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Congresso itinerante FNOPI, seconda tappa: il NORD OVEST punta sugli infermieri

Investire negli infermieri per rafforzare il territorio e garantire più salute e assistenza di prossimità ai più fragili. I programmi delle Regioni di Nord Ovest

puntano alla crescita della professione

I programmi delle Regioni di Nord Ovest puntano alla crescita della professione

Infermieri, barriera di prima linea contro Covid.

Infermieri, risorsa essenziale per il dopo-Covid nell’ottica dell’attività e degli investimenti previsti con il Recovery Plan.

Infermieri; jolly sul territorio nelle situazioni più difficili dalle residenza assistenziali alla scuola, in cui anziani e adolescenti hanno sofferto e subito l pandemia anche dal punto di vista psicologico e sociale e anche le loro famiglie hanno necessità di supporto e assistenza.

La seconda tappa del Congresso itinerante della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche – in Italia gli infermieri sono oltre 454mila – ha disegnato chiaramente nel Nord Ovest il futuro e le aspettative per la professione.

“Per anziani e adolescenti è stato davvero un annus horribilis – ha detto Giovanni Pavesi, direttore generale di Lombardia Sanità intervenendo alla tappa del congresso – non solo per la salute, ma per la mancanza di socializzazione. In Lombardia abbiamo 50mila infermieri, ma ci siamo resi conto che sono pochi e nella revisione della legge che organizza il servizio sanitario regionale provvederemo con un nuovo profilo e nuovo slancio per il territorio. Le parole d’ordine devono essere prossimità, domiciliarità, famiglia  e l’ospedale deve assistere solo i casi acuti. Per questo consolideremo le figure dell’infermiere scolastico e dell’infermiere di famiglia e comunità creando per loro nuove competenze e profili. Il PNRR parla chiaro – ha concluso -: devono esserci luoghi della salute che possano garantire salute e assistenza ai cittadini e in questo gli infermieri sono e saranno figure portatiti nei team multidisciplinari che li devono caratterizzare”.

“Non possiamo e non dobbiamo ricordarci degli infermieri solo nel momento del bisogno, come è stato nella pandemia – ha detto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio –: le persone si sono ammalate e si ammalano non solo per il Covid e anche in questo gli infermieri ci sono sempre stati. La professione infermieristica è importante 365 giorni l’anno e tutti gli anni della nostra vita e nella riforma della sanità del Piemonte daremo molto più spazio all’assistenza territoriale in cui una figura portante sarà quella dell’infermiere di famiglia e comunità: senza questa figura, la pandemia ce lo ha insegnato,  non si fa una vera riforma del territorio perché soprattutto verrebbe a mancare quel presupposto di rete di assistenza che consente di lasciare il più possibile le persone ‘a casa loro’ e non solo per la compliance del paziente, ma anche perché in questo modo si cura prima”.

“Dopo tutto quello che abbiamo passato, che avete passato anche perdendo tanti colleghi impegnati nel difendere la salute dei nostri cittadini  – ha detto Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, rivolgendosi al congresso degli infermieri – ora ripartiamo. E lo facciamo dal territorio anche grazie ai tanti progetti che state mettendo in campo nella nostra Regione, con il bisogno di portare l’assistenza vicina alle persone ed evitare che l’ospedale resti sempre e comunque l’unico terminale per soddisfare i bisogni di salute, spesso con accessi inappropriati. Dobbiamo rispondere a tutti i bisogni emersi con la pandemia e non solo: per una delle Regioni più ‘vecchie’ d’Italia, è necessaria la presenza dell’infermiere di famiglia e comunità per avere la massima prossimità con gli anziani, i cronici e i non autosufficienti, non solo per curare, ma per prendersi cura di loro. La pandemia ha dimostrato il peso del loro ruolo e di quello di tutta la professione infermieristica: il territorio si può sviluppare anche grazie a loro e il Recovery Plan lo ha ben chiarito quando di loro parla in modo esplicito”.

“Per investire sull’assistenza del territorio, portare i servizi vicini ai cittadini – ha detto al Congresso il sottosegretario al ministero della Salute Andrea Costa rivolgendosi agli infermieri – la vostra componente è fondamentale e non basta dire grazie alla vostra professione per quello che avete fatto e che fate, ma il Governo deve investire su di voi, deve gratificarvi, riconoscere le vostre competenze, ampliare la formazione. Basta a reparti e servizi con personale infermieristico sottodimensionato: inizia una grande sfida e la politica è pronta a raccoglierla. La parola d’ordine ce l’ha insegnata proprio la pandemia: condividere e fare percorsi insieme, sia con le altre professioni, sia con la stessa politica perché sono gli infermieri che fanno in modo che i servizi arrivino ai cittadini”.

“Gli infermieri sono pronti ad affrontare la sfida del territorio che il PNRR propone”, ha commentato Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche al termine della tappa Nord Ovest del Congresso FNOPI..

“E lo sono – ha detto – perché già hanno tutte le prerogative, la formazione, la preparazione necessaria e la capacità di relazione che risponde alle necessità disegnate dalla Missione 6 del Recovery Plan”.

“Hanno necessità di organici, di retribuzioni all’altezza di quelle dei loro colleghi europei, di maggiori spazi e dello sviluppo delle possibilità che possono mettere in campo  grazie alle specializzazioni  – ha aggiunto – ma deve essere chiaro: gli infermieri possono essere attivi da subito sul territorio. Il loro ruolo è riconosciuto dalla professionalità sia in ambito clinico assistenziale, sia gestionale e direzionale. Gli infermieri – ha concluso – sono già protagonisti del territorio (e non solo) per esplicita ammissione degli assistiti e di molti altri professionisti che operano accanto a loro, ma anche secondo l’evidenza che in questo ultimo periodo non ha lasciato dubbi. Non possono e non devono esserci ragioni e giustificazioni per fermarli ancora, sia per la professione, ma, soprattutto, per ottimizzare l’assistenza i cittadini”.

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