cronaca

Come raccogliere milioni con un gioco da tavolo: l’esperienza di Andrea Chiarvesio

come-raccogliere-milioni-con-un-gioco-da-tavolo:-l’esperienza-di-andrea-chiarvesio

Il game designer italiano ha appena raccolto quasi 6 milioni di dollari in crowdfunding per Marvel United: X-Men. Gli abbiamo chiesto come si fa

Ha da poco raccolto quasi 6 milioni di dollari su Kickstarter per il gioco da tavolo Marvel United: X-Men, diventando per distacco l’autore italiano più finanziato di sempre. Andrea Chiarvesio, classe 1970, è un game designer ormai noto e riconosciuto in tutto il mondo, con all’attivo più di 20 giochi pubblicati. Un risultato che arriva da lontano, visto che Andrea lavora nel mondo dei giochi da ormai 25 anni, arrivando alla creazione di giochi dopo una lunga gavetta.

Tutto è iniziato come responsabile dei tornei italiani per la Wizards of the Coast, ai tempi dell’esplosione del gioco di carte Magic The Gathering nel nostro paese. Da quel primo incarico in poi è sempre rimasto nel settore, lavorando nel marketing, negli eventi e nella localizzazione di giochi. La svolta circa 3 anni fa, quando è arrivata l’offerta di David Preti per lavorare a tempo pieno come designer per la CMON, la stessa casa che negli ultimi anni – attraverso il crowdfunding – ha sfornato blockbuster ludici come la saga di Zombicide, Massive Darkness, Rising Sun e molti altri.

Ma come è stato possibile costruire un successo come Marvel United: X-Men, che è oggi il progetto più finanziato nella storia già milionaria della CMON?

“È tutto merito di preparazione e lavoro di squadra, perché il crowdfunding non s’improvvisa – racconta Andrea Chiarvesio dal suo studio in provincia di Torino – Ho la fortuna di lavorare con un gruppo di persone straordinarie, a partire dagli altri due co-autori del gioco, Eric Lang e Rugerfred Sedda. Eric è una star nel mondo dei giochi da tavolo e il suo nome è una garanzia. Siamo come una squadra di calcio: per vincere sono necessari tutti, dal massaggiatore al centravanti, ognuno ha il suo ruolo e ognuno deve dare il massimo”.

Cosa ha convinto oltre 25mila persone a sostenere il tuo nuovo gioco?

“Sicuramente l’ambientazione attrae molto: l’universo Marvel ha tantissimi fan e lo avevamo già visto con la prima stagione di Marvel United (2,9 milioni di dollari raccolti nel 2020, sempre su Kickstarter ). Stavolta abbiamo deciso di focalizzarci sui mutanti e sulle loro nemesi, cercando di creare quello che chiamiamo un family lifestyle game, cioè un gioco adatto a tutti, con meccaniche classiche e facili da imparare, caratterizzato da partite brevi, ma sempre diverse e avvincenti. Direi che l’idea è piaciuta”.

Come si diventa game designer a tempo pieno?

“La passione per i giochi è la prima cosa. Per me è stato fondamentale l’incontro con Magic e con Richard Garfield. C’è poi bisogno di umiltà e dedizione. Se il vostro obiettivo è fare il game designer a tempo pieno, iniziate a lavorare nel settore a qualsiasi livello. Nel marketing, nel customer care, nell’organizzazione di tornei e così via. È un po’ come essere appassionati di motori e volersi dedicare alla progettazione di auto sportive. Probabilmente non entrerete subito in Ferrari per disegnare la nuova monoposto da gara. Ma se quello è il vostro sogno, iniziate dall’officina. Oggi è possibile studiare la teoria del game design, esistono libri e corsi dedicati. Di certo sono utili per avere le basi. Ma poi bisogna sporcarsi le mani”.

Cosa consiglieresti a chi volesse intraprendere la tua stessa carriera?

“Consiglieri di approcciare il game design di giochi da tavolo come un meraviglioso hobby, qualcosa che permette di liberare la creatività. Poi se avrete stoffa e un po’ di fortuna, potrete farne anche una professione. Non sarà facile perché è un lavoro creativo davvero di nicchia, ma ha il vantaggio di essere un mestiere che si può fare da qualsiasi parte del mondo. Inoltre l’industria sta crescendo e oggi ci sono molte più opportunità di qualche anno fa”.

Potrebbe interessarti anche

0 comments on “Come raccogliere milioni con un gioco da tavolo: l’esperienza di Andrea Chiarvesio

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: