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COINCIDENZE AL QUIRINALE

COINCIDENZE AL QUIRINALE

Quirinale, una donna unisce i figli di Napolitano e Mattarella: è Marianna Madia

 Cosa, anzi chi unisce i figli dei due ultimi presidenti della Repubblica? Una donna ministro: Marianna Madia. Singolari coincidenze all’ombra del Quirinale, la titolare della Pubblica amministrazione ha avuto un legame sentimentale con Giulio Napolitano, erede di Giorgio, e ora è il datore di lavoro di Bernardo Giorgio Mattarella, primogenito di Sergio. Il 47enne docente di Diritto amministrativo, infatti, è oggi capo dell’ufficio legislativo del ministro Madia, con uno stipendio da 125mila euro lordi all’anno. Mattarella Junior, come scriveva il Giornale, è oggi ordinario amministrativista all’Università di Siena e condirettore del Master in management della Pa alla Luiss di Roma, ma è entrato al Ministero della Funzione pubblica già nel 1993, a 25 anni. Pupillo di Sabino Cassese, vi è tornato in pianta stabile con Renato Brunetta ed è stato confermato sotto i governi Monti e Renzi, mentre Letta lo aveva mandato all’Università per affiancare l’allora ministro Maria Chiara Carrozza. Ora, come detto, l’esperienza a fianco della Madia.

La relazione con Napolitano Junior – Il ministro Pd con l’abitudine di cambiare casacca politica molto spesso (al Nazareno si è infilata praticamente in tutte le correnti, da D’Alema a Veltroni, da Letta a Renzi) torna accostata al Quirinale, dunque, sia pure in via del tutto laterale. Era stata lei, qualche mese fa, a confermare in una intervista a Vanity Fair la sua relazione giovanile con il figlio del predecessore di Mattarella sul Colle, Giorgio Napolitano. Il legame con Giulio è “durato qualche mese. Ci siamo conosciuti quando, dopo essermi laureata alla Sapienza in Scienze politiche con indirizzo Politica economica, collaboravo all’Arel, il centro studi fondato da Andreatta – spiegava la Madia -. L’elezione di suo padre al Quirinale nel 2006, quando avevo seguito Enrico Letta che era diventato sottosegretario di Prodi al governo, ci sorprese tutti e penso abbia inciso sulla fine della nostra storia, che fino ad allora era stata vissuta con spontaneità”. E’ l’amaro risvolto della medaglia della vita da burocrati di Stato.

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