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Commercianti della capitale piegati dalla crisi: apriremo per chiudere in maniera definitiva

L’appello per tornare a lavorare in sicurezza. Intanto continuano gli incontri di Confesercenti e Confcommercio con la Regione per elaborare le linee guida per riaprire mercati, ristoranti e parrucchieri

Lo slogan è ” Fai il test con Cna e riparti”. Che non vuole essere solo uno spot per dare carica a chi vuole tornare ad alzare le saracinesche, riaccendere le insegne o riprendere a fare shopping. Ma un appello a tornare a lavorare in sicurezza mettendosi dietro la cassa di una boutique o dietro il bancone di una gelateria non solo con guanti e mascherina, ma dopo aver fatto il test sierologico per accertare se ci sono stati contatti con il virus del Covid – 19.

“Perché solo così i romani, sentendosi sicuri, riprenderanno a girare tra i negozi o a mangiare una pizza”, dice Giovanna Marchese Bellaroto a capo della Cna commercio. ” Abbiamo rilevato che sono troppo poche le persone che oggi, nelle attività riaperte, hanno deciso di effettuare un controllo preventivo del proprio stato di salute – continua Marchese Bellaroto – Il nostro invito va a tutti gli imprenditori che hanno avuto la possibilità di aprire il 4 maggio ed a tutti quelli che si apprestano a farlo il prossimo 18. Dimostriamo di poter rappresentare un’opportunità per tutta la regione, per la sicurezza di impiegati e clienti, non dimenticando il vantaggio per le nostre famiglie. Fare il test sarebbe un gesto volontario ma molto significativo ed utile a mettere in sicurezza una fetta importante della popolazione” .

Intanto però, in attesa che il 18 i negozi di scarpe e abbigliamento tirino su le saracinesche, continuano gli incontri di Confesercenti e Confcommercio con la Regione per elaborare le linee guida per riaprire mercati, ristoranti e parrucchieri. Mentre la Camera di Commercio ha stilato il settimo report degli effetti da lockdown sulle imprese.

I dati dell’osservatorio, su un campione di 500 interviste, fotografano come il 93 % delle aziende abbia registrato un calo di fatturato. Che arriva al 30% nel 78,8% dei casi. Solo nel 5,5% delle aziende rivela di non aver subito riduzioni, mentre l’1,8 % ha registrato un aumento. Pessimistiche le previsioni: il 39% degli intervistati è convinto che la situazione peggiorerà.

“Siamo sul crinale – dice Lorenzo Tagliavanti a capo della Camera di Commercio – abbiamo bisogno di intelligenza e tenacia per affrontare questa ripartenza a lento rilascio. Taglio dei costi, lavoro digitale, messa in sicurezza dei locali e riorganizzazione delle modalità di vendita sono le scelte da fare in questa fase 2” .

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