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Che misure hanno adottato contro Covid-19 i Paesi che hanno già riaperto le scuole

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Foto: Muneer ahmed ok/ Unsplash

Settembre, tempo di rientri. Bambini e ragazzi in tutta Europa sono pronti a tornare nelle scuole, che, secondo le istituzioni internazionali, dovranno rimanere aperte il più possibile, per garantire quella continuità nell’istruzione che inevitabilmente si è persa negli ultimi due anni. Tuttavia, la variante delta di Sars-Cov-2, molto più trasmissibile e ormai prevalente in larga parte del mondo, potrebbe complicare le cose: le scuole quindi dovranno adottare misure adeguate, che riducano al minimo la trasmissione del coronavirus. In Italia il primo giorno di scuola è previsto nella maggior parte delle regioni il 13 settembre, ma nel resto dell’Europa e del mondo una parte degli studenti ha già iniziato l’anno scolastico. Con quali misure e precauzioni?

Le indicazioni generali

Facciamo un passo indietro, per capire quali sono le raccomandazioni delle istituzioni internazionali per il rientro a scuola degli studenti. “La pandemia ha causato la più catastrofica interruzione dell’istruzione nella storia. È quindi fondamentale che l’apprendimento in classe continui senza interruzioni in tutta la regione europea“, spiega Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l’Europa, in una recente dichiarazione congiunta di Oms e Unicef. “Incoraggiamo tutti i paesi a mantenere aperte le scuole e invitiamo tutte le scuole a mettere in atto misure per ridurre al minimo il rischio di Covid-19 e la diffusione di diverse varianti“, chiosa Kluge.

Tra queste misure, l’Oms raccomanda la vaccinazione degli insegnanti, del personale scolastico e di bambini e ragazzi di età pari o superiore a 12 anni con condizioni mediche che li rendono più vulnerabili a Covid-19. Oltre a ciò, sono incoraggiati miglioramenti alla ventilazione delle aule, l’adozione di classi più piccole, la maggiore distanza fisica tra gli alunni e screening regolari di studenti, insegnanti e personale scolastico. Vediamo allora insieme, nella pratica, quali sono le misure adottate dai paesi in cui gli studenti sono già tornati sui banchi di scuola.

Stati Uniti

I primi alunni a essere rientrati per il nuovo anno scolastico sono stati quelli statunitensi, a inizio agosto. In vista del rientro, proprio il 5 agosto, il Center for disease prevention and control (Cdc) ha pubblicato alcune linee guida indirizzate alle scuole di tutti gli stati americani. Tra le varie indicazioni, si rammenta che la vaccinazione rappresenta la principale strategia di prevenzione della salute pubblica per porre fine alla pandemia di Covid-19, e che si può rivelare cruciale per il ritorno a una scuola totalmente in presenza, per le attività extrascolastiche e per lo sport.

In più, a causa della maggior trasmissibilità della variante delta, il Cdc raccomanda la mascherina negli ambienti interni a tutti, studenti (a partire dai 2 anni), insegnanti, visitatori, indipendentemente dal fatto che siano vaccinati o meno. Tra le altre raccomandazioni vi è il mantenimento della distanza interpersonale di circa un metro e l’implementazione dei test molecolari a tutta la popolazione scolastica, la ventilazione costante delle aule e la promozione di un corretto comportamento igienico.

Tuttavia, a distanza di un mese, le cose non sembrano andare benissimo: Usa Today riporta che negli Stati Uniti migliaia di bambini sono in quarantena, dopo essere stati esposti a Covid-19 nelle scuole. In più, nuovi casi e ricoveri tra i bambini sono in aumento, principalmente a causa della maggiore trasmissibilità della variante delta e dal momento che i bambini più piccoli di 12 anni non possono essere vaccinati.

Svizzera

Anche in Svizzera le scuole hanno riaperto a inizio agosto, e per questo anno scolastico le regole sono rimaste pressappoco le stesse del precedente: in particolare, vengono raccomandati il distanziamento sociale, la promozione delle regole igieniche come il lavaggio delle mani e la ventilazione delle aule. Ma sono cambiate le indicazioni per le protezioni individuali: gli alunni delle scuole secondarie non hanno più l’obbligo di indossare la mascherina, anche se i singoli cantoni conservano il potere di decidere diversamente.

Proprio come negli Stati Uniti, anche in Svizzera la ripartenza delle scuole ha determinato un aumento dei casi di Covid-19: secondo la Direzione sanitaria di Berna, riporta un articolo su Swissinfo.ch, dall’inizio dell’anno scolastico nel cantone della capitale svizzera ci sono stati circa sei volte più casi positivi rispetto a prima delle vacanze estive.

Regno Unito

Nel Regno Unito, invece, il rientro a scuola sta avvenendo in questi giorni: scuole di ogni ordine e grado stanno adottando misure protettive che aiutino a mantenere gli alunni e il personale al sicuro, senza dover interrompere la scuola in presenza. Per esempio, le scuole secondarie e le università offrono agli alunni due test molecolari da fare in loco all’inizio del trimestre scolastico, seguiti da test regolari continui da fare a casa.

Oltre ai test, il governo britannico insiste sulle vaccinazioni: gli studenti di età compresa tra i 12 e i 17 anni sono incoraggiati ad accettare l’offerta vaccinale. Le mascherine, invece, non sono più obbligatorie né nelle aule né nelle aree comuni; nonostante sia caduto l’obbligo, comunque, il governo raccomanda che le mascherine vengano indossate in spazi chiusi e affollati, come i mezzi pubblici. Anche per quanto riguarda il distanziamento interpersonale, le misure adottate in passato non sono più obbligatorie, e ci si appella al buon senso di alunni e insegnanti.

Comunque sia, sono state implementate le misure di ventilazione delle aule e, come spiega un articolo della Bbc, le scuole inglesi sono pronte, in caso di una nuova epidemia, a tenere anche lezioni all’aperto. 

Francia

In Francia le scuole sono iniziate lo scorso giovedì, e già da fine luglio il ministero dell’Educazione nazionale, del gioco e dello sport aveva diffuso il piano per il nuovo anno scolastico. Questo prevede la divisione delle attività scolastiche in quattro livelli, dal verde al rosso, in ordine di rischio epidemiologico crescente.

Le scuole hanno aperto il 2 settembre con il livello 2 (livello giallo), che prevede tutte le attività in presenza, gli sport consentiti solo all’aperto e una limitazione alla mescolanza degli alunni tra varie classi (cosa non prevista, invece, con il livello 1). Secondo il documento, la mascherina è sempre obbligatoria (nei livelli 3 e 4 anche all’aperto), come anche il distanziamento interpersonale di almeno un metro è sempre consigliato. Mentre negli altri paesi questa possibilità non appare nelle indicazioni istituzionali, se non come assolutamente eccezionale per i singoli alunni, i livelli 3 e 4 di rischio epidemiologico prevedono forme ibride di didattica a distanza e in presenza.

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