cronaca

Come funziona la vaccinazione in azienda

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Da giugno al via anche alle campagne vaccinali all’interno delle aziende. Ecco quali sono le regole e le procedure da rispettare

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(foto: Dimhou/PixaBay)

Nel corso del mese di giugno la campagna vaccinale contro il coronavirus potrà essere avviata anche sul luogo di lavoro. In tutte le attività con un numero abbastanza alto di dipendenti, il titolare potrà attivare dei piani aziendali per la vaccinazione e predisporre punti di vaccinazione straordinari. L’adesione alla campagna vaccinale sarà su base  volontaria sia per le aziende che per i dipendenti. Nel caso di adesione dell’iniziativa tutti i lavoratori e le lavoratrici, a prescindere dal tipo di contratto, potranno ricevere il vaccino in azienda.

Come si attiva la vaccinazione sul luogo di lavoro

Le imprese devono avere sede nello stesso territorio di un’azienda sanitaria in grado di assicurare la fornitura di vaccini necessaria. I lavoratori devono essere informati dell’iniziativa e della tipologia di vaccino che verrà somministrato. I partecipanti devono poi dare la loro adesione al medico di base incaricato, che è il titolare del trattamento dei dati sanitari, e mai al datore di lavoro a cui è vietato raccogliere le adesioni. Le aziende provvedono poi a identificare i locali in cui attivare la campagna vaccinale, che possono essere interni, esterni o unità mobili appositamente predisposte. In alternativa è possibile avvalersi di strutture private convenzionate o di quelle dell’Inail (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro).

Cosa deve fornire l’azienda

I datori di lavoro dovranno mettere a disposizione gli spazi necessari per garantire l’accettazione, la somministrazione del vaccino e l’osservazione post vaccinale. Dovrà essere anche allestita un’infermeria provvista di kit di emergenza, farmaci di supporto e attrezzature mediche di qualità. Inoltre devono garantire la massima sicurezza in tutto il processo di ricezione, conservazione e somministrazione dei vaccini, fornire l’equipaggiamento necessario e il personale sanitario.

Chi paga per la vaccinazione sul luogo di lavoro

Lo stato si occuperà dei costi delle forniture dei vaccini, dei dispositivi di somministrazione (cioè aghi e siringhe), del materiale informativo e degli strumenti per la registrazione. Mentre saranno a carico delle aziende medici, infermieri e personale vaccinatore e le spese per la gestione dei piani aziendali. Lo stato coprirà interamente i costi delle vaccinazioni effettuate presso le strutture sanitarie dell’Inail, nel caso l’azienda non sia tenuta alla nomina di un medico competente o non possa rivolgersi a strutture private. Inoltre, se la vaccinazione dovesse essere eseguita durante l’orario di lavoro, il tempo necessario per la procedura sarà considerato a tutti gli effetti come tempo impiegato in attività produttive, quindi non dovrà essere recuperato e non verrà detratto dalla retribuzione.

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