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Da dove arriva la paura dei serpenti?

Uno studio ambientato in Arizona ha analizzato attraverso i dati come le persone reagiscono davanti a questi animali, e quali condizioni le spaventano di più

Un gruppo di ricercatori della Arizona State University, in collaborazione con una company che offre servizi di rimozione di rettili (tu chiami e loro si precipitano a prelevare l’ospite indesiderato dal tuo garage, per intenderci), ha tenuto traccia di tutti gli interventi richiesti con l’intenzione di utilizzare i dati per studiare la percezione delle persone nei confronti di questi animali. Quali incutono più timore? Cosa provano le persone verso i serpenti? E da dove arrivano più di frequente le chiamate?

Come riassunto in questi giorni nella pubblicazione dello studio, quando il telefono squilla è di solito per un serpente a sonagli. Ma attenzione: il sentimento più diffuso che induce alla chiamata non è mosso dall’odio per i serpenti in generale, ma dal timore quando questi si trovano in contesti residenziali. In garage, per esempio, o in casa.

Le zone più attive, i quartieri ad alto reddito. Ma nelle aree ad alto reddito e anche a alto livello di istruzione, la chiamata alla rimozione dei serpenti è risultata inferiore: forse il segno che in questo caso le persone sono più consapevoli dell’importanza di questi animali nell’ecosistema e conoscono i comportamenti da adottare per gestire la loro presenza, ipotizzano gli studiosi.

Si è visto inoltre che i serpenti raramente entrano nelle case e che, se lo fanno, entrano da una porta aperta. “La maggior parte delle volte, li ritroviamo nel cortile sul retro o nel cortile anteriore delle abitazioni”, scrivono i ricercatori: l’ipotesi è che, più che venire intenzionalmente in direzione degli esseri umani, molto semplicemente siano tratti in inganno dalla continuità di paesaggio tra i nostri spazi esterni e il loro paesaggio nativo.

(Credit video: Steve Filmer, ASU/Credit immagine: Pixabay)

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