Crisi climatica, fra obiettivi di Parigi e la guerra in Ucraina: a Bonn il meeting preparatorio della Cop27

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Si è aperta lo scorso 6 giugno e andrà avanti fino al prossimo 16 giugno la Riunione Intermedia dei Negoziati sul Clima, appuntamento preparatorio della prossima Cop27, la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in programma dal 7 al 18 novembre prossimo a Sharm el-Sheikh, in Egitto.
Delegati dei governi, osservatori e esperti dei 197 Paesi della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc) ripartono dall’esito della Cop26 dello scorso anno a Glasgow e si riuniscono per fare il punto sui progressi nel mondo in relazione all’attuazione dell’Accordo di Parigi, in particolare sull’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi centigradi rispetto al periodo preindustriale e scongiurare il verificarsi, con crescente frequenza, di eventi estremi come tempeste, siccità e gravi ondate di caldo. Il tutto all’indomani dell’allarme lanciato dalla National Oceanic and Atmospheric Administration che avverte che sono stati raggiunti i livelli di CO2 più alti di sempre e, soprattutto, alla luce dell’impatto provocato dal conflitto russo in Ucraina che ha riportato al centro del dibattito il tema dell’energia, dei combustibili fossili e delle emissioni climalteranti.
“In un contesto caratterizzato da un’accelerazione degli impatti climatici e da tensioni geopolitiche”, spiega l’Unfccc. Il segretario esecutivo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, Patricia Espinosa, ha lanciato un invito a tutti i governi: “Abbiamo bisogno di decisioni e azioni ora e spetta a tutte le nazioni fare progressi a Bonn”, ha affermato osservando che “per attuare gli impegni presi per raggiungere l’obiettivo di 1,5 gradi, il mondo ha un carico di lavoro significativo davanti, ma anche molto su cui basarsi. Ma l’ambizione deve essere subito alzata per evitare i peggiori impatti dei cambiamenti climatici ed è necessaria un’azione immediata”.
!A Glasgow – ha detto Patricia Espinosa – le parti hanno riconosciuto che il ciclo quinquennale non è sufficiente per metterci sulla traiettoria su cui dobbiamo essere per raggiungere l’obiettivo di 1,5 gradi centigradi”.
Come detto in apertura dei lavori del meeting, il cambiamento climatico non è “un’agenda che possiamo più permetterci di rimandare”, auspicando che in questi giorni a Bonn e soprattutto a novembre a Sharm el-Sheikh tutti i settori dell’economia e delle società “dimostrino di riconoscere l’entità dell’emergenza e di adottare misure audaci”.

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