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Ecco come la Francia di Macron riapre (con un occhio alle presidenziali)

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Il punto di Enrico Martial sulle nuove regole anti Covid in Francia

In Francia, lunedì 3 maggio si conclude il mese di lockdown generale e relativamente morbido, con le scuole chiuse quindici giorni per le vacanze di primavera e il resto per lo più in didattica a distanza. Si prefigura una riapertura per tappe, fino a fine giugno, che il presidente Emmanuel Macron ha tracciato giovedì 29 aprile, in un incontro con i giornali e i media regionali. Si fa affidamento sui progressi nelle vaccinazioni, che saranno possibili a partire dai 18 anni e senza condizioni dal 15 giugno (comunque due settimane dopo la Germania, che lo prevede il 1° giugno).

Sebbene con cautela, la prospettiva è di superamento dell’emergenza, cioè di un sostanziale cambio di scenario in cui collocare anche l’attività politica e pubblica, per superare l’immagine di una presidenza segnata dalla pandemia.

“Abbiamo da costruire un nuovo decennio francese, e sarà il decennio dei giovani”, ha detto, con una frase che richiama ormai le elezioni del prossimo anno. La campagna inizierà presto, con la fine delle restrizioni: “Voglio riprendere il bastone da pellegrino e andare nei territori, per sentire il polso del Paese”, ha detto Macron. D’altra parte, la voglia di cambiare pagina è forte anche in Francia. Il primo maggio le manifestazioni sono state consentite, con molte presenze della sinistra in piazza, a partire da Jean-Luc Melanchon. Si sono visti tra 100 e 150mila partecipanti nell’insieme delle città francesi, con qualche scontro a Parigi e i black bloc in azione.

La situazione sanitaria resta difficile. La Francia registrava oltre 5675 persone in rianimazione il 1° maggio (in Italia 2.522), con otto dipartimenti con tasso di incidenza superiore a 400 per 100mila abitanti, come nella regione parigina e nel dipartimento di Marsiglia.

Le tappe sono distribuite di qui a fine giugno, quando terminerà lo stato giuridico di emergenza e il governo non disporrà più di alcuni strumenti, come il coprifuoco generalizzato. Tuttavia, ci sarà ancora la sorveglianza epidemiologica e la capacità di intervenire in alcuni ambiti per quanto più limitati.

Dopo la fine del mese di lockdown morbido, dal 3 maggio al 19 maggio, sarà possibile muoversi liberamente tra le regioni e le scuole potranno accogliere metà degli studenti in presenza. Già ci poteva spostare entro 10 km dalla propria abitazione, i negozi con i beni di prima necessità erano già aperti. Si è vista molta gente negli spazi pubblici, dove le forze dell’ordine si sono limitate agli inviti all’uso delle mascherine, al vincolo di sei persone per gruppo, al rispetto delle distanze. Non ci sarà quindi un cambiamento forte, a parte la libertà negli spostamenti più lunghi e la relativa riapertura delle scuole.

Dal 19 maggio andrà decisamente meglio, bar e ristoranti potranno servire i clienti negli spazi all’aperto con sei persone al massimo per tavolo. Il coprifuoco passerà dalle 19 alle 21. Con limiti numerici degli accessi, apriranno anche cinema, musei, teatri, monumenti e palestre. La data del 19 maggio non è scritta nella pietra, l’esperienza ha mostrato che le curve e i dati epidemiologici variano anche in funzione delle tendenze sociali, dei territori, delle situazioni. Per ogni fase “nazionale”, sarà dunque possibile, per singolo territorio, mantenere o introdurre specifiche restrizioni.

Il 9 giugno il coprifuoco passerà dalle 21 alle 23, si potrà restare anche nei locali interni di ristoranti e bar, sempre con limiti numerici. Sarà anche possibile assistere a eventi che ospiteranno fino a 1000 persone, come festival, fiere e mostre, incontri negli stadi, con il modello della “bolla”, con un pass che attesti l’avvenuta vaccinazione o un test negativo realizzato nelle 48 ore precedenti. Il pass potrà essere cartaceo oppure sull’app francese StopCovid, che oltre al sostegno al tracciamento, di effetto limitato come in Italia, è stata usata anche per le autocertificazioni e per la comunicazione pubblica su misure restrittive e dati epidemiologici per zona. L’app o il pass saranno possibili per i cittadini dell’Unione europea e sarà tutta da vedere, tra interoperabilità, comunicazioni sanitarie tra Paesi membri e alla luce del pass europeo di cui di parla ancora molto in generale e per fine giugno.

Sarà appunto il 30 giugno, sempre salvo fiammate, che dovrebbe cessare il coprifuoco. Il limite delle 1000 persone per gli eventi sarà rimosso, ma verrà mantenuto il principio della “bolla”, cioè la partecipazione di vaccinati e testati entro le 48 ore.

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