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Sostenibilità, quando piantare gli alberi salva il pianeta e genera impatto sociale

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“Le piccole scelte quotidiane hanno un valore gigantesco in termini ambientali”, ricorda Andrea Pesce, fondatore di ZeroCo2, startup innovativa che promuove la sostenibilità ambientale attraverso progetti di riforestazione. Andrea ha vissuto un anno in Guatemala, vedendo con i propri occhi gli effetti del cambiamento climatico.
“Vedevo la deforestazione avanzare – racconta a Tgcom24 – e da lì mi è venuta l’idea: declinare la sostenibilità ambientale attraverso progetti di riforestazione che ridessero degli strumenti alle comunità contadine e avere un impatto sociale tangibile, quindi non solo donare gli alberi ma anche educare le comunità contadine su agricoltura organica e gestione sostenibile della terra”.

 

“Piantiamo alberi in diverse zone del mondo e li doniamo a famiglie di contadini per generare un impatto sociale”, spiega a Tgcom24 Nicolò Pesce, responsabile della comunicazione di ZeroCo2, che ha deciso di intraprendere questa avventura assieme al fratello. Dalla produzione di 5000 alberi all’anno agli inizi dell’attività, oggi ZeroCo2 è il progetto di riforestazione più grande di tutto il Guatemala. “Piantiamo 200mila alberi e supportiamo una media di 15mila persone all’anno”, racconta Andrea.

I social network per ZeroCo2 sono fondamentali per far conoscere i propri progetti a tutto il mondo e per sensibilizzare le persone. “Su Instagram e Facebook divulghiamo il nostro messaggio di sostenibilità – spiegano i due fratelli – portiamo dati scientifici comprensibili a chiunque affinché si possa lasciare un seme nelle persone”. 

 

Anche Andrea e Nicolò sono consapevoli che, da sola, ZeroCo2 non può salvare il pianeta. Ma può almeno diffondere un messaggio di speranza: “Quello che diremmo a chi non è ancora interessato e non fa ancora nulla per rispettare un pochino di più l’ambiente che ci ospita è semplicemente quello di informarsi, con pagine come quella di ZeroCo2 su Instagram, e comprendere che la crisi climatica tocca trasversalmente tutti. Arriverà in casa tua e a quel punto cosa farai? Bisogna iniziare ad agire perché non c’è tanto tempo”.

Stress e dolori, quando il benessere passa da corpo e mente

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Mesi durante i quali in moltissimi si sono avvicinati a pratiche e stili di vita che migliorano l’elasticità muscolare e non solo. Come il metodo Reme, l’attività, ideata nel 1993 da Gloria Spiritelli, che si basa su respiro, elasticità, mobilità ed energia. 

Esercizi facili, a corpo libero, fatti usando soltanto della morbide palline, che sciolgono le tensioni muscolari per liberare il movimento, facendo rilassare anche la mente, trovando dei giovamenti che restano nel tempo. “Il metodo è nato da un’esigenza personale, stavo cercando un nuovo benessere e ho studiato tutta una serie di movimenti che aiutassero a rilasciare i muscoli, allentando le tensioni”, così Gloria racconta a Tgcom24.

Riacquistare serenità e lucidità mentale, grazie a corsi pensati per prendersi cura di sé. Con la riapertura dei centri dove svolgere attività fisica in presenza, dalle palestre agli studi, dal 24 maggio gli italiani possono tornare ad allenarsi liberamente, anche se l’esperimento di svolgere lezioni online durante i mesi di lockdown per molti è riuscito.

“Le sessioni online mi hanno permesso di crearmi uno spazio anche in casa, tutto mio. Nonostante non ci sia la presenza fisica l’energia del gruppo si sentiva tantissimo”, “ho scoperto che non era il contenitore, ma il contenuto quello che importava”, spiegano alcune delle donne che partecipano alle lezioni di Gloria nel suo centro di Mantova.

 

“Da quando ho iniziato a fare le dirette online su Facebook, la mia qualità della vita è cambiata: ho più tempo per me e ho anche più clienti – continua così il racconto di Gloria Spiritelli – All’inizio è stato difficile, non sono più una giovinetta. Dovevo capire quali sistemi utilizzare: il pc, il tablet, il cellulare. Ho anche seguito dei tutorial online per cercare di capire come sfruttare le potenzialità dei social“. Gloria non è estranea al digitale, metodo Reme, infatti, ha una pagina Facebook che viene utilizzata come principale mezzo di pubblicità da anni, ma con la pandemia si sono aperte nuove prospettive.

“Tra i vari strumenti che  abbiamo iniziato a utilizzare c’è anche Whatapp Business, ci permette di dare risposte rapire ai nostri clienti, quando invece fatto manualmente ci richiederebbe molto più tempo”, spiega Valentina Fontana, social media manager del metodo Reme.