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Cloud, tutti gli strattoni tra Fincantieri e Leonardo in vista della gara di Colao

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Accordo strategico di collaborazione tra Fincantieri e Amazon Web Services (Aws) in vista della gara per il cloud nazionale prevista dal governo. Una sfida all’intesa già in atto tra Leonardo e Aruba. Fatti, nomi e scenari

Dietro l’annuncio di oggi di Fincantieri e Aws (divisione cloud di Amazon) si cela una partita tutta da giocare che vede alcuni grandi gruppi a controllo o a partecipazione statale che ci candidano come perno nel progetto di cloud nazionale.

Se finora era Leonardo ad apparire in pole position, vista la collaborazione nel cloud con l’italiana Aruba, la mossa annunciata oggi da Giuseppe Bono, amministratore delefato del gruppo e controllato da Cdp Industria (gruppo Cdp-Mef), insieme al vicepresidente mondiale di Aws, Max Peterson, fa disegnare nuovi scenari in vista delle risorse e dei progetti previsti dal Pnrr sul cloud.

CHE COSA HANNO FIRMATO FINCANTIERI E AWS

Fincantieri e Amazon Web Services (Aws), la piattaforma di servizi cloud più completa e diffusa al mondo, hanno firmato un accordo di cooperazione per accelerare l’innovazione digitale e lo sviluppo tecnologico del Paese, essenziali per la sua crescita.

SI PUNTA A UN RUOLO DELL’ITALIA DIGITALE 2026

Le due società supporteranno – si legge nella nota stampa – l’attuazione del piano “Italia Digitale 2026”, parte del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che ha definito specifici obiettivi e priorità della digitalizzazione del Paese e della Pubblica Amministrazione. Le società sosterranno il piano collaborando alla definizione di una serie di progetti comuni, anche tramite attività di sensibilizzazione e di educazione alle nuove tecnologie e al loro potenziale produttivo per la crescita del Paese.

LE MIRE DI AWS E FINCANTIERI

In particolare, le due società riconoscono l’importanza delle tecnologie cloud ai fini della trasformazione digitale dell’Italia, mirando a valorizzarne le potenzialità in termini di affidabilità, efficienza, sostenibilità, sicurezza e scalabilità, si sottolinea nel comunicato stampa. Le aziende collaboreranno alla creazione di un ecosistema per fornire soluzioni tecnologiche e infrastrutturali a istituzioni, pubblica amministrazione, cittadini e aziende, rafforzando il Perimetro Nazionale di Cyber Security del Paese e la sua sovranità digitale.

IL POLO STRATEGICO NAZIONALE A CONTROLLO PUBBLICO

Rilevante il passaggio sulla creazione di un “Polo Strategico Nazionale a controllo pubblico” nel Pnrr che, viste anche le recenti parole del ministro dell’Innovazione, Vittorio Colao, si dovrà andare a posizionare per garantire al governo quella sovranità tanto richiamata ma mai definita, fatta di privacy e sicurezza, sia dal punto di vista infrastrutturale che dei servizi. Sovranità che a questo punto verrebbe garantita – anche verso il mondo dei dati sensibili (Difesa, Interni, Giustizia) – da un soggetto come Fincantieri e dal suo essere un soggetto pubblico con esperienza anche nel settore difesa, capace quindi di andare a sfruttare al meglio le tecnologie avanzate di un cloud service provider come AWS tenendo il tutto sotto il controllo e la giurisdizione nazionali.

LE RECENTI PAROLE DI PROFUMO (LEONARDO)

E l’ex Finmeccanica? “La piattaforma Cloud Computing di Leonardo, integrata nel Cloud Nazionale diventa lo strumento primario per l’ammodernamento e il rilancio del Paese per un grande programma pubblico-privato che renda l’Italia digitalmente sicura e sovrana, consenta di confederarsi nel Cloud europeo Gaia X; crei business e posti di lavoro; favorisca il cambio di modello di gestione di interi comparti nazionali; integri le capacità tecnologiche di Leonardo connettendosi a Davinci-1”, ha detto nei giorni scorsi in audizione il numero uno di Leonardo, Alessandro Profumo.

LA SIMBIOSI LEONARDO-ARUBA

L’ex Finmeccanica sta investendo molto per l’implementazione di soluzioni Cloud integrate con servizi di sicurezza cyber. In quest’ottica si inserisce infatti la recente partnership stretta con Aruba, il più grande cloud provider italiano e leader nei servizi di data center, web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini. La nuova offerta nasce dall’integrazione dei servizi di sicurezza cyber di Leonardo con il cloud di Aruba ed è dedicata a grandi aziende e organizzazioni, Infrastrutture Critiche Nazionali (CNI), Pubblica Amministrazione, Difesa. Va però detto che Aruba, importante società nel panorama ICT, non può essere paragonata ai cosiddetti hyperscalers del cloud, e cioè le varie AWS, Google e Microsoft.

LE SINTONIE FRA AWS E ALMAVIVA

Ma altre aziende italiane si posizione su un altro fronte. Almaviva ha conseguito la certificazione Amazon Web Services (Aws) Managed Service Provider (Msp) Partner Program, il programma dedicato ad aiutare le aziende a fare il grande salto nel cloud. Tanto che sul sito di Almaviva si parla di un’alleanza strategica con il colosso Amazon Web Services per le tecnologie cloud.

L’ACCORDO FRA FINCANTIERI E ALMAVIVA

Pochi giorni fa, ad aprile, Fincantieri, attraverso la controllata Fincantieri NexTech, e Almaviva hanno firmato un accordo di collaborazione per supportare e accelerare il processo di digitalizzazione del settore dei trasporti e della logistica. L’obiettivo è quello di favorire un sistema di mobilità più vicino alle nuove esigenze di spostamento delle persone e delle merci, con un’attenzione particolare all’impatto ambientale e alla sicurezza.

LO SCENARIO DELLA GARA PER IL CLOUD NAZIONALE

Ci si trova quindi ora davanti a quella che è di fatto un’alleanza a tre, con due dei più importanti soggetti italiani nel settori rafforzati dal motore americano del leader di mercato nel cloud, che li pone – secondo molti osservatori del settore . in pole position in quella che sarà la gara per andare a realizzare il cosiddetto “Cloud Nazionale” su cui sta lavorando il ministro Colao.

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