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Coronavirus, oggi 16 ottobre: 10.010 casi e 55 morti l’Italia cade nello sprofondo

Si impenna ancora la curva epidemica in Italia, superando per la prima volta la soglia psicologica dei 10mila casi. Sono 10.010 i nuovi positivi registrati nelle 24 ore, contro gli 8.804 contagiati registrati ieri, e per di più con 150.377 tamponi, 12mila meno di ieri. Il totale sale così a 391.611 casi dall’inizio dell’epidemia. In calo i decessi, 55 oggi (ieri erano 83), per un totale di 36.427.

Preoccupano ancora le terapie intensive, +52 (ieri +47), che arrivano a 638, mentre i ricoveri ordinari crescono di 382 unità (ieri +326), e sono ora 6.178 in tutto. È’ quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute.

Sono state 59.128 le persone controllate ieri dalla polizia nell’ambito dei servizi disposti per il rispetto delle norme anti Covid. È quanto rende noto il Viminale, aggiungendo che le persone sanzionate sono state 178. Sono 24, invece, le persone denunciate per inosservanza del divieto di allontanamento dalla propria abitazione o dimora perché in quarantena dopo essere risultate positive al Covid 19. Sono state, inoltre, 7.498 le attività commerciali controllate, con sanzioni per 27 titolari, e 9 locali chiusi, di cui 3 a titolo provvisorio.

Le regioni con maggior prevalenza di positivi
È in Valle d’Aosta (0.21%), Campania (0,20%), Liguria (0,19%), Toscana (0,19%), Sardegna (0,18%) e Lazio (0,18%) che oggi abbiamo la maggiore prevalenza puntuale di positivi, con valori in leggero aumento nelle altre regioni, e con una media nazionale pari a 0,14% (in aumento rispetto ai dati del 6/10). Lo evidenzia il Report settimanale dell’Alta Scuola di Economia e Management dell’Università Cattolica (Altems). Emerge anche come nella maggior parte delle Regioni l’indice di prevalenza derivante dal confronto negli ultimi mesi (prevalenza periodale del 15 agosto-13 settembre e del 14 settembre-13 ottobre, per 100.000 abitanti) è raddoppiato. In particolare, nell’ultimo mese, la prevalenza nei 30 giorni è più che raddoppiata. La differenza più significativa riguarda la Liguria, la provincia di Trento e la Campania. In particolare, il valore nazionale della prevalenza di periodo è incrementato notevolmente passando da 80,87 (nel periodo 15 agosto – 13 settembre) a 192,37 (nel periodo 14 settembre – 13 ottobre).

Sempre secondo l’Altems, grazie al decreto 34/2020 sono aumentati in quasi tutte le Regioni i posti letto di Terapia intensiva (Ti): analizzando quanti di questi posti aggiuntivi sono già occupati da pazienti Covid si evidenzia che una Regione ha già esaurito questa capacità. È l’Abruzzo, che ha saturato il 150% dei posti letto aggiuntivi implementati. Si avvicinano, invece, alla saturazione della capacità massima aggiuntiva Piemonte (83%), Marche (67%), Campania (66%), Toscana (65%) e Sardegna (63%). Le altre Regioni non presentano ad oggi particolari criticità, con tassi di saturazione lontani dal valore massimo. Le Ti, al momento, dunque, tengono grazie all’aumento dei posti letto, ma non è però aumentato il numero degli anestesisti.

Analizzando il tasso di saturazione dei posti letto in terapia intensiva, le Regioni con il tasso di saturazione più alto sono: Valle d’Aosta, Sardegna, Liguria e Campania. In particolare, se si considera la dotazione di posti letto originaria, ovvero prima dei piani regionali di riorganizzazione della rete ospedaliera, il 30% dei posti letto di terapia intensiva in Valle D’Aosta, il 19,4% in Sardegna, il 19,3 in Liguria e il 18,2 Campania sono occupati da pazienti Covid-19.

Le suddette percentuali scendono rispettivamente al 16,7%, 11,4%, 12,2% e 11,1% se si prende in considerazione la dotazione prevista in risposta al decreto 34/2020. Il tasso di saturazione medio calcolato sull’intera penisola è del 10,5% se si considera la dotazione pre DL 34 e del 6,4% se, invece, si considerano i nuovi posti letto di TI, in aumento.

Per quanto riguarda poi l’incremento del tasso di saturazione dei posti letto di terapia intensiva rispetto all’aggiornamento della settimana precedente, le percentuali più alte si registrano in Valle d’Aosta (+11,1%), Abruzzo (+4,8%) e Lazio (+4,4%). Non risultano regioni con decremento del numero di ricoverati in TI.  L’Abruzzo, che ha saturato il 150% dei posti letto aggiuntivi effettivamente implementati, sta ora utilizzando i posti letto di terapia intensiva in dotazione strutturale per rispondere alle esigenze dei malati Covid -19.

“Dobbiamo considerare che le attuali dotazioni di terapia intensiva (e il relativo personale) devono essere sufficienti per i pazienti Covid ma anche per quelli non Covid. Non possiamo immaginare di dedicare nuovamente una risorsa critica dell’Ssn alla pandemia: questo era giustificabile nell’emergenza a marzo, ora non sarebbe giustificabile perché andrebbe a ledere il diritto alla tutela della salute e quindi il rispetto dei Livelli essenziali di assitenza per tutti i cittadini”, sottolinea Americo Cicchetti, Ordinario di Organizzazione Aziendale presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
VALLE D’AOSTA
Sono 382, 22 più di ieri, i casi di persone positive in Valle d’Aosta. Di questi 13 sono ricoverati in ospedale, di cui 4 in terapia intensiva, e 365 in isolamento domiciliare. Il totale dei positivi da inizio epidemia è di 1660 perone, i guariti sono, invece, 1129. Il totale dei tamponi ad oggi effettuati è di 31.618. Lo rende noto il bollettino di aggiornamento della Regione in cui si precisa che in Valle d’Aosta l’indice R (t) relativo al contagio Covid 19 risulta ad oggi pari a 1.53. Il periodo di riferimento del dato è la settimana dal 5 all’11 ottobre
PIEMONTE
Quattro decessi di persone positive. Il totale delle vittime in Piemonte è di 4.194 deceduti dall’inizio dell’emergenza. Sono invece 41.895 (+821 rispetto a ieri) i casi di persone finora risultate positive, così suddivisi su base provinciale: 4794 Alessandria, 2263 Asti, 1394 Biella, 4517 Cuneo, 3898 Novara, 21.151 Torino, 1852 Vercelli, 1338 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 350 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 338 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale. I ricoverati in terapia intensiva sono 43 ( +3 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 658(+63 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 7.357  I tamponi diagnostici finora processati sono 838.419 (+ 9.707 rispetto a ieri), di cui 451.952 risultati negativi.

Sono 327, in Piemonte, i posti ordinari di terapia intensiva, ma all’occorrenza possono esserne attivati immediatamente altri 250, arrivando in tutto a 580 posti. Lo si apprende da fonti della Regione secondo cui è sbagliato parlare di saturazione delle terapie intensive piemontesi, dal momento che attualmente i ricoverati in intensiva sono in tutto 227, di cui 43 Covid. Quindi è stato occupato al momento per Covid e non Covid solo poco più del 30% dei posti potenzialmente disponibili.

Torna attiva in Piemonte, 24 ore su 24, da oggi al 31 gennaio 2021 l’Unità di Crisi istituita dalla Regione lo scorso febbraio a seguito dell’emergenza Covid. Lo prevede l’ordinanza firmata dsl presidente del Piemonte, Alberto Cirio, che riallinea al Dpcm del 13 ottobre le disposizioni di contenimento del Covid previste sul territorio regionale.

Non sono esclusi lockdown limitati, in Piemonte, se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare. A dirlo è Bartolomeo Griglio, responsabile del dipartimento prevenzione dell’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte. “Non c’è ancora nulla di definito, ma dobbiamo essere pronti e stiamo definendo le priorità”, spiega nel corso della conferenza stampa sulle nuove linee guida per la gestione dei contagi a scuola. “Stiamo mettendo in piedi un panel di misure, che serviranno per fare i famosi lockdown limitati, cercando di salvaguardare le attività produttive e le scuole”.

“Ad oggi la scuola è uno dei luoghi più sicuri. Ci sono prescrizione così rigide che mettono studenti, docenti e personale al sicuro da ogni possibile contaminazione”, ha aggiunto Antonio Rinaudo, coordinatore dell’Area Scuola dell’Unità di crisi del Piemonte. Dall’inizio delle scuole a ieri gli studenti positivi sono stati 650 su 8.150 tamponi effettuati, con una percentuale che si aggira intorno all’8%. Il dato, ha precisato Rinaudo, “non giustifica, al momento, misure drastiche”.

LOMBARDIA
Sono due e non tre i pm positivi al Covid nella procura di Milano. Il terzo positivo non sarebbe un sostituto procuratore, ma un ufficiale di polizia giudiziaria che lavora in un ufficio separato. Cinque in tutto al momento i pm in quarantena, che hanno avuto contatti stretti con uno dei positivi. Uno dei casi era gia’ stato registrato la settimana scorsa, e – da quanto si sa – ha sintomi piu’ seri. Gia’ a partire da lunedi’ pero’ si prospetta una difficolta’ nella copertura dei turni e nella presenza alle udienze: si conta che a breve ci sara’ un colloquio tra i vertici di Procura e Tribunale per stabilire le nuove priorita’ alla luce del risalire dei contagi.

TRENTINO
ALTO ADIGE
In Alto Adige sono sempre molto alti i nuovi contagi giornalieri di Covid-19. Sono 128 le nuove positività emerse nelle ultime 24 ore su 2.152 tamponi esaminati. In provincia di Bolzano le persone testate positive al coronavirus sono 4.493. In totale i soggetti sottoposti a tampone sono 103.548, ovvero un quinto della popolazione. Raddoppiati rispetto a ieri i pazienti ricoverati in terapia intensiva che oggi sono 6. I pazienti covid ricoverati nei normali reparti ospedalieri sono 66 mentre quelli che si trovano in isolamento presso la struttura attrezzata di Colle Isarco sono 17. Restano 293 i decessi complessivi. Le persone in isolamento domiciliare sono 3.655 mentre quelle guarite sono 2.897. In Alto Adige i Comuni di Monguelfo e Sesto Pusteria sono ‘zona rossa’.

FRIULI VENEZIA GIULIA
Oggi sono stati rilevati 165 nuovi contagi in Friuli Venezia Giulia (5.237 tamponi eseguiti). Si è registrato anche un decesso. Lo ha comunicato il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. Le persone risultate positive al virus in Regione dall’inizio della pandemia ammontano in tutto a 6.093, di cui 2.026 a Trieste, 2.102 a Udine, 1.282 a Pordenone e 652 a Gorizia, alle quali si aggiungono 31 persone da fuori Regione. I casi attuali di infezione sono 1.824. Salgono a 12 i pazienti in cura in terapia intensiva e a 45 i ricoverati in altri reparti. I decessi complessivamente ammontano a 359, con la seguente suddivisione territoriale: 198 a Trieste, 79 a Udine, 73 a Pordenone e 9 a Gorizia. I totalmente guariti sono 3.910, i clinicamente guariti 25 e le persone in isolamento 1.742.

VENETO
Sono 34.277 il totale dei positivi in Veneto dall’inizio dell’emergenza ad oggi, 704 in più nelle ultime 24 ore. Sale anche il numero delle persone in isolamento domiciliare, in totale 13.873, 900 in più rispetto a ieri. Sette i decessi conteggiati nelle ultime 24 ore.

Un cluster con 22 persone positive è stato rilevato nel distretto di Treviso dell’azienda sanitaria locale Ulss n.2 con un collegamento diretto ad una festa di matrimonio. Lo comunica la stessa autorità sanitaria. In un’azienda della provincia, inoltre, circa il 10% di un gruppo di 500 lavoratori testati autonomamente è risultato aver contratto il virus.

Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha annunciato che nelle prossime ore rinnoverà “le ordinanze in scadenza” per la gestione dell’emergenza Covid nella regione, e sarà anche l’occasione – ha detto – “per ricordare le linee guida e l’importanza di portare la mascherina”. Ordinanze, ha spiegato Zaia che “non saranno restrittive”. Riguarderanno, tra l’altro, le aperture dei ristoranti, delle attività commerciali, e linee guida già inserite nelle precedenti ordinanze. “Stiamo valutando – ha anticipato – ulteriori misure per poter incentivare l’uso della mascherina, diffondere la cultura delle protezioni”. “Oggi – ha continuato – la situazione è sopportabile, domani non so”.

EMILIA – ROMAGNA
Sono 544 i nuovi contagi in Emilia-Romagna, registrati nelle ultime 24 ore, quando è stato registrato anche un altro morto, una donna di 95 anni in provincia di Piacenza. Sono stati fatti 13.563 tamponi e, dei nuovi casi, 252 sono asintomatici e 169 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone. Continuano a crescere a ritmo molto sostenuto i ricoveri: sono 61 i pazienti in terapia intensiva (+12 rispetto a ieri) e 404(sempre +12 da ieri) quelli ricoverati negli altri reparti Covid.
Per quanto riguarda la situazione nelle province, i numeri più elevati si registrano in quelle di Bologna (110), Reggio Emilia (77), Piacenza (61).

L’ospedale di Mantova ha cominciato a ridurre i reparti di attività ordinaria per fare posto alle terapie intensive. Lo rende noto la struttura, che precisa: “Vista la situazione epidemiologica, su richiesta di Regione saranno incrementate le dotazioni di posti letto destinate ai pazienti Covid acuti, sub acuti e in degenza semi intensiva. Verranno di conseguenza ridotte le attività di ricovero programmato, con particolare riferimento a quelle che hanno un impatto sulla disponibilità di medici intensivisti”. L’azienda ospedaliera “riparte con le procedure di emergenza, secondo le indicazioni della Regione Lombardia, che ha classificato l’azienda di Strada Lago Paiolo hub Covid per la pneumologia, le malattie infettive e la terapia intensiva”. La città era stata fra quelle più colpite dalla pandemia durante la prima ondata, con una media di contagi per abitante fra le più alte in Italia.

TOSCANA

Non si ferma la corsa al rialzo e ai record nella conta dei nuovi casi di Covid in Toscana. Oggi il bollettino diffuso dalla Regione parla di altri 755 contagi (il 10% dei controllati), con una crescita del 3,7% rispetto a ieri quando i nuovi positivi erano stati 581, portando il totale a  21.017 da febbraio. Gli attualmente malati sono 8.515, +
7,7%:  “Solo 359 sono comunque ricoverati in ospedale (37 in più rispetto a ieri), di cui 51 in terapia intensiva (5 in più) – spiega la Regione -.  Gli altri si trovano in isolamento a casa”. In totale nelle ultime ventiquattro ore sono stati analizzati 11.500 tamponi. Sempre oggi si registrano due decessi – uno in provincia di Massa Carrara e l’altro nell’area fiorentina, età media 82 anni – che portano a 1.187 i pazienti morti da inizio pandemia.

UMBRIA

LAZIO

Su quasi 20 mila tamponi oggi nel Lazio si registrano 795 casi, 5 decessi e 78 guariti. “Siamo ad un livello arancione, temo un peggioramento della situazione. Salgono i casi testati e salgono i positivi ed è stato avviato un forte monitoraggio sulla rete ospedaliera con lo stop alle accettazioni no Covid allo Spallanzani”, spiega l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato. Ieri i nuovi positivi erano stati 594 su quasi 16mila tamponi eseguiti. Cinque i decessi e 78 i guariti.

Nel Lazio sono 12.317 i casi attualmente positivi a Covid-19, 1.004 i ricoverati, cui si aggiungono 98 pazienti in terapia intensiva, e 11.215 in isolamento domiciliare. I guariti sono arrivati a 9.473, i decessi a 1.006 e il totale dei casi esaminati è pari a 22.796. Questo il bollettino aggiornato della Regione Lazio.

Sono 50 i nuovi positivi nel territorio della provincia di Rieti. Un numero mai raggiunto finora in sole 24 ore, nemmeno durante la quarantena dello scorso inverno. A rilevare i nuovi contagi è l’unità di crisi della Asl di Rieti, indicando in 270 il numero totale delle persone attualmente positive nella provincia. Salgono a 500 i soggetti in sorveglianza domiciliare. Si registrano anche 15 nuovi guariti. Sono 10, invece, le persone ricoverate all’ospedale San Camillo De Lellis di Rieti, tra il reparto Covid recentemente riaperto e il reparto di malattie infettive.

“È tornato il tempo di unirci, di prendere insieme delle scelte e combattere uniti”. Lo scrive su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti. “Come alcuni mesi fa, di fronte a questo pericolo, il Paese si è unito e ha vinto un rischio drammatico, ora bisogna percorrere la stessa strada: ascoltare la scienza, gli amministratori, unire la politica, i territori. Trovare insieme una via da seguire”, ha aggiunto.

MARCHE

Sono 115 i positivi rilevati nelle ultime 24 ore nelle Marche nel percorso nuove diagnosi (1.191 tamponi): 50 in provincia di Ancona, 28 in provincia di Ascoli Piceno, 17 in provincia di Macerata, 17 in provincia di Fermo, 2 in provincia di Pesaro Urbino e 1 fuori regione. Questi casi comprendono soggetti sintomatici (21 casi rilevati), contatti in setting domestico (34 ), contatti stretti di casi positivi (18), 1 rientro dall’estero (Romania), 4 casi nello screening  nel percorso sanitario, contatti in setting lavorativo (7), contatti in ambiente di vita/divertimento (12), 1 contatto in setting assistenziale, contatti in setting scolastico/formativo (8) Di 9 casi si stanno effettuando le indagini epidemiologiche. I dati sono stati resi noti, successivamente a quelli sui ricoveri, dal Servizio Sanità della Regione Marche. Nelle ultime 24 ore sono stati testati 2.198
tamponi: 1.191 nel percorso nuove diagnosi e 1.007 nel percorso guariti.

ABRUZZO

È record di tamponi in Abruzzo: nelle ultime 24 ore ne sono stati analizzati 3.668. Mai, dall’inizio dell’emergenza, erano stati eseguiti così tanti test in un solo giorno. Il dato odierno supera anche i 3.222 di ieri. Centosettantotto i nuovi casi delle ultime ore: la percentuale di positività è pari al 4,85%. L’attività dei laboratori è stata notevolmente intensificata nelle ultime settimane: ormai da dieci giorni vengono eseguiti quotidianamente più di duemila test.

Accertamenti dei carabinieri del Nas di Pescara sul focolaio che si è generato nella Rsa dell’istituto religioso Don Orione di Avezzano (L’Aquila), dove si registrano oltre 100 casi di Covid, gran parte dei quali riguardanti gli anziani ospiti. L’attività dei militari per la tutela della salute, che oggi hanno effettuato i primi accertamenti sul posto, in questa fase è di tipo preliminare. ma è altamente probabile l’interessamento della procura marsicana. Intanto la Asl dell’Aquila, cui la Regione Abruzzo ha chiesto di verificare e ricostruire quanto accaduto nella struttura, è impegnata nell’indagine epidemiologica. La struttura, su richiesta della stessa azienda sanitaria, è stata commissariata dal sindaco.

“In Abruzzo, fortunatamente, non c’è alcuna saturazione del 150 per cento delle terapie intensive. Il sistema è perfettamente in equilibrio e sotto controllo: quel numero emerge semplicemente da una diversa prospettiva con cui sono stati analizzati i dati generali”. Lo precisa l’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, commentando i dati diffusi dal Rapporto Altems dell’Università Cattolica.

CAMPANIA

Aumentano ancora i contagi in Campania. Sono 1.261 i nuovi positivi del giorno su 14.422 tamponi eseguiti. I dati sono stati resi noti dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso della sua consueta diretta social. Su 1.261 Nelle ultime 24 ore ci sono anche tre deceduti e 148 guariti. Il totale dei casi di covid-19 segnalati in campania dall’inizio dell’emergenza sale a 23.033 su 737.227. Sono 499 le persone decedute, 8.180 quelle guarite.

MOLISE
BASILICATA

Record di contagi in un giorno per la Basilicata: sono 74 i nuovi casi di coronavirus segnalati dalla task force regionale su un totale di 1.116 tamponi analizzati ieri. Nel bollettino di aggiornamento, è inoltre sottolineato che 17 casi riguardano cittadini pugliesi. E ieri è morta un’altra persona (si tratta della 38ma vittima in regione dall’inizio dell’epidemia) che, come altri sette anziani, era ospite di una casa di riposo di Marsicoverere (Potenza), posta sotto sequestro dai Carabinieri lo scorso 2 ottobre. Attualmente, le persone residenti in Basilicata positive sono 482 (nell’ultimo aggiornamento erano 438) e 37 (rispetto alle 36 di 24 ore prima) sono quelle ricoverate negli ospedali di Potenza e di Matera (nessuna in terapia intensiva). Dall’inizio dell’emergenza sanitaria in Basilicata, 469 persone sono guarite e sono stati esaminati 86.551 tamponi, 85.325 dei quali sono risultati negativi.

PUGLIA

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha fatto sapere che oggi sono stati effettuti 5.582 test e sono stati registrati 313 casi positivi, portando il totale a 10.734. Tra gli oltre 300 nuovi contagi, 162 sono stati rintracciati in provincia di Bari, 8 in provincia di Brindisi, 40 nella provincia Bat, 45 in provincia di Foggia, 5 in provincia di Lecce, 52 in provincia di Taranto, 1 provincia di residenza non nota. Sono stati registrati 5 decessi: 2 in provincia di Bari, 1 in provincia di Foggia, 1 in provincia di Lecce, 1 in provincia di Taranto. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 478.743 test, 5.431 sono i pazienti guariti, 4.673 sono i casi attualmente positivi.

L’Asl Bari ha deciso di assumere 30 assistenti sanitari per rinforzare l’organico del dipartimento di Prevenzione impegnato nell’attività di tracciamento e sorveglianza epidemiologica connessa all’emergenza sanitaria Covid-19. Il bando è stato pubblicato oggi e prevede il conferimento di 30 incarichi a tempo determinato di “assistente sanitario” per una durata di 6 mesi, eventualmente prorogabili sulla base dell’andamento della fase pandemica. La presentazione delle domande va fatta entro il 20 ottobre

CALABRIA

In Calabria ad oggi sono stati sottoposti a test 231.287 soggetti per un totale di 233,393 tamponi eseguiti (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test). Le persone risultate positive sono 2.589 (+102 rispetto a ieri), quelle negative 226.048″. Lo si legge nel bollettino della Regione Calabria, che fa registrare 904 casi attualmente attivi.

Quattordici migranti ospiti nella tendopoli di San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria, sono risultati positivi al Covid19 dopo il test effettuato su 30 persone. Positivi anche tre operatori dell’Associazione Guardie Ambientali impegnati nella gestione del centro. Di fronte al nuovo dato, non è escluso che nelle prossime ore la zona, nel frattempo chiusa, venga dichiarata “zona rossa”, come già avvenuto tre giorni fa per il campo migranti di Rosarno (Rc), dove era stati accertati 18 contagiati.

SICILIA

Rispetto alla giornata di ieri sono nove in più i ricoveri in Sicilia a fronte dei complessivi 578 soggetti positivi rilevati oggi dal bollettino diffuso dal Ministero della Salute. Quest’ultimo  segnala, afferma la Regione,  oltre 7.700 tamponi processati in tutto il territorio siciliano a testimonianza dell’azione di conctat tracing avviata dal Sistema sanitario regionale. Significativo il numero dei guariti: 121. Anche gli accessi in terapia intensiva vedono un incremento lieve: sei pazienti in più rispetto alla giornata di ieri. Dieci le vittime.

SARDEGNA

Sono 5.603 i casi di positività complessivamente accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. Nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale i nuovi casi scendono a 133 dopo il record di ieri di 186. Dei 133, 87 sono stati rilevati attraverso attività di screening e 46 da sospetto diagnostico. Si registrano due decessi, una donna di 60 anni e un uomo di 62, entrambi residenti nell’area del Sud Sardegna. Le vittime sono in tutto 171. In totale sono stati eseguiti 223.779 tamponi con un incremento di 2.450 test rispetto all’ultimo aggiornamento. Sono invece 187 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (+7 rispetto al dato di ieri), mentre è di 29 (+1) il numero dei pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 2.879. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 2.432 (+68) pazienti guariti, più altri 38 guariti clinicamente. Sul territorio, dei 5.736 casi positivi complessivamente accertati, 904 (+23) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 777 (+20) nel Sud Sardegna, 433 (+6) a Oristano, 890 (+36) a Nuoro, 2.732 (+48) a Sassari.

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