Commento sul verdetto della Corte Appello Federale a carico della Juventus: 15 punti di penalizzazione per plusvalenze



Venerdì 20 gennaio, come un fulmine a ciel sereno, la Juventus è stata condannata a 15 punti di penalizzazione, da scontare in questo campionato, dalla Corte d’appello della Figc per il caso plusvalenze.

Una penalizzazione che porta la squadra bianconera dagli attuali 37 punti in classifica a quota 22 a metà classifica.

Sanzioni pesanti sono arrivate dalla Corte anche gli attuali dirigenti e quelli che già avevano formalizzato le dimissioni.

Due anni di inibizione per Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene,
30 mesi per Fabio Paratici che attualmente è in Inghilterra al Tottenham
16 mesi per Federico Cherubini;
8 mesi a Pavel Nedved, Enrico Vellano, Paolo Garimberti.
Un giudizio, quella della Corte federale d’appello, che è arrivato dopo circa quattro ore di camera di consiglio con i Giudici che hanno anche aumentato la sanzione di 9 punti richiesti dalla Procura Federale.

Ricordiamo che lo scorso maggio, il primo processo sulle plusvalenze era terminato con un proscioglimento per tutte le società coinvolte; la motivazione della sentenza al riguardo aveva chiarito che alcuna norma imponeva alle società di calcio una precisa valutazione dei calciatori e, pertanto, alcun illecito poteva sussistere per detta condotta. Nello specifico il Tribunale specificava in sostanza che “il Tribunale ritiene che non esista o sia concretamente irrealizzabile “il” metodo di valutazione del valore del corrispettivo di cessione/acquisizione delle prestazioni sportive di un calciatore. Tale valore è dato e nasce in un libero mercato, peraltro caratterizzato dalla necessità della contemporanea concorde volontà delle due società e del calciatore interessato”

Sempre in riferimento a tale aspetto di valutazione la sentenza spingeva ad affermare quanto segue  “…Il valore di mercato di un diritto alle prestazioni di un calciatore rappresenta il valore pagato dalla società acquirente al termine di una contrattazione libera, reale ed effettiva di quel diritto sul mercato di riferimento; e il libero mercato non può essere guidato da un metodo valutativo (quale che esso sia) che individui e determini il giusto valore di ogni singola cessione. Non foss’altro perché, in tal caso, il libero mercato non esisterebbe più per la fissazione di corrispettivi di cessione sostanzialmente predeterminati da quel metodo di valutazione…”

La procura della Figc in virtù di nuova documentazione chiedeva di riaprire il procedimento anche alla luce dell’inchiesta penale della procura di Torino anche per altri reati come quello di falso in bilancio.

I legali della società bianconera Maurizio Bellacosa, Davide Sangiorgio e Nicola Apa hanno rilevato a seguito della sentenza come “L’odierno accoglimento del ricorso per revocazione da parte delle Corte d’Appello Federale ci pare costituisca una palese disparità di trattamento ai danni della Juventus e dei suoi dirigenti rispetto a qualsiasi altra società o tesserato”.

A questo punto sarà necessario leggere attentamente le motivazioni della sentenza della Corte per comprendere quali sono gli argomenti giuridici che hanno determinato nei Giudice dell’Appello questo loro mutamento della decisione. La Juventus dal deposito delle motivazioni potrà entro 30 giorni impugnare il provvedimento dinanzi il Collegio di Garanzia del Coni ultimo grado della Giustizia sportiva.

Tutto il mondo del calcio attende la conclusione di questa vicenda sia per i motivi di classifica da cui derivano tutta una serie di conseguenze sportive e sia principalmente per avere chiarezza in merito a questo problema delle plusvalenze che vede, al momento sotto l’occhio del ciclone, la formazione bianconera ma che nel futuro potrà forse coinvolgere altre società.
Avv. Stefano Di Santo

Ufficio Stampa

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