cronaca

Dal 2022 in Italia le firme per i referendum si potranno raccogliere via Spid e Cie

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Il traguardo fissato dal ministro dell’Innovazione Colao. L’associazione Luca Coscioni chiedeva tuttavia di anticipare già a luglio 2021

Entro il primo gennaio 2022 sarà possibile raccogliere le firme per i referendum tramite una piattaforma online, che consentirà di sottoscrivere le proposte utilizzando le credenziali Spid o Cie. È quanto assicurato dal ministro per l’Innovazione tecnologica Vittorio Colao, durante un incontro con l’associazione Luca Coscioni sulla possibilità di anticipare l’uso della firma digitale per la raccolta firme di leggi di iniziativa popolare e referendum al primo luglio 2021.

Lo scorso 19 maggio Marco Gentili, co-presidente dell’associazione Luca Coscioni, ha inviato una lettera al ministro Colao, con la richiesta di intervenire urgentemente nel decreto Semplificazioni e inserirvi le procedure necessarie per poter garantire la raccolta delle firme e tramite il Sistema pubblico di identità digitale (Spid) e carta di identità elettronica (Cie). Nella lettera, Gentili ha esortato il ministro all’esercizio delle proprie funzioni, per riparare alla violazione in corso dei diritti costituzionali dei cittadini”, chiedendo che “ogni sottoscrizione su proposte di iniziativa popolare legislativa e referendaria, a livello nazionale, regionale e comunale, possa essere immediatamente attivabile anche attraverso modalità digitali”.

Nella lettera, Gentili ha anche ricordato che, in Italia, le procedure di raccolta firme sono amministrate da una legge vecchia di 50 anni. In un quadro normativo giudicato  contrario al diritto dei cittadini a partecipare alla vita pubblica, dal comitato per i diritti umani delle Nazioni unite. Sottolineandone le “irragionevoli restrizioni” che ostacolano i comitati promotori di queste iniziative. Gentili sottolinea inoltre come “non si possa accettare che la democrazia, nell’era del lavoro agile e della didattica a distanza, resti l’unica attività il cui esercizio a distanza resti precluso, nonostante la tecnologia lo renda possibile”. La raccolta firme in formato digitale è già una pratica comune in quasi tutta l’Unione europea e in alcuni paesi, come per esempio la Germania, le firme digitali sono valide anche per la presentazione dei nuovi partiti alle competizioni elettorali nazionali e europee.

Tuttavia, si legge sulla nota rilasciata dal ministero, Colao non ha dato assicurazioni sulla possibilità di anticipare l’uso della firma elettronica al primo luglio 2021. Il ministro si è limitato a impegnarsi a “valutare la compatibilità delle proposte dell’associazione con il contesto normativo” e ad aprire le “essenziali interlocuzioni con gli uffici degli altri ministeri competenti”.

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