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Felicissima Sera: finalmente senza false ipocrisie. Legnate al politically correct

Che felicissima sera! Ieri sera ho fato una cosa che non facevo o da diverso tempo: ho visto la televisione “normale”, quella in diretta. Ho messo, come diciamo noi, di mezza età, il 5 e ho trovato i duo comico Pio e Amedeo. Due ragazzotti di Foggia che, con irriverenza, competenza e sagacia, sono arrivati alla prima serata di Canale 5.

Devo biasimare me stesso per aver visto solo l’ultima puntata. Quella di ieri appunto. Il loro umorismo mi ha portato un po’ indietro nel tempo. Fatto di cose semplici e, se vogliamo, macinato un po’ grosso.

Il monologo contro il politically correct

Lo avevano annunciati urbi et orbi: faremo un monologo contro il politicamente corretto. Adoprando parole che sarebbero di uso comune, ma se le pronunci sei un uomo terribile. Il messaggio che hanno voluto dare è che non sono le parole a ferire le persone, ma chi le dice e l’intenzione con cui lo fa. Evviva, finalmente un po’ di buon senso.

Negro, ricchione, frocio. I romeni che rubano. Tutte cose che noi diciamo abitualmente in privato ma che adesso, grazie alla potenza degli insopportabili benpensanti, non possiamo più pronunciare in pubblico. Che palle!!!

Io ho un caro amico, persona intelligente e tagliente come una lama. Lavora in radio e televisione ed è omosessuale. Lui una volta si è definito la versione frocia di me. Ho avuto le convulsioni per 10 minuti dal ridere. Ed aveva perfettamente ragione. Siamo molto simili in tutto e per tutto tranne per l’orientamento sessuale. E lui non ha nessun problema a definirsi frocio. Anzi frocia.

La lobby gay che comanda il mondo, e le altre

Ormai, ovunque fai cadere lo sguardo, ci sono omosessuali. La televisione ne è piena. I governi pure (non importa nemmeno andare troppo lontano). Tutti i nuovi telefilm hanno la coppia omo. Ci propinano talmente tanto questa litania, che è diventata irrimediabilmente stucchevole.

Passando dal gender fluid alle discriminazioni razziali. Ho visto una pubblicità della Comunità Europea dove il padre (non si sa se genitore 1 o2) e la figlia sono di colore. E la scritta: L’Europa del Futuro. Come se il colore tipico della pelle degli europei fosse quello.

Insomma, per dirla con Pio e Amedeo: mi sono rotto i coglioni. E sodo.

Il rispetto ci deve essere per tutti. E non si dimostra con le parole, ma con i fatti e gli atteggiamenti. E, ripeto, gli atteggiamenti più discriminatori avvengono da coloro che hanno paura di essere discriminanti.

Viva Pio e Amedeo! Viva il buon senso! Viva la tradizione e la tolleranza. A tutti voi, una felicissima sera.

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