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Dopo La 23enne A Massa Altro Errore In Toscana: Quattro Dosi Somministrate A Una 67enne

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Dopo la vicenda della studentessa di Massa, ancora un errore nelle somministrazioni, questa volta a Livorno: una donna di 67 anni ha ricevuto quattro dosi di Pfizer. La donna ricoverata per accertamenti in ospedale. Figliuolo: «Verificheremo i protocolli»

Da alcune indiscrezioni (maggiori informazioni arriveranno da una conferenza stampa) sembra che la dinamica dell’episodio sia simile a quello accaduto a Virginia, la studentessa vaccinata all’ospedale Noa di Massa. Dunque sarebbe stato utilizzato un flacone non diluito e nella siringa sarebbero finite quattro dosi. I casi accaduti nel mondo e anche le sperimentazioni avvenute su alcuni volontari, non hanno dato particolari problemi sul sovradosaggio (sino a quattro dosi in una volta) ma è chiaro che è necessaria prudenza. La studentessa vaccinata a Massa (ancora non si sa con certezza se con 4 o 6 dosi) non sta bene e ha effetti collaterali come lividi, mal di testa, spossatezza e dagli esami del sangue sono stati evidenziati parametri errati delle piastrine.

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RSA. Operatori Non Vaccinati Contro Il Covid Saranno Licenziati: Il Tribunale Respinge Ricorso.

Le dirigenze delle RSA hanno ragione. Operatori non vaccinati contro il Covid saranno licenziati: il tribunale respinge ricorso. Egr. Direttore di AssoCareNews.it, volevo segnalarvi un servizio uscito pochi giorni fa su Repubblica e firmato da Enrico Ferro. Nel pezzo si fa riferimento alla decisione del Tribunale del Lavoro di Belluno di “assolvere” le direzioni delle Residenze Sanitarie Assistenziali e delle case di riposo venete relativamente alla possibilità di licenziare Medici, Infermieri, OSS, Professioni Sanitarie e altri operatori non vaccinati contro il Coronavirus.

Si tratta di una decisione che per molti può sembrare assurda, ma che a mio avviso è giusta. Se noi lavoriamo in ambito sanitario dobbiamo essere i primi a tutelarci e a tutelare i nostri Assistiti contro le Pandemia, come quella da Covid-19.

Ecco il pezzo in questione.

Il diritto alla salute dei soggetti fragili che entrano in contatto con chi esercita le professioni sanitarie e il diritto alla salute della collettività, prevalgono sulla libertà di chi non intende sottoporsi alla vaccinazione contro il Covid. Quindi non solo le ferie forzate erano legittime ma, d’ora in poi, o i lavoratori delle Rsa si vaccinano o devono cambiare lavoro. Con queste motivazioni il Tribunale di Belluno ha dichiarato inammissibile il reclamo presentato dagli otto operatori socio sanitari delle case di riposo di Belluno e di Sedico, che chiedevano il riconoscimento del diritto a non vaccinarsi senza dover incorrere in ferie forzate o sospensioni.

Per la seconda volta la sezione Lavoro del Tribunale, riunita in forma collegiale (Umberto Giacomelli presidente, Paolo Velo giudice e Chiara Sandini giudice relatore) ha rigettato il reclamo dei lavoratori contro l’ordinanza del 19 marzo scorso che aveva respinto l’azione legale contro Sersa e Sedico Servizi, valorizzando l’obbligo del datore di lavoro di tutelare la salute sul luogo di lavoro (ai sensi dell’articolo 2087 del codice civile). I lavoratori, rappresentati dall’avvocato Andrea Colle, avevano provato a ribadire il loro diritto a scegliere se vaccinarsi o meno, al di là del decreto 44/2021, senza dover subire sospensioni non retribuite o peggio il loro licenziamento. Inoltre avevano chiesto al tribunale di sollevare una questione di legittimità costituzionale in merito all’articolo 4 del Dl 44/2021, ritenendolo in contrasto con l’articolo 32 della Costituzione nella parte in cui prevede l’obbligo di vaccinazione per chi esercita le professioni sanitarie.

Sersa Srl e Sedico Servizi avevano parlato di inammissibilità del reclamo, visto la presenza del nuovo decreto legge. Tesi sposata dal tribunale. I lavoratori sono stati quindi condannati a rifondere le spese pari a 2.500 euro. Degli otto dipendenti iniziali ne sono rimasti cinque: uno si è vaccinato e due hanno rassegnato le dimissioni. “È un dispositivo che conferma l’approccio che abbiamo seguito fin qui: la supremazia della tutela della salute pubblica rispetto alla libertà di scelta privata sul vaccino” dice Paolo Santesso, amministratore unico di Sersa, al Corriere delle Alpi. “Libertà che comunque può essere esercitata, scegliendo altre collocazioni professionali”.

Negli ultimi giorni in Veneto era scoppiato anche il caso denunciato dalla Cisl Funzione pubblica, circa l’isolamento di alcuni dipendenti no vax delle case di riposo. In particolare, in una struttura della provincia di Venezia sono stati ricavati spogliatoi dedicati e anche spazi per la pausa caffè solo per chi non è vaccinato. Una situazione nota ai sindacati, consapevoli però delle difficoltà vissute da molti dirigenti delle Rsa nella gestione della quota renitente alla vaccinazione in questa fase di transizione tra l’approvazione del decreto legge e l’entrata in vigore della legge vera e propria.

Insomma, o ci vacciniamo o siamo a rischio di licenziamento. I lettori di AssoCareNews.it sicuramente non se la prenderanno a male per questa mia posizione, ma credo che la stragrande maggioranza di loro la pensi come me.

Buon lavoro e vaccinatevi!

Riccardo S., Infermiere

Vaccino, Bartoletti (FBF): «No Controindicazioni Per Filler».

È notizia recente che l’Ema ritiene che vi sia ‘almeno una ragionevole possibilità di associazione causale tra il vaccino Comirnaty*, l’anti-Covid di Pfizer e i casi segnalati di gonfiore del viso in persone con una storia di iniezioni con filler dermici’. E’ così? Vale per tutti i vaccini sia quelli ad adenovirus che a mRna o possono scatenarsi reazioni del genere anche dopo l’inoculazione con altre tipologie di vaccini? Per capire i rischi, se ce ne sono, di alcuni trattamenti di medicina estetica tra i più diffusi quali i filler e la tossina botulinica l’agenzia di stampa Dire ha intervistato Emanuele Bartoletti, Direttore del Servizio di Medicina Estetica del Fatebenefratelli di Roma e Presidente della Società italiana di medicina estetica.

– I casi di reazione post trattamento a cui fa riferimento l’Ema possono interessare tutti i vaccini o quello della Pfizer in particolare? È bene in ogni caso far passare un certo intervallo di tempo dall’iniezione dei Filler facciale e quella del vaccino contro il Covid-19?

“Qualsiasi tipo di vaccino mettendo in moto il sistema immunitario può determinare una reazione di edema o gonfiore sui filler che sono stati iniettati in precedenza. L’effetto dell’acido ialuronico dura dai 4 ai 6 mesi, ma la sua permanenza è molto più lunga nel corpo tanto che si possono trovare tracce anche dopo un anno dall’infiltrazione. I casi riportati infatti nella letteratura americana fanno riferimento a tre pazienti: una che aveva infiltrato l’acido ialuronico 6 mesi prima del siero anti Covid, la seconda poco tempo prima ed una terza donna che non ricordava bene quando si era sottoposta ad infiltrazione ma che aveva già in passato avuto una reazione di questo tipo dopo un vaccino antifluenzale. Il gonfiore in ogni caso può essere gestito con una terapia di cortisone per poco tempo. La nostra società di medicina estetica insieme alle altre italiane ha scritto un ‘position statement’, che fissa i tempi utili da rispettare tra l’antidoto contro il Coroinavirus e i filler. In particolare si prescrive di non infiltrare acido ialuronico nei 15 giorni precedenti il vaccino anti Covid, non sottoporsi a filler tra la prima e la seconda dose del vaccino e di aspettare poi 30 giorni dalla seconda dose sempre del siero anti Covid. Questi sono i tempi sufficienti per ridurre se non annullare la possibile reazione anche in rapporto a quello che ha prodotto la letteratura internazionale”.

-E per quanto riguarda la tossina botulinica sussiste qualche tipo di rischio oppure no e perché?

“Per la tossina botulinica non è stato riportato nessun evento avverso in rapporto al vaccino anti covid. Ad oggi non esistono motivi di posticipare o annullare l’infiltrazione con la tossina botulinica”.

– I filler e la tossina, tra loro differenti nella composizione e nell’azione, come agiscono una volta iniettate sul sistema immunitario? Ci può spiegare in parole molto semplici cosa accade nel corpo dopo la puntura?

“In medicina estetica si usano quantità molto piccole di tossina botulinica, non si superano le 60 unità, si consideri che per gli spasmi muscolari importanti se ne usano 400 o 500 unità e questo fa capire bene le proporzioni. Non sono descritte reazioni con queste dosi ma è bene anche dire che ci sono dei pazienti che sono resistenti alla tossina botulinica perché magari in passato hanno avuto un contatto con questa sostanza tanto da sviluppare una produzione di anticorpi anti- tossina botulinica. In questi soggetti quindi la tossina non prende, sono casi rari ma esistono. La tossina quando viene iniettata blocca il messaggio dal muscolo al nervo, la sostanza però non va in circolo ma si localizza e questo è probabilmente la ragione della non interazione tra vaccino anti Covid e la tossina stessa. Il discorso è diverso invece nel caso dei filler. L’acido ialuronico in particolare funziona sempre come un corpo estraneo una volta infiltrato. Si è notato infatti dopo l’infiltrazione con questa sostanza che un po’ di gonfiore è sempre presente e ciò è dovuto al traumatismo dell’ago e in parte ad una reazione, anche se minima, che del corpo. Perciò quando per qualsiasi motivo si riattiva il sistema immunitario potrebbe palesarsi un minimo di gonfiore successivo all’inoculazione di qualsiasi vaccino e non soltanto di quello anti Covid. Anche i vaccini anti influenzali danno questa reazione che si chiama ‘Sindrome Asia’ che riconosce l’acido ialuronico come adiuvante in una reazione antifiammatoria”.

-Visto che la stagione calda è alle porte è bene sospendere questo tipo di trattamenti o non ci sono divieti in tal senso?

“Non c’è nessuna controindicazione alle infiltrazioni con la tossina o il filler. Bisogna solo stare attenti a qualche piccolo livido che può originarsi dopo l’infiltrazione, dovuta al trauma prodotto dall’ago, non bisogna prendere il sole finché il livido è presente altrimenti si rischia che l’emosiderina, una sostanza che si trova nel sangue ed è colorata, si possa ‘fissare’ a livello dermico e creare una macchia che è complicato poi mandare via. Evitare il sole quando c’è un livido e poi evitare il sole a prescindere se non ci si protegge adeguatamente con la protezione solare”.

– Un ultimo consiglio?

“Intanto vaccinatevi tutti appena possibile perché è l’unica possibilità che abbiamo per uscire da questo tunnel. Ribadisco che non c’è nessuna controindicazone alle terapie di medicina estetica nel periodo vaccinale tranne le accortezze dette prima. Più in generale è bene non esporsi al sole perché invecchia. Ricordiamo poi che il sole che si prende in città è più dannoso di quello che si prende al mare poiché normalmente in spiaggia ci si protegge con il filtro solare. Sotto il trucco e sopra la crema da giorno è quindi sempre bene applicare uno schermo protettivo totale”.