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CORALLO FINI ATLANTIS & LABOCCETTA: CALCIOSCOMMESSE | LE CAMARILLE

CORALLO FINI ATLANTIS & LABOCCETTA

C’È UN CORALLO ALLA BPM – FINI, FINIANI, TULLIANI E L’ATLANTIS: QUELLO STRANO RISIKO SOCIETARIO, GLI AFFARI NELLE ANTILLE, LA PISTA DI MONTECARLO E I SOLDI A CHECCHINO PROIETTI, FEDELISSIMO DI GIANFRY E DI DANIELA DI SOTTO – CORALLO TRA MASSOLO E GIULIA BONGIORNO – DA PARAPONZO PONZELLINI ANCHE UN PRESTITO DA 24 MLN ALLA FINSEVI DI VITTORIO PAOLETTI, CONSIDERATO MOLTO VICINO ALL´EX MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA MARIO BACCINI…

1- SLOT MACHINE BPM – LABOCCETTA E IL PC: “PASSAVO DI LÌ” – FINI, FINIANI, TULLIANI E L’ATLANTIS
Giovanni Pons per “il Giornale

Amedeo LaboccettaAmedeo Laboccetta
 
C´è anche il giallo politico nell´inchiesta sui finanziamenti Bpm e riguarda il deputato napoletano del Pdl Amedeo Laboccetta. Mentre Francesco Corallo sosteneva, davanti ai finanzieri che si sono presentati nella sua casa-ufficio, di godere di immunità diplomatica per conto di un paese caraibico (ma agli inquirenti non risulta nessun accredito), in quell´abitazione, in Piazza di Spagna a Roma, è arrivato anche Laboccetta.
Il deputato, stando a quanto ricostruito dagli investigatori, ha prima detto che quella perquisizione non poteva essere effettuata e poi se ne è andato portando con sé un pc che i militari volevano sequestrare.
«É solo un grande equivoco – ha detto il parlamentare, spiegando che ieri era andato a trovare il suo amico Corallo – e nel momento in cui è giunta la Guardia di Finanza per una perquisizione, doverosamente sono andato via portando con me il mio computer». Una versione difficile da avvalorare e proprio per questo i pm attendono la relazione della Gdf, per valutare se vi siano profili di favoreggiamento.


Laboccetta era assurto agli onori delle cronache anche nell´autunno 2010, nel pieno delle polemiche per la casa di Montecarlo la cui proprietà veniva attribuita al cognato del presidente della Camera Gianfranco Fini. In quel frangente Laboccetta veniva descritto come «innamorato dell´isola di Saint Marteen» e capace di muovere le cose ai Caraibi. In particolare la “macchina del fango” contro il marito di Elisabetta Tulliani.
Guarda caso, anche in quell´occasione era spuntata l´ombra del gruppo Atlantis, società di giochi d´azzardo di proprietà della famiglia Corallo e rappresentata in Italia proprio da Laboccetta. Al Corriere del Mezzogiorno, il deputato spiegava così il suo legame con la società e i suoi proprietari. «Corallo è per bene. Un signore. Sono orgoglioso di essere suo amico. E l´Atlantis è un gruppo che dal 2004 quando vennero stipulate le concessioni per far entrare nella legalità le slot-machine è leader del settore. Ha portato allo Stato 4 miliardi di euro (che forse c´è chi vuol far tornare alla criminalità). Mai condannato. Tantomeno per mafia. Tutti veleni che spargono».
Laboccetta non è l´unico politico che in qualche modo si riconduce alla vicenda degli affidamenti facili della Bpm guidata da Ponzellini. Nell´ispezione di Bankitalia che ha ispirato l´inchiesta è segnalata l´erogazione di un prestito da 24 milioni alla lussemburghese Finsevi Sa, fiduciariamente intestata a Melior Trust.
«L´operazione – scrive la Vigilanza – è stata deliberata sulla scorta di dati non aggiornati e poco significativi e senza la precisa individuazione del garante/titolare del pegno; determinante in proposito si è rivelata l´assicurazione su «serietà degli esponenti aziendali e trasparenza e liceità economico-patrimoniale della società” fornita dal dr. Ponzellini». Da alcune ricerche su banche dati la Finsevi risulta far capo all´imprenditore italo argentino di stanza a Roma attivo nel campo dei trasporti Vittorio Paoletti, considerato molto vicino all´ex ministro della Funzione pubblica Mario Baccini.
logo BPMlogo BPM
 
2 – QUELLO STRANO RISIKO SOCIETARIO TRA CORALLO, FINI E I FINIANI
GLI AFFARI NELLE ANTILLE, LA PISTA DI MONTECARLO E I SOLDI DATI A PROIETTI, FEDELISSIMO DI GIANFRANCO
Gian Marco Chiocci per “il Giornale”

Fini, i finiani e i Tulliani. Montecarlo e non solo. Il gioco dell’oca delle coincidenze ruota intorno al «Re del gioco». È l’incensurato Francesco Corallo, figlio di Gaetano (condannato a 7 anni, pena scontata), al vertice della holding Atlantis World Group, oggi Bplus, «attenzionato» indirettamente a luglio dalle autorità olandesi che indagano su un traffico di denaro nelle Antille che ha portato a investigare a Curaçao su un personaggio a lui vicino, tale Dos Santos, e a congelare 50 milioni di dollari in una banca di Miami.
Atlantis Casino Nassau BahamasAtlantis Casino Nassau Bahamas

Francesco Corallo diventa noto l’estate scorsa quando vien fuori che le società off shore Printemps e Timara protagoniste dell’acquisto dell’appartamento nel Principato abitato dal cognato di Fini, sono «rappresentate» al medesimo indirizzo di Manoel Street a Castries nell’isola di Saint Lucia dal broker James Walfenzao, uomo di Corallo, «mente» delle fiduciarie anonime della Corpag Service che sovrintende alle «Ltd» di casa Tulliani.
Al vertice della holding londinese che controllava una quota della Atlantis c’era proprio Walfenzao il quale, secondo una ricerca del Fatto Quotidiano, «operava in nome e per conto di Corallo». Non solo. All’indirizzo monegasco di Walfenzao l’inquilino Tulliani, domiciliava le sue bollette della luce. E di Walfenzao, anzi delle sue mail (mai smentite dall’interessato) fanno cenno i governanti di Saint Lucia a proposito di Giancarlo Tulliani «beneficiario effettivo della Timara Ltd» che si sarebbe avvalso delle prestazioni di Tony Izelaar e Suzi Beach, rappresentanti della Jason Sam di Montecarlo, pure loro collegati a Walfenzao.
GIULIA BONGIORNOGIULIA BONGIORNO
  Un risiko societario complicatissimo, un groviglio di nomi e teste di legno per schermare operazioni poco trasparenti. All’epoca, il rappresentante per l’Italia di Atlantis era il deputato del Pdl Amedeo Laboccetta. Ed è proprio con il parlamentare campano che nel 2004 il presidente della Camera viene fotografato a cena al ristorante del casinò Beach Plaza di Saint Marteen, di proprietà di Corallo. Al tavolo siede anche Francesco Cosimo Proietti, fedelissimo di Fini, oggi deputato Fli.
Occhio alle date, e a Proietti. Ad agosto 2004, secondo Franco Barbato dell’Idv, si è già mossa la «lobby della fondazione Affare Futuro». Il riferimento, maligno, è all’avvocato finiano Giancarlo Lanna, consigliere del think thank del cognato di Tulliani, procuratore di Atlantis «nell’avvio della sua attività» che porterà alla «sottoscrizione della convenzione per il rilascio della concessione dei Monopoli». Il via libera avviene un mese prima di quelle vacanze di Fini.
FINI, ELI, GIANCARLO TULLIANI, LABOCETTA,FINI, ELI, GIANCARLO TULLIANI, LABOCETTA,

  Successivamente la Gdf indaga e si imbatte in presunte anomalie. Quando l’allora pm di Potenza Woodcock chiederà l’arresto di Vittorio Emanuele escono le intercettazioni del finiano «Checchino» Proietti sospettato di aver fatto pressioni sul direttore dell’agenzia dei Monopoli di Stato, Giorgio Tino, per evitare la revoca della concessione all’Atlantis.
L’inchiesta non andrà avanti, l’iperattivismo di Proietti sembra di sì. Nel 2006, infatti, l’Ufficio italiano cambi segnala un’operazione sospetta allo sportello del Credito Cooperativo di Santa Felicita Martire di Affile, Ciociaria, terra di Proietti: dall’altra parte del mondo arrivano 120mila euro per l’«associazione Monti Simbruini».
Francesco Proietti CosimiFrancesco Proietti Cosimi

Il mittente è l’Atlantis Group, l’oggetto vede la sponsorizzazione di una manifestazione (mai avvenuta). A ritirare il denaro ci pensa il presidente dell’associazione, Pierlugi Angelucci, che a suo dire tratta l’operazione per conto dell’amico Proietti a cui gira l’intera cifra. Proietti nega: «Non ho preso un euro». Angelucci insiste. Fa presente di avere in mano fatture della società «Keis comunicazione» della figlia di Proietti (organizzatrice di concerti) intestate all’Atlantis, che avrebbe sponsorizzato altri concerti di big dello spettacolo trattati anche dalla Keis.
È l’ennesima coincidenza sui finiani e il gruppo di Corallo. Così come una coincidenza sono le mail partite dalla segreteria dell’ambasciatore Massolo (considerato un finiano, anche se l’interessato ha smentito) per promuovere Corallo a console onorario di Saint Marteen, e la nomina a collegio difensivo di Corallo dell’avvocato Bongiorno. Il deputato, finiano, Giulia Bongiorno.
WOODCOCKWOODCOCK

VINCENT
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