Esplorare le sfumature della personalità e metterle al servizio di un ruolo: il mestiere dell’attore per Sharon Alessandri



Sharon Alessandri, trentacinquenne romana.
Per lei il mestiere dell’attore è un modo per esplorare le sfumature della sua personalità e metterle poi a servizio di un personaggio, di un ruolo, in modo che ogni interpretazione sia autenticamente capace di emozionare lo spettatore.

Il suo percorso artistico inizia già all’età di 4 anni, con il canto e la musica, per poi arrivare, in età più adulta, a fare un corso di musical ed è stato proprio lì che ha maturato l’amore per questo mestiere.


Nel tempo ha maturato esperienze teatrali, come “Lo sguardo oltre il fango”, spettacolo sul tema della Shoah e “Roma e le Romane”, con cui ha avuto l’onore di lavorare con il Maestro Pingitore, ed esperienze audiovisive, tra cui “ I nostri ragazzi, di Ivano De Matteo, “Che Dio ci aiuti”, “Squadra Mobile” “Amore Criminale ”.
Prossimamente tornerà in scena con la commedia “Lavori in corso” scritta e diretta da Cristiano D’Alterio.

Ciao Sharon. Inizi il tuo percorso artistico sin da bambina e quindi possiamo dire che sei cresciuta a pane ed arte ma quando hai capito che questo era proprio il lavoro che avresti voluto fare?

Non ricordo un momento in particolare, diciamo che non immaginavo altro nella mia vita, soprattutto durante l’adolescenza, quando, con la scuola si prendono certe decisioni. Per me è sempre stato chiaro che la mia vita sarebbe stata sul palcoscenico. 

Hai lavorato sia in campo teatrale che audiovisivo, per te qual’è la differenza principale tra cinema e teatro? 

La differenza principale ovviamente è che a teatro c’è il pubblico che ti restituisce subito l’emozione, mentre al cinema sei tu davanti alla macchina da presa, quindi può sembrare tutto più freddo, ma io amo questo tipo di recitazione più “intima”

Sharon tu hai anche una bellissima voce e ti sei formata anche come cantante … Qual’è un musical in cui vorresti lavorare?

Grazie! Sicuramente The Lion King, ho avuto il piacere di vederlo sia a Londra che New York ed è il mio musical preferito!

Come ti prepari per un personaggio? E tra le ultime esperienze lavorative, ce n’è qualcuna che ti ha messo più in difficoltà ma che poi ti ha regalato maggiore soddisfazione?

Cerco di capire innanzitutto la storia del personaggio, da dove viene, perché si comporta in quel determinato modo e quali sono i suoi bisogni.
Ultimamente non ho avuto grandi difficoltà, però mi viene in mente lo spettacolo “Uno sguardo oltre il fango”, nel quale dovevo interpretare il ruolo di una nazista. Chi mi conosceva diceva che non era un ruolo adatto a me e che fisicamente non ero adatta, avendo anche un viso molto dolce, ma ho trovato la chiave giusta per interpretarlo e si sono tutti ricreduti. Il pubblico odiava il mio personaggio ed è stata una grande soddisfazione.

Parlando invece di futuro, a Gennaio sarai in scena con una commedia scritta e diretta da Cristiano D’Alterio.
Conoscevi già Cristiano artisticamente? Da attrice, cosa ti ha stimolato di questo progetto?

È uno spettacolo molto divertente, si passa da situazioni surreali a quelle reali ma entrambe portano alla risata. Non mancano però anche spunti di riflessione su temi importanti affrontati però sempre con ironia e leggerezza.

Ufficio Stampa

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