Se fosse davvero così, se la Gip di Verbania fosse realmente stata silurata per il suo no agli arresti ordinati dalla procura per la strage della Funivia, allora saremmo di fronte a un fatto di inaudita gravità

Se fosse davvero così, se la Gip di Verbania fosse realmente stata silurata per il suo no agli arresti ordinati dalla procura, allora saremmo di fronte a un fatto di inaudita gravità. Ci troveremmo nella paradossale situazione che un giudice che osa difendere lo Stato di diritto e la nostra Costituzione sia considerato corpo estraneo perché non allineato col resto della magistratura. Anzi, con i suoi vertici.

E dice bene l’avvocato di uno dei tre indagati per la strage della funivia quando parla di «provvedimento anomalo». «Non è mai capitato che durante una partita venga cambiato l’arbitro nonostante tutti riconoscano abbia operato bene», ha spiegato.

Noi intanto ripubblichiamo quelle poche ma chiarissime frasi rivolte dalla giudice Donatella Banci Buonamici a chi gli contestava la decisione di scarcerare i tre indagati: «Il pm fa il suo lavoro bene e io faccio il mio lavoro credo altrettanto onestamente. È il sistema, dovreste ringraziare che il sistema è così, dovete essere felici di vivere in uno Stato dove il sistema fa giustizia ed è una garanzia. E invece sembra che non siate felici. Ma perché non siete felici? L’Italia è un Paese democratico». Parole che andrebbero incorniciate e appese in ogni tribunale italiano. Ma evidentemente in questi anni qualcuno ci ha convinti che la nostra Costituzione e il nostro Stato di diritto rappresentino una minaccia eversiva.

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