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Ecco i Ray-Ban smart di Facebook: come funzionano e quanto costano

Ray-Ban Stories

Facebook e l’italiana Luxottica hanno fatto davvero un bel lavoro con i Ray-Ban Stories, i primi  occhiali intelligenti (o smart glasses) che non scendono a compromessi con lo stile. Non dispongono di funzioni di realtà virtuale o realtà aumentata, come avevano lasciato intendere le prime indiscrezioni; questi occhiali consentono di fare fotografie e video, la loro condivisione sui social sfruttando bluetooth e wi-fi e infine riprodurre la musica, gestire le telefonate e messaggi via smartphone.

Se si amano gli occhiali da sole non si può che rimanere abbagliati dai risultati del lavoro di sviluppo compiuto. Prima di tutto perché con un modello come i Wayfarer il peso complessivo di 49,6 grammi è di soli 5 grammi in più rispetto a quelli normali. In secondo luogo perché si può scegliere fra venti combinazioni diverse considerando stili, colori, lenti (anche graduate) e dimensioni. In sintesi sembrano occhiali normali e non un accrocchio tecnologico.

Un design che nasce negli anni ’50

Ray-Ban (che è di proprietà Luxottica dal 1999) ha scelto per questo progetto i modelli Wayfarer, Round e Meteor. Soprattutto i Wayfarer sono un’icona non solo perché il suo designer li ha disegnati nel 1952 ispirandosi alla poltroncina Eames Lounge Chair e alle pinne posteriori delle Cadillac, ma anche per i legami con tanti personaggi e film di culto.

Si pensi ad esempio a John Belushi e Dan Aykroyd in The Blues Brothers, Tom Cruise in Risky Business, Don Johnson in Miami Vice e anche personaggi del calibro di Jack Nicholson, Michael Jackson, Madonna ed Elvis Costello. Si registrano persino citazioni letterarie, se si considerano diverse opere di Bret Easton Ellis – esponente simbolo del Brat Pack.

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Comandi a tocco e sfioramento

I Ray-Ban Stories svelano qualche contenuto tecnologico solo se si presta tanta attenzione alla zona frontale dove in prossimità delle cerniere sono presenti due fotocamere da 5 Megapixel; sul lato è presente anche un led bianco che si accede ogni volta che si scatta o si fa una ripresa video – si tratta di una precauzione per la privacy altrui. Le foto raggiungono i 2592 x 1944 pixel di risoluzione, mentre per video si parla di 1184 x 1184 pixel a 30 fps. Lo spazio di archiviazione è di circa 8 GB e complessivamente si possono archiviare più di 500 foto o 30 video (ciascuno da massimo 30 secondi).

L’altro elemento più evidente, ma solo se si sfilano, è che le stanghette sono leggermente più grandi rispetto a quelle normali. Tutti i comandi si scoprono però dando un’occhiata alle istruzioni. La stanghetta sinistra, nel lato interno e in prossimità della cerniera, integra il pulsante a scorrimento per l’accensione/spegnimento degli occhiali.

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Quella destra invece è sormontata (sul profilo) da un tasto che con la pressione momentanea avvia la ripresa video mentre quella continua genera uno scatto. Sempre sul lato destro – quindi sulla superficie laterale della stanghetta – uno o più tocchi gestiscono la riproduzione audio e le chiamate, mentre lo scorrimento (swipe) in avanti o indietro il volume. Un tocco prolungato abilita l’interfaccia vocale, ma volendo si può semplicemente proferire “Hey Facebook take a photo” (trad. hey facebook scatta una foto). E questo ovviamente vuol dire che vocalmente si possono gestire tutte le funzioni, anche se attualmente viene riconosciuto solo l’idioma inglese. In futuro saranno disponibili anche l’italiano, il francese e lo spagnolo.

Infine bisogna ricordare che la diffusione audio è affidata degli altoparlanti integrati che sfruttano alcune aperture situate al fondo delle stanghette. Mentre per la voce sono presenti ben tre microfoni posizionati in prossimità del logo.

Il prodotto non è progettato per resistere a spruzzi d’acqua, immersione o esposizione prolungata all’acqua o ad altri liquidi“, ricorda Ray-Ban. “In caso di esposizione all’acqua, asciugare accuratamente il prodotto e pulire le aree di ricarica da residui o altri detriti“.

Per la ricarica ci pensa la custodia

Se si tengono gli occhiali spenti ovviamente non si consuma nulla, ma una volta accessi e con un uso moderato si può arrivare a circa 6 ore di autonomia. Per “uso moderato” Ray-Ban intende circa un’ora di riproduzione audio, 30 minuti di chiamate, 10 foto e 10 video realizzati e condivisi con la app proprietaria.

Il sistema di ricarica è stato integrato direttamente nella custodia: basta infatti collegarla alla presa, sfruttando la porta usb-c, per ottenere il 100% dell’autonomia in circa 70 minuti e il 50% in circa 30 minuti. Internamente sono presenti dei contatti magnetici che si abbinano alle cerniere degli occhiali. La stessa custodia, come avviene analogamente nel mondo degli auricolari wireless, consente di ricaricare in movimento gli occhiali per ben tre volte.

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App multi-funzione e priorità privacy

L’app Facebook View (Android e iOS) è lo strumento chiave per i Ray-Ban Stories poiché permette di gestire le impostazioni e tutte le altre funzioni che mettono in relazione le foto e i video realizzati con l’esterno. Facebook View è una sorta di checkpoint per importare il materiale, editarlo e condividerlo su Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger, Twitter, Tik-tok, Snapchat, etc.

Un concetto che però è stato più volte ripetuto in sede di presentazione stampa è che per assicurare un controllo adeguato sulla privacy ogni scatto o video non può essere caricato automaticamente e direttamente online o su altre app senza il previo passaggio e consenso sul cellulare. Per impostazione definita gli occhiali raccolgono solo i dati necessari per il loro funzionamento, come ad esempio lo stato della batteria per inviare un alert oppure l’indirizzo e-mail e la password per la verifica dell’accesso a Facebook View e alla connessione wi-fi. “L’uso di Facebook Assistant per l’acquisizione con comando vocale è totalmente facoltativo“, sottolinea l’azienda. “Puoi visualizzare ed eliminare le tue trascrizioni vocali e hai sempre la possibilità di disattivare l’archiviazione vocale e/o l’Assistente Facebook in Impostazioni“.

Facebook View

Inoltre Ray-Ban Stories e Facebook View sono esclusi dalla dimensione pubblicitaria. “Non utilizziamo il contenuto delle tue foto e dei tuoi video per annunci personalizzati. Se condividi contenuti con qualsiasi altra app, verranno applicati i termini di quell’app“, sottolineano le aziende.

Le foto e i video ripresi sono cifrati e l’abbinamento degli occhiali può avvenire esclusivamente con un solo account alla volta. Ogni tentativo con altri terminali porta alla cancellazione di dati e media; bisogna seguire un’apposita procedura quando si decide di cambiare cellulare. Infine sono state pubblicate delle specifiche linee guida per consigliare l’uso appropriato degli occhiali.

Ray-Ban Stories disponibili da oggi

I Ray-Ban Stories sono disponibili da oggi 9 settembre sui siti ufficiali Ray-Ban e in una selezione di negozi. I prezzi partono da 299 dollari per le versioni base, 329 dollari per quelle con lenti polarizzate e 379 dollari per quelle fotocromatiche. Ovviamente nei casi di lenti graduate le cifre cambiano a seconda della tipologia. In Italia il prezzo di partenza è di 329 euro, mentre per le versioni con lenti polarizzate si parla di 359 euro e per quelle con fotografiche 409 euro.

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