Category: TECNOLOGIA

ARRIVA LA APP “FIT NOW” IL PRIMO SERVIZIO DI FITNESS D’AVANGUARDIA CON L’UTILIZZO DELLA TUTA EMS DOVE VUOI TU!

Una speciale tuta per le elettrostimolazioni e un personal trainer sono la soluzione pensata dalla startup fondata da tre imprenditori romani, Andrea Gherardi, Michele Pisani e Carlo Sciarra, per ritrovare il benessere psicofisico tra le mura domestiche e ovunque si desideri. Bastano 20 minuti a sessione e uno spazio di 4 metri quadrati per ottenere gli stessi risultati di 4 ore in palestra, senza lo stress di uscire di casa e affrontare il traffico. L’allenamento attiva ben 300 muscoli contemporaneamente – non “a blocchi” come nel training tradizionale – ed è ideato per ottenere una corretta postura, tonificarsi, rinforzarsi, dire addio ai chili di troppo e, insieme, ai ritmi stressanti dei nostri tempi. A certificare le solide valenze scientifiche del progetto innovativo è l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”: il Laboratorio di Bioingegneria e Neuromeccanica del movimento ha inaugurato su di esso un nuovo dottorato di ricerca!

FitNow – The Home Fit Revolution

Via Ugo de Carolis 61 – 00136 Roma

info@fit-now.it

www.fit-now.it

FB: @FitNowItalia

IG: fitnow_italia

Il rientro in città coincide da sempre con la voglia di mantenere il benessere psicofisico conquistato in vacanza. A Roma si è già aperta la caccia a trainer e palestre, con una grande novità: un coach speciale che arriva direttamente a casa o in qualsiasi altro luogo, facendo ottimizzare il proprio tempo prezioso. L’innovativo servizio di fitness delivery si chiama “FitNow” e nasce ora nella Capitale, per chi desidera allenarsi nel proprio ambiente domestico e non solo (anche in un parco), dedicando all’attività fisica – con tanto di personal trainer a disposizione – non più di 20 minuti a seduta: grazie alla elettrostimolazione di ben 300 muscoli in contemporanea e a un programma nutrizionale specifico, si ottengono gli stessi risultati di estenuanti sessioni in palestra di ben 4 ore. Se in palestra, infatti, si allenano diversi muscoli a seconda dei giorni, con la tuta “FitNow” si fanno lavorare tutti contemporaneamente, coinvolgendo anche le fasce muscolari posturali, dislocate più in profondità. Un altro elemento imprescindibile del mondo “FitNow” è la sanificazione della tuta, realizzata attraverso a un sistema di lampade a raggi ultravioletti, in modo che tutti i protocolli sulla sicurezza siano sempre rispettati.

Il training a domicilio o in qualsiasi luogo indicato, che per ora è rivolto a chi vive nella Capitale, ha l’obiettivo di conquistare presto altre città, in primis Milano, rispondendo a necessità di uomini e donne impegnati su molti fronti nel corso della giornata.

A ideare la startup “FitNow” sono stati tre imprenditori romani, specializzati, fin dall’inizio della loro attività, nella realizzazione di progetti innovativi volti a soddisfare esigenze attuali e future, anche in campo internazionale. Sono Andrea Gherardi, esperto di gestione aziendale e di come trasformare idee in business; Michele Pisani, con un curriculum vitae di rilievo nel campo delle fonti rinnovabili e con un passato a Londra dove ha avviato diverse società nel settore; e, infine, Carlo Sciarra, primo ideatore del progetto con un trascorso nel mondo delle aziende hi-tech, anche estere.

FitNow”, infatti, centra la sua anima innovativa proprio sull’hi-tech, utilizzando l’unica tuta che sfrutta la tecnologia all’avanguardia EMS Total Body coniugata con i comandi wireless, attraverso l’app sviluppata direttamente dall’azienda. Questa attrezzatura realizzata in diverse misure a seconda del peso e dell’altezza dell’utente (da indicare nella fase di registrazione sull’app), opera tramite l’unione delle elettrostimolazioni e degli esercizi a corpo libero tarati sulla persona. Il suo funzionamento avviene indossando un underwear specifico e vestendo il cliente con la tuta EMS (che pesa pochissimo). Un meccanismo altamente innovativo, che ha suscitato l’interesse scientifico dell’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, Laboratorio di Bioingegneria e Neuromeccanica del movimento: per documentare le virtuose valenze per l’organismo dell’attività, viene in questi giorni inaugurato un dottorato di ricerca in Biomeccanica e Tecnologia del movimento applicato, sponsorizzato dalla startup!

UNA NUOVA FRONTIERA DI ALLENAMENTO

Ma come funziona l’allenamento? Il corpo viene diviso in 10 distretti, consentendo di scegliere tra differenti programmi, dal metabolico, più dinamico con l’obiettivo di bruciare grassi, al potenziamento muscolare, più statico e volto a costruire grandi masse. A monitorare la progressione della singola seduta e i risultati raggiunti in base agli obiettivi inseriti, è la app “FitNow”. Questa registra l’uso di ogni singolo gruppo muscolare (ad esempio: il femorale allenato al 50%), il modo in cui si sviluppano i valori – grazie a dei parametri come la bilancia BIA – e ancora come cambia il corpo lezione dopo lezione.

Ed è proprio il suo essere così completo e multifunzionale a rendere FitNow un training adatto a qualsiasi esigenza e grado di allenamento, perfetto per il principiante alle prime armi e ideale per l’atleta interessato a integrare la quotidiana preparazione (come ad esempio i calciatori) fino a chi, per problemi fisici, necessita di riaffacciarsi al mondo del fitness in modo progressivo e controllato: “Quello proposto da FitNow è un allenamento innovativo, pensato per essere cucito addosso al consumatore finalespiega il personal trainer Lorenzo Mastrogiacomo ­– Un allenamento di 20 minuti che, se svolto correttamente a 72 ore dalla lezione successiva, garantisce effetti benefici sulla salute e sulla composizione corporea di ogni singolo cliente.

Anche il pagamento del servizio è semplice e intuitivo: si usano Paypal o la carta di credito attraverso l’app – scaricabile direttamente da Apple Store e da Google Play Store – e utilizzabile su qualsiasi tipo di device (iOS e Android). Una volta effettuato il download, si inseriscono i dati personali che verranno valutati da un fisiatra preposto a dare l’“ok” all’idoneità all’uso dell’apparato elettromedicale. Completati questi passaggi, si prenota la lezione di prova, completamente gratuita! Lo spazio necessario per il training è di soli 4 metri quadrati, per riuscire a effettuare tutti i movimenti previsti dal programma selezionato, guidati da uno degli istruttori “FitNow”. I personal trainer sono tutti laureati in Scienze motorie, certificati EMS Total Body attraverso un dettagliato percorso di formazione garantito dall’azienda (che attesta una perfetta conoscenza della tecnologia impiegata) e vengono assunti tutti regolarmente dalla società per permettere la costruzione della fiducia nei clienti e la loro fidelizzazione: ognuno potrà scegliere il suo istruttore preferito.

A chi si abbona, viene fornito un kit di benvenuto con l’underwear completo (in altro caso, altrimenti viene consegnato solo per la lezione singola): maglietta, pantaloncini, asciugamano e calzini.

Spiegano i tre soci fondatori della startup romana, Andrea Gherardi, Michele Pisani e Carlo Sciarra:Il progetto è nato durante il lockdown, quando avremmo tanto desiderato allenarci. Così, abbiamo deciso di creare un servizio di fitness delivery, a domicilio, iniziando a cercare una strumentazione innovativa capace di supportare la nostra idea. Dopo diverse prove, abbiamo scelto la tuta di un’azienda seria come la “Just Fit”, con sede in Ungheria e diverse filiali in Europa”. I fattori che ne hanno determinato la scelta, sbaragliando la concorrenza, sono due: il software, capace di dialogare con l’app (per trasferire e salvare i dati dell’allenamento) e il sistema wireless del dispositivo, per connettere il tablet del personal trainer alla tuta senza fili, guidandola agevolmente durante l’allenamento.

Con “FitNow”, se una lezione singola costa 50 euro (per 20 minuti di training), l’abbonamento da 4 sedute viene 162 euro, mentre da 10 arriva a 378 e da 20, in promo, a 700 (con un codice sconto ulteriore del 5% per i nuovi iscritti). Il consiglio è di prenotare non più di due allenamenti a settimana: tra una lezione e l’altra devono passare tre giorni. La seduta, seppur breve, è molto intensa!

Inoltre, gli allenamenti sono molteplici e i risultati sono pensati in ottica dimagrante, decontratturante, linfodrenante e antistress (nonché in ottica di potenziamento muscolare e di miglioramento posturale), in modo da restituire a chi vi si sottopone una ritrovata sensazione di benessere psicofisico. E tutto ottenuto – grazie al fitness delivery – anche da chi ha poco tempo a disposizione. Come le neomamme, che vogliono rimettersi in forma, senza dover per forza abbandonare la propria casa e affrontare i problemi del traffico e del parcheggio per raggiungere un centro sportivo. Inoltre, la tuta “FitNow” è la soluzione anche per chi non può fare sforzi a causa di problemi fisici o vuole sottoporsi a un programma di riabilitazione motoria. E, infine, più semplicemente, è la panacea per chi ha sempre trovato la palestra noiosa. I personal trainer (il cui tragitto per raggiungere il cliente può essere tracciato attraverso l’applicazione) sono disponibili dal lunedì al sabato su tutta Roma dalle ore 7 alle ore 22: basterà quindi prenotare una lezione e scegliere il proprio PT nel giorno e nell’ora desiderati. La app è stata testata prima dell’estate appena trascorsa e, in soli 4 mesi, ha già fidelizzato oltre 1400 utenti registrati!

LA PAROLA AI CONSUMATORI

Se la teoria aiuta a spiegare il funzionamento e i vantaggi apportati da 20 minuti di allenamento FitNow, è solo con la pratica che se ne ha l’effettiva conferma, come già riportano le tante testimonianze dirette: “A fare la differenza è l’elettrostimolazione – dice Irene al termine della lezione – perché si percepisce un lavoro muscolare profondo, mai provato con le sessioni di training tradizionali”. “Nonostante la breve durata – spiega invece Fabio – l’allenamento risulta completo e molto soddisfacente. Allo sforzo fisico, sempre ottimamente controllato dai personal trainer preparati e competenti, segue una piacevole sensazione di benessere fisico e mentale dovuta al rilascio delle endorfine. Il tutto nella comodità di casa, senza stress e perdite di tempo”.

Le pagine Facebook e Instagram ufficiali infine, sono a disposizione per tutti gli utenti in cerca di consigli, contenuti e aggiornamenti in tempo reale: ognuno potrà condividere la propria esperienza e fare tesoro di quelle altrui, entrando così nella grande famiglia e community FitNow.

Arturo Ardimentoso guida su come sostituire vetro iphone tutorial 

on grande anticipo, il nuovo e migliorato iPhone 7 e iPhone 7 Plus sono stati rilasciati all’inizio di settembre. Apple promette una migliore durata della batteria, migliori fotocamere anteriori e posteriori e ancora più spazio di archiviazione a bordo. Sebbene il conflitto iniziale sia sorto quando è stato rivelato che l’iPhone 7 non include un jack per le cuffie, altre caratteristiche degne di nota, incluso il fatto che il telefono è resistente all’acqua , hanno dimostrato di essere sufficienti per aggiornare.

Sebbene siano stati apportati numerosi miglioramenti, nemmeno Apple può contestare l’errore umano. Se un incidente ha causato danni allo schermo del tuo iPhone 7 e sta compromettendo l’usabilità, ti consigliamo di ripararlo o sostituirlo.

iPhone 7 Costi di sostituzione dello schermo

Il prezzo delle riparazioni dello schermo dell’iPhone può variare in base al modello che possiedi e al luogo in cui utilizzi il servizio.

Apple Store ufficiale

In un negozio Apple ufficiale, i prezzi degli schermi iPhone 7 danneggiati vanno da $ 29 a $ 349, a seconda se hai acquistato AppleCare + . Mentre tutti gli iPhone hanno un anno di copertura per la riparazione dell’hardware, questa garanzia limitata non si applica a danni estetici o accidentali. AppleCare + include due incidenti di danno accidentale (anche se è previsto un costo di servizio) e offre una riparazione dello schermo di $ 29.

Se la garanzia è scaduta o non hai acquistato AppleCare +, la riparazione o la sostituzione dello schermo può costare $ 149. E se hai ulteriori danni che compromettono il lavoro di sostituzione, questo costo può salire a $ 349.

Riparazione del telefono cellulare CPR

Alla riparazione del telefono cellulare CPR, i nostri tecnici esperti sono in grado di gestire le riparazioni di iPhone 7,inclusi schermi rotti, a un prezzo conveniente. Mentre i prezzi dipendono dall’ubicazione, tutti i negozi CPR offrono diagnosi e stime gratuite, oltre a una garanzia a vita limitata. I professionisti della CPR sono orgogliosi di un rapido turnaround e si occuperanno delle riparazioni walk-in, mail-in e in giornata, quando possibile.

Altri fornitori di servizi

Altri servizi di riparazione, come Geek Squad, richiedono un piano di protezione prepagata con un canone mensile. E alcuni negozi, come uBreakiFix, mancano della copertura dell’area che vanta CPR, quindi il loro negozio più vicino potrebbe essere lontano.

Come sostituire uno schermo di iPhone 7: Guida fai da te

  1. Spegnere l’iPhone 7 / iPhone 7 Plus.
  2. Nella parte inferiore del telefono, individuare le due viti Pentalobe e rimuovere utilizzando un cacciavite TS1 (0,8 mm).
  3. Posizionare una ventosa direttamente sul display, sopra il pulsante Home e tentare delicatamente di rimuovere dal rivestimento posteriore.
  4. Se necessario, utilizzare un dispositivo a cuneo per rompere con cura il sigillo dell’adesivo e sollevare il display dall’involucro posteriore.
  5. Apri l’iPhone 7 come un libro.
  6. Rimuovere le quattro viti a tre punti per liberare la piastra del display.
  7. Utilizzare le pinzette per sollevare la piastra del display.
  8. Quindi, usa lo strumento di incastro o spudger per far scattare le tre strisce di collegamento LCD.
  9. Svitare altre due viti a tre punti nell’angolo in alto a destra che tiene premuto il sensore di prossimità.
  10. Rimuovere la piastra sul sensore di prossimità e rivelare un’altra striscia di cavo che, una volta scollegata, libererà il display anteriore dal retro del telefono.
  11. Rimuovere le tre viti Phillips dalla staffa dietro l’altoparlante nella parte superiore del display.
  12. La staffa si allontanerà rivelando la fotocamera dell’iPhone.
  13. Tirare indietro la fotocamera per rimuovere le due viti che si trovano nel gruppo dell’orecchio.
  14. Sollevare l’altoparlante.
  15. Agitare delicatamente e sollevare il sensore di prossimità per rimuoverlo.
  16. Nella parte inferiore del lato del display, individuare l’assembly Touch ID.
  17. Svitare le quattro viti a tre punti tenendo premuta la staffa.
  18. Rimuovere la staffa.
  19. Muovere delicatamente per rimuovere l’ID del tocco, che scivolerà verso l’esterno.
  20. Quindi rimuovere la piastra posteriore LCD svitando sei viti a tre punti.
  21. Utilizzando lo strumento di incastro o spudger, sollevare la piastra posteriore del display LCD per scoprire la striscia di cavi collegata alla piastra posteriore.
  22. Una volta liberato il pannello posteriore LCD del cavo, dovrebbe scollegarsi facilmente.
  23. Scartare il vecchio LCD danneggiato e sostituirlo con il nuovo schermo, abbassando i cavi e allineando i supporti laterali, per rimettere le 6 viti in posizione.
  24. Budud B Bud B Bud Bud B B B B Bud Bud Bud Bud Bud B B B B B B B tutte Bud B Bud B Bud Bud B B B B Bud Bud B B B Budud B Bud B B B Bud B B B

Kit di sostituzione dello schermo per iPhone 7

Ci sono kit di sostituzione dello schermo fai-da-te in vendita, che vengono con tutte le parti e gli strumenti necessari, e video di riparazione gratuiti per guidarti attraverso il processo. Sebbene questi kit possano sembrare un’alternativa economica a una riparazione costosa, per una persona media, le cose possono diventare complicate – e per non dire frustranti – rapidamente. Per evitare il mal di testa di tentare la riparazione da soli, così come il tempo necessario per completare il lavoro, porta il tuo schermo iPhone 7 rotto a CPR, dove i nostri tecnici prosperano in questi compiti noiosi.

Opzioni di protezione per schermo iPhone 7

Per evitare danni inevitabili allo schermo ed evitare costi di riparazione, investi in custodie per telefoni e protezioni dello schermo per il tuo iPhone 7.

Proteggi schermo

Realizzate in vetro temperato, come la protezione per lo schermo Alpha Glass di OtterBox e la protezione per lo schermo Black Ice Plus di Gadget Guard, le protezioni dello schermo proteggono il telefono da graffi e graffi senza compromettere la sensibilità del touchscreen o la qualità dell’immagine.

Casi di telefono

Speck, OtterBox e RhinoShield, così come molti altri marchi, creano custodie e cover per telefono durevoli per garantire una maggiore sicurezza per il tuo iPhone 7 e proteggerlo da graffi, cadute e polvere. I negozi di riparazione per telefoni cellulari CPR offrono una varietà di custodie per iPhone 7 per evitare ulteriori danni al tuo iPhone.

Una buona pulizia

Poiché lo schermo del tuo iPhone 7 è l’interfaccia del dispositivo, è destinato a diventare rapidamente macchiato e sporco dal tempo impiegato per utilizzarlo. Durante la pulizia dello schermo, non utilizzare mai un solvente per la pulizia chimica. Invece, utilizzare acqua e un panno pulito, privo di lanugine e resistente ai graffi, come la microfibra. Inumidisci il panno, non lo schermo, e asciugalo delicatamente con movimenti uniformi.

Se non ti senti abbastanza sicuro da tentare di riparare da solo un iPhone 7 o di avere problemi con lo smartphone, non preoccuparti! La riparazione del telefono cellulare CPR è qui per aiutarti. Visitaci online per trovare la sede CPR più vicina a te e fermati per un appuntamento lo stesso giorno.

Recensioni instagram chi si cela dietro la società Likevisibility.Com Truffa O Verità?

Se siete alla ricerca di un sito nel quale acquistare i vostri seguaci vi sicuramente imbattuti in questo sito che a prima vista sembra essere del tutto italiano.

Come fare quindi per capire se il sito che stiamo visitando non sia un sito poco sicuro?

Iniziamo quindi controllando il sito e noteremo che in fondo alla pagina non troviamo nessuna informazioni circa l’azienda e soprattutto l’unico modo per contattarli risulta essere il form di contatto presente sul sito. Questi sono solo alcuni dei campanelli d’allarme per capire che si tratta di un sito truffa.

Non abbiamo avuto modo di testare il sito ma abbiamo provato a mandare una richiesta attraverso il form di contatti, senza ricevere mai risposta.

Molto probabilmente è ciò che accadrà a voi se deciderete di fare i vostri acquisti su questo sito.

L’alternativa per ottenere seguaci e likes

Se siete quindi alla ricerca di un portale dove ottenere likes e seguaci il mio consiglio è quello di provare Likestool, un sito web nel quale potrete scambiare il vostro like ad una foto con il follow di un altro utente. Si tratta quindi di uno scambio digitale automatico nel quale tutto ciò che dovrete fare sarà ottenere punti per poi spenderli per chiedere agli utenti di compiere determinate azioni sulle vostre pagine.

Vuoi a tutti i costi acquistare i tuoi followers?

Dai un’occhiata al nostro ultimo articolo circa l’acquisto in massa di seguaci e scopri come funziona.

fonte: https://www.bloggeroctopus.com/articoli/likevisibility-e-un-sito-affidabile/

Togliere una notizia dal web retroscena della web reputation

Chiedi un preventivo per rimuovere notizie dal web Call. 327.9105006 

Togliere una notizia da Google o eliminare il proprio passato è un compito arduo ma non impossibile. Per questo motivo abbiamo chiesto il parere ad un esperto in cancellazione di notizie negative dal web che ci illustra come muoversi.

Stiamo parlando di Cristian Nardi della società di WEB REPUTATION  – RTS  consulente per molti studi legali, opera in molte città d’Italia tra cui Roma, Napoli, Abruzzo.  Fondatore della piattaforma web privacygarantita.it si occupa del delicato compito di eliminare notizie non gradite da Google. Un’attività che sta diventando indispensabile per molti privati e professionisti che richiedono a norma di leggere di rimuovere il proprio nome dalla rete.

Qual è il danno che può causare all’immagine e alla reputazione un articolo scandalistico?

Le posso rispondere con una domanda: quanto vale per lei la sua reputazione? quindi la risposta equivale al danno.  Vedersi apparire il proprio nome tra le prime pagine dei motori di ricerca per molti comporta serie problemi, come ad esempio un prestito negato in baca, o meglio ancora vedersi sfuggire un affare. Purtroppo il nostro interlocutore prima prendere qualsiasi decisione istintivamente interroga la rete, uno scenario molto inquietante sotto questo punto di vista, in quando non prevale più il rapporto di buona fede, ma tecnico.

Cos’è fondamentale nel vostro lavoro?

Io credo la massima riservatezza e la garanzia del risultato. C’è da dire che noi privacygarantita.it partiamo sempre da una semplice chiacchierata con il cliente, gratuita e senza impegno, cercando insieme una soluzione al problema.

In pratica come si cancella una notizia informazione dalla rete?

Ci sono diverse soluzioni, ad esempio nel caso di divulgazione di foto, video, intime e senza consenso bisogna rivolgersi subito alla Polizia Postale  oppure ad una persona esperta in reputazione che sappia come muoversi nell’immediato. Ma purtroppo in alcuni casi parliamo di procedure lunghe dove a monte prevale una vera denuncia, anche se negli ultime tempi la giurisprudenza ha fatto grandi passi avanti e in alcuni casi eccezionali come la diffusione di un video hot tramite WhatsApp la rimozione è immediata. Nell’era digitale chiunque può pubblicata una notizia in rete senza essere rintracciato. A questo proposito Google ha messo online un modulo per la richiedere la rimozione dai link non desiderato, una soluzione che non sempre funziona.

Per concludere come bisogna comportarsi?

la rimozione dei link non è un lavoro del tutto semplice, bisogna conoscere tecniche di SEO e di posizionamento ed esperienze nel settore legale e di diritto altrimenti si rischia di fare danni.  La mole di difficoltà che si incontrano sono molte, come gli spessi imprevisti, anche lì dove esiste la possibilità di appellarsi al diritto all’oblio, noi consigliamo di contattaci per semplice consiglio l’abbiamo fatto molte volte, siamo consapevoli dell’imbarazzo che causa questo tipo di problema, ed avvolte un consiglio può migliorare la vita.

Enrico fresolone: Mise: al via la consultazione per l’intelligenza artificiale

Proprietà dei dati, formazione ad hoc, partenariati pubblico privati, campagne di sensibilizzazione. Sono 83 le proposte del gruppo di esperti voluto dal governo. Col solito punto di debolezza: non ci sono i soldi per attuare la strategia nazionale

di ARTURO DI CORINTO

CON la crisi di governo sullo sfondo, il ministero dello Sviluppo economico ha finalmente pubblicato la sua “Strategia per l’intelligenza artificiale” aprendo alla consultazione pubblica le proposte, 83 ‘raccomandazioni’ formulate dal gruppo dei 30 esperti selezionati otto mesi fa. Tutte proposte leggibili ed emendabili sul sito del ministero.

Intelligenza artificiale, cuore dell’innovazione

Le tecniche di intelligenza artificiale stanno già cambiando il nostro mondo e promettono di rivoluzionare profondamente la sfera di possibilità dell’umano. Queste tecniche basate su software in grado di apprendere già riconoscono volti“capiscono” il nostro linguaggioscelgono per noi cibi, strade, film e acquisti, ottimizzano il consumo energetico e, accoppiate all’Internet delle cose (IoT), alla blockchain, alla meccatronica, potrebbero fare la differenza del sistema Italia nell’agrifood, nel turismo, nella manifattura, nonché nella gestione della Pubblica Amministrazione.

La strategia nazionale per l’Ia mira infatti a incrementare gli investimenti, pubblici e privati, nello sviluppo e nelle tecnologie correlate; a potenziare l’ecosistema della ricerca e dell’innovazione; sostenere l’adozione delle tecnologie basate sull’Ia; rafforzare l’offerta educativaa favore della forza lavoro; sfruttare il potenziale dell’economia dei dati; consolidare il quadro normativo ed eticoche ne regola lo sviluppo; promuovere la consapevolezzae la fiducianell’Ia tra i cittadini; rilanciare la pubblica amministrazionee le politiche pubbliche; fino a favorire la cooperazione europea ed internazionaleper un’Ia responsabile e inclusiva.

Etica dei robot: un approccio laico

Le 106 pagine di proposta che accompagnano il documento confermano questi indirizzi e per una volta, posizionano l’Italia in linea con la strategia europea, a vantaggio dei cittadini. Intanto per l’approccio: la tesi centrale del rapporto è che l‘Ia non è buona o cattiva in sé: dipende dall’uso che se ne fa. “Se utilizzata in modo stupido, l’Ia riproduce e spesso amplifica la stupidità”.

Nel rapporto, a tratti ripetitivo, ogni proposta considera gli aspetti etici e democratici dell’Ia per evitare violazioni dei diritti fondamentali e di principi etici condivisi. Responsabilizzare l’intero ecosistema “dallo sviluppatore al consumatore” è una delle chiavi del rapporto,anche per adeguare il quadro di protezione dei consumatori alla nuova realtà di mercato in chiave competitiva e di sviluppo sostenibile (R35).

Ci sono inoltre notizie buone e altre meno buone per l’Italia dove, seppure la diffusione dei servizi di Ai è ancora limitata, si stima che il 12% delle imprese abbia attivato un progetto in questo campo, per la maggior negli assistenti virtuali. Un ecosistema ancora da mappare nel suo insieme “per formulare al meglio una strategia in un’ottica di smart specialisation e di politica industriale”. Ad esempio, da noi si prevede una crescita importante della robotica di servizio, in un mercato mondiale che supera gli 11 miliardi di dollari. Purtroppo secondo lo Studio dell’Osservatorio Ai del Politecnico di Milano la spesa per lo sviluppo di algoritmi di intelligenza artificiale in Italia nel 2018 è stata di solo 85 milioni di euro.

Secondo Marco Bentivogli, leader Cisl che ha contribuito al lavoro della commissione, il punto dolente rimane proprio questo: “L’Italia spenderà solo 48 milioni di euro nello sviluppo dell’Intelligenza artificiale a fronte dei miliardi investiti dagli altri Paesi”. E continua: “Se confermate, queste cifre rendono inutile il lavoro fatto. L’Ia è oggi il volano più interessante delle Pmi e delle microimprese che, se adeguatamente stimolate da politiche pubbliche di sostegno agli investimenti, potrebbero rappresentare un vantaggio competitivo”.

Ma qui un aiuto dovrebbe venire dall’Europa. Come ribadisce il rapporto, “a integrazione degli investimenti nazionali la Commissione investirà 1,5 miliardi di euro entro il 2020, ossia il 70 % in più rispetto al periodo 2014-2017. Per il prossimo bilancio dell’Ue a lungo termine (2021-2027) la proposta è di investire 9,2 miliardi di euro per il digitale, di cui almeno 2,5 miliardi per l’Ia.

Cosa resta da fare allora? Investire nella formazione ma a partire dalla scuola dell’obbligo, sviluppare progetti di testing su larga scala e mettere a sistema università, centri di ricerca e scuole di eccellenza. E poi puntare sui partenariati nel pubblico-privato ricordandoci, come fa il rapporto, che i dati usati per rendere le Ia efficienti sono nostri e che dobbiamo smettere di regalarli ai colonizzatori d’oltreoceano rendendoli “disponibili per l’addestramento dei sistemi, ma comunque proteggendoli e mantenendoli nel nostro territorio nazionale” (R59).

Il rapporto, che si spinge a suggerire di creare un Istituto Italiano per l’Intelligenza artificiale, una struttura di ricerca e trasferimento tecnologico capace di attrarre talenti di prima classe dal ‘mercato’ internazionale e diventare un faro per lo sviluppo dell’Ia in Italia (R38) chiede anche di investire in modo deciso su corsi di dottorato, ricercatori industriali e assunzione di professori universitari in settori scientifico disciplinari collegati alle applicazioni dell’Ia

La chiave di volta di tutta la strategia potrebbe essere il diritto alla formazione insegnando nuove competenze e rimodellando quelle vecchie della forza lavoro. Va in questa direzione l’Ai Jobs lawuna misura specifica per promuovere l’assunzione di esperti di Ia

Interessante l’idea di campagne informative in italiano e in inglese per spiegare ai cittadini caratteristiche, opportunità e rischi dell’Intelligenza artificiale prevedendo un ruolo attivo della Rai nell’educazione digitale per usare in modo consapevole proprio l’Ia. Creando inoltre una “Accademia Digitale” in grado di sviluppare programmi e contenuti video fruibili on air e on demand per dare risposte semplici e pratiche alle domande dei cittadini.

Oltre ai dubbi che sollevano le onnipresenti proposte di ‘cabine di regia’ ad hoc bisognerebbe ricordare che un mese fa il presidente del Consiglio Conte aveva deciso la creazione di un dipartimento per il digitale di cui aveva tenuto le deleghe. Secondo Stefano Quintarelli, esperto per la Commissione Europea, “se il prossimo governo lo confermerà, potrebbe diventare quella la cabina di regia giusta per realizzare la strategia sull’intelligenza artificiale.”

fote repubblica.it

Enrico Franzone Viaggiare sicuri: la tecnologia di Continental

l’output per regolare le funzioni e reagire a condizioni mutevoli. Inoltre, le reti neurali sono usate per l’elaborazione delle immagini e il rilevamento di oggetti. Oggi eHorizon è già disponibile nei veicoli commerciali, supportando con successo i camionisti nel risparmio carburante e funzioni di guida automatizzata.

Il tuo telefono è rotto, e adesso? Come risolverlo con un budget

È straordinariamente facile rompere il tuo smartphone. Rilascialo e potresti finire con uno schermo rotto o frantumato. Se cade nell’acqua o ci versi da bere, potrebbe spegnersi. I pulsanti fisici possono rimanere bloccati, scheggiati o semplicemente consumati. I jack per cuffie ben usati potrebbero smettere di riconoscere quel cavo.Un obiettivo fotografico graffiato o incrinato può significare la fine di buone foto.Molto può andare storto.
Nessuna di queste cose è causa di buttare tramite quello smartphone. C’è un vivace commercio di smartphone rotti e questo perché le persone che conoscono le riparazioni possono farli scattare a prezzi bassi, risolverli a basso costo e venderli per grandi profitti. Anche se ti stai sbarazzando del tuo telefono, potresti fare di più riparandolo prima di quanto ti costerà.

Controlla prima la copertura
Se riscontri un difetto che non hai ricevuto e il tuo smartphone è ancora in garanzia, potresti essere in grado di tornare dal tuo rivenditore e chiedere al produttore di ripararlo gratuitamente. È anche possibile che tu abbia una forma di copertura come parte della tua assicurazione casa, carta di credito o conto bancario. Alcuni di voi assicurarono l’assicurazione dello smartphone.
Correlati: come scegliere la custodia migliore per proteggere il dispositivo dai pericoli registrati della vita

Dai un’occhiata e vedi qual è la franchigia prima di presentare un reclamo. A volte sostituisce il costo di ripararlo da soli o anche andare a un buon servizio di riparazione.

Riparalo tu stesso
Se non sei coperto da garanzia o il danno non è coperto, potresti pensare di provare a ripararlo da solo. Prima di iniziare, tieni presente che quasi sicuramente annullerai la garanzia tentando un’auto-riparazione.

Sei quasi certamente intenzione di invalidare la garanzia tentando un auto-riparazione.

L’età d’oro di Internet significa che un breve video tutorial o una guida di testo e foto di qualsiasi cosa tu desideri desiderare di sapere come fare è solo una ricerca di distanza. Se sei sicuro delle tue capacità o sei disposto a provare, allora non dovresti avere problemi a trovare una serie di istruzioni da seguire.
Il posto migliore dove andare è sicuramente iFixit, dove troverai un eccellente set di tutorial passo-passo con le istruzioni sugli strumenti esatti di cui hai bisogno. La qualità delle guide di riparazione varia, ma ci sono alcuni esempi davvero eccellenti, specialmente per gli smartphone più popolari sul mercato.

YouTube è un altro luogo ovvio in cui cercare video tutorial che puoi seguire e troverai molte guide e una community molto utile nel forum degli sviluppatori XDA.
Ottenere strumenti e parti
Prima di iniziare dovrai proteggere gli strumenti corretti. Alcuni produttori deliberatamente effettuano fissaggi strani per scoraggiare l’autoriparazione. Se non usi gli strumenti corretti, ci sono buone probabilità che finirai per fare un danno. Assicurati di avere uno spazio di lavoro pulito con tutto il necessario per eseguire la riparazione prima di iniziare.

A volte i tutorial di iFixit includeranno link per acquistare le parti o gli strumenti necessari, anche se spesso avrai un affare migliore facendo acquisti. È possibile trovare parti e strumenti affidabili su eTech Parts.

Amazon ed eBay hanno molti kit di riparazione economici e parti in offerta. Devi stare attento alle parti perché ci sono alcune opzioni a basso costo che potrebbero essere scadenti. Fai un po ‘di lettura su ciò di cui hai bisogno prima di iniziare e controlla la reputazione dei venditori e le recensioni di kit e parti specifici prima di acquistare.

Un avvertimento
Può essere difficile forzare i componenti dello smartphone a parte. L’interno della maggior parte degli smartphone è disordinato e confuso. A volte ti sembrerà di spezzare le parti se premi più forte e a volte rompi qualcosa. Alcuni smartphone sono molto più facili da smontare e riparare rispetto ad altri. Alcune riparazioni non meritano il fastidio di tentare e ci sono parti e strumenti che semplicemente non puoi ottenere a un prezzo ragionevole.
Immagine gentilmente concessa da exopixel / Shutterstock
In genere puoi scoprire quanto sarà difficile controllando le guide e le discussioni online. Prendi in considerazione il rischio di compromettere il lavoro, il fattore nella tua ricerca, i tuoi strumenti e parti e il tempo che trascorrerai. Molte persone saranno più a loro agio nel convincere qualcun altro a farlo. Un esperto di riparazione saprà dove trovare le parti giuste, avrà gli strumenti giusti e sarà in grado di eseguire la riparazione in modo rapido ed efficiente.

Tim lancia il servizio 5G: si parte da Roma, Torino e Napoli: Enrico Fresolone – GSM Shop

Entro fine anno abilitate altre sei città. Le offerte dedicate a famiglie e imprese. Garantita alta connettività nelle aree grigie e zone turistiche. Pronti tre modelli di telefonini. Offerta retail da 29,99 e 49,99 euro al mese: Enrico Fresolone – GSM Shop

Tim lancia il servizio 5G a Torino, Roma e Napoli, le città nelle quali era già partita la sperimentazione. Per famiglie e imprese sarà possibile quindi acquistare un telefonino abilitato alla nuova tecnologia e accedere alle possibilità che la telefonia mobile di nuova generazione apre. Sono tre le aziende produttrici di telefoni già attrezzate per il 5G: i modelli disponibili sul mercato sono Samsung Galaxy S10, Xiaomi Mix3, Oppo Reno (le offerte commerciali di Tim prevedono opzioni da 29,99 euro al mese o 49,99 euro al mese, con 10 euro aggiuntivi è possibile acquistare anche il telefonino).

L’ad Gubitosi: «Stiamo programmando il futuro»
«Il 5G consente di cambiare le vite in meglio, ci sono grandi potenzialità, ma bisogna capire come cambiare e questo è un percorso che richiederà tempo- ha commentato l’ad di Tim, Luigi Gubitosi – Stiamo preparando il futuro, ma non è ancora pronto». Il 5G nasce come tecnologia per le attività produttive, anche se nel mondo imprenditoriale la connettività ad alta velocità è già una realtà con la fibra ottica. «L’innovazione portata dalla nuova connessione mobile è quella di fornire la stessa qualità di connessione della fibra, ma senza dover utilizzare i cavi che rappresentano un limite o un ostacolo non indifferente in molte attività – ha spiegato Lorenzo Forina, Chief revenue officer di Tim-. Per il cliente retail in questa fase iniziale il 5G ha un ruolo importante per garantire elevata connettività nelle aree non raggiunte dalla fibra».
Enrico Fresolone – GSM Shop

Rivoluzione nella medicina, il luminare arriva vicino a casa
In alcune attività, come la telemedicina, altri aspetti sono cruciali. «La riduzione della latenza e la possibilità di connettere le persone alle cose e al cloud rappresentano un valore aggiunto cruciale», ha detto Carlo Nardello, Chief strategy, customer experience & transformation officer dell’azienda telefonica. Questo significa che il comando remoto di un medico che attraverso una consolle teleguida un robot in un intervento chirurgico ha un’esecuzione in tempo reale e non a scoppio ritardato. È quanto ha spiegato il cardiochirurgo Francesco Musumeci, protagonista dello spot emozionale per il lancio dell’iniziativa. «Il 5G consente alla medicina di fare un grande salto avanti – ha detto – Non ci saranno più centri sanitari di serie A o di serie B, ma avremo standard di qualità elevati applicabili ovunque». Per il cliente retail, in questa fase, il valore aggiunto portato dal 5G è la possibilità di avere la stessa connettività della fibra in aree del paese nelle quali questa non arriva oppure nelle località di villeggiatura, dove non si hanno gli stessi confort dell’abitazione principale. E ancora: per gli appassionati, la nuova tecnologia consente di avere a casa la realtàvirtuale o immersiva, per cui è possibile vivere un’esperienza virtuale interattiva con un’altra persona collegata da un altro luogo o visite culturali virtuali. E poi il cloud gaming, con la possibilità di giocare in streaming anche in mobilità.

Entro il 2021 coperte 120 città 
Tim ha annunciato la tabella di marcia per l’implementazione della copertura nel paese. Entro l’anno è previsto il lancio del servizio in altre sei città: Milano, Bologna, Verona, Firenze, Matera e Bari. Entro il 2021 saranno 120 le città coperte, 200 le destinazioni turistiche, 245 distretti industriali e 200 progetti specifici per le grandi imprese. È previsto il roaming in sei paesi, iniziando già da luglio con Austria, Gran Bretagna, Svizzera, per poi proseguire con Spagna, Germania, ed Emirati Arabi. A proposito dello sviluppo della rete, Forina ha annunciato che Tim ha avviato una gara per selezionare i partner tecnologici che realizzeranno l’infrastruttura (quella già installata è stata fatta con Nokia e Ericsson). «Siamo in fase di completamento di una gara – ha spiegato Forina – e stiamo cercando quelli che offrono la miglior qualità e sicurezza al miglior prezzo. In ogni caso ci muoveremo in coerenza con il decreto sul golden power». Il decreto che individua le infrastrutture strategiche del paese e fissa i criteri per garantirne la sicurezza (vedi la questione degli ipotetici rischi di violazione della rete in caso di coinvolgimento della cinese Huawei) però non è ancora entrato in vigore. Certo, se i tempi fossero ancora lunghi difficilmente il mercato resterebbe lì fermo ad aspettare.

fonte sole 24 ore

Enrico Fresolone: Telefonia, svanisce ‘l’effetto Iliad’: ecco come ottenere (a fatica) le offerte migliori

Gli operatori telefonici frenano sulle tariffe super scontate, dato che sembra finito l’effetto “Iliad”, ossia l’emorragia di clienti verso il nuovo operatore mobile. Lo si vede dalla scomparsa delle offerte super low cost (6-7 euro al mese) di Ho Mobile e Kena, i marchi con cui rispettivamente Vodafone e Tim hanno provato a scavare una trincea contro l’avanzata di Iliad. Le stesse offerte di quest’ultimaEnrico Fresolone tendono a salire (di prezzo e di GB inclusi), mentre frena la crescita dei suoi utenti: 2,8 milioni a sette mesi dal lancio, di cui però 600 mila negli ultimi tre.

Gli operatori possono quindi rilassarsi un po’: il peggio sembra per loro passato. E così possono passare alla fase due. Se da una parte eliminano le tariffe super low cost generali, dall’altra conservano prezzi scontati ad hoc per gli utenti che vengono da Iliad e da operatori mobili virtuali. Con una preferenza – al momento – per questi ultimi (a conferma che Iliad fa meno paura).

Lo scopo è recuperare così gli utenti delusi da Iliad (laddove la strategia precedente, di tariffe scontate per tutti gli utenti, serviva a limitare il passaggio a Iliad).

Ecco quindi che la tariffa standard di Ho e Kena ora è sulla fascia di 13 euro, quasi il doppio di quella precedente: 12,99 euro al mese, per minuti e sms illimitati e 50 GB. Ricordiamo che gli utenti di queste tariffe possono usare tutta la rete degli operatori Vodafone e Tim ma con velocità ridotta a 30 Mbps (laddove in teoria le attuali reti 4G possono arrivare fino a 1 Gbps e più probabilmente oltre 100 Mbps).Enrico Fresolone
Il prezzo scende a 8,99 euro per nuovi numeri e utenti Iliad e alcuni operatori virtuali (e per quelli che vengono da Kena/Ho). Scende ancora di più, a 6,99 euro al mese, da altri operatori virtuali.

La stessa Iliad ha tolto l’offerta da 6,99 euro al mese (Giga 40) dalla home page e ora si parte da 7,99 euro. Con un piccolo labirinto di clic è possibile ancora accedere all’offerta più economica: cliccando su Scopri sotto l’offerta Giga 50 e poi su Scopri l’offerta precedente. Idem per attivazioni da Sim Box: bisogna notare la scritta in basso, in grigio, “Scopri l’offerta precedente”. Attenzione: se non appare sul sito, bisogna svuotare la cache del browser (Ctrl + F5).

Superata la soglia “psicologica” dei 12-13 euro si trovano ancora offerte con molti GB e persino in questa fascia si nota qualche miglioramento. Come la nuova Wind Digital, 11,99 euro per minuti illimitati e 50 GB (niente sms, tendenzialmente inutilizzati da utenti giovani; è del resto un’offerta che richiede una gestione tutta online, compresa l’attivazione, come dice il nome).

E nella fascia più cara comincia a fare capolino una battaglia a suon di GB illimitati: tra pochi giorni esce Tim Unlimited D, la prima offerta Tim con GB illimitati e a 29 euro, contro i 39,99 euro di un’analoga offerta Vodafone (Unlimited Black). Con la differenza che quella Tim, almeno all’inizio, sarà rivolta solo a gruppi selezionati di utenti. Enrico Fresolone

Saldi online, i consigli di Google per comprare senza incappare in frodi

05 Luglio 2019In alcune regioni sono già partiti, ma nella maggior parte d’Italia il giorno clou sarà sabato 6 luglio: parliamo dei saldi estivi. Quel periodo in cui i negozi di abbigliamento vendono, a prezzo scontato, gli articoli di fine stagione (anche se nel corso degli anni questo periodo è stato progressivamente anticipato fino ad arrivare alla piena stagione). Ma le vendite a prezzi scontati non si faranno solo nei negozi: molte aziende ed esercenti le applicano anche online sui propri siti ufficiali. E non si può dire che passino inosservati: secondo i dati di Google Trends in alcune regioni (soprattutto Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise e Piemonte) le ricerche sui saldi estivi sono già iniziate da marzo. 

E se è vero che i clienti dei negozi fisici devono fare attenzione a evitare raggiri, chi acquista online non dev’essere da meno. Anzi: proprio perché si acquista un articolo che non si può vedere in prima persona né toccare con mano, l’attenzione dev’essere doppia. Proprio Google ha fornito alcuni consigli per fare affari in tutta sicurezza. 

Occhio al lucchetto

Uno dei più grandi incubi di chi fa shopping online è quello di ritrovarsi con la carta di credito clonata e il conto svuotato da perfetti sconosciuti magari dall’altra parte del mondo. Gli strumenti per evitare questo scenario sono ormai diversi. Il primo: acquistare solo su piattaforme sicure. Chi si riconoscono dall'”https all’inizio della Url (anziché “http”) e l’icona di un lucchetto chiuso: significa che quel sito garantisce la protezione dei dati inseriti.


L’allarme rosso

Chi si avventura in siti poco sicuri, comunque, può contare su una rete di salvataggio. E’ quella di Safe Browsing, che fa apparire una schermata rossa non appena si tenta di accedere a un sito che potrebbe rubare le nostre informazioni personali o installarci software spia. A quel punto possiamo, cautamente, uscirne e cercare quel paio di scarpe che tanto ci piacciono su altri lidi. Ogni giorno Safe Browsing scopre migliaia di siti pericolosi.

Le offerte super-convenienti esistono, certo, ma nessun venditore è così pazzo da vendere un capo da 300 euro a 30. Per questo è sempre meglio aprire bene gli occhi, fare qualche ricerca in più sul venditore che sta proponendo un prezzo così basso, consultare le sezioni “chi siamo” e “contatti” per capire con chi state avendo a che fare. Se non sono presenti numeri di telefono o vengono fornite indicazioni vaghe, meglio lasciar perdere. Altrimenti, vale comunque la pena fare qualche domanda in più sulle condizioni della merce: in alcuni casi si tratta di articoli usati, ma il venditore “dimentica” di specificarlo.


Come paghi?

Un altro indicatore di scarsa serietà è la modalità di pagamento. Se il negozio online ci propone strade come il bonifico o la ricarica su carta prepagata (quasi sempre Poste Pay) significa che ci troviamo, nel migliore dei casi, di fronte a un dilettante. Che difficilmente potrà garantirci il reso del prodotto se non conforme o non funzionante.


Niente numeretti, niente codici

In ogni caso, anche se il venditore consente il pagamento con carta di credito, la tecnologia ci consente di fare una transazione di questo tipo senza digitare il numero della carta né il codice di sicurezza. Google Pay e Paypal sono dei portafogli digitali associati a una carta “fisica”, i cui dati vengono introdotti online una volta per sempre (o almeno, fin quando la carta non scade).


Troppa curiosità

Se stiamo per acquistare su un sito mai visitato prima, è probabile che ci venga chiesta una registrazione. In questo caso è bene ricordare che possono essere chieste solo le informazioni strettamente necessarie per l’acquisto di un prodotto o di un servizio. Dati del conto bancario o password sono tipiche richieste da respingere, perché potrebbero nascondere un tentativo di phishing, cioè di carpire dati personali per accedere al denaro della vittima. Le trappole partono spesso da email o messaggi whatsapp: è un fenomeno molto comune: i truffatori imitano i siti di marchi super-famosi per convincere i loro clienti a fornire tutti i dati di cui hanno bisogno. E’ già successo con Poste Italiane, Enel, diversi istituti bancariInps e Ikea solo per fare alcuni esempi.

Non solo: quando si crea un nuovo account bisogna anche scegliere una password sicura. Google segnala una nuova estensione disponibile sul proprio browser Chrome, Password CheckUp, che confronta la password che stiamo scegliere con un database di account e parole chiave già violati in passato avvisando in caso di rischi.


Solo pc privati

Anche se navigate su un sito sicuro, certificato e serio, non acquistate se state usando un pc che non sia sotto il vostro controllo. Niente pc aziendali, dell’università o, peggio, postazioni pubbliche. Se proprio non potete evitarlo, fate sempre “log out” dai vostri account e navigate con la modalità in incognito. E, alla fine, chiudete la finestra del browser.

Come creare il collegamento perfetto per chiedere recensioni di Facebook

Come creare il collegamento perfetto per chiedere recensioni di Facebook

Quindi vuoi avere più recensioni su Facebook, eh? Se stai inviando un messaggio su Facebook Messenger, postando su Facebook o inviando un’email a tutti i tuoi clienti o abbonati, è semplice, giusto? Basta inviarli alla scheda recensioni come questa: https://www.facebook.com/StarfishWP/reviews/ , giusto?

Problema di collegamento di recensione di Facebook

Non così in fretta! Sia che tu stia usando il nostro plugin o inviando persone direttamente alla tua pagina Facebook, vuoi rendere il più semplice e semplice possibile per loro lasciare una recensione, giusto? Bene, se si invia loro un collegamento come nell’esempio sopra, gli utenti che sono stati disconnessi da Facebook non arriveranno nel posto giusto! Controlla cosa stanno andando a vedere:

È confuso, vero? Non solo, l’utilizzo di una di queste opzioni non le riporterà alla pagina delle recensioni dopo l’accesso. Un altro errore di Facebook …. Ecco dove verranno presi:

  1. Se usano il normale login in alto a destra (n. 1), finiranno semplicemente con il loro feed normale, senza nulla a che vedere con la tua pagina!
  2. Se usano il pulsante “Accedi” in basso (n. 2), verranno portati alla tua pagina, ma  non alla sezione Recensioni, dove vuoi che siano!

Superare in astuzia i problemi di Facebook

Si scopre che Facebook ha un modo per reindirizzare le persone a dove vuoi dopo il login però. Ciò significa che possiamo costruire un URL che reindirizzerà le persone alla sezione recensioni della tua pagina Facebook. Questo collegamento funziona perfettamente per gli utenti che hanno effettuato l’accesso e porterà gli utenti che hanno effettuato la disconnessione nel posto giusto, indipendentemente dalle opzioni di accesso sopra indicate.

È un po ‘complicato, quindi abbiamo creato due metodi per te. Per entrambi i metodi, avrai bisogno di conoscere lo “slug” della tua pagina, ovvero la parte dell’URL che designa la tua pagina. Per ottenere lo “slug” della tua pagina, vai alla tua pagina e guarda nella barra degli indirizzi del tuo browser e prendi la parte che si trova tra due barre in avanti: / seguendo “facebook.com”.

Metodo 1. La via facile

Il modo più semplice è utilizzare il generatore di link Recensioni di Facebook qui sotto. Inserisci semplicemente la “slug” della tua pagina Facebook e il tuo indirizzo email, e ti invieremo via email il link migliore per le recensioni della tua Pagina. NOTA: non è l’intero URL della pagina di Facebook. Solo la “lumaca” la parte tra le prime due barre (“/”) come mostrato nell’animazione demo qui sotto.

Facebook Recensioni Link Generator

C’è stato un problema con la tua richiesta. Gli errori sono stati evidenziati di seguito.

  • SLUG URL Facebook *NON l’intero URL. Solo la lumaca come mostrato nell’animazione sopra.Questo campo è obbligatorio.
  • Indirizzo email *Quindi possiamo inviarti il ​​tuo link perfetto su Facebook.Questo campo è obbligatorio.
  • Iscriviti alla nostra newsletter di marketing e-mail di revisione?
    •  Sì! (Non condivideremo le tue informazioni. Annulla l’iscrizione in qualsiasi momento.)

Metodo 2. Costruisci te stesso

Ecco i passaggi per costruire autonomamente l’URL:

  1. Dobbiamo portarli alla pagina di accesso, in modo che possano accedere. Quindi iniziamo con l’URL della pagina di accesso di Facebook di base:  https://www.facebook.com/login/
  2. Il trucco che fa funzionare tutto questo è il “prossimo” parametro che Facebook ha incorporato. Facebook porterà l’utente ovunque sia impostato l’URL, dopo aver effettuato l’accesso. Quindi aggiungiamo il prossimo parametro alla fine:  https://www.facebook.com/login/?next=
  3. Purtroppo non possiamo semplicemente aggiungere l’URL della nostra pagina di recensioni su Facebook normalmente. Quindi questo è sbagliato: https://www.facebook.com/login/?next=https://www.facebook.com/StarfishWP/reviews/e non funzionerà!
  4. Invece, i caratteri speciali nell’URL “successivo” devono essere convertiti nei loro codici carattere HTML. Quindi alla fine sembra questo:  https://www.facebook.com/login/?next=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FStarfishWP%2Freviews%2F

Un po ‘complicato, vero? Ma funziona sempre.

Usalo nelle canalizzazioni di Starfish Reviews

Ora che hai il tuo nuovo URL lucido, puoi essere sicuro che finiranno nella parte relativa alle recensioni della tua pagina, indipendentemente dal fatto che siano loggati o disconnessi e che utilizzino il numero 1 o il numero # 2 opzioni di accesso dallo screenshot qui sopra!

Quindi, prendi il tuo nuovo URL di recensioni di Facebook perfetto e inseriscilo in una nuova canalizzazione di Starfish Reviews o come una delle destinazioni su una canalizzazione con più destinazioni e invia la canalizzazione ai tuoi clienti, follower, ecc. Per ottenere recensioni più positive su Facebook, con il minor tasso possibile di attriti e abbandono!