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WEB REPUTATION – per gli inscritti ad OnlyFans diventare famosi diventa sempre più difficile?

Le piattaforme di social media che offrono ai creatori un modo per guadagnare denaro stanno spuntando su Internet; c’è di tutto, dal fondo per i creatori di TikTok al barattolo dei suggerimenti di Twitter . Ma le app progettate specificamente per incanalare denaro nei portafogli dei creatori sono sempre meno numerose. I due più famosi sono Patreon e OnlyFans e le loro offerte sono nettamente diverse: podcast vs porno.

Ma devi pubblicare lavori sessualmente espliciti su OnlyFans? Ti viene richiesto di inviare messaggi avanti e indietro con estranei? Puoi davvero fare soldi sulla piattaforma? Ciò che è OnlyFans, in ogni caso?

Siamo qui per rispondere alle tue domande.

Cos’è OnlyFans?

OnlyFans è stato avviato nel 2016 dall’imprenditore britannico Tim Stokely, ora CEO, secondo il sito . Il suo obiettivo principale è aiutare i creatori di contenuti e gli artisti a “monetizzare i loro contenuti mentre sviluppano relazioni autentiche con la loro base di fan”. Ciò significa sostanzialmente che la piattaforma è stata creata per consentire agli utenti di pubblicare contenuti dietro un paywall, a cui i fan devono abbonarsi per l’accesso. I fan possono anche pagare di più per scambiare messaggi con i creatori e “suggerire” per ottenere contenuti creati su richiesta che siano specificamente adattati ai loro interessi e gusti.

I creatori devono pubblicare un tipo specifico di contenuto?

Chiunque può creare un OnlyFans e può pubblicare tutto ciò che pensa di poter far pagare alle persone, sessualmente esplicito o meno. Ma la piattaforma è famosa per essere il luogo in cui i creatori pubblicano contenuti osceni. Prendi il verso di Beyoncé nel remix di “Savage” di Megan Thee Stallion: “Hips TikTok quando ballo/On that Demon Time, potrebbe iniziare un OnlyFans (OnlyFans).” Il New York Times ha soprannominato la piattaforma il ” paywall del porno “. Bella Thorne ha fondato un OnlyFans ed è stata accusata di truffare le prostitute

 

Oltre alle prostitute, ci sono anche istruttori di fitness, ballerini e artisti che utilizzano la piattaforma per pubblicare contenuti a pagamento e connettersi con i fan. OnlyFans stesso sembra cercare di allontanarsi dal porno. Secondo Bloomberg , la piattaforma sta lavorando per attirare investitori che possono contribuire a renderla più mainstream e guadagnare di più: pensa a YouTube combinato con Cameo, un luogo in cui celebrità e atleti possono connettersi con i fan. Floyd Mayweather è già sull’app, non per pubblicare nudi, ma per condividere “contenuti mai visti prima mentre si conoscono i migliori fan”. C’è anche Cardi B,per condividere frammenti della sua vita personale. Ciò potrebbe attirare nuovi utenti e inserzionisti che potrebbero essere contrari a mettere il proprio marchio su un sito con una tale reputazione per i contenuti per adulti.

 

Quanti soldi possono guadagnare i creatori su di esso?

Dipende dal tipo di contenuto che stai producendo, dalla portata che hai e da tutta una serie di altre variabili, ma i creatori possono guadagnare da poche centinaia di dollari al mese a poche migliaia. Secondo OnlyFans , più di 100 creatori hanno guadagnato oltre $ 1 milione da quando hanno monetizzato i loro contenuti sulla piattaforma. Da quando la piattaforma è stata avviata nel 2016, ha pagato oltre $ 3 miliardi ai creatori.

Come ti iscrivi ai creator?

Non devi essere un creatore per utilizzare la piattaforma, infatti è alimentato da utenti che non pubblicano sulla piattaforma. Per iscriverti ai creatori, devi semplicemente creare un account OnlyFans, andare alla Home page e trovare qualcuno che ti interessa seguire. Controlla i loro livelli di abbonamento e decidi quale tipo di pacchetto o offerta sei interessato a pagare. Puoi anche dare una mancia a un creatore dell’importo che desideri o pagare per messaggi e contenuti personalizzati con messaggi pay-per-view che vanno da un paio di dollari a più di $ 100, a seconda del creatore.

OnlyFans app, quando si guadagna? come funziona e cosa è la piattaforma americana la nostra reputazione online e a Rischio?

OnlyFans è una tra i social media in più rapida crescita in questo momento grazie ad un aumento esponenziale delle iscrizioni, durante quest’anno di lockdown, con un guadagno di quasi 200.000 nuovi utenti ogni 24 ore e un aumento del 75% delle iscrizioni.[1]

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Come funziona?

OnlyFans è un social media basato sugli abbonamenti. Chiunque può iscriversi a questa piattaforma e può pubblicare contenuti, video e foto decidendo di far pagare una quota al pubblico intenzionato ad accedere a questi contenuti.

I creatori di contenuti sono molto vari: da celebrità e influencer a musicisti, chef e istruttori di fitness. Onlyfans è anche molto popolare per i contenuti pornografici.

L’aumento di creatori di contenuti e abbonamenti ha visto un’ulteriore crescita da quando Pornhub ha limitato l’upload di materiale video e fotografico “amatoriale” solamente ad utenti certificati. Limite, questo, che pare non esserci in Onlyfans.

Una crescita dunque non priva quindi di controversie, principalmente legate alla grande quantità di contenuti pornografici sulla piattaforma.

Un articolo del New York Times nel 2019 ha affermato che la piattaforma “ha cambiato per sempre il lavoro a luci rosse” e ci sono state segnalazioni di alcuni intrattenitori adulti che fanno somme a sei cifre ogni anno.[2]

A parte il contenuto sessuale e pornografico, molti streamer e creatori di contenuti lo vedono come una seconda fonte di entrate. I musicisti, ad esempio, sono in grado di collegare i loro account Spotify alla loro pagina, presentando la potenziale esposizione ai talenti insieme alle entrate che i servizi di streaming musicale non forniscono da soli. OnlyFans gestisce anche un “programma di referral”, che consente a coloro che hanno un seguito più ampio di ricevere una commissione del 5% sui guadagni da coloro che si iscrivono tramite il proprio link di riferimento, per 12 mesi.

Quali rischi presenta Onlyfans?

Il lavoro sessuale e la pornografia sono un mezzo di guadagno molto popolare sulla piattaforma, nonostante non siano pubblicizzati nel sito e blog ufficiale [3] dove invece vengono condivisi esempi virtuosi e possibilità date dal condividere tutt’altro tipo di materiale.

Il social media prevede delle limitazioni in base all’età. Per condividere i propri contenuti, gli utenti devono avere almeno 18 anni e devono fornire un selfie insieme a un documento d’identità con foto e un indirizzo registrato. Tuttavia, sono state sollevate preoccupazioni sull’efficacia di questo processo, con segnalazioni di adolescenti che utilizzano ID presi in prestito per creare un account.

Purtroppo una pratica sempre più diffusa vede i minori vendere sempre più foto o video sessualmente esplicite sulla piattaforma.

Un altro elemento di rischio da non sottovalutare è che i link di Onlyfans possono essere condivisi in tutti i social, quindi è possibili trovarli sulle bio di Instagram e TikTok (e in qualunque altro social media) aumentando la semplicità di accesso a questi contenuti.

Più aumenta la diffusione di questi contenuti, la facilità di produzione e di accesso più aumenta la percezione condividere e guadagnare materiali video con questa piattaforma sia molto semplice, facile e veloce.

“Quindi perché non mettermi un po’ in mostra anche io in questi social ed ancora più in mostra in Onlyfans? Così facendo potrei guadagnare un po’ di soldi facili? Tanto lo fanno in tantissimi!” è un ragionamento che rischia di diffondersi molto velocemente.

Un modo di vivere, raccontare e condividere la propria intimità e sessualità molto triste e che rischia di mettere in moto un processo virale vizioso dal quale stare molto attenti.

Quindi che fare?

Come sempre dobbiamo condividere con i più giovani l’insegnamento di pensare in modo critico e di prestare attenzione ai contenuti che la rete ci offre.

Che cosa ci sta raccontando un ragazzo o un ragazzo che condivide questo tipo di contenuti on-line a pagamento?

Quali possono essere le conseguenze sulla sua reputazione on-line a medio/lungo termine? Queste sono per esempio due domande utili per riflettere su questo triste fenomeno.

Condividiamo sempre la buona prassi di segnalare i contenuti inadatti che troviamo on-line. Su Onlyfans, Instagram, TikTok, Facebook, Wikipedia…dove volete!

Per rendere la rete un posto migliore serve sviluppare la consapevolezza che essere buoni cittadini digitali vuol dire “fare qualcosa”. Non fregarsene ma segnalare, denunciare e nel dubbio chiedere.

Un suggerimento utile per tutti e per tutte le fasce d’età perché – ricordiamoci – il boom di questo social non è solo tra i giovanissimi ma principalmente tra molti adulti.

 

[1] https://www.insider.com/people-are-creating-onlyfans-accounts-after-losing-jobs-during-pandemic-2020-6

[2] https://www.nytimes.com/2019/02/09/style/onlyfans-porn-stars.html

[3] https://blog.onlyfans.com/

OnlyFans può inglobare magazine indipendenti?

Su nss magazine non siamo soliti rompere l’illusione scenica del magazine, parlando di come e perché facciamo i nostri contenuti. Fa un parte del gioco – Supreme docet anche su questo – ma oggi faremo un’eccezione.
Lunedì 1° febbraio abbiamo pubblicato la Digital Cover N05 di questo magazine: si chiama BODY ed è un corto girato da Tommaso Ottomano che racconta la relazione con il proprio corpo dei sette protagonisti, filmati prima vestiti e poi nudi. Nella fase di brainstorming creativo, quando le prime idee sul film passano dallo stato gassoso a quello liquido, è venuto a galla quanto avrebbe cambiato il contenuto – e quindi il senso stesso del film – la piattaforma su cui sarebbe stata pubblicato. Se BODY fosse stato pubblicato su Instagram o YouTube non avrebbe contenuto nessuna scena di nudo integrale – ma neanche di capezzoli o altre singole parti del corpo – minando alla base il messaggio; allo stesso tempo fare un contenuto esclusivamente visibile sul nostro sito da l’idea di un lavoro artistico ombelicale. Per questo motivo abbiamo preso la decisione di pubblicare il film su OnlyFans, diventando la prima media company italiana ad usare la piattaforma per un contenuto editoriale. Ecco, penso che valga la pena condividere qualche considerazione e pensiero sul rapporto tra OnlyFans e il mondo dei magazine, intanto qui trovate il link per vedere BODY, basta iscriversi senza il bisogno di pagare.

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Come ha sottolineato Valerio Bassan nella sua newsletter Ellissi, oggi OnlyFans è La piattaforma emergente nella content creation nsfw, con oltre 100 milioni di utenti registrati, di cui oltre 1 milione creator. Funziona in maniera molto semplice, ma meno “verticale” rispetto a social emergenti come TikTok: ogni creator ha un profilo con dei contenuti privati a cui si accede tramite abbonamento mensile a pagamento, oltre a contenuti premium per cui è richiesta una fee extra. Per i creator è molto complicato farsi pubblicità “dentro” OnlyFans, il che li spinge verso social tradizionali come Instagram, Twitter o Reddit invitando da lì utenti ad iscriversi su OnlyFans per avere contenuti esclusivi. Si tratta di un’operazione win-win tra OF e i creator, che diventano strumenti di marketing dell’azienda assicurandosi tuttavia introiti considerevoli, come ha raccontato Cecilia Caruso in un’intervista con due creators italiane. Negli ultimi mesi su OF sono arrivati anche influencer e celeb, essendo un modo semplice per monetizzare direttamente la propria fanbase con contenuti esclusivi di backstage o vita privata. Gli esempi più citati tra celeb e influencer sono Cardi BTygaBella ThorneMia Khalifa fino ad arrivare all’Italia con Gue Pequeno.

Come spesso accade, l’editoria digitale ha ignorato l’avvento di un social così caratterizzato sui contenuti nsfw, ignorandone i lati potenzialmente molto interessanti che fanno parte del dibattito nell’industria da anni. Per nss la scelta di pubblicare BODY in esclusiva su OF è soprattutto uno statement politico sulla libertà di espressione: come magazine digital siamo legati indissolubilmente ai social network tradizionali, le cui policy tuttavia vengono aggiornate in maniera arbitraria e manichea. Si parla molto di body-positivity e di inclusività ma Facebook e Instagram sono capaci di bannare un intero profilo dalla notte al giorno per una foto in cui si intravede un capezzolo compromettendo anni di lavoro e creando un danno economico per l’utente. BODY celebra il corpo in tutte le sue forme e parti, coperte e scoperte, con un tocco ironico quasi surreale che crea una dissonanza estetica interessante con l’involucro di OnlyFans.

Parlando più in generale però, OnlyFans offre all’editoria su un piatto d’argento due delle chimere che da anni vengono seguite dall’industria: la monetizzazione e il community-building. Applicare un paywall su un sito come quello di un giornale o un magazine online è infatti un lavoro estremamente complesso e costoso a livello di tecnologia (ci sono moltissime pagine, alcune devono rimanere visibili). Quasi tutti i quotidiani oggi hanno un paywall mentre molti magazine stanno sperimentando soluzioni ibride per mantenere una quantità accettabile di contenuti visibili agli utenti e cercare invece di monetizzare le visite sul proprio sito. A questo problema OnlyFans – ma anche Patreon e altre piattaforme – offrono una soluzione facile e a basso costo per magazine indipendenti che hanno bisogno di trovare un fonte alternativa di revenue. L’unico magazine a sperimentare OnlyFans è stato Munchies – il vertical di Vice dedicato al cibo – e per questo è un azzardo dire se può essere una soluzione sostenibile sul medio-lungo periodo. Una soluzione alternativa può sicuramente essere OF come piattaforma per eventi pop-up come una digital cover o la copertura di un evento.
Il principio che guida la crescita di OF è quello di creare una community attorno ad un profilo, con un rapporto diretto e continuo tra audience e creator. In questo senso più che altri social, il rapporto ricorda più quello delle community create intorno ad una newsletter, in cui ogni singolo componente dell’audience ha un contatto diretto con il creator e in rari casi si creano rapporti orizzontali nel pubblico. Questa è forse la sfida più complessa che offre OF per un magazine: fornire costantemente contenuti interessanti per la nicchia di riferimento, così interessanti ed unici da valere una subscription che costa un quinto dell’abbonamento Netflix.

Insomma OF è un posto complicato come ogni altro social network: le difficoltà sono diverse e le soluzioni anche. Tuttavia l’industria dell’editoria indipendente rischia di diventare prigioniera di un algoritmo – che si tratti di Facebook o Instagram – che spesso non prende in considerazione le necessità editoriali e aziendali di tali realtà. Guardare altrove e provare soluzioni alternative può essere il modo per aggirare quella che somiglia sempre più ad una censura perbenista.

In ogni caso, vi invitiamo a visitare il profilo OF di nss magazine e a guardare in anteprima BODY.

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Every day, hundreds of men pay Dannii Harwood to enact their sexual fantasies and boost their self-esteem. Sometimes her clothes come off. Sometimes she dresses up as a nurse or a dominatrix.

If a guy is a regular customer, she likely knows his birthday, the names of his children and his pets — even when to call after a surgical procedure.

He may pay her to help him achieve an orgasm, though she is not a prostitute. He may purchase erotic videos from her, though she is not a porn star.

Ms. Harwood is one of the top earners on OnlyFans, where subscribers — mostly male; straight, gay and beyond — pay models and social media influencers a fee, generally $5 to $20 a month, to view a feed of imagery too racy for Instagram. With that access, subscribers can also direct message and “tip” to get pictures or videos created on demand, according to their sexual tastes.

Models who join the site often presume that their subscribers will increase in number if they post more often and make the content more explicit. The “more often” part is true. The “more explicit” part is not.

At a time when anyone with a smartphone or small studio can become his or her own pornographer, and content is often free, the hottest site in the adult entertainment industry is dominated by providers who show fewer sex acts and charge increasing fees depending on how creative the requests get.

That’s the first paradox at the center of the OnlyFans phenomenon.

The most popular OnlyFans personality is Jem Wolfie, of Perth, Australia.

She can’t help but laugh when people call her a “fitness model.” As she noted in an interview, “70 percent of my fans are men.” So the bulk of them aren’t looking for exercise tips, although she may provide them, for an added fee (along with healthy recipes — she used to be a chef).

According to OnlyFans, she has 10,000 subscribers who pay $10 a month for access to a feed in which she shows off her Kardashianesque proportions, squatting in really tight leggings and squeezing her breasts together, strategically covering her nipples. “I’m a thick girl,” she said matter-of-factly.

Credit…Matt Grubb for The New York Times

“Basically, OnlyFans is online go-go dancing,” said Matthew Camp, a 34-year-old model on the men’s side who broke into the business a decade ago writhing on platforms around downtown Manhattan for the party promoter Susanne Bartsch.

If the four main quadrants of the gay approval matrix were daddy, twink, bear and boy next door, he seemed to sit smack in the center, not falling neatly into any of those categories but appealing to the potential audiences for each.

With a G-string and a strobe light, he could make as much as $1,000 on a good night. Porn studios like Lucas Entertainment began calling.

Mr. Camp was intrigued. “Having sex for money is appealing,” he said. But $1,000 seemed low for something that would sit on the internet and brand him for life as a porn star.

So he turned them down and instead used a PG-13 feed on Instagram to build a following of more than half a million. About a year ago, as the club scene continued its slow death, he moved to Hudson, N.Y., and signed up for OnlyFans.

Weeks often went by without him posting a single picture or video. He didn’t show a full penetrative sex clip for the first nine months, yet he still regularly took home more than $10,000 a month.

“Tumblr was filled with the most extreme sexual experiences you could see,” he said. “And I think a lot of people were turned off by that. It’s not what they’re looking for. They want more intimate experiences. They want a boyfriend experience. They want to fantasize about someone that they want to have sex with and not feel disgusted by it.”

From the late 1990s to the early 2000s, dreamers in the porn industry, centered in the San Fernando Valley of California, openly described their multi-million-dollar futures in the business. There was actually a history of this happening, at least for a small number of models signed to lucrative long-term contracts with studios like Vivid and Wicked.

They could make north of $5,000 a scene and shoot a couple of those each week, according to Brian Gross, a well-known industry publicist. That income could be supplemented with five-figure sums doing nightclub appearances around the country on the weekends, he said.

Jenna Jameson — the Julia Roberts of straight porn — even parlayed her notoriety into a memoir released by HarperCollins, “How to Make Love Like a Porn Star: A Cautionary Tale,” which was a New York Times best seller. The title turned out to be eerily prescient. As its publisher, Judith Regan, pointed out: “Porn went the way of all media.” It turns out, everyone could do it.

Except that because porn was an industry of people already living on the margins of society, the effects for the performers were in many ways worse.

The primary culprits were so-called tube sites: YouTube-like platforms that aggregated stolen pornographic content, disseminated it for free and sucked up revenue from banner and video ads

Since porn studios did not have the capital or political connections to sue their most threatening adversaries out of business (as the record industry did), rates for scene work dropped. Fewer scenes were shot overall. Eventually, the studios began selling themselves to the tube sites at fire-sale prices.

It was as if the entire music business had been subsumed by Napster.

By 2015, a handful of companies were able to exert monopolistic control over the industry. MindGeek is the biggest player of all. The crown jewel of its empire is Pornhub (perhaps the most popular tube site in the world), which is supplied with content from numerous in-house production companies of the straight (Brazzers.com, Reality Kings) and gay varieties (SeanCody, Men.com).

MindGeek knows all about porn habits by doing comprehensive data analysis. It has shown less of an affinity for the product or the people who appear in it.

The MindGeek website makes no reference to the fact that the overwhelming majority of its customers are consumers of hard-core pornography.

The technocrats who built the company got rich. Many of the performers who helped enable their success became prostitutes, offering their services on websites like RentMen.com and The Erotic Review when scene work ceased to be a viable way to make a living.

It’s a fitting but unfortunate parable in an era of rampant economic inequality.

“If you have a known name, it’s much easier to market your services,” said Dirk Caber, a porn star who has filmed close to 40 scenes for MindGeek’s most popular gay site, Men.com, since 2013. Most of his income comes from his work as an escort, because this scene work pays so little.

“The whole industry did a 180,” Mr. Gross said. “When I started, there were actually websites that would out famous porn stars if they escorted, because it was shocking, for lack of a better word. Now, all talent is looked at as if they are escorts, and those who aren’t have to come out and say so.”

One alternative to escorting is webcamming. In England, there are even TV stations, like Playboy and Babestation, on which models talk live with thousands of customers and earn several hundred dollars a day.

That’s what Ms. Harwood did before OnlyFans came along.

She grew up in Wales, with a mother who stocked supermarket shelves and a father who was a factory worker.

It was a “typical working-class” household, she said recently, while on a vacation in New York that included a trip to the 9/11 memorial and the taking of many hotel room selfies.

As a little girl, Ms. Harwood was a relentless attention seeker, the sort who appeared in school plays, competed in beauty pageants and studied dance. She also had reservoirs of empathy that would serve her well later in life.

She could spot pain in others and find ways to make them feel better. She also was capable of identifying her limitations and finding ways to chart new paths for herself. “I was raised well,” she said.

She studied dance at Laine Theatre Arts, a prestigious drama and dance college near London. Then, “I went to audition after audition,” she said. “Eventually, I realized I wasn’t good enough. And it was quite hard to accept at first.”

Around 2005, Ms. Harwood posed topless on Page 3 of The Daily Sport, a second-tier British newspaper that she said “was popular with day laborers and construction workers.”

This apparently included the guys her father worked with.

One morning, he went into work and saw the picture of his daughter plastered to his locker.

On her face, his colleagues had drawn his mustache and glasses. That’s how he found out she was modeling nude. That’s why he warned her about being disowned.

Ms. Harwood felt terrible. Although she likes taking off her clothes for other people, she seems driven less by the desire to transgress than the desire to please. If she were reincarnated as a Disney character, she’d be Jessica Rabbit, not Miss Piggy.

But it wasn’t like her father had the money to support her. His warning was sort of an empty threat. So she kept going, with appearances in Playboy and British so-called laddie magazines.

In 2011, Ms. Harwood worked for a soft-core site called GlamGirls and became friendly with its owner, Tim Stokely, an earnest technocrat who looks like Mark Zuckerberg by way of Savile Row. Soon after, Mr. Stokely founded a site called Customs4U, which Ms. Harwood said, lightheartedly, may have been her idea and was like OnlyFans in beta.

The pitch was to offer horny guys the ability to become their own directors, ordering specially made videos from their favorite models.

It sputtered along while Instagram — which is free and doesn’t allow full nudity — took off. Then Mr. Stokely had his light bulb moment: Why not find a way for influencers to directly monetize their content. The platform — OnlyFans — would be similar to Instagram or Twitter except fans would have to pay a monthly subscription to view influencers’ content and interact with them.

It would therefore be a natural bolt-on to the influencer’s existing social media. A free feed on Instagram or Twitter could promote and drive traffic to the subscription-only feed on OnlyFans.

Eighty percent of the fees collected for each feed would go to the provider. Twenty percent would go to OnlyFans (although after merchant and processing fees, Mr. Stokely says its take is around 12 percent). This is roughly the same arrangement Uber has with its drivers, except that OnlyFans didn’t push performers toward poverty by dictating the prices they could charge.

When OnlyFans started, in 2016, Ms. Harwood was one of just 10 models who sought subscribers. She didn’t think much would come of it initially. Her earnings for the first month were $257.

Then, the site added features enabling models to create custom content. Ms. Harwood got inventive.

She introduced themed days like Mistress Mondays and Dare Dannii Tuesdays, when men bid to watch her drive around town in her underwear and order a pizza to her home, whereupon she would answer the door naked. She also chatted with fans daily, learning their habits, their sexual predilections and their insecurities.

“You can get porn for free,” she said. “Guys don’t want to pay for that. They want the opportunity to get to know somebody they’ve seen in a magazine or on social media. I’m like their online girlfriend.”

Ms. Harwood took out her phone and showed evidence of her theory.

She brought home $29,420.47 in August, $34,303.24 in September, $52,693.29 in October and $52,760.49 in November.

Although OnlyFans has brilliantly capitalized off the life’s work of exhibitionists, it is run by people whose most apparent trait is opacity.

That’s the second paradox at the center of its existence.

There is no website for Fenix International Limited, which is the parent company of OnlyFans. It does have a publicist, Daniel Blythe, who largely helps the men behind it avoid interviews.

When I first contacted Mr. Blythe, in November, informing him of my intention to write about OnlyFans, he was affable as could be for a man with no intention of disclosing the names of his clients, much less submitting them to an interview.

When I did discover Mr. Stokely’s name and portions of his back story, with a little help from someone on Reddit, Mr. Blythe offered the warmest of congratulations. “Refreshing to know that investigative journalism isn’t dead,” he said.

Still, the best he could offer were written responses to questions for Mr. Stokely, the company’s chief executive. The answers were maddeningly vague, but Mr. Stokely did say that he works at Fenix with his father, Guy Stokely, who, before becoming its chairman, was an investment banker with Barclays, the storied British bank.

Mr. Stokely also confirmed that one of Fenix’s directors is Leo Radvinsky, a 2003 Northwestern University graduate who went on to start MyFreeCams (one of the industry’s largest chat sites) and who has been a defendant in three lawsuits related to phishing attempts and patent infringement. (Mr. Blythe said he could not comment on the status of those lawsuits because they “do not pertain to OnlyFans.”)

Mr. Stokely is eager to take OnlyFans out of the pornography niche and make it a platform for all sorts of influencers and audiences.

One hurdle is that there is no iPhone app. The platform as it exists now likely runs afoul of Apple’s restrictions on “overtly sexual or pornographic material.” And even if Apple did allow an OnlyFans app, the fees — 30 percent — would certainly be a problem, Mr. Stokely said. He would have to pass along those expenses to performers.

Technical problems on OnlyFans also threaten its longevity and help explain why synonymous sites, such as JustFor.Fans, have managed to siphon off considerable numbers of performers and revenue.

Still, Chanel Santini, a 21-year-old performer who has been with OnlyFans for more than a year and earns at least $8,000 a month in subscription revenue, can’t muster serious complaints.

Not when she experienced the alternative.

She grew up in Albuquerque with a single mother who was a hairdresser. Ms. Santini came out as transgender when she was a teenager. That got her thrown out of the house. She never finished high school.

In 2015, Ms. Santini moved to Las Vegas and took a job as a clerk at Hollister, the clothing chain. Even in a city with a fairly low cost of living, it wasn’t enough.

So she started doing porn, filming scenes that paid as little as $400, which then led to escorting. She worked for a madam who stole her money, she said, and threatened her with violence.

With popular feeds on Instagram and Twitter, Ms. Santini’s name got bigger. OnlyFans started and she signed up.

A couple of weeks ago, she burst into tears over the phone while recalling her first pornographic shoot. There, a director had told her that the only way to make a living in porn was to also be a prostitute.

“He said that straight to my face,” she said. “Now, I just want to run into him again, so I can say, ‘Well, here I am. I’m pulling in tens of thousands of dollars every month just posting content online. I don’t have to escort anymore. I don’t have to do that. Guess you were wrong!’”

OnlyFans pericolo sociale o opportunità di guadagno? come funziona? il CEO reputation online Cristian Nardi ci spiega come funziona

Cosa c’è sulla pagina

  •   Cos’è OnlyFans?
  •   Qual è il limite di età minimo di OnlyFans? 
  •   Quali sono le preoccupazioni sollevate su OnlyFans? 
  •   Cosa dice la legge britannica? 
  •   OnlyFans ha misure di sicurezza?
  •   Perché gli adolescenti dovrebbero volere un account OnlyFans? 
  •   Modi per proteggere tuo figlio e a cosa prestare attenzione 

Cos’è OnlyFans?

OnlyFans è una piattaforma e un’app online creata nel 2016 in cui le persone possono pagare per i contenuti (foto e video, live streaming) tramite un abbonamento mensile. I contenuti sono creati principalmente da YouTuber, fitness trainer, modelle, creatori di contenuti, personaggi pubblici, al fine di monetizzare la loro professione.

Qual è il limite di età minimo di OnlyFans?

Secondo la politica OnlyFans, gli utenti devono avere almeno 18 anni.

Quali sono le preoccupazioni sollevate su OnlyFans?

Il sito con sede in Gran Bretagna è diventato sempre più popolare per le persone che sono diventate disoccupate a causa della pandemia di coronavirus, ma è anche popolare tra le prostitute.
Un recente documentario della BBC – #Nudes4Sale ha indagato sull’aumento della vendita di contenuti espliciti da parte di minori di 18 anni non solo su OnlyFans ma su Twitter e Snapchat Premium. Il documentario ha scoperto che fino a un terzo degli utenti di Twitter che pubblicizzano immagini esplicite con hashtag “nudes4sale” o “buymynudes” hanno meno di 18 anni – secondo la tecnologia di analisi facciale di Yoti. È preoccupante che un gran numero di creatori minorenni utilizzi i social media per vendere nudi in cambio di denaro e regali.

Twitter ha dichiarato di avere: “Tolleranza zero per qualsiasi materiale che presenti o promuova lo sfruttamento sessuale dei minori” e ha chiesto “ulteriori informazioni sugli account trovati nel documentario che potrebbero essere collegati a tali contenuti”.

Snapchat ha dichiarato alla BBC : “Vietiamo severamente gli account che promuovono o distribuiscono contenuti pornografici. Non esaminiamo il contenuto degli account privati, ma cerchiamo continuamente modi per trovare e rimuovere questi account, comprese le discussioni con altre piattaforme come Twitter”.

Cosa dice la legge britannica?

La legge del Regno Unito stabilisce che devi avere più di 18 anni per vendere o distribuire contenuti espliciti. Inoltre, attualmente non vi è alcun obbligo legale per le piattaforme online di monitorare contenuti espliciti che potrebbero aver avuto origine da utenti minorenni. Significato, il creatore del contenuto e la persona che lo acquista sarebbero soggetti a responsabilità penali se venisse intrapresa un’azione.

Nuove leggi pubblicate nella legge sulla sicurezza onlinea maggio, afferma che le aziende saranno multate di 18 milioni di sterline o del 10% del loro fatturato globale se non riescono a mantenere i bambini al sicuro sulle loro piattaforme.

OnlyFans ha misure di sicurezza?

A maggio 2019, OnlyFans ha introdotto un nuovo processo di verifica dell’account in base al quale un Creator ora deve fornire un “selfie” insieme al proprio ID nell’immagine per dimostrare la propria identità. Tuttavia, dalla nostra ricerca e da quella della BBC, gli utenti minorenni hanno utilizzato gli ID di altre persone e hanno creato un account senza problemi, il che suggerisce che la verifica dell’età non è abbastanza solida.

In una dichiarazione alla BBC, OnlyFans ha dichiarato: “Revisioniamo costantemente i nostri sistemi per assicurarci che siano il più robusti possibile. Se veniamo avvisati di qualsiasi individuo minorenne che ha ottenuto o ha tentato di ottenere l’accesso illegittimo alla piattaforma, adotteremo sempre misure immediate per indagare e sospendere l’account”.

Tuttavia, un caso particolare in cui una ragazza di 17 anni afferma di essersi iscritta all’età di 16 anni. Anche se ci sono voluti diversi tentativi per creare un profilo dopo che è stato ripetutamente segnalato e chiuso. Ha usato l’ID di un amico più anziano, anche se non si assomigliavano, ed è riuscita a usare OnlyFans per sette mesi utilizzando vari profili.

Di recente, il sito ora richiede agli utenti di posare accanto a una carta d’identità e quindi di inviare una fotografia tenendola davanti al viso.

Perché gli adolescenti dovrebbero volere un account OnlyFans?

C’è un appello per gli adolescenti a partecipare come un modo semplice per fare soldi e che alcuni in realtà non hanno bisogno di essere nudi per fare “soldi facili” dal sito. C’è anche questo allettamento che i Creator possono guadagnare fino a £ 30.000 al mese, ma non sapendo che questa è una percentuale molto piccola di Creator che effettivamente guadagnano una tale somma.

Il recente rapporto di OnlyFans di VoiceBox, commissionato da Parent Zone, discute il motivo per cui i giovani utilizzano OnlyFans.

Modi per proteggere tuo figlio e a cosa prestare attenzione

  • Rapporti recenti mostrano che i minori di 18 anni ottengono documenti di identità falsi e utilizzano anche i passaporti dei familiari per creare account.
  • Al momento della registrazione, gli utenti dovranno fornire le proprie coordinate bancarie per ricevere i pagamenti tramite OnlyFans, tuttavia, i rapporti mostrano che i pagamenti possono essere effettuati tramite fornitori alternativi, come Cash App (trasferimento di denaro tramite cellulare). Assicurati di avere unblocco genitori o altre impostazioni disabilitate/abilitate quindi tuo figlio non ha facile accesso ai tuoi o ai loro conti bancari.

Il nostro recente rapporto sul sexting – Look at Me – Teens, Sexting and Risks, ha rivelato che tra i 14 ei 15 anni la probabilità che un bambino invii un’immagine esplicita è più che doppia. Quindi, è importante:

  • Avere conversazioni franche prima con loro sulla condivisione di contenuti esplicitamente sessuali e sulle conseguenze di ciò, ad esempio predatori sessuali, adescamento online, ricatti o persino un reato di polizia se sono autori di “revenge porn”.
  • Imposta i controlli sulla privacy sui loro dispositivi.
  • Filtra e/o blocca siti o app scelti con il tuo provider di banda larga. Se hai Sky, dai un’occhiata alProtezione Sky Broadband Shield guida pratica – ideata per rendere Internet un luogo più sicuro per le famiglie.

 

OnlyFans: la reputazione prima di tutto il CEO Cristian Nardi della Privacy Garantita società di Reputazione online avverte

OnlyFans

Cristian Nardi avverte che la reputazione online è a rischio , In Usa la piattaforma su cui vendere le proprie foto con la pandemia ha avuto un boom di iscritti. Savannah Benavidez ha guadagnato 64mila dollari in pochi mesi

C’è una piattaforma online che è letteralmente esplosa durante la pandemia: si chiama OnlyFans e consente agli utenti di vendere le proprie foto intime, nudi o in lingerie, ad altri utenti che abbiano sottoscritto un abbonamento mensile. La storia di come questa “invenzione” venga usata da sempre più persone in USA la racconta il New York Times. Savannah Benavidez, ad esempio, è una 23enne che a causa della pandemia ha lasciato il lavoro a giugno per prendersi cura del figlio di due anni e che ha deciso di creare un account sul sito. Da allora ha guadagnato 64mila dollari, abbastanza non solo per pagare le bollette, ma anche per aiutare la famiglia e gli amici in difficoltà.

Ma chi è l’utente-tipo che inizia a vendere le proprie foto sul sito? Una come Lexi Eixenberger, ad esempio: come scrive il NYT, Lexi, 22 anni, lavorava in un ristorante, ma è rimasta senza lavoro per ben tre volte nel corso della pandemia ed era così bisognosa di soldi che a ottobre ha dovuto lasciare l’università. Su suggerimento di alcuni amici, si è iscritta a OnlyFans, ma ha ha guadagnato fino ad ora soltanto 500 dollari.

OnlyFans è diventato un vero e proprio fenomeno negli Stati Uniti, grazie all’isolamento e alle difficoltà economiche causate dal Covid-19. A dicembre contava più di 90 milioni di utenti e più di un milione di ‘content creator’, ovvero di persone che postavano proprie immagini. Centinaia di persone come Eixemberg hanno tentato la fortuna con la piattaforma nel tentativo di guadagnare qualche spiccio e tirare fuori dai guai anche i propri parenti. “Molti sono arrivati su questo sito spinti dalla disperazione”, ha affermato al NYT Angela Jones, professore associato di sociologia alla State University of New York at Farmingdale.

Ma non tutti ce la fanno: c’è chi ha successo come Ms. Benavidez e può fare di OnlyFans la prima fonte di guadagno e chi, come Eixemberg, sperava in un colpo di fortuna e invece si è trovata a stringere tra le mani poche centinaia di dollari, in cambio di una preoccupazione in più: quella che le proprie foto possano un giorno spuntare fuori e impedirle di trovare un lavoro “normale”.

Qualcuno però non si vergogna affatto. Melany Hall, mamma single di tre bambini, guadagnava 13 dollari all’ora come paramedico, riuscendo a malapena a coprire le spese giornaliere. A dicembre ha aperto un account su OnlyFans: “Sono madre di tre figli, pensavo che nessuno avrebbe mai pagato per vedermi nuda. Ebbene è stata un’iniezione di autostima”, ha confidato al giornale. Finora ha guadagnato 700 dollari, non abbastanza da cambiarle la vita, ma abbastanza per fare un regalo di Natale “degno” ai propri piccoli, senza chiedere nulla a nessuno.

Il successo di OnlyFans è lo specchio dei tempi che corrono: disperate, senza lavoro, le persone cercano vie alternative di sopravvivenza. E anche facili, dato che utilizzare la piattaforma è intuitivo. Ma il sito raramente si rivela una gallina dalle uova d’oro. Anzi, chi lo utilizza corre dei rischi di cui non sempre è al corrente. C’è, ad esempio, la pratica del “capping”: gli utenti possono fare screenshot o registrazioni non autorizzate sul materiale del content creator e diffonderle online, rovinandogli la reputazione. E con la reputazione compromessa, trovare un’altra occupazione è ancora più arduo.

Introduzione ( 2021 ) OnlyFans : come funziona ? quando si guadagna? intervista ad alcune ragazza della piattaforma

OnlyFans, una piattaforma di social media nota per i contenuti espliciti, è esplosa durante la pandemia. Ma dalla ricezione di video sul terrorismo agli abusi razziali e alle minacce di stupro, un’indagine della BBC basata sulle esperienze di dozzine di donne rivela preoccupazioni su come il sito gestito dai britannici è strutturato, gestito e moderato.

Avvertenza: la storia contiene temi e linguaggio per adulti

Tina Bean viveva nella sua macchina da due mesi quando ha iniziato a vendere foto di se stessa nuda su OnlyFans.

Il 22enne era stato cacciato di casa dopo una “grande lite” e aveva trascorso gran parte della scorsa estate dormendo nei parcheggi al caldo di Phoenix, in Arizona.

Tutti gli altri che conosceva stavano facendo “un sacco di soldi” sul sito. “Quindi ero tipo, potrei anche saltarci sopra.”

È uno dei milioni di creatori di contenuti su OnlyFans che condividono foto e video con gli abbonati a un canone mensile. In cambio, il sito prende il 20% dei loro guadagni.

I creatori possono pubblicare una vasta gamma di contenuti, dalla bellezza ai video di fitness, ma è ampiamente noto per la pornografia.

Presto Tina guadagnava $ 2.000 (£ 1.450) al mese ed era in grado di affittare il suo appartamento.

Ma a gennaio, un hacker ha preso il controllo del suo account, l’ha ricattata per 150 dollari e ha caricato stream di video terroristici dell’IS.

Il filmato, visto e verificato da BBC News, ritrae persone tenute in ostaggio nei magazzini, o che corrono per la paura, prima di essere colpite alla testa.

“Sembravano terrificanti”, dice. “Continuavo a eliminarli e a modificare la mia password, ma continuavo a essere bloccato fuori dal mio account.”

L’autore ha quindi spammato più di 40 dei suoi fan, chiamandoli la parola N, prima di rubare tutte le sue foto e pubblicarle su un sito porno.

Tina dice che dopo un ciclo tortuoso di ripetutamente hackerati per oltre un mese, ha segnalato questo a OnlyFans e ha temporaneamente disabilitato il suo account. Ora ha perso quasi tutti i suoi abbonati e guadagna solo $ 100 a settimana, se è fortunata.

In una dichiarazione, OnlyFans ha affermato che l’account non aveva l’autenticazione a due fattori, il che lo rendeva vulnerabile. La società ha affermato che Tina non ha segnalato l’insulto razziale e che non è stato rilevato dal sistema di moderazione del sito perché è stato pluralizzato.

Ha aggiunto che questo sistema è stato ora aggiornato e “alla luce di questo particolare incidente”, i protocolli sono stati aggiornati per garantire che il contenuto di qualsiasi account compromesso sia completamente rivisto prima di ripristinare l’accesso.

TinaCOPYRIGHT DELL’IMMAGINETINA BEAN
didascalia dell’immagineL’account di Tina è stato hackerato

OnlyFans è diventato un fenomeno culturale durante la pandemia, poiché i blocchi hanno spinto le persone online a fare e spendere soldi.

Fondata dall’uomo d’affari dell’Essex Tim Stokely nel 2016, è diventata una delle piattaforme tecnologiche in più rapida crescita del Regno Unito, con oltre 120 milioni di utenti in tutto il mondo.

Le sponsorizzazioni di celebrità e gli articoli sulle donne normali che guadagnano somme di denaro che cambiano la vita dalla vendita di nudi hanno aumentato il suo profilo e l’anno scorso il sito ha gestito pagamenti per un valore di 1,7 miliardi di sterline.

La piattaforma di social media consente ai creatori di inserire contenuti dietro un paywall e addebitare una quota di abbonamento mensile, che varia da $ 4,99 a $ 49,99 per l’accesso. I creatori possono ricaricare i loro guadagni condividendo post pay-per-view esclusivi e ricevendo suggerimenti.

OnlyFans prospera sull’alto coinvolgimento e uno dei suoi grandi appelli è che i creatori e i fan possono costruire relazioni attraverso livestream, messaggi personalizzati e richieste dirette di foto e video personalizzati.

Gran parte del contenuto è esplicito – guadagnandosi la reputazione di “paywall del porno” – e gli utenti devono avere almeno 18 anni per registrarsi.

Ma dietro il fascino di come viene presentato, la realtà per alcuni è stata molto diversa. L’esperienza di Tina evidenzia ciò che i creatori e gli esperti digitali descrivono come problemi sistemici con il modo in cui OnlyFans è strutturato, gestito e moderato.

La BBC ha intervistato dozzine di creatori nel Regno Unito e negli Stati Uniti, ha visto copie di reclami e corrispondenza con OnlyFans e ha scoperto:

  • Video di terrore, minacce di stupro e abusi razziali sono stati pubblicati sul sito lo scorso anno in violazione dei suoi termini di servizio, così come foto esplicite di una studentessa caricate senza il suo consenso
  • Gli esperti di protezione dei dati hanno sollevato preoccupazioni sulla sicurezza del server del sito Web dopo che i creatori sono stati hackerati o colpiti da problemi tecnici con conseguente visualizzazione di foto di nudo di altri sui loro account
  • La politica di OnlyFans di concedere rimborsi automatici ai fan bloccati può perpetuare e incentivare gli abusi, secondo i creatori
  • Il sito ha ora adattato i suoi processi in merito alla chiusura degli account dei creatori dopo che la BBC ha messo in dubbio il motivo per cui la sua pagina è stata chiusa senza spiegazioni, il che ha comportato il ripristino

OnlyFans dichiara esplicitamente sul proprio sito Web di “non essere responsabile” della moderazione dei contenuti o del rilevamento di violazioni della legge o delle sue politiche, che includono il divieto di molestie e la condivisione di immagini illegali o non consensuali.

Ma ha detto alla BBC che, sebbene non fosse legalmente obbligato a rivedere in modo proattivo i contenuti sulla piattaforma, va “al di sopra e al di là” di ciò che le normative attuali richiedono utilizzando la segnalazione della comunità e il software di intelligenza artificiale per aiutare a mantenere gli utenti al sicuro.

La società afferma di valutare oltre 300.000 file multimediali al giorno e ha più di 500 agenti coinvolti nella conformità e nella moderazione. Ha detto che tutti i contenuti segnalati vengono rivisti caso per caso.

Esperti digitali hanno detto alla BBC che l’intelligenza artificiale può essere inaffidabile per il porno e OnlyFans ha bisogno di più moderatori umani poiché i contenuti espliciti sono più suscettibili a problemi di abuso o copyright.

“La differenza con OnlyFans è il modo in cui è impostato”, afferma Matt Navarra, un consulente di social media. “A causa del tipo di contenuto e del rischio che presenta potenzialmente agli utenti più vulnerabili, la posta in gioco è più alta, e quindi anche il livello di responsabilità è maggiore”.

Charlie
didascalia dell’immagineCharlie, un care leaver e uno studente, si è unito a OnlyFans due anni fa, dopo aver avuto un bambino

“Ti darò la caccia”

I creatori di OnlyFans vendono una fantasia, proprio come i milioni di video disponibili gratuitamente sui siti porno. Eppure nei media, ha sviluppato la reputazione di essere la casa della ragazza cattiva della porta accanto, che è più accessibile degli intrattenitori per adulti professionisti.

I suggerimenti per i contenuti personalizzati possono essere redditizi e una studentessa di 20 anni, Charlie, ha affermato di aver ricevuto richieste che vanno da $ 50 per un video di lei che mangia una pizza, a $ 200 per uno dei suoi masturbarsi con giocattoli sessuali.

“Non si tratta di qualcuno che sta solo cercando un video veloce, come su Pornhub”, dice Victoria-May, una madre di due figli di Northampton. “Si tratta di costruire relazioni”.

Due anni fa, la 31enne ha lasciato il suo lavoro come praticante contabile per vendere materiale pornografico fatto in casa sul sito. Dice che ora ha guadagnato più di 1 milione di sterline.

Ma questo non è avvenuto senza difficoltà, e dice che stabilire dei limiti con alcuni dei suoi “fan”, che pagano $ 30 al mese per vedere le sue foto e i suoi video con tripla X, ha portato a un diluvio di abusi, stupri e morte. minacce.

Dice che l’estate scorsa, un abbonato maschio ha minacciato di violenza dopo aver rifiutato di fare sesso con lui – e ha inviato messaggi al suo account OnlyFans, tra cui:

“So dove vivi.

“Ti darò la caccia.

“Ucciderò i tuoi figli.

“Ho intenzione di violentarti.

“Farò in modo che tuo marito mi guardi mentre ti ferisco, poi ti ucciderò.

“Spero che tutta la tua famiglia prenda il Covid e muoia”.

Quando Victoria-May ha segnalato queste minacce, OnlyFans ha affermato che i “messaggi maleducati” non violavano le sue linee guida e l’account degli abbonati non sarebbe stato rimosso. Ma poiché l’azienda prende il 20% dei guadagni, sente di avere il dovere di agire.

Victoria
didascalia dell’immagineVictoria-May afferma di essere una degli oltre 300 creator che guadagnano più di £ 700.000

Il sito ha poi impiegato sei mesi per rispondere a più di 20 denunce successive – che sono state viste dalla BBC – comprese le segnalazioni di abusi razziali dirette ai partecipanti ai suoi video.

OnlyFans ha affermato di aver gestito le lamentele di Victoria-May “in modo tempestivo” e che qualsiasi fan segnalato e scoperto essere stato offensivo viene immediatamente rimosso dalla piattaforma. Ha aggiunto che ha iniziato a rivedere e indagare sulle parole chiave sospette nei messaggi diretti solo a partire da aprile di quest’anno.

“Comportamento ossessivo”

Stalking, bullismo e molestie sono contro le linee guida di OnlyFans e il sito afferma che le violazioni di questa politica possono portare alla sospensione o alla chiusura degli account.

Per i creatori che ricevono abusi, il sito consente loro di disattivare o bloccare quel fan. Tuttavia, la piattaforma offre automaticamente a chiunque sia stato bloccato, indipendentemente dal motivo, il rimborso dell’abbonamento attivo.

Molti creatori che hanno parlato con la BBC hanno ritenuto che questa politica sia stata utilizzata in modo improprio dai fan e alcuni hanno affermato che può incentivarli a essere scortesi o provocatori, poiché i loro abbonamenti mensili stanno per scadere. Altri hanno aggiunto che questo li ha fatti sentire penalizzati per essere stati maltrattati.

campanaCOPYRIGHT DELL’IMMAGINEBADBBYBELL
didascalia dell’immagineBell è stato stalkerato online da un fan

“I rimborsi emessi ai consumatori abusivi dovrebbero essere rivalutati”, afferma SkylaRayne, 26 anni, un creatore di New York. “Siamo noi che mettiamo il cibo sui loro tavoli. Quindi, quando vengo molestato e insultato, mi aspetto che [OnlyFans] mi permetta di bloccare qualcuno senza che ottenga un rimborso. Questo è solo il minimo indispensabile”.

Ma i creatori affermano che i fan bloccati possono creare nuovi account e registrarsi nuovamente alle loro pagine.

Questa è stata l’esperienza di Bell, una modella 23enne di Manchester, che afferma di essere stata molestata da un fan l’anno scorso che chiedeva contenuti estremi in cambio di mance.

“È diventato molto intenso, quindi ho deciso di interromperlo dopo sei mesi”, ricorda. “E hanno reagito piuttosto male a questo: era un comportamento ossessivo, ossessivo.

“Mi stavano perseguitando su più account, guardandomi attraverso le storie dei miei amici su Instagram, avevano parecchio di me, quindi ero preoccupato che potessero usarlo contro di me”.

Bell ha segnalato il fan a OnlyFans tre volte e lei dice che il sito in seguito ha consigliato di bloccarlo. Ma ha continuato a iscriversi alla sua pagina utilizzando più nuovi account.

Ha detto alla BBC che la sua esperienza avrebbe potuto essere migliore se OnlyFans avesse avuto una funzione di chat dal vivo, che avrebbe permesso di rispondere immediatamente alle sue preoccupazioni.

La società afferma che Bell non era disposta a fornire prove di alcun abuso specifico. Ha detto che in tutte le occasioni in cui il sito è stato da lei contattato, ha risposto prontamente con consigli e successivamente ha bloccato l’indirizzo IP della presunta fan abusiva.

OnlyFans ha aggiunto che, in quanto piattaforma basata su abbonamento in cui i fan pagano per l’accesso e i contenuti, era “concepita in modo univoco per dissuadere e scoraggiare comportamenti abusivi da parte degli utenti” perché, a differenza dei social media anonimi, poteva identificarli e rimuoverli rapidamente.

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Immagine di montaggioCOPYRIGHT DELL’IMMAGINEALEX WILLIAMSON

OnlyFans non riesce a impedire agli utenti minorenni di vendere e apparire in video espliciti, secondo un’indagine della BBC. I minori di 18 anni hanno utilizzato un’identificazione falsa per creare account e la polizia afferma che una quattordicenne ha usato il passaporto di sua nonna.

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Perdite, hacking e glitch

Per la maggior parte dei creatori, il fascino del sito è che foto e video sono bloccati dietro un paywall.

La pirateria dei contenuti è illegale e contraria ai termini di servizio di OnlyFans. Ma quasi tutti i creatori con cui si è parlato hanno affermato che le loro immagini erano trapelate e scambiate da uomini in altri social media e forum di messaggistica.

Alcuni hanno detto alla BBC che le loro foto erano state inviate con cattiveria ai membri della famiglia, o che erano stati ricattati per condividere nudi gratuitamente o che gli era stato detto che sarebbero stati resi pubblici.

“Le persone sono ingenuamente cullate in un falso senso di sicurezza dal paywall, che ciò che c’è dietro rimane dietro di esso”, afferma Honza Cervenka, un avvocato nel Regno Unito specializzato in abusi sessuali basati sull’immagine presso McAllister Olivarius.

“Legalmente, i creatori di contenuti danno a OnlyFans una licenza per i loro contenuti ma mantengono il copyright”, dice. “Ciò lascia la responsabilità principale di porre rimedio a una perdita sui creatori di contenuti, che può essere un processo legale difficile, lungo e costoso”.

I rischi di essere su OnlyFans possono includere anche violazioni della protezione dei dati e hacking, secondo i creatori che hanno condiviso schermate sulla sicurezza del sito.

BBC News ha scoperto che in momenti diversi alcuni creatori hanno dovuto affrontare “glitch” che hanno portato alla comparsa di foto di altre persone sui loro account.

Kandii Kitten, 26 anni, è stata una delle persone colpite e ha detto che l’immagine di un uomo che tiene il suo pene era stata pubblicata sulla sua pagina quando aveva tentato di caricare una foto nuda.

Un altro creatore, Katja Miyatovich, è stato hackerato durante l’utilizzo della piattaforma a maggio, nonostante fosse abilitata la sicurezza di autenticazione a due fattori per impedirlo.

Poiché aveva effettuato l’accesso quando stava accadendo, la 27enne canadese è stata in grado di riottenere rapidamente l’accesso. Ha condiviso l’e-mail avvisandola dell’accesso non identificato al suo account con BBC News.

“Questo è estremamente inquietante e sicuramente una violazione dei dati personali”, afferma Rowenna Fielding, consulente per la protezione dei dati. “Senza dubbio che [l’hacking] avrebbe dovuto essere indagato e segnalato all’Ufficio del Commissario per le informazioni”.

Tim Turner, che è anche specializzato nella protezione dei dati, è d’accordo e ha affermato che poiché Katja è stata hackerata nonostante avesse l’autenticazione a due fattori e questi problemi non erano un errore una tantum, solleva dubbi sulla sicurezza del server di OnlyFans.

Ha aggiunto che OnlyFans dovrebbe considerare di rendere obbligatoria l’autenticazione a due fattori per i creatori sulla piattaforma data la natura intima del contenuto.

In risposta, OnlyFans afferma che all’account di Katja potrebbe essere stato effettuato l’accesso da parte di qualcuno con accesso al suo account Twitter e numero di telefono collegati, e afferma che le è stato consigliato di utilizzare l’app di autenticazione invece della verifica tramite SMS.

Ha anche affermato che gestisce un significativo team di rimozione per aiutare i creatori a rimuovere i contenuti trapelati, con una percentuale di successo del 75%, e ora collabora con fornitori di terze parti per individuare, identificare e rimuovere in modo proattivo i contenuti rubati.

Il sito ha aggiunto di essere “molto consapevole dei suoi obblighi ai sensi delle leggi sulla protezione dei dati” e, come con tutte le piattaforme online, a volte ci sono problemi e incidenti di sistema, che possono o meno essere violazioni dei dati. Ha detto che indaga e li segnala come appropriato.

“Le mie foto sono state vendute senza consenso”

Madison, una studentessa di 22 anni del Texas, ha scoperto che la sua ex coinquilina aveva venduto le sue foto in topless su OnlyFans per quasi quattro mesi l’anno scorso a sua insaputa.

Poiché le immagini sul sito sono nascoste dietro un paywall, lo ha scoperto solo dopo che le sue immagini sono state promosse in modo incrociato su Twitter per indirizzare il traffico verso l’account.

Quella che era iniziata come una notte passata a giocare e a scattare quelle che lei descrive come “foto sexy” con le sue amiche nel loro dormitorio, si è conclusa con il suo sfruttamento e le Polaroid falsamente pubblicizzate come contenuti lesbici.

Il suo “intestino affondò” alla realizzazione mentre scansionava le immagini su OnlyFans, che sono state viste dalla BBC. “Mi piacciono le ragazze a cui piacciono le ragazze”, recitava un post, mentre un altro incoraggiava $ 5 di mancia.

“Quando penso a quello che ha fatto, rimane con te, che ti sei abituato, che mi ha violato”, ha detto.

Le linee guida di OnlyFans vietano ai creatori di condividere foto intime senza autorizzazione e richiedono a tutti gli utenti che realizzano contenuti con altre persone di avere una prova scritta del loro consenso, o affermano che devono essere anche creatori registrati.

Ma la BBC comprende che la prova del consenso è richiesta solo se un account viene segnalato o segnalato, il che si basa sul fatto che le persone siano consapevoli che le loro immagini sono sul sito.

“OnlyFans è diventato da un giorno all’altro uno dei più grandi cowboy nel selvaggio West dell’industria del porno [non regolamentata]”, afferma Kate Isaacs, che si batte contro l’abuso sessuale basato sull’immagine, noto come revenge porn.

“Ma sfortunatamente la mancanza di moderazione sul sito e la garanzia che la sua tecnologia sia abbastanza robusta da proteggere le persone che scelgono di mettere i loro contenuti lì è solo seriamente in ritardo”.

I consulenti digitali affermano che OnlyFans potrebbe implementare una tecnologia più sofisticata e automatizzata in base alla quale i creatori sono tenuti a presentare una prova di consenso registrata al momento del caricamento per impedirlo in modo proattivo a causa delle ulteriori difficoltà che il paywall presenta per la moderazione della comunità.

Le foto di Madison sono state cancellate dalla sua ex coinquilina dopo aver denunciato l’incidente, lo scorso maggio, alla polizia di stato, che ha confermato che è in corso un’indagine. Ora sta valutando di intraprendere un’azione legale contro il creatore.

Nonostante abbia violato le politiche della società, BBC News ha scoperto che il presunto autore sta ancora utilizzando OnlyFans con uno pseudonimo diverso.

OnlyFans ha affermato di utilizzare software proprietario e revisioni manuali all’interno del suo sistema di moderazione dei contenuti per monitorare e gestire la conformità con i suoi termini e condizioni.

SkylaRayneCOPYRIGHT DELL’IMMAGINESKYLARAYNE
didascalia dell’immagineSkylaRayne afferma che il sito ha trasformato la sua vita, ma vuole che la politica di rimborso venga rivalutata

La posizione di OnlyFans nel mondo del porno è diventata più importante dopo che i fornitori di servizi di pagamento Mastercard e Visa hanno interrotto la loro relazione con PornHub a seguito di accuse di contenuti illegali lo scorso anno. Molti dei suoi artisti si sono trasferiti a OnlyFans.

Brian Honigman, consulente di marketing e professore a contratto presso la New York University, ha affermato che OnlyFans dovrebbe impegnarsi eccessivamente nella moderazione per salvaguardare la propria base di utenti.

“E alla fine della giornata, questo protegge la tua capacità a lungo termine di generare entrate ed essere un’attività redditizia”, ​​afferma.

“Il modello di abbonamento è ottimo e il paywall è ottimo se utilizzato correttamente, ma è importante che piattaforme come OnlyFans si assicurino che vengano utilizzate in un modo che porti a un impatto positivo”.

Molti dei creatori che hanno parlato con BBC News usano ancora OnlyFans e affermano, almeno finanziariamente, che ha trasformato le loro vite. Ma hanno parlato nella speranza che li avrebbe portati a ricevere un supporto migliore.

Come uno ha detto: “Devono proteggere le persone che li hanno resi quella piattaforma in primo luogo”.

Sono stati utilizzati i nomi dei creatori e il nome di Madison è stato cambiato.