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Crudelia: la costumista Jenny Beavan ci svela i segreti di Emma Stone

Ha firmato grandi classici come Casa Howard, Ragione e sentimento, Jane Eyre e Anna and the King, oltre ad aver dato vita sul grande schermo al guardaroba di personaggi come Alexander e Casanova, oltre a Sherlock Holmes. La costumista Jeanny Beavan, regina assoluta dell’estetica cinematografica ora si cimenta con Crudelia, in arrivo il 28 maggio, con protagonista Emma Stone, a sua volta vincitrice di un Oscar. E mentre Glenn Close fa sapere che tornerebbe volentieri nei panni di questa villain con la passione per i dalmata, l’antagonista nel film, la Baronessa, è interpretata da Emma Thompson (che ha vinto le due statuette proprio in film curati dalla Beavan come designer).

La trama

In questa nuova rivisitazione diretta da Craig Gillespie la protagonista Estella De Vil è una ragazza che negli Anni Settanta sogna di diventare una stilista famosa della scena londinese. Per far quadrare i conti usa le sue arti nel trasformismo per piccole truffe aspettando la grande occasione. Sembra che sia proprio la Baronessa Van Hellman a dargliene una, ma l’epilogo del rapporto tra le due donne è tutt’altro che a lieto fine. Ecco allora che la giovane cova desideri di vendetta e si trasforma nella Crudelia che il pubblico già conosce e ama odiare.

Emma Stone as Cruella in Disney’s live-action CRUELLA. Photo courtesy of Disney. © 2021 Disney Enterprises Inc. All Rights Reserved.

La parola alla costumista

Jenny Beavan, in collegamento Zoom dal suo appartamento colorato e pittoresco, è tutta un sorriso: “Ho fatto il vaccino due giorni fa”, dice subito, “e mi sento benissimo”. Con la lunga chioma candida, racconta così il suo viaggio nell’immaginario visivo di Crudelia, che – c’è da giurarci – cambierà per sempre la nostra visione della super cattiva Disney.

Come nasce la sua esperienza come costumista cinematografica?

Il mio background è come set designer teatrale, ecco perché racconto le storie attraverso l’estetica. E con Crudelia mi è stata offerta la possibilità di farlo attraverso la personalità di due donne molto diverse, una vecchio stile (la Baronessa) e un’altra ribelle, con un occhio eccezionale e un passato discutibile. Estella da piccola si vestiva riutilizzando gli abiti del cesto dei panni sporchi della mamma, usando inventiva e creatività. Nel suo stile ho voluto rendere omaggio alla versione di Glenn Close.

CRUELLA

È vero che ha ideato 47 look diversi per Estella/Crudelia?

«Ho un team specializzato di cinque sarte altamente specializzate. Con loro ho giocato sui colori, non solo nel bianco e nero di Crudelia ma con una presenza massiccia di rosso, associato al suo passato».

Come nella scena in cui sale sul tetto di una macchina?

«Quella gonna doveva coprire uno spazio notevole per ottenere un effetto drammatico ma al tempo stesso restare leggerissima, ecco perché l’ho realizzato con tantissimi petali, aggiunti uno per uno a mano da moltissime apprendiste e stagiste. L’outfit comunque doveva permettere a Emma Stone di muoversi in maniera sinuosa, quindi abbiamo realizzato un lavoro meticoloso ma anche incisivo, capace di raccontare una storia potentissima».

Come ha studiato invece il guardaroba della Baronessa?

«Conosco Emma Thompson dagli Anni Ottanta, abbiamo lavorato insieme moltissime volte e siamo vecchie amiche, quindi per lei ho pensato ad un tema che fosse al tempo stesso femminile e regale, ecco perché i suoi colori sono oro e marrone. Ho lavorato su asimmetrie e gioielli etnici, di qualità ma stravaganti, capaci di dare carattere ad una donna che non è altissima e mi sono ispirata ai numeri di Vogue degli Anni Sessanta per il suo stile».

CRUELLA

La Baronessa è una stilista e nel film si vede una sua sfilata, anche in questi casi il colore ha guidato lo stile?

«Le sue creazioni per il ballo in stile Maria Antonietta sono una collezione dai colori pastelli, capaci di fare da contrasto al pubblico che indossa tutti vestiti vintage».

Londra è un personaggio di per sé, non solo una cornice, concorda?

«Quello stile mi ha riportato alla mente i ricordi di quel tempo, gli odori e i colori degli Anni Settanta in cui realizzavo scenografie teatrali ma con poco budget. Ricordo i magazzini The Liberty, ci ho anche comprato alcune volte, così nel film è stato ricreato nei dettagli».

Emma Stone as Cruella in Disney’s live-action CRUELLA. Photo courtesy of Disney. © 2021 Disney Enterprises Inc. All Rights Reserved.

Da dove arriva l’ispirazione visiva per le storie?

«Sono una che ama guardare la gente, in metro e per strada, ovunque. Sia che stia realizzando un film di Jane Austen o Mad Max mi sforzo sempre di arrivare al cuore della storia e ricostruire il passato del personaggio. A prescindere dall’epoca, per me è importante risalire alle origini dei personaggi per spiegarne i comportamenti».

E per il film di Crudelia?

«Mi sono ispirata allo stile di Galliano e Dior, ma soprattutto Vivienne Westwood per la sua anima punk, ma senza mai copiare. Ho sempre cercato la mia strada, ribellandomi all’autorità anche da ragazzina, mi sentivo una hippie, mentre mia sorella minore studiava alla Juilliard. Mescolavo nero e marrone quando era un’eresia farlo, alteravo le divise scolastiche anche se era vietato e facevo qualsiasi lavoretto, dal portare il caffè a occuparmi del guardaroba, pur di lavorare dietro le quinte. Il teatro è un lavoro di squadra, proprio come quello del dipartimento costumi di un film: si segue la visione del regista e dello sceneggiatore e si dà vita un mondo attraverso l’arte della moda».

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