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Cosa possiamo dire sul vaccino italiano Spallanzani-ReiThera

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C’è un altro vaccino italiano, sviluppato dallo Spallanzani insieme all’azienda ReiThera. I primi dati su 100 volontari nella fase 1, annunciati in una conferenza della Regione Lazio, sono favorevoli. Ecco cosa sappiamo e i prossimi passi della sperimentazione

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L’istituto per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani (foto: Andreas Solaro/Afp via Getty Images)

Contro il nuovo coronavirus più vaccini ci sono e meglio è. Anche l’Italia e la ricerca del nostro paese si è distinta nella ricerca di più vaccini: il vaccino di Oxford-Astrazeneca, sviluppato dall’università di Oxford e dall’Irbm di Pomezia, non è l’unico a cui stiamo lavorando. Oggi, infatti, sono stati annunciati in una conferenza presso la Regione Lazio i primi risultati della fase 1 (il primo stadio della sperimentazione) di un altro vaccino, tutto italiano, sviluppato dallo Spallanzani e prodotto dall’azienda biotecnologica ReiThera di Castel Romano. La fase 1 e la valutazione è ancora in corso. In questo primo step su 100 volontari il medicinale, chiamato Grad-Cov2, risulta sicuro anche con una sola dose al posto di due e non è stato associato a reazioni avverse gravi. Tuttavia ci vuole cautela, dato che dire che i primi risultati sono favorevoli non significa che il vaccino sia pronto, efficace e che presto arrivi l’approvazione delle agenzie regolatorie. Dovrà infatti superare la fase 2 e la fase 3, anche se i dati preliminari fanno ben sperare rispetto alla possibilità di ottenere presto un altro ottimo prodotto.

L’obiettivo, stando a quanto riportato dal direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito durante la conferenza del 5 gennaio, consiste nel procedere con la sperimentazione e concludere la fase 3 entro l’estate, per poi sottoporre i dati alla valutazione dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) che qualora la sicurezza e l’efficacia siano confermate potrà approvarlo. “Puntiamo a sviluppare 100 milioni di dosi di vaccino all’anno”, aggiunge Antonella Folgore, presidente dell’azienda Reithera. “Il vaccino è stabile ad una temperatura tra 2 e 8 gradi”.

Lo studio di fase 1 ha coinvolto 100 volontari, di cui 45 vaccinati e gli altri nel gruppo di controllo che ha ricevuto il placebo, e le prime vaccinazioni sono avvenute nell’agosto 2020. Il vaccino risulta attualmente funzionare con una sola dose, a differenza di altri che prevedono due dosi. A oggi Grad-Cov2 risulta sicuro e sembra indurre una risposta buona immunitaria. Parlare di efficacia e di numeri al momento è prematuro, però, visto il basso numero di partecipanti allo studio che, lo ricordiamo, è prevalentemente concentrato su dosaggi e sicurezza. Per ora non c’è stata alcuna reazione avversa grave a distanza di 28 giorni dalla somministrazione.

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