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Asia Argento: perché è giusto parlare dopo 20 anni A chi critica un’attrice per non aver denunciato l’uomo più potente di Hollywood a soli 21 anni: avete rotto il cazz

arnaldo_zeppieri_asia_argento.jpgAvete rotto il cazzo. Sì, avete letto bene. Uomini superficiali e rozzamente violenti, convinti di poter capire cosa succeda in pochi centimetri tra un carnefice e una vittima; donne protette dalle loro poltrone, dalle loro sedie gestatorie da cui pontificano su tempi, modi e presunte ipocrisie, tutte intente a scrivere editoriali puntuti verso chi non rappresenta il loro ideale femminile. Asia Argento complice e opportunista, nel migliore dei casi. Puttana, nel peggiore. Ecco cosa leggiamo da giorni.

Perché? Non avrebbe parlato 20 anni fa, ma solo ora. È evidente a tutti quanto sia pretenziosa e in mala fede questa posizione, ma proviamo a immaginare l’attrice Asia Argento, aspirante regista, che confessa, subito, o magari uno o due anni dopo, lo stupro di Harvey Weinstein ai suoi danni. Proviamoci.

Abbiamo scollinato di poco la metà degli anni ’90. Io, a casa, ho sul letto la copertina di Max con Asia Argento che mi guarda con sguardo provocante e allo stesso tempo divertito. Mi sfotte: perché la desidero, è vero, con quelle braccia a coprire i seni e la faccia di chi sa chi è, cosa vuole. E lei, come farà in tutta la carriera, della donna oggetto farà sempre un elemento di analisi ma anche di destrutturazione. Non c’è un suo nudo, in foto o al cinema, che non sia uno schiaffo alle convenzioni e spesso uno sbugiardare lo sguardo maschilista con cui io, ancora minorenne, la guardassi.

Di Asia Argento, siamo onesti, allora si parlava come, nell’ordine: di una bonazza da paura, di una figlia d’arte raccomandata, di una che non sapeva recitare (che poi fateli voi, Le amiche del cuore e Perdiamoci di vistaentrando nella testa e nella pancia del pubblico), di una che mangiava uomini, di una disinibita e trasgressiva. In Italia questo vuol dire una sola cosa, lo sappiamo tutti: zoccola. Sì, perché se una donna che ha talento e intelligenza ha la sfortuna di essere bella e sexy e libera, gli uomini (ma ancora di più le donne) parleranno di quant’è brava ad aprire le gambe per ottenere i risultati a cui è arrivata o arriverà. È uno dei tre cardini del vittimismo dell’uomo qualunque italico (ma pure della donna qualunque): non ce l’ho fatta perché lei la dà a tutti, non ce l’ho fatta perché lui ha amici potenti e non ce l’ho fatta perché “arbitro cornuto, era rigore”.

Ecco, Asia Argento subisce un atto di aggressione, prevaricazione e violenza vergognoso da un uomo potente e fisicamente imponente, sa che prima di lei ce ne sono state già troppe e molto più famose di lei, sa cosa si dice di lei. E, attenzione, ha solo 21 anni. Io, a 21 anni, avevo paura di un capo ignorante e rozzo che urlava contro di me con violenza inaudita. E stavo zitto, mortificato. Ora se mi manchi di rispetto, non ti conviene scoprire come reagisco. Ma ora ho quasi 40 anni.

Asia Argento a 21 anni dovrebbe fare ciò che almeno una dozzina di donne e dive più potenti di lei, più credibili di lei per la società bacchettona, più grandi di lei d’età ha evitato con cura di mettere in atto: denunciare “la gallina dalle uova d’oro”, “l’uomo più potente di Hollywood”, l’amico (allora) dei Clinton (e degli Obama poi), l’uomo che aveva portato in Italia 4 oscar in 9 anni (Tornatore, Salvatores, Troisi e Benigni) e che ora veniva santificato per il prezioso lavoro negli Usa su La vita è bella.

Certo, vi immaginiamo voi soloni infallibili, trovare il coraggio di farlo. E immaginate di farlo essendo Asia Argento, che aveva la colpa suprema per una donna: vivere se stessa con libertà totale, senza schemi, senza una sessualità definita a livello pubblico e con la tendenza a invadere il nostro immaginario erotico.

Sapete cosa sarebbe successo, vent’anni fa, editorialiste? Direttori tribuni che andate in tv a definirla complice? Leoni da tastiera che sui social vi scatenate, siate nomi illustri o emeriti sconosciuti?

Non le avreste creduto. L’avreste subissata di critiche, insinuazioni, avreste tirato fuori presunti scheletri nell’armadio, testimonianze di ex fidanzati, interviste rivelatorie. L’avreste schiacciata con la vostra arroganza, quella giovane donna sensuale sarebbe divenuta un’arrivista che provava a farsi pubblicità. Non le avreste creduto, perché il suo corpo faceva capolino, nudo, da pagine di riviste, perché lei non dava risposte convenienti agli interlocutori dei media, perché sul grande schermo aveva impersonato ruoli forti. Per i suoi tatuaggi, per il suo sguardo mai dimesso, perché non è la donna che gli uomini immaginano nella propria cucina ma che vorrebbero nel proprio letto, perché come “Bocca di rosa”, è colei che tutte le donne vorrebbero essere.

Care “cagnette a cui aveva sottratto l’osso” la chiamavate puttana già prima di Weinstein.
E perché lui era l’uomo giusto: democratico, scendeva in piazza per i diritti delle donne, cominciava a produrre Michael Moore, era l’idolo di autori e attori che portava regolarmente agli Oscar. Tutti erano suoi amici. E amiche.

Asia Argento a 21 anni sarebbe stata travolta da dicerie, insulti, accuse di ogni tipo. E di fronte a un uomo così potente, non avrebbe avuto la forza di reggere l’urto: le donne che non hanno avuto il coraggio di denunciarlo, nel 1997 lo abbracciavano, baciavano, coccolavano in pubblico. E forse l’avrebbero massacrata parlandone come di un uomo “irreprensibile”. Persino un’outsider come Courtney Love si è “svegliata” solo tre anni fa. Immaginate mesi di gogna così a 21 anni: non le avete creduto ora, le avreste mai creduto allora? Asia Argento, così piccola, forse non avrebbe retto. E ora piangeremmo un suicidio, come quello di Amy Winehouse, tritata a fette dal circo mediatico per aver avuto l’unica colpa di averlo affrontato, sbugiardato. Come Tiziana Cantone, che ora tutti piangono dopo averla derisa. Tre storie diverse, ma poi mica tanto.

Quindi sì, andate tutti a fanculo. Perché non avete idea di cos’ha passato. Anzi no, potreste aver-cela. Se aveste letto la bellissima intervista di Gianmaria Tammaro su La Stampa, la scoprireste fragile, ferita e sì, ora anche rinata. E potreste avercela, l’idea, perché grazie ad Asia Argento – che ora, sì, dovrebbe fare anche il nome di quel regista italiano che l’ha molestata da minorenne, perché ora non deve più nascondersi, ha dimostrato che possiamo e dobbiamo parlare, tutti – hanno parlato in tante.

Anche le nostre fidanzate e sorelle. Che con #quellavoltache o #metoo hanno iniziato a dirci che no, non siamo brave persone. Che noi uomini spesso fingiamo di non vedere ciò che accade. Di non vedere la loro paura a far cose normali – tornare a casa di notte, farsi dare un passaggio da un collega che si conosce da poco, bere un po’ di più a una festa -, di non saper capire, magari, quando uno di noi, vicino a noi, sbaglia, le umilia, le molesta. Quanto il maschilismo introiettato da uomini e soprattutto donne (i maschi maschilisti spesso hanno madri, sorelle e fidanzate che li hanno cresciuti a pane e machismo) ci abbia impedito di capire cosa succeda ogni giorno. Ovunque. È insopportabilmente la normalità. Come l’aggressione ad Asia Argento dopo la confessione sul New Yorker.

Mi fate schifo. Anzi, mi faccio schifo: perché chissà se io, a 19 anni, davanti alla mia copertina di Max in cui lei mi guardava ridicolizzandomi un po’, le avrei creduto. E allora comincio io, Asia.
Comincio io a chiederti scusa.

L’ira di Julia Roberts su Weinstein: “È orribile, mi dà il voltastomaco”

Intervista alla star di ‘Pretty woman’, ora protagonista di ‘Wonder’, film tratto dal bestseller di R. J. Palacio. Il racconto della sua vita in famiglia e il disgusto per lo scandalo degli abusi sessuali a Hollywood

aranldo zeppieri_34.jpgLONDRA – Per la quinta volta People l’ha incoronata donna più bella del mondo. Il sorriso contagioso di Julia Roberts, da quando fece impazzire il pubblico – e Richard Gere – a solo 23 anni, in ‘Pretty Woman’, continua a illuminarle il viso. Oggi sorride in ‘Wonder’, film tratto dal romanzo bestseller di R. J. Palacio, in sala in Italia il 28 dicembre. Si era infastidita solo quando in una conferenza stampa un giornalista britannico le aveva chiesto delle molestie sessuali a Hollywood nell’era Weinstein. “Perché chiedete a me? Perché non a lui?”.

‘Wonder’ è la storia di August Pullman, un bambino di 10 anni (Jacob Tremblay di Room nel film) nato con una malformazione genetica al viso, costretto ad affrontare gli sguardi e i commenti crudeli degli altri bambini a scuola. Julia Roberts è l’affettuosa mamma. Impegnata con l’Unicef dal 1995, sposata con il direttore della fotografia Daniel Moder, padre dei suoi tre figli, Oscar per Erin Brockovich, ha da poco compiuto 50 anni. “Ho festeggiato con la mia famiglia e mi sento benissimo”, esordisce. “Mi sentivo benissimo l’anno scorso e spero di sentirmi così l’anno prossimo. Non vedo perché i 50 anni debbano essere diversi, nessuno si è agitato quando ne ho compiuti 47”.

Perché ha scelto questo film, ‘Wonder’? Conosceva il libro?
“Ne avevo letto sul New York Times, l’ho comprato per il mio figlio più grande. Ma lui stava leggendo un altro libro, non sembrava molto interessato, così l’ho messo via e quando l’ho ritrovato l’ho letto prima io e sono rimasta subito catturata. Ho chiamato il mio agente e gli ho detto, “sai se stanno facendo un film da questo libro? Perché in tal caso, mi voglio proporre subito per la parte della mamma!”. Il progetto non era nemmeno partito, ma intanto avevo messo le mani avanti”.

Anche per necessità di sostenere ruoli di donne nell’industria?
“No, era più per curiosità. A me offrono spesso ruoli importanti, ma questo è un libro che perfino uno dei miei figli ha pensato sarebbe un fantastico film. E così ho fatto quella telefonata…”.

Quindi dobbiamo questo film ai suoi figli in un certo senso…
“I miei bambini sono la mia forza e certamente la mia esperienza di mamma mi ha influenzata anche per questo ruolo, in un modo che magari 15 anni fa non avrei immaginato. Owen (Wilson, ndr) diceva che per lui è interessante la scena in cui Jacob si lamenta e io invece di parlargli in modo tenero prendo un tono piuttosto forte. Non ci avevo nemmeno pensato, ma era il mio istinto materno che si è riflesso in quella conversazione”.

Durante l’infanzia aveva conversazioni così con i suoi genitori?
“Apprezzo che lei abbia questa visione idilliaca della mia infanzia ma non è stato affatto così. Quando ero piccola non parlavamo delle nostre emozioni come facciamo ora fino all’esaurimento. Parlavo con le mie sorelle più grandi di problemi a scuola, magari ogni tanto interpellavo mia mamma mentre cucinava, lei aveva un lavoro a tempo pieno, e una casa da mandare avanti”.

È mai stata trattata male, come succede ad August?
“Sì, anche da giornalisti, mi creda! E a scuola, ma non dirò perché”.

Da settimane Hollywood è travolta dagli scandali di abusi sessuali. Ha sperimentato cose così nel corso della sua carriera?
“È una cosa scioccante e orribile e ora purtroppo succede con ripetizione quotidiana, fa venire il voltastomaco! Grazie al cielo non è stata parte della mia esperienza, ma immagino che ormai siamo vicini a un cambiamento, aiuterà la gente a sentirsi ascoltata. Ciò detto, non è una cosa che occupa i miei pensieri ogni giorno, e non fa parte delle mie conversazioni con le mie amiche”.

Come gestisce il suo impegno per il pianeta nella vita di tutti i giorni?
“Dovremmo tutti essere coinvolti nell’aver cura del nostro pianeta. Siamo una famiglia di cinque persone quindi cerchiamo di ridurre la quantità di spreco ogni giorno, usiamo contenitori riciclabili per i pasti a scuola, potremmo fare di più ma è il meglio che posso. Certo che risparmi tempo a usare sacchetti di plastica o tovaglioli di carta, ma devi resistere all’impulso. Purtroppo tecnologicamente sono un disastro, quindi guai a mandarmi un pdf o un libro digitale: non è ecologicamente corretto ma voglio la carta”.

Nella carriera si è potuta permettere di concedersi lunghi intervalli dal lavoro…
“Ho lavorato 18 anni prima di avere figli, quindi sento di aver guadagnato il diritto e il lusso di stare a casa se mi va. Mi piace fare la lavatrice e cucinare e passare la mattinata a guardare la tv, se ho voglia”.

Cosa guarda in tv?
“Tanto calcio, in famiglia tifiamo Manchester United e ho anche avuto modo di far incontrare alcuni giocatori con i miei figli. E poi The handmaid’s tale, che ho cominciato a guardare la mattina perché serve tutto il giorno per processarlo”.

Presto sarà sul piccolo schermo con la serie ‘Homecoming’.
“È la mia prima esperienza in tv, vediamo come andrà. Magari sarò talmente scarsa che mi ammazzeranno sotto un’auto dopo il quarto episodio, ma per ora la mia presenza è prevista per tutta la stagione”.

Netflix: “House of Cards senza Spacey o noi fuori”

arando zeppieri_corriere_della sera.jpgIl comunicato della società taglia tutti i legami con l’attore protagonista della serie dopo le accuse di molestie sessuali “Netflix non sarà più coinvolta con altre produzioni di ‘House of Cards’ che includano Kevin Spacey”.E’ quanto si legge in un comunicato di Netflix, che taglia così i legami con l’attore protagonista della serie dopo le accuse di molestie sessuali. Netflix fa sapere quindi che lavorerà con la società che produce la serie, Mrc, per valutare se continuare senza Spacey

Miriana Trevisan: “Scappai da Tornatore che mi spinse contro un muro”

L’attrice ha riferito a Vanity Fair un episodio di vent’anni fa: “Lui non si ricorderà ma io sì”. La replica: “Respingo le insinuazioni, tutelerò la mia onorabilità”

“È una storia di vent’anni fa. Probabilmente lui neanche se ne ricorda. Ma io sì. E ricordo anche molto altro”. Miriana Trevisan, showgirl che ha esordito con Non è la Rai per poi passare a Striscia la notizia e La ruota della fortuna, ha rivelato a Vanity Fair un caso di molestie che coinvolge il regista Giuseppe Tornatore.

Si aggiunge quindi un nuovo nome a quelli coinvolti nelle rivelazioni seguite al caso Weinsteinarando zeppieri_foto_roma.jpg, il produttore americano accusato da un’inchiesta del New Yorker di violenza su decine di attrici. Dopo l’accusa a Weinstein, migliaia di donne – anche non famose – si sono fatte avanti raccontando la propria storia su Twitter con l’hastag #metoo. E decine di attrici hanno coinvolto altri colleghi, come Dustin Hoffman, accusandoli di molestie. Anche Kevin Spacey è stato travolto dalle accuse di un collega, accuse che hanno convinto/costretto l’attore a fare coming out.”Vent’anni fa – racconta Trevisan – andai negli uffici di Tornatore. Era un appuntamento che mi aveva organizzato il mio agente. Non era un provino, ma un primo incontro in vista di un film in lavorazione, La leggenda del pianista sull’Oceano. C’era una segretaria che mi accolse ma poi se ne andò. Rimanemmo soli. Dopo qualche tranquilla chiacchiera sul film, quando ci stavamo salutando, il regista mi chiese di uscire con lui quella sera per andare a mangiare una pizza. Io risposi che avevo già un impegno, lo ringraziai e mi alzai per andarmene”.
Continua l’attrice: “Lui mi segui fino alla porta, mi appoggiò al muro e cominciò a baciarmi collo e orecchie, le mani sul seno, in modo abbastanza aggressivo. Riuscii a sfilarmi e scappai via. Ero entrata sentendomi una principessa, a un passo da un sogno che si realizzava, pensavo ‘forse farò un film con un regista premio Oscar’ e sono uscita sentendomi uno straccio”. “Sono lusingato che una giovane donna si ricordi di me dopo tanti anni”, è la replica Tornatore che aggiunge: “Io rammento solo un incontro cordiale, pertanto respingo le insinuazioni mosse nei miei confronti riservandomi di agire nelle competenti sedi a tutela della mia onorabilità”.

Anna Tatangelo e Gigi D’Alessio pronti a ricominciare Anna Tatangelo e Gigi D’Alessio sarebbero pronti a ricominciare e a tornare insieme dopo aver superato la crisi

Anna Tatangelo e Gigi D’Alessio sono pronti a ricominciare e a tornare insieme. Dopo la separazione, annunciata qualche mese fa, i due cantanti avrebbero deciso di riprovarci per amore del figlio Andrea. Lo scorso 22 luglio la coppia aveva rivelato di essere in crisi, in seguito D’Alessio e la Tatangelo avevano trascorso le vacanze separati. La cantate e showgirl era stata avvistata con diversi amici e si era parlato addirittura di un flirt con Vieri. A quanto pare però 11 anni d’amore non si cancellano facilmente e gli ex avrebbero iniziato a frequentarsi di nuovo, nella speranza di superare le rispettive difficoltà e tornare ad essere una famiglia.

Secondo quanto rivelato dal settimanale “Chi”, i cantanti sarebbero in procinto di diffondere un comunicato stampa in cui annunciano la riconciliazione. Nel frattempo però il gossip non si ferma e Anna Tatangelo è stata nuovamente avvistata in compagnia di Giovanni Caccamo. Il nuovo tutor di Amici e la star sarebbero stato paparazzati mentre sorseggiavano un aperitivo in centro a Milano. A quanto pare però il loro sarebbe solamente un rapporto di lavoro, visto che starebbero realizzando un nuovo disco insieme. “Mi fate sapere anche quello della prossima settimana e quelle a seguire? – aveva detto la Tatangelo ironizzando sui pettegolezzi riguardo la sua vita privata -. La verità sul mio uomo? Andrea e basta”.

Lo scorso settembre anche Gigi D’Alessio aveva rotto il silenzio parlando della crisi con la Tatangelo: “Certe cose non te le aspetti – aveva detto in un’intervista -. Ti rispondo con questi versi: ‘L’amore ti unisce e poi ti fa dividere e non ti lascia un posto per nascondere l’unico volto tra le maschere’” ha dichiarato il cantante parafrasando il suo brano ‘Emozione senza fine’. Tu non puoi mai pensare cosa succede dopo. Io sono convinto che i grandi amori non finiscano”.  L’amore sta per tornare? Staremo a vedere cosa accadrà!