come-ci-vestiremo,-quando-vivremo-nel-metaverso?

Come ci vestiremo, quando vivremo nel metaverso?

balenciaga fortnite
(Foto: Epic Games)

Andreste a un concerto di Travis Scott, rapper da 50 milioni di ascoltatori mensili su Spotify, vestiti con la prima cosa che trovate nell’armadio? Se siete anche solo minimamente interessati all’abbigliamento, la risposta è negativa: un evento di questo tipo si trasforma sempre in un’occasione per sfoggiare gli ultimi acquisti

E se fosse invece un concerto virtuale, tenuto da un Travis Scott digitale e a cui partecipate tramite il vostro avatar (in presenza e assieme a milioni di altri)? In quel caso, potreste comunque mettere in mostra lo shopping fatto in un negozio che esiste solo in un videogioco. Benvenuti nel metaverso: il mondo digitale in cui, in un futuro ormai abbastanza vicino, trascorreremo parte della nostra quotidianità, trasferendovi una porzione della nostra vita sociale e anche professionale.

È qualcosa di cui, negli ultimi tempi, ha parlato molto Mark Zuckerberg, che in un’intervista a The Verge ha per esempio spiegato come questo metaverso “sarà accessibile attraverso tutte le piattaforme: realtà virtuale e aumentata, ma anche computer, dispositivi mobili e console per i videogiochi. Io lo immagino come uno scenario continuo e simultaneo in cui possiamo stare assieme. Una specie di ibrido tra le piattaforme social di oggi e un ambiente in cui possiamo incarnarci”.

Ciò di cui forse il fondatore di Facebook non si è reso conto è che c’è qualcuno che è già molto più avanti di lui. Che una forma (neanche tanto embrionale) di metaverso esiste già e ha tutte le carte in regola per continuare a espandersi, inglobando una parte crescente del mondo fisico in cui oggi viviamo. È l’universo digitale di Fortnite, che ormai da tempo è molto più di uno sparatutto in terza persona e in cui il concerto di Travis Scott da cui siamo partiti si è tenuto davvero, con 12 milioni di utenti collegati.  

Il mercato delle skin

Ma all’interno di Fortnite (che è prodotto da Epic Games) non c’è solo la possibilità di assistere ai concerti delle più note rapstar del mondo. In passato, c’è stata anche la possibilità di andare al cinema (in realtà, una promozione ben fatta per il lancio di Tenet, l’ultimo film di Christopher Nolan) o di partecipare a sfilate di moda, in cui gli avatar degli utenti indossavano le loro creazioni migliori sottoponendole al giudizio della giuria.

Non deve stupire: le skin (aggiunte estetiche che personalizzano il look dei personaggi dei videogiochi) sono diventati uno degli elementi più ricercati dai gamer di tutto il mondo. E dal momento che queste skin si comprano all’interno degli stessi videogiochi, il mercato che sono in grado di generare è talmente ampio che, in un’analisi di DMarket, vengono considerate “la ragione principale per cui Fornite è riuscito a fatturare oltre un miliardo di dollari all’anno”. Non c’è solo Fortnite, ovviamente, perché le skin ormai esistono in qualunque videogioco, dando vita a un mercato che vale qualcosa come 40 miliardi all’anno. Un’ampia fetta del giro d’affari complessivo dei videogiochi, che è stimato attorno ai 175 miliardi di dollari e che anno dopo anno cresce a doppia cifra (forte dei suoi 2,6 miliardi di giocatori, compresi quelli occasionali).

fortnite balenciaga
(Foto: Epic Games)

L’accordo con Balenciaga

Vista la situazione, è del tutto naturale che uno dei brand più noti al mondo – Balenciaga, che produce streetwear di lusso – abbia deciso di fare il suo ingresso in questo settore. Per la precisione, Balenciaga ha annunciato una partnership proprio con Epic Games, creando, appositamente per Fortnite, skin, abbigliamento, strumenti da utilizzare in battaglia, borse, zaini e abiti, che potranno essere acquistati anche all’interno di appositi negozi Balenciaga situati all’interno dell’ambiente digitale.

Non è la prima volta che avviene una cosa del genere: una versione digitale di Dionysus, borsa di Gucci, è stata venduta all’interno dell’universo virtuale di Roblox per oltre 4mila dollari, mentre già nel 2019 Louis Vuitton aveva creato delle skin per League of Legends. Valentino e Marc Jacobs, lato loro, avevano invece creato le versioni digitali di alcuni loro capi per Animal Crossing.

In tutto questo, inevitabilmente, si inseriscono gli Nft: le firme digitali salvate su blockchain che garantiscono la proprietà e l’unicità di un oggetto digitale. I vantaggi sono evidenti: gli Nft offrirebbero agli utenti di un futuro metaverso la possibilità di dimostrare di essere proprietari di un Balenciaga digitale e originale, magari di un pezzo unico certificato tramite blockchain, e non di una delle infinite copie digitali e contraffatte che inevitabilmente popoleranno anche questo mondo. Non solo, gli Nft permettono di memorizzare tutti gli scambi che un oggetto digitale ha attraversato e i proprietari a cui è appartenuto. Quanto potrebbe valere la skin di Fortnite usata in passato da qualche celebrità? 

“È solo una questione di tempo prima che le più grandi case di moda entrino nel settore degli Nft”. A fare questa dichiarazione non è stato qualche fanatico delle criptovalute, ma Robert Triefus, executive vice-president di Gucci, parlando con Vogue Business. E in effetti alcuni marchi più piccoli si sono già avventurati: Rtfkt (si pronuncia “artifact”) ha venduto in pochi minuti gli Nft di 600 paia di sneaker per 3,1 milioni di dollari (va però detto che ciò è avvenuto a febbraio, in piena febbre da Nft).

Vestiti digitali nel mondo reale?

Finora abbiamo parlato di oggetti digitali da sfoggiare nel mondo di Fornite o più in generale nel metaverso che sarà (e se sarà). C’è però un’altra possibilità, ancora più futuristica: vestiti digitali, ma da sfoggiare nel mondo fisico. Com’è possibile? Un esempio l’ha dato proprio Rtfkt, che ha stretto una partnership con Snapchat per permettere ai propri clienti di indossare fisicamente delle sneaker digitali, sfruttando i filtri in realtà aumentata del social network fondato da Evan Spiegel.

Al momento, l’idea è ancora poco intrigante: solo l’utente stesso, inquadrando con lo smartphone le scarpe e usando un apposito filtro, potrà vedere le sue sneaker digitali sovrapposte a quelle che indossa nel mondo fisico. L’idea, però, è che un domani – quando tutti indosseremo i visori in realtà aumentata – le persone che ci incroceranno vedranno non più (o non solo) i vestiti fisici che portiamo, ma i gadget digitali che abbiamo acquistato: magari una giacca costantemente in fiamme o una collana volante

Si tratta di due visioni contrapposte: da una parte chi scommette che il mondo fisico sarà sempre più arricchito da elementi digitali; dall’altra chi pensa che sarà il mondo fisico a trasferirsi sempre di più in un ambiente digitale. Chi ha ragione? Lo scopriremo nei prossimi anni, mano a mano che si concretizzerà questo futuro cyberpunk che sta prendendo forma, sotto i nostri occhi, ogni giorno che passa.

The post Come ci vestiremo, quando vivremo nel metaverso? appeared first on Wired.

%d bloggers like this: