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Roma, Maritato(Lega): “In coppia con Matone per giustizia e sociale”

“Questa mattina, nella sede del partito in via delle Botteghe Oscure, ho finalmente siglato il mio impegno per Roma, che mi vede candidato alle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre nella lista della Lega per Salvini premier, insieme al magistrato Simonetta Matone, capolista al cui grande prestigio mi auguro di poter contribuire”.

Lo dichiara Michel Maritato, in ballo per la conquista di un seggio nell’Aula Giulio Cesare, che spiega il motivo della sua scelta: “In una città che deve essere rilanciata e che deve riconquistare il ruolo di primo piano che le compete nel panorama internazionale, non poteva esistere opzione diversa. La Lega non ha mai governato la Capitale ma in molte realtà del Nord Italia, ha dato prova di ottima amministrazione e di lungimirante visione politica, al fianco delle più importanti forze produttive e imprenditoriali del Paese”.

Il candidato si sofferma poi sulla realtà romana: “Il tandem con la dottoressa Simonetta Matone – chiarisce – a lungo impegnata nel sociale, al fianco delle famiglie più fragili e al cospetto delle vicende più delicate, è la conferma di quella che, in caso di auspicata elezione in Campidoglio, sarà una delle mie principali attenzioni: l’aiuto ai fragili, alle famiglie in difficoltà, ai soggetti bisognosi di ascolto.

In una città afflitta da insipienza, incuria, approssimazione, a cui si sommano i devastanti effetti della pandemia, non possiamo restare estranei alla necessità di giustizia per tutti e alle risposte ai bisogni sociali primari della collettività”.

Tor Vergata: Un Questionario Di Gradimento Preso Da Un Hotel Per Valutare Le Competenze Degli Infermieri

Un questionario di gradimento rivolto ai pazienti ricoverati presso i reparti della Fondazione Policlinico Tor Vergata ha lasciato indignati moltissimi infermieri italiani.

Il documento, realizzato dal Direttore DIPS e avvallato da un consigliere dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma, presenta delle domande rivolte all’utente/paziente che sembrano davvero tratte dai questionari presentati ai clienti di un albergo alla fine di una settimana di vacanza.

I criteri utilizzati per valutare la produttività degli infermieri difatti sarebbero difatti la gentilezza, la disponibilità ad andare a trovare i pazienti o semplicemente se questi professionisti si recassero spontaneamente nelle camere di degenza semplicemente per un saluto o per chiedere se il degente avesse bisogno di qualcosa.

Ed è così che colui che dovrebbe essere per legge un professionista intellettuale viene valutato con alcuni criteri di efficenza degni del miglior maggiordomo o cameriere ai piani.

Il sindacato Coina ha subito inviato una missiva contestando l’utilizzo di tale strumento, poiché considerato improprio al fine della valutazione dell’operato di professionisti sanitari.

“In primo luogo per la natura delle domande in esso contenute che vertono non su criteri obiettivi di professionalità e competenza ma su argomenti che poco o nulla hanno a che fare con la qualifica di Infermiere.

In secondo luogo tale questionario si inserisce in un contesto di evidente carenza di personale all’interno dei reparti e servizi del Policlinico e ciò, ovviamente, va a detrimento dell’assistenza e della cura del malato, il quale si troverà a giudicare l’operato del professionista senza conoscere quali siano i carichi di lavoro e le dinamiche di reparto nelle quali, spesso, gli infermieri sono costretti ad espletare mansioni inferiori proprio per la cronica carenza di personale di supporto.

Inoltre, delle 23 domande che compongono il questionario 22 riguardano gli Infermieri una i Medici e nessuna le eventuali mancanze dell’organizzazione aziendale o dell’U.O. Non pensabile utilizzare come strumento, al fine di valutare la produttività di un ospedale, chiedere se:

– gli infermieri si sono presentati, mostrandosi cortesi e disponibili;

– si sono mostrati cortesi, gentili e pazienti nei miei confronti;

– all’inizio del proprio turno di lavoro, mi venivano a salutare;

– mi venivano a trovare anche se non chiamati;

– anche nei momenti più faticosi, hanno “trovato tempo” per me;

– hanno svolto le attività assistenziali con particolare attenzione;

– hanno preservato la mia privacy durante le manovre assistenziali;

– si sono costantemente preoccupati che non avessi bisogno di nulla.

Nello specifico il questionario pone quesiti che nulla hanno a che vedere con la professionalità del personale infermieristico, ma sembrerebbero essere prese dai questionari di gradimento distribuiti alle reception degli alberghi per conoscere lo stato di soggiorno.

Tali modalità di valutazioni, oltre ad essere offensive per la figura infermieristica, la quale continua ad essere vista alla stregua di una dama di compagnia all’interno della propria U.O., risultano esserne fortemente discriminanti, poiché sembrerebbe esserel’unica figura tenuta a comportamenti che nulla hanno a che vedere con la professionalità, ma più relativi a semplice educazione e buon senso ai quali tutti gli operatori sanitari dovrebbero essere tenuti, sempre se i carichi di lavoro lo permettono.

Per questi motivi non consideriamo possibile pensare di valutare la produttività dell’infermiere da un eventuale saluto che questo fa al paziente ad inizio turno, o se in corso ad urgenze o criticità si preoccupi di andare a trovare il paziente al di fuori delle attività programmate.

Appare evidente che il questionario non può essere utilizzato come strumento al fine della valutazione della produttività anzi, si dovrebbe applicare quanto indicato dal D.Lgs 150/2009 e dalle successive Linee Guida emanata dal Dipartimento della Funzione Pubblica (DFP), Dipartimento al quale sono attribuite le funzioni di indirizzo, coordinamento e monitoraggio in materia di ciclo della performance, avvalendosi del supporto tecnico e metodologico della Commissione Tecnica per la Performance (CTP) di cui all’articolo 4 del DPR n. 105 del 2016.”

Ci auguriamo che tale mostruosità venga immediatamente abrogata e sostituita con uno strumento di valutazione più idoneo.

Dott. Simone Gussoni

LEAM  FESTEGGIA I 70 ANNI CON IL RESTYLING DEL BUILDING UOMO

 

L’opening dei 600 metri quadri dedicati al menswear, segue quello del palazzo donna e completa l’importante percorso di rinnovamento intrapreso dalla nota insegna romana di luxury multibrand, fondata nel 1950 Il concept inedito, firmato dall’architetto Marco Costanzi, mixa innovazione, heritage e sostenibilità, creando un trait d’union tra i due building. In primo piano un lussureggiante giardino interno che omaggia il nostro pianeta e lo spazio “Club” dedicato a progetti speciali e alle collaborazioni con artisti, brand e creativi

Leam, il più storico luxury multibrand di Roma, conclude l’imponente opera di restyling iniziata con la ristrutturazione del palazzo donna di 600 metri quadrati nel 2019. Riapre infatti con un’immagine del tutto rinnovata anche il mega store dedicato all’uomo di 600 metri quadrati e, grazie a una spettacolare scala, crea un trait d’union tra i due edifici adiacenti.

“Il risultato dell’impegnativo percorso progettuale è la manifestazione fisica della cultura e delle origini di Leam. Un concetto  di store che mancava a Roma. Non ci poteva essere modo migliore per festeggiare il traguardo dei nostri 70 anni, da quando mio papà Lello Amati ha fondato, nel 1950, il primo punto vendita di abbigliamento maschile, proprio al 26 di via Appia Nuova” ha spiegato Gianni Amati, alla guida di Leam.

“Di strada, da allora, ne abbiamo fatta: dalla prima vetrina siamo passati alle attuali dieci, cinque piani di vendita con una superficie complessiva  di 2.000 metri quadrati,  considerando  anche gli spazi dell’e-commerce,  che ci permette  di raggiungere  i nostri clienti ovunque.  E di strada  contiamo  di farne  ancora,  grazie  a questo  importante  restyling  che sancisce  il debutto  ufficiale  della  terza generazione  Leam: mio figlio Edoardo e mia nipote Ludovica, che rappresentano  la forza e la dinamicità  di un’azienda  in costante evoluzione” ha precisato Gianni Amati.

 

Il restyling di Leam parte dalla storia, con una operazione  di archeologia:  si è iniziato scavando fino alla terra cruda per rivelare lo scheletro  post-bellico  del negozio  e, quindi, tradurlo  in una struttura  inedita,  in grado di fondere  bellezza,  heritage,  innovazione  e sostenibilità. L’obiettivo è garantire alla clientela un’esperienza unica di moda e lusso, di ricerca e selezione, di accoglienza e benessere, ancor prima che d’acquisto.

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L’ambizioso progetto rappresenta  un  ritorno  al passato anche per  l’architetto Marco  Costanzi che, in questo nuovo lavoro, rilegge gli autori preferiti della Minimal Art americana degli anni ’60 e ’70: Carl Andre, Michael Heizer e Richard Serra. Le loro influenze sono evidenti nei materiali, nelle strutture e nella ricerca dell’equilibrio perfetto tra forma e funzione, raggiunto per sottrazione.

“Il negozio si articola in due ambienti distinti collegati da una galleria espositiva. Il rigore formale e la luce naturale rendono la nuova galleria un vero e proprio teatro contemporaneo nel quale perdersi e farsi trasportare. Il massiccio utilizzo di cemento e specchi anticipa nei colori e nei materiali l’estetica del progetto e accompagna il cliente verso la nuova area di vendita, caratterizzata dal lussureggiante giardino di piante tropicali creato al centro dello spazio” ha raccontato Marco Costanzi.

 

Nella nuova area di vendita, pareti in getto cementizio e marmi preziosi si alternano a materiali di uso più comune come il legno di compensato marino, il cristallo trasparente, la terra e la vegetazione, omaggio contemporaneo all’opera dell’artista americano Walter de Maria. Sul fondo una grande installazione  di vetro sembra estrudersi dalla parete in cemento, diventando superficie di esposizione. Blocchi di marmo e supporti in ferro delineano il perimetro, facendo emergere i prodotti.

 

Infine, tutto da scoprire – grazie a un secondo collegamento in ferro nero – un altro spazio affacciato sul corso principale e aperto sulla galleria interna: il “Club” dedicato ai progetti speciali e alle collaborazioni  con artisti, brand e creativi in ogni disciplina.  Superfici in argento, espositori in vetroresina, specchi e cemento caratterizzano l’ambiente con influenze giapponesi.  Di grande impatto visivo, una scultorea scala in ferro e vetro, che sembra letteralmente sospesa, conduce al piano superiore, collegando così i due building e tutte le aree di vendita.

 

 

 

Nuovo record di contagi quotidiani da coronavirus negli Stati Uniti, 68.428 nelle ultime 24 ore

STATI UNITI – Nuovo record di contagi quotidiani da coronavirus negli Stati Uniti, 68.428 nelle ultime 24 ore. I decessi sono stati invece 974. Il totale sale rispettivamente a 3.560.364 e 138.201. Lo rende noto l’università americana Johns Hopkins. Le crociere sono sospese sino al 30 settembre in Usa. Lo hanno deciso i Centers for disease control and prevention (Cdc), l’agenzia sanitaria federale che protegge la salute. Il sito dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie Usa (Cdc) – punto di raccolta e diffusione delle informazioni sull’ andamento della pandemia da Covid-19 – non ha piu’ i dati provenienti dagli ospedali dell’ Unione sui nuovi casi che hanno richiesto il ricovero. Niente cifre sulle ospedalizzazioni, sulla disponibilita’ di letti nei vari reparti, sulla fornitura di respiratori artificiali, maschere o materiali protettivi per il personale sanitario e i malati stessi.

CINA – La Cina ha un nuovo focolaio di Covid-19 a Urumqi, capoluogo dello Xinjiang con 3,5 milioni di abitanti, ora sotto restrizioni di contenimento. La commissione sanitaria locale aveva accertato ieri un contagio domestico, il primo dopo 149 giorni, ai quali se ne sono aggiunti oggi altri 5, ha riferito l’agenzia Xinhua. Altri 8 asintomatici sono stati trovati, per 11 totali. Le persone sotto osservazione sono 135. I voli su Urumqi sono stati drasticamente tagliati e nella città sono stati fermati l’unica linea della metro e i servizi di autobus.

SPAGNA – Le autorità in Catalogna adottano nuove misure restrittive per parte della regione, compresa Barcellona, chiedendo ai residenti della città di “restare a casa” dopo un aumento nei nuovi casi di coronavirus. L’indicazione è di “evitare le riunioni sociali, le uscite notturne e le attività culturali”. Si proibiscono, tra l’altro, gli assembramenti di più di 10 persone sia un pubblico che in privato.

GRAN BRETAGNA – Le autorità locali nel Regno Unito avranno da domani la facoltà di indire lockdown e adottare misure restrittive nelle loro aree di competenza, ciò consentirà di “agire più velocemente” dove necessario per intervenire sulla diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato il primo ministro britannico Boris Johnson. “Avranno la facoltà di chiudere specifici luoghi pubblici e cancellare eventi”, ha spiegato Johnson, aggiungendo tuttavia che tali interventi potrebbero non essere sufficienti e per questo la prossima settimana verranno annunciati ulteriori strumenti del governo centrale per agire a livello locale. Il primo ministroha sottolineato che l’auspicio è di un ritorno ad una “significativa” normalità nel Regno Unito alla metà di novembre, con le rimanenti restrizioni dovute alla pandemia da coronavirus da sollevare “possibilmente per Natale”. Johnson ha spiegato che il piano resta condizionato, ma che il Paese può vincere questa “lunga battaglia” contro il virus, annunciando in una conferenza stampa a Downing Street una nuova tornata di riaperture a partire dal primo agosto, tra cui i luoghi di svago come sale da bowling e per il pattinaggio oltre ai saloni di di bellezza. Restano invece chiusi i club notturni, ma riprendono le performance live al chiuso e in parte gli eventi sportivi. Verranno inoltre consentite le celebrazioni di matrimoni con la partecipazione di 30 persone al massimo.

BELGIO – La media giornaliera delle nuove infezioni da Covid-19 in Belgio è aumentata del 32% nel periodo dal 7 al 13 luglio rispetto alla settimana precedente, per raggiungere 114,7 persone infettate al giorno. Lo hanno reso noto oggi le autorità sanitarie locali (Sfp Public Health e Sciensano), precisa l’agenzia di stampa Belga. L’aumento è osservato nella maggior parte delle province, in particolare quelle con grandi città e colpisce ogni fascia d’età. Tuttavia, il numero dei decessi continua a diminuire, con un calo del 45%. In media, 1,7 persone hanno perso la vita a causa del coronavirus tra il 7 e il 13 luglio. La settimana precedente, questa cifra era 3.1. In totale, il Belgio deplora 9.795 morti per Covid-19. Il tasso di riproduzione del coronavirus è aumentato a 1,033 in Belgio. Ciò significa che un paziente medio Covid-19 infetta leggermente più di una nuova persona. Èla prima volta che questo tasso è aumentato sopra l’1 dal 4 aprile, durante il picco epidemiologico quando era a 1,06.

INDIA – L’India ha superato oggi il milione di casi segnalati di coronavirus, secondo i dati delle autorità locali. Terza nazione al mondo per numero di contagi dopo gli Stati Uniti e il Brasile, il gigante asiatico conta 25.602 morti per 1.003.832 casi confermati dall’inizio della pandemia, secondo i dati ufficiali pubblicati stamani dal ministero della Salute indiano. La seconda nazione più popolosa del pianeta ha registrato quasi 35.000 casi e 700 decessi aggiuntivi attribuiti al coronavirus nelle ultime 24 ore, secondo il rapporto ufficiale.

RUSSIA – In Russia sono stati superati i 12.000 decessi provocati dal nuovo coronavirus. Stando ai dati ufficiali, 186 persone sono morte a causa del Covid-19 nelle ultime 24 ore, facendo salire a 12.123 il totale delle vittime accertate della malattia dall’inizio dell’epidemia.I nuovi casi registrati sono 6.406 nel corso dell’ultima giornata e il totale dei contagi è di 759.203, il quarto al mondo in termini assoluti. I guariti sono 7.681 nelle ultime 24 ore e 539.373 in tutto.

IRAN – Salgono a 269.440 i casi di Covid-19 in Iran, con 2.379 contagi registrati nelle ultime 24 ore. Le nuove vittime sono 183, per un totale di 13.791 decessi confermati dall’inizio della pandemia. I ricoverati in terapia intensiva aumentano a 3.509, mentre i pazienti guariti crescono a 232.873. I test complessivi effettuati sono 2.098.985. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

CISGIORDANIA – Una chiusura totale è stata imposta in Cisgiordania da ieri sera fino a domenica mattina nel tentativo di limitare una forte ondata di contagi. Lo ha stabilito il premier dell’Anp Mohammad Shtayeh. Di conseguenza tutte le attività sono state sospese, con una deroga particolare per fornai e farmacie. Bloccati inoltre i transiti fra le diverse province. Il governo ha minacciato pene severe nei confronti di eventuali trasgressori.Intanto restano allarmanti le cifre aggiornate fornite dal ministero della sanità. In 30 giorni i casi positivi di coronavirus si sono decuplicati e hanno raggiunto la cifra di 8616: 7340 in Cisgiordania, 72 a Gaza, 1204 a Gerusalemme est. In Cisgiordania la zona più colpita è la città di Hebron, seguita dal campo profughi di Jelazun, presso Ramallah. I decessi sono saliti a 54. Le persone infette dal virus sono adesso oltre settemila.

UCRAINA – Sono 809 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Ucraina nelle ultime 24 ore, un dato in leggero calo rispetto agli 848 nuovi casi annunciati ieri: lo fa sapere il ministero della Salute ucraino precisando che il totale dei contagi dall’inizio dell’epidemia è così salito a 57.264. Le vittime del nuovo coronavirus nella repubblica ex sovietica, stando ai dati ufficiali, sono 11 nel corso dell’ultima giornata e 1.456 in tutto

Mafia, arrestato boss del trapanese e avviso di garanzia a ex deputato regionale

carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trapani, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, stanno eseguendo 4 misure cautelari e una interdittiva in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Palermo nei confronti degli affiliati alle famiglie mafiose di Castellammare del Golfo e Paceco. Tra gli arrestati “il reggente, Mariano Asaro, soprannominato ‘il dentista’ e già condannato per associazione mafiosa – spiegano gli inquirenti – e Carmelo Salerno, considerato il capomafia di Paceco, già detenuto dal giorno del suo arresto nell’operazione dei carabinieri Scrigno del marzo del 2019”.

 I reati contestati sono quelli di associazione di tipo mafioso e fittizia intestazione di società aggravati dal metodo mafioso. Asaro “con l’ausilio di Salerno ed altri indagati creava una società intestata a prestanomi per la gestione di un ambulatorio odontoiatrico a Paceco – dicono i carabinieri – Grazie all’intervento dell’ex deputato regionale Paolo Ruggirello lo studio odontoiatrico doveva essere convenzionato con la mutua”.

Per Ruggirello è scattato un nuovo avviso di garanzia. L’ex deputato regionale siciliano del Pd, arrestato nell’ambito di un’altra indagine antimafia del trapanese, si trova ai domiciliari.

I carabinieri stanno inoltre perquisendo l’abitazione e l’ufficio del sindaco del comune di Paceco, Giuseppe Scarcella, che è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Il primo cittadino è stato destinatario di invito a rendere interrogatorio innanzi all’Autorità Giudiziaria ed informazione di garanzia.

SONO GIA’ 21 I PASSEGGERI POSITIVI IN VOLO SPECIALE DA DACCA (BANGLADESH), UNA BOMBA VIRALE  DISINNESCATA

 

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ordinato la sospensione dei voli in arrivo dal Bangladesh a seguito del numero significativo di casi positivi al Covid-19 riscontrati sull’ultimo volo arrivato ieri a Roma.In accordo con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è stata disposta una sospensione valida per una settimana durante la quale si lavorerà a nuove misure cautelative per gli arrivi extra Schengen ed extra Ue.

“Non sono ancora terminate le operazioni di laboratorio dei test, ma sono già saliti a 21 i passeggeri del volo speciale autorizzato dall’ENAC diretto da Dacca (Bangladesh) atterrato ieri nel pomeriggio all’aeroporto di Fiumicino risultati positivi al tampone. Una vera e propria ‘bomba’ virale che abbiamo disinnescato con tempestività attraverso l’ordinanza del Presidente Zingaretti. A seguito dell’ordinanza regionale tutti i passeggeri del volo infatti sono stati sottoposti al test sierologico, al test molecolare e all’isolamento. E’ la conferma che non ci sono le condizioni di sicurezza da quella provenienza e bene la sospensione dei voli, ma bisogna valutare attentamente le misure da adottare. Se non avessimo messo in piedi una imponente macchina dei controlli questi passeggeri molto probabilmente sarebbero stati a loro volta un vettore di trasmissione del virus presso le loro comunità a cui abbiamo chiesto la massima collaborazione, innanzitutto nel loro interesse, per mettersi a disposizione delle autorità sanitarie al fine di eseguire i test per coloro che nell’ultimo mese sono rientrati dal loro Paese di origine o hanno avuto contatti diretti con persone rientrate. Si è tenuto proprio stamani un incontro della Asl Roma 2 con alcuni rappresentanti delle comunità del Bangladesh a Roma che hanno dato la massima disponibilità. Ho avvisato il Prefetto di Roma per chiedere una collaborazione affinché vi sia il rispetto delle prescrizioni di isolamento”.  Lo dichiara il Responsabile dell’Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

Scattano le manette per un agente immobiliare con l’hobby dell’usura

Roma – I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma E.U.R. hanno arrestato nella flagranza di reato per usura un agente immobiliare romano, dopo essere stato fermato mentre riceveva la somma contante di 800 euro da un imprenditore, già titolare di alcuni punti vendita di generi alimentari, che stava pagando parte di un prestito concessogli con interessi ben oltre la soglia di legge. L’operazione di polizia giudiziaria è stata compiuta nell’ambito di indagini diretta da Pubblico Ministero del pool della Procura di Roma – Reati contro il Patrimonio, coordinato dal Procuratore Aggiunto Lucia Lotti.

L’attività investigativa è stata avviata lo scorso maggio, a seguito delle dichiarazioni rese ai Carabinieri della Stazione Roma – Villa Bonelli dall’imprenditore, disperato per non riuscire più a far fronte ad alcuni prestiti concessigli a tassi usurari.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la vittima, trovandosi in difficoltà economica per l’attività imprenditoriale, aveva ricevuto dal 2007, in più trance, due prestiti “a fermo” della somma complessiva di 55.000 euro con un tasso usuraio dapprima del 10% e poi ridotto al 5% da corrispondere mensilmente, per il quale aveva già versato circa 250.000 euro come interessi maturati nel corso del tempo, temendo di subire ripercussioni fisiche in caso di mancato pagamento.

La vittima, non avendo percepito redditi negli ultimi mesi causa delle limitazioni imposte sulla circolazione per il contenimento dell’emergenza epidemiologica del Covid-19, aveva cercato di rinviare l’ennesimo appuntamento con il creditore implorandogli una dilazione del pagamento degli interessi. Tale richiesta provocava il risentimento dell’usuraio che pretendeva la riscossione della quota di interessi e quindi obbligava l’uomo ad incontrarlo per consegnargli il denaro. Dopo l’arresto, i militari hanno eseguito la perquisizione dell’abitazione dell’agente immobiliare, a seguito della quale sono stati sequestrati 65.000 euro in contanti, libretti di assegni bancari, telefoni cellulari e 2 orologi pregiati, oltre a vario materiale contabile ritenuto collegato all’attività usuraria.

A seguito della convalida dell’arresto, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale Capitolino ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere, alla luce dei gravi reati contestati e delle conseguenze derivanti dal comportamento usurario tenuto.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.
Il Faro online – Clicca qui per leggere tutte le notizie di Roma Città Metropolitana

Due dipendenti del World Food Program di rientro dalla Somalia sono risultati positivi e sintomatici e segnalati da un medico delle Nazioni Unite

(ANSA) – (ANSA) – ROMA, 4 LUG – “Due dipendenti del World Food Program di rientro dalla Somalia sono risultati positivi e sintomatici e segnalati da un medico delle Nazioni Unite”: lo comunica in una nota l’Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio aggiungendo che sono stati “posti in isolamento domiciliare ed è stata avviata l’indagine epidemiologica dalla Asl Roma 3 e dal Seresmi”.”: lo comunica in una nota l’Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio aggiungendo che sono stati “posti in isolamento domiciliare ed è stata avviata l’indagine epidemiologica dalla Asl Roma 3 e dal Seresmi”.

Il “Nero”, uno dei protagonisti del processo Mafia Capitale, è uscito dal carcere di Oristano poco dopo le 13,30 dopo 5 anni e 7 mesi

Il “Nero”, uno dei protagonisti del processo Mafia Capitale, è uscito dal carcere di Oristano poco dopo le 13,30 dopo 5 anni e 7 mesi di detenzione. Accolta l’istanza dei suoi legali: “Siamo soddisfatti che la questione tecnica che avevamo posto alla Corte d’Appello e che tutela un principio di civiltà sia stata correttamente valutata dal Tribunale della libertà”. Ma il Guardasigilli vuole fare verifiche

di FEDERICA ANGELI

Massimo Carminati esce dal carcere da uomo libero. Nessun obbligo di dimora, nessun obbligo di firma. “A fine marzo aveva già scontato il tetto massimo dei due terzi del reato più grave che gli è stato contestato: una corruzione”. È il suo legale, il professore Cesare Placanica, a fornire la spiegazione tecnica della scarcerazione che arriva a cinque giorni dal deposito delle motivazioni della Cassazione con cui per l’ex Nar, insieme a Salvatore Buzzi e altri 30 coimputati è crollato il 416bis, l’associazione a delinquere di stampo mafioso. E il ‘Nero’ del ‘Mondo di Mezzo’ ha lasciato il carcere di Oristano alle 13.30 vestito di blu, con una borsa, Carminati ha trovato i giornalisti ad attenderlo all’esterno, ma ha evitato di rispondere a qualsiasi domanda. L’ex militante dei Nar è poi andato via con un taxi. Ma su questa scarcerazione Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha delegato l’ispettorato generale del ministero a svolgere “i necessari accertamenti preliminari”, così fanno sapere fonti di via Arenula.

Mondo di mezzo, Massimo Carminati esce dal carcere di Oristano dopo 5 anni e 7 mesi di detenzione

Dopo tre rigetti da parte della Corte d’Appello, l’istanza dei suoi legali alla fine è stata accolta dal Tribunale della Libertà. Carminati, detto anche il “Il Cecato” di Mafia Capitale, esce dall’istituto penitenziario di Oristano in cui era rinchiuso dal dicembre 2014 perché la carcerazione preventiva è arrivata al limite. Non essendo quindi arrivati a una condanna definitiva – il processo d’Appello bis Mondo di mezzo deve ancora essere celebrato – torna libero, nella sua dimora a Sacrofano.

Mafia Capitale, le confische a Carminati: dalla spada giapponese ai gemelli d’oro

Il penalista Placanica nell’istanza rigettata dal Riesame e riproposta all’Appello aveva fatto leva su questo, ricevendo un ok ma con riserva. C’era il secondo reato più grave, ovvero la seconda ordinanza che colpì Carminati sui suoi rapporti col consigliere regionale ex Pdl Luca Gramazio, unico politico a cui è stato contestato il 416bis.

“Abbiamo replicato – spiega ancora Placanica – che si trattava di una contestazione a catena. E così la nostra questione tecnica, in punto di diritto, che tutela un principio di civiltà è stata accettata”. E Massimo Carminati da oggi è un cittadino libero.

Mafia Capitale, Carminati: “Ora sono il diavolo ma parlavo con tutti”

L’ex militante di estrema destra fu arrestato con l’accusa di mafia il 2 dicembre del 2014. È uno dei criminali romani la cui fama sembra essere inossidabile. Fu lui stesso in una intercettazione captata dalle cimici dei carabinieri del Ros a dire a un dipendente della compagnia Fastweb che non riusciva a risolvere un suo problema di connessione: “Forse non hai capito con chi stai parlando, cerca su internet Massimo Carminati e poi vedi di sbrigarti a risolvere la situazione”.

Mafia Capitale, Carminati al telefono col poliziotto: “Passa in ufficio”

Il suo nome è legato alla banda della Magliana ma soprattutto allo storico furto al caveau della banca di piazzale Clodio. Un furto messo a segno alle cassette di sicurezza di decine di magistrati, avvocati e notabili romani e che riuscì a portare a dama grazie alla complicità di interni alla banca e di forze dell’ordine.

Fu sostanzialmente questo colpo a creare attorno alla sua figura, nel mondo di sotto e anche in quello di mezzo, quell’aura di intoccabilità. Per anni di lui si è sentito parlare solo collateralmente, rispetto a indagini di personaggi che gravitavano nel mondo della destra, Gennaro Mokbel è uno di questi.

E fu proprio da una intercettazione che riguardava i contatti di Mokbel con Finmeccanica che i Ros nel 2012 iniziarono a mettere gli occhi su Carminati e la casa di Sacrofano, attorno a cui ruotavano strani giri. Le dichiarazioni di uno skipper narcotrafficante pentito diedero il via per aprire una inchiesta per mafia sul “Cecato” e il suo socio in affari Salvatore Buzzi.

Uno spaccato desolante quello che venne fuori da due anni di indagini: Carminati e il ras delle cooperative rosse erano riusciti a piegare ai loro desiderata politici, pubblici funzionari, imprenditori nella Roma allora comandata dal sindaco nero Gianni Alemanno. Una rete di rapporti in cui mazzette e ricatti erano la consuetudine proseguita anche con la giunta del Pd.

Mafia capitale, Carminati sul politico da corrompere: ”O si caccia o si compra”

Milanese di 62 anni, Carminati venne arrestato poco lontano dalla sua abitazione di Sacrofano. Gli venne contestata la detenzione di armi, che non si troveranno mai. Di lì a qualche giorno, finiscono in carcere altre 36 persone nell’ambito dell’inchiesta mediaticamente conosciuta come Mafia Capitale. L’ex Nar sconterà 5 anni e 7 mesi dentro una cella per questa vicenda. Dopo Rebibbia, va a Tolmezzo, quindi a Parma (quando viene sottoposto al 41 bis) e Oristano.

Il 20 luglio del 2017 il tribunale lo condanna a 20 anni di reclusione per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e a tanti altri reati. L’11 settembre del 2018 la corte d’appello riconosce la sussistenza della mafia e infligge a Carminati 14 anni e mezzo. Verdetto annullato dalla Cassazione il 22 ottobre del 2019 che fissa un nuovo processo solo per la rideterminazione delle pene. Dopo quattro giorni, il regime del carcere duro viene meno. Incassato il parere positivo della Dda di Roma e della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, il Guardasigilli Alfonso Bonafede firma il decreto di revoca del 41 bis per Carminati, che oggi torna libero.

Ulteriore episodio, che ben faceva comprendere il potere intimidatorio espresso dal
sodalizio diretto da CARMINATI Massimo è la vicenda relativa al debito contratto da
PIRRO Raimondo per il commercio di orologi, nel caso specifico di proprietà di
BRUGIA Riccardo, ampiamente illustrata più avanti.
Da quanto appreso nel corso delle intercettazioni il PIRRO aveva smerciato due orologi di
valore di proprietà di BRUGIA Riccardo che l’uomo aveva intenzione di vendere
attraverso l’intermediazione fornita dal gioielliere INFANTINO Andrea senza
corrispondere i proventi della vendita al BRUGIA.
Le conversazioni intercettate dimostrano inequivocabilmente lo stato di assoggettamento
del PIRRO di fronte alla reazione violenta di BRUGIA (BRUGIA: perché ti ho cercato da
tutte le parti, figlio mio! e’ chiaro che tu… cioè…so’ sincero, cioè… fortunatamente stavi
dentro al bar ed è successo… niente a quello che te doveva succedere… PIRRO: ma tu hai
ragione, è per questo che mi dispiace perchè io sto in torto, se non stessi in torto non me
ne fregherebbe niente!)
Il PIRRO prometteva la restituzione del denaro, ma poi non onorava l’impegno preso,
subendo nuovamente le minacce di BRUGIA (non me fa’ veni’ a casa non me fa’
scomoda’ . . . te prego, ti chiedo cortesia queste cose non me fa’ . . . tu non c’hai i soldi per
far la spesa figlio mio ma io che devo fa’ . . . Raimondo) . Illuminanti al riguardo i
commenti di CARMINATI, che è presente durante la conversazione tra BRUGIA e PIRRO
( è un classico che non c’ha i soldi per fare la spesa….dio buono…che noia… c’ho il cuore
debole…non piangere che c’ho il cuore debole…cioè..) e critica l’atteggiamento del fratello
di PIRRO, che si era rifiutato di far fronte al debito, alludendo alle possibili ritorsioni in
danno del debitore (“se poi morono si costituiscono parte civile però . . . tutta la famiglia
eh”.).
Per BRUGIA e CARMINATI la riscossione del credito nei confronti del PIRRO è
principalmente una questione di reputazione criminale, ben più importante della cifra non
particolarmente rilevante (Riccardo: ormai, eh..se no..è diventata una questione
principale, come no? Massimo: stavolta, stavolta se..se non è proprio la buca de
notte, jè spaccamo proprio la faccia Riccardo: no, no jè do’ una martellata in
testa…come premessa..inc.. Massimo: ..appena lo vedo l’ammazzo..Riccardo: te lo
giuro …no, no Andrè ormai è diventata una cosa…mica, mica può pensare deve passà, de
esse passato così, questo Massimo: che và a pija per culo la gente)
Ulteriore esempio dei metodi violenti utilizzati dal sodalizio per il recupero dei crediti è la
vicenda che vede protagonista PERAZZA Massimo, detto “il Romanista”, il quale viene
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pesantemente malmenato da BRUGIA (PERAZZA: “ma secondo te è normale una
reazione come quella . . . scusame è . . .ciò tutta una gamba massacrata, dietro al collo
c’ho tutto un taglio ”.) E’ lo stesso BRUGIA a spiegare a LACOPO le ragioni del
pestaggio (“Dici è un mese che non ti paga il conto, me stai a rompe il cazzo “chiedigli i
soldi! chiedigli soldi!” che cazzo te devo di! Ah, va be’, va be’. L’importante è che t’ha
pagato. No, perchè dice ch’emo pure, ha lasciato strisciate pure da Alessia, c’ha 600
euro di vestiti. Aò? 670 euro. “E mo adesso, adesso vengo a vede'” Ao! e questo lascia
strisciate da tutte le parti! mette benzina e lascia strisciate! Ma vaffanculo ao! Fa tanto
il miliardario e fa i buffi da tutte le parti.”
Un caso paradigmatico di esercizio del metodo mafioso è poi la vicenda del tentativo di
estorsione realizzato da BRUGIA e CARMINATI in danno di SECCARONI Luigi,
ampiamente illustrata più avanti.
CARMINATI e BRUGIA intendono acquisire un terreno di proprietà della famiglia di
SECCARONI, il quale però non sembra intenzionato a vendere. Il rifiuto dell’imprenditore
scatena la reazione del sodalizio (lo riferisce lo stesso SECCARONI in una conversazione
con un amico, ZANNA Alessandro “mi ha detto… dice: intanto te lì non ci farai mai
niente perché tu, come apri, te famo… te armiamo un casino”…“allora devi dì o sì o no.
Se è sì o no, se è no tu sai che c’hai un nemico, preparati”). Il commento di ZANNA
dimostra inconfutabilmente la diffusività della percezione della forza di intimidazione del
sodalizio e lo stato di assoggettamento che ne derivava in coloro che venivano in contatto
con i suoi esponenti (“A Lui’, ma io te faccio legge delle cose che ho letto, è proprio un
disegno strategico capito? E’ una strategia proprio che c’hanno, non è che lo fanno…
l’hanno fatto con te e basta casualmente, con tutti, con tutti capito?”.
Chiarissima anche la reazione di CARMINATI, che commenta con Roberto LACOPO il
rifiuto dell’imprenditore di sottostare alle pretese del sodalizio (“…io gli ho fatto fà una
grande cortesia da coso, come ca…dall’amico ..inc..no, gli ho fatto fare una grande
cortesia de qua ..inc….senza piglià una lira ..poi Riccardo me diceva pure “a Ma, che
cazzo te frega è un pezzo di merda levamo..levamoglie i soldi”, “no”, gli ho detto “a
Riccà me pare brutto ce fa le cortesie” ma..invece no, non bisogna, bisogna avè pietà de
nessuno capito? Ce stanno amici me và, lui no, lui è un pezzo di merda e io gliela faccio
pagà”…….. “no ma io lo torturo per…Robè, lo torturo Robè, tu non sai manco se a
Roma io…… no io sparo”, “no, io su ste cose, io lo torturo, adesso lo torturo, adesso lo
torturo tu mi devi credere, io adesso gli faccio fare ..gli faccio…lo faccio campare male,
io lo faccio campare male, senza daje manco na pizza..anzi una pizza gliela dò”. “non
gli faccio fare un cazzo, a meno o me lo affitta per 18 anni, 9+9, oppure me lo vendi,
sono cazzi sua quello che deve fà, e poi l’affitto deve essere lo sai come 500 al mese eh!
Non hai capito gli faccio cagà sangue, stavolta gli faccio cagà sangue, così se impara, la
paga tutta una vol…tutt’insieme…si è bono per…inc”)
Era poi lo stesso SECCARONI a riferire all’amico ZANNA Alessandro il contenuto delle
minacce subite (“fatti trova’”. Allora… ah… no perché me lo devi da, ce lo devi da a noi:
o ce lo affitti o ce lo vendi. Parla con tuo padre. Gli ho detto: guarda, mio padre c’ha 74
anni lasciatelo sta”. “lo so, ma te mica sei un coglione. Parlace te, ci parli te. A noi ci
serve senno’ (…) ti trovi un grande nemico, ti mandamo a fuoco tutto”. “mi ha detto…
dice: intanto te lì non ci farai mai niente perché tu, come apri, te famo… te armiamo un
casino”. ) Anche in questo caso il commento di ZANNA dimostra la consapevolezza delle
modalità mafiose con cui opera il sodalizio (“i soldi non li ripigli più eh! Non te pensare
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che quelli pagano l’affitto regolare, tranquillo e tutto quanto. Una volta che ce se so messi
dentro, con un regolare contratto, te l’hanno levato”….. “vendi, vendi. Se te… se te danno i
soldi, se te danno i soldi si”.)
Lo stato di assoggettamento del SECCARONI, dovuto al timore di subire gravi danni dalla
contrapposizione con il sodalizio diretto dal CARMINATI, appariva del tutto evidente
dalle frasi espresse dallo stesso imprenditore, il quale, nel corso di una nuova
conversazione con ZANNA Alessandro, spiegava che “oramai so, praticamente sono sotto
scacco loro” e raccontava che “quando vengono sotto io soffro in un modo impressionante:
zagaglio (balbetto), non riesco a di’ due parole”.
Lo stato d’ansia e di prostrazione in cui le minacce del sodalizio avevano ridotto il
SECCARONI Luigi è ampiamente documentato dalle conversazioni intercettate, riportate
nel paragrafo dedicato alla vicenda.
6.2 La acquisizione e il controllo di attività economiche con metodo mafioso: il
manifesto programmatico dell’associazione (“perché tanto ..NELLA STRADA… glielo
devi dire… aaa come ti chiami?… COMANDIAMO SEMPRE NOI…. non comanderà
mai uno come te nella strada.. NELLA STRADA TU C’AVRAI SEMPRE BISOGNO”)
fonte repubblica.it

Lorenzo Lerose: Oltre 100 voli, tra arrivi e partenze, dodici paesi europei collegati

come riportato su repubblica  Lorenzo Lerose: Oltre 100 voli, tra arrivi e partenze, dodici paesi europei collegati: con la riapertura delle frontiere interne all’Ue, aumentano i collegamenti aerei da e per l’aeroporto di Roma Fiumicino. Ben 7, tra Francoforte, Monaco e Dusseldorf, sono le destinazioni per la Germania raggiungibili dal Leonardo da Vinci con voli Alitalia e Lufthansa. Seguono poi 3 voli per la Svizzera operati da Alitalia e Swiss (due per Zurigo ed uno per Ginevra) ed altrettanti per il Belgio (tutti e tre per Bruxelles: due della Brussels Airlines ed uno Alitalia). Due sono poi i voli diretti in Gran Bretagna, nello specifico Londra Heathrow con aerei AZ, così come quelli per Francia (un Alitalia e un Air France per Parigi) e Lussemburgo (un Alitalia e un Luxair). Completano il quadro, Bulgaria, Spagna, Grecia, Paesi Bassi, Bielorussia e Croazia con un volo per ciascuna destinazione operato rispettivamente da Bulgaria Air (Sofia); Alitalia (Madrid); Aegean (Atene); Klm (Amsterdam); Belavia (Minsk) e Croatia Airlines (Zagabria).

Fase 3, riparte l’aeroporto di Fiumicino: ma la normalità è ancora lontana

 

Da martedì ci sarà anche la ripresa di alcuni voli di linea dall’aeroporto G.B. Pastine di Ciampino, interrotti lo scorso 14 marzo a causa delle molteplici cancellazioni dei collegamenti da e per l’Italia per effetto dell’emergenza Covid-19. Il primo vettore a tornare in pista da martedì sarà Wizzair, con alcuni voli settimanali per la Romania, la Moldavia e la Macedonia del Nord. Dal 21 giugno, sarà poi la volta di Ryanair che inizierà con 9 collegamenti verso diverse destinazioni tra le quali Lisbona, Budapest, Manchester e Cagliari e, poi, verso Parigi, Madrid, Atene, Praga, Varsavia Valencia, Cracovia e Bruxelles. Inoltre, entrambe le compagnie aeree prevedono nelle settimane successive di incrementare ulteriormente i voli da e verso lo scalo romano