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Crema, sindaca Bonaldi indagata per ferimento di bimbo all’asilo. “Amministratori devono essere competenti ma non siamo tuttologi”

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“Domani il mio legale acquisirà l’intero fascicolo per poi presentare alla Procura di Cremona una memoria chiedendo l’archiviazione”. Parla così Stefania Bonaldi, la sindaca di Crema indagata per avere omesso l’installazione di dispositivi idonei ad evitare la chiusura automatica di una porta tagliafuoco in un asilo comunale dove un bambino si è schiacciato le dita. Oltre a lei altre tre persone, tra cui una maestra, hanno ricevuto l’avviso di garanzia. Una vicenda sulla quale l’Anci e i sindaci si sono pronunciati, manifestando la loro solidarietà per la sindaca.

“A otto mesi dal fatto non me l’aspettavo proprio di ricevere un avviso di garanzia ma questa iniziativa della Procura offre l’occasione per una riflessione molto più ampia sulla responsabilità dei primi cittadini: i compiti di gestione e di indirizzo politico sono ben differenti. Rivendico il fatto che gli amministratori debbano essere competenti ma non siamo tuttologi. Se ci sono responsabilità di tipo gestionale il sindaco non ne può rispondere”.

“Questa – continua la sindaca – è una vicenda che si appresta a diventare emblematica. Poco dopo i fatti – spiega – avevo chiamato subito la famiglia per accertami della salute del bambino. Ho fatto immediatamente un sopralluogo all’asilo con l’ufficio legale e tecnico del Comune e abbiamo constatato che non c’era alcun problema di manutenzione e strutturale. Ho incontrato anche la famiglia del bambino in Comune e e credevamo che tutto si risolvesse tramite assicurazione. Non è andata così”.

La sindaca non entra nel merito della questione legale ma aggiunge: “Mi viene contestato di non aver usato dispositivi che bloccassero la chiusura automatica della porta tagliafuoco. Su questo punto abbiamo obiezioni”.

Bonaldi non ha intenzione di concentrarsi troppo sulla vicenda che la riguarda ma non nasconde l’amarezza per tutte quelle volte che i sindaci sono stati messi sotto accusa per fatti verso i quali non potevano avere responsabilità dirette: “Anche nei confronti della vicenda che colpì Chiara Appendino sono state usate nella sentenza parole violente nei confronti della mia collega. Le responsabilità a noi imputabili devono essere più circoscritte”. Intanto va precisato che dopo l’incidente che causò lesioni non permanenti, ma che hanno comportato tre mesi di cure, il piccolo è tornato a frequentare l’asilo nido comunale.

“Mi auguro – ha spiegato Bonaldi in consiglio comunale – che questa nostra vicenda, dai contorni meno gravi di quelli appena citati, e forse per questo ancora più paradossale, contribuisca ad accelerare una riflessione seria a livello nazionale: se un bimbo si schiaccia due dita presso l’asilo nido comunale, fortunatamente senza riportare danni permanenti, ed il sindaco riceve un avviso di garanzia, mi pare evidente che qualcosa nel sistema (non nel caso specifico, lo ribadisco e rinnovo la mia piena fiducia nella magistratura) funzioni in modo inadeguato”.

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