Dramma in Puglia: Scambiate alla nascita, scoprono la verità dopo 33 anni, Una era finita in orfanotrofio

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Protagoniste dello scandalo avvenuto a Canosa, in Puglia,  sono Antonella e Lorena. Entrambe nacquero nel 1989 a distanza di poco ma nessun medico ha messo loro il braccialetto di riconoscimento e le due neonate furono restituite ai genitori sbagliati. Era il 22 giugno, e le due bimbe vennero al mondo con soli 11 minuti di differenza. Dopo una lunga battaglia legale, il tribunale ha emerso il verdetto che stabilisce un enorme risarcimento per questo terribile errore professionale. Vediamo i dettagli.

Uno scandalo ed un errore imperdonabile quello che ha visto protagonisti i membri del personale medico di Canosa. Dopo il parto di Antonella e Lorena, nessuno ha pensato di far indossare loro il braccialetto identificativo. Le rispettive mamme erano quindi convinte di avere tra le braccia le proprie figlie, ignare dello scambio avvenuto poco prima per negligenza. Nonostante nessuna cifra sarà mai in grado di risarcire le conseguenze enormi di questo errore, il tribunale ha stabilito le cifre esatte che spetteranno ai familiari delle due ormai donne.

Sono passati 33 anni dallo scandalo ed è stato dunque stabilito che per l’errore commesso nel 1989 ai genitori reali di Antonella spetta un risarcimento di 215 mila euro. Anche al fratello di Antonella  spetterà un risarcimento che in questo caso è pari 80 mila euro. per quanto riguarda Antonella, una delle reali vittime, la regione dovrà risarcire mezzo milione di euro. La cifra totale sembra già inarrivabile così, ma quella proposta in partenza era in realtà di ben 9 milioni. Stando alle parole dei magistrati “il risarcimento è necessario perché è stato negato loro di vivere la relazione parentale”.

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Ma le bambine, ormai donne, vittime di questo scandalo, hanno anche subito ulteriori ingiustizie nel corso della loro vita. Antonella infatti era stata abbandonata dalla madre non biologica e maltrattata dal padre. Nel 2008 è finita dunque in orfanotrofio ed è stata adottata da una famiglia di Foggia, che le ha dato l’affetto di cui aveva bisogno. Per quanto riguarda Lorena, è stata addirittura disconosciuta dai suoi genitori nel 2014. Inoltre, nonostante abbia poi scoperto la verità sulla sua famiglia, non è riuscita a trovare i suoi genitori biologici.  Ma è solo grazie a Facebook che le due donne hanno potuto accorgersi dello scambio.

Una foto postata su Facebook di circa 10 anni fa è stata la scintilla per poter cambiare la situazione. Infatti, è stata notata la somiglianza tra donne che apparentemente non avevano legami di parentela. Naturalmente, solo il test del DNA ha potuto confermare i sospetti. Stando a quanto dichiarato dal giudice di Trani, probabilmente lo scambio è avvenuto già nella sala parto. L’altra opzione, forse la più plausibile, è che sia avvenuto nel nido dell’ospedale nel quale ostetriche ed infermiere sono solite portare i neonati. In ogni caso, di fronte ad uno scandalo simile, un milione di risarcimento era più che doveroso. Seguiteci anche sui nostri profili Su Facebook anche su INSTAGRAM

 

Dramma in Puglia: Scambiate alla nascita, scoprono la verità dopo 33 anni, Una era finita in orfanotrofio scritto su Più Donna da Imma Bartolo.

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