Categoria: Lettere ad AssoCareNews.it

RSA. Operatori Non Vaccinati Contro Il Covid Saranno Licenziati: Il Tribunale Respinge Ricorso.

Le dirigenze delle RSA hanno ragione. Operatori non vaccinati contro il Covid saranno licenziati: il tribunale respinge ricorso. Egr. Direttore di AssoCareNews.it, volevo segnalarvi un servizio uscito pochi giorni fa su Repubblica e firmato da Enrico Ferro. Nel pezzo si fa riferimento alla decisione del Tribunale del Lavoro di Belluno di “assolvere” le direzioni delle Residenze Sanitarie Assistenziali e delle case di riposo venete relativamente alla possibilità di licenziare Medici, Infermieri, OSS, Professioni Sanitarie e altri operatori non vaccinati contro il Coronavirus.

Si tratta di una decisione che per molti può sembrare assurda, ma che a mio avviso è giusta. Se noi lavoriamo in ambito sanitario dobbiamo essere i primi a tutelarci e a tutelare i nostri Assistiti contro le Pandemia, come quella da Covid-19.

Ecco il pezzo in questione.

Il diritto alla salute dei soggetti fragili che entrano in contatto con chi esercita le professioni sanitarie e il diritto alla salute della collettività, prevalgono sulla libertà di chi non intende sottoporsi alla vaccinazione contro il Covid. Quindi non solo le ferie forzate erano legittime ma, d’ora in poi, o i lavoratori delle Rsa si vaccinano o devono cambiare lavoro. Con queste motivazioni il Tribunale di Belluno ha dichiarato inammissibile il reclamo presentato dagli otto operatori socio sanitari delle case di riposo di Belluno e di Sedico, che chiedevano il riconoscimento del diritto a non vaccinarsi senza dover incorrere in ferie forzate o sospensioni.

Per la seconda volta la sezione Lavoro del Tribunale, riunita in forma collegiale (Umberto Giacomelli presidente, Paolo Velo giudice e Chiara Sandini giudice relatore) ha rigettato il reclamo dei lavoratori contro l’ordinanza del 19 marzo scorso che aveva respinto l’azione legale contro Sersa e Sedico Servizi, valorizzando l’obbligo del datore di lavoro di tutelare la salute sul luogo di lavoro (ai sensi dell’articolo 2087 del codice civile). I lavoratori, rappresentati dall’avvocato Andrea Colle, avevano provato a ribadire il loro diritto a scegliere se vaccinarsi o meno, al di là del decreto 44/2021, senza dover subire sospensioni non retribuite o peggio il loro licenziamento. Inoltre avevano chiesto al tribunale di sollevare una questione di legittimità costituzionale in merito all’articolo 4 del Dl 44/2021, ritenendolo in contrasto con l’articolo 32 della Costituzione nella parte in cui prevede l’obbligo di vaccinazione per chi esercita le professioni sanitarie.

Sersa Srl e Sedico Servizi avevano parlato di inammissibilità del reclamo, visto la presenza del nuovo decreto legge. Tesi sposata dal tribunale. I lavoratori sono stati quindi condannati a rifondere le spese pari a 2.500 euro. Degli otto dipendenti iniziali ne sono rimasti cinque: uno si è vaccinato e due hanno rassegnato le dimissioni. “È un dispositivo che conferma l’approccio che abbiamo seguito fin qui: la supremazia della tutela della salute pubblica rispetto alla libertà di scelta privata sul vaccino” dice Paolo Santesso, amministratore unico di Sersa, al Corriere delle Alpi. “Libertà che comunque può essere esercitata, scegliendo altre collocazioni professionali”.

Negli ultimi giorni in Veneto era scoppiato anche il caso denunciato dalla Cisl Funzione pubblica, circa l’isolamento di alcuni dipendenti no vax delle case di riposo. In particolare, in una struttura della provincia di Venezia sono stati ricavati spogliatoi dedicati e anche spazi per la pausa caffè solo per chi non è vaccinato. Una situazione nota ai sindacati, consapevoli però delle difficoltà vissute da molti dirigenti delle Rsa nella gestione della quota renitente alla vaccinazione in questa fase di transizione tra l’approvazione del decreto legge e l’entrata in vigore della legge vera e propria.

Insomma, o ci vacciniamo o siamo a rischio di licenziamento. I lettori di AssoCareNews.it sicuramente non se la prenderanno a male per questa mia posizione, ma credo che la stragrande maggioranza di loro la pensi come me.

Buon lavoro e vaccinatevi!

Riccardo S., Infermiere

Concorso OSS Puglia: Gli Idonei Di Foggia Lamentano L’assenza Di Assunzioni A Tempo Indetermianto.

Riceviamo e pubblichiamo una mail degli “Idonei OSS Foggia” relativa alle mancate assunzioni a tempo indeterminato per gli Operatori Socio Sanitario del Mega-Concorso Pugliese. Ecco cosa dicono e cosa vogliono. Gentile redazione di AssoCareNews.it, questa volta a scrivervi sono gli idonei stessi della graduatoria, ormai stanchi della modalità di gestione della graduatoria stessa, che ha portato a uno scorrimento pari a “0” della graduatoria a tempo indeterminato, ma solo incarichi Covid senza sicurezza.

La questione che vogliamo portare a conoscenza riguarda l’Asl di Foggia (ricordiamo che il concorso è stato bandito per 2445 unità), durante la fase istruttoria, oltre a riscontrare attestati Oss non validi, e titoli di carriera non validi a livello concorsuale, vi sono state rinunce all’incarico, quindi per colmare il numero dei vincitori si è proceduto a scorrimento degli ultimi collocati nella graduatoria di merito. E qui iniziano i problemi, tutte le aziende sanitarie hanno proceduto dopo assegnazione sedi ad avviare le procedure assuntive dei nuovi vincitori entro i 90 giorni da tale dichiarazione, come prevede la legge, l’Asl Foggia diversamente, asserisce che i vincitori devono essere assunti nel 2022 perché non ha fondi per mettere a bilancio queste nuove nove unità, che chiaramente sono già state messe a bilancio essendo vincitori, non idonei convocati per scorrimento e quindi rientrano nel Fabbisogno personale 2018-2021. Ma non si tratta di un tentativo isolato, nel luglio 2020 una delibera poi revocata della stessa Asl Foggiana, prevedeva l’assunzione dei vincitori in tre anni.

Come sempre nonostante un diritto acquisito la beffa, i 5 colleghi di febbraio e i 9 di aprile diventati vincitori e quindi hanno il diritto ad essere assunti entro 90 giorni, devono aspettare il prossimo anno per iniziare a lavorare e quindi mantenere le proprie famiglie, l’azienda sanitaria Foggiana cerca di imbeccare una strada che lede i diritti e la dignità delle persone vincitrici di un concorso pubblico, e un mancato rispetto della legge (ricordiamo ancora una volta che le nove unità sono già previste nel bilancio personale 2018/2021), quindi la motivazione dei mancati fondi non regge è al quanto ridicola dal nostro punto di vista. Noi siamo stanchi di queste stranezze che si stanno verificando solo in Puglia su questo concorso, per una figura in forte carenza in tutti i presidi, non solo non si procede a far scorrere la graduatoria nonostante i fondi e la crisi pandemica offrendo agli operatori contratti ridicoli, ma anche turni estenuanti a causa della forte carenza, ma ADDIRITTURA si sta negando a padri e madri di famiglia dichiarati vincitori per scorrimento di un “CONCORSO PUBBLICO” all’assunzione a tempo indeterminato entro i 90 giorni previsti. Chiediamo all’Asl di Foggia onde evitare contenziosi legali a procedere all’assunzioni delle 14 unità entro i 90 giorni previsti per legge, e alle autorità governative, presidente della regione Dott. Michele Emiliano, direttore del dipartimento della salute Dott. Vito Montanaro e al direttore generale della Asl di Foggia dott. Piazzola di intervenire affinché questo avvenga.

Il governo Pugliese, le aziende sanitarie, vantano di aver creato una graduatoria di 14000 persone per una figura quasi inesistente in un territorio cosi vasto, ma la verità che tutti i presidi sono al collasso e le unità presenti non riescono a garantire i Livelli essenziali di assistenza, quindi invece del vanto invitiamo a terminare l’assunzione dei vincitori in maniera celere da parte dell’Asl Foggia e di utilizzare la graduatoria, la guerra contro la pandemia si vince non con le parole, ma con i soldati e quelli MANCANO, quando si parla di sanità, si parla della vita dei cittadini.

Idonei OSS Foggia