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Da un articolo di Repubblica del 27/11/2007 che consiglio a tutti di leggere.

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    Più che fondata sul lavoro l’Italia sembra una nazione fondata sulla massoneria

    Covent Garden, al 60 di Great Queen Street, dove sorge Freemasons’ Hall, palazzo Art decò edificato negli Anni Trenta su progetto degli architetti H. V. Ashley e Winton Newman, si riunisce nei giorni scorsi la Gran Loggia Unita d’ Inghilterra, la madre di tutte le massonerie mondiali che colà ha la sua sede, con i Gran Maestri più importanti d’ Europa.

    Tra i simboli iniziatici disseminati nel palazzo, che viene utilizzato anche come set di film ed è stato calcato di recente da Sharon Stone in «Basic Insinct 2», incedono davanti a Spencer Northampton, «Gran Maestro dei Gran Maestri», lo spagnolo, il francese, il belga, il tedesco. E gli italiani, che sono due, di diverse «obbedienze»: il Gran Maestro del Grande Oriente d’ Italia Gustavo Raffi, avvocato sessantatreenne di Ravenna, e il Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’ Italia Fabio Venzi, sociologo romano quarantunenne.

    Northampton ha convocato i fratelli d’ Europa per studiare le strategie da attuare allo scopo di unire le forze di tutte le massonerie in un grande afflato ideale – e non solo – in questo mondo percorso da germi dilaganti di odio e di follia nel quale la massoneria deve recuperare il suo ruolo etico.

    Gli italiani a Freemasons‘ sono la pietra dello scandalo, dilaniati come sono dalle lotte intestine e dalla conflittualità tra le massonerie regolari, inquinati da quelle irregolari, dall’ indebolimento del «fondamento iniziatico», da una crescente «profanizzazione», tra mafie, politica, affari e inchieste giudiziarie, ultima delle quali quella della Procura di Catanzaro, appena sottratta al pm Luigi De Magistris, sul comitato d’ affari trasversale con base in una loggia coperta di San Marino, dedito alla grassazione di fondi europei e all’ irregolare assegnazione di appalti pubblici.

    Per capire che cosa veramente sta succedendo nel potere massonico italiano, che litiga persino al cospetto del Gran Maestro dei Gran Maestri londinese, come è capitato a Freemasons’ Hall, e che tanta parte si dice abbia nei periclitanti assetti del capitalismo e della politica italiana, bisogna attrezzarsi per fare un viaggio lungo la bellezza di 750 pagine nella straordinaria inchiesta («Fratelli d’ Italia», in libreria questa settimana per Rizzoli) che il giornalista Ferruccio Pinotti ha compiuto tra templi e procure, scandali e eroi del passato, tarocchi e finanzieri, compassi e furbetti del grembiulino.

    L’ immenso tempio massonico è immerso nella penombra, al fondo della sala incombe un enorme monolite bianco sovrastato da un triangolo contenente un occhio. E’ di qui che parte il viaggio esoterico di Pinotti dinanzi ai maestri massoni che entrano con movenze lente, indossando abiti da cerimonia sui quali spiccano i paramenti dei liberi muratori, alla vita il grembiulino, al collo una fascia di raso che termina con un medaglione; altri, di grado più elevato, indossano lunghi mantelli, cinture e spade.

    Sono professionisti, medici, intellettuali, banchieri, militari, artisti che si stringono per mano, si abbracciano, in nome della fratellanza. I politici latitano, niente fotografie in grembiulino. Siamo a Rimini per la Gran Loggia del 2007 che riunisce per tre giorni gli adepti del Grande Oriente d’ Italia, la principale Comunione massonica italiana.

    Il Gran Maestro Gustavo Raffi apre la sua allocuzione con queste parole: «Siamo una delle più importanti agenzie produttrici di etica che abbia creato dal suo seno la storia dell’ Occidente». Non sono parole sue, ma del professor Paolo Prodi, storico, fratello del presidente del Consiglio. Esulta Raffi perché gli adepti hanno superato il massimo storico dell’ era repubblicana: 18.117 fratelli, rispetto ai 12.630 di dieci anni fa, nonostante la dolorosa scissione che ha dato vita alla Gran Loggia Regolare d’ Italia, l’ unica riconosciuta dalla Gran Loggia Unita d’ Inghilterra e che adesso Northampton ordina di riportare dentro il Grande Oriente d’ Italia.

    Paolo Prodi fratello di Romano Prodi

    Si distinguono per tasso massonico, nell’ ordine, Toscana, Calabria, Piemonte, Sicilia, Lazio e Lombardia, che, da sole, contengono più del 50 per cento dei fratelli del Grande Oriente. Un tasso massonico con incrementi senza precedenti. Un’ autentica corsa alla Loggia, rivela il Gran Maestro: ogni anno riceviamo 1.600 domande, età media 42 anni, ma non possiamo accoglierne più di un migliaio, almeno finchè non ci sono passaggi all’ «Oriente Eterno», che in linguaggio profano tradurremmo come passaggi al cimitero.

    Sandro Pertini e Francesco Cossiga

    Sì, dopo la P2, « la massoneria è in fase di ripresa», conferma Francesco Cossiga, di antica famiglia massonica, il quale intervistato da Pinotti, sostiene che in epoca piduista, «nelle votazioni per l’ elezione del presidente della Repubblica arrivò ai massoni, deputati e senatori, una circolare di Licio Gelli perché votassero Sandro Pertini. Ma di questo – aggiunge – in Italia non si può parlare».

    Corto Maltese è un personaggio immaginario dei fumetti creato da Hugo Pratt 

    Lui, invece, del suo predecessore al Quirinale ormai defunto è abilitato a dire ciò che vuole. Se gode di ottima salute il Grande Oriente, sembra non vada peggio alla Gran Loggia Nazionale, detta più comunemente Loggia di Piazza del Gesù-Palazzo Vitelleschi, di cui hanno fatto parte Totò, Gino Cervi e Hugo Pratt, il creatore di Corto Maltese.

    Il Gran Maestro Luigi Danesin, consulente del lavoro e co-fondatore della Banca Popolare di Venezia, esibisce 8.800 aderenti, di cui il 27 per cento donne, unica obbedienza tra le grandi famiglie massoniche italiane che ammette la presenza femminile, trascurando la tradizione britannica, che concepisce invece la massoneria come un club esclusivamente maschile.

    Alessandro Meluzzi

    psichiatra, politico, religioso e saggista italiano

    Certo – spiega Alessandro Meluzzi, ex deputato di Forza Italia, massone che sta per diventare diacono della comunità di Pierino Gelmini, quel prete assai ricco accusato di pedofilia – la Loggia implica un’ iniziazione solare, mentre le donne rappresentano la metà lunare del cielo, le stelle d’ Oriente, non d’ Occidente.

    Non arriva a dire come Giuseppe Miraglia, libero muratore di Schiavonea, frazione di Corigliano Calabro che «le donne bisogna andarci a letto insieme e farle stare a casa». Che bisogna «andare in Africa a sterilizzare queste africane, perché fanno figli come conigli».

    Sul Gran Maestro femminista Danesin, Licio Gelli, anche lui intervistato da Ferruccio Pinotti, cui consegna la presunta «notizia» di un’ antica giovanile iscrizione di Carlo Azeglio Ciampi alla Loggia Hermes di Livorno, pur non condividendo i «grembiulini rosa» che non è opportuno siano presenti quando si prendono «decisioni delicate», cala la sua ala protettiva: «Questi che le mostro sono i moduli delle domande per chi vuole entrare, li consegno io stesso al Gran Maestro Danesin», garantisce.

    Giuliano Di Bernardo filosofo e massone italiano

    La terza comunione più diffusa è la Gran Loggia Regolare d’ Italia, nata da una scissione guidata dall’ ex Gran Maestro del Grande Oriente Giuliano Di Bernardo quando gli dichiararono guerra all’ interno perché accettò di collaborare all’ inchiesta del procuratore di Palmi Agostino Cordova su massoneria e malavita organizzata. Unica riconosciuta dalla massoneria inglese, la Gran Loggia Regolare, 3.000 iscritti, è guidata oggi da Fabio Venzi, che a Freemasons’ Hall pare non abbia gradito affatto l’ invito di Spencer Northampton a ricongiungersi con i fratelli del Grande Oriente, accapigliandosi pubblicamente con Gustavo Raffi.

    Severino Antinori, specialista della fecondazione assistita

    Giuliano Di Bernardo, nel frattempo, si è messo a capo degli Illuminati d’ Italia, un consesso che si richiama agli Illuminati di Baviera fondato nel Settecento, ma anche all’ Ordine americano cui apparterrebbe pure Bill Clinton. Tra i cofondatori del consesso italico troviamo Carlo Freccero, ex Fininvest e poi direttore Rai, Rubens Esposito, responsabile degli Affari legali sempre della Rai, Sergio Bindi, consigliere della Rai e antico collaboratore del segretario democristiano Flaminio Piccoli, Severino Antinori, specialista della fecondazione assistita, il filosofo Vittorio Mathieu, il generale Bartolomeo Lombardo, ex direttore del Sismi, e il giovane lobbista Piergiorgio Bassi.

    Carlo Freccero Ex Fininvest e poi direttore Rai

    La Rai sembra un luogo di coltura della massoneria, se è vero, come testimonia il professor Aldo Mola, che al Grande Oriente giunse a un certo punto in dote una Loggia coperta, retta dal Venerabile Giorgio Ciarocca, alto funzionario del Servizio pubblico, di cui facevano parte Cesare Merzagora, Eugenio Cefis, Giuseppe Arcaini, il genero di Fanfani, Stelio Valentini, il comunista Gianni Cervetti, nonché Guido Carli, Enrico Cuccia, Raffaele Ursini, Michele Sindona, il cardinale Franziskus Konig, e l’ antico direttore generale della Rai Ettore Bernabei, notoriamente soprannumerario dell’ Opus Dei.

    Enrico Cuccia è stato un banchiere italiano, tra i più importanti della seconda metà del Novecento.
    Ettore Bernabei ex-direttore generale della RAI

    Massoni, ex massoni e uomini dell’ Opus Dei, il diavolo e l’ acquasanta, il laicismo massonico e l’ eccellenza cattolica negli affari. Un occhio particolare all’ economia, negli Illuminati di Di Bernardo si entra oggi con il grado di quadrato, si diventa cerchi e infine triangoli, lo strumento utilizzato dal demiurgo di Platone per creare il mondo. Chi c’è ancora tra i vostri? – chiede Pinotti al Sovrano Grande Illuminato. Lui, dopo un po’ di resistenza, lascia capire che vicino agli Illuminati c’ è il banchiere Vincenzo De Bustis, oggi Deutsche Bank, l’ uomo, considerato amico di Massimo D’ Alema, che portò al Monte dei Paschi di Siena per un prezzo considerato allora esorbitante la Banca del Salento.

    E accetta persino di rispondere a questa domanda: «Qual è il profilo ideale di un illuminato nel mondo della finanza? « Il Sovrano non esita troppo e risponde: «Giovanni Bazoli, il presidente di IntesaSanpaolo».

    Alessandro Profumo banchiere e dirigente d’​azienda italiano

    Come se il capo degli illuminati gestisse una specie di stanza di compensazione paramassonica nella vecchia e stantia diatriba tra finanza laica e cattolica, che tuttavia la velocizzazione del grande business finanziario sembra relegare ragionevolmente nel passato, rispetto ai tempi dei grandi massoni dell’ economia Alberto Beneduce e Vittorio Valletta. Mussari, Passera, Bazoli, Profumo: chi può credere veramente che questi signori, professionisti di vaglia che si confrontano ormai con un mercato globale, misurino le loro mosse di business sui binari dell’ ortodossia di massonerie laiche o cattoliche? Pur con le massonerie regolari e irregolari oggi aggressive e arrembanti nel vuoto della politica.

    «Ai tempi di Cordova c’ erano le Logge segrete, oggi tornano le Logge coperte dedite agli affari – sostiene il Grande Illuminato Di Bernardo – . Ma mentre prima nelle Logge segrete c’ erano prevalentemente uomini d’ affari, lobbisti privati, oggi sembrano farne parte anche rappresentanti delle istituzioni o figure a loro vicine».

    Il caso Telekom Serbia, l’ affaire Telecom, le inchieste delle Procure di Potenza e di Roma, la maxi-inchiesta della Procura di Catanzaro su massoneria e comitati d’ affari, spunta sempre una sorta di «dominio occulto delle forze economiche e finanziarie», come le chiama il Gran Maestro Raffi.

    Ma massoniche o cattoliche? O piuttosto cattolico-massoniche? «Nella vulgata di una certa finanza cattolica – divisa Raffi – chi non è dei loro, nel 99 per cento dei casi è massone. Si parla tanto di massoneria, ma sono altre le forze che stanno occupando la società italiana. Io, per esempio, andrei magari a vedere com’ è organizzato in Lombardia lo strapotere di Comunione e Liberazione».

    Giampietro Nattino ex presidente della Banca Finnate e il cardinale Leonardo Sandri

    Per stare al mondo non della pura etica, ma degli affari, che sempre più spesso si confonde apparentemente con quello dell’ anima, vale la pena di segnalare il terrore di Stefano Ricucci, furbetto del quartierino, quando i magistrati gli chiesero qualcosa sui furbetti del grembiulino: «Ahò, dotto’ – rispose al pm – ma lei vuole che a me mi uccidono stasera qui dentro. Lei forse non si rende conto di chi sta a toccare». Toccava la Banca Finnat di Giampiero Nattino, una delle più potenti figure della finanza vaticana, consultore della Prefettura degli affari economici della Santa Sede.

    E Ricucci sbottava: «Da quando ero piccolo così, lo sa tutta Italia che la massoneria… De Bustis, Caltagirone, Nattino sono tutti. la massoneria».

    La massoneria poi cos’ è? – sembra chiedersi Pinotti al termine dell’ interminabile viaggio di 750 pagine. Una cosa che ha il cuore a sinistra e la testa a destra? Boh.

    Di certo «non è vero che tutti i massoni sono delinquenti, ma non ho mai conosciuto un delinquente che non fosse anche un massone», come disse il massone Felice Cavallotti prima di essere ucciso in duello da un suo fratello massone.

    Mayer Amschel Bauer (Francoforte Sul Meno, 23 febbraio 1744 – Francoforte Sul Meno, 19 settembre 1812) è stato un banchiere tedesco, e fu il fondatore dell’impero bancario di tutta la famiglia Rothschild. 

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