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Chi accoglierà i profughi afghani in fuga dai talebani

(foto: Getty Images)

Ogni giorno 30mila cittadini afghani hanno lasciato il loro paese negli ultimi 10 giorni, la maggior parte in viaggio verso l’Iran o il Pakistan via terra, e diretti poi chissà dove. Con la presa dell’Afghanistan da parte delle forze fondamentaliste, un nuovo grande flusso migratorio è alle porte, ma non tutti i paesi, europei e non, sembrano disposti a dare il proprio contributo per limitare il dramma umanitario che abbiamo alle porte. Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha ricordato a tutti i paesi “l’obbligo di proteggere i civili” e ad “astenersi da qualsiasi rimpatrio”.

Europa

In Europa non è ancora stata definita una linea comune rispetto all’accoglienza dei profughi afgani, anzi, alcuni paesi hanno addirittura chiesto alla Commissione di non sospendere i rimpatri dei migranti verso Kabul, nel caso le richieste di asilo non dovessero essere accettate. Sono Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Grecia e Olanda. Tra questi, solo Danimarca, Germania e Olanda hanno fatto marcia indietro negli ultimi giorni sospendendo temporaneamente i rimpatri.

Al contrario, il governo austriaco ha insistito nella sua posizione, anche dopo la conquista di Kabul da parte delle forze fondamentaliste, suggerendo poi la creazione di centri di deportazione nei paesi confinanti con l’Afghanistan, in cui concentrare i richiedenti asilo.

Dall’altra parte invece, l’Albania sta già accogliendo centinaia di rifugiati e il premier Edi Rama ha annunciato al Guardian che il paese continuerà a essere aperto per dare agli afghani “almeno la possibilità di poter respirare di nuovo”. In Italia, diversi cittadini afghani sono stati già trasferiti nel nostro paese, assieme al personale italiano di stanza a Kabul con cui collaboravano. Sia il presidente del Consiglio Mario Draghi, che la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese hanno rilasciato dichiarazioni che confermerebbero l’intenzione di far arrivare in Italia tutte le persone che hanno dato supporto alla nostra ambasciata e di voler continuare a sostenere il popolo afghano. Tuttavia, anche a causa della presenza della Lega nella compagine di governo, non è stato ancora annunciato o previsto alcun piano relativo all’accoglienza di altri profughi. Anche la Francia ha preso posizione su una linea intermedia come quella italiana, avendo già promesso protezione per tutti i collaboratori ma senza esplicitare un piano di assistenza più grande. Mentre in Germania diversi media tedeschi stanno esortando il governo ad accogliere immediatamente anche giornalisti e giornaliste afghane, che ora corrono un concreto pericolo di vita.

Regno Unito

Il Regno Unito ha già attivato uno schema di trasferimento chiamato Afghan Relocations and Assistance Policy (Arap) istituito nel dicembre dello scorso anno, prima del ritiro delle truppe britanniche, rivolto ai cittadini afghani che hanno dato supporto al personale di stanza in Afghanistan. Inoltre, secondo il Guardian, a breve dovrebbe essere attivata un’altra iniziativa per accogliere fino a 20mila rifugiati, che saranno ammessi nel Regno unito con i diritti garantiti dallo lo status di “protezione umanitaria”, compreso l’accesso ai fondi pubblici, al mercato del lavoro e con la possibilità di ricongiungimento familiare.

Stati Uniti e Canada

Negli scorsi giorni, il dipartimento di stato statunitense ha annunciato di aver ampliato i criteri di ammissibilità dei rifugiati e il numero di ammissioni, prevedendo di accoglierne fino a 20 o 30 mila. Tuttavia, l’annuncio è stato accompagnato da un avvertimento significativo: gli Stati Uniti non intendono dare aiuto ai richiedenti asilo per lasciare il paese, né fornire alcuna assistenza durante i 12-14 mesi che servono per completare il processo di accettazione delle richieste.

Il Canada, invece, ha promesso di dare accoglienza a 20 mila afghani, attraverso un programma speciale aperto a chiunque abbia assistito il personale canadese in Afghanistan, comprese le loro famiglie. Inoltre il governo ha annunciato l’apertura di un altro canale di ingresso per le fasce di popolazione più vulnerabili, come donne, attivisti per i diritti umani, giornalisti, minoranze religiose e persone lgbtq+.

Altri paesi

In Turchia, il presidente Recep Tayyip Erdogan, ha già intimato ai rifugiati afghani di non provare a entrare nel paese, aggiungendo inoltre di aver già autorizzato un progetto di messa in sicurezza del confine con l’Iran per impedire il passaggio dei migranti. Mentre l’Uganda ha accolto la richiesta statunitense di accettare fino a 2000 rifugiati in attesa di essere ammessi negli Stati Uniti, per tutto il tempo necessario a completare il processo di valutazione delle richieste.

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