Categoria: Sanità

La qualifica complementare di un OSS in assistenza sanitaria a cosa serve? Si lavora al Sud solo se raccomandati!

la-qualifica-complementare-di-un-oss-in-assistenza-sanitaria-a-cosa-serve?-si-lavora-al-sud-solo-se-raccomandati!

alfio coronavirus ondata infermiera medico oss

Un lettore, Mimmo, ci chiede:  “ma la qualifica complementare di un OSS in assistenza sanitaria a cosa serve? Si lavora al Sud solo se raccomandati”.

Gentilissimi redattori di ssoCareneNews.it,

mi chiamo Mimmo. Da poco sono un Operatore Socio Sanitario anche se a breve dovrei diventare un Operatore Socio Sanitario con qualifica Complementare in Assistenza Sanitaria (OSSC o in alcune regioni OSSS – ndr).

Sono della Provincia di Napoli, ho difficoltà a trovare lavoro in questo settore nella mia zona.

E’ mai possibile che bisogna ancora essere Raccomandati al giorno d’oggi per trovare lavoro al Sud?

Ho inviato i miei Curricula in alcune strutture a me vicine, ma niente. Eppure siamo in Emergenza Covid, dovrebbero assumere in poco tempo, invece mi trovo in una situazione che non mi permette di proseguire la mia formazione per concludere il mio obiettivo, ovvero quello di specializzarmi in Assistenza sanitaria complementare.

Grazie. Tanti Saluti.

Mimmo, OSS


Carissimo Mimmo,

più volte come quotidiano abbiamo parlato di questo argomento e ogni volte ripetiamo le stesse cose: la qualifica aggiuntiva di OSS specializzato (OSSS) o di OSS con formazione complementare (OSSC) non ha alcuna valenza in Italia e non è disciplinata da alcun contratto pubblico o privato. L’unica “specializzazione” per gli OSS è quella del Responsabile delle Attività Assistenziali (RAA), che in alcune regione e in particolari ambiti socio-sanitari è contemplata e riconosciuta. Per il resto la formazione aggiuntiva non aiuta certamente a trovare lavoro prima. Vuole un consiglio spassionato? Se vuole provi la Nord a cercare lavoro, si iscriva alle principali agenzie interinali, si faccia un po’ di esperienza nel Settentrione e poi vedrà che trovare lavoro sarà più facile anche nel Meridione italico. Purtroppo lo sa bene che dalle sue parti la raccomandazione è necessaria anche per richiedere un banale certificato in un Ente pubblico. Non aggiungo altro. Se ha bisogno di ulteriori consigli può contattarci privatamente via e-mail a [email protected].

La redazione di ACN

Leggi anche:

Operatore Socio Sanitario diventa OSSS, lavora di più, ma guadagna come prima!

Attestati Operatori Socio Sanitari e OSSS della Campania: tutti fasulli? Se lo chiede il Migep, che scrive alla Regione.

Leucociti alti in Gravidanza: è un bene o un male?

leucociti-alti-in-gravidanza:-e-un-bene-o-un-male?

calcolo ovulazione gravidanza

E’ normale in gravidanza avere livelli alti di Leucociti circolanti? Scopriamolo assieme in questo servizio.

Alcuni effetti della gravidanza sono molto evidenti, ma alcuni sono molto più subdoli e sottesi. Ad esempio, le donne incinte registrano un aumento medio del 50% del volume sanguigno.

Poiché hanno più sangue circolante essendo incinta è essenziale monitorare le percentuali di cellule ematiche, soprattuto i Leucociti.

I globuli bianchi sono un tipo di cellule difensive dell’organismo che provengono dal midollo osseo. Come parte del sistema immunitario del corpo umano, aiutano lo stesso a rimanere in buona salute e combattere la malattia.

Di solito, un numero elevato di globuli bianchi significa che il tuo corpo si sta difendendo da una malattia o malattia ed è sotto stress.

Tuttavia, durante la gravidanza, è normale avere un numero elevato di globuli bianchi. Dopotutto, il tuo corpo è così stressato solo perché sei incinta. Un numero elevato di globuli bianchi da solo non è motivo di allarme.

Durante la gravidanza, il medico dovrebbe prescriverti frequentemente esami del sangue. Poiché è un momento stressante per il tuo corpo, tenere sotto controllo come reagisce il tuo sangue è molto importante.

Segni di elevata presenza di globuli bianchi durante la gravidanza.

Di solito nelle persone che non sono in gravidanza i sintomi di un numero elevato di globuli bianchi includono:

  • febbre;
  • fatica;
  • dolore;
  • sudorazioni notturne;
  • perdita di peso.

Tuttavia, durante la gravidanza, questi sintomi potrebbero non verificarsi. I professionisti medici hanno i propri intervalli di conteggio dei globuli bianchi per le persone in gravidanza. Per scoprire cosa è considerato un range sano, parla con il tuo medico.

Cause di un numero elevato di globuli bianchi durante la gravidanza.

Ogni corpo e ogni gravidanza sono diversi. Non esiste una causa definitiva per avere un numero elevato di globuli bianchi durante la gravidanza. Proprio come il tuo corpo produce tanto sudore quanto ha bisogno per rinfrescarti dopo l’esercizio o quando fa caldo, il tuo corpo produce tutti i globuli bianchi di cui ha bisogno per rimanere in salute.

La maggior parte dei motivi per cui le donne in gravidanza potrebbero avere un numero di globuli bianchi anormalmente alto è il motivo per cui le persone di solito hanno un numero di globuli bianchi più alto.

Alcune di queste cause comuni sono:

1. Gravidanza stessa.

C’è molto stress che deriva dalla gravidanza, sia mentalmente che fisicamente, che può aumentare i globuli bianchi. Durante la gravidanza, è importante rilassarsi e concedersi tempo e spazio per eliminare lo stress, sia per il corpo che per la mente.

2. Infezione.

Poiché i globuli bianchi fanno parte del tuo sistema immunitario, qualsiasi infezione può farti avere un numero di globuli bianchi più elevato. Qualsiasi cosa, da un raffreddore a un’infezione agli occhi, farà aumentare il numero dei globuli bianchi.

3. Malattia o infiammazione autoimmune.

Se hai una malattia autoimmune come l’artrite reumatoide o il lupus, il tuo corpo produce alti volumi di globuli bianchi. Allo stesso modo, in caso di infiammazione o reazione allergica, il numero dei globuli bianchi aumenterà.

4. Leucemia.

La leucemia – o cancro del sangue – inizia con il midollo osseo che produce un tipo specifico di globuli bianchi. Quindi un tasso più alto di questi indica che potresti avere la leucemia.

È estremamente raro che alle donne incinte venga diagnosticata la leucemia. Tuttavia, se ti viene diagnosticato durante la gravidanza, ci sono un’ampia varietà di opzioni di trattamento per mantenere te e il tuo bambino al sicuro.

Quando è opportuno consultare un medico?

Per sapere se hai o meno un numero elevato di globuli bianchi, devi consultare un medico. Il medico eseguirà esami del sangue per determinare il numero delle cellule del sangue. Se sei incinta, dovresti consultare il medico almeno una volta al mese. Durante gli appuntamenti, il medico monitorerà la conta delle cellule del sangue e ti farà sapere se ritiene che la conta delle cellule del sangue sia troppo alta.

Naturalmente, se hai una condizione preesistente, un’infezione o una malattia autoimmune, saprai quali sono i sintomi di questi e se dovresti consultare un medico per loro. Se hai una reazione allergica o hai un’infiammazione irregolare, dovresti anche consultare un medico.

Test per un numero elevato di globuli bianchi durante la gravidanza.

Per eseguire il test del sangue, il medico o l’infermiere ti preleveranno un campione di sangue inserendoti un ago nel braccio ed estraendo un campione di sangue. Dopo aver raccolto il campione, lo analizzeranno per il conteggio dei globuli bianchi, tra le altre cose.

Non c’è niente che devi fare per prepararti per un esame del sangue. Dopo l’esame del sangue, l’area in cui hanno estratto il sangue potrebbe essere un po ‘sensibile, ma dovrebbe guarire abbastanza rapidamente.

Il tuo esame del sangue sarà un sondaggio completo, non solo per i globuli bianchi ma anche per altri elementi del tuo sangue.

Trattamento.

Durante la gravidanza è molto probabile che si verifichi un numero di globuli bianchi superiore alla media. È incredibilmente stressante, fisicamente e mentalmente, essere incinta. Renditi conto che il tuo corpo sta attraversando molti cambiamenti e assicurati di riposarti adeguatamente.

Se soffri di una condizione preesistente o sviluppi una condizione che ti fa avere una quantità di globuli bianchi superiore al normale, ne parli con il medico.

Leggi anche:

Leucociti: cosa sono, valori alti e bassi, presenza nelle urine. Tutto sui Globuli bianchi.

Gravidanza: sintomi, test e calcolo settimane.

Formazione OSS, nasce KOS Academy la prima scuola di formazione continuativa.

formazione-oss,-nasce-kos-academy-la-prima-scuola-di-formazione-continuativa.

kos academy

Formazione OSS: nasce KOS Academy, la prima scuola di formazione continuativa multidisciplinare dedicata agli operatori socio sanitari.

Formazione OSS, nasce KOS Academy la prima academy italiana realizzata da una realtà sanitaria, il Gruppo KOS destinata a tutte le figure professionali che operano nell’ambito dell’assistenza alla persona fragile.

L’obiettivo dell’Academy è quello di migliorare la qualità del servizio verso gli ospiti, trasferendo attraverso una formazione multidisciplinare e continuativa, le competenze tecniche in ambito clinico agli operatori, per favorirne i comportamenti virtuosi e la loro efficacia.

Progetto Girasole.

Novità di KOS Academy è il progetto ‘Girasole’, un percorso di formazione, unico in Italia, specificatamente dedicato agli operatori socio sanitari (OSS) e agli ausiliari socio assistenziali (ASA). Queste figure professionali, in prima linea nella gestione dell’emergenza legata alla pandemia e che nel caso del Gruppo KOS rappresentano circa il 60% della forza lavoro, ancora oggi non hanno una scuola di formazione continua a loro dedicata.

Andrea Roselli, responsabile della KOS Academy commenta: “Abbiamo voluto inserire all’interno della nostra Academy un percorso dedicato agli OSS e ASA poiché rappresentano una figura indispensabile e punto di riferimento per gli ospiti delle nostre strutture, siano queste RSA, centri di riabilitazione, cliniche psichiatriche, comunità terapeutiche. Si tratta di figure professionali che trascorrono il loro tempo a contatto con l’ospite, assistendolo e cogliendo le necessità specifiche quotidiane”.

Il progetto formativo ‘Girasole’ ha come obiettivo quello di favorire e stimolare il passaggio da un ruolo di ‘sorveglianza passiva’ a quello di ‘sorveglianza attiva’, aiutando l’operatore ad occupare il tempo della cura e dell’assistenza all’ospite in maniera funzionale.

Il corso si propone di lavorare sulle leve motivazionali, facilitando un’interazione costante con educatori, fisioterapisti e altre figure professionali così da creare una rete di competenze sempre più ampia a servizio dell’ospite.

Grande successo già all’inaugurazione.

All’evento inaugurale, tenutosi negli spazi della KOS Academy a Porto Potenza Picena (MC) hanno partecipato il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, l’amministratore delegato del Gruppo KOS, Giuseppe Vailati, l’amministratore delegato di KOS Care, Enrico Brizioli, e il responsabile della KOS Academy, Andrea Roselli.

Giuseppe Vailati, amministratore delegato del Gruppo KOS ha aggiunto: ”È grazie al lavoro svolto negli anni che KOS Academy avvia oggi ufficialmente la sua attività, un’iniziativa che garantisce un efficace e moderno sistema di formazione in presenza e a distanza, che ci permette di superare la difficoltà nell’erogazione della formazione determinata dalla dispersione territoriale delle nostre strutture, oltre 90 solo in Italia, localizzate in 11 regioni. Stiamo inoltre lavorando per accreditare KOS Academy come provider formativo che potrà fornire percorsi di specializzazione al servizio del pubblico esterno, oltre allo sviluppo di partnership con le Università”.

Oggi, infatti, l’emergenza legata alla pandemia ha reso l’erogazione della formazione con strumenti digitali uno strumento per fornire coaching continuo, superando il modello di formazione tradizionale, con erogazione esclusivamente in aula.

Addio a Carlo, coordinatore infermieristico stroncato dal Covid-19.

addio-a-carlo,-coordinatore-infermieristico-stroncato-dal-covid-19.

Addio a Carlo Leonardi, coordinatore infermieristico a Viterbo, stroncato a soli 54 anni dal Covid-19.

Non ce l’ha fatta Carlo Leonardi, infermiere di 54 anni morto per i postumi del covid-19. Era in servizio presso l’ospedale Belcolle di Viterbo, ma era residente a Marta.

Era Coordinatore Infermieristico presso l’Unità Operativa di Elettrofisiologia ed era iscritto all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Viterbo. È la prima vittima tra gli operatori sanitari dell’ospedale viterbese. Lascia la moglie Mariangela, anche lei infermiera, e tre giovani figlie.

“Esprimiamo le più sentite condoglianze e tutta la vicinanza possibile alla famiglia da parte dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità”, scrive su Facebook il Comune di Marta, che saluta il suo concittadino.

Buon viaggio Carlo e che la terra ti sia lieve.

Leggi anche:

Coronavirus. Tutti gli Infermieri morti per Covid-19. Oltre 100.000 colleghi contagiati sul lavoro.

Coronavirus. Tutti gli Infermieri morti per Covid-19. Oltre 100.000 colleghi contagiati sul lavoro.

coronavirus-tutti-gli-infermieri-morti-per-covid-19-oltre-100000-colleghi-contagiati-sul-lavoro.

bollettino coronavirus

Emergenza Coronavirus. In Italia troppi Infermieri morti per Covid-19, soprattutto nella seconda fase della Pandemia. Moltissimi di loro lavoravano in strutture per anziani, il resto nell’Emergenza o in Area Critica, altri erano liberi professionisti. Un elenco in continuo aggiornamento che grida vendetta.

Volevamo non aver scritto mai questo servizio, ma oggi siamo costretti a farlo (e ad aggiornarlo continuamente) anche per omaggiare i tanti colleghi Infermieri e Infermiere morti a causa del virus e mostrare tutta la nostra vicinanza alle loro famiglie. Alcuni di loro erano in servizio presso strutture per anziani, altri nell’ambito dell’Emergenza-Urgenza, altri ancora in Area Critica. Alcuni erano in pensione, due di loro si sono suicidate. 

L’elenco sarà in continuo aggiornamento (speriamo non ci siano più vittime di questo bastardo virus).

Sulla carta ci sarebbero 83 casi, tra cui 2 Infermieri Generici (che comunque consideriamo un collega alla stregua degli altri) , 2 infermieri rientrati dalla pensione e 6 suicidi.

La FNOPI e per l’INAIL gli operatori sanitari maggiormente contagianti (82%) sono Infermieri. Ammontano ad oltre 100.000 i colleghi infetti da Covid-19.

Giornata del Malato. FNOPI: il Covid-19 ha ucciso 80 Infermieri e infettato circa 100.000 colleghi al fianco di chi soffre..

I numeri degli Infermieri in Italia.

Nel nostro Paese ci sono circa 445.000 colleghi iscritti agli Ordini provinciali delle Professioni Infermieristiche e all’Albo nazionale detenuto dalla Federazione Nazionale Ordini delle Professioni Sanitarie.

Ecco i numeri:

  • 12.000 sono Pediatrici, circa 4000 lavorano in Polizia o nelle Forze Militari;
  • 64.000 sono i Liberi Professionisti in attività;
  • 270.000 quelli che lavorano nel Servizio Sanitario Nazionale pubblico;
  • 130.000 quelli che lavorano in ambito privato (molti di loro sono Liberi Professionisti).

Purtroppo la privacy ci costringe a non fare tutti i nomi dei morti.

Non possiamo farvi tutti i nomi, soprattutto perché ci è stata chiesta estrema riservatezza, ma noi li vogliamo ricordare ugualmente abbracciando forte i loro figli, i loro mariti, le loro mogli, i loro padre e le loro madri, i loro fratelli e le loro sorelle.

Qui di seguito elencheremo alcuni dei loro nominativi (o la loro storia) man mano che realizzeremo servizi sulle loro vicende professionali e umane.

Infermieri Morti di Coronavirus in Italia:

  1. Carlo Leonardi;
  2. Raffaele Zagaria;
  3. Francesco Longo;
  4. Michelina Petretta;
  5. Matteo Bevilacqua;
  6. Serena Pockar;
  7. Lidano Petrianni;
  8. Suor Maria Armida Simioni;
  9. Giulio Azzolina;
  10. Lorella Molinari;
  11. Tommaso Di Fabrizio;
  12. Paola Cavallini;
  13. Alessandro Mercuri;
  14. Luigi Lobina;
  15. Michele Lombardi;
  16. Mirco Coffari;
  17. Claudia Ioja;
  18. Giuseppe Lupo;
  19. Luigi Pucariello;
  20. Sergio Bonazzi;
  21. Salvatore Lo Coco;
  22. Alfonso Durante;
  23. Roberto Maraniello;
  24. Anna Poggi;
  25. Enrica Favali;
  26. Giovanni Russo;
  27. Anna Maria Corapi;
  28. Angela Vinci;
  29. Edi Maiavacchi;
  30. Luciano Quaglieri;
  31. Antonietta Patrone;
  32. Emilio Palumbo;
  33. Lidia Liotta;
  34. Nicoleta Corina Berinde;
  35. Javier Chunga;
  36. Enrica Favali;
  37. Giuseppina Villano;
  38. Mary Monteleone;
  39. Francesco De Berardino;
  40. Marco Offredi;
  41. Oualid Mohamed Ayachi;
  42. Luciano Mazza;
  43. Lucetta Amelotti;
  44. Manuela Sacchini;
  45. Elena Nitu Rodica;
  46. Concetta Lotti;
  47. Daniela Bergamaschi;
  48. Ed altri di cui conosciamo solo il nome o di cui non possiamo fornire le generalità.

Tutti i nostri servizi (colleghi morti di Covid-19, per il Covid-19 e in odore di Covid-19):

Addio a Carlo, coordinatore infermieristico stroncato dal Covid-19.

Incredulità per la morte di Infermiere buono. Raffaele Zagaria aveva 40, stroncato dal Covid-19.

Addio a Francesco, Infermiere di 52 anni ucciso dal Covid-19.

Addio a Michelina, Infermiera morta di Covid-19. Aveva appena 52 anni.

Addio a Serena, Infermiera di 52 anni uccisa dal Coronavirus.

Addio a Lidano, Infermiere di 59 anni muore di Coronavirus a Latina. Ennesima vittima del Covid-19 tra i professionisti sanitari.

Addio a Suor Maria, Coordinatrice Infermieristica morta di Covid. Era amica di Ligabue, amava la Juve e la Ferrari.

Addio a Giulio, Infermiere di 53 anni stroncato dal Covid-19. L’OPI di Napoli a lutto.

Addio a Lorella, Infermiera morta a 57 anni di Covid-19. L’Italia piange troppi colleghi morti di Coronavirus.

Addio a Tommaso Di Fabrizio, ennesimo Infermiere morto di Coronavirus. L’OPI di Chieti è a lutto.

Addio a Paola Cavallini, Infermiera morta di Covid-19. In lutto l’OPI di Pisa.

Addio ad Alessandro, Infermiere del 118 morto per Coronavirus.

Addio Gigi. Infermiere di area covid muore contagiato a 57 anni.

Addio a Michele Lombardi, Infermiere di Potenza morto di Coronavirus.

Addio a Mirco, Infermiere ucciso dal Covid a Ravenna.

Addio a Claudia, Infermiera di 47 anni morta per Coronavirus. E’ il 55° collega deceduto per Covid dall’inizio della Pandemia.

Addio a Giuseppe, Infermiere ucciso dal Coronavirus. Lo piange la sanità trapanese.

Addio a Luigi, Infermiere del 118 ucciso dal Covid-19. La provincia di Foggia in lutto.

Addio a Sergio, Infermiere morto di Covid. E’ il primo decesso a Bologna dall’avvento della Pandemia da Coronavirus.

Addio a Salvatore, Infermiere siciliano: ucciso dal Coronavirus.

Addio a Carlo, Infermiere in quarantena per Covid si uccide. Era in attesa del secondo tampone.

Addio Alfonso, infermiere rientrato dalla pensione vittima del Coronavirus.

Addio a Giovanni, Infermiere morto di Coronavirus. Ucciso dal Covid a 58 anni.

Addio ad Anna Maria, Infermiera uccisa dal Covid. Il fratello: “ora si deve indagare sul suo decesso per Coronavirus”.

Addio a Luciano, Infermiere stroncato dal Covid. Deceduto a Roma dopo essersi contagiato mentre lavorava.

Addio ad Antonietta, Infermiera in prima linea uccisa dal Covid.

Rimini, Infermiere si uccide. La salma scoperta negli spogliatoi del DEA.

Addio a Emilio: muore Infermiere stroncato dal Covid.

Addio Annamaria, Infermiera morta di Covid. Il fratello: atteso troppo per il tampone.

Addio a Francesco, ennesimo infermiere morto di Covid. E’ il 42° dall’inizio della Pandemia.

Addio a Javier, Infermiere morto di Coronavirus. Lavorava a Como. Ammalatosi in reparto.

Addio ad Enrica Favali, Infermiera di 51 anni. Non avrà un funerale per le norme attuali anti-Covid.

Muore Infermiera di 49 anni. Addio a Giuseppina, non avrà un funerale per le disposizione anti-Coronavirus.

Coronavirus. Si uccide Infermiera a Milano. Mary Monteleone non ce l’ha fatta a resistere allo stress. La terza collega in due mesi.

Coronavirus. Polemiche a Genova, l’Infermiera Anna Poggi morì di Covid-19, ma nessuno le fece un tampone.

Coronavirus. Muore Francesco, Infermiere di 60 anni. Lo ha strappato alla vita il Covid-19.

Coronavirus. Morto Roberto Maraniello, Infermiere e sindacalistsa. Il Covid-19 lo ha ucciso.

Coronavirus. Morta Annamaria, Infermiera a Napoli, uccisa dal Covid-19. Il cordoglio dell’OPI.

Coronavirus. Muore Angela, Infermiera. Il Covid-19 l’ha stroncata in Piemonte.

Coronavirus. Morta Infermiera di 55 anni. Addio a Lidia Liotta, lavorava in RSA dove si è infettata. Il Covid-19 l’ha uccisa.

Coronavirus. Muore Edi Maiavacchi, Infermiera a Parma. Era affetta da Covid-19.

Coronavirus. Morto di Covid-19 Infermiere di 58 anni. Era risultato negativo al primo tampone, ma poi successivamente positivo.

Coronavirus. E’ morta Anna Poggi, Infermiera affetta da Covid-19. L’Azienda frena sulla sua positività, i colleghi no.

Coronavirus. Morta Nicoletta, Infermiera di 41 anni. Aveva scelto di rimanere con i suoi pazienti in Casa di Riposo.

Infermiera si uccide a Monza. Daniela Trezzi non ha retto alla guerra contro il Coronavirus.

Coronavirus. Il ricordo di Marco, 61 anni, Infermiere: “era un angelo straordinario, ucciso dal COVID-19”.

Coronavirus. Morto altro Infermiere, addio a Oualid: “morto per Covid-19, lascia moglie e 4 figli”.

Coronavirus. Morto Salvatore, Infermiere e Coordinatore del 118. Stroncato dal Covid.

Addio a Manuela, Infermiera di 43 anni deceduta per un male incurabile ai tempi del Covid-19.

Coronavirus. Deceduta Infermiera di 41 anni. Addio a Elena, uccisa dal Covid-19.

Coronavirus. Concetta, Infermiera, deceduta per Covid-19. L’ASST le fece il tampone solo post-mortem.

Coronavirus. Deceduta l’Infermiera Daniela Bergamaschi, esperta in lesioni cutanee.

Coronavirus. Muore Infermiera di 61 anni a Napoli per Covid-19. Il cordoglio dell’OPI.

Coronavirus. Lucetta, l’Infermiera deceduta di Covid-19 assieme al marito. Una delle storie più tristi di questa emergenza.

Coronavirus. Infermiera si uccide gettandosi nel Piave. Lavorava in una Rianimazione con Pazienti COVID-19.

Coronavirus. Nel Bergamasco si piange per la morte di Luciano Mazza, infermiere generico. Lo ha ucciso il Covid-19.

Se avete altri nomi da segnalarci scrivete a [email protected].

Riflessologia Plantare: cos’è e a cosa serve?

riflessologia-plantare:-cos’e-e-a-cosa-serve?

La riflessologia plantare è un trattamento praticato da secoli. Implica l’applicazione di pressione su diversi punti della parte inferiore del piede.

Come accennavamo poco fa la riflessologia plantare è una applicazione di pressione su specifici punti dell’area inferiore dei piedi. E’ una pratica molto antica, che è utilizzata tuttora in varie parti del mondo. Furono i Cinesi ad inventarla.

Secondo la medicina tradizionale cinese, questi punti corrispondono a diverse aree del corpo. Si ritiene che abbiano molteplici benefici, tra cui ridurre lo stress, aiutare la digestione e promuovere il sonno profondo.

Cos’è la riflessologia plantare?

“La riflessologia è comunemente nota come una pratica olistica eseguita sui piedi”, afferma Brian Goodwin, estetista, erborista ed educatore internazionale presso Eminence Organic Skin Care: “il concetto è che ci sono punti meridiani sui piedi che corrispondono a vari organi del corpo.”

Secondo il dottor Dustin Martinez, un medico chiropratico con sede a Los Angeles, la ricerca mostra che la riflessologia può migliorare la qualità della vita in molti modi. Ciò comporta la riduzione dello stress e l’equilibrio del sistema: “la riflessologia è una medicina antica, esiste da sempre”, dice. “Si può risalire al 2330 a.C.”

Per Martinez la riflessologia ha ricevuto il suo nome attuale negli Stati Uniti all’inizio del 1900.

Quali sono i vantaggi della riflessologia plantare?

La riflessologia può essere utile come trattamento insieme ad altri trattamenti per una condizione, ma assicurati di consultare il tuo medico prima di iniziare un nuovo trattamento.

È importante notare che, sebbene la riflessologia sia stata praticata in molti paesi per migliaia di anni, sono disponibili scarse prove scientifiche per dimostrare la sua efficacia.

Uno studio del 2015 ha rilevato che mancano prove solide a sostegno della riflessologia plantare, nonostante molti studi su piccola scala e prove aneddotiche.

Se non altro, la riflessologia plantare può essere un modo calmante e rilassante per distendersi e dare un’attenzione simile a un massaggio ai tuoi piedi.

La riflessologia plantare può aiutare con:

  • stress e relax;
  • digestione;
  • affaticamento degli occhi;
  • miglioramento del sonno.

Grafico riflessologia plantare:

Stress e relax.

Uno dei principali vantaggi associati alla riflessologia è il rilassamento e la gestione dello stress. Ciò si ottiene applicando pressione su determinati punti dei piedi.

“Il rilassamento è probabilmente il più grande vantaggio [della riflessologia plantare]”, afferma Martinez.

“La riflessologia aiuta aumentando il flusso sanguigno attraverso il corpo, che aiuta a diminuire lo stress e l’ansia e abbassare la pressione sanguigna. Quando ti senti meno stressato e meno ansioso, è facile sentirsi rilassato. ”

Nello studio del 2015 sopra menzionato, gli autori osservano che un vantaggio comune della riflessologia può essere la riduzione dello stress e l’induzione del rilassamento generale. Inoltre, lo studio osserva che la riflessologia può essere un modo per interrompere il modello di stress nello stile di vita ripetitivo “aiutando i sistemi del corpo a tornare al loro stato naturale”.

Se provi la riflessologia per la gestione dello stress o il rilassamento, considera di fare più sessioni. Secondo lo studio, una sessione può interrompere la risposta allo stress, ma sono consigliate più sessioni per ottenere benefici ottimali.

Digestione.

Martinez osserva che la riflessologia può aiutare con la digestione.

“Uno dei punti riflessi trovati sui tuoi piedi è collegato allo stomaco: quando questo particolare punto viene stimolato, aumenterà il flusso sanguigno allo stomaco, contribuendo a migliorare la digestione”, dice.

Affaticamento degli occhi.

“La riflessologia può aiutare a invertire parte dello stress che mettiamo sui nostri occhi solo dalle nostre attività quotidiane”, afferma Martinez. “Questi punti di pressione aiutano a rilassare i muscoli tesi causati dal guardare i nostri schermi tutto il giorno.”

Migliorie del sonno.

Considerando che la riflessologia può essere utile per aiutarti a rilassarti e ridurre lo stress, non sorprende che alcuni dicano che può aiutare a promuovere un sonno notturno più riposante.

“Poiché la riflessologia muove l’energia e migliora la circolazione generale, è facile dormire bene la notte dopo un trattamento”, spiega Martinez.

Quali sono i rischi associati alla riflessologia plantare?

Secondo Martinez, la riflessologia non è per tutti. “Se hai problemi circolatori, gotta o una storia di coaguli di sangue, [riflessologia plantare] probabilmente non è il miglior trattamento per te”, dice.

Parla sempre con il tuo medico prima di iniziare un nuovo trattamento per determinare se è appropriato per te.

Massaggio vs riflessologia: qual è la differenza?

Sebbene il massaggio e la riflessologia plantare siano entrambi noti per i loro benefici rilassanti, hanno funzioni diverse.

“La riflessologia plantare è un massaggio terapeutico con pressione sostenuta invece di ampi tratti, come un massaggio classico”, spiega Martinez. “Dettagli precisi e pressione vengono applicati a punti riflessi specifici e mantenuti fino al rilascio.”

Un massaggio potrebbe essere più utile per il rilassamento generale e i dolori muscolari, mentre la riflessologia può essere in grado di indirizzare preoccupazioni specifiche con punti focalizzati sui piedi.

Cosa aspettarsi al tuo primo appuntamento di riflessologia plantare


Secondo Goodwin, alcune persone provano un sollievo immediato, soprattutto quando si tratta di dolore e ansia. Sottolinea che ogni caso è individuale e non esiste una tempistica universale per il miglioramento.

Martinez osserva che puoi aspettarti di essere un po ‘irritato, ma in senso positivo.

“Finché trovi il professionista giusto che ascolta il tuo corpo e può [applicare] la tecnica giusta, dovresti stare bene”, dice.

Martinez ti suggerisce di comunicare apertamente con il tuo medico su quale livello di pressione ritieni appropriato e confortevole per te.

Quanto tempo prima che inizi a vedere i benefici?

Secondo Martinez, la maggior parte dei pazienti nota benefici dopo la prima seduta di riflessologia.

“Ognuno è unico e guarisce secondo i propri tempi”, afferma Martinez. “In generale, la riflessologia completa al meglio la guarigione naturale già in atto.”

Mal di gola e Covid-19: quali correlazioni?

mal-di-gola-e-covid-19:-quali-correlazioni?

Il mal di gola è piuttosto comune, per quanto riguarda i sintomi del Covid-19. Esso può essere causato anche da malattie da non gravi a pericolose.

Puoi avere mal di gola a causa del comune raffreddore. E se ti sei mai svegliato con il mal di gola dopo aver passato la giornata prima di tifare il tuo cuore a una partita di calcio o di urlare al suono delle parole al concerto della tua band preferita, sai anche che non devi affatto ammalarti per avere mal di gola.

Quando dovresti preoccuparti di un mal di gola?

Questa è una domanda resa ancora più pressante dalla pandemia COVID-19. il mal di gola è anche un sintomo comune della malattia causata dal nuovo Coronavirus.

Sospetti un raffreddore? Non sottovalutarlo.

Secondo Brian Curtis, MD, vicepresidente dei servizi specialistici clinici per OSF HealthCare, il mal di gola di per sé non è in genere qualcosa di cui preoccuparsi. La tua gola potrebbe essere irritata da allergie, inquinamento atmosferico o uso eccessivo. Potrebbe anche essere dovuto al fumo, nel qual caso la soluzione è semplice (ESCI). Se un mal di gola solitario persiste per più di una settimana, tuttavia, dovresti contattare il tuo medico.

E se sviluppi altri sintomi, anche quelli più lievi che in genere associ a un comune raffreddore, dovresti contattare il tuo medico o fare il test per COVID-19. Il comune raffreddore e il virus che causa COVID-19 sono entrambi lo stesso tipo di virus, chiamato Coronavirus, e possono causare sintomi simili.

I casi lievi di COVID-19 possono persino sembrare a una persona media esattamente come un raffreddore. Ma se hai un caso lieve di COVID-19, potresti diffondere il coronavirus a qualcuno che soffre di un’infezione peggiore. Devi essere sicuro di non mettere a rischio gli altri se hai qualche possibile sintomo COVID-19.

“Dobbiamo essere molto vigili con i sintomi del raffreddore”, ha detto il dottor Curtis.

“Noi come società eravamo un po ‘sprezzanti nei confronti dei sintomi del raffreddore, ma non possiamo ignorarli ora. Se hai solo un mal di gola senza altri sintomi, è meno probabile che sia COVID-19. Ma con altri sintomi, è possibile che tu abbia COVID. Mal di gola, tosse, febbre: sarei preoccupato per COVID.

“Avere solo un mal di gola isolato. Solo circa il 5-10% dei pazienti COVID-19 lo avrà. Di solito, avranno un tocco di febbre, perdita del gusto e dell’olfatto e difficoltà a respirare”.

Cos’altro potrebbe essere?

Ci sono molte altre possibili cause per il tuo mal di gola, ha detto il dottor Curtis. Hai recentemente preso un nuovo animale domestico e ora stai soffrendo di mal di gola? Potrebbero essere allergia.

Ecco alcuni altri suggerimenti indagare su un mal di gola:

  • se hai difficoltà a deglutire dovresti farti visitare dal tuo medico;
  • se avverti mancanza di respiro, dovresti essere valutato sempre dal medico;
  • se hai un solo nodulo su un lato del collo dovresti comunque farti valutare (lo streptococco dà gonfiore bilaterale);
  • se i sintomi del raffreddore risultano essere dovuti a un raffreddore reale, hai bisogno di liquidi e riposo e dovresti stare meglio tra un paio di giorni;
  • se hai mal di gola con febbre, ma senza naso che cola o tosse, potresti avere un semplice raffreddore (fai controllare l’eventuale essudato presente sulle tonsille e sui nodi teneri nella parte anteriore del collo (può farlo solo un medico);
  • se il mal di gola è accompagnato da febbre lieve e stanchezza estrema, potrebbe essere la mononucleosi, che è più comune nelle persone di età compresa tra i 20 ei 20 anni (anche in questo caso è meglio contattare il tuo medico).

L’influenza – che non va confusa con l’infezione da Coronavirus denominata SARS-COV-2 – può causare un mal di gola che è in genere molto brusco e comunemente associato a dolori muscolari, febbre e mal di testa.

Il punto principale, secondo il dottor Curtis, è che usare Internet per diagnosticare una patologia non è l’idea più sicura. Contattate il medico di fiducia!

Leggi anche:

Covid: Sintomi e Segni del Coronavirus.

Mal di gola: cos’è, come riconoscerlo e come si cura.

Che cos’è un test della fosfatasi alcalina (ALP)?

che-cos’e-un-test-della-fosfatasi-alcalina-(alp)?

Che cos’è la fosfatasi alcalina e perché è necessario un test diagnostico che la misuri? Proviamo a scoprirlo assieme in questo servizio.

La fosfatasi alcalina è un tipo di enzima presente nel corpo umano. Gli enzimi sono proteine ​​che aiutano le reazioni chimiche a verificarsi. Ad esempio, possono scomporre grandi molecole in parti più piccole o possono aiutare le molecole più piccole a unirsi per formare strutture più grandi.

La fosfatasi alcalina è presente in tutto il corpo, inclusi fegato, sistema digerente, reni e ossa.

Se mostra segni di malattia del fegato o di un disturbo osseo, il medico può ordinare un test della fosfatasi alcalina (ALP) per misurare la quantità di enzima nel sangue e aiutare nella diagnosi del problema.

A volte fa parte di un gruppo più ampio di test chiamato fegato di routine o pannello epatico, che controlla come funziona il tuo fegato.

Perché dovrei fare questo test?

Se il tuo fegato non funziona correttamente, la quantità di ALP nel sangue potrebbe essere alta. I medici usano spesso il test per cercare i dotti biliari ostruiti.

Altre condizioni che possono causare problemi al fegato includono:

Il test può anche individuare problemi alle ossa, tra cui:

Cancri che si sono diffusi alle tue ossa


La malattia di Paget, che influisce sulla crescita delle ossa


Problemi causati dalla carenza di vitamina D.

Come viene eseguito il test?

Il laboratorio avrà bisogno di una piccola quantità di sangue per eseguire il test.

La persona incaricata di prelevare il sangue inizierà posizionando una fascia elastica stretta, chiamata laccio emostatico, attorno alla parte superiore del braccio. Questo fa gonfiare le vene di sangue.

L’infermiere igienizzerà un’area della tua pelle con una soluzione germicida (potrebbe essere un punto all’interno del gomito o nel dorso della mano). Sentirai un pizzicotto quando l’ago entra nella tua vena. Il sangue scorre in una piccola fiala attaccata all’ago.

Al termine del test, l’Infermiere toglierà il laccio emostatico e ti verrà applicata una benda nel punto in cui è entrato l’ago. Bastano pochi minuti.

Il prelievo di campioni di sangue è generalmente molto sicuro. Alcune cose che potrebbero accadere dopo il test includono un livido nel punto in cui è entrato l’ago e un po ‘di vertigini. C’è anche una leggera possibilità di infezione.

La preparazione.

Potrebbe essere necessario limitare cibo e liquidi per diverse ore prima del test. Alcuni farmaci interferiscono con i risultati, quindi assicurati che il tuo medico sia a conoscenza di tutti i farmaci che prendi, compresi i farmaci da banco, le vitamine e gli integratori.

Assicurati di informare il tuo medico se sei incinta, perché ciò aumenterà il livello di ALP nel sangue.

Cosa dicono i risultati del test?

In genere occorrono 1-2 giorni prima che i risultati vengano restituiti dal laboratorio.

Livelli alti di ALP.

Livelli di ALP più alti del normale per la tua età e il tuo sesso potrebbero non significare necessariamente che hai un problema. (I bambini e gli adolescenti hanno naturalmente livelli più alti rispetto agli adulti perché le loro ossa sono ancora in via di sviluppo).

Se il tuo livello di ALP è alto il medico potrebbe farti eseguire un altro test chiamato test dell’isoenzima ALP, per determinare se la fosfatasi alcalina nel sangue proviene dal fegato o dalle ossa.

Livelli bassi di ALP.

Bassi livelli di ALP indicano una carenza di zinco e magnesio, ma possono anche essere un indicatore di una rara malattia genetica chiamata ipofosfatasia (HPP), che colpisce ossa e denti.

Leggi anche:

Fegato: organo indispensabile del corpo umano. Cos’è, dove si trova e a cosa serve.

Assistenza Infermieristica a Paziente con Cirrosi Epatica.