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Crac Midal, cinque arresti per bancarotta Gli imputati avrebbero provocato il fallimento del colosso della grande distribuzione In manette anche un consigliere del Cnel

Il procuratore aggiunto Nunzia D'EliaIl procuratore aggiunto Nunzia D’Elia

LATINA – Cinque arresti, di cui uno ai domiciliari – eseguiti tra Roma, Latina e Cisterna di Latina -sono scattati ad opera della Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta sul crac finanziario della Midal spa, colosso della grande distribuzione a cui facevano riferimento decine di supermercati a Roma, nel territorio pontino e nel frusinate. Secondo le accuse mosse dalla procura di Latina, gli arrestati si sarebbero adoperati negli anni con operazioni illecite che hanno portato la Midal al fallimento.GLI ARRESTATI – Coinvolti nel caso gli amministratori della società: Rosanna Izzi, Ivo Lucarelli, il consigliere del Cnel Paolo Barberini, Sergio Gasbarra e Sandro Silenzi. Spiega il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia: «Gli arrestati, a vario titolo, dissimulando sin dal 2005 lo stato di gravissima difficoltà (poi di dissesto) della società e compiendo dissennate operazioni gestorie, con la complicità degli organi di controllo, hanno distratto dall’attivo della società (dichiarata fallita con sentenza del Tribunale di Latina del 20 gennaio 2012) ingentissime somme di denaro quantificate in oltre dieci milioni di euro, in pregiudizio dei creditori. Agli stessi sono contestati, infatti, più ipotesi di bancarotta fraudolenta per distrazione, documentale e preferenziale, e e di ricorso abusivo al credito».

GLI ARTIFICI – Per svuotare l’azienda e raggirare i creditori, gli amministratori della Midal hanno messo in campo diversi strumenti: dalla falsificazione del bilancio allo spostamento di denaro all’estero sotto forma di consulenze pagate per prestazioni mai ricevute. Sino alla richiesta di crediti per nove milioni di euro a una banca ignara della situazione, dissimulando lo stato di insolvenza. Inoltre la società aveva comprato immobili di proprietà di Rosanna Izzi – che era presidente del Cda di Midal – e corrisposto elevatissimi compensi agli amministratori e ai consulenti (taluni dei quali anche in evidente conflitto di interesse) per svariati milioni di euro anche in un momento di avanzato stato di dissesto artificiosamente dissimulato attraverso la falsificazione dei bilanci.

CONSIGLIERE DEL CNEL – Tra le figure di spicco nella vicenda Midal figura Paolo Barberini, che annovera un curriculum manageriale ai massimi livelli in Italia. Napoletano, classe 1959, Barberini ha guidato un importante gruppo della grande distribuzione; nel 2006 viene eletto vice presidente nazionale della Confcommercio-Imprese per l’Italia. Nel 2007 viene eletto Presidente della Cosidis. Barberini è stato anche nominato componente del Cnel per la IX consiliatura (2010-2015).

Michele Marangon1 febbraio 2013 | 20:59© RIPRODUZIONE RISERVATA

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