Cosa ne sanno gli italiani del Metaverso? La risposta nella prima grande ricerca sul tema

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Se a livello globale, dopo l’entusiasmo iniziale, il Metaverso e nuove realtà immersive si vanno affermando con diverse difficoltà -, in Italia cosa sta succedendo? Dopo le iniziali reazioni di curiosità, scetticismo e imprenditorialità frenetica, a un anno di distanza, quali sono la conoscenza, le attitudini e le posizioni degli italiani sul Metaverso? Quali sono le esperienze che già hanno provato? Quali mondi virtuali conoscono? Cosa si aspettano dal futuro?
Per rispondere a queste domande Ipsos, partner dell’Osservatorio Metaverso, il primo osservatorio creato da Vincenzo Cosenza – consulente di marketing e fra i massimi esperti in Italia del mondo digital – per studiare l’evoluzione di internet verso mondi tridimensionali immersivi, ha recentemente condotto un’indagine molto approfondita (può essere scaricata integralmente qui).
Su tutti sorprende il target d’età di utilizzatori e conoscitori emerso dalla survey. Il topic, infatti, ha attratto maggiormente gli over36 che si dichiarano non solo avvezzi a questo tipo di realtà, ma anche fruitori di esperienze all’interno dei mondi over internet. Esplorando la conoscenza degli italiani sul Metaverso, la ricerca Ipsos rivela che non tutti gli argomenti legati alla realtà immersiva sono conosciuti allo stesso modo.

In generale, l’81% degli italiani ha sentito parlare del Metaverso, anche se la conoscenza dello strumento è scarsa. A seguire la realtà virtuale e l’intelligenza artificiale sono gli argomenti di cui l’italiano si dichiara di avere più conoscenza, che spesso deriva più da un bombardamento mediatico che da un reale approfondimento. Molto meno conosciuti sono termini quali Blockchain, NFT e web 3.0.
In particolare, il target che ci si immaginava essere più rispondente risulta essere, al contrario, quello meno esperto su questi nuovi strumenti: GenX e Millennials battono i giovanissimi, che risultano meno a loro agio soprattutto quando si parla di criptovalute, NFT e Blockchain.
Le attitudini verso il Metaverso si rivelano essere le più disparate. C’è una compresenza di sentimenti contrapposti: dall’incertezza di perdere il contatto con la vita fisica, al percepito di qualcosa di eccitante che possa abilitare anche a fare cose nuove. Ancora una volta, contrariamente a quando si possa immaginare, una certa attitudine positiva non arriva dalla GenZ: chi dichiara maggiormente un atteggiamento favorevole verso questi nuovi mondi sono gli over36, invece, gli under25 sono coloro che si dimostrano più indecisi se queste nuove realtà siano positive o generino il rischio di perdita di contatto con la vita fisica.
Per quanto riguarda l’esperienza del Metaverso, poi, si registra ancora un certo tipo di diffidenza: facilità di accesso, costo eccessivo dei device e un naturale scetticismo legato al non sentirsi a proprio agio in un mondo virtuale sono le principali barriere nell’utilizzo. Di nuovo, la fascia che si dimostra più propensa e interessata a fare questo tipo di esperienze sono coloro che si trovano tra i 36 e i 45 anni. In prospettiva, c’è l’aspettativa che il Metaverso porti un miglioramento nella vita delle persone per come svolgono le attività online in quasi tutti gli ambiti, in particolare quello legato a intrattenimento, connessione ed educazione.
Ma nel futuro, che cosa ci si aspetta di fare concretamente nel Metaverso?
Il 37% del campione degli italiani pensa che sarà più facile incontrare persone diverse nei mondi virtuali che nella vita di tutti i giorni e il 26% dichiara che potrebbe imparare di più sulla moda e sulle tendenze nei mondi virtuali piuttosto che fare shopping nei negozi o online. Al contrario, si preferirà assistere a un concerto dal vivo, piuttosto che nel Metaverso.
Chi ha partecipato ad attività immersive ha interagito principalmente con persone che conosceva già. Le attività a cui finora hanno partecipato riguardano maggiormente la sfera della socialità: giocare e trascorrere il tempo con gli amici (quasi la metà della GenZ). Quasi un 30% ha anche esplorato un’altra città, principalmente Millennials, mentre invece chi ha dichiarato di aver acquistato oggetti reali come vestiti e scarpe (28%), sono per il 32% over46.

Dalla ricerca Ipsos per L’Osservatorio Metaverso, emergono poi tre profili di utenti, le cosiddette metapersonas. Si differenziano per conoscenza, utilizzo e attitudine verso il Metaverso:
Entusiasti conoscitori (31%): sono il target che ha la più alta concentrazione di Millennials e GenX, con profilo culturale medio, rappresenta la parte della popolazione che dimostra più entusiasmo e conoscenza nei confronti del Metaverso e delle realtà immersive. Maggiormente aperti a dichiararsi sé stessi in un mondo online e a volte persino più a loro agio rispetto al mondo offline. Sono il target che ha sperimentato maggiormente il Metaverso, anche in contesti professionali, e che ne auspica un utilizzo maggiore anche nel futuro.
Neofiti ottimisti (29%): sono il target che ha la più alta concentrazione di GenZ, livello culturale medio alto. Sono meno scettici e impauriti verso il Metaverso e realtà immersive, anzi sono convinti che potranno imparare cose nuove e sperimentare nuove abilità grazie ad essi. Nel futuro intendono utilizzarlo maggiormente per attività che vadano al di là del gaming o della semplice socializzazione, come partecipare a riunioni professionali e intensificare le loro esperienze di intrattenimento.
Scettici intimoriti (40%): sono il target che si distribuisce su tutte le Generazioni (meno nella GenZ), e che hanno la maggiore presenza di persone con livello culturale basso rispetto alla altre metapersonas. Hanno conoscenze sotto la media di tutti gli argomenti correlati al Metaverso, un livello di emozione molto più basso ed è il target più scettico verso il poter imparare a fare cose nuove grazie ad esso. Hanno maggiormente timore che la vita reale e quella virtuale siano confuse in modo negativo. Rispetto alle attività da sperimentare grazie a queste nuove tecnologie e piattaforme, pensano quasi esclusivamente al gaming.
Le percentuali non polarizzate che descrivono il campione dividendolo nelle metapersonas, o tipi da Metaverso, mettono in luce un importante segnale: lo strumento Metaverso e gli altri elementi innovativi che compongono il web 3.0 sono attualmente vissuti come realtà ancora lontane. La conoscenza di questi mezzi è ancora superficiale e sarà il domani a dare maggiore seguito sulla vita e applicazione di questi mondi paralleli.
“Lo studio che abbiamo promosso ci ha permesso di confermare l’ipotesi che attualmente esista nella popolazione italiana un diverso livello di alfabetizzazione al Metaverso e realtà immersive, consentendoci di delineare 3 diverse Metapersonas, a cui specifiche caratteristiche sociodemografiche corrispondono diverse attitudini, comportamenti e esperienze vissute in queste piattaforme – commenta Silvia Andreani – Client Officer di Ipsos -. Una prima mappatura di possibili target a cui le Aziende possono indirizzarsi per ragionare sulle opportunità e progettare attività volte ad incontrare i diversi bisogni e le aspirazioni uniche degli italiani rispetto al Metaverso”.
Vincenzo Cosenza, Fondatore, Osservatorio Metaverso, aggiunge: “Dalla survey emerge una generale curiosità per il tema e una predisposizione ad approfondire che è in linea con la missione dell’Osservatorio. I materiali che già si trovano sul sito e i prossimi che pubblicheremo possono essere molto utili ad aziende e persone per capire come sfruttare i vantaggi delle tecnologie che sono alla base del futuro Metaverso”.

L’articolo Cosa ne sanno gli italiani del Metaverso? La risposta nella prima grande ricerca sul tema proviene da The Map Report.

Mata

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