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Etica, giustizialismo e sadismo di Saw non scompaiono in Spiral

Nonostante il tentativo di sbilanciare tutto sul lato del poliziesco, il punto rimane sempre quello: godere della punizione di chi ha sbagliato. In sala dal 16 giugno

Ce la stanno mettendo tutta per resuscitare in qualche maniera quella gallina dalle uova d’oro che è la serie Saw. La morte dell’omicida Jigsaw, certificata al di là di ogni possibile dubbio con un’autopsia nel quarto film (sapendo come vanno queste cose nei film hanno pensato di non lasciare dubbi), non ha impedito poi al franchise di arrivare a 6 titoli compreso un settimo, Saw Legacy, e ora questo ritorno. A compiere gli omicidi sono sempre degli imitatori, più o meno legati all’enigmista originale (in alcuni casi erano proprio suoi collaboratori), che ne imitano i metodi, le pene fantasiose per contrappasso e soprattutto quello che costituisce l’anima di Saw: il giustizialismo.

Il tentativo di Spiral – L’eredità di Saw, adesso, è di cambiare l’equilibrio della saga. Accanto alle morti c’è sempre stata la polizia che indaga con modi più o meno efficaci, una parte poliziesca pretestuosa, curata poco e funzionale a creare un po’ di ritmo tra un macchinoso omicidio e l’altro. Anche perché l’Enigmista è un omicida che può tutto, non è ancora alle leggi reali, è presente dove vuole in ogni momento e sembra sempre aver previsto qualsiasi cosa accada con giorni di anticipo. Un personaggio simile è inafferrabile per definizione e riuscirci significherebbe andare contro le regole impostate dal film. Ora invece con Chris Rock nei panni del detective il cui padre è Samuel L. Jackson (dettaglio cinefilo: il protagonista si chiama Ezekiel, quindi Samuel L. Jackson ha chiamato il figlio Ezechiele) chiaramente il peso è spostato sul poliziesco, sul buddy cop con un nero e un bianco in coppia, il primo esperto con la bocca molto larga e il secondo più remissivo.

A differenza degli altri film della serie, Spiral ci tiene tantissimo alla sua trama di polizia corrotta, infiltrati, colpe dei genitori che ricadono sui figli, reclute e storiacce all’interno del distretto. Il che purtroppo non vuol dire che la curi bene. I personaggi sono classici, lo svolgimento anche, le interazioni non ne parliamo. Solo raramente il talento comico di Chris Rock, la sua presenza e i suoi tempi riescono a infondere un po’ di vita in questa riproposizione di un cliché dopo l’altro in una città accaldata che fa sudare tutti come negli hard boiled di Los Angeles. Non ci sono dubbi che lui si impegni e riesca sempre a fare in modo che la propria personalità comica non danneggi la serietà del personaggio, tuttavia è proprio l’idea stessa di un detective in grado davvero di prendere l’Enigmista che ne indebolisce la forza.

Dall’altro lato la parte che conta di più, assistere alle violentissime punizioni inflitte a chi ha sbagliato, stavolta è un po’ più marginale del solito. Così marginale che la scoperta di chi sia l’assassino forse è la più facile di sempre. Spiral cerca di mantenersi vicino al proprio pubblico di riferimento, quello che ama vedere i modi molto fantasiosi con cui viene prima umiliato nella sua idiozia e poi fatto fuori chi si è macchiato di crimini, errori o che semplicemente ha agito in modi incivili ma la legge non è riuscito a punire. Tuttavia le ragioni di una trama più gialla del solito fanno sì che non in tutti i casi siamo bene a conoscenza delle ragioni per le quali l’Enigmista uccide certe vittime e quindi viene anche un po’ meno quel tipo di giustizialismo.

Perché l’etica di Saw è quella. Nonostante Jigsaw e i suoi discepoli siano formalmente condannati, nonostante siano i cattivi e nessuno avalli il loro comportamento, i film sono totalmente dalla loro parte. Hanno un codice, si ergono a giudici in virtù di una morale e di un’etica superiori che uniscono alla determinazione necessaria a fare quel che nessuno fa. Senza contare l’intelligenza per essere sempre un passo avanti alla polizia. Devono farla pagare a quei criminali che la fanno franca. Unlikely hero con la passione per il sadismo, cercano nel loro pubblico un complice di questo sguardo assetato di sofferenza e privo di pietà. I colpevoli sono sempre ritratti come degli infami bastardi e le loro azioni, quando vengono presi nei meccanismi mortali dell’Enigmista, ne confermano l’egoismo, la stupidità e la totale mancanza di onore. Concetto che sembra cruciale nei film di Saw. Unico vero e possibile equivalente del Giustiziere della notte degli anni ‘70, l’Enigmista (o i vari Enigmisti) sono lo sfogo sociale di desideri di ordine e rigore sempre esistiti.

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