Dagli Emirati Arabi a Las Vegas, i più spettacolari «Big Eye» del mondo hanno un cuore tecnologico made in Italy

Quasi due volte più alta del London Eye, stacca di 82 metri l’High Roller di Las Vegas e osserva tutti con lo sguardo rivolto verso il basso. È Ain Dubai, la ruota panoramica più alta del mondo, inaugurata a fine ottobre e già diventata uno dei totem dell’Expo e dell’intrattenimento planetario. Alta 250 metri e realizzata in otto anni di lavori, dietro la faraonica struttura dei record troviamo la migliore tecnologia italo-francese. A realizzare le 48 cabine, ciascuna da 30 metri quadrati di superficie, che possono ospitare fino a 40 passeggeri l’una, autentico cuore e simbolo dell’impianto, ci ha pensato infatti Poma, società francese che fa capo al gruppo altoatesino HTI che mette ancora una volta il proprio nome accanto alle ruote panoramiche da Guinness in giro per il mondo, da Las Vegas a Shenzhen, passando per Londra, Chicago, Montreal, Hong Kong, Baku, Helsinki e Macao.

«La nuova ruota panoramica e il nuovo record mondiale ci riempiono ancora una volta d’orgoglio – commenta Anton Seeber, presidente del gruppo HTI che comprende aziende come Leitner, Poma, Prinoth, Demaclenko e Leitwind -, perché dietro la crescita tecnologica di questi impianti speciali troviamo sempre il know-how delle nostre imprese. Imprese che, nel recente caso delle cabine di Dubai, hanno realizzato un autentico capolavoro e dato vita a un altro vero e proprio simbolo che va ad arricchire il panorama dell’entertainment globale».

Un concentrato di innovazione

Otto anni di lavori per realizzare un’opera-monstre progettata per durare 300mila cicli o sessant’anni. Per provare a descrivere Ain Dubai, questo il nome della ruota panoramica più alta del mondo, non c’è nulla di più preciso dei numeri. E sono cifre che disegnano alla perfezione l’impatto della struttura. Per realizzarla sono state lavorate 11.200 tonnellate di acciaio (il 33% in più rispetto alla quantità utilizzata per costruire la Torre Eiffel), Il mozzo e l’asse della struttura pesano 1.805 tonnellate, equivalenti a quattro Airbus 380, mentre il peso combinato del cerchione e delle 48 cabine da 40 passeggeri l’una è di 7.500 tonnellate. La capacità complessiva è di 1.750 persone. Che potranno godersi il panorama su Dubai a 250 metri di altezza attraverso tre tipologie di cabine – cuore dell’opera – firmate Poma: la cabina “Observation” (esperienza standard), la cabina “Social” (con un bar al centro) e la cabina “Private” (che include l’opzione di una cena privata di tre portate su due giri della ruota da 38 minuti).

Altre cabine e altre ruote

Ma per l’azienda del gruppo altoatesino HTI, quella con Dubai è solo l’ultima di una serie di collaborazioni nel settore delle ruote panoramiche che in vent’anni hanno cambiato lo skyline di numerose metropoli mondiali aprendo di fatto nuove frontiere per l’entertainment, non solo turistico. Uno dei primissimi successi, e di certo il primo «Big Eye» divenuto uno dei simboli della città che lo ospita, è stato il London Eye, realizzato nel 2000. Dall’iconica struttura bianca sulle rive del Tamigi e dalle sue cabine di design sono iniziate infatti a sorgere ruote panoramiche sempre più tecnologiche e sempre più importanti dal punto di vista della dimensione. Prima di Ain Dubai il record di ruota panoramica più alta del mondo era detenuto dall’High Roller di Las Vegas, una struttura avveniristica realizzata nel 2014 con 28 cabine e 167 metri d’altezza. Ma altri sono stati i «Big Eye» che hanno lasciato il segno tra design delle cabine e dimensioni. Dal Golden Reed di Macao, a forma di 8 incastonato in un mega complesso, alto 130 metri  con 17 cabine all’Hong Kong Observation Wheel con le sue 42 cabine che salgono sino a 60 metri di altezza, passando per il Centennial Wheel di Chicago e le ruote di Baku, Montreal, Helsinki, fino a quella di Shenzhen, in Cina, senza dimenticare infine la piattaforma da 200 metri quadrati che sale sino alla cime, a 138 metri d’altezza, della torre di osservazione installata nel 2016 sulle spiagge inglesi di Brighton.

«La nostra azienda è presente in questo mercato da molti anni – precisa Frederic Longeot, responsabile di progetto Poma -, abbiamo dimostrato di poter realizzare progetti complessi, grazie ad un’organizzazione flessibile e alla tecnologia più avanzata. E i più recenti progetti a Dubai e Shenzhen sono l’ennesima dimostrazione della posizione di rilievo che siamo riusciti a conquistare nel settore dell’intrattenimento».

HTI

Il Gruppo High Technology Industries (HTI) è protagonista a livello mondiale nel settore degli impianti a fune (Leitner e Poma), dei battipista e veicoli cingolati (Prinoth), dell’innevamento programmato (Demaclenko) e dell’energia eolica (Leitwind). Dopo aver superato il miliardo di fatturato nel 2018 e 2019, il Gruppo HTI ha chiuso il 2020, segnato dalla pandemia Covid, con un fatturato di 887 milioni di euro, investendo 26,9 milioni in ricerca e sviluppo e 23,8 milioni in beni strumentali. Sono oltre 3.800 i collaboratori del Gruppo HTI operativi nel mondo.

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