incidenza del 2,24%; rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente in regione si registra una variazione delle erogazioni pari a +6,4%, per un controvalore di +19,3 milioni di euro.
Se si osserva l’andamento delle erogazioni nei primi nove mesi dell’anno, e si analizzano quindi i volumi da Gennaio a Settembre 2021, la regione mostra una variazione positiva pari a +29,2%, per un controvalore di +231,4 mln di euro. Sono dunque stati erogati in questi primi nove mesi 1.025,2 mln di euro, volumi che rappresentano il 2,24% del totale nazionale.

PROVINCE DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA
Nel terzo trimestre 2021 le province del Friuli-Venezia Giulia hanno evidenziato il seguente andamento.
La provincia di Gorizia ha erogato volumi per 37,3 mln di euro, facendo registrare una variazione rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno pari a -2,4%. Nei primi nove mesi del 2021, invece, sono stati erogati 114,7 mln di euro, pari a +15,9%.
A Pordenone provincia sono stati erogati volumi per 87,9 mln di euro, corrispondenti a una variazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente pari a +7,9%. Da Gennaio a Settembre sono stati erogati 291,0 mln di euro (+35,1%).
La provincia di Trieste ha erogato volumi per 73,2 mln di euro, la variazione sul trimestre è pari a +20,3%. I primi nove mesi dall’anno hanno evidenziato volumi per 219,2 mln di euro, corrispondenti a +34,1%.
In provincia di Udine i volumi erogati sono stati 123,3 mln di euro, con una variazione pari a +1,2%. Quelli nei tre trimestri considerati sono stati 400,3 mln di euro, (+26,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso).

CONCLUSIONI
Possiamo stimare una chiusura d’anno 2021 con una crescita interessante nonostante la situazione di tensione economica globale.
Il 2021 dovrebbe chiudersi con oltre 60 mld di euro di mutui erogati, registrando, pertanto, una crescita migliorativa rispetto al 2020 di circa 10 mld di euro. Si tratta di un dato molto positivo, soprattutto se messo in relazione alla difficile situazione vissuta a livello mondiale nel corso degli ultimi due anni.
L’andamento dei tassi medi relativi ai mutui casa ha registrato nella seconda parte del 2021 e ad inizio 2022 un lieve aumento; tuttavia, non si prevedono particolari cambiamenti nel 2022: i tassi rimarranno contenuti ed i mutui convenienti.

Fonte: Kìron Partner SpA, Gruppo Tecnocasa

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EMILIA ROMAGNA. MERCATO MUTUI III TRIM 2021

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– 20.04.2022 –

Kìron Partner SpA, società di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa, ha analizzato nel dettaglio l’andamento dei finanziamenti finalizzati all’acquisto dell’abitazione concessi alle famiglie residenti sul territorio regionale nel terzo trimestre 2021. L’analisi fa riferimento al report Banche e istituzioni finanziarie, aggiornato e pubblicato da Banca d’Italia nel mese di Dicembre 2021.

ITALIA
Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 14.365,8 milioni di euro, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si registra una variazione delle erogazioni pari a +22,1%, per un controvalore di 2.598,3 milioni di euro. La fotografia indica ancora un aumento dell’erogazione del credito concesso alle famiglie, che conferma la tendenza sia del secondo trimestre 2021 (quando la variazione è stata pari a +39,9%) sia del primo trimestre 2021 (+29,3%).

I primi nove mesi del 2021 si sono chiusi con 45.696,5 milioni di euro erogati, con una variazione pari a +30,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

EMILIA-ROMAGNA
Le famiglie emiliane e romagnole hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 1.611,6 milioni di euro, che collocano la regione al terzo posto per totale erogato in Italia, con un’incidenza dell’11,22%; rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente in regione si registra una variazione delle erogazioni pari a +48,2%, per un controvalore di +524,0 milioni di euro.
Se si osserva l’andamento delle erogazioni nei primi nove mesi dell’anno, e si analizzano quindi i volumi da Gennaio a Settembre 2021, la regione mostra una variazione positiva pari a +40,0%, per un controvalore di +1.266,2 mln di euro. Sono dunque stati erogati in questi primi nove mesi 4.430,6 mln di euro, volumi che rappresentano il 9,70% del totale nazionale.

PROVINCE DELL’EMILIA-ROMAGNA
Nel terzo trimestre 2021 le province della Emilia-Romagna hanno evidenziato il seguente andamento.
La provincia di Bologna ha erogato volumi per 540,7 mln di euro, facendo registrare una variazione rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno pari a +54,0%. Nei primi nove mesi del 2021, invece, sono stati erogati 1.409,8 mln di euro, pari a +35,6%.
A Ferrara provincia sono stati erogati volumi per 202,5 mln di euro, corrispondenti a una variazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente pari a +269,6%. Da Gennaio a Settembre sono stati erogati 343,1 mln di euro (+110,9%).
La provincia di Forlì-Cesena ha erogato volumi per 105,2 mln di euro, la variazione sul trimestre è pari a +19,8%. I primi nove mesi dall’anno hanno evidenziato volumi per 340,4 mln di euro, corrispondenti a +29,6%.
In provincia di Modena i volumi erogati sono stati 212,7 mln di euro, con una variazione pari a +31,3%. Quelli nei tre trimestri considerati sono stati 661,2 mln di euro, (+41,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso).
In provincia di Parma sono stati erogati volumi per 122,4 mln di euro, la variazione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente pari a +10,2%. I primi nove mesi hanno visto un totale di 378,5 mln di euro, con una variazione di +25,0%.
Piacenza provincia ha erogato volumi per 65,5 mln di euro, la variazione sul trimestre è pari a +25,4%. I primi nove mesi dell’anno hanno evidenziato volumi per 207,1 mln di euro e una variazione pari a +44,7%.
La provincia di Ravenna ha erogato volumi per 125,5 mln di euro, facendo registrare una variazione sul trimestre pari a +51,1%. I tre quarti del 2021, invece, hanno segnalato un totale di 374,2 mln di euro, con una variazione di +52,7%.
A Reggio Emilia provincia sono stati erogati volumi per 141,2 mln di euro, la variazione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente è risultata essere pari a +24,7%. I tre trimestri in totale, invece, hanno visto 428,2 mln di euro (+32,1%).
La provincia di Rimini ha erogato volumi per 95,8 mln di euro, facendo registrare una variazione pari a +32,7% nel trimestre. Da Gennaio a Settembre sono stati erogati 288,2 mln di euro (+33,5% rispetto all’anno scorso).

IMPORTO MEDIO DI MUTUO – EMILIA-ROMAGNA
Attraverso l’elaborazione dei dati provenienti dalle agenzie di mediazione creditizia Kìron ed Epicas, Kìron Partner Gruppo Tecnocasa ha analizzato la tendenza rispetto all’importo medio di mutuo erogato.
Nel terzo trimestre 2021 in Emilia-Romagna si è registrato un importo medio di mutuo pari a 121.100 euro, in diminuzione rispetto a quanto rilevato durante lo stesso trimestre dell’anno precedente, quando il ticket medio ammontava a 122.000 euro. Mediamente colui che sottoscrive un mutuo nella regione viene finanziato circa il 5% in più rispetto al mutuatario medio italiano.

CONCLUSIONI
Possiamo stimare una chiusura d’anno 2021 con una crescita interessante nonostante la situazione di tensione economica globale.
Il 2021 dovrebbe chiudersi con oltre 60 mld di euro di mutui erogati, registrando, pertanto, una crescita migliorativa rispetto al 2020 di circa 10 mld di euro. Si tratta di un dato molto positivo, soprattutto se messo in relazione alla difficile situazione vissuta a livello mondiale nel corso degli ultimi due anni.
L’andamento dei tassi medi relativi ai mutui casa ha registrato nella seconda parte del 2021 e ad inizio 2022 un lieve aumento; tuttavia, non si prevedono particolari cambiamenti nel 2022: i tassi rimarranno contenuti ed i mutui convenienti.

Fonte: Kìron Partner SpA, Gruppo Tecnocasa

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VENETO. MERCATO MUTUI III TRIM 2021

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-20.04.22-

Kìron Partner SpA, società di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa, ha analizzato nel dettaglio l’andamento dei finanziamenti finalizzati all’acquisto dell’abitazione concessi alle famiglie residenti sul territorio regionale nel terzo trimestre 2021. L’analisi fa riferimento al report Banche e istituzioni finanziarie, aggiornato e pubblicato da Banca d’Italia nel mese di Dicembre 2021.

ITALIA

Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 14.365,8 milioni di euro, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si registra una variazione delle erogazioni pari a +22,1%, per un controvalore di 2.598,3 milioni di euro. La fotografia indica ancora un aumento dell’erogazione del credito concesso alle famiglie, che conferma la tendenza sia del secondo trimestre 2021 (quando la variazione è stata pari a +39,9%) sia del primo trimestre 2021 (+29,3%). I primi nove mesi del 2021 si sono chiusi con 45.696,5 milioni di euro erogati, con una variazione pari a +30,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

VENETO

Le famiglie venete hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 1.320,8 milioni di euro, che collocano la regione al quarto posto per totale erogato in Italia, con un’incidenza del 9,19%; rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente in regione si registra una variazione delle erogazioni pari a +17,6%, per un controvalore di +197,6 milioni di euro. Se si osserva l’andamento delle erogazioni nei primi nove mesi dell’anno, e si analizzano quindi i volumi da Gennaio a Settembre 2021, la regione mostra una variazione positiva pari a +31,0%, per un controvalore di +993,6 mln di euro. Sono dunque stati erogati in questi primi nove mesi 4.194,4 mln di euro, volumi che rappresentano il 9,18% del totale nazionale.

PROVINCE DEL VENETO

Nel terzo trimestre 2021 le province del Veneto hanno evidenziato il seguente andamento.

La provincia di Belluno ha erogato volumi per 44,5 mln di euro, facendo registrare una variazione rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno pari a +15,7%. Nei primi nove mesi del 2021, invece, sono stati erogati 117,0 mln di euro, pari a +21,6%.

In provincia di Padova sono stati erogati volumi per 279,4 mln di euro, corrispondenti a una variazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente pari a +18,8%. Da Gennaio a Settembre sono stati erogati 867,5 mln di euro (+26,5%).

La provincia di Rovigo ha erogato volumi per 36,6 mln di euro, la variazione sul trimestre è pari a +28,7%. I primi nove mesi dall’anno hanno evidenziato volumi per 117,3 mln di euro, corrispondenti a +35,0%.

In provincia di Treviso i volumi erogati sono stati 236,2 mln di euro, con una variazione pari a +12,1%. Quelli nei tre trimestri considerati sono stati 775,9 mln di euro, (+31,8% rispetto allo scorso anno).

In provincia di Venezia sono stati erogati volumi per 269,0 mln di euro, la variazione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente pari a +23,0%. I primi nove mesi hanno visto un totale di 878,0 mln di euro, con una variazione di +43,1%.

In provincia di Verona ha erogato volumi per 257,6 mln di euro, la variazione sul trimestre è pari a +13,1%. I primi nove mesi dell’anno hanno evidenziato volumi per 807,1 mln di euro e una variazione pari a +24,6%.

La provincia di Vicenza ha erogato volumi per 197,6 mln di euro, facendo registrare una variazione sul trimestre pari a +20,4%. I tre quarti del 2021, invece, hanno segnalato un totale di 631,6 mln di euro, con una variazione di +31,1%.

 

IMPORTO MEDIO DI MUTUO – VENETO

Attraverso l’elaborazione dei dati provenienti dalle agenzie di mediazione creditizia Kìron ed Epicas, Kìron Partner Gruppo Tecnocasa ha analizzato la tendenza rispetto all’importo medio di mutuo erogato. Nel terzo trimestre 2021 in Veneto si è registrato un importo medio di mutuo pari a 112.100 euro, in aumento rispetto a quanto rilevato durante lo stesso trimestre dell’anno precedente, quando il ticket medio ammontava a 107.200 euro. Mediamente colui che sottoscrive un mutuo nella regione viene finanziato circa il 3% in meno rispetto al mutuatario medio italiano.

 

CONCLUSIONI

Possiamo stimare una chiusura d’anno 2021 con una crescita interessante nonostante la situazione di tensione economica globale.

Il 2021 dovrebbe chiudersi con oltre 60 mld di euro di mutui erogati, registrando, pertanto, una crescita migliorativa rispetto al 2020 di circa 10 mld di euro. Si tratta di un dato molto positivo, soprattutto se messo in relazione alla difficile situazione vissuta a livello mondiale nel corso degli ultimi due anni.

L’andamento dei tassi medi relativi ai mutui casa ha registrato nella seconda parte del 2021 e ad inizio 2022 un lieve aumento; tuttavia, non si prevedono particolari cambiamenti nel 2022: i tassi rimarranno contenuti ed i mutui convenienti.

 

Fonte: Kìron Partner SpA, Gruppo Tecnocasa

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VALLE D’AOSTA. MERCATO MUTUI III TRIM 2021

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-20.04.22-

Kìron Partner SpA, società di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa, ha analizzato nel dettaglio l’andamento dei finanziamenti finalizzati all’acquisto dell’abitazione concessi alle famiglie residenti sul territorio regionale nel terzo trimestre 2021. L’analisi fa riferimento al report Banche e istituzioni finanziarie, aggiornato e pubblicato da Banca d’Italia nel mese di Dicembre 2021.

ITALIA

Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 14.365,8 milioni di euro, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si registra una variazione delle erogazioni pari a +22,1%, per un controvalore di 2.598,3 milioni di euro. La fotografia indica ancora un aumento dell’erogazione del credito concesso alle famiglie, che conferma la tendenza sia del secondo trimestre 2021 (quando la variazione è stata pari a +39,9%) sia del primo trimestre 2021 (+29,3%). I primi nove mesi del 2021 si sono chiusi con 45.696,5 milioni di euro erogati, con una variazione pari a +30,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

VALLE D’AOSTA

Le famiglie valdostane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 27,6 milioni di euro, che collocano la regione al 20° e ultimo posto per totale erogato in Italia, con un’incidenza dello 0,19%; rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente in regione si registra una variazione delle erogazioni pari a +22,4%, per un controvalore di +5,0 milioni di euro. Se si osserva l’andamento delle erogazioni nei primi nove mesi dell’anno, e si analizzano quindi i volumi da Gennaio a Settembre 2021, la regione mostra una variazione positiva pari a +29,8%, per un controvalore di +20,3 mln di euro. Sono dunque stati erogati in questi primi nove mesi 88,4 mln di euro, volumi che rappresentano lo 0,19% del totale nazionale.

PROVINCE DELLA VALLE D’AOSTA

Nel terzo trimestre 2021 le province della Valle D’Aosta hanno evidenziato il seguente andamento.

La provincia di Aosta ha erogato volumi per 27,6 mln di euro, facendo registrare una variazione rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno pari a +22,4%. Nei primi nove mesi del 2021, invece, sono stati erogati 88,4 mln di euro, pari a +29,8%.

 

CONCLUSIONI

Possiamo stimare una chiusura d’anno 2021 con una crescita interessante nonostante la situazione di tensione economica globale.

Il 2021 dovrebbe chiudersi con oltre 60 mld di euro di mutui erogati, registrando, pertanto, una crescita migliorativa rispetto al 2020 di circa 10 mld di euro. Si tratta di un dato molto positivo, soprattutto se messo in relazione alla difficile situazione vissuta a livello mondiale nel corso degli ultimi due anni.

L’andamento dei tassi medi relativi ai mutui casa ha registrato nella seconda parte del 2021 e ad inizio 2022 un lieve aumento; tuttavia, non si prevedono particolari cambiamenti nel 2022: i tassi rimarranno contenuti ed i mutui convenienti.

Fonte: Kìron Partner SpA, Gruppo Tecnocasa

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MERCATO IMMOBILIARE FIRENZE I SEM 2021

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– 8.02.2022 –

Prezzi stabili e domanda vivace per l’abitazione principale

Secondo le analisi dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, i valori immobiliari di Firenze nella prima parte del 2021 sono stabili. 

Prezzi invariati nella macroarea Isolotto.
L’area di Ponte a Greve-Le Torri si trova nella zona sud-Ovest della città ed è caratterizzata da una buona domanda da parte di famiglie in cerca della prima casa oppure della soluzione migliorativa. Le tipologie più richieste sono i quattro locali ed i cinque locali. Da segnalare anche qualche acquisto per investimento, soprattutto nell’area adiacente alla tramvia, dove chi vuole mettere a reddito cerca monolocali e bilocali dal valore mediamente compreso tra 100 e 150 mila €. L’area di Ponte a Greve-Le Torri, nel quartiere Isolotto, è caratterizzata da abitazioni realizzate a partire dagli anni ’70-’80 in poi, fino ai primi anni del 2000. Qui si possono acquistare appartamenti in buone condizioni ad un prezzo medio di 2800 € al mq, le tipologie da ristrutturare costano 2400 € al mq, mentre per soluzioni ristrutturate si arriva a 3000 € al mq. Più esterna l’area di Ugnano e Martignano, composta quasi esclusivamente da terratetti realizzati nei primi anni del ‘900. Si tratta di tipologie indipendenti, dotate di giardino e molto apprezzate: in questo caso una soluzione da ristrutturare da 70 mq si vende a circa 260 mila €. Da segnalare che in tutta l’area di Ponte a Greve-Le Torri sono in fase di realizzazione ed ampliamento nuove piste ciclabili.

Prezzi stabili nella macroarea Novoli-Careggi.
Mercato vivace in zona Puccini dove si registra un buon numero di richieste di acquisto. In particolare, il semestre ha evidenziato una forte domanda di abitazioni principali, mentre gli investitori hanno rallentato in attesa di un eventuale futuro ribasso delle quotazioni. Nel quartiere sono presenti anche B&B e affittacamere, in questo caso spesso i proprietari si sono spostati sul mercato delle locazioni di lungo periodo o comunque sul mercato dei lavoratori trasfertisti che affittano per periodi brevi ma anche mensilmente. Il quartiere di Puccini si divide in due sottozone distinte. La parte più prossima a viale Francesco Redi ospita condomini degli anni ’50-’60 di grandi dimensioni ed un buon usato si acquista a prezzi medi di 2750 € al mq. La zona più signorile si sviluppa a ridosso del parco delle Cascine, dove ci sono terratetti, ville bifamiliari e piccoli contesti condominiali: i prezzi sono abbastanza simili ai precedenti, la zona infatti è più verde e tranquilla ma al contempo, meno servita. Continua la riqualificazione della ex “Manifattura Tabacchi” dove sono in fase di realizzazione uffici, locali commerciali e in, piccola parte, immobili residenziali. Positivo il mercato delle locazioni anche se si registra una diminuzione delle richieste soprattutto da parte di studenti universitari. Il canone di appartamenti dalle metrature comprese tra 40 e 65 mq varia tra 600 e 700 € al mese ed i contratti più utilizzati sono quelli a canone concordato ed a carattere transitorio. Vivace il mercato dei box auto in zona Puccini, anche per la scarsa presenza di parcheggi: un box singolo si acquista con una spesa compresa tra 25 e 30 mila €.

In zona Panche il semestre ha evidenziato una buona domanda che si distribuisce in modo uniforme tra prima casa, acquisto migliorativo e investimento. Chi è in cerca della prima casa sceglie soprattutto trilocali, mentre per la sostituzione spesso si punta al quattro locali. Bilocali e trilocali sono invece le tipologie più compravendute dagli investitori che acquistano in questa area della città grazie alla presenza del Polo Universitario e dell’Ospedale di Careggi. L’investimento medio si attesta tra 150 e 200 mila €. Nell’ultimo anno è diminuita la domanda di appartamenti in affitto da parte di studenti universitari, è aumentata però quella da parte di personale ospedaliero e di conseguenza il mercato delle locazioni gode sempre di ottima salute. Il canone di un bilocale è di 600-700 € al mese, mentre per i trilocali la spesa sale a 700-800 € al mese. La maggior parte delle abitazioni del quartiere Panche è stata costruita tra gli anni ’50 e ‘70 e per una soluzione usata si spendono mediamente 2000-2400 € al mq. Piacciono le soluzioni posizionate in via delle Panche e via Morandi, via Ragazzi del ’99 e via Corsi. Le soluzioni più signorili della zona si concentrano nella zona di Castello alto, Via Dazzi e nelle strade limitrofe dove ci sono piccoli contesti condominiali, case di corte, terra-tetti e ville singole di prestigio costruite tra il XVI e il XVII secolo. Una soluzione usata ed in buone condizioni ha valori medi di 3000 € al mq. Vanno avanti i lavori per la realizzazione di un supermercato Coop presso la stazione Rifredi. Buona la domanda di box auto in zona Panche, anche se il quartiere non presenta particolari difficoltà di parcheggio: il prezzo di un box singolo si attesta sui 30 mila €.

Valori invariati nella macroarea di Campo di Marte nella prima parte dell’anno.
Sono stabili le quotazioni nell’area di Bellariva, Rovezzano e Varlungo. Il mercato è vivace, il numero di richieste è buono, grazie anche ai bassi tassi sui mutui. La domanda proviene principalmente da famiglie e la tipologia preferita rimane il trilocale. Piacciono le soluzioni già ristrutturate, mentre per le abitazioni da ristrutturare i tempi medi di vendita si allungano e ci sono maggiori difficoltà. Da segnalare qualche richiesta in più di soluzioni dotate di terrazzi e giardini, ma l’offerta di abitazioni con queste caratteristiche è molto bassa. Basso il numero di acquisti per investimento, che si concentrano soprattutto in aree più centrali della città, in questo caso si cerca solo l’affare. Bellariva è il quartiere più centrale, infatti acquista in zona non solo chi già ci vive ma anche coloro che abitano nei quartieri limitrofi. La maggioranza dei condomini sono stati costruiti negli anni ’60-’70 ad eccezione di alcuni palazzi costruiti nei primi anni del 1900. Una soluzione usata, in buono stato, si valuta mediamente 2700-2800 € al mq. In posizione più decentrata sorge il quartiere di Rovezzano, con un’offerta immobiliare caratterizzata in parte da abitazioni di tipologia popolare (ex Iacp). Un’abitazione usata ha quotazioni medie di 2000 € al mq. Varlungo, che sorge in posizione intermedia tra gli altri due quartieri, offre abitazioni costruite tra gli anni ’60 e gli anni ’70 acquistabili a 2600 € al mq con punte di 3300 € al mq. Nei prossimi mesi i lavori per la realizzazione della tramvia, già in atto in altre zone della città, dovrebbero arrivare anche in zona Bellariva, dove attualmente non sono presenti cantieri. Attivo il mercato delle locazioni, alimentato soprattutto da giovani coppie e da qualche straniero che lavora in città. La pandemia ha spaventato i proprietari che ora, più che in passato, chiedono garanzie ai futuri inquilini per paura di incorrere in situazioni di cassa integrazione o di licenziamento. Il canone di un bilocale si attesta su 600-650 € al mese ed il contratto più utilizzato è quello a canone concordato. Da segnalare anche una buona domanda di box auto ma l’offerta è quasi inesistente: in questa area della città il valore di un box singolo si attesta tra 40 e 45 mila €.

Prezzi stabili anche nella macroarea di Poggio Imperiale-Bandino.

Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa

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COMPRARE CASA IN SPAGNA

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– 4.02.2020 –

In base alle analisi condotte dall’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa Spagna, nella penisola iberica sono molte le città con un’alta percentuale di acquisti per investimento.

Città % di acquisto per investimento
Valencia 29,60%
Zaragoza 28,60%
Madrid 27,40%
Sevilla 26,10%
Málaga 22,50%
Barcelona 19,30%
Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa Spagna

“Le città di medie dimensioni (come Zaragoza, Malaga, Valencia) hanno rendimenti più elevati con una buona domanda di locazione, risultano perciò molto interessanti per gli investitori. Inoltre, il prezzo di acquisto è inferiore rispetto alle grandi città, come Barcellona e Madrid. A Barcellona, ad esempio, il prezzo delle case è molto elevato e subisce l’eccessiva regolamentazione dei canoni d’affitto da parte delle istituzioni pubbliche” – dichiara Lazaro Cubero, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa Spagna.

“Per quanto riguarda il comparto prettamente turistico, attualmente il Gruppo Tecnocasa Spagna è presente nelle Isole Canarie, nella città di Santa Cruz de Tenerife (che è la zona meno turistica) ed vi sono diversi uffici in aree dell’Andalusia, in graziose località costiere, dove si nota una maggiore richiesta di acquisto per investimento o di seconda casa.

Dal punto di vista degli immobili turistici la città di Malaga ha una grande richiesta di case vacanza. Lo stesso fenomeno si registra in città come Fuengirola (15,4%) o Mijas (15%), dove c’è una forte domanda di investimenti per le seconde case. A Motril si registra il dato più significativo, infatti il 44,7% della domanda è relativa alle seconde case” prosegue Cubero.

“Nelle zone turistiche (soprattutto in località di mare) troviamo piccoli paesi con buoni prezzi. A Fuengirola o Motril, il prezzo al metro quadrato è inferiore alla media nazionale, e lontano dai valori delle città come Barcellona e Madrid. Si tratta di località incantevoli vicine alla spiaggia, dotate di luoghi suggestivi, nonostante siano piccoli centri possiedono molti servizi e attività adatte al turismo”.

Città

PREZZO – Euro al mq
Fuengirola 1.550
Motril 1.130
Barcelona 3.033
Madrid 2.627
PREZZO MEDIO SPAGNA 2.292
Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa Spagna

“Se un italiano acquista una casa in Spagna le spese che dovrà sostenere come proprietario dipendono molto da ciascuna comunità autonoma, poiché l’imposta sul passaggio di proprietà può variare a seconda della zona” conclude Lazaro Cubero, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa Spagna.

Fonte: Gruppo Tecnocasa

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MERCATO IMMOBILIARE PALERMO I SEMESTRE 2021

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– 2.02.2022 –

Nel capoluogo siciliano lieve rialzo dei prezzi e importante ripresa delle transazioni

Nella prima parte del 2021 i valori immobiliari di Palermo sono aumentati dello 0,8%; segnali positivi, dunque, per il capoluogo siciliano che finalmente, in questo semestre, vede l’interruzione di periodi in cui i prezzi continuavano a diminuire. Sul versante delle compravendite, nella prima parte del 2021, si segnala un rialzo delle transazioni del 41,9% rispetto allo stesso periodo del 2020 e del 9,4% rispetto allo stesso periodo del 2019. Le zone del centro mettono a segno un lieve rialzo dei prezzi (+1,0%).

Nel centro storico dopo il lockdown il mercato sembra essere ripartito con richieste sia di prima casa sia di investimento. La ripresa dei flussi turistici durante l’estate ha portato tanti proprietari che avevano affittato la casa vacanza con affitti transitori a immetterli nuovamente sul canale turistico. Si conferma la domanda di tagli più ampi, anche oltre i 200 mq. Balconi e terrazze erano già un must richiesti prima del Covid. Gli investitori puntano sulle zone a ridosso di siti turistici o vicino al porto o a ridosso del mercato di Ballarò.  Investono capitali inferiori a 100 mila €, spesso bilocali da 40-50 mila € per iniziare poi ad espandersi con soluzioni più ampie. Le quotazioni più elevate le registra l’area a ridosso del Foro Italico (via Butera e via Alloro) dove le soluzioni vista mare si valutano intorno a 2000-2500 € al mq. Si segnalano anche compravendite di soluzioni popolari costruite ante 1910 e valutate a prezzi medi di 1200 € al mq. Sono acquistate da famiglie che hanno budget contenuti e che approfittano di mutui più vantaggiosi. C’è richiesta di palazzine da ristrutturare con il bonus 110% ma al momento l’offerta è bassa. Sul mercato delle locazioni si muovono coloro che non riescono ad acquistare. Per un bilocale i canoni di locazione sono di 350-400 € al mese.  Chi cerca la prima casa si sta orientando sempre più verso la presenza di spazi esterni ma non sono facili da trovare.

Decisamente positivo il trend registrato nella macroarea della Fiera (+8,3%) grazie all’andamento dei prezzi nel quartiere di Montepellegrino – Fiera.
Subito dopo il primo lockdown il mercato ha avuto un momento di incertezza per poi rendersi più dinamico successivamente. Si realizzano prevalentemente compravendite di prima casa, spesso di dimensioni medio grandi, da 120-150 mq. I prezzi, più contenuti rispetto al vicino quartiere Libertà, hanno spinto il mercato. La zona presenta sia immobili di tipo popolare costruiti ante ’67 e acquistabili a 600-700 € al mq sia un’area più civile realizzata negli anni ’60-’70 con valori medi di 1500 € al mq.  Le soluzioni più signorili si trovano in via Ammiraglio Rizzo e traverse dove ci sono abitazioni costruite nella seconda metà degli anni ’80 che ristrutturate hanno valutazioni medie di 1700 € al mq. Decisamente più dinamico il mercato delle locazioni che vede una buona domanda da parte di giovani coppie, famiglie e lavoratori fuori sede. In zona è presente la Fincantieri. Per un trilocale si chiedono 500 € al mese e 100 € in più per il quadrilocale. Si stipulano contratti a canone libero o a canone concordato con cedolare secca.

In crescita dell’1,1% i valori immobiliari nella macroarea di Università – Brancaccio.
A contribuire a questo trend l’andamento del quartiere di Calatafimi – Pindemonte – Villatasca. Il mercato è dinamico ed è animato prevalentemente da acquirenti di prima casa che qui trovano diverse opportunità di acquisto visto che i prezzi oscillano da 40-50 mila € fino ad un massimo di 200 mila €. In corso Calatafimi ci sono soluzioni, spesso da ristrutturare, acquistabili a non più di 1500 € al mq. Prezzi leggermente più bassi, 1000 € al mq, si registrano in zona Cuba – Pindemonte, più economica e datata così come nella popolare zona di Villatasca, dove circa l’80% delle abitazioni sono state realizzate tra gli anni ’50 e gli anni ’60: i prezzi vanno da 900 a 1200 € al mq per le soluzioni in edilizia convenzionata e intorno a 1500 € al mq per quelle in edilizia residenziale. Intorno a via Calatafimi si possono acquistare soluzioni di nuova costruzione a prezzi medi di 3000 € al mq. Sono state realizzate diverse operazioni di acquisto di immobili all’asta, ristrutturati e poi rivenduti. Buona la domanda di case in affitto richieste da chi lavora presso le caserme e l’Ospedale della zona. Il canone di un trilocale si attesta intorno a 500 € al mese, il contratto utilizzato è a canone concordato spesso con cedolare secca.

Nei quartieri di Oreto Nuova – Brancaccio – Ciaculli dopo il lockdown si è registrata una buona ripresa. La motivazione dell’aumento si deve ricercare nel fatto che molti proprietari hanno fatto ricorso al superbonus e questo ha consentito loro di spuntare qualcosa in più in vista della futura rivalutazione dell’immobile. Le banche sono propense ad erogare anche se con maggiore attenzione. Infatti, molte compravendite si realizzano con acquirenti che hanno disponibilità di spesa o comunque le condizioni necessarie per accedere al credito. Si realizzano compravendite sia come prima casa sia come investimento: con quest’ultima finalità si impiegano 20-40 mila € per acquistare piccoli tagli che si affittano a 300 € al mese. La ricerca di prima casa si orienta su trilocali e quattro locali. Oreto è il quartiere preferito perché ci sono costruzioni degli anni ’70-’80 e concentra molti servizi. Via Oreto Nuova, strada che collega la stazione centrale di Palermo con viale Regione e che porta verso l’autostrada per Catania e per Messina è sempre tra le preferite. Prezzi medi che si attestano su 750 € al mq. Quotazioni leggermente inferiori si registrano in zona Brancaccio (prezzi medi intorno a 650 € al mq) e a Ciaculli dove si trovano abitazioni indipendenti degli anni ’50 e ’60, dotate di spazi esterni: i prezzi non superano i 100 mila € per tipologie già ristrutturate (in particolare su via Ciaculli). Soluzioni indipendenti già ristrutturate intorno a 120 mila € sono acquistabili nell’area di Croce Verde – Giardini. Sempre molto attivo il mercato delle locazioni in questa area della città. Il canone di un trilocale si attesta sui 400 € al mese ed i contratti più utilizzati sono quelli a canone concordato con cedolare secca. I mutui vantaggiosi stanno facendo propendere maggiormente per l’acquisto.

Diminuiscono dello 0,9% i valori delle abitazioni nella macroarea Parco della Favorita e dello 0,4% quelle di Uditore.

Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa

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SPECIALE LOCAZIONI GENOVA

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– 18.01.2022 –

Nel capoluogo ligure convince il contratto a canone concordato

A Genova, secondo l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, nella prima parte del 2021 i canoni di locazione dei monolocali sono aumentati dello 0,5%, quelli dei bilocali dell’1,3% e quelli dei trilocali sono diminuiti dello 0,2%.  

In tutte le macroaree si rilevano canoni in ribasso. In particolare, si segnala la diminuzione dei valori nella macroarea di Marassi-Molassana-San Fruttuoso in seguito alla contrazione che ha interessato il quartiere Marassi dove c’è un maggiore ricorso al credito e all’acquisto.

Fanno eccezione le macroaree Pegli-Voltri-Sestri e Castelletto-Foce-San Martino dove ci sono alcune realtà in lieve ripresa.

Variazione percentuale dei canoni di locazione per macroarea (I sem 2021 su II sem 2020)

Macroarea Monolocali Bilocali Trilocali
Principe-Oregina Nd Nd 0,0
Cornigliano-Sampierdarena 0,0 0,0 0,0
Voltri-Pegli-Sestri 1,9 2,0 0,0
Certosa-Ponte Decimo 0,0 0,0 0,0
Marassi-Molassana-San Fruttuoso -7,4 0,0 -3,4
Castelletto-Foce-San Martino 0,0 3,3 2,8

L’86% sceglie l’affitto per volontà o per impossibilità di accesso al credito, il contratto più utilizzato è quello a canone concordato con 89,5% delle preferenze.

Nella prima parte del 2021 il canone medio di un monolocale si attesta su 300 € al mese, quello di un bilocale su 360 € al mese, mentre per i trilocali la spesa sale a 440 € al mese.

BILOCALI: variazione percentuale dei canoni di locazione

2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 I sem 2021
-0,9 -2,5 -6,4 -8,5 -2,3 -2,2 +0,7 +0,2 +2,6 -1,7 +1,3

 

TRILOCALI: variazione percentuale dei canoni di locazione

2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 I sem 2021  
-0,5 -5,9 -5,6 -7,4 -1,0 -2,8 0,0 -4,1 -1,2 -1,0 -0,2

 Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa

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