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Complotto? Una mail a due amici di famiglia»



Michele Guerra nega l’esistenza di un accordo segreto, rimane però un mistero come l’email privata sia finita in mano ai promotori del No.

È interdetto Michele Guerra, non riesce a spiegarsi come sia divampato il caso che lo ha travolto oggi: un presunto accordo segreto stretto con la Curia per salvare l’ora di religione. «È noto e arcinoto che con alcuni fautori del Sì alla civica ho lavorato per impedire che questa materia nuova andasse a scapito dell’ora di religione, c’è chi lo proponeva», spiega. «È pure scritto nel mio rapporto che ho voluto evitarlo e non è un mistero la mia difesa delle tradizioni», aggiung

Una cosa è sicura, l’email firmata da Guerra all’indirizzo di alcuni preti è destinata a far rumore. «L’ho mandata unicamente a due amici di famiglia, che per scelta loro sono preti (altro che mondo cattolico!) con cui parliamo regolarmente di politica, religione e società». Visto che l’email è finita nelle mani degli avversari, gli facciamo notare, tanto amici non sembrano essere. «Non lo so. O l’hanno mandata in giro o gli hanno hackerato il computer, oppure hanno hackerato il mio», ci risponde. È certo di averla mandata solo a loro due? «Sì, sto controllando ora, ed era anche un po’ di tempo fa».

Tornando al tema, Guerra chiarisce un po’ il contenuto della missiva: «Il modello misto sulla religione, che io sostengo, entrerà in vigore semplicemente perché c’è una maggioranza nota ed arcinota (è pure stata depositata un’iniziativa a nome della maggioranza dei gruppi)», spiega. Ed è questo accordo, palese quindi, che potrebbe non reggere di fronte a una bocciatura della civica: «Dovesse passare il No alla civica, semplicemente non sono certo che la maggioranza regga. Ed a quel punto si ridiscuterebbe tutto. Speriamo si riesca in ogni caso a salvarlo».

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