cronaca

Filippo Manelli due murales in cemento armato di Pablo Picasso che facevano bella mostra di sé

Il murale The Fishermen di Picasso, a Oslo
Il murale The Fishermen di Picasso, a Oslo
Più grave appare la perdita dell’edificio, un capolavoro modernista dell’architetto norvegese Erling Viksjoe, già sede del ministero dell’educazione di Oslo

Se si esclude il Munch Museum, che conserva oltre mille opere del celebre pittore, fra cui la versione del 1910 di un capolavoro come L’Urlo, la città di Oslo non rifulge esattamente per attrattive artistiche. Anche per questo, sta destando molta preoccupazione, in qualche caso aperta polemica, la decisione presa di rimuovere due murales in cemento armato di Pablo Picasso che facevano bella mostra di sé nella sede del ministero dell’educazione norvegese. E qualcuno ha lanciato anche una sottoscrizione sulla piattaforma change.org.

 

Il murale The Seagull di Picasso, a Oslo
Il murale The Seagull di Picasso, a Oslo

Le cause? La prevista demolizione dell’edificio, danneggiato nel luglio 2011 dall’esplosione di una bomba lanciata dal terrorista di estrema destra Anders Behring Breivik, che uccise otto persone. Da qui la scelta di staccare i due murales, realizzati alla fine degli anni ’60 da Picasso in collaborazione con lo scultore norvegese Carl Nesjar, con la tecnica della sabbiatura su cemento armato. The Fishermen, che decorava l’intera facciata dell’edificio, e The Seagull, installata nella hall. Che nei progetti verranno reinstallati nella nuova struttura di vetro la costruzione è prevista entro il 2025.

 

Il murale The Fishermen di Picasso, a Oslo
Il murale The Fishermen di Picasso, a Oslo

In realtà, come testimoniano le immagini, non si tratta di opere fra le migliori del malagueno, per non dire che sono alquanto bruttini. Appartenenti ad un’epoca non certo delle migliori dell’artista, appaiono alquanto sommari nella costruzione. E soprattutto, il monocromo grigio li priva della componente cromatica, centrale nell’opera del tardo Picasso. Ciò non toglie, ovviamente, che sia indispensabile preservarli e tornare a esporli nel migliore dei modi. Più grave, piuttosto, è la perdita dell’edificio: un capolavoro modernista dell’architetto norvegese Erling Viksjoe. La cui demolizione, per molti, non sarebbe necessaria: e anzi completerebbe il piano distruttivo del terrorista Breivik…

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